Paris Photo 2025 porta al Grand Palais una visione globale della fotografia con mostre, installazioni e i migliori autori internazionali.

13 Novembre 2025 di Benedetta Donato Benedetta Donato

Apre oggi al pubblico la 28ª edizione di Paris Photo, la più importante fiera internazionale dedicata alla fotografia e all’arte dell’immagine. Fino a domenica 16 novembre, la manifestazione accoglie professionisti, appassionati e collezionisti nella cornice monumentale del Grand Palais, riunendo oltre 222 espositori tra gallerie e case editrici provenienti da 33 Paesi.

Una fotografia “aperta sul mondo”, plasmata da tematiche contemporanee e alimentata dalla volontà di abbattere confini, promuovere diversità e riflettere sulla trasmissione culturale. È questo il filo conduttore esplicitato dalla direttrice Florence Bourgeois e dalla direttrice artistica Anna Planas.


«Questa 28ª edizione di Paris Photo – dichiara Bourgeois – afferma il nostro desiderio di fornire al mercato una visione artistica rigorosa e aperta. Più audace, più diversificata e più internazionale, riunisce gallerie e artisti di ogni continente, confermando il ruolo centrale di Parigi nella promozione del mezzo fotografico».

© Edward Burtynsky,Murrin Murrin Tailings Pond #1, Murrin Murrin Mine, WA, Australia, 2025,Flowers Gallery

Il lavoro curatoriale si inserisce in un contesto di collaborazione profondamente femminile, in linea con Elles x Paris Photo, programma avviato nel 2018 con il Ministero della Cultura francese per valorizzare il ruolo delle donne nella fotografia. Il percorso 2025 è curato da Devrim Bayar, curatrice capo del futuro KANAL – Centre Pompidou di Bruxelles, che aprirà nel 2026. Tra le artiste presentate: Cecilia Mangini, Mia Weiner e Agnès Varda.

© Mia Weiner(placeholder) A Flash of Heat, 2024, Homecoming Gallery

Il settore Main ospita shows dedicati ad autori iconici come Lewis Baltz, Edward Burtynsky ed Edward Weston, protagonista anche della grande mostra Becoming Modern con cui la MEP festeggia i suoi 30 anni. Mentre le gallerie propongono inoltre otto duo shows, tra cui quello della Curatorial Gallery, con un dialogo visivo tra Jess T. Dugan & E.O. Hoppé.

© Lewis Baltz New Industrial Park, Element 27, vintage gelatin silver print, 1974, Gallery Luisotti

Oltre 90 i group show, che includono nomi del calibro di Guy Tillim, Renato D’Agostin, Andy Warhol, Patrick Waterhouse, John Divola, Hiroshi Sugimoto, Lee Friedlander, Loredana Nemes, Josef Sudek, Lisette Model e molti altri.

© Guy Tillim, Quelimane Pigment print on Baryta paper, acrylic paint 17.5 x 25.5cm, 2007/2025, Stevenson

Nella navata del Grand Palais, i progetti Prismes regalano produzioni monumentali e immersive.
Ad accogliere i visitatori è l’enorme installazione di Sophie Ristelhueber, vincitrice del Premio Hasselblad 2025, che riunisce opere passate e recenti su una parete lunga 36 metri.
Seguono la ricerca materica di Adrian Sauer e Thermofax (1975–77) di Marisa González, esposta per la prima volta in Francia dopo la presentazione al Museo Reina Sofía.

© Sophie RistelhueberBeyrouth, Résidence des pins Tirage pigmentaire sur papier baryté Fine Art 120 x 86 cm – 1984/2016, Galerie Poggi

Le visioni di artisti provenienti da Asia ed Europa dell’Est, come Ioana Cîrlig e Torbjørn Rødland, invitano a decentrare lo sguardo e affrontare questioni urgenti del nostro tempo.

© Ioana Cîrlig, Bulgarian Black Sea, Dune Flora, 2023, Anca Poterasu Gallery
© Torbjørn Rødland, Home Song Chromogenic print, 2020-25, Galerie Eva Presenhuber

Il primo piano, Emergence presenta 20 progetti di gallerie che promuovono nuovi approcci artistici e linguaggi sperimentali. Una geografia creativa che spazia dal Sud Sudan, al Venezuela, dal Brasile al Sud Africa, fino alla Francia, con artisti come Marine Lanier e Sylvie Bonnot.

Il settore Digital, curato da Nina Roehrs, riflette la crescente intersezione tra fotografia, digitalizzazione e intelligenza artificiale. La fotografia si ridefinisce attraverso innovazioni tecniche che non ne snaturano l’essenza, ma ne rivelano continuità profonde: autenticità, riproducibilità, costruzione dell’immagine.
Presenti lavori di Sebastian Riemer, Genesis Kai, Emi Cusano, Hannah Darabi e Julieta Tarraubella.

Nella galleria sud-est del Grand Palais è allestita The Last Photo, che presenta per la prima volta in Europa la collezione privata di Estrellita B. Brodsky, una delle più ampie raccolte dedicate alle arti latinoamericane. Curata da José Esparza Chong Cuy e Marie Perennès, la mostra comprende oltre sessanta opere dal 1940 a oggi, tra cui lavori di Diane Arbus, Bernd e Hilla Becher, Paz Errázuriz, Fernell Franco, Leo Matiz, Vik Muniz, e artisti più giovani come Regina José Galindo e Pablo López Luz.

Il viaggio prosegue nel settore Book, con 41 editori tra cui RVB Books (Parigi), TBW Books (Oakland) e nuovi partecipanti come Witty Books (Torino) e Perimeter Editions (Melbourne).
In programma la selezione dei Paris Photo–Aperture PhotoBook Awards 2025, tra i riconoscimenti più prestigiosi dedicati al photobook. I vincitori saranno annunciati venerdì 14 novembre sul Balcon de l’Horloge, alle ore 15.


Parigi capitale della fotografia

Ogni novembre Parigi si conferma capitale mondiale della fotografia. Accanto a Paris Photo, la città ospita mostre, incontri, presentazioni di libri e aperture straordinarie nei principali musei e gallerie, dalla MEP al Jeu de Paume, fino alle manifestazioni collaterali come Photo Saint-GermainapprocheParis Photo DaysPolycopies e molte altre. Un calendario fitto, da seguire con attenzione per non perdere gli appuntamenti più rilevanti.


Informazioni:

Paris Photo
Luogo: Grand Palais – Paris
Date: 13 – 16 Novembre 2025
parisphoto.com

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