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Milano, Silvia Camporesi vince il Premio BNL 2016

E’ stato assegnato oggi al MIA Photo Fair, di cui la Banca è main sponsor per il quinto anno consecutivo,  il “Premio BNL Gruppo BNP Paribas” – un riconoscimento concreto –  attribuito al migliore tra gli artisti che hanno presentato i propri lavori tramite le gallerie d’arte, da una giuria di esperti composta da: Gianluigi Colin, Art Director del Corriere della Sera, Fabio Castelli, ideatore e presidente del Comitato Scientifico di MIA, Gianluigi Ricuperati, scrittore e direttore creativo di Domus Academy, Francesca Malgara, membro dell’Advisory Board di MIA e Anna Boccaccio, Direttore del Servizio Relazioni Istituzionali di BNL Gruppo BNP Paribas.

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Tra i 15 finalisti selezionati dal Comitato Scientifico di MIA il 15 aprile scorso, il Premio BNL è andato a Silvia Camporesi (Forlì, 1973), per l’opera dal titolo “Planasia #12”, presentata dalla MLB Maria Livia Brunelli Gallery.di Ferrara.


“Abbiamo assegnato il “Premio BNL Gruppo BNL Paribas” a Silvia Camporesi – recita la motivazione della giuria – “perché la sua ricerca sui luoghi abbandonati, ben rappresentata dalla dolente immagine dei documenti d’archivio di un carcere in disuso, carte di burocrazia e sofferenza, incarna e potenzia i valori pittorici e narrativi che stanno alla base della ricerca fotografica, ponendosi in una relazione insieme diretta e indiretta, squillante e misteriosa, con la tradizione del viaggio in Italia, splendida e magistrale rovina che ritorna al presente, sperando nel futuro.”


L’opera selezionata sarà acquisita da BNL e andrà ad arricchire il patrimonio artistico della Banca che, ad oggi, conta circa 5.000 opere, tra cui spiccano capolavori dell’arte classica e moderna, nonché opere di artisti contemporanei. Tra queste rientrano i lavori fotografici, vincitori del “Premio BNL” nelle passate edizioni del MIA Fair: “Niad, The small crater, 2000” di OhadMatalon nel 2012,  “Passaggio#7” di Luigi Erba e Roberto Berné nel 2013, “Untitled” di Luca Gilli nel 2014, “Da Memorie” di Bruno Cattani ex equo con “In Superficie” di Massimiliano Gatti nel 2015.


Tutte le 15 opere finaliste del Premio sono “esposte” anche sull’accountInstagram@bnl_cultura, il nuovo canale attraverso cui la Banca, con immagini e video, condivide e valorizza l’artee le diverse iniziative culturali che BNL supporta e sponsorizza.

Nel corso dell’intera durata della manifestazione, infine, BNL consegnerà agli appassionati e a tutti coloro che si recheranno al MIA Photo Fair, delle “cornici” in cartoncino attraverso le quali potranno inquadrare la loro opera preferita tra tutte quelle presenti. Le foto potranno essere condivise su Instagram con l’hashtag #laMIAFairBNL e una selezione di queste verrà repostata su @bnl_cultura.


Con questo Premio, BNL Gruppo BNP Paribas vuole confermare ulteriormente il proprio impegno per lo sviluppo dell’arte contemporanea in Italia, della fotografia in particolare, nella consapevolezza del ruolo sempre più importante che questa ha assunto tra i linguaggi espressivi dell’arte contemporanea. Negli ultimi anni, infatti, BNL si è impegnata concretamente nella promozione di artisti contemporanei e nella valorizzazione di iniziative socio-culturali legate alla fotografia, acquisendo anche numerosi lavori, soprattutto di giovani emergenti. Tra questi, anche alcune opere di artisti che hanno partecipato alla mostra “the seaismyland. Artisti dal Mediterraneo” – ideata e realizzata dalla Banca per il proprio Centenario tra i quali: Marie Bovo, DorGuez , David Maljkovic,  MladenMiljanović ,MoatazNasr,Adrian Paci, Rori Palazzo.

Sacralità Laica, Cattedrali Industriali del XX° secolo | Matteo Guariso e Aldo Sardoni | MIA Fair

Quest’anno Noema Gallery presenta il progetto “Sacralità Laica“, Cattedrali Industriali del XX° secolo, due Autori a confronto, Matteo Guariso e Aldo Sardoni.

