Marianna Santoni
@ Ivan Sarfatti

Marianna Santoni: ecco perché scegliere un monitor EIZO

Abbiamo chiesto a Marianna Santoni, la più che celebre esperta di digital imaging, di guidarci alla scoperta di un dispositivo essenziale ma troppo spesso sottovalutato perfino dai professionisti: il monitor.
Marianna è giovane, bella, dinamica, sempre allegra e ha già una carriera lunghissima, iniziata agli albori della fotografia digitale, negli Anni ’90. In quel periodo si specializzò negli interventi di post-produzione con Photoshop e dopo poco venne scelta da Adobe per fare parte del mitico team degli Adobe Guru. Oggi, dopo essere diventata anche docente universitaria, è una delle consulenti nel campo della fotografia digitale e del fotoritocco con il più alto numero di riconoscimenti internazionali e che vanta collaborazioni con i maggiori marchi del settore.

Come ti sei avvicinata al mondo EIZO? Fin dal principio della mia avventura nel mondo fotografico, ovunque io sia entrata in contatto con realtà importanti, i monitor EIZO sono sempre stati una costante. Agli inizi della mia carriera non potevo permettermi un acquisto così importante e per qualche anno questi monitor sono rimasti l’oggetto dei sogni. Ho iniziato lavorando con monitor che visualizzavano a mala pena l’sRGB… e questo mi ha costretta a diventare bravissima con la correzione del colore attraverso i numeri. Le competenze, la notorietà e il livello dei clienti sono cresciuti con il tempo di pari passo con le ansie da prestazione. Per questa ragione, per sentirmi all’altezza delle situazioni più svariate, ho sempre dedicato tanto tempo e risorse economiche allo studio e gradualmente ho fatto del mio meglio anche per dotarmi di attrezzature in grado di farmi sentire sempre più al sicuro. Non appena ho potuto permettermi un monitor serio non ho avuto nessun dubbio verso quale marca indirizzarmi.

Courtesy of Marianna Santoni.
Courtesy of Marianna Santoni.

In che modo lavorare su monitor EIZO ha cambiato il tuo lavoro? È stata una rinascita. Sia per i miei occhi, sia per il mio lavoro, sia per la mia salute. Lavorando a 16bit in Adobe RGB (1998) o in ProPhoto RGB è stata un’esperienza quasi mistica poter finalmente avere un controllo così alto, anche visivo, sui colori delle mie immagini. Inoltre, molti miei lavori sono destinati alla stampa fine art o a riviste internazionali. Con il mio EIZO ho potuto finalmente iniziare ad eseguire anteprime di stampa a monitor attendibili per qualsiasi tipo di output evitando tanti costi aggiuntivi e inutili perdite di tempo. Per controllare i colori in stampa è di fatto impossibile potersi recare sempre di persona presso lo stampatore, così come può essere molto costoso eseguire numerose prove di stampa cartacee. Ci sono metodi efficaci per rendere i risultati in stampa prevedibili e un monitor calibrato di fascia alta è un tassello indispensabile affinché questo possa accadere. La maggior parte dei fotografi fanno il grave errore di sbilanciare tutti i loro investimenti verso la prima fase del flusso di lavoro, cioè nelle fotocamere e nelle ottiche, trascurando la formazione e le attrezzature relative al resto del flusso di lavoro. Questo fa sì che spesso sono vittime di una pessima gestione del colore (sia software sia hardware), dallo scatto alla post-produzione fino al file finale, che le porta ad avere un sacco di problemi sulle immagini, inutili perdite di tempo in post-produzione e una qualità decisamente scadente rispetto a quella che le loro fotocamere sarebbero in grado di offrirgli.

Prima hai accennato al tema della salute. In che modo lavorare su monitor EIZO ti ha aiutato in questo senso? I monitor EIZO sono progettati bene anche da questo punto di vista. Innanzitutto l’immagine non cambia mai aspetto, da qualsiasi angolazione la si guardi. Non c’è nessun riflesso e lo sfarfallio è completamente assente. In passato mi era capitato spesso di accorgermi che assumevo posture strane e innaturali per schivare riflessi, problemi di visualizzazione del monitor, una posizione e altezza non ottimale dello schermo. I mal di schiena erano all’ordine del giorno.
Qualsiasi fotografo e post-produttore trascorre molte ore seduto davanti a un monitor e questo può portare a conseguenze gravi alla vista e alla schiena. Proteggere la salute degli occhi, così come del corpo, non è un dettaglio secondario. Solo con i monitor EIZO sono riuscita a creare una postazione di lavoro realmente cucita su di me come un abito su misura. Fino ad allora avevo sempre dovuto adattare me stessa e le mie abitudini al monitor anziché il contrario. Che io sia seduta a diverse altezze o stia in piedi davanti al monitor insieme ad altri collaboratori o clienti, i monitor EIZO si adattano alla situazione perché posso personalizzarne l’altezza, l’inclinazione e perfino la rotazione. 

Courtesy of Marianna Santoni.
Courtesy of Marianna Santoni.

