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Ad Arles il Festival Internazionale della Fotografia

Arles: Festival Internazionale di Fotografia

Il meglio della fotografia internazionale si da appuntamento ad Arles, una piccola cittadina della Provenza. La manifestazione Les rencontres de la Photographie, è diretta da Sam Stourdzé, e giunge alla 49esima edizione ;incontri, mostre, proiezioni, workshop fanno di questa manifestazione il punto di riferimento della fotografia internazionale.
Ad Arles la fotografia si mostra uno strumento straordinario per riflettere e analizzare i cambiamenti dell’epoca con cui viviamo: leggere il passato per comprendere il futuro.

Arles Festival Internazionale di Fotografia: i focus

In quest’edizione i focus raccontano sessant’anni di cronaca americana guardata con occhi di celebri fotografi; Robert FrankLaura HennoPaul Graham.
Al centro della manifestazione una mostra sul 1968 che ripercorre lo spirito, le rivolte, e le utopie di quell’epoca.
Inoltre ci sarà un approfondimento sulla fotografia documentaria con le opere del fotografo Gregor Sailer che ha fotografato i villaggi Potemkine moderni; dai centri d’addestramento militari negli Stati Uniti e in Europa alle repliche delle città europee in Cina.
Sicuramente da non lasciarsi scappare la mostra dedicata a William Wegman; l’artista elegge la Polaroid di grande formato a mezzo privilegiato. Suoi i celebri cani che posano con fierezza e sicurezza davanti all’obiettivo. In mostra anche Adel Abdessemed, Gilbert & George, Pipilotti Rist, Wolfgang Tillmans, Amar Kanwar e Candida Höfer

Les Rencontres de la Photographie di Arles,
Fino al 23 settembre
Dalle 10.00 alle 19.30
Info www.rencontres-arles.com

Hospitalia di Elena Franco in mostra ad Arles

©Elena Franco la Chassagne in Camargue

HOSPITALIA

fotografie di ELENA FRANCO

a cura di GIGLIOLA FOSCHI

dal 20 aprile al 1° maggio 2017


Dedicato agli antichi ospedali europei, il progetto fotografico Hospitalia – dopo essere stato esposto in Italia nelle principali città toccate dall’indagine di Elena Franco – sarà presentato in Francia, ad Arles, con una proiezione al Museo della Camargue e una mostra presso l’Espace Van Gogh, ex Hôtel-Dieu-Saint-Esprit: quell’antico ospedale di Arles, costruito nel XVI secolo,  dove poi venne ricoverato Vincent van Gogh, che lo rappresentò più volte nei suoi quadri.


©Elena Franco Hospitalia, Salone Dugentesco
Ex Ospedale di S. Andrea in Vercelli, 2014

La ricerca di Elena Franco intende ridare voce alla memoria e alla storia urbanistica, architettonica e sociale degli antichi luoghi d’accoglienza e di cura, che vennero costruiti nei principali centri europei dal Medioevo all’Ottocento, per essere poi spesso dismessi e riconvertiti a nuove destinazioni d’uso dal Novecento a oggi. Progettati dai più importanti architetti dell’epoca e simbolo del prestigio di una città, tali ospedali testimoniano come nel passato esistesse un’unità inscindibile tra spirito di carità, senso civico, architettura e medicina.


©Elena Franco
la Chassagne in Camargue

La mostra, nella prima sezione,  propone nuove chiavi di lettura del patrimonio ospedaliero in Europa, protese a evidenziare lo spirito di accoglienza e i meccanismi di solidarietà di un tempo, ma anche a suggerire riflessioni utili alla costruzione delle comunità del futuro e a consapevoli percorsi di valorizzazione. Nella seconda sezione si concentra sulle città gemellate di Vercelli ed Arles e sui possedimenti agricoli che i loro enti ospedalieri avevano ricevuto grazie a lasciti e donazioni.  Tale ricerca, frutto di  attente consultazioni degli archivi ospedalieri, offre così la possibilità di scoprire e leggere il territorio della Camargue da un nuovo punto di vista. Le sue immagini, infatti, ci  accompagnano in un viaggio tra gli antichi mas (masserie), un tempo  di proprietà dell’Hôtel-Dieu, che punteggiano la brughiera, i pascoli e i campi di riso attorno ad Arles e nel Parco della Camargue.



