Archivi: Portfolio

Aironi, cormorani e gazzette…

Per la prima volta mi sono imbattuto in questi bellissimi uccelli che da un po’ di tempo si trovano nei pressi del ponte sul fiume Cecina sulla strada che conduce alla piccola frazione di Montegemoli. Il fiume è quasi completamente in secca (anche se siamo a metà settembre) e i pochi pesci rimasti sono un facile pasto per questi uccelli. Per le foto, scattate in varie ore della giornata, ho usato la Nikon D750 con il Nikon AF-S 200-500 f5.6 VR e due droni: il piccolo DJI Mini 2 e il nuovo DJI AIR3 essendo questi uccelli molto diffidenti e sospettosi. Gli uccelli ritratti, come mi ha indicato il mio amico Federico, sono - airone bianco maggiore - airone guardabuoi - airone cenerino - garzette - cormorani

Bella Napoli

Una serie di scatti realizzatilo scorso inverno a Napoli campione d'Italia

La bellezza della natura

Cascata del Pissandolo

la scala elicoidale di momo ai musei vaticani

La Scala Elicoidale , a doppia spirale, fu realizzata da Giuseppe Momo su commissione da Papa Pio XI nel 1929. Il Papa interviene apportando alcune modifiche sul disegno originale dell'architetto che si ispirò a quella ideata da Bramante nel 1500 e già presente all'interno dei Musei. Ad oggi, la Scala Elicoidale è tra le più belle e fotografate del mondo! Il formato di una doppia rampa consente non solo ai visitatori di accedere alle varie esposizioni dei musei ma li conduce anche verso l'uscita. Un'intuizione geniale quella di Momo che permette così ai visitatori di proseguire nelle due direzioni senza incontrarsi mai. Sapevi che… Anche l'odierna uscita dei Musei Vaticani che per oltre 70 anni è stata la porta d'entrata venne realizzata nel 1932 sempre da Giuseppe Momo e solo in occasione del Giubileo del 2000, venne sostituita dall'attuale ricavata lungo le Mura Vaticane.

fototempismo

Un linguaggio che non si modifica è un linguaggio morto, e un linguaggio che non abbraccia l'arte, è un linguaggio che altro non fa che descrivere il mondo chiuso nel passato. Nello SpazioTempismo, il linguaggio usato dovrà essere tangibile e percepibile, la rappresentazione del vissuto che l'Attore e l'Artista esprimono e manifestato nella loro azione, dovrà figurare il trascorrere del tempo e lo spostamento dell'Artista nello spazio multi-prospettico. La trasposizione delle tre dimensioni e del tempo, fino ad ora realizzata in maniera prospettica e concettuale non deve costituire un limite. Si deve oltrepassare questo confine consolidato, per poter raffigurare lo spazio nel tempo e il tempo nello spazio, passando dall'infinitesimo all'infinito, liberando così tutte le capacità immaginative della nostra mente. Nel passare da una prospettiva all'altra o alle altre, dovranno essere visibili le dematerializzazioni delle sagome del soggetto rappresentato, con maggiore o minore incisività, fino alla scomparsa di esse in funzione della velocità di esplorazione dello spazio, per poi far ricomparire la sagoma del soggetto via via che la velocità di esplorazione diminuisce fino alla comparsa del soggetto in altra prospettiva, quando si effettua la relativa sosta per una nuova rappresentazione. Qualora la velocità di esplorazione, per alcuni momenti, raggiunga una velocità prossima a quella della luce, allora si avrà l'assenza dell'immagine stessa. lnx.viterboimmagine.it/

Tour De France

Le migliori foto scattate in viaggio nella Francia settentrionale.