“…. E’ una caratteristica che li unisce e che si riscontra in tutti i loro lavori, benché le loro modalità di rappresentazione fotografica siano quasi agli antipodi;  Sardoni usa il colore, le ombre e la luce del sud, Guariso il bianco e nero e la luce del nord.

Il primo si limita ad uno sviluppo tradizionale del negativo digitale, il secondo elabora le sue immagini utilizzando quanto la tecnologia gli consente.

Eppure malgrado le differenze così marcate, entrambi ci portano in un luogo non ben definito, facendoci passare attraverso il fotogramma che è l’unico elemento palese del progetto.

Il resto è a cura di ogni spettatore…..”

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Trieste: Utopia urbana di Marco Citron | 30 aprile al 17 maggio

Utopia Urbana di Marco Citron si apre alla Sala Veruda del Palazzo Costanzi di Trieste (piazza Piccola, 2) venerdì 29 aprile alle ore 18, a cura di Daniele Capra.
La mostra nasce da una scrupolosa analisi visiva dell’urbanistica e dell’architettonica sovietica che Citron conduce da una decina di anni, parte della quale è stata recentemente pubblicata nel libro Urbanism 1.01 che ha ricevuto grande attenzione dai media europei, ma non ancora esposta in Italia. Utopia urbana raccoglie quaranta foto della sua recente produzione tra cui una decina di scatti inediti che spaziano dalla fotografia panoramica all’impiego di cartoline vintage dell’era comunista, che Citron ha ricondotto a nuova vita.

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La ricerca di Marco Citron è rivolta al paesaggio e al contesto cittadino, con particolare attenzione alle dinamiche di antropizzazione e agli sviluppi dei complessi urbani. Le sue immagini analizzano le volumetrie delle grandi strutture abitative e i particolari rapporti tra i pieni e vuoti che si innescano nella grande scala. Gli scatti di Utopia urbana si misurano in particolare con l’edilizia popolare, le infrastrutture stradali e gli edifici pubblici costruiti, tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta, in alcune città che costituivano le ex Repubbliche Sovietiche.

Citron nei suoi scatti racconta un’architettura modernista e spigolosa, a tratti apertamente brutalista, ritratta però a decenni di distanza dalle condizioni storico-sociali che l’hanno prodotta. Le sue immagini non indugiano in alcuna forma di malinconia per il passato o di rimpianto per l’utopia politica, ed estetica, dei paesi del socialismo reale. Riflettono invece sul Novecento e su come in sostanza sia stato fortemente caratterizzato dalle istanze di miglioramento e di rinnovamento sociale. Ad una fotografia di architettura che è sovente costituita di narrazioni basate su elementi descrittivi concreti, egli sembra così contrapporre una visione teorica dell’urbanistica e degli spazi, che vengono quasi completamente privati dalle connotazioni accidentali, temporali e topologiche. Prive di ogni riferimento che ci consenta di identificare un luogo determinato, le viste di Citron (che appaiono realistiche benché spesso generino il sospetto di non essere compiutamente reali) sembrano città ideali, contraddistinte da una forte tensione filosofica e razionale, pur nella consapevolezza di un’utopia che è stata superata e forse dimenticata.

Non sfugga però l’ironia delle sue immagini. Ludicamente chiamate Boring Landscapes, in un omaggio a Martin Parr e alle serie delle sue Boring Postcards, sono un conte philosophique in cui il passato, l’utopia novecentesca, il moderno (che è ormai pratica vintage) si misurano e discutono animosamente su quello che non è stato certo «il migliore dei mondi possibili».


Utopia urbana è un progetto dell’Associazione Culturale L’Officina di Trieste; si avvale del contributo del Comune di Trieste, della collaborazione di Trieste Contemporanea, dell’adesione della Casa dell’Arte di Trieste; è reso possibile grazie al generoso sostegno di tante persone che hanno contribuito alla sua realizzazione con una donazione ricevendo in cambio un’opera appositamente realizzata dall’artista.

Una conversazione pubblica tra Marco Citron e il curatore è prevista sabato 14 maggio alle ore 18.30. In occasione di questo incontro una visita guidata della mostra sarà dedicata a tutti quelli che hanno contribuito alla sua realizzazione.

