© Pierre Guérin

Fotografare in bianco e nero in città

Fotografare in bianco e nero in città permette, il più delle volte, di esaltare gli effetti di luce, le ombre e gli elementi pittorici, dando vita a immagini di forte impatto. Il bianco e nero, infatti, aiuta a ridurre l’effetto di quegli elementi “distraenti” che potrebbero indebolire il soggetto principale. Una brillante insegna rossa sullo sfondo potrebbe facilmente costituire elemento di disturbo in una fotografia a colori, mentre in una in bianco e nero apparirebbe grigia scura, passando inosservata. La conversione in bianco e nero può bastare a garantirci immagini più semplici e dirette. I migliori risultati si ottengono però con un approccio mirato. Vediamo come.

Bianco e nero: a caccia di ombre

Le ombre create dai passanti, dagli edifici e dagli arredamenti urbani sono ottimi soggetti per il bianco e nero. Dato che le ombre si allungano nelle prime e nelle ultime ore della giornata, sono proprio questi i momenti migliori per scattare. Quando fotografiamo le ombre, abbiamo due possibilità: includere gli elementi che le hanno generate o concentrarci solo su di esse, per un risultato più astratto ed enigmatico. È consigliabile sottoesporre l’immagine, da mezzo a uno stop, per fare in modo che la parte scura risulti molto marcata.

Il controluce

Un’altra buona ragione per scattare a ridosso dell’alba o del tramonto è la possibilità di sfruttare il controluce. Questa tecnica è perfetta per creare forti contrasti, spesso accompagnati da ombre interessanti. Così scattando, però, è impossibile preservare il dettaglio nelle alte luci e nelle ombre. Dovremo decidere quale delle due privilegiare (esponendo di conseguenza). Se vogliamo preservare le alte luci, dovremo sottoesporre, il che creerà delle silhouette. Per un buon risultato, dovremo cercare soggetti che si prestino all’effetto e studiare la giusta inquadratura. Se per esempio fotografiamo una persona, meglio inquadrare di profilo. Nove volte su dieci faremo centro. Bruciando le alte luci invece, manterremo il dettaglio nelle ombre, il che richiede di sovraesporre. Questo tipo di scatto enfatizza la luce che inonda la scena, per un effetto quasi etereo.

© bantersnaps

L’elemento umano

Includere persone all’interno della scena aggiunge senso di scala, ossia esse fungono da parametro per aiutare l’osservatore a leggere meglio gli elementi restanti. Inoltre, il soggetto umano può spesso essere il punto di interesse principale dell’immagine. Se le persone sono ferme, il compito è semplice e basta scegliere la composizione desiderata. In una città le persone sono normalmente indaffarate e vanno di fretta. Possiamo decidere di congelare il movimento con un tempo breve, per esempio 1/125 di sec, oppure più lungo (da 1/30 di sec al mezzo secondo) per enfatizzarlo. Di base, per congelare il momento perfetto, con i soggetti nel punto giusto, serve buona tempistica e un pizzico di fortuna. Il mosso crea mistero, ma può anche dare sensazione di trambusto se utilizzato male, cioè se non è il caos l’effetto desiderato. Per scattare con tempi lunghi, intorno al mezzo secondo (necessari per persone in movimento lento) servirebbe un treppiede. Se non ne abbiamo uno, come spesso capita nella street photography, cerchiamo di appoggiare la fotocamera a una solida base, come un muretto o simili, e catturare più scatti per aumentare le probabilità di ottenerne uno nitido.


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