Mater Materia

Il progetto fotografico “Mater Materia” esplora il profondo legame tra la natura primordiale e l'identità unica di Capri. Attraverso una narrazione visiva caratterizzata da calma e meditazione, il progetto esamina la compresenza armoniosa tra il mare e le rocce calcaree, tipiche di quest'isola incantevole. Il tema della "madre materia" è particolarmente rilevante nella costruzione del paesaggio di Capri. Le maestose rocce calcaree che emergono dall'acqua, come giganti silenziosi, sono testimonianze tangibili della potenza della natura. Queste formazioni rocciose sono state scolpite nel corso di millenni dall'azione combinata del vento, del mare e dei processi geologici, creando uno scenario unico e suggestivo. Le rocce rappresentano un legame profondo con la storia dell'isola, conferendo un senso di continuità e di appartenenza alla terra stessa. Capri, situata nel Golfo di Napoli, è un luogo di straordinaria bellezza, in cui il mare e le rocce hanno scolpito il paesaggio con la loro maestosità. Il progetto fotografico si concentra sull'esplorazione dei dettagli delle rocce calcaree, testimoni mutevoli dell'incessante lavoro dell'erosione marina e del passare del tempo. Queste rocce, con le loro forme irregolari e suggestive, narrano la storia millenaria di Capri e rivelano il costante dialogo tra la madre materia e la creazione del paesaggio. Le fotografie catturano la texture delle rocce, mostrandone tutte le sfumature e mettendo in risalto gli intricati intrecci delle linee e delle forme. Ogni scatto trasmette una sensazione di quiete e profonda contemplazione, invitando lo spettatore a immergersi in una dimensione atemporale, quasi onirica, in cui la natura e la madre materia dominano il panorama. Il mare azzurro che bagna le coste di Capri svolge un ruolo fondamentale nell'identità dell'isola. L'acqua rappresenta il legame vitale che abbraccia l'isola e contribuisce alla creazione e alla trasformazione del suo paesaggio. Attraverso questo progetto, si invita lo spettatore a riflettere sulla propria connessione con la madre materia e il senso di appartenenza alla propria terra. Capri è un luogo che ha forgiato l'anima di coloro che l'hanno abitata, donando loro un senso di identità radicato nella maestosità della natura. Ogni fotografia è un invito a contemplare la bellezza del paesaggio e a riconoscere la propria relazione con la madre natura che ci circonda. "Mater Materia" è un omaggio alla potenza generativa della natura e al suo impatto indelebile sulla percezione e l'identità di un luogo. Attraverso il medium fotografico, lo spettatore può immergersi in questa dimensione di armonia e bellezza, scoprendo la profonda connessione tra la madre materia e l'essenza stessa di Capri.

Il tempo del Covid

Spazi vuoti, desiderio di normalità, silenzio intervallato da piccole gioie. Il progetto fotografico ha contribuito alla memoria della particolare condizione dell’abitare che ha contraddistinto il mondo negli ultimi mesi, raccontando in questa selezione di scatti la quotidianità stravolta degli anziani. Soprattutto oggi che, dopo mesi di emergenza Coronavirus, ci siamo abituati a pensare come alla popolazione più fragile, spesso costretta alla solitudine e che nei mesi più duri abbiamo visto spegnersi, talvolta senza neppure poter salutare.

I POPOLI DEL MONDO

Tra i popoli del mondo ho scelto quello di Zanzibar. Pur avendo subito parecchie contaminazioni, la popolazione è costituita principalmente da individui di origine bantu. Non è insolito ritrovare tra questa popolazione persone di origine masai impiegate nei vari resorts a fornire con la loro immagine pittoresca una nota di folklore. In questa isola, non certo ricca, è praticata la coltivazione delle alghe che vengono vendute all’estero per essere utilizzate nell’industria alimentare o cosmetica. La raccolta o la messa a dimora delle alghe è un lavoro molto pesante riservato alle donne che dall’alba al tramonto rimangono a mollo in mare mentre gli uomini si occupano principalmente di pesca. All’interno dell’isola, dove vengono coltivate le spezie (l’isola è rinomata anche per queste) si trovano comunità bantu che vivono in villaggi le cui case sono fatte di fango.
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