Ricordi un aneddoto in particolare in cui il tuo monitor ad alte prestazioni è stato risolutivo? Ti racconto un episodio che non dimenticherò mai. Una decina di anni fa collaboravo con un’azienda che mi commissionava spesso scontorni complessi come quelli sui capelli, gli elementi mossi, il fumo e altre criticità. Avevo acquisito questo cliente quando già usavo da qualche tempo un monitor EIZO. Era sempre filato tutto liscio. Un giorno quell’azienda mi chiamò chiedendomi di fare per loro uno scontorno urgentissimo di cui si erano dimenticati. Quel giorno, in quel momento, la mia postazione era occupata da un mio assistente, così decisi di non disturbarlo e di eseguire il mio scontorno da un’altra postazione dotata di un monitor di fascia inferiore, ma purtroppo diffuso nel mondo della grafica. Feci lo scontorno e lo inviai al cliente. Dopo pochi minuti mi telefonarono dall’azienda spiegandomi gentilmente che probabilmente dovevo aver inviato loro un file sbagliato perché lo scontorno non era finito. Balzai sulla sedia e aprii di nuovo quel file, ma non sembravano esserci errori. Così andai per scrupolo a controllare quello stesso file nel monitor EIZO. Fu una specie di shock! Lo scontorno che appariva perfetto nell’altro monitor, nell’EIZO si rivelava invece una catastrofe: c’erano bordi incerti, aloni un po’ ovunque… sembrava eseguito da un dilettante o, nella migliore delle ipotesi, sembrava uno scontorno non terminato. Per me quell’episodio fu come una rivelazione. Avevo sempre saputo quanto fosse importante lavorare su un monitor serio, ma, per qualche ragione, mi ero sempre concentrata solo su questioni cromatiche. Invece è anche e soprattutto in mille altri aspetti che si rivela la sua grande utilità.

In quali altre tipologie di problematiche i monitor EIZO ti sono d’aiuto? Potrei farti una lista molto lunga: l’ampiezza dello spazio colore, la calibrazione hardware e molte altre caratteristiche, ma preferirei concentrarmi su alcuni altri aspetti che per me sono cruciali e che spesso sfuggono anche a fotografi di lunga esperienza. Un monitor professionale aiuta certamente ad avere un colpo d’occhio attendibile sull’immagine, ma aiuta anche a tenere d’occhio più rapidamente tutti i possibili difetti, anche non cromatici, che un’immagine digitale potrebbe presentare.  Monitor di bassa qualità possono comportarsi in modo molto rischioso nei riguardi di problemi come le posterizzazioni, il banding, il moiré o qualsiasi altro tipo di artefatto. In molti casi monitor di bassa qualità possono nascondere questi problemi, che però, inevitabilmente, tornano alla luce su altri monitor o in stampa. In altri casi invece monitor di bassa qualità possono accentuare questi artefatti o addirittura “inventarli”. Mi è capitato diverse volte di vedere fotografi perdere tempo a correggere difetti che appaiono nel loro monitor, ma che in realtà non sono nel file. Lavorando così non solo si perde tempo a correggere un difetto che nella foto nemmeno c’è, ma si rischia anche di peggiorare l’immagine anziché migliorarla.

Un altro aspetto fondamentale per me è l’uniformità del pannello. Quando lavoro un’immagine, mi capita spesso di realizzarne diverse versioni per poi compararle e discuterne con il mio team o i miei clienti. La maggior parte dei monitor sul mercato non ha pannelli uniformi. Per averne un riscontro, invito spesso i miei clienti e allievi a fare questa prova: basta aprire la stessa foto su 4 finestre diverse all’interno dello stesso software e affiancarle l’una all’altra in un’unica schermata. Nella maggior parte dei casi ci si trova di fronte a 3 o 4 foto diverse. O meglio: il file è identico, solo che appare diverso a seconda della zona del monitor in cui viene posizionato per visualizzarlo. È facile immaginare quale esperienza delirante possa essere lavorare su monitor con queste prestazioni. Non solo per il fotoritocco ma in qualsiasi situazione in cui sia fondamentale lavorare affiancando due foto. Mi riferisco in particolare a tutti i casi in cui ad esempio ho bisogno di ottenere due o più foto con la stessa armonia cromatica oppure quando lavoro sull’anteprima di stampa a monitor: in questa fase è cruciale visualizzare le due versioni per poter intervenire al meglio su eventuali compensazioni. Monitor non all’altezza possono complicare inutilmente queste semplici operazioni.

Courtesy of Marianna Santoni.
Courtesy of Marianna Santoni.

Un’altra caratteristica fondamentale per me – e tra le più difficili da trovare anche su monitor di fascia alta – è la capacità di visualizzare in modo affidabile la nitidezza dell’immagine. I monitor EIZO hanno un dot pitch così basso e un PPI così ottimale da garantire una densità di pixel davvero sontuosa: questo è cruciale per avere una visione attendibile della nitidezza della foto. Grazie a questa caratteristica posso regolare al meglio la Maschera di Contrasto (o altri filtri similari) che è comunque essenziale in un buon flusso di lavoro. Questo tipo di interventi sono spesso molto difficili da controllare su altre tipologie di monitor e il risultato sfugge di mano con risultati pessimi sia a monitor sia in stampa. Infine, soprattutto se si stampa su carta fine art, un monitor capace di mostrare in modo uniforme della scala dei grigi dalle luci alle ombre è cruciale. Questo vale sia per le immagini a colori sia per quelle in bianco e nero.

Marianna Santoni

Marianna Santoni
© Luca Vescera

Marianna Santoni è un’autorità internazionale nella gestione del flusso di lavoro fotografico digitale dallo scatto, alla post-produzione fino alla stampa. È tra gli esperti al mondo con il più alto numero di riconoscimenti ufficiali ricevuti dai più importanti marchi del digital imaging (Adobe, Canson, Eizo, Elinchrom, Wacom, X-Rite).  È docente universitaria e autrice di oltre 70 pubblicazioni tra cui la prima guida al mondo su Lightroom commissionata da Adobe nel 2006.

Sito web di Marianna Santoni: http://mariannasantoni.com

 

 

 

 


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