Fotografare d’inverno
© Chris Rutter

Fotografare d’inverno: tutti i segreti #2

Fotografare d’inverno: dopo aver parlato di attrezzatura, oggi è il momento di uscire sul campo, alla ricerca di ghiaccio e brina.

Fotografare d’inverno: meraviglie gelate

Se c’è un modo sicuro di rendere immediatamente più invernali i nostri paesaggi, è includere degli elementi ghiacciati, come acqua o foglie. Usiamo una pozza d’acqua gelata, o dei motivi di brina sulla vegetazione, per dare peso al terzo inferiore dell’inquadratura. In questo modo, guideremo lo sguardo dell’osservatore nell’immagine.

In fotografia il tempo a disposizione di solito è un lusso. I paesaggi concedono invece di rallentare e curare inquadratura e impostazioni di scatto. Componiamo con il treppiede: ci spingerà a riflettere di più e ridurrà il rischio di mosso. A livello tecnico, è una buona idea cominciare a priorità di diaframma, con un’impostazione media, intorno a f/11. Questo ci garantirà una buona profondità di campo e la massima nitidezza. Scegliamo il livello ISO più basso possibile (in genere 100) per evitare il rumore.

Controlliamo sempre i risultati sul dorso della fotocamera. Se ci sembrano troppo chiari o troppo scuri, correggiamoli con una compensazione. Il formato RAW può darci più libertà per ritoccare l’esposizione in post-produzione.

Un appoggio stabile

Va da sé che il ghiaccio è scivoloso: è una superficie pericolosa su cui camminare. Per non rischiare di farci male, procuriamoci un paio di ramponcini o di fascette sottoscarpa antiscivolo. Si fissano agli scarponi e mordono il ghiaccio per darci più presa. Se però pensiamo di affrontare alta montagna, nevai o ghiacciai, non facciamolo senza veri ramponi o scarponi chiodati, o con stivali da neve se prevediamo di incontrare neve fresca. Non sottovalutiamo la montagna: richiede l’attrezzatura giusta!

Fotografare d’inverno: i motivi del ghiaccio

Fotografare d’inverno
© Chris Rutter

Con un po’ di fortuna, quando fa davvero freddo, la mattina presto è possibile trovare affascinanti formazioni di ghiaccio intorno a stagni e corpi d’acqua. Potremmo trovarle persino
sul parabrezza dell’auto! 
Aiuta avere un obiettivo macro, per mettere a fuoco da vicino sui motivi del ghiaccio, ma non è indispensabile. Stringiamo con l’estremità tele dello zoom di kit e mettiamo a fuoco il più vicino possibile per riempire l’inquadratura. Apriamo il diaframma, intorno a f/4, e alziamo gli ISO fino a ottenere un tempo di posa di almeno 1/100 di secondo. Questo consente di eliminare il rischio di mosso allo scatto, se siamo a mano libera. In post-produzione, poi, possiamo dare più impatto all’immagine aumentando la Chiarezza del file RAW.

Primi piani

Un elemento forte in primo piano è un buon modo di dare peso alla base del paesaggio e guidare l’occhio verso orizzonte e cielo. Una pozza d’acqua ghiacciata è un primo piano ideale. Potrebbe però costringerci a posizionare il treppiede sul ghiaccio stesso per arrivare alla composizione che vogliamo. Nel caso, il treppiede dovrebbe avere la possibilità di rimuovere i piedini in gomma e di usare puntali metallici: sono ideali per affondare nel ghiaccio e mantenere stabilità. Il formato verticale spesso funziona meglio per i paesaggi con un buon primo piano, perché rende più facile equilibrare la composizione.

Leggi qui il primo appuntamento della rubrica Fotografare d’inverno: attrezzatura


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