Biografia
Elena Franco è architetto e fotografa.
La sua principale ricerca fotografica, che indaga gli antichi ospedali europei e i relativi patrimoni documentali e immobiliari, in corso dal 2012, dopo essere stata esposta e presentata in sedi istituzionali a Milano, Napoli, Vercelli, Losanna, Venezia, Firenze, accompagnata da convegni e workshop ispirati dal suo lavoro, è ora oggetto di pubblicazione. Il primo volume a riguardo, ”La rinascita dell’ex ospedale di Sant’Andrea a Vercelli”, è stato edito, nel febbraio 2016, da Silvana Editoriale. Parte della ricerca è entrata a far parte dell’Archivio del Fondo Malerba per la Fotografia e di collezioni private in Italia e all’Estero. Ha vinto il Premio Mediterraneo Fotografia a Venezia nel 2015 ed è risultata tra le opere finaliste al Combat Prize 2016 a Livorno. E’ stata tra le opere selezionate per il Premio Streamers 2016.
Spesso i suoi progetti fotografici hanno come soggetto edifici, come nel caso di “Cauti racconti immaginari”, progetto su Palazzo Toni a Gozzano (NO), e città, come nel caso di “Venezia fragile”. Collabora con “Il Giornale dell’Architettura” ed è autrice di articoli e saggi sul tema della rivitalizzazione urbana e territoriale. E’, inoltre, direttore artistico della Fondazione Arte Nova, per la valorizzazione della cultura del Primo Novecento.
Ha partecipato alle edizioni 2014 e 2016 della Fiera MIA e ad Arte Fiera 2017 a Bologna, con la galleria Made4Art.
Le sue opere sono, inoltre, rappresentate da ArtPhotò a Torino e da Studio Cenacchi Arte Contemporanea a Bologna.


Info:

ESPACE VAN GOGH Place Félix Rey, 13200 Arles, Francia
MUSEO DELLA CAMARGUE Mas du Pont de Rousty, 13200 Arles

info@elenafranco.it
www.elenafranco.it


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Una gita ad Arles in TGV per andare dritti al cuore della fotografia

Una gita ad Arles in TGV per andare dritti al cuore della fotografiaLes Rencontres d’Arles 2016 fino al 25 settembre a portata di un click con
Allegato di posta elettronica“Voglio assolutamente dipingere un cielo stellato. Spesso mi sembra che la notte sia più ricca di colori del giorno, ricca di viola, di azzurri e dei verdi più intensi…”: così Van Gogh descriveva i cieli di Arles, sorridente città della Provenza, patria adottiva e musa ispiratrice dell’artista, situata nel sud est della Francia. Per chi non l’avesse ancora visitata, una buona ragione per andarci quest’estate è la rassegna internazionale Rencontres de la photographie d’Arles, inaugurata lo scorso 4 luglio e aperta ai visitatori fino al 25 settembre.


Il festival della fotografia tra i più rinomati al mondo ospita ogni anno i lavori di geni e talenti delle arti figurative provenienti da ogni continente. Raggiungerlo è semplice e conveniente grazie a Voyages-sncf.com che propone comodi collegamenti da Milano, Torino, Vercelli, Novara in TGV che da centro a centro collega l’Italia alla Francia in un viaggio ad alta velocità.

