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Torna Le vie delle Foto. Apertura Casting Call

Torna Le vie delle Foto

La mostra fotografica collettiva che unisce tutto il centro cittadino triestino arriva, nel 2018, all’ottava edizione.



Aperto il casting call alla manifestazione fotografica più viva di tutta la città, torna a Trieste Le vie delle Foto che giunge grazie ai suoi numerosi successi all’ottava edizione.

Possono partecipare fotografi, professionisti e non, da tutta Italia e dal mondo e a ognuno verrà assegnato un locale tra quelli che aderiranno. Le singole mostre, inserite nel circuito Le vie delle Foto, devono avere un loro tema e possono essere sia a colori che in bianco e nero.

Le mostre saranno esposte per tutto il mese di aprile e sarà possibile visitarle durante gli orari di apertura dei locali. A questo link il modulo per potersi iscrivere con il regolamento.

Formula che funziona non si cambia e come gli altri anni, ogni sabato sono previste delle visite guidate con percorsi creati ad hoc per visitare sia le mostre, sia i locali che le ospitano, e ovviamente la città di Trieste da un punto di vista diverso.

Molte anche le novità: sono previste degustazioni, eventi e incontri a tema per un mese di aprile all’insegna della fotografia e della condivisione. Sarà tutto svelato nei prossimi mesi. Per ora, alle adesioni numerose già arrivate, se ne raccolgono altre e si cominciano le selezioni.

Le vie delle Foto nasce da un’idea di Linda Simeone, imprenditrice triestina, che coadiuvata da una rete di collaboratrici, da otto anni per un mese rende le vie di Trieste le vie delle Foto. «Le vie delle Foto cresce sempre di più» dice Linda «l’anno scorso abbiamo avuto 76 locali e 150 fotografi, quest’anno, con un occhio sempre alla qualità, l’obiettivo è ancora più ambizioso. Non vediamo l’ora di passeggiare a piedi per la nostra splendida città e conoscere i progetti dei protagonisti che parteciperanno e i locali che li ospiteranno».

 

A Pavia arriva “Icons” di Steve McCurry

ALLE SCUDERIE DEL CASTELLO VISCONTEO DI PAVIA

DAL 3 FEBBRAIO AL 3 GIUGNO 2018 –

LA MOSTRA STEVE McCURRY. ICONS

 L’esposizione presenta oltre 100 scatti in grado di ripercorrere quarant’anni di carriera del fotografo americano.



Dal 3 febbraio al 3 giugno 2018, le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia ospiteranno un’ampia retrospettiva dedicata al lavoro di Steve McCurry (Darby, PA, 1950), uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea.

La mostra Steve McCurry. Icons, curata da Biba Giacchetti, organizzata e prodotta da ViDi, con Civita Mostre e SudEst57 in collaborazione con la Fondazione Teatro Fraschini e il Comune di Pavia – Settore Cultura, raccoglierà oltre 100 scatti che documenteranno quanto di meglio l’artista americano ha realizzato in quarant’anni di attività.

Sarà un’esposizione che condurrà i visitatori in un viaggio simbolico nel complesso universo di esperienze e di emozioni che caratterizza le sue immagini e che toccherà paesi come l’India, l’Afghanistan, la Birmania, il Giappone, Cuba, il Brasile.

Non mancherà il ritratto di Sharbat Gula, la ragazza afghana che McCurry ha fotografato nel campo profughi di Peshawar in Pakistan e che, con i suoi grandi occhi verdi e col suo sguardo triste, è diventata un’icona assoluta della fotografia mondiale.

“Con le sue foto Steve McCurry ci pone a contatto con le etnie più lontane e con le condizioni sociali più disparate – racconta la curatrice Biba Giacchetti – mettendo in evidenza una condizione umana fatta di sentimenti universali e di sguardi la cui fierezza afferma la medesima dignità. Con le sue foto ci consente di attraversare le frontiere e di conoscere da vicino un mondo che è destinato a grandi cambiamenti. La mostra inizia, infatti, con una straordinaria serie di ritratti e si sviluppa tra immagini di guerra e di poesia, di sofferenza e di gioia, di stupore e d’ironia”.

