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Carla Iacono

Carla Iacono. Melancholia: rito di passaggio

© Carla Iacono
© Carla Iacono

Carla Iacono. Melancholia

A differenza dei precedenti lavori di Carla Iacono, basati principalmente sul ritratto, questo è un lavoro di paesaggio ma prosegue il percorso intrapreso con le serie precedenti, incentrate sull’analisi dei riti di passaggio, a partire dal passaggio dall’infanzia all’adolescenza. E di un rito di passaggio si parla anche in “Melancholia”, di cui vi abbiamo parlato in un precedente articolo( per l’articolo clicca qui). Le immagini sono state scattate durante i viaggi effettuati dall’artista per visitare la figlia Flora, che ha trascorso un anno a Tübingen (Germania) nell’ambito del programma Erasmus. Si tratta quindi ancora una volta di un lavoro autobiografico, in cui il viaggio è inteso soprattutto nel suo significato archetipico, ovvero processo di individuazione, e come meccanismo di distacco/ritorno. Il tutto rappresenta, mantenendo quindi una forte valenza autobiografica, il rito di passaggio della separazione.

Carla Iacono. Melancholia: il paesaggio come metafora dell’anima

Come nei panorami simbolico-contemplativi del Romanticismo tedesco il paesaggio è qui metafora dell’anima, ricco di contenuti che trascendono gli aspetti formali dell’immagine e rappresentano stati d’animo che spaziano dall’orgoglio materno alla malinconia ed alla preoccupazione per l’incertezza del futuro. Il linguaggio è pittorico/fiabesco, secondo lo stile ormai consolidato di Iacono; ci mostra vedute trasfigurate dal filtro della fantasia: luce, colori, piccoli particolari realizzati a collage (media già utilizzato dall’artista in lavori di installazione ed illustrazione), tra cui i corpi celesti inseriti nei cieli di tutte le vedute, che proiettano il reale in una dimensione più intima ed onirica. Come nell’omonimo film di Lars Von Trier “Melancholia” da cui è mutuato anche il nome del progetto, i corpi celesti si stagliano sullo sfondo scatenando un senso di spaesamento e sottolineando la dicotomia (tra vulnerabilità e forza) dell’affrontare un futuro incerto. Come nelle precedenti serie, Iacono non rinunzia a citazioni storico-artistiche, rappresentative di specifici sentimenti o legate ai luoghi visitati durante i viaggi; innanzi tutto il cinema d’autore con i richiami oltre che a Von Trier, anche a Andrej Tarkovskij, Alain Resnais, Gore Verbiski, Karel Zeman; e poi l’arte di Caspar David Friedrich e Dürer, i riferimenti a Eugenia di Leuchtenberg, principessa franco-tedesca a cui apparteneva una delle dimore ritratte, le silhouette di Lotte Reiniger. Completano la serie fotografica un’installazione ed un “Carnet de Voyage” a soffietto che “svelano” alcune delle fonti iconografiche. “Melancholia” è innanzi tutto un gesto d’amore da parte dell’artista verso la propria famiglia, e al contempo una riflessione sull’incertezza del futuro, nella speranza che ciascuno senta la responsabilità di dare un proprio contributo per lasciare ai propri figli un mondo migliore, basato sul rispetto per gli altri e l’amore per la cultura.

Carla Iacono Melancholia
a cura di Clelia Belgrado
Opening: venerdì 25 gennaio, 2019 dalle 18.00
Periodo: 25 gennaio – 30 marzo 2019
Sede: VisionQuesT 4rosso Piazza Invrea 4 r, 16123 Genova
+39 010 2464203 – +39 335 6195394
Orario: dal martedì al sabato 15.00 – 19.00 e su appuntamento
Sito web: www.visionquest.it
Informazioni e-mail: info@visionquest.it

Immagine in evidenza © Carla Iacono

Carla Iacono. Melancholia: rito di passaggio

© Carla Iacono
© Carla Iacono

Melancholia: rito di passaggio

Fino al 20 marzo, VisionQuesT 4rosso ospita una nuova serie dell’artista genovese che mescola fotografia, collage e installazione.
Intitolato Melancholia e dedicato al paesaggio, questo lavoro prosegue il percorso già intrapreso da Carla Iacono con le serie precedenti, incentrate sull’analisi dei riti di passaggio, a partire dal passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Le immagini sono state scattate a Tübingen, in Germania, durante le visite alla figlia Flora, impegnata nel programma Erasmus. E proprio come nella tradizione tedesca, anche nelle immagini dell’artista il paesaggio diventa metafora dell’anima, rappresentando sentimenti che spaziano dall’orgoglio materno alla malinconia, alla preoccupazione per l’incertezza del futuro. Luci, colori e particolari realizzati a collage, tra cui i corpi celesti inseriti nei cieli di tutte le vedute, proiettano l’osservatore in una dimensione intima e onirica. Non mancano, anche in questa serie come nelle precedenti, citazioni storico-artistiche che spaziano dal cinema d’autore – con i richiami oltre che a Lars Von Trier e al film che dà il titolo alla serie anche ad Andrej Tarkovskij, Alain Resnais, Gore Verbiski, Karel Zeman – all’arte di Caspar David Friedrich e Albrecht Dürer.

VisionQuesT 4rosso, Piazza Invrea 4r, Genova

Immagine in evidenza

© Carla Iacono

Pontremoli Foto Festival 2018: l’universo femminile dietro l’obiettivo

Pontremoli Foto Festival: donne protagoniste

Dal 20 al 29 luglio 2018 a Pontremoli andrà in scena, per il terzo anno consecutivo, il Pontremoli Foto Festival 2018.
Questa nuova edizione della kermesse, realizzata da Lunicafoto avrà al centro “L’ universo femminile dietro l’obiettivo“, e proporrà mostre di Giuliana Traverso, Antonella Monzoni, Stefania Adami, Carla Iacono, Malena Mazza, Laura Liverani, Federica Sasso, Elisa Paolucci Gianettoni, Sandra Lazzarini e Anna Voig.

 

Ci saranno, inoltre, incontri con le autrici, presentazioni e workshop, tra cui il seminario “Fotografia consapevole” con Simona Guerra che si terrà nel primo weekend del periodo.

A corredare il tutto un circuito OFF dedicato al racconto delle donne nel contemporaneo e la concomitanza con il prestigioso premio Bancarella, con il quale dialogherà nelle giornate del 21 e del 22 luglio.

Per il programma dettagliato e ogni aggiornamento Vi invitiamo a visitare il sito internet e la pagina Facebook.

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