Bambina cammina nel bosco con cane
Le influenze possono arrivare anche da aree diverse dalla fotografia: questa composizione, è stata ispirata dai disegni a matita dell’illustratore di Winnie the Pooh, E.H. Shepherd.

Sviluppa uno stile personale

Riusciamo ad immaginare l’emozione di una fotografia riconosciuta come nostra sulla base dello stile? All’inizio, trovarne uno unico e distintivo sembra difficile, come trovare l’amore! D’altra parte, da dove arriva lo stile? Come si sviluppa? Ed è possibile che ogni singolo fotografo inventi davvero qualcosa di nuovo? Io credo che la risposta a queste tre domande sia nel mix della personale ricetta di influenze, capacità, esperienza e creatività.

1. Influenze

Tutti vorremmo essere liberi pensatori, capaci di inventare qualcosa di nuovo con cadenza regolare, ma persone del genere sono rare. Il resto di noi è influenzato da quello che vede nella vita quotidiana, per esempio dagli scatti di altri fotografi, da quadri, poster, riviste, post di Instagram o film. Una delle mie influenze è nei disegni di E.H. Shepherd nelle prime edizioni di Winnie the Pooh. Tutti siamo però influenzati anche da immagini che non ricordiamo di avere visto. Ogni singola immagine va ad arricchire l’archivio visuale della nostra mente e diventa un filtro attraverso cui valutiamo le scene che ci accingiamo a fotografare. Più ampia è la varietà delle influenze che ci arricchiscono e meglio è – ci assicura di non plagiare una singola fonte. Lasciamoci quindi ispirare dalle cose che amiamo, dall’arte, dalla musica o dal cinema! Più ci interessiamo al mondo intorno a noi e più interessanti saranno le nostre immagini.

2. Capacità

Tutti abbiamo immagini che vorremmo saper o poter scattare, ma non abbiamo accesso a quello che ci vorrebbe per crearle. In parte, il nostro stile è confinato entro i limiti di quello che possiamo fare con le tecniche, gli spazi e l’attrezzatura che abbiamo a disposizione. Se abbiamo uno studio, è probabile che creeremo uno stile da studio. Se scattiamo in uno spazio bianco in sola luce naturale, il nostro stile sarà luminoso e leggero. Se lavoriamo per lo più in esterni, tenderemo a creare immagini che riflettono i luoghi in cui scattiamo. Un giorno però potremmo partecipare a un corso, cambiare equipaggiamento o lavorare in un altro luogo – e magari innescheremo un cambiamento di stile. Oppure un cliente potrebbe chiederci un’immagine diversa, spingendoci ad uscire dai nostri confini. Sono tutte possibili opportunità di evolvere in nuove direzioni che potrebbero, alla lunga, diventare parte del nostro stile. In una sessione di ritratti di fidanzamento di qualche anno fa, i clienti mi hanno chiesto di includere un famoso “Ponte dei sospiri” di un college in uno degli scatti. L’immagine è venuta bene e l’ho inserita nel mio portfolio. Altri clienti l’hanno vista e mi hanno chiesto foto simili. Oggi i ritratti ambientati con elementi architettonici sono diventati parte del mio stile.

3. Esperienza

Più fotografiamo, più situazioni diverse incontriamo. Dieci anni fa stavo esplorando per la prima volta le possibilità dei miei dintorni, del mio nuovo studio e dei vicini giardini. Ero da solo con la mia fotocamera, scattavo per puro amore della fotografia, ero al massimo della creatività! Ero comunque influenzato dalle cose che avevo visto, ma mettevo la mia impronta nell’esecuzione di ogni immagine. Ogni situazione era nuova, vedevo tutto per la prima volta e rispondevo con idee fresche. Oggi le persone mi chiamano perché vogliono il genere di immagini che hanno visto nel mio portfolio, vogliono che ricrei quello che mi hanno visto creare per altri. In un certo senso, è splendido: diventi la tua prima influenza, al peggio plagi solo te stesso. Da un altro pun- to di vista, è una trappola. Ripetere sempre gli stessi scatti diventa noioso. È necessario continuare a spingersi verso cose diverse, o modi diversi di fare le stesse cose, per continuare a stimolare la creatività.

4. Creatività

Dobbiamo mettere cuore e anima nel lavoro, altrimenti il nostro stile non diventerà mai niente più di un’eco di quello che abbiamo visto realizzare da altri fotografi, davvero appassionati. Non spaventiamoci mai di fronte a sperimentazione ed esplorazione. Osiamo cose che ci facciano sentire vivi. Quando siamo entusiasti di qualcosa, i clienti lo sentono. A loro volta, si entusiasmano e più facilmente ci danno fiducia quando proponiamo qualcosa che non si aspettano. Questo qualcosa potrebbe diventare la cosa che vorremo tornare a provare in futuro ed è così che si sviluppa uno stile!

Paul Wilkinson

Paul è un premiato fotografo internazionale, autore del best-seller Mastering Portrait Photography, collegato al sito companion gratuito MasteringPortraitPhotography.com che vi invitiamo a visitare.
In questa serie di articoli, Paul ha deciso di condividere con noi esperienze e storie, e di raccontare delle difficoltà legate alla sfera professionale.


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