22 Gennaio 2021 di Redazione

La lunghezza focale di un obiettivo ha un enorme impatto sulle immagini perché ci permette di includere più cose nell’inquadratura o di stringere in modo che gli oggetti più piccoli o lontani appaiano grandi all’interno di essa. La lunghezza focale non corrisponde alla lunghezza “fisica” dell’obiettivo, ma alla distanza che c’è tra il suo centro ottico e il piano del sensore, misurata in millimetri quando la messa a fuoco è su infinito. Il range 35-50 mm è considerato “standard”, o “normale” perché è il più prossimo al nostro campo visivo. Gli obiettivi grandangolari hanno lunghezze inferiori, mentre le focali tele sono più lunghe, per convenzione dai 70 mm in poi.

Lunghezza focale e angolo di campo

Parlando di lunghezza focale, non possiamo che andare a considerare l’“angolo di campo”, espressione che descrive quanta parte di una scena l’obiettivo riesce a “vedere”Come suggerisce il nome, le ottiche grandangolari hanno una visuale più ampia. Un ultragrandangolo fisheye, per esempio, può arrivare a coprire un angolo di 180°! I grandangoli sono quindi la scelta naturale quando vogliamo inquadrare molto, ma non abbiamo la possibilità di indietreggiare fisicamente per farlo. Permettono di mostrare un soggetto e i suoi dintorni e sono ideali per paesaggi, architettura e interni.

I teleobiettivi, invece, offrono angoli progressivamente più ristretti – a volte limitati a pochi gradi. Per via della visuale limitata hanno un effetto di ingrandimento e fanno apparire molto grandi nell’inquadratura i soggetti distanti: è il motivo per cui le focali dai 200 mm in su sono utilizzate in fotografia naturalistica e sportiva. Lo svantaggio di un angolo di campo così limitato è nella facilità con cui può capitare di perdere il soggetto appena si muove: un minimo spostamento della fotocamera può causare un enorme spostamento dell’inquadratura!

L’angolo di campo è influenzato anche dalle dimensioni del sensore. Le fotocamere con sensore “full-frame” catturano tutto il campo inquadrato dall’obiettivo, ma non è così per i corpi macchina che montano sensori più piccoli (con misure intorno a 24×16 mm per i formati “APS-C” o 17×13 mm per i “Quattro Terzi”). Un sensore più piccolo vede una porzione più piccola del circolo proiettato dall’obiettivo, quindi di fatto lo stesso obiettivo produce un angolo di campo più ristretto se viene montato su una fotocamera APS-C rispetto a quando è su una full-frame. La lunghezza focale risulta come aumentata – di un fattore 1,5x sui modelli APS-C (1,6x sulle APS-C Canon EOS) e 2x sui Quattro Terzi.

Lunghezza focale: a ogni soggetto la sua

La scelta dell’obiettivo giusto per noi dipende soprattutto dal tipo di fotografia cui ci dedichiamo.

Supertele

Gli obiettivi dai 500 mm in su permettono di riempire l’inquadratura con soggetti distanti. Sono perfetti per la fotografia naturalistica o sportiva, ma sono bestioni grossi e pesanti (non a caso sono dotati di collare per il treppiede).

Tele

Gli obiettivi più popolari di questa fascia focale sono gli zoom 70-200 mm e 100-400 mm. Più versatili dei supertele, offrono ampia scelta di inquadrature e possono spaziare dai ritratti ai paesaggi alla fotografia naturalistica.

Standard o “normale”

Il 50 mm è da sempre considerato l’obiettivo capace di restituire un angolo di campo “normale” su 35 mm e full-frame. È una lunghezza disponibile sia negli obiettivi fissi sia all’interno della gamma focale degli zoom appunto “standard”, come il 24-70 mm per full frame e il 18-55 mm per APS-C.

Grandangolo

L’ampio angolo di campo delle focali inferiori a 50 mm è all’origine del descrittivo nome di questo tipo di obiettivi. Le lunghezze “classiche” sono il 35 mm, il 28 mm e il 24 mm – e le loro equivalenti per sensori più piccoli.

Ultragrandangolo

Sotto i 20 mm su full-frame entriamo nel territorio degli obiettivi ultragrandangolari. Amati dai paesaggisti, permettono di includere qualsiasi cosa dall’orizzonte fino (se non stiamo attenti!) ai nostri piedi.

Lascia un commento