Fino al 9 gennaio la Project Room di CAMERA Torino ospita la mostra Sguardi Plurali dedicata al tema della migrazione.

28 Dicembre 2021 di Elisabetta Agrati Elisabetta Agrati

Migrazione e seconde generazioni sono i temi su cui invita a riflettere la mostra Sguardi Plurali, allestita fino al 9 gennaio 2022 nella Project Room di CAMERA Torino.

L’esposizione nasce dalla collaborazione fra CAMERA, FIERI – Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione e Società Umanitaria. Ed è il risultato del concorso fotografico “Sguardi Plurali” rivolto a giovani fotografi e dedicato a questa importante tematica.

Sguardi Plurali sulla migrazione

In mostra quarantacinque scatti, scelti tra quelli dei diciannove autori che hanno partecipato alla call.

Le storie di ciascuno di essi sono differenti. Alcuni sono richiedenti asilo e rifugiati, altri sono cittadini italiani o in attesa di diventarlo. Anche la fotografia risponde, così, nelle loro vite a differenti scopi e progetti. Mezzo di denuncia sociale, strumento attraverso cui portare avanti una ricerca intima sulla propria identità. Oppure forma di espressione scelta all’interno di un percorso artistico più o meno avviato.

Tra le immagini spiccano quelle dei tre vincitori del concorso. Il primo premio è andato a Oleksandra Horobets (Ucraina, 1997) con Kolobok. Un lavoro in cui l’autrice racconta il doloroso rapporto a distanza con la madre attraverso il filtro di una fiaba popolare ucraina. Nelle immagini utilizzate, materiale d’archivio e fotografia costruita si mescolano in un alternarsi di piani e tempi differenti che compongono una commovente ricerca delle proprie radici.

Al secondo posto, Karim El Maktafi (Desenzano del Garda, 1992). Il fotografo italo-marocchino si interroga sulla situazione di ragazzi e ragazze nati e cresciuti in Italia, senza però essere riconosciuti appieno come cittadini. Il suo progetto, They call us second generation, trasmette il senso di sospensione di chi, come lui, è costretto in bilico fra il senso di appartenenza a un luogo e lo sguardo di chi ancora lo considera straniero.

Anche per Danielle Souza da Silva (Fortaleza, Brasile, 1997) il vissuto personale diventa lo stimolo per la costruzione di un Diario di bordo, dove parole e fotografie formano un puzzle di città, persone, ricordi e suggestioni. Un insieme di frammenti intimi e delicati, nel quale i luoghi diventano porti in cui approdare in una continua esplorazione del mondo.

La mostra fotografica

I vincitori del bando sono stati selezionati da una giuria composta da: Pietro Cingolani (antropologo, Università di Bologna e FIERI), Monica Poggi (curatrice di CAMERA, Torino), Annalisa Frisina (sociologa visuale, Università di Padova), Mariagiulia Grassilli (antropologa, Università di Bologna e direttrice del Festival Human Rights Nights), Délio Jasse (fotografo e videoartista), Suranga Deshapriya Katugampala (fotografo e videoartista).

La mostra è aperta lunedì, mercoledì, venerdì-domenica dalle 11 alle 19. Giovedì dalle 11 alle 21. Martedì chiuso.

www.camera.to

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