Toni Frissell: La donna come mito contemporaneo

Una donna galleggia nell’acqua. Il suo abito di panneggio bianco sembra respirare un’aria di danza, come quel corpo che si esprime in un passo deciso. Le braccia e le mani allungate verso la terra. I piedi distesi, forti, tesi verso l’infinito. Si vedono i nervi, e la luce riflessa che li accarezza nelle bolle di vento. La testa, fuori dall’acqua, ad afferrare aria e vita. Una Ofelia contemporanea, ma viva, che brilla nel cerchio creato dalla luce del sole. Un’altra donna danza sotto l’acqua. Una Ninfa contemporanea, lei. Il suo corpo sospeso è contorto in un chiasmo già Seicentesco e Barocco. Braccio destro avanti, gamba sinistra indietro. Gamba destra avanti, braccio sinistro indietro. Una croce di delizia ed equilibrio dell’arte greca e romana, che però qui si unisce a quel movimento serpentinato di berniniana memoria. Anche lei, danza. Le dita delle sue mani sembrano schioccare il tempo di una base jazz. Il panneggio sottolinea le sue forme di corpo reale. Ma delicatissimo. Le bolle sopra di lei. Le sue braccia aperte ad accogliere la luce. Una Ninfa warburghiana. Una donna in movimento, libera.

Toni Frissell: una donna esuberante, bellissima e avventurosa che ha distrutto regole e preconcetti sulla donna nella moda e nella vita

Toni Frissell è nata nel 1907 a Manhattan (New York). Una donna esuberante, bellissima e avventurosa che ha distrutto regole e preconcetti sulla donna nella moda e nella vita. Si è dedicata al reportage di guerra, alla realizzazione di servizi per Vogue  e Harper’s Bazaar . Si è consacrata ai candidi ritratti di personaggi storici, al racconto umano e quotidiano di passanti dagli sguardi sfuggenti o di sfida. È stata, inoltre, la prima fotografa donna per Sports Illustrated . Ma, più di tutto, le sue fotografie hanno cambiato la storia dell’immagine femminile. Toni Frissell ha modificato lo sguardo sulla donna poiché è stata la prima fotografa a pretendere di scattare ritratti di moda non più in studio, ma tuffata nella realtà, nella natura. I suoi soggetti per Vogue  e Harper’s Bazaar  vanno contro tutte le regole di impostazione e controllo della figura ritratta. Le sue protagoniste sono immerse nel verde, nella neve, tra le montagne, o pronte con le pinne per andare a nuotare. Si intrecciano con statue e ricordi, pescano nel mare infinito. Si accalcano sulle rocce, corrono tra i campi. Combattono contro la pioggia scrosciante, saltano tra nuvole imperiali. Passeggiano, misteriose, tra i binari di una stazione. E, infine, vivono anche sott’acqua. I suoi scatti eleganti e misteriosi che ritraggono donne danzanti tra le pieghe del mare sono forse l’emblema più profondo dell’iconografia femminile che ha voluto scardinare. Una donna spesso pretesa ferma, una mannequin barthesiana anche nella fotografia – meccanica, sterile, distante – qui viene svincolata da ogni restrizione. Con Toni Frissell, come accadrà anche con Richard Avedon, la donna è immortalata nella sua vita più sincera. Storicamente ritratta in una gabbia che vuole soffocarla, Toni Frissell decide di liberarla. E allora, anche sott’acqua la donna vive, richiamando le grandi iconografie delle Ninfe e delle Menadi, divinità antiche simbolo di follia dionisiaca, di sensualità estrema, di conquistata indipendenza. E allora, anche la gabbia dell’acqua non può soffocarla. Anzi, la libera di più, le rende più vitale. E anche Ofelia respira e si ribella alla sua storia. Per quanto riguarda gli altri suoi lavori, i suoi scatti di guerra hanno la potenza silenziosa, ma devastante del dettaglio, dello sguardo perso, dell’oppressione del dolore. Un contrasto avviene nei suoi ritratti regali: qui, i personaggi sono fermi, decisi, quasi statue di cera. Meraviglioso il ritratto dedicato a Lady Churchill: una tavola perfetta, simmetrica, elegante. Lei, occhi di fuoco, impassibile e bellissima, al centro della “natura morta” che la incornicia. I ritratti pretendevano fermezza. La fotografia di moda, in quegli anni, pretendeva una rivoluzione. Una rivoluzione che è arrivata tramite gli occhi ribelli di una fotografa, che ha emancipato, modernizzato, antiche Ninfe. Lontani Miti. Sospesi tra acqua, tempo e luce.

Immagine in evidenza Ninfa Contemporanea. Toni Frissell, Dolphin Tank, Marineland, Florida. Vogue, ottobre 1939.