Marco Citron (Pordenone, 1974) ha esposto le sue fotografie in Italia, Austria, Francia, Germania, Lituania, Polonia, Slovenia, Spagna e Stati Uniti. Tra le personali: nel 2014 presso Izolyatsia Gallery a Kiev (UA), nel 2008 alla DesignHaus di Darmstadt (D) e nel 2007 alla IX Biennale di Fotografia di Tenerife (E). Nel 2014 ha pubblicato per Danilo Montanari il libro fotografico Urbanism 1.01. Nel 2011 è stato selezionato dalla Fondazione Izolyatsia in Ucraina per una residenza sotto la curatela di Boris Mikhailov e nel 2009 è tra i vincitori del Portfolio Review al 40° Rencontres di Arles. Tra gli altri, hanno scritto del suo lavoro Martin Parr, Gerry Badger ed Irina Tchmyreva.


Marco Citron. Utopia urbana

a cura di Daniele Capra

Trieste, Palazzo Costanzi, Sala Veruda (piazza Piccola 2)

dal 30 aprile al 17 maggio 2016

orario: da lunedì a sabato 10.00-12.30 e 17.00-19.30; domenica 10.00-12.30

ingresso libero

www.utopiaurbana.it

info@utopiaurbana.it

Photofestival 2016: 120 mostre fotografiche fino al 12 giugno

120 mostre fotografiche gratis fino al 12 giugno diffuse in tutta la città di Milano e nell’hinterland: inizia il Photofestival 2016.

Le mostre saranno presentate in diverse sedi espositive, tra gallerie d’arte, spazi istituzionali e palazzi storici, come Palazzo Castiglioni, Palazzo Giureconsulti, Palazzo Bovara, e Palazzo Turati.

“Photofestival torna dal 20 aprile al 12 giugno. Dopo un anno eccezionale, con due edizioni in sintonia con Expo, torniamo alla formula consueta.
Forte di una visibilità accresciuta e di un ulteriore radicamento nel tessuto culturale della città, Photofestival si ripropone come contenitore delle iniziative dedicate alla fotografia capace di concentrare in poco meno di due mesi il meglio dell’offerta.
L’edizione 2016 di Photofestival si svolgerà dal 20 aprile al 12 giugno, diffusa nei tanti spazi espositivi dell’intera città metropolitana, consolidando così la capacità di diffondere la presenza oltre gli stretti confini comunali.
Photofestival può contare, come sempre, sull’appassionato sostegno di AIF, dell’Unione Confcommercio e della Camera di Commercio di Milano, che fin dall’esordio hanno consentito di sviluppare la manifestazione e portare agli attuali livelli di successo.
Come ogni anno sarà realizzato un catalogo cartaceo cui si affiancherà il costante aggiornamento su questo sito, mentre l’ufficio stampa di Photofestival svolgerà la consueta efficace azione di  promozione per garantire la giusta visibilità a alle mostre che aderiranno al nostro circuito.”

Clicca su questo link per scoprire la rassegna completa!

MIA PHOTO FAIR, torna a Milano la fiera della fotografia dal 29 aprile al 2 maggio

Milano, The Mall – Porta Nuova Varesine | Dal 28 aprile al 2 maggio 2016

MIA PHOTO FAIR

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Torna con la sua sesta edizione la fiera della fotografia d’arte diretta
da Fabio Castelli e Lorenza Castelli

Press preview giovedì 28 aprile ore 11.30

80 gallerie con 230 artisti provenienti da dodici diverse nazioni del mondo, 20 artisti indipendenti e 15 editori specializzati: questi i numeri della sesta edizione di MIA Photo Fair, la fiera dedicata alla fotografia d’arte ideata e diretta da Fabio Castelli, in programma a The Mall, centro polifunzionale nel quartiere di Porta Nuova Varesine a Milano, da giovedì 28 aprile, giornata di inaugurazione a inviti, a lunedì 2 maggio 2016.

MIA Photo Fair, col patrocinio della Regione Lombardia, della Città Metropolitana di Milano e del Comune di Milano, può contare sul contributo dei main sponsor BNL Gruppo BNP Paribas e Lavazza  e dello Sponsor Eberhard & Co.

