Compiti a casa

Compiti a casa: 2#Ritratti in interni

Quelle che stiamo vivendo, sono settimane dure per tutti. L’emergenza Covid-19 sta rivoluzionando le nostre vite in un modo profondo quanto inaspettato, tanto da rendere impossibili oggi cose che nella “normalità” diamo per scontate e probabilmente ci vorranno mesi prima che il mondo torni “come prima”.  Nel frattempo, però, teniamo vive le nostre passioni: possono darci un po’ di conforto laddove la realtà appare (ed è) così difficile – per andare avanti, nonostante tutto, e, perché no, per riempire le lunghe giornate tra le mura di casa affrontandole in modo creativo. Ecco quindi qualche consiglio su come trasformare il nostro appartamento in un “set” per divertenti progetti che potranno coinvolgere anche chi vive questi momenti con noi: dal ritratto allo still-life, ce n’è davvero per tutti i gusti!

2#Ritratti in interni

Organizzando la sessione in interni, avremo meno luce naturale, chiaramente, ma potremo comunque ricorrere a quella proveniente da fuori. Dovremo sempre tenere presente, però, la direzione da cui la luce arriva. In esterni, in genere, è multi-direzionale, mentre vicino a una finestra arriva da un solo lato. Aiuta pensare all’allestimento come a un grande, inamovibile, faretto da studio!

Attraverso la finestra

Vicino alla finestra

In una giornata coperta possiamo usare qualsiasi finestra, ma quando splende il sole conviene sceglierne una rivolta a Nord, per evitare la luce diretta, troppo dura. In linea di massima, è meglio scattare proprio vicini alla finestra: avremo più luce con cui lavorare e godremo di un po’ più di contrasto sui soggetti, perfetto per dare rilievo ai contorni dei visi. Teniamo a portata di mano un pannello riflettente per rimandare luce verso le zone troppo in ombra.

Aumentiamo gli ISO

Z6

Grazie all’ampia gamma dinamica e all’eccellente sistema di riduzione del rumore delle moderne reflex e mirrorless Nikon (un modello come la Z 6 è fantastico per la fotografia indoor!), possiamo anche allontanarci dalla finestra, qualora non ci fosse sufficiente spazio per i nostri scopi. Ricordiamoci di alzare il livello ISO per poter continuare a scattare con tempi di posa abbastanza veloci e congelare l’eventuale movimento del soggetto o della fotocamera stessa. Se il rumore dovesse diventare preponderante, la conversione in bianco e nero potrebbe rivelarsi un ottimo metodo per ridurre l’impatto del disturbo – così pure delle dominanti di colore dovute al mix di luce naturale e artificiale (nel caso dovessimo accendere le lampade di casa).

Luce artificiale

Schema luci

Oggi è possibile acquistare un efficace set di luci da studio o un paio di flash “da slitta” di buona qualità con meno di 500 €: l’investimento ci aprirà un mondo di possibilità. Gli ottimi Speedlight SB-500 di Nikon costano 250 € e assicurano tutta la potenza che ci serve, anche quando saremo fuori dal nostro appartamento per lavori più importanti.  La prospettiva di usare luci da studio e flash può intimidire, ma basta pensare a essi negli stessi termini in cui pensiamo a una finestra o al riflettore. La luce principale, che offre l’illuminazione portante, è la nostra “finestra”. Per i migliori risultati, dovrebbe essere piazzata davanti al soggetto poco più in alto e spostata di lato. Una volta in posizione, accendiamo la luce pilota (se c’è) o sperimentiamo qualche lampo per osservare dove cadono luci alte e ombre, poi spostiamo la luce finché non saremo soddisfatti della resa. L’effetto sul soggetto dipende dalla distanza tra la lampada e il soggetto stesso: se la raddoppiamo, per esempio, riduciamo a un quarto l’intensità luminosa. Arriva poi il momento, se vogliamo, di aggiungere la seconda luce, sul lato opposto, e di attivarla per riempire le ombre usandola al posto del pannello riflettente. Se le due lampade sono alla stessa distanza dal soggetto e non possiamo muoverle fisicamente perché abbiamo poco spazio nella stanza, dimezziamo la potenza di quella destinata a fungere da riempimento, in modo da creare uno stop di differenza tra le due sorgenti e dare al volto un piacevole effetto tridimensionale. Procediamo impostando un livello di sensibilità ISO basso (meglio ISO 100, per limitare il rumore al minimo) e regoliamo il diaframma in modo che ci restituisca la profondità di campo necessaria (probabilmente f/5.6 o f/8 a seconda della situazione) senza “bruciare” i toni alti. Regoliamo un’ultima volta le luci ed esponiamo per un tempo di 1/125 o 1/200 di secondo.

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E se hai perso il progetto precedente, nessuno problema! Recuperalo cliccando qui: Comipiti a casa: 1#Ritratti in esterni.


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