Compiti a casa

Compiti a casa: 4#Effetto mosso

Quelle che stiamo vivendo, sono settimane dure per tutti. L’emergenza Covid-19 sta rivoluzionando le nostre vite in un modo profondo quanto inaspettato, tanto da rendere impossibili oggi cose che nella “normalità” diamo per scontate e probabilmente ci vorranno mesi prima che il mondo torni “come prima”.  Nel frattempo, però, teniamo vive le nostre passioni: possono darci un po’ di conforto laddove la realtà appare (ed è) così difficile – per andare avanti, nonostante tutto, e, perché no, per riempire le lunghe giornate tra le mura di casa affrontandole in modo creativo. Ecco quindi qualche consiglio su come trasformare il nostro appartamento in un “set” per divertenti progetti che potranno coinvolgere anche chi vive questi momenti con noi: dal ritratto allo still-life, ce n’è davvero per tutti i gusti!

4# Effetto mosso. A casa come in studio

Effetto mosso

Di solito, l’“effetto mosso” si ottiene facendo muovere il soggetto durante l’esposizione mentre teniamo ferma la fotocamera in posizione. Possiamo però cambiare approccio provando a ribaltare i fattori in gioco: manteniamo immobile il soggetto mentre muoviamo la fotocamera! Con le giuste imposta- zioni, potremo così introdurre fotogeniche “scie di movimento” all’interno della foto con risultati sempre differenti. La parte un po’ più difficile sta nell’illuminazione del set: lo scopo è quello di illuminare il soggetto sia con luci continue sia con il flash: quest’ultimo ci permetterà di catturare dettagli nitidi, mentre le prime ci lasceranno “sfumare” alcune parti del corpo in maniera artistica. Noi abbiamo usato tre flash e un paio di lampade fisse, ma possiamo provare con qualsiasi combinazione di illuminatori. Di fatto, si tratta di ottenere due esposizioni in una: la prima è quella con il flash che va a illuminare viso e braccia; la seconda è quella “ambientale”, durante la quale le luci continue si combinano ai movimenti della fotocamera sfumando creativamente la parte bassa dell’inquadratura.

Misceliamo le luci

Set di luci

  1. Flash. La chiave della riuscita è proprio nel mix di flash e luce continua. Qui abbiamo usato tre flash, uno davanti e due dietro il soggetto. Possiamo allestire lo schema luci come preferiamo, ma ricordiamo che il mosso sarà più evidente se il lampo di flash non lambirà lo sfondo scuro.
  2. Stanza buia. È vitale che la stanza sia al buio, altrimenti la luce naturale contaminerà l’esposizione e finirà per sfumare anche le parti che vogliamo nitide. Chiudiamo le imposte e le tende, e spegniamo le luci – oppure scattiamo in esterni, di notte. L’unica luce continua deve venire dalle lampade del nostro allestimento.
  3. Luci continue. Nello scatto di esempio ce ne sono all’opera due. A destra del soggetto troviamo un’unità flash da studio con il lampo disattivato e solo la lampadina modellante in uso. Alla sua sinistra, un pannello LED con filtro arancione. Sia il LED filtrato sia la lampadina al tungsteno introducono una dominante calda.
  4. Fondale scuro. Uno sfondo scuro è la soluzione migliore perché, nel caso il fondale rifletta troppo la luce, c’è il rischio che “annebbi” il ritratto. Inoltre, deve essere abbastanza ampio da coprire la composizione iniziale e il movimento della fotocamera.
  5. Abiti vivaci. A livello di accessori e styling, i colori forti danno più enfasi all’effetto. Anche un motivo interessante, come le pieghe del tessuto, è piacevole, perché la texture può trasformarsi facilmente in una scia sfumata. Cerchiamo di rispettare un singolo tema: troppi colori possono confondere.
  6. Impostazioni di scatto. Qui l’esposizione, impostata in manuale, è stata di 1/3 di secondo a f/5.6 e ISO 100. Un tempo intorno a 1/3 di secondo permette di registrare rapidi movimenti come scie mosse. Nel corso della sessione, sperimentiamo con valori diversi e differenti movimenti della fotocamera.

Un pezzo alla volta

Semplifichiamo l’allestimento multi-flash “costruendo” la luce in maniera progressiva.

  1. Luce chiave. Usando più flash, è più facile centrare il risultato accendendone e impostandone uno alla volta. Partiamo dalla luce portante, sistemata di fronte al viso a destra della fotocamera, poi controlliamo l’intensità del lampo fino ad accordarla con la nostra esposizione.Luce chiave
  2. Luci di contrasto con gelatina. Spegniamo il primo flash e impostiamo gli altri due, sui lati della modella e rivolti verso di lei. L’unità con la gelatina arancione qui è a sinistra e quella con la gelatina azzurra a destra, con un effetto di alone luminoso spettacolare e suggestivo.Luci di contrasto
  3. Tutti e tre. Ora possiamo accendere tutti i flash per completare l’allestimento. Lavorando su una luce alla volta eliminiamo molte complessità: adesso è più semplice anche aggiungere gli illuminatori continui e infine introdurre il movimento della fotocamera.Tutti e tre

Top tip: i movimenti

È difficile prevedere l’effetto del mosso, quindi sperimentare è indispensabile! Parte di questa tecnica è nel movimento della fotocamera, ma non potremo sapere che aspetto prenderà il mosso finché non sperimenteremo e verificheremo il risultato. Alcune cose, però, possono essere indovinate… Nella foto 1 (qui sopra)p tutte le luci erano accese, mentre nella 2 il flash era spento: si vede come funzi na il mosso rispetto al resto dell’illuminazione. La direzione del movimento della fotocamera è fondamentale: spostarla verso il basso introduce scie che corrono verso l’alto. Nell’immagine 2, invece, la fotocamera è stata mossa verso l’alto e la sfocatura appare svolgersi verso il basso.

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E se hai perso i progetti precedente, nessuno problema! Recuperali qui:
Comipiti a casa: 1#Ritratti in esterni.
Compiti a casa: 2# Ritratti in interni.
Compiti a casa: 3# Ritocchiamo i volti


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