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“CANDO TORRAT CANTENDE SU BERANU”

La Settimana Santa costituisce il momento più sentito dell’anno liturgico dovunque in Sardegna e Bosa si prepara a rivivere la memoria di una Fede che fa parte della sua storia e si ripropone negli anni con antichi e suggestivi riti. Dopo la processione dei Misteri, che porta nelle vie della città le statue lignee del seicento raffiguranti i Misteri dolorosi della Passione di Cristo, le chiese rimangono aperte per la visita ai Sepolcri, gli altari allestiti in ogni tempio cittadino per la celebrazione dell’Eucarestia. Nella chiesa del Carmelo, il toccante incontro di preghiera dedicato allo Stabat Mater, vede la presenza di Maria Giovanna Cherchi, del Coro Santi Cosma e Damiano di Suni, de Su Traggiu Osincu e di Angela Farina che accompagnano sapientemente ogni atto con i loro canti. Durante il venerdì santo, la comunità affolla la Cattedrale, per la rievocazione della crocifissione e del S’Iscravamentu (deposizione del Cristo dalla croce). Nel buio della tarda sera bosana, fra le antiche vie di questa città di pietre ed acqua, la Confraternita di Santa Croce riporterà il simulacro del Cristo dalla Cattedrale alla Chiesa del Carmine: un itinerario di una Fede che attraversa la storia di Bosa, fra le case della città che fu e che rimane quella più cara a chi l’ha conosciuta ed amata. I canti della tradizione musicale locale (in particolare il solenne canto a Concordu tipico del luogo) alimentano un’atmosfera tragica e commovente e fanno da colonna sonora ad un percorso nella memoria e nel presente, che si conclude a tarda notte nella chiesa del Carmelo. La domenica, a conclusione delle celebrazioni che hanno scandito gli ultimi momenti della vita di Gesù dalla passione e la morte fino alla resurrezione, il rito de S’Incontru, nel Corso Vittorio Emanuele, precede la messa di Pasqua, con la quale termina la Settimana Santa.
Il forte sentimento di devozione che accompagna i preparativi dapprima e le cerimonie poi, si percepisce dai volti assorti dei confratelli e dei concittadini e suggerisce una rinascita, una catarsi, una primavera dell’animo. Di qui, il titolo che ho scelto per questo racconto “cando torrat cantende su beranu”, la cui traduzione “quando tornerai annunciando la primavera” ricorda esattamente l’innocente euforia che mi ha accolto a Bosa in occasione della Pasqua.

Per quanto riguarda i dati tecnici ho utilizzato corpo macchina Canon 7d e principalmente Canon 24-70mm 2.8.

Roma, RM, Italia

25/9/2015

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