fotografare gli insetti
Eupholus chaminadei di Fabio Lena. Un insetto di 21 mm di lunghezza catturato alla risoluzione di 28.996x17.356 pixel, grazie a 1.128 scatti in 10 gruppi all’ingrandimento di 3x.

Foto dei lettori: fotografare gli insetti

Fotografare gli insetti ci permette di dar vita a immagini davvero sensazionali. Soprattutto se siamo pronti a sperimentare con tecniche insolite. Come fa il nostro lettore Fabio Lena, di cui vi proponiamo qualche scatto. Grazie alla tecnica del focus stacking, Fabio realizza degli impressionanti ingrandimenti, così che chi osserva le immagini abbia l’illusione di guardare l’insetto al microscopio!

Fotografare gli insetti: Fabio Lena racconta

«Fin da bambino ero attratto dalla natura e questo mi ha portato ad avvicinarmi all’entomologia e a frequentare per qualche tempo i laboratori del Museo di Storia Naturale di Venezia. Agli occhi di un bambino, l’immagine nel microscopio faceva apparire l’insetto grande come un dinosauro – come potevo non appassionarmi!»

«In seguito sono approdato alla fotografia e nell’era del digitale ho potuto approcciare le macro realizzando cose prima pressoché impensabili, grazie anche alla tecnica del “focus stacking” (impossibile ai tempi della pellicola) e allo sviluppo di avanzatissimi strumenti specialistici, dagli obiettivi ai sistemi di avanzamento su slitta e ai programmi per l’editing dell’immagine».

«Resta il fatto, però, che oggi riuscire a proporre qualcosa di originale in questo affollato settore è sempre più difficile. Ricordando quell’immagine vista nell’oculare del microscopio, mi sono dunque chiesto se oggi io fossi in grado di trasmettere ad altri le stesse emozioni provate da me allora. Ed ecco quindi l’idea. Creare immagini macro tanto grandi da indurre l’osservatore a pensare di stare vedendo l’insetto attraverso il microscopio!»

La tecnica

Non possiamo naturalmente svelare tutti i segreti del nostro lettore. Possiamo però dire che Fabio si serve del focus stacking. Si tratta di una tecnica che prevede di realizzare una serie di foto dello stesso soggetto da identica posizione. Avendo però l’accortezza di impostare per ciascuno scatto diversi punti di fuoco, dal primo piano allo sfondo. Le immagini ottenute saranno poi “fuse” insieme con programmi dedicati fino a ottenere un unico file, nitido in tutte le sue parti e dunque ricchissimo di dettaglio.

fotografare gli insetti
© Fabio Lena

Spiega Fabio: «Il mio sistema comprende una slitta motorizzata (su cui è montata la macchina fotografica) e una centralina che gestisce gli avanzamenti. Allestisco il kit in vari modi ma essenzialmente sono tre quelli che sfrutto di più. Il primo prevede l’utilizzo dell’ottica Canon MP-E 65mm f/2.8 Macro con ingrandimento da 1x a 5x. Per il secondo impiego un obiettivo 200mm davanti al quale piazzo un’ottica da microscopio a fuoco infinito – in questo caso ogni fattore di ingrandimento prevede una lente diversa dato che l’ingrandimento è fisso. Il terzo metodo richiede soffietti o tubi di prolunga a cui viene abbinata l’ottica da microscopio a fuoco finito».

La centralina gestisce le impostazioni riguardanti la distanza di avanzamento, i tempi di attesa tra i vari step (per dissipare eventuali microvibrazioni) e lo scatto vero e proprio della foto.

La macro fotografia gigante o “multistack”

«Le immagini che propongo sono realizzate suddividendo l’insetto in varie zone a mo’ di puzzle. Ogni singola zona della composizione, a sua volta, è frutto di uno stacking di diverse foto. Il numero può variare in funzione degli ingrandimenti scelti. Più alto sarà l’ingrandimento, più scatti e gruppi saranno necessari. Ottenuta tutta la mappatura di un gruppo, il risultato viene unito agli altri, facendo combaciare i vari lati fino a ottenere l’immagine completa».

«Il processo per realizzare una foto, dalla preparazione dell’insetto alla post-produzione, mi richiede mediamente una settimana. Ma a volte può succedere che qualche errore sfugga e bisogna quindi rifare il lavoro da capo! Alla fine, se tutto va per il verso giusto, ottengo una foto tanto grande da poter essere stampata perfettamente anche in formati oltre i tre metri di lato lungo. L’osservatore avrà così modo, avvicinandosi, di vedere quei dettagli altrimenti visibili solo al microscopio!» (guarda qui altre foto di Fabio Lena).

 

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