Per questi tre mesi estivi Arles sarà il punto di riferimento per professionisti, appassionati, curiosi o semplici viaggiatori che durante il loro tour in Provenza non potranno non visitare la città e i famosi Rencontres, che trovano ospitalità anche all’interno del sito industriale delle ex officine SNCF: un sito risalente ai primi anni dello sviluppo delle ferrovie in Francia, un luogo ricco di storia che ancora oggi offe una testimonianza appassionante della costituzione della compagnia ferroviaria.

La rassegna di quest’anno, diretta per la seconda volta da Sam Stourdzé, è dedicata a Michel Tournier, rinomato scrittore francese e tra i fondatori della École Nationale Supérieure de la Photographie d’Arles.

L’edizione del 2016 si preannuncia all’insegna della multidisciplinarità, abbracciando temi e pratiche artistiche differenti: non solo una mostra fotografica, ma anche un momento dedicato alle sperimentazioni, che con gli anni si è confermato un trampolino di lancio per moltissimi artisti nell’ambito della creatività internazionale. La città assume l’aspetto di una scena teatrale dove l’innovazione si mescola alla genialità dei tanti artisti ecclettici: un’occasione unica per entrare in contatto con i protagonisti del panorama della fotografia internazionale e per riflettere sullo stato dell’arte contemporanea.

Non resta che vedere quali sorprese o conferme riserverà il festival 2016: tutti ad Arles quest’anno a bordo del TGV!

 

Al via Les Rencontres d’Arles 2016

Inizia la quarantasettesima edizione dei Rencontres d’Arles, appuntamento imperdibile per tutti gli amanti dell’arte e della fotografia internazionale.

“Questa piccola città era destinata a diventare la capitale della fotografia. In primo luogo per la luce, e per l’aria provenzale. Poi per l’architettura e l’arena. E ovviamente, per le persone”. Queste le parole che, nel lontano 1977, utilizzò lo scrittore Michel Tournier, co-fondatore dei Rencontres de la Photographie, per descrivere Arles, insieme al fotografo Lucien Clergue e al curatore Jean-Maurice Rouquette.roman-amphitheater-861065_1920

Dal 4 al 10 luglio, eventi di ogni genere, oltre 40 mostre, concerti notturni e inaugurazioni illumineranno le vie della città francese. Le varie esposizioni e i workshop proseguiranno fino al 25 settembre.

Per avere una “linea guida” di tutti gli eventi più importanti, vi consigliamo di consultare il sito ufficiale a questo link.

 

 

 

“Fino alla fine del mare” di Jacopo Di Cera in mostra ad Arles

Isola #1, Fino alla fine del mare, stampa su legno, 70 x 50, 2015

IMMAGINI STAMPATE SUI LEGNI DELLE BARCHE DI LAMPEDUSA RACCONTANO
“FINO ALLA FINE DEL MARE”
IL NUOVO PROGETTO FOTOGRAFICO DI JACOPO DI CERA


Close up di frammenti intatti degli scafi accatastati nel cimitero delle barche di Lampedusa, stampate in alta definizione direttamente su pezzi di legno delle barche stesse


In mostra a LES RENCONTRES D’ARLES – circuito off
Dal 6 al 10 luglio
MaMoTemporary Gallery
9 rue Chiavary, Arles


Isola #4, Fino alla fine del mare, stampa su legno, 40 x 30, 2015
Isola #4, Fino alla fine del mare, stampa su legno, 40 x 30, 2015

Jacopo Di Cera, fotografo milanese con oltre quindici anni di esperienza nella fotografia di paesaggio, all’interno del circuito off de Les Recontres d’Arles presso la Mamo Temporary Gallery, presenta il progetto “Fino alla fine del mare”. Di Cera in 30 immagini convoglia il reale con l’astratto, l’emergenza sociale dell’immigrazione con una resa figurativa. Dagli scatti dei frammenti intatti degli scafi accatastati nel cimitero delle barche di Lampedusa ne trae paesaggi senza confine, sfumati, metafore di un viaggio che rende le identità individuali colori amalgamati che perdono la loro vera essenza per mutarsi in un mare astratto.

