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Wiki Loves Monuments: un italiano tra i vincitori internazionali

Notturna di Castelmezzano innevata, Paolo Santarsiero [CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)]

L’italiano Paolo Santarsiero è tra i vincitori del Wiki Loves Monuments 2019 (ve ne avevamo parlato qui), il concorso fotografico nato per portare le immagini del patrimonio culturale mondiale sulle pagine di Wikipedia: la sua fotografia, uno scatto notturno del borgo di Castelmezzano (PZ) sotto la neve, si è infatti aggiudicata la decima posizione a livello globale (la terza in Italia). Il contest, lanciato nel 2010 ed entrato a far parte del Guinness dei Primati come il più grande concorso fotografico al mondo, coinvolge i cittadini di oltre quaranta Paesi in tutto il mondo – tra cui, dal 2012, l’Italia – invitati a fotografare le bellezze del proprio patrimonio architettonico, artistico e paesaggistico, condividendo gli scatti con licenza libera su Wikimedia Commons, il grande database multimediale connesso a Wikipedia. Il gradino più alto del podio dell’edizione 2019 è andato alla Polonia con uno scatto realizzato da Marian Naworski, che ritrae la chiesa abbandonata di Stawiszyn. Al secondo posto l’Iran con una fotografia della grotta di Ayoub realizzata da Morteza Salehi, mentre il terzo posto va agli Stati Uniti con lo scatto realizzato da Michael Stone al Baháʼí Temple di Chicago.

Importante il contributo degli italiani a Wikimedia Commons

Le immagini vincitrici sono state selezionate tra i 470 scatti premiati a livello locale nei 48 Paesi che hanno partecipato all’edizione 2019 del concorso. Quest’anno, complessivamente, le fotografie raccolte e condivise con licenza libera su Wikimedia Commons sono state oltre 210mila: di queste, più di 25mila provengono dall’Italia, seconda solamente all’Ucraina per quantità di fotografie caricate sulla piattaforma. Un’ulteriore conferma dell’interesse crescente che gli italiani dimostrano nei confronti dell’ottava arte, così come della qualità che professionisti e appassionati sono in grado di esprimere attraverso le loro immagini, sempre più riconosciute a livello internazionale.

Scopri le foto di tutti i vincitori di Wiki Loves Monuments 2019 cliccando qui

 

Leggere la scena #2. Fotografare la campagna

La villa e l’albero assicurano un punto di interesse nel campo di lavanda ripreso all’alba in Provenza. Tom li ha disposti secondo i principi della regola dei terzi. © Tom Mackie

Eccoci alla seconda puntata (qui la prima) della nostra rubrica dedicata alla lettura della scena! Ogni settimana pubblicheremo i consigli di Tom Mackie, premiato fotografo professionista, per trovare il miglior punto di ripresa per qualsiasi location.

Leggere la scena: la campagna

La maggior parte di noi non vive lontano dalla campagna. Anche in città, è quasi impossibile non trovare un paesaggio agreste ragionevolmente vicino, al limite anche in qualche parco. La campagna è ricca di opportunità: pensiamo a un albero solitario nel mezzo di un campo, a una stradina o un fiume che serpeggiano nella scena, a un vecchio granaio o a una chiesetta immersi nel paesaggio, ai prati fioriti…

Pensiamo locale

Le mete esotiche sono emozionanti, ma anche piuttosto dispendiose, in termini di soldi e di tempo. Perché allora non lavorare vicino a casa? Oltre al risparmio, la prossimità assicura l’enorme vantaggio della conoscenza del territorio. Nelle condizioni giuste, possiamo fotografare scene perfette quasi sulla soglia di casa.

Appunti digitali

Quando, in campagna, ci capita di imbatterci in una splendida composizione ma sotto una luce meno che perfetta, scattiamo un “appunto digitale” con lo smartphone. Prendiamo nota di quando pensiamo sia il momento ideale per tornare, registriamo la direzione in cui è rivolto il soggetto e pensiamo a come può apparire in orari o stagioni diversi. È utile soprattutto per sapere dove andare a colpo sicuro in inverno: i paesaggi innevati vengono sempre meglio quando la neve è fresca e in questo modo non perdiamo tempo prezioso girando a caso.

Punti di interesse

La fotografia paesaggistica è essenzialmente narrazione: il fotografo accompagna l’osservatore nella scena e lo guida a scoprirne diversi aspetti. Come ogni grande storia, anche un’immagine deve avere una trama o un punto di interesse principale. Se manca, lo sguardo si perde nell’inquadratura e scivola via. Può funzionare qualsiasi cosa: da un albero solitario a un granaio, da una persona a qualsiasi elemento che possa trattenere l’occhio nella scena. Naturalmente, deve essere abbastanza interessante da essere degno di fare parte del nostro racconto del luogo.

Puntiamo in alto

La campagna rischia di apparire piatta e monodimensionale se la catturiamo dalla stessa altezza del soggetto principale. Se invece scattiamo un po’ dall’alto e includiamo elementi per primo piano, campo medio e sfondo, riusciamo a creare molta più profondità. Anche in pianura possiamo sopraelevarci il minimo indispensabile se il nostro treppiede si eleva fino a due metri. Altrimenti possiamo salire sul tettuccio dell’auto, ma stiamo attenti a non graffiarla o ammaccarla!

