Fotografia pratica: stabilizzatore fai-da-te

Stabilizzatore fai-da-te: scattiamo foto nitide a mano libera anche in condizionidi scarsa luminosità e senza un obiettivo stabilizzato.

È un peccato che, almeno fino a oggi, non ci siano reflex e mirrorless Canon che integrino uno stabilizzatore del tipo IBIS (In- Body Image Stabilization). D’altra parte, ci sarà certamente capitato di scattare una foto a mano libera con un tempo di posa molto lento e un obiettivo senza stabilizzazione, o di esporre di notte senza treppiede: il risultato? Un’immagine sfocata, pronta per il cestino. Con un sistema IBIS, forse, non sarebbe successo! Per fortuna, con un po’ di fai-da-te, possiamo costruire uno stabilizzatore basato non sul corpo macchina della EOS ma… sul nostro! Tutto quello che c’è da fare è procurarci una vite di montaggio con anello “a D” come quella che troviamo sulla piastra di montaggio del treppiede (si compra facilmente dal ferramenta o online per pochi centesimi di euro) e avvitarla alla fotocamera, quindi attaccarla alla cintura con un cavo elastico “da portapacchi”. In sostanza, possiamo semplicemente ripiegare il cavo su se stesso, quindi allacciarlo alla cintura e infine collegare il gancio all’anello a D. La cintura funzionerà da punto di ancoraggio, consentendoci di tirare il cavo fino a quando non portiamo il mirino della reflex all’altezza degli occhi. La tensione generata con questo movimento manterrà la fotocamera stabile (soprattutto se il mirino viene premuto contro l’occhio), consentendoci di raddoppiare il tempo di scatto.

Stabilizzatore fai-da-te: come fare

  1. Procuriamoci una vite con anello a D. Per prima cosa dobbiamo procurarci una vite con anello a D con filettatura da 1/4 di pollice. Le troviamo nei negozi di bricolage e online per pochi centesimi. In alternativa, se abbiamo un treppiede qualunque, possiamo smontare la vite presente sulla piastra di montaggio (non perdiamola!).
  2. Stringiamo bene. Avvitiamo la vite con anello a D nella parte inferiore del corpo macchina. Stringiamo quanto più possibile, in modo da assicurarci che non si allenti mai quando attaccheremo il cavo; a seconda dei movimenti che faremo poi per inquadrare la scena, potrebbe ruotare allentandosi.
  3. Troviamo un cordino elastico. Adesso abbiamo bisogno di una corda elastica con un diametro massimo inferiore a 8 mm e un solo gancio (vd. foto sopra). Se troviamo solo versioni a due ganci, attacchiamo il secondo alla base del primo per formare un “anello”. In base alla nostra altezza, dovrebbe andare bene una lunghezza dai 25 ai 35 cm.
  4. Leghiamo il cordino alla cintura. Slacciamo la cintura, rimuovendo l’estremità con i fori dal primo passante sui pantaloni. Inseriamo l’anello prodotto dal cavo ripiegato all’interno della cintola, quindi riallacciamola. Se il nostro occhio dominante è il sinistro, facciamo in modo che il collegamento sia dalla stessa parte.
  5. Aggancio rapido. Adesso, tutto quello che rimane da fare è collegare il gancio all’estremità del cordino elastico all’anello a D attaccato sotto il corpo macchina della reflex. Con una spesa di pochi euro, abbiamo così costruito un perfetto sistema fai-da-te per la stabilizzazione delle immagini!
  6. Stabile e robusto. Quando alziamo la fotocamera per portare il mirino all’altezza dell’occhio, oppure spostandola di fronte se usiamo il display LCD, il cavo si allunga. La tensione prodotta tra la base della reflex e il punto di ancoraggio alla cintura consente di avere una presa più stabile, allungando così il tempo di posa.

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