Forte del successo ottenuto nel 2015 (con oltre 22.000 visitatori), MIA Photo Fair sceglie di prolungare il proprio periodo di apertura, accogliendo il pubblico dal giovedì e proseguendo fino al lunedì. Confermato il format canonico della fiera, che alla partecipazione delle gallerie – libere di esporre collettive o progetti monografici – associa Proposta MIA, con una selezione di fotografi che presentano il proprio lavoro individualmente.

PREMI

PREMIO BNL Gruppo BNP Paribas – Si rinnova per il quinto anno consecutivo il rapporto tra MIA Photo Fair e BNL Gruppo BNP Paribas, main Sponsor della manifestazione. Viene quindi istituito, anche per il 2016, il Premio BNL Gruppo BNP Paribas, assegnato da una giuria qualificata ai fotografi che prendono parte alla fiera esponendo con le proprie gallerie di riferimento. Le opere finaliste verranno pubblicate su bnl_cultura, l’account Instagram di BNL dedicato all’arte e alla fotografia. L’opera vincitrice entrerà a far parte del patrimonio artistico della Banca,  che ad oggi conta oltre 5.000 opere.

PREMIO ARCHIVI “Tempo ritrovato – fotografie da non perdere” sostenuto da Eberhard & Co. – Dopo l’edizione speciale dell’anno passato, che affrontando l’esperienza di Giuseppe Pellizza da Volpedo aveva interrotto il filo cronologico avviato con l’indagine sugli Anni Cinquanta prima e Sessanta poi, riprende il proprio corso naturale il Premio Archivi “Tempo ritrovato – fotografie da non perdere” , ideato con la collaborazione di  Io Donna  e  supportato dalla Maison svizzera di orologeria che da quattro anni sostiene il progetto. L’iniziativa, vero e proprio unicum nel panorama italiano,  promuove la riscoperta e la tutela dei fondi che documentano l’attività dei grandi fotografi italiani, contribuendo a preservarne e diffonderne la memoria. L’edizione 2016 si rivolge agli Anni Settanta, momento fondamentale per l’imporsi di correnti di pensiero che avrebbero segnato in modo decisivo il modo di fare informazione attraverso l’immagine.

PREMIO Massimo Gatti – MIA Photo Fair istituisce insieme alla galleria Glauco Cavaciuti Arte di Milano la prima edizione di un premio intitolato alla memoria di Massimo Gatti, fotografo scomparso nello scorso mese di novembre. All’artista che verrà ritenuto più meritevole tra quelli partecipanti alla sezione Proposta MIA verranno offerti un premio in denaro e l’allestimento di una personale negli spazi della stessa galleria Cavaciuti.

PROGRAMMA CULTURALE
Arricchisce l’appuntamento con MIA Photo Fair un fitto programma di talk e dibattiti che affrontano i temi di maggiore attualità tra i tanti che coinvolgono il mondo della fotografia.  Tra questi l’incontro, realizzato in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, dedicato alla forza dell’immagine come linguaggio per raccontare il fenomeno dei processi migratori che stanno cambiando l’Europa. Un processo affrontato attraverso il lavoro di artisti e reporter come Liu Bolin, Massimo Sestini, Fabio Bucciarelli, Silvia Camporesi e Corrado Levi.

La quinta edizione di MIA Photo Fair nel consueto focus dedicato al collezionismo, presenta tre appuntamenti speciali a cura di Sabrina Donadel, che nelle giornate di venerdì, sabato e domenica incontrerà  tre coppie di collezionisti, compagni nella vita e uniti dalla passione per la fotografia: Pier Luigi e Natalina Remotti, Giovanni e Anna Rosa Cotroneo, Gaetano e Barbara Maccaferri.

L’area talk dove ha luogo il programma culturale è oggetto di uno speciale progetto allestitivo, ideato e realizzato grazie all’intervento di un gruppo di giovani talenti creativi coordinati dall’Institute for Production of Wonder insieme a Cassina, sotto la guida della direzione creativa di Patricia Urquiola

PROGETTI SPECIALI

LAVAZZA dedicherà lo spazio del proprio Caffè Artistico a una mostra di preziose opere fotografiche provenienti dall’Archivio Mario De Biasi, un tributo a uno dei più grandi interpreti del fotoreportage giornalistico a livello internazionale. La selezione delle immagini, curata da Enrica Viganò, membro del Comitato Scientifico di MIA Photo Fair, e da Silvia De Biasi, responsabile dell’Archivio Mario De Biasi, raccoglie scatti che illustrano situazioni diverse e lontane tra loro, all’interno dei quali il rito del caffè è sempre protagonista.

