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CARMINE CAVAGNUOLO - Un sadhu a Varanasi

Un sadhu a Varanasi

”L’India assale, prende alla gola, allo stomaco. L’unica cosa che non permette è di restarle indifferente.” Tiziano Terzani
Ho scattato queste foto nel mio ultimo viaggio in India dove la sacralità circonda cose, edifici, animale e anche uomini. Precisamente mi trovavo a Varanasi; durante la visita di questa città è facilissimo incontrare sadhu..Sono sempre stato interessato a scoprire la vita di questi ultimi.. Fortunatamente ho passato le mie ore in compagnia di un ragazzo indiano, il quale mi ha aiutato ad avere un approccio meno turistico con i sadhu e ha convinto uno di essi a prendere un the con me e a girare il centro della città…… Sfruttando una luce favorevole ho spiegato a questo santone il mio interesse a scattargli una serie di fotografie.
I Sadhu sono personaggi presenti in India (e anche Nepal) oramai da migliaia di anni, e possono essere paragonati agli sciamani delle tradizioni occidentali.
Sono considerati come già morti, dalla gente, e altamente rispettati. Quando muoiono realmente, infatti, vengono sepolti e non cremati, essendo la loro morte al mondo e il loro funerale già virtualmente avvenuti. Rinunciano a ogni legame familiare e sentimentale, al possesso di alcunché, vivono prevalentemente in solitudine, di elemosina ed impiegano il loro tempo nella devozione verso la divinità di loro scelta.
La rinuncia è il requisito fondamentale della vita del Sadhu. Il voto di povertà gli permette di possedere solo il minimo indispensabile alla sopravvivenza e alcuni oggetti di uso rituale. Essi non lavorano, non producono, la loro sopravvivenza dipende dalle offerte dei devoti. Ciò è relativamente facile per i Sadhu dotati di carisma e quindi venerati dai fedeli; per gli altri è indispensabile mendicare.

Nikon D810
Lenti Nikkor 85mm e 35mm

Varanasi, Uttar Pradesh, India

11/7/2017

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