Arkadyi Shaikhet: fotografia come strumento politico

Nell’Unione Sovietica degli anni tra il 1920 e il 1930 la fotografia assume un valore particolarmente importante nella diffusione della propaganda politica. Già nel 1926 la nascita di testate come Sovietskoje foto e Fotograf, o il sorgere di un’agenzia come Soyuzfoto, costituiscono una prima testimonianza in questo senso. Nel 1930 vede la luce SSSR na stroike (L’URSS in costruzione), una rivista che per l’intero decennio svolgerà un ruolo fondamentale nella comunicazione, nella diffusione e nell’aggiornamento delle informazioni relative alla trasformazione dell’industria e dell’agricoltura attraverso i piani quinquennali, nonché sull’edificazione del socialismo nel Paese. Più che prestigiosi i nomi coinvolti nella realizzazione di questa rivista: El Lissitsky e Sophie Lissitsky-Kuppers furono incaricati di disegnarne il layout, mentre Aleksandr Rodchenko e sua moglie, Varvara Stepanova, ne curarono le copertine. Secondo il giudizio dello storico Aleksandr Lavrentiev, «… fu tuttavia il fotoreportage la tendenza più significativa della fotografia negli anni Venti e Trenta. I fotoreporter servivano tutta la stampa periodica di quegli anni e le agenzie Sojuzfoto e Presscliche delle foto di attualità in politica, economica e cultura. Sempre in viaggio per lavoro  in tutto il paese Max Alpert, Dmitrij Debabov, Nikolaj Petrov, Gheorghij Petrusov, Mikhail Prechner, Anatolij Skurikhin, Semjon Fridland, Jakov Halip, Ivan Schaghin, Arcadyi Shaikhet sono i nomi che appaiono per la prima volta quale ossatura del corpo dei fotoreporter nel 1928 alla mostra 10 anni di fotografia sovietica. Più tardi diventeranno membri dell’ ORFP e parteciperanno a mostre del fotoreportage organizzate dalla rivista Ogoniok insieme alla Casa della Stampa. Il gruppo curava anche la rivista Fotografia proletaria (1931-1932)… L`apparecchio fotografico al servizio del terzo e decisivo anno del quinquennio era uno degli slogan nel 1931 sulle pagine della rivista Sovietskoje Foto (che dal settembre diventò Fotografia proletaria) nella quale appaiono articoli su come la fotografia aiuti a costruire il socialismo.