Dal 16 al 19 dicembre Palazzo Velli Expo a Roma ospita la mostra di Pino Bertelli Contro la guerra. Ritratti dall’infanzia negata.

10 Dicembre 2021 di Elisabetta Agrati Elisabetta Agrati

Dal 16 al 19 dicembre 2021 Palazzo Velli Expo a Roma ospita la retrospettiva di Pino Bertelli Contro la guerra. Ritratti dall’infanzia negata. Un atto di accusa contro i conflitti che stanno dilaniando il pianeta lanciato dal fotoreporter di Reporters sans frontières attraverso i volti dei tanti bambini che la guerra la subiscono quotidianamente.

L’esposizione, organizzata dal Centro Sperimentale di Fotografia Adams, si inserisce nell’ambito della rassegna fotografica KromArt expo. Alle immagini di Pino Bertelli, dunque, si affiancheranno i lavori di Giorgio de Finis, Jack Sal, Gaetano De Filippo, Veronica Benedetti e gli autori vincitori della call L’autoritratto ai tempi del coronavirus.

Ritratti dall’infanzia negata

L’autore utilizza la fotografia non solo come testimonianza ma come monito. Monito a non dimenticare. A non chiudere gli occhi di fronte allo sguardo dei tanti, troppi, bambini vittime, ogni giorno, della guerra.

Guerra che lascia ferite ben visibili, testimoniate dalle lacerazioni e dalle bende. Ma anche ferite invisibili e ben più profonde che il fotografo cerca di far emergere soffermandosi sui volti di questi bambini.

Bertelli denuncia, così, non solo le violenze, la fame, le perdite che queste piccole vittime subiscono a causa dei conflitti. Ma soprattutto il fatto che la guerra sia divenuta parte delle loro vite, della loro quotidianità, negando tutto ciò che l’infanzia dovrebbe portare con sé.

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Pino Bertelli

È un anarchico, fotografo, scrittore e cineasta italiano. Dal 1960 al 1986, lavora come operaio siderurgico in una fabbrica nella sua città natale, Piombino. Ispirato da Pier Paolo Pasolini, inizia a fotografare il cambiamento strutturale a Piombino diventando un “fotografo di strada”.

Nel 1999 riceve il Premio Castiglioncello per la fotografia sociale. Nel 2004 il Premio Internazionale Orvieto, per il miglior libro di reportage, Chernobyl. Ritratti dall’infanzia contaminata. Nel 2002 viene incaricato dall’amministrazione regionale toscana di fotografare le persone nei loro luoghi di lavoro, opera dal titolo La Toscana del lavoro.

Una parte del suo archivio fotografico è depositato all’Università di Parma. Il fondo Pino Bertelli (circa 5.000 libri) è consultabile nell’Archivio Famiglia Berneri‐Aurelio Chessa (Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia). Un fondo fotografico (200 fotografie di ritratti piombinesi dal 1982 al 1994) è nell’Archivio Storico del Comune di Piombino.

Una selezione delle sue fotografie è presso la Galleria degli Uffizi di Firenze. Il suo progetto Contro tutte le guerre è stato esposto alla Mostra d’Arte Biennale di Venezia nel 2011.

www.kromart.it

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