Pino Dal Gal in mostra:”Attimi sospesi, il fiume e altri racconti”

Pino Dal Gal: Attimi sospesi, il fiume e altri racconti

Sabato 17 Novembre si terrà l’inaugurazione della mostra Attimi Sospesi di Pino Dal Gal,  organizzata dal CRAF Centro Ricerca Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo, nella suggestiva cornice della sede di esposizione ospitata nell’antica chiesa di San Lorenzo.

Attimi sospesi, il fiume e altri racconti

La mostra vede una metà delle opere esposte della serie EMOZIONI (dal libro dedicato al Po) fortemente voluta dal direttore del CRAF e l’altra metà composta da 5 racconti fra cui da LA MENSA 1964, CAPOTESTA (rocce e nudi) 1976/77 SOUL SHAPES (le Calle)2005, INTRICATAMENTE 2015, LA CAVA 2016, SECOND SKIN 2017. A prima vista la fotografia di Pino Dal Gal sembra utilizzare l’occhio in maniera tradizionale, come strumento per documentare la realtà. Cimiteri d’auto, mense aziendali , vedute di Venezia (anni ’60) davano effettivamente l’idea di immagini di reportage o di cronaca. Ma già allora la visione naturale era sempre una sorpresa, un riaprire gli occhi sul mondo. Gli oggetti, i volti, i luoghi diventavano gli interpreti di un racconto corale, di un sentire comune sospeso nel tempo.
Quando con le rocce di Capo Testa (1975/76) levigate da venti secolari Dal Gal mette in dialogo il paesaggio con il corpo umano, ogni intento realista svanisce dietro gli effetti di shock, di posa, di spettacolo esibito. Non è più la definizione e la documentazione a contare, ma lo scoprire e il costruire immagini che siano anche nuove possibilità di percezione. Come accade in Soul Shapes (2004), dove l’accento è posto sul contrasto tra il rigore austero della composizione e la rappresentazione di un fiore sempre più monumentale, astratto, ideale. È come se l’artista si ponesse di fronte alla natura, per scavarne le ragioni profonde, l’invisibile che la abita. Non gli basta solo vedere, vuole anche sentire, partecipare. È quanto accade in uno dei cicli più appassionanti, come Emozioni (il Po) del 1998/99: qui, il pittoresco del fiume diventa un mare radiante, una distesa fluttuante di alberi, acque, luci. Ci si rende conto che tutto ciò che accade, accade in realtà dentro di noi, quando finiscono per non esistere più né colori, né forme, né distanze certe. Non rimane che perderci in questa lontananza, in questa prospettiva d’infinito, come tra frammenti di racconti che sembrano non finire mai. Cosa che si può rilevare anche nelle recenti foto de La Cava (2016/17): un mondo strappato a se stesso, un viaggio nei luoghi che stanno perdendo la loro identità. Fino al confine con l’immateriale, con la sparizione, con lo spazio bianco. Ma dentro cui si celano le infinite possibili letture di ogni immagine.

Attimi sospesi, il fiume e altri racconti
Dal 17 Novembre al 27 Gennaio
Chiesa di San Lorenzo
San Vito al Tagliamento


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