ALO DISATTIVA vs. ALO ATTIVA
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Luce alle ombre. L’ottimizzazione automatica sulle nostre Canon

Buon compleanno ALO (dall’inglese Auto Lighting Optimizer)! La Ottimizzazione automatica della luce ha da poco compiuto dodici anni: era stata introdotta per la prima volta sulla Canon EOS 450D, nella primavera del 2008. Questa funzione di correzione automatica di contrasto e luminosità continua a essere protagonista in molte EOS, sia nella gamma reflex, dalla entry-level EOS 1300D all’ammiraglia professionale EOS- 1D X Mk III, sia nelle mirrorless EOSRedEOSM.

Ma cos’è e come funziona?

La prima cosa da sapere è che si tratta di un’elaborazione digitale delle immagini non diversa da bilanciamento del bianco o Stile foto. Significa che viene applicata solo alle immagini salvate in formato JPEG, dalla fotocamera oppure da noi, in fase di conversione RAW in Digital Photo Professional. I software di produttori terzi non riconoscono le impostazioni di Ottimizzazione, quindi dovremo apportare manualmente le eventuali correzioni di luci e ombre. A differenza di bilanciamento del bianco e di Stile foto, l’effetto dell’Ottimizzazione automatica della luce non è personalizzabile. Possiamo disattivarla o regolarne l’intensità – un po’ come la riduzione del rumore ad alti ISO – ma nient’altro. Sotto il cofano, però, succedono molte cose. L’Ottimizzazione modifica selettivamente le ombre e le luci alte per dare un risultato più bilanciato. Almeno in teoria. In pratica, analizza il contrasto e corregge la curva dei toni, in modo simile a come potremmo fare noi con le Curve di Photoshop, Lightroom e di ogni altro software di elaborazione.

Dove apportiamo le regolazioni?

Troviamo l’Ottimizzazione automatica della luce nel menu rosso di ripresa delle reflex EOS e delle mirrorless serie R. È anche una voce della schermata e del menu Quick Control, da dove possiamo apportare modifiche veloci mentre scattiamo. Con i file RAW, possiamo giocare con l’Ottimizzazione in fase di elaborazione dallo schermo posteriore (sui modelli compatibili) o in Digital Photo Professional.

Alo o compensazione?

La principale differenza tra compensazione dell’esposizione e l’Ottimizzazione automatica della luce è che la prima è “globale”, la seconda “selettiva”. La compensazione rende l’intero nostro scatto più chiaro o più scuro, l’Ottimizzazione schiarisce le ombre più del resto dell’inquadratura. Inoltre, quando compensiamo, cambiamo i parametri di esposizione – il che significa che hanno conseguenze anche sui file RAW. Se per esempio scattiamo a priorità di diaframma, una compensazione positiva estende il tempo di posa, una negativa lo accorcia. L’Ottimizzazione non ha questo effetto, perché viene applicata solo dopo che l’esposizione viene realizzata: è una manipolazione dei pixel che sono stati già catturati.

Mettiamoci più forza

Ci sono tre intensità di Ottimizzazione automatica della luce tra cui scegliere: Bassa, Standard ed Elevata. Di fabbrica, le EOS sono preimpostate con Ottimizzazione attiva su Standard. Con le modalità Creative (come Av, Tv, M) possiamo scegliere un’altra intensità o disattivarla. Nelle modalità della zona base, invece, è impossibile cambiare l’impostazione predefinita. A seconda del soggetto o della scena, le differenze fra le tre impostazioni variano da impercettibili a pronunciate. Le scene ad altro contrasto, o in controluce, per cui l’Ottimizzazione è pensata mostrano le fluttuazioni più notevoli, ma anche in questo caso le correzioni possono risultare comunque abbastanza sottili. In fondo, qui si tratta di finezze, non di sfacciata manipolazione HDR, e l’Ottimizzazione fa sempre un buon lavoro nel mantenimento dell’aspetto naturale di un’immagine.


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