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Festa Gitana

L’ultima settimana di Maggio, Saites Maries de la Mer è protagonista del più grosso raduno della comunità Gitana, arrivano gruppi etnici da ogni parte del mondo, con le loro roulotte o case mobile. Qual è il motivo chi li spinge ad arrivare tutti in questa regione, la Camargue ma soprattutto in questo piccolo paese? Santa Sara la patrona dei Gitani, la statua della serva nera originaria dell’Egitto fuggita dalla Palestina è conservata nella cripta della chiesa del paese. Ed è proprio in questa settimana che si celebra la processione della Santa, sedici guardiani, con i costumi storici e il tridente, in sella a dei cavalli bianchi, l’accompagnano verso la spiaggia, dove poi sarà immersa per tre volte in mare. Questo secondo la tradizione, servirà per caricarla di energia positiva. L’esperienza di assistere questa processione documentandola fotograficamente è stata particolarmente intensa. L’immenso numero di persone curiose, i tantissimi devoti alla Santa, l’ingente numero di fotografi occasionali e professionisti, ti costringono ad essere continuamente gomito a gomito, schiacciati, pressati, alla ricerca di un posto migliore per poter fotografare i momenti più importanti, soprattutto quando ci si trova in mare per immortalare l’atto finale della processione, è tutto surreale, quasi delirante ma stupendo.

Borghi e castelli

Borghi e castelli

Gialli della Val d’Orcia

Quello che propongo sono scatti, effettuati alle prime lucie dell'alba estina, con cui ho voluto riprendere situazioni diverse dalle tantissime altre che si vedono in giro, sinceramente non so se ci sono riuscito, spero di si! Una luce calda di una mattinata estiva caldissima, erano già 25 gradi, di alcuni angoli della Val d’Orcia che sta rischiando di scomparire sotto l’assalto della massa!

Madonna delle Grazie a Gela

A Gela, cittadina del litorale sud della Sicilia, da generazioni è usanza invocare l’intercessione della Madonna delle Grazie per ricevere il dono della gravidanza e di un parto sereno. Il culto affonda le sue radici in tempi antichissimi. Già i sicelioti (così erano chiamati i greci di Sicilia) invocavano la dea Demetra, protettrice dei campi e della fecondità, dedicandole sacrifici e processioni. Nonostante l’industrializzazione abbia segnato profondamente il territorio, con illusioni e disastri ambientali, Gela rimane immersa in una fertile pianura che nel solstizio d’estate è ricolma di spighe dorate. Tutto può essere sottoposto alla benevolenza della Madonna delle Grazie, la salute e il lavoro, ma in primis la fecondità. La stessa effige ritrae Maria che tiene in braccio il bambino Gesù. Dopo il raccolto, il 2 luglio di ogni anno, il simulacro viene trainato per le vie cittadine agghindato di grappoli d’uva, segno d’abbondanza. In centinaia si riversano per le strade coi neonati in braccio, seguiti da una fiumana di fedeli. Tra inni e preghiere, i piccoli vengono spogliati dei loro abitini bianchi al cospetto della statua, quindi sono protesi verso la sacra figura ed al popolo, nel tripudio generale. La presentazione dei bambini al sacro ed alla comunità è un rito ancestrale, praticato da tante religioni e tramandato da millenni. In quella ebraica, il momento è la presentazione al tempio, in quella cristiana ciò avviene nel rito del battesimo. A Gela si compie con la consacrazione alla Madonna delle Grazie, in genere entro il primo anno di vita, la quale porrà l'infante sotto la sua protezione. Uno scampanio del frate cappuccino e, a suon di banda, la processione si muove in direzione dell'agorà, preceduta da quanti “per grazia ricevuta” hanno promesso “il viaggio” alla Madonna, sia per alcuni anni o per tutta la vita. Scalzi e con un grosso cero in mano, la marcia è lunga e faticosa. Al tramonto le fiammelle dei ceri brilleranno lungo tutto il corso principale in attesa che il fercolo completi il suo vagare e quindi torni nella chiesa dedicata. Sono misteri che si spiegano con la fede e la devozione, sentimenti profondamente umani.

architettura a Fabrica di Benetton

la mia visione a Fabrica di Benetton a Villorba (Tv)

Luoghi Varesini

L'dea del progetto nasce dalla volontà di restituire un nuovo sguardo del territorio varesino, uno sguardo ripulito dalla pretesa del sensazionale: ho compiuto un viaggio nei vari luoghi naturali che la città propone, cogliendo con la macchina fotografica un dettaglio che potesse rappresentarli e valorizzarli.

Splash

Esercitazione Still Life in studio: con flash soft box e pannello riflettente, comandato da trigger,

Salvataggio

In estate le nostre spiagge, gremite di bagnanti e del ben noto mezzo di salvataggio, lasciano poco spazio alle riflessioni. D'inverno, tutto cambia, quegli scafi, ora abbandonati, quasi conficcati dal mare contro le pareti degli stabilimenti o dei fabbricati, danno un'altra visione dei nostri litorali. Fanno pensare a come il mare si riprenda i suoi spazi; a ciò che l'erosione costiera, dovuta ai cambiamenti climatici, sta causando lungo le nostre coste; a ciò che noi umani, o forse alieni, stiamo causando a questo pianeta. Salvataggio anche come monito, come metafora e come denuncia. Probabilmente è questo pianeta che cerca di salvarsi da noi.

OCCHIO AL COLORE

"Occhio al colore" è un progetto che nasce grazie alla fantasia. 10 modelle, 10 colori diversi per ognuna. L'armocromia è la chiave di tutto il portfolio. Sono ritratti molto particolari, che fanno sempre prevalere il colore scelto per ognuna.
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