All’interno del percorso espositivo sarà proiettato un video, dal titolo “Le massime di Steve McCurry”, in cui l’artista americano racconta il suo modo di intendere la fotografia e un altro filmato, prodotto dal National Geographic, dedicato alla lunga ricerca che ha consentito di ritrovare, 17 anni dopo, “la ragazza afghana” ormai adulta.

Incluse nel prezzo del biglietto saranno a disposizione del visitatore audioguide in cui lo stesso Steve McCurry descrive la nascita di 50 tra le foto esposte in mostra.

Per tutta la durata della rassegna è in programma una serie di attività didattiche, incontri e visite guidate gratuite per bambini e adulti.

Una mostra “family friendly”, con un angolo per l’allattamento per le mamme, una sala didattica con accesso libero per le famiglie, un percorso creato ad hoc per i bambini, un kit didattico in omaggio da ritirare in biglietteria appositamente creato per la visita dei più piccoli. Inoltre, all’interno delle Scuderie, un’opera ad “altezza bambino” attenderà i giovani visitatori per un’esperienza immersiva a loro dedicata.


INFO

Pavia, Scuderie del Castello Visconteo (viale XI Febbraio, 35)

Orari

Dal martedì al venerdì: 10.00-13.00/14.00-18.00

Sabato, domenica e festivi: 10.00 – 20.00

(La biglietteria chiude un’ora prima)

 

Informazioni e prenotazioni

0236638600

info@scuderiepavia.com

www.scuderiepavia.com

“Identità dell’immagine e relazioni necessarie” – Incontro con Pino Musi

”IDENTITÀ DELLE IMMAGINI E RELAZIONI NECESSARIE”:

INCONTRO CON PINO MUSI



Mercoledì 13 dicembre con Pino Musi si terrà presso La Triennale il quarto appuntamento che chiude il ciclo autunnale di Lectiones Magistrales di Fotografia e dintorni, organizzate da AFIP International – Associazione Fotografi Italiani Professionisti in collaborazione con CNA Professioni.

“Identità dell’immagine e relazioni necessarie” è il titolo scelto dal fotografo salernitano per l’incontro, che verterà su due cardini del suo modo di pensare, vivere e leggere la fotografia: la necessità di rendere “identificabili” le immagini attraverso le intuizioni e gli sviluppi di un metodo pregnante, più che attraverso la sola riconoscibilità formale, e l’urgenza di attivare relazioni esterne con altri linguaggi della comunicazione e dell’arte per far si che la fotografia non si isoli in un recinto autocompiacente.

Il lavoro di Musi, che fin dagli inizi incrocia teatro, architettura, archeologia ed antropologia, è contraddistinto da una sapienza progettuale e tecnica, frutto di un’insistente ricerca e sperimentazione finalizzata alla comprensione e messa in discussione degli strumenti necessari a raggiungere obiettivi chiari e definiti nei contenuti: non soltanto, quindi, l’acquisizione di nuovi bagagli meramente tecnologici e operativi, ma soprattutto, da una prospettiva concettuale, l’acquisizione di un grado di comprensione delle metodologie da applicare alle intuizioni originarie, che permettano alle immagini di darsi “corpo”. Perseguendo questo processo è possibile, per Musi, restituire il vigore di un progetto in una forma sostanziale sia sulla superficie della fotografia, sia anche su altre superfici, come le pagine di un libro, “luogo” privilegiato dall’autore per far interagire le opere fotografiche con altre scritture.

Musi auspica, inoltre, che la fotografia possa porsi in un costante contraddittorio con altre discipline, in modo da permetterle di aprirsi “altrove”, provando ad uscire da comportamenti e convenzioni solamente interne a se stessa.


