25 Giugno 2021 di Redazione Redazione

Oggi vi sveliamo come realizzare splendidi ritratti con il flash esterno abbinato alla luce ambientale.

L’abbinamento di luce ambientale e flash esterno può dare agli scatti un notevole vantaggio rispetto a quelli realizzati con la sola luce naturale. La luce del flash, infatti, è una luce che esiste solo in fotografia. Per essere usata separatamente dal corpo macchina, è sufficiente un’unità flash che offra il controllo manuale della potenza e il sistema slave ottico che si trovano oggi persino nei modelli più economici.

Ritratti con il flash: tre tecniche

1 – Il flash in esterni

ritratti con il flash

Con il flash è possibile integrare la luce naturale per creare una gran varietà di look. Da una piccola luce di riempimento per “aprire” le ombre a qualcosa di più scenografico, come nell’esempio qui sopra. In questo caso, l’esposizione delle ombre profonde sotto gli alberi si bilancia perfettamente con quella del cielo, cosa che senza flash sarebbe stata impossibile. Il soggetto è rischiarato da due lampeggiatori portatili: uno posto a sinistra della macchina, l’altro dietro, a destra della modella.

2 – Le luci LED

pannelli LED sono sempre più diffusi. Sono molto meno potenti dei flash e, grazie alle prestazioni sempre migliori ad alti ISO delle macchine digitali, sono da molti considerati un compromesso interessante per la facilità d’uso, per il controllo sulla temperatura di colore che offrono e, se alimentati a batteria, per la discreta autonomia di cui dispongono grazie ai bassi consumi energetici. Un altro vantaggio rispetto alle luci continue a incandescenza è che si scaldano, e scaldano l’ambiente in interni, molto meno.

3 – Le luci da studio

Molto più potenti di un lampeggiatore o di un pannello LED, i flash da studio ci danno la libertà di disporli più lontano dal soggetto, di “guidarli” con i modificatori e di impostare aperture più chiuse senza dover alzare gli ISO. Inoltre, hanno una temperatura di colore costante e controllata. Ma, soprattutto, sono dotati di “luci pilota”, cioè di lampade a luce continua che riproducono la luce del flash e ci permettono un controllo visivo diretto delle regolazioni che eseguiamo sulle teste flash nonché degli effetti che derivano dai modificatori.

I flash da studio esistono anche a batteria e, usati in esterni, permettono di sottoesporre anche il sole pieno. Questo permette di ottenere un soggetto correttamente esposto e uno sfondo più scuro rispetto alla realtà.

Ritratti con il flash: controlliamo la luce con i modificatori

1 – Torcia nuda

ritratti con il flash

Una torcia “nuda” emana una luce dura a 180 gradi, che non è il “look” più gradevole o sofisticato ma può essere molto drammatico. Nella foto qui sopra, la luce è collocata a destra della fotocamera e più alta della testa, mentre il corpo e il volto del soggetto sono rivolti verso di essa. Con altre angolazioni, questa luce produrrebbe sgradevoli ombre sul viso, benché quelle generate da una torcia nuda in una stanza piccola o vicino a una parete siano leggermente attenuate dalla diffusione della luce rimbalzata sulle pareti intorno.

2 – Ombrello

Un ombrello bianco diffonde la luce coprendo uniformemente un’area ampia. Dà un’illuminazione uniforme e gradevole e, parzialmente, schiarisce le ombre. Con un ombrello bianco possiamo puntare la torcia in direzione opposta al soggetto e far rimbalzare la luce dall’ombrello per un’illuminazione molto diffusa. Oppure possiamo puntare la torcia verso il soggetto: la luce attraverserà il tessuto e sarà più direzionale. Gli ombrelli producono una luce relativamente morbida e carezzevole, ma non permettono un controllo preciso delle aree da illuminare.

3 – Softbox

Il softbox è un involucro che avvolge la testa flash. È munito di un telo diffusore e produce un fascio di luce uniforme più o meno ampio. Come quella degli ombrelli, anche la luce dei softbox è morbida ma è più direzionale, perché è contenuta dalla struttura stessa. Da ciò deriva un maggior controllo sulle zone illuminate o lasciate in penombra.

In un primissimo piano, i softbox creano nelle pupille riflessi rettangolari molto gradevoli. I softbox esistono in moltissime dimensioni e forme (quadrata, rettangolare, stretta e lunga, ottagonale), ognuna con un effetto leggermente diverso, ma più è grande il softbox più la luce è morbida e uniforme.

4 – Snoot

ritratti con il flash

Un cono incanala la luce verso un’apertura circolare e genera un piccolo fascio di luce che sul volto è molto dura, con ombre profonde sotto il naso e il mento. Gli snoot sono quindi utili per dirigere la luce verso una parte specifica del soggetto. Difficilmente lo si impiega da solo come nello scatto qui sopra, mentre normalmente è aggiunto ad altre luci per dare maggior risalto a un particolare o come controluce per i capelli o per la sagoma.

5 – Beauty dish

Il beauty dish è un grande riflettore a parabola, con un piccolo deflettore parabolico posto davanti al tubo elettronico del flash per proteggere la modella dalla luce diretta del flash. La luce raggiunge il soggetto dopo essere stata riflessa due volte (dal deflettore e dall’ombrello) e per questo è direzionale, sebbene più morbida di quella di un softbox. Le ombre sono tenui ma ben disegnate e il riflesso nelle pupille è circolare.

6 – Ring light

Non si tratta propriamente di un accessorio, bensì di un diverso tipo di illuminatore. Un ring light è un anello rotondo di luce – flash o LED – che eroga un’illuminazione frontale con ombre minime. L’obiettivo deve andare al centro dell’anello, in modo che la luce provenga dalla posizione della macchina.

Per certi versi ricorda lontanamente il flash incorporato, ma è molto più gradevole perché non produce le ombre dure del primo. Al contrario, fornisce una bella illuminazione senza ombre, delicata sui visi ed efficace nel minimizzare le rughe. Da non trascurare sono anche i bei riflessi a forma di anello nelle pupille.

 

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