Nebbia d’atmosfera

La foschia sul paesaggio è il Santo Graal di ogni fotografo paesaggistico: tutti la cercano perché aggiunge atmosfera e dà una dimensione diversa all’immagine. Quando è più probabile trovare nebbia e foschia? Il terreno deve essere umido, quindi è più facile che il fenomeno si manifesti dopo la pioggia, vicino a un lago o un fiume o in una vallata stretta. Ci vuole anche una forte escursione termica: in autunno e primavera, quando le notti sono fredde e le giornate calde, è più facile che si formi la nebbia, ma anche inverno ed estate possono offrirci molto. Se vogliamo accentuare la presenza di foschia, scattiamo controsole all’alba o al tramonto.

Tutti i consigli sulla lettura della scena di Tom Mackie sono nel numero 94 di NPhotography in versione digitale, cliccando qui.

Leggere la scena #1. Lo scatto perfetto in montagna

© Tom Mackie

Inauguriamo la nostra rubrica dedicata alla lettura della scena! Ogni settimana pubblicheremo i consigli di Tom Mackie, premiato fotografo professionista, per trovare il miglior punto di ripresa per qualsiasi location.

Leggere la scena: le montagne

Le immagini di montagne possono essere meravigliose e spettacolari: le variazioni dovute ad atmosfera, temperatura e altitudine contribuiscono a creare scenari sensazionali – che però possono essere difficili da rendere in fotografia. La tentazione è di prendere il grandangolo e includere il più possibile, ma i risultati non hanno quasi mai la maestosità che cogliamo a occhio nudo. Ci sono però delle tecniche che possono aiutarci a tornare a casa con ritratti più fedeli della maestosità delle alte vette.

La scala

La grandezza di una montagna è facile da cogliere di persona, ma non altrettanto da rendere in un’immagine bidimensionale. Negli scatti paesaggistici è frequente omettere la presenza di persone, ma includere un elemento di dimensioni note, proprio come una figura umana, o un edificio o un’auto, offre all’osservatore un termine di paragone e gli permette di farsi un’idea della scala della scena. Un modo per enfatizzare il senso delle proporzioni è riempire l’inquadratura con la montagna, usando un teleobiettivo, e includere una persona o un’auto alla base.

La luce

In qualsiasi paesaggio la luce è importante e lo è ancora di più in montagna, perché evidenzia i profili della scena. La luce laterale è di gran lunga la migliore per far emergere i rilievi delle rocce e le forme dei picchi. È meglio invece evitare quella frontale, che tende ad appiattire e spegnere le vedute. Fa eccezione la luce frontale di alba e tramonto, quando i toni caldi sono incantevoli, soprattutto contro quelli più scuri e freddi di un primo piano in ombra. Per immagini di questo genere, l’ideale è includere in primo piano qualcosa che possa riflettere la montagna, come un lago o un fiume.

Primi piani

L’inclusione di elementi in primo piano aggiunge più profondità all’immagine. Cascate, torrenti o alberi sono solo alcuni esempi di soggetti che possono equilibrare la composizione e darle un impatto più tridimensionale. Anche i fiori selvatici sono un primo piano perfetto, che introduce anche colori brillanti. Ricordiamo che stiamo narrando una storia: scegliamo elementi di primo piano che possano dire qualcosa di più sul luogo. Se ci avviciniamo ai fiori, proviamo a usare la tecnica del focus stacking (ne avevamo parlato qui) per tenere tutto alla nitidezza ideale: è più sicuro che semplicemente chiudere il diaframma.

Filtri

Un filtro polarizzatore, usato con un’angolazione di 90° rispetto al soggetto, ha l’effetto di rendere più profondo l’azzurro del cielo e dare più rilievo alle nuvole. Quando però usiamo il grandangolo e le nuvole sono assenti, può rendere disomogeneo il colore del cielo. Soprattutto in alta quota il polarizzatore può rendere il cielo quasi nero: è bene ricordarsi di non polarizzare troppo. I filtri graduati a densità neutra controllano invece le differenze di esposizione nella scena. In montagna è frequente che i versanti più bassi siano più scuri del cielo o delle cime innevate: un filtro graduato ND in corrispondenza del cielo può riequilibrare l’esposizione. La sfumatura del filtro dipende dall’irregolarità delle creste: usiamo un filtro a transizione morbida per i contorni più frastagliati e uno più duro dove l’orizzonte è più piatto.

Non diventiamo un caso di cronaca!

Per sicurezza, è sempre meglio condurre le escursioni nelle zone più remote in compagnia di qualcuno. Se decidiamo di avventurarci da soli, prendiamo tutte le precauzioni che il buon senso suggerisce, in modo da non finire nel telegiornale della sera – e non fare nemmeno figuracce con i soccorritori! Informiamo qualcuno con precisione sulla nostra meta, sui sentieri che prenderemo e sull’ora in cui prevediamo di rientrare. Portiamo con noi semplici scorte di