36 immagini che raffigurano figure di spicco, celebrità, scrittori, musicisti, attori, persone comuni in luoghi differenti, dai locali alla moda di New York all’Australia da Milano all’Iran.

Un omaggio all’energia che questa bevanda infonde a tutte le latitudini.

MIA Photo Fair ospita il progetto espositivo realizzato da Luca Gilli, vincitore del Premio BNL Gruppo BNP Paribas nel 2014, per ICE Yachts, azienda di cantieristica navale leader nel campo della vela che sviluppa programmi speciali legati all’uso delle nuove tecnologie. Attraverso il suo obiettivo, Gilli racconta le diverse fasi della nascita di un’imbarcazione di ultima generazione, trovando il punto di incontro tra il sapere di una artigianalità antica e le più avveniristiche soluzioni rese possibili dalla contemporaneità.

CODICE MIA

MIA Photo Fair conferma la sua visione orientata al futuro proseguendo l’esperienza di CODICE MIA, ideato da Enrica Viganò come originale forma di portfolio review. Una selezione di artisti scelti dalla fiera stessa avranno l’opportunità di discutere il proprio lavoro con un panel di collezionisti, curatori, art advisor italiani e stranieri:
Pedro Barbosa, collezionista – Saõ Paulo, Brasile

Peter Coeln, collezionista – Vienna, Austria

Elaine Goldman, collezionista – New York, USA

Jim Grover, collezionista – Londra, Gran Bretagna

Charles Jing, collezionista – Atlanta, USA

Annamaria e Antonio Maccaferri, collezionisti – Bologna, Italia

Massimo Perazzo, collezionista – Milano, Italia

Nissan Perez, art advisor e curatore – Tel Aviv, Israel

Jeff Rosenheim, curatore responsabile della collezione di Fotografia del Metropolitan Museum of Art – New York, USA

Maria Sukkar, collezionista – Londra, Gran Bretagna

 

Tra tutti gli artisti che parteciperanno alle sessioni di confronto e discussione ne verrà scelto uno, premiato con la possibilità di esporre il proprio lavoro nella sezione Proposta MIA dell’edizione 2017.

Milano, febbraio 2016

MIA Photo Fair 2016

The Mall – Milano Porta Nuova

P.zza Lina Bo Bardi

29 aprile – 2 maggio

 

Informazioni

Segreteria Organizzativa MIA Photo Fair

Via San Vincenzo 22 – 20123 Milano

Tel. / Fax +39.0283241412

 

Ufficio Stampa

CLP Relazioni Pubbliche – Francesco Sala, tel. 02.36755700; francesco.sala@clponline.it

Affordable Art Fair – Photography Day

Photography day – Venerdì 18 Marzo

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Vi aspettiamo in fiera per la giornata dedicata alla fotografia!

In collaborazione con IL FOTOGRAFO e a cura di Denis Curti, tante attività pensate per approfondire alcuni aspetti sul mondo della fotografia, per esperti, fotografi, amatori, collezionisti, ma anche semplici curiosi.

Dalle 14. Lettura portfolio
Talent scouting di giovani fotografi con Denis Curti, Francesca Marani, Giada Storelli. Su prenotazione (accedi alla pagina di registrazione)

Ore 16. Young Talents 
Intervista ad uno dei giovani artisti selezionati tramite il bando Young Talents supported by Warsteiner alla scoperta dello spirito #doitright

Ore 17. Lezioni di Storia dell’arte per Tutti
Denis Curti e “L’ambiguità della fotografia”.

Ore 18. “I segreti della stampa fine-art”
Talk con Giovanni Pelloso e Roberto Bernè.

Ore 19. Workshop ”La fotografia istantanea”
Con Maurizio Galimberti.


Inoltre, continua anche quest’anno il progetto Facce da Blogger con Elena Datrino, in collaborazione con Galleria Vittoria e Warsteiner.
Passate nello spazio Warsteiner per assistere ad un’intera giornata di shooting fotografici che daranno un volto ai blogger più seguiti.