Isola #1, Fino alla fine del mare, stampa su legno, 70 x 50, 2015
Isola #1, Fino alla fine del mare, stampa su legno, 70 x 50, 2015

“Fino alla fine del mare” narra della terra nel sud della Sicilia, Lampedusa, fatta di contraddizioni, di sofferenza, di approdi e di speranza. Centro del Mediterraneo, Lampedusa è la terra di passaggio della contemporaneità ed è, come il viaggio di Ulisse, il viaggio che rappresenta tutta l’umanità. Un’umanità in continuo cambiamento, incontinuo movimento. Un’umanità in cerca di una nuova, dovuta opportunità.

In questo suo nuovo lavoro, “Fino alla fine del mare”, l’Autore vuole raccontare attraverso forme e cromatismi l’errare dell’uomo, in una serie di immagini stampate in alta definizione direttamente su pezzi di legno prelevati in parte dal cimitero della barche di Lampedusa. Il legno è il materiale-simbolo di questo movimento, di questo viaggio. È il traghettamento verso un’altra dimensione, verso una seconda occasione.

Dai versi di Omero sono state estratte le sei parole chiave del lavoro: il viaggio, l’isola, il legame, la lotta, la salvezza, il ritorno. Per ogni parola chiave sono state scelte cinque immagini che, attraverso il cromatismo, raccontano la storia di migranti.

Legame #2, Fino alla fine del mare, stampa su legno, 40 x 30, 2015
Legame #2, Fino alla fine del mare, stampa su legno, 40 x 30, 2015

Una modalità di utilizzo della fotografia molto originale, per mostrare come solo utilizzando il colore si possa regalare sorprendenti serie di associazioni visive che spuntano dalla nostra memoria, creando un’archeologia visuale la quale attinge dal nostro presente e dal nostro passato, da fatti di cronaca che raccontano il nostro contemporaneo.

“Il punto di vista originale dell’Artista non ci traspone immagini crude, ma attraverso un gioco di rimandi cromatici che si rifanno più all’arte di Mark Rothko e Yves Klein, ci spiega la metafora del viaggio, del naufragio e della salvezza”, ha spiegato Auronda Scalera, curatrice del progetto.

Il progetto fotografico“Fino alla fine del mare” è una mostra itinerante, metafora del viaggio dell’uomo. Il lavoro è stato presentato al MIA FAIR di Milano dove ha riscosso un notevole successo di critica e di pubblico, registrando un record nelle vendite delle opere. Subito dopo è stato in esposizione a Roma nella suggestiva cornice di Palazzo Velli Expò (palazzo storico del ‘500) nel cuore di Trastevere, continuando l’apprezzamento della critica e il successo commerciale, nonostante la difficile piazza di Roma.
Adesso “Fino alla fine del mare” approda ad Arles, nella settimana di apertura del Festival e successivamente toccherà tutti i principali porti e approdi del Mediterraneo.

Tutte le opere esposte sono stampe fotografiche ad alta definizione su legno trattato, con interventi manuali di resina realizzati direttamente dall’autore. Il ricavato della vendita sarà, in parte, devoluto ad alcune ONG e ONLUS che lavorano per marginare il problema dell’immigrazione, a sostegno di coloro che lasciano il loro paese per il diritto ad una vita degna.


Jacopo di Cera:
Ha lavorato per annicome responsabile marketing nelle principali multinazionali mondiali. Ha studiato con OlivieroToscani, e con tanti altri grandi fotografiinternazionali con iquali ha avuto mododi sperimentare e diconfrontarsi.Ha esposto i suoi lavori a Roma al Museo di Roma in Trastevere, a Palazzo Valentini ed in molte
mostre in Italia e all’estero. Nel 2010 vince il prestigioso quarto posto al concorso del National Geographic. Attualmente è amministratore di Bside, agenzia di comunicazione internazionale.

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