19 Giugno 2021 di Redazione Redazione

Salvatore Vitale è il vincitore della tredicesima edizione del Premio Artista Bally dell’Anno. Fino al 18 luglio, la Fondazione Bally e il Museo d’arte della Svizzera italiana gli dedicano la mostra Displaying Security. Il riconoscimento arriva per la significativa aderenza della sua opera al tema “Sloganismo e sloganismi”. Un invito a elaborare linguaggi immediati in grado di porre in relazione forma, immagine e contenuto. Generando un’interazione capace di catturare lo sguardo e stimolare il pensiero.

Ospitata a Palazzo Reali, la mostra presenta una selezione di immagini fotografiche del progetto How to Secure a Country. Il progetto, frutto di una ricerca pluriennale, ha portato Salvatore Vitale a indagare i meccanismi alla base del sistema di sicurezza nazionale svizzero. Un sistema molto complesso, formato da realtà estremamente eterogenee interconnesse tra loro, che l’artista ha cercato di restituire attraverso una costellazione di fotografie, diagrammi e illustrazioni grafiche.

Salvatore Vitale e la sicurezza

La Svizzera è nota per essere uno dei Paesi più sicuri al mondo. La sicurezza è oggi un aspetto identitario del Paese e, allo stesso tempo, un fenomeno politico e sociale. L’espressione di un apparato statale e di un’industria che vale svariati miliardi. Quando, nel 2014, i cittadini svizzeri hanno votato a favore di un’iniziativa popolare federale “contro l’immigrazione di massa”, Salvatore Vitale, un immigrato residente da molti anni in Svizzera, ha avvertito la necessità di svolgere una ricerca su questo fenomeno e sul desiderio di sicurezza come elemento culturale svizzero.

Questo lo ha condotto sia in luoghi già noti all’immaginario collettivo, come i centri di istruzione militare o gli uffici doganali, sia in ambienti difficilmente valicabili. La sicurezza è un settore per sua natura difficilmente documentabile, poiché proprio le sue procedure implicano grande riservatezza. Secondo l’artista, è grazie alla grande efficienza svizzera che è stato possibile instaurare dei rapporti di fiducia ed entrare, anche se solo parzialmente e in modo molto controllato, nelle maglie del suo sistema di sicurezza per realizzare un progetto artistico, per lo più fotografico.

Lo sguardo di Vitale rimane sempre neutrale. Le scelte estetiche nelle sue fotografie – tonalità fredde, nitidezza e geometrie rigorose – sono propedeutiche all’intento documentario. Nonostante ciò, i soggetti e le integrazioni grafiche mostrano un aspetto burocratico e automatizzato dei processi securitari che infonde una sensazione d’inquietudine nello spettatore, sollecitandolo a una riflessione sull’argomento.

Maggiori informazioni: www.masilugano.ch

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