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Giovanni Ronga - Festa dei gigli di Nola

Festa dei gigli di Nola

Ogni anno, a Nola (NA), si svolge la festa dei gigli in onore di San Paolino.
La festa dei gigli è riconosciuta come patrimonio immateriale dell’ umanità .
I gigli sono obelischi di legno alti circa 27 metri e pesano tra i 900 e 1000 kg.
La festa dei gigli trae origine dal racconto tramandato ai nolani e trascritto da Papa Gregorio Magno: quando Nola fu saccheggiata dai Vandali e molti dei suoi abitanti fatti prigionieri e deportati in Africa. Il vescovo di Nola Paolino riscattò con i suoi averi numerosi prigionieri, una volta terminati i suoi averi, non avendo più denaro per riscattare il figlio di una vedova offrì se stesso. Anni dopo essere divenuto il giardiniere del re dei Vandali, il vescono Paolino predisse l’imminente fine del re che liberò lui e la sua gente. Al ritorno in patria il popolo di Nola accolse la sua gente con dei ceri, che con il passare del tempo si sono trasformati in veri e prorpi obelischi di legno.
I gigli sono otto e corrispondono alle otto corporazioni: Ortolano, Salumerie, Bettoliere, Panettiere, Beccaio, Calzolaio, Fabbro, Sarto; in più c’è la Barca che è il simbolo della festa dei gigli e rappresenta il ritorno del Santo dall’Africa. Essi sono rivestiti con rappresentazioni fatte di cartapesta, la cui tradizione si è sviluppata a Nola grazie ad artisti cartapestai leccesi e decoratori dello stucco napoletani presenti sul territorio in occasione dell’allestimento decorativo e statuario del Duomo. I gigli e la Barca sono portati a spalla da poco più di un centinaio di uomini (paranza), che, al suono di musica di una fanfara, li fanno “danzare”. Ogni paranza ha il suo capo (capo paranza), il quale si pone davanti al giglio, ed impartisce gli ordini a seconda di come occorre far muovere l’obelisco. Sulla base, dove è posta la fanfara, al centro siede il “maestro di festa”, quella persona che, nell’arco di un anno si è interessata a portare avanti, a volte con molti sacrifici non solamente economici, l’intera manifestazione. Al maestro di festa spettano, come al capo paranza, ruoli di controllo e supervisione del proprio giglio.

FOTOCAMERA: Canon EOS 100D
OBBIETTIVO: Canon EF-S 55-250mm f/4-5.6 IS II

Nola, NA, Italia

5/5/2017

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