INTERVISTA a Matteo La Torre: le regole base dell’astrofotografia

Matteo La Torre, PRO Sector & Industries Business Development Manager di Canon Italia, da diverso tempo si occupa di formazione ed è da anni un astrofilo e astrofotografo. Noi l’abbiamo intervistato per scoprire come realizzare foto astronomiche perfette.

Intervista a Matteo La Torre

Matteo, come possiamo dividere i vari generi di astrofotografia?
Anche se ci sono ovviamente modalità soggettive per la valutazione del tipo di immagine, esiste un approccio convenzionale all’identificazione del genere di fotografia astronomica che si basa sull’analisi del soggetto e dell’inquadratura. Possiamo dividere i diversi stili in: panorami con soggetto astronomico-naturalistico, per esempio scatti che ritraggono la Via Lattea o la Luna; panorami che includono eventi naturali come aloni solari, flare o aurore; fotografie di pianeti; fotografie della Luna ad alta definizione; fotografie profondo cielo a colori con fotocamera e ottica o telescopio e, infine, fotografie profondo cielo con CMOS o CCD dedicato al solo spazio profondo.

Quali sono le regole base per una buona ripresa astronomica?
Non è facile rispondere: anche solo per spiegare le tecniche più importanti servirebbe un intero manuale! Provo comunque a riassumere le basi.

• Innanzitutto, è importante informarsi e studiare il soggetto che vogliamo fotografare e poi simulare giorni e orari sul planetario. Conoscere e padroneggiare alla perfezione la propria attrezzatura è altrettanto fondamentale: nel buio sarà più difficile ritrovare i comandi. Un mio consiglio è fare un po’ di prove a casa di sera e poi dotarsi di una torcia a luce rossa che aiuta non poco di notte senza creare troppe interferenze luminose o abbagliare i vostri occhi.

• Se fotografi il profondo cielo fai attenzione alle fasi lunari. Se il tuo soggetto è la Luna, sfrutta le prime fasi e le ombre che il profilo del terminatore crea sulla superficie del nostro satellite.

L’inverno è il periodo ideale per questi scatti. Il buio profondo delle nottate più lunghe e le basse temperature, che migliorano la qualità dell’aria e il rapporto segnale/rumore, consentono scatti migliori. Attento al freddo però: è un amico per la qualità degli scatti ma un nemico per te e per le batterie dell’attrezzatura!

Scegli il posto più adeguato per le inquadrature che desideri realizzare, aspetta il buio e fai qualche prova con esposizioni lunghe e ISO alti: è un procedimento empirico che ti permette di capire subito il miglior equilibrio tra tempi e sensibilità.

Impara a decifrare i servizi meteo, in particolare l’importanza del “seeing”: ricorda che se vedi scintillare le stelle, in genere c’è molto vento in quota e potresti non avere una buona resa per l’astrofotografia del profondo cielo.

• È essenziale un perfetto stazionamento della attrezzatura di ripresa, eventualmente migliorato con camera guida. Se usi montature equatoriali, altazimuttali o anche un semplice inseguitore, ricordati di regolare e controllare accuratamente il bilanciamento della fotocamera.

Centra il soggetto nell’inquadratura per evitare possibili aberrazioni e, se possibile, scegli di utilizzare ottiche fisse e luminose.

• Per iniziare usa un astroinseguitore e qualsiasi focale da 16 mm a 300 mm che hai in dotazione. Anche un semplice 50 mm f/1.8 può dare i primi risultati. Consiglio di spingere il diaframma di 1 o 2 stop oltre l’apertura massima per diminuire le aberrazioni.

• Spegni lo stabilizzatore, attiva il sollevamento dello specchio e usa l’autoscatto, lo scatto remoto o utilizza il pc con il software EOS Utility per impostare le sequenze di scatto e smorzare le vibrazioni.

Sfrutta la messa a fuoco in Live View regolandoti su una stella limitrofa al soggetto da ritrarre. A questo scopo risulta utilissimo l’ingrandimento 30x della nuova Canon EOS Ra.

Scatta sempre in RAW e imposta con cura i tempi di posa; per esempio, con un obiettivo da 100 mm, il tempo di posa massimo sarà 500:100 = 5 sec; 500:300 = 1,6 sec (fino a 8 secondi allo zenit); 500:28 = 20 sec (oltre 100 sec allo zenit).

Usa la post-produzione, anche in maniera intensa se serve per enfatizzare la resa dei dettagli e dei colori, ma in modo consapevole, evitando falsi colori (ricordati che è una fotografia scientifica).

• Infine, ricorda che una tecnica da imparare molto bene è quella dello stacking di più scatti che ti aiuterà a ottenere risultati eccezionali aumentando la gamma dinamica.

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