© Gianni Berengo Gardin Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

Gianni Berengo Gardin al Mast: presentazione del volume “La più gioconda veduta del Mondo. Venezia da una finestra”

Gianni Berengo Gardin presenta al Mast il volume “La più gioconda veduta del Mondo. Venezia da una finestra”in dialogo con Alessandra Mauro, direttore editoriale di Contrasto. Lettura di Michele Dell’Utri.
“L’idea di questo progetto è nata quando il mio amico Renato Padoan […] mi raccontò che nella sua casa, all’ultimo piano di Palazzo Erizzo Bollani sul Canal Grande a Venezia, fra il rio di San Grisostomo e il rio dei Santi Apostoli, aveva abitato nella prima metà del Cinquecento Pietro Aretino”, racconta Gianni Berengo Gardin, tra i fotografi più importanti della scena italiana e internazionale. L’autore presenta alla Fondazione MAST un progetto inedito, che ritrae Venezia da un punto di vista particolare: la stessa finestra a cui, cinquecento anni fa, si affacciava Pietro Aretino per contemplare “la più gioconda veduta del mondo”.

Il libro, edito da Contrasto, riflette il dialogo ideale tra il fotografo, vissuto a Venezia per anni, e lo scrittore rinascimentale: entrambi osservano lo scorrere della vita quotidiana, i traffici commerciali, le arti e i mestieri, la folla di viaggiatori, le regate. Le immagini di Berengo Gardin ci raccontano cosa è cambiato e cosa è rimasto immutato. Occhi diversi e separati da una distanza di secoli sono puntati, incontrandosi in questo volume, sulla stessa bellezza indiscussa: Venezia. Gianni Berengo Gardin nasce a Santa Margherita Ligure nel 1930 e inizia a occuparsi di fotografia a partire dal 1954. Dopo un lungo periodo a Venezia, si stabilisce a Milano, dove diventa fotografo. Collabora con numerose riviste tra cui Il Mondo di Mario Pannunzio e le maggiori testate giornalistiche italiane e straniere quali Epoca e Time. In quasi sessant’anni ha pubblicato oltre 250 volumi, dai quali emerge soprattutto l’interesse per l’indagine sociale. Ha tenuto circa duecento mostre personali, sia in Italia che all’estero, tra cui le grandi antologiche di Arles (1987), Milano (1990), Losanna (1991), Parigi (1990) e New York alla Leica Gallery (1999). Nel 1972 la rivista Modern Photography lo ha inserito nella lista dei 32 maggiori fotografi al mondo. Oltre ai numerosi premi vinti, nel 2008, quale riconoscimento alla carriera, gli viene dedicato il prestigioso Lucie Award. È stato uno dei protagonisti di Foto/Industria 2015, la biennale di fotografia dell’industria e del lavoro della Fondazione MAST.

 

MERCOLEDÌ 13 MARZO 2019 ORE 18.30
MAST AUDITORIUM
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria 


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