Vuoi sapere che altro succede in fiera? Consulta il programma completo »

Elliott Erwitt arriva a Terni con “Icons”

1955 CALIFORNIA, United States -- 1955. Image envoyé à Ludovica Pallegatta (Transaction : 632780884291875000) © Elliott Erwitt / Magnum Photos

Esposte a Terni le immagini più rappresentative della produzione artistica di uno dei più grandi fotografi e poeti di tutti i tempi. 

CAOS – centro arti opificio siri, ospita, dal 5 febbraio al 30 aprile 2016, la mostra Elliot Erwitt ICONS, un progetto espositivo di Civita e SudEst57, a cura di Biba Giacchetti, promossa dal Comune di Terni in collaborazione con Indisciplinarte.

USA. North Carolina. 1950.
USA. North Carolina. 1950.

La mostra ripercorre la carriera e i temi principali della poetica del grande fotografo e artista americano Elliott Erwitt (1928), attraverso 42 scatti da lui stesso selezionati come i più rappresentativi della sua produzione artistica. Sarà esposta inoltre una serie di 9 autoritratti, esclusivi di questa mostra, che costituiscono un “evento nell’evento”.
Tra gli autoritratti esposti anche quelli a colori in cui l’artista veste i panni di André S. Solidor, alter ego inventato per ironizzare sul mondo dell’arte contemporanea e sui suoi stereotipi. Andrè S. Solidor (si noti l’acronimo irriverente) ed Elliott Erwitt saranno anche protagonisti del film “I Bark At Dogs” che sarà proiettato in mostra.

1955 CALIFORNIA, United States -- 1955. Image envoyé à Ludovica Pallegatta (Transaction : 632780884291875000) © Elliott Erwitt / Magnum Photos
1955 CALIFORNIA, United States – 1955.
© Elliott Erwitt / Magnum Photos

Grande autore Magnum, reclutato nel 1953 all’interno della celebre agenzia direttamente da Robert Capa, Elliott Erwitt ha firmato immagini diventate icone del Novecento. Tra queste, in mostra a Terni alcune delle più celebri: il bacio dei due innamorati nello specchietto retrovisore di un’automobile, una splendida Grace Kelly al ballo del suo fidanzamento, un’affranta Jacqueline Kennedy al funerale del marito, i ritratti di Che Guevara e Marilyn Monroe, alcune foto appartenenti alla serie di incontri tra i cani e i loro padroni, iniziata nel 1946.
E ancora, gli scatti che Erwitt, reporter sempre in viaggio, ha raccolto per il mondo, a contatto con i grandi del Novecento ma anche con la gente comune. E i paesaggi, le metropoli. Gli scatti di denuncia, in cui al suo sguardo di grande narratore, si mescola sempre ironia e leggerezza, e la sua capacità di trovare i lati surreali e buffi anche nelle situazioni più drammatiche.

La mostra sarà corredata da una esclusiva pubblicazione curata da Erwitt stesso in collaborazione con Sudest57 e disegnata da Anders Weinar. Una collezione di stampe rilegate ed amovibili, ciascuna con testi inediti di backstage, scritti da Biba Giacchetti che collabora con Erwitt da circa 20 anni.

FRANCE. Provence. 1955.
FRANCE. Provence. 1955.

Elliott Erwitt è nato in Francia da una famiglia di emigrati russi, nel 1928. Passa i suoi primi anni in Italia. A 10 anni si trasferisce con la famiglia in Francia e da qui negli Stati Uniti nel 1939, stabilendosi dapprima a New York, poi, dopo due anni, a Los Angeles. Nei primi anni ‘50, Erwitt dopo aver soggiornato a Pittsburg, in Germania e in Francia, si stabilisce a New York, città che elegge sua base operativa. Dotato di flessibilità e spirito di adattamento, Erwitt ha viaggiato in tutto il mondo. Durante i suoi studi alla Hollywood High School, Erwitt lavora in un laboratorio di fotografia sviluppando stampe “firmate” per i fan delle star di Hollywood. Nel 1949 torna in Europa, viaggiando e immortalando realtà e volti in Italia e Francia. Questi anni segnano l’inizio della sua carriera di fotografo professionista. Chiamato dall’esercito americano nel 1951 continua a lavorare per varie pubblicazioni e, contemporaneamente, anche per l’esercito americano stesso, mentre soggiorna in New Jersey, Germania e Francia.
La grande opportunità gli viene offerta dall’incontro, durante le sue incursioni newyorchesi a caccia di lavoro, con personalità come Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker che amano le sue fotografie al punto da diventare suoi mentori. Nel 1953 congedato dall’esercito, Elliott Erwitt viene invitato da Robert Capa, socio fondatore, ad unirsi a Magnum Photos in qualità di membro fino a diventarne presidente nel 1968.

