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© Andrea Rota Nodari

Fotografare in manuale: tutti i segreti #2

Fotografare in manuale può essere una vera sfida! Ma ci può regalare grandi soddisfazioni e farci diventare fotografi migliori. Seguiteci in questa nuova rubrica. E la fotografia in manuale con la vostra Nikon non avrà più segreti!

Fotografare in manuale #2

Filtri

Esporre in modalità manuale non è il solo modo di controllare la quantità di luce che raggiunge il sensore. Possiamo usare anche filtri “fisici” montandoli sull’obiettivo per allungare i tempi di posa. Questo ci dà la possibilità di catturare lunghe esposizioni ed effetti di mosso creativo su acqua corrente, nuvole o altri elementi della scena.

Filtri ND

Per ridurre drasticamente la quantità di luce, dobbiamo usare un treppiede e un filtro a densità neutra (ND) da 6 o 10 stop che, in quasi tutte le condizioni di luce, permette di estendere l’esposizione per diversi secondi. I filtri meno intensi, come quelli da 3 stop, possono essere altrettanto utili. Servono per mantenere un’ampia apertura di diaframma anche quando usiamo il flash in esterni in condizioni già luminose. Il tempo di scatto viene limitato dalla velocità di sincronizzazione del flash (in genere 1/200 di secondo) e senza filtro aprire il diaframma sarebbe difficile.

Filtri graduati per il cielo

Un filtro a densità neutra “graduato” controlla il flusso della luce. A differenza di un normale filtro ND, però, è opaco solo in parte e limita la luminosità solo in una porzione dell’inquadratura. Questo genere di filtri serve per bilanciare l’esposizione dei paesaggi, in cui il cielo è quasi sempre più luminoso del terreno. Naturalmente, è un bilanciamento che possiamo ottenere anche in digitale, attraverso modifiche mirate o la fusione di più esposizioni. Ma c’è qualcosa di speciale quando lo realizziamo manualmente allo scatto. Il risultato è in qualche modo più… “tattile”, più curato e spesso più naturale.

Esposizione manuale e bilanciamento del bianco

Oltre a considerare la quantità di luce che entra nella fotocamera, dobbiamo ragionare anche sul suo colore. Diverse fonti luminose corrispondono a una luce più o meno calda o fredda. Il tramonto ha una luce calda, mentre il crepuscolo può essere molto freddo e le varie tipologie di luci artificiali possono introdurre dominanti diverse.

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Il colore della luce si misura in termini di temperatura. Possiamo gestirlo, neutralizzarlo o enfatizzarlo con l’impostazione del bilanciamento del bianco. Questa funzione assicura che, sotto luci di diverso colore, un oggetto bianco risulti sempre bianco. È buona prassi abituarci a regolarlo in modalità manuale sulla base delle condizioni presenti prima di scattare. Basta selezionare un’opzione predefinita, come Sole diretto, Nuvoloso, Ombra, Incandescenza. Oppure inserire una Temperatura di colore (espressa in gradi Kelvin) o, ancora, applicare un bilanciamento personalizzato (Premisurazione manuale).

Bilanciamento automatico

Se scattiamo in RAW, teniamo conto che il bilanciamento del bianco automatico è l’unica funzione della fotocamera cui non cediamo davvero il controllo, perché è la sola su cui potremo tornare in fase di elaborazione. Se da un lato è comunque meglio pensare al bilanciamento prima di scattare (indispensabile in JPEG), è anche vero che non succede niente di male se usiamo l’opzione Auto e regoliamo la temperatura del colore dopo lo scatto.

Del resto, anche se applichiamo un preset potremo modificarne gli effetti in post-produzione. Il formato RAW (NEF per Nikon) ci assicura di ottenere gli stessi identici risultati che avremmo impostando il bilanciamento prima di scattare.

 

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