Rankin, Mahalia, 18, “Selfie Harm” for Visual Diet. Photo courtesy of Rankin.

Selfie harm: il progetto fotografico che indaga l’impatto dei social media sull’immagine e la percezione di sé

Selfie harm: il progetto fotografico del fotografo britannico John Rankin

“Selfie harm”,è il titolo dell’interessante progetto fotografico di John Rankin; attraverso questo progetto il fotografo ha voluto affrontare un tema molto attuale:l’impatto dei social media sull’immagine e la percezione di sé tra i giovani.
Il fotografo ha deciso di scattare una sequenza di ritratti a quindici giovani e consegnare poi loro le foto incaricandoli di modificare o correggere l’immagine finché non ritenessero fosse pronta per essere pubblicata sui social.
Le fotografie modificate hanno lasciato di stucco John Rankin; non si è visto recapitare scatti leggermente modificati, ma addirittura immagini con soggetti modificati o sostituiti da alter ego perfetti: grandi occhi, labbra carnose, pelle perfetta e zigomi alti. Ai ragazzi sono bastati quindici minuti e applicazioni gratuite scaricabili su qualsiasi smartphone.
Ciò che ha stupito il fotografo è che i ragazzi hanno dichiarato di preferirsi al naturale ma di aver modificato le fotografie a causa dell'”imposizione” dei social alla perfezione.
È tempo di riconoscere gli effetti dannosi che i social media hanno sull’immagine di sé “, ha scritto Rankin su Instagram.
Riguardo a Photoshop, per il quale il fotografo ha ricevuto in passato pesanti critiche per l’utilizzo che ne ha fatto, dice “Ad un certo puntole celebrità, i marchi e le riviste non hanno più potuto fare a meno del fotoritocco, è diventato una parte importante anche del mio lavoro, e tutto il sistema è cambiato. Questi filtri sono però qualcosa di molto nuovo e, a mio avviso, molto più pericoloso e complesso, parte di un’enorme questione sociale di cui si parla, però, così poco”.

 


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