USA. New York. 1956. American actress Marilyn MONROE.
USA. New York. 1956. American actress Marilyn MONROE.

Oggi Erwitt è riconosciuto come uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi. I libri di Erwitt, i saggi giornalistici, le illustrazioni e le sue campagne pubblicitarie sono apparse su pubblicazioni di tutto il mondo per oltre quarant’anni. Pur continuando il suo lavoro di fotografo Elliot Erwitt negli anni ‘70 comincia a girare dei film. Tra i suoi documentari si ricordano Beauty Knows No Pain (1971) Red White and Blue Glass (1973) premiato dall’American Film Institute e The Glass Makers of Herat (1997).

Negli anni ‘80 Elliott Erwitt produce 17 commedie satiriche per la televisione per la Home Box Office. Dagli anni ‘90 fino ad oggi continua a svolgere un’intensa vita professionale che tocca gli aspetti più disparati della fotografia.
Tra le sedi espositive più prestigiose dove Erwitt ha presentato i suoi lavori, si segnala The Museum of Modern Art a New York, The Chicago Art Institute, The Smithsonian Institution a Washington D.C., The Museum of Modern Art di Parigi (Palais de Tokyo), The Kunsthaus a Zurigo, il Museo Reina Sofia a Madrid, The Barbican a Londra, The Royal Photografic Society a Bath, The Museum of Art del New South Wales a Sydney.
Attualmente i libri pubblicati da Erwitt sono più di 45.

Elliott ERWITT, New York City, 1999

In occasione della mostra, le proposte didattiche del CAOS – a cura di Coopsociale ACTL, Coopsociale ALIS e Indisciplinarte SRL – sono un’occasione di riflessione e approfondimento sulla teoria e sulla pratica fotografica di un artista che, attraverso la rappresentazione del quotidiano, ha attribuito valore e riconosciuto importanza all’ironia come chiave interpretativa delle cose della vita. Le attività saranno rivolte alle scuole di ogni ordine e grado e all’utenza libera dai 4 ai 18 anni con percorsi tematici e laboratori articolati per fasce di età. Sono previste, inoltre, visite guidate per adulti e gruppi solo su prenotazione scrivendo all’indirizzo didattica@indisciplinarte.it o contattando il numero 0744/285946.

USA. New York. 1999.
USA. New York. 1999.

Orari
Dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00. Lunedì chiuso
Dal 27 marzo: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00

E’ possibile acquistare il biglietto d’ingresso presso le biglietterie del CAOS
in viale Campofregoso 98, secondo i giorni e gli orari di apertura della mostra.

Biglietti:
Intero 5€
Ridotto 3,50€ (per under 25 anni, gruppi di almeno 20 paganti)
Gratuito: per bambini fino a 6 anni, portatore handicap e accompagnatore,
guide turistiche dell’Unione Europea.
La mostra non rientra nella gratuità della prima domenica del mese.

Informazioni
tel. 0744/285946 – www.caos.museum

Henri Cartier-Bresson a Biella

La Fondazione Pierre Gianadda e la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella stanno organizzando una grande mostra dedicata al fantastico Henri Cartier-Bresson. Dopo l’esposizione di Milano, il fotografo di Chanteloup-en-Brie arriva in Piemonte, nello spettacolare scenario medievale di Palazzo Gromo Losa (Biella).

Verrà presentata la collezione Sam, Lilette e Sébastien Szafran, da sabato 19 marzo a domenica 15 maggio 2016.

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226 stampe ai sali d’argento in bianco e nero ci accompagneranno in un viaggio alla scoperta di uno dei più grandi maestri della fotografia, il pioniere del fotogiornalismo conosciuto con il soprannome di occhio del secolo.

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Derrière la gare Saint-Lazare, Paris, 1932. © Henri Cartier-Bresson, Fondation Pierre Gianadda-Coll. Sam Szafran

 

Info su www.fondazionecrbiella.it

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