“Identità dell’immagine e relazioni necessarie” – Incontro con Pino Musi

Triennale di Milano (viale Alemagna 6)

Mercoledì 13 dicembre 2017 ore 19.00

Ingresso gratuito (fino esaurimento dei posti)

Per ulteriori informazioni, interviste ai fotografi e materiali clicca qui

 

Ufficio stampa

Guardans-Cambó, Via Caradosso, 6, 20123 Milano

tel. 02 43990159 segreteria@guardanscambo.com

Pink Lady Instant Art Gourmet: Enrico Bartolini e Maurizio Galimberti colgono la bellezza della mela rosa

Lo chef stellato e l’Instant Artist si incontrano per opere istantanee composte dalle immagini di tre piatti gourmet e di un produttore che colgono, dalla filiera fino al piatto stellato, il lato estetico di Pink Lady, la mela dal bollino a forma di cuore. A San Valentino i “mosaici fotografici” in esposizione presso il MUDEC Bistrot Milano e il dolce simbolo “L’Amore è Tratto” inserito nel menù.



Un click e pochi minuti di sviluppo per fermare il qui e ora, per andare oltre le impressioni. Uno scatto unico e irripetibile dove l’istante fotografico analogico dialoga con l’arte culinaria per mosaici di bellezza.



È questa l’idea alla base di Pink Lady Instant Art Gourmet, un progetto in cui l’arte contemporanea agisce con una doppia dinamica, attraverso la composizione in piatto gourmet con protagonista la mela rosa ad opera di Enrico Bartolini, chef pluristellato, tra gli altri, del Ristorante e del Bistrot del MUDEC, Museo delle Culture di Milano, e la scomposizione e ricomposizione in immagini, scattate con la Polaroid, a cura di Maurizio Galimberti, Instant Artist di fama internazionale.



Non sono solo le ricette al centro dell’instant art, ma anche la filiera trova iconicamente il suo spazio, grazie alla rappresentazione di uno dei tanti produttori Pink Lady, in questo caso Gerhard Peterlin dell’azienda Seaberhof di Caldaro (BZ), una sorta di Adamo del nuovo millennio colto nell’attimo in cui tiene delicatamente tra le mani la mela, con tutta la cura e la passione che animano il suo lavoro.

Pink Lady Instant Art Gourmet si sviluppa dunque in sinergia tra alta cucina stellata e fotografia istantanea, culminando nella restituzione gastronomica di tre piatti dai nomi evocativi “Melo Granchio”, “Manzo In Motion” e “L’Amore è Tratto”. Dalle singole foto dei piatti prendono forma le opere, veri e propri quadri composti da serie di immagini, per una visione d’insieme di forte ispirazione, nata dall’appropriazione della creatività culinaria di Enrico Bartolini e del volto simbolico del produttore attraverso la tecnica del “mosaico fotografico”, che attua la sua metamorfosi nell’immediato per trasformarsi, nel tempo di uno scatto, in un oggetto d’arte istantaneo che colga e conservi l’istante fuggente.



A San Valentino, nella settimana degli innamorati, dal 12 al 18 febbraio 2018, il dolce simbolo “L’Amore è Tratto” verrà inserito in esclusiva nel menù del MUDEC Bistrot Milano e accompagnato dall’esposizione delle opere d’arte istantanee di Maurizio Galimberti.

Sangue Bianco. Il libro di Marta Viola che racconta la leucemia attraverso la fotografia

MARTA VIOLA

SANGUE BIANCO

Ed. Seipersei

21 novembre – 21 dicembre: lancio della campagna di crowdfunding sul portale on-line Ulule

Martedì 21 novembre alle ore 10.00 ha avuto inizio la campagna di crowdfunding per la raccolta di donazioni relative alla realizzazione del volume fotografico “Sangue bianco” di Marta Viola, edizione Seipersei.



A PROPOSITO DEL PROGETTO

“Voci fin troppo distinte si sovrappongono senza alcuna grazia. Sorseggiando un buon vino bianco respiro a fatica gli odori della cena. Fumo di sigaretta, risate alcoliche, sguardi complici, racconti di anni passati. Resto in una bolla fluttuante, lo sguardo annebbiato. La vita sta scivolando via, nessuno se ne è accorto.

La fotografia e la scrittura sono stati i mezzi utilizzati per vivere le mie giornate dopo la diagnosi di leucemia acuta mieloide. Inizialmente l’idea di fotografare si è imposta a causa di un disturbo visivo, tra i vari effetti della malattia c’erano anche fluorescenze e sfocature. Ho pensato di fare fotografie ogni volta che intravedevo qualcosa che mi incuriosiva, così avrei avuto modo di vederlo bene più avanti, quando sarei stata meglio.”



A COSA SERVIRANNO I FONDI?

Sangue Bianco è la testimonianza della fotografa Marta Viola che racconta attraverso la fotografia e la scrittura la sua esperienza con la leucemia. A quasi un anno dal trapianto realizziamo insieme un libro fotografico per fissare la fine della sua malattia e l’inizio di un nuovo percorso di vita. Un diario personale toccante che mette alla luce tutta la sofferenza che c’è dietro ad un viaggio così difficile e che possa servire come spunto vitale a tutti coloro che sono costretti a vivere nell’incertezza di un domani. Una riflessione che dovrà suscitare in tutti l’importanza degli affetti e indurci a non sottovalutare mai la fragilità delle nostre esistenze.


per maggiori info su Marta Viola clicca qui

infoline: Stefano 3385283256 – Chiara 3337212052 – info@seipersei.com

Between Darkness and Light: dal 2 dicembre 2017 alla Fondazione Carispezia le fotografie di Jodi Bieber

Jodi Bieber
Between Darkness and Light. Selected Works: South Africa 1994 – 2010
Fondazione Carispezia, via D. Chiodo 36, La Spezia
Dal 2 dicembre 2017 al 4 marzo 2018
Inaugurazione sabato 2 dicembre ore 17.30



Fondazione Carispezia inaugurerà sabato 2 dicembre la mostra personale di Jodi Bieber dal titolo Between Darkness and Light. Selected Works: South Africa 1994 – 2010, terza tappa del percorso dedicato alla fotografia contemporanea inaugurato dalla Fondazione nel 2015. L’esposizione a cura di Filippo Maggia è la prima grande personale in Italia della fotografa sudafricana, vincitrice nel 2010 del World Press Photo con il celebre ritratto di Bibi Aisha, giovane donna afghana con il volto sfigurato. L’artista sarà presente a La Spezia in occasione dell’apertura della mostra.



Jodi Bieber (Johannesburg 1966) è da numerosi anni una delle autrici di spicco della fotografia sudafricana, scuola che vanta lunghe tradizioni e importanti fotografi contemporanei come David Goldblatt, Santu Mofokeng, Zanele Muholi, Pieter Hugo, Guy Tillim. La mostra – che resterà aperta al pubblico fino al 4 marzo 2018 negli spazi espositivi della Fondazione – presenta 4 serie complete fra le più rilevanti dell’intera produzione di Bieber: Between dogs & wolves – Growing up with South Africa, Going home – Illegality and Repatriation, Women who have murdered their husbands e Soweto. Una raccolta di oltre 100 fotografie in bianco e nero e a colori che tracciano la storia recente del Sudafrica. Dalla fine dell’apartheid sino quasi ai nostri giorni, le immagini di Bieber raccontano un paese in pieno sviluppo economico, riferimento per molte altre nazioni africane, ma ancora lacerato da vecchi conflitti sociali e da nuove tensioni derivanti proprio dalla modernità che avanza. “È stata una grande fortuna trovare la fotografia” ha affermato Bieber in una recente intervista, un mezzo che le ha permesso di esplorare e capire il suo paese in quegli anni cruciali di passaggio da un’epoca a un’altra.



Jodi Bieber

Between Darkness and Light. Selected Works: South Africa 1994 – 2010

a cura di Filippo Maggia

2 dicembre 2017 – 4 marzo 2018 inaugurazione sabato 2 dicembre 2017 ore 17.30

Fondazione Carispezia. La Spezia, Via D. Chiodo 36

orari di apertura lun – ven 16.30-19.30 | sab e dom 10.30-13.00  16.30-19.30

chiuso 25 dicembre 2017

ingresso libero

tel. 0187 772335 – fax 0187 772330 feis@fondazionecarispezia.it

per info clicca qui


 

LEVEL: il fotografo Cédric Dasesson espone per la prima volta in Italia

Art Backers e The AB Gallery sono lieti di presentare LEVEL, prima personale in Italia del fotografo Cédric Dasesson che  inaugurerà il 1 dicembre presso The AB Gallery di Cagliari.


La mostra, attraverso un’ accurata selezione di opere, permette di scoprire visioni naturalistiche e interiori a lungo esplorate da Cédric Dasesson, il quale ha inizialmente condiviso questo lungo viaggio fotografico con centinaia di migliaia di follower sul suo profilo Instagram. 

La griglia di immagini di Cédric Dasesson vissute finora nella dimensione digitale, trovano spazio sulle pareti della galleria, dove prende vita un racconto su tre livelli di osservazione: Under Sea, Sea Level, Above Sea. 
Non sono scatti fotografici o istantanee che colgono l’attimo, ma riprese attente, lente, precedute da lunghi studi “introspettivi” alla ricerca di geometrie variabili naturali che rappresentino, per una frazione di secondo, gli straordinari equilibri tra i moti combinati dell’acqua, dell’aria e della luce, nei livelli dell’immerso, della superficie, al di sopra e nell’elevazione, dove  uomo e natura possono convivere in assoluta armonia.

per informazioni sulla mostra clicca qui

per informazioni su Cédric Dasesson clicca qui

Fujifilm ed Elena Givone esplorano il mondo della NEW BORN Photography

Nell’ambito fotografico un genere poco approcciato è sicuramente la New Born Photography,  per la delicatezza dei soggetti e per quella cura e attenzione che è necessario avere durante il servizio fotografico. Fino al 26 novembre, l’X-Photographer Elena Givone è in mostra a Torino con Profumo di vita #neldirittodelbambino, all’interno del Sala delle Colonne del Castello del Valentino.



Le immagini esposte sono state realizzate nel reparto neonatologia dell’ospedale Sant’Anna nei primissimi giorni di vita del bambino, per poter cogliere i momenti del sonno profondo dei neonati e le classiche pose fetali,  scattate con il medio formato Fujifilm GFX 50S.

Il progetto artistico-sociale è stato voluto dall’Associazione Legal@rte come approfondimento sul fenomeno sommerso della “violenza assistita” da parte di minori al fine di conoscere le conseguenze che si riscontrano nei bambini che ne sono inermi spettatori. Un problema sociale che deve investire tutti, tenuto conto che quegli adulti, diventati genitori, corrono un alto rischio di trasmissione intergenerazionale delle condotte maltrattanti/abusanti.

Un argomento purtroppo sempre attuale: secondo il Primo rapporto mondiale su violenza e salute emesso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), infatti, il 90% delle aggressioni subite dalle donne si verifica in presenza dei figli.

Le immagini esposte diventeranno protagoniste anche di un calendario destinato a raccogliere fondi per il supporto psicoterapeutico dei minori vittime di violenza, spesso non fornito dal servizio pubblico, in collaborazione con l’Associazione Familiarmente.

Inoltre, in collaborazione e con il sostegno di Fujifilm Italia, l’X-Photographer Elena Givone terrà un workshop gratuito di NEW BORN PHOTOGRAPHY. Per chi volesse misurarsi con questo genere fotografico l’appuntamento è fissato per sabato 25 novembre a Torino presso il Castello del Valentino alle ore 10:30.

Per maggiori informazioni  sull’evento clicca qui

Per maggiori informazioni su Fujifilm clicca qui


Manuela De Leonardis presenta il suo nuovo libro alla galleria STILL

David LaChapelle, Palazzo delle Esposizioni, Roma, aprile 2015

“La gente ritratta vuole sempre apparire nel migliore dei modi. Per questo a loro non piacevano le mie foto. Ma non ho mai fotografato come volevano gli altri, solo come vedo io.”

A parlare è Santu Mofokeng, durante l’incontro ai Giardini della Biennale, in occasione della 55° Esposizione d’Arte di Venezia nel 2015. Manuela De Leonardis, registrando una serie di interviste accompagnate da inediti ritratti ai grandi protagonisti della fotografia contemporanea, se ne fa fiera portavoce finendo per realizzare quella che il suo editore definisce una vera e propria “Enciclopedia De Leonardis”.


David LaChapelle, Palazzo delle Esposizioni, Roma, aprile 2015

A tu per tu. Fotografi a confronto – Volume IV, che verrà presentato giovedì 30 novembre alla galleria Still di Milano, raccoglie interviste realizzate dal vivo tra il 2011 e il 2016 a Roger Ballen, Monika Bulaj, Silvia Camporesi, Lisetta Carmi, Tano D’Amico, Joan Fontcuberta, Maurizio Galimberti, Shadi Ghadirian, David LaChapelle, Constantine Manos, Boris Mikhailov, Santu Mofokeng, Zanele Muholi, Erwin Olaf, Catherine Opie, Max Pam, Sebastião Salgado, Pentti Sammallahti, Hrair Sarkissian, Dayanita Singh, Hiroshi Sugimoto, Franco Vaccari, Tony Vaccaro, Paolo Ventura, Masao Yamamoto.


A tu per tu. Fotografi a confronto

Presentazione giovedì 30 novembre ore 19

@Still via Balilla 36, 20136 Milano

per info: press@stillfotografia.it – 0236744528

Alla Fabbrica del Vapore una mostra racconta Che Guevara

[…] Molti mi considereranno un avventuriero e questo sono, solo che di tipo diverso: uno che rischia la pelle per dimostrare le proprie verità. …”

(Che Guevara, lettera ai genitori – 1965)



Il 9 ottobre del 1967 Ernesto Guevara, catturato in Bolivia insieme ai compagni di guerriglia, dopo un lungo interrogatorio, viene assassinato nel piccolo villaggio de La Higuera.

Gli scatti dei fotografi che ritraggono il suo corpo steso su un tavolo all’ospedale di Vallegrande fanno il giro del mondo, così come l’annuncio della sua morte da parte di Fidel Castro. Il combattente, l’eroe, se n’era andato ma il suo ricordo e il suo mito sarebbero rimasti intatti fino ad oggi.
 
A cinquant’anni dalla sua morte dal 6 dicembre 2017 al 1 aprile 2018 (anno in cui ricorrono i novant’anni dalla nascita) a Milano alla Fabbrica del Vapore, una mostra spettacolare e di grande narrazione ci porterà dentro la Storia, a vivere gli avvenimenti cruciali e il mito del Che, ma anche a scoprire l’uomo, i suoi affetti, gli ideali e i turbamenti, grazie al ricchissimo e in parte inedito materiale di archivio del centro Studi Che Guevara a L’Avana e ai linguaggi delle più innovative tecnologie.



Oltre 2000 documenti – lettere, diari, foto ufficiali e private, la biblioteca personale, gli scritti autografi dei discorsi e delle opere letterarie, i video d’epoca, sono stati per due anni vagliati e tradotti e più della metà verranno riprodotti e riutilizzati in mostra per raccontare la storia di un uomo chiave del ‘900 – borghese, medico, marito e padre – che di fronte agli eventi, alla situazione geopolitica, alla visione delle ingiustizie sociali non è rimasto indifferente, si è interrogato e, al di là delle risposte date, ha scelto di agire in prima persona.

Per maggiori informazioni clicca qui.


INFO MOSTRA
www.mostracheguevara.it

Lun – Ven 8.30 – 18.00 // sab. 9.00 – 13.00

Salone della Cultura 2018: in arrivo la seconda edizione

Il Salone della Cultura 2018 – “Un viaggio a 360° nella cultura”

L’appuntamento è il 20 e 21 gennaio 2018 a Milano presso gli spazi SuperStudio Più


Squadra che vince non si cambia e così vale anche per il format de Il Salone della Cultura, kermesse milanese che lo scorso anno ha raccolto oltre 35.000 visitatori in meno di 48 ore.
La manifestazione, alla seconda edizione, è già diventata per gli amanti del libro e della cultura in generale un vero e proprio punto di riferimento. Nato in un momento storico dove l’editoria era alla ricerca di nuove vie e sviluppi, Il Salone della Cultura ha trovato la sua perfetta collocazione nella città di Milano, da sempre esempio di perfetta armonia tra tradizione e innovazione. Inaugurato nel gennaio 2017, Il Salone è da subito divenuto punto di ritrovo e condivisione per i milanesi (e non solo) in due giorni ricchi di appuntamenti, approfondimenti, mostre laboratori e tanto altro.

Ideato da Matteo Luteriani di Luni Editrice e Sergio Malavasi di maremagnum.com, si svolgerà anche quest’anno all’interno degli spazi di SuperStudio Più in Via Tortona 27 a Milano.

L’obiettivo de Il Salone della Cultura 2018 è quello di offrire agli editori, espositori, ai librai dell’usato, ai collezionisti, e ai librai antiquari – ALAI (Associazione Librai Antiquari Italiani) che esporranno grande visibilità coinvolgendo nel contempo il pubblico partecipante all’interno di un vero e proprio contenitore culturale attraverso esperienze formative e interattive.
Moltissimi i laboratori in programma per i due giorni della seconda edizione: dal rinnovato Laboratorio di PopUp con il Maestro Dario Cestaro a quello di approccio alla Recitazione tenuto dall’attrice Maura Marenghi; dal laboratorio di Gioielli di carta al laboratorio di Libro Scultura organizzati e curati dal corso di lavorazioni artistiche e oreficeria della scuola professionale Galdus. Verrà inoltre allestito un angolo espositivo a cura del corso di lavorazioni artistiche e oreficeria della Scuola Professionale Galdus, dove il pubblico potrà riscoprire le tecniche di lavorazione dell’oreficeria con la guida di maestri orafi della scuola. Lo spazio ospiterà anche lo scultore Italo Antico e le sue creazioni di scultura e gioielleria. Diversi incontri culturali e percorsi didattici renderanno l’esperienza del Salone ancora più interessante per il pubblico che potrà partecipare a tutti gli eventi previa iscrizione al sito www.salonedellacultura.it.

Attraversando gli spazi espositivi, il pubblico potrà dedicarsi all’acquisto di nuove proposte editoriali così come alla ricerca di libri antichi e preziosi.
Per gli appassionati d’arte invece, tre mostre gratuite ed esclusive dislocate nei vari spazi del Salone. Anche quest’anno la Fondazione 3M esporrà per la prima volta a Milano la mostra dedicata alla Fotografa ritrattista Ghitta Carrell. La Galleria d’arte Il Vicolo di Milano proporrà invece in mostra 10 serigrafie di Emilio Isgrò incentrate su segno e parola. Ma le sorprese non finiscono qui! L’architetto Italo Rota curerà una mostra incentrata sulle avanguardie italiane e inglesi degli anni ’60 con pezzi inediti che sono all’origine dell’arte contemporanea. Inoltre, come lo scorso anno, sono aperte le selezioni per partecipare alla mostra fotografica dedicata a nuove proposte.

Il programma completo della manifestazione sarà a breve disponibile sul sito www.salonedellacultura.it.
È già possibile per gli espositori prenotare gli spazi espositivi del salone attraverso la pre-iscrizione presente sul sito.

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