Mostra choc a Milano: la violenza sulle donne vista a raggi X

Un naso spaccato, dita lussate, polsi slogati e perfino un coltello nel costato. Esposte all’ospedale ASST Santi Paolo e Carlo di Milano le radiografie delle vittime di violenza.

L’invisibilità non è un superpotere: la mostra

L’invisibilità non è un superpotere, si chiama così la mostra allestita nell’atrio dell’ospedale ASST Santi Paolo e Carlo di Milano in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Il progetto è nato grazie alla dr.ssa Maria Grazia Vantadori, chirurga del pronto soccorso e componente di Reama – la Rete per l’empowerment e l’Auto Mutuo Aiuto promossa da Fondazione Pangea che, da anni, aiuta le donne vittime di abusi a trasformare la loro vita. Vantadori in 26 anni di carriera ha incontrato centinaia di donne “invisibili”, arrivate al pronto soccorso con lesioni gravissime, incapaci di denunciare i loro aguzzini. È proprio ispirandosi ai loro racconti che la fotografa Marzia Bianchi (collaboratrice di Pangea-Reama) ha trasformato la narrazione in immagini.

Violenza sulle donne, le testimonianze a raggi X

Insieme alle fotografie saranno esposte, per la prima volta e in totale anonimato, le radiografie eseguite alle donne che hanno dichiarato di aver subito violenza e che hanno avuto accesso al pronto soccorso. Le immagini sono uno choc: nasi rotti, braccia infrante, tibie fratturate. La più dura è sicuramente quella che raffigura una lama conficcata nella schiena, eppure come precisa Vantadori: “Lei almeno è sopravvissuta. Altre mie pazienti, come quella che è arrivata al pronto soccorso con un trauma cranico ed è deceduta pochi giorni dopo, o l’altra che dopo le percosse è tornata a casa ed è stata accoltellata dal marito, non possono dire lo stesso”. Nell’atrio del San Carlo i visitatori rimangono pietrificati davanti a quelle testimonianze a raggi X, ma per le vittime questa iniziativa è stato il primo mezzo di denuncia: “Tante mie ex pazienti vittime di violenza mi scrivono in questi giorni – racconta il chirurgo – per loro questa mostra fotografica è una liberazione”.

Sarà presente anche un’installazione dell’artista milanese Marzia Bianchi (omonima della fotografa) dal titolo Ti vedo attraverso.
Per la pagina ufficiale dell’evento, clicca qui.

FONTE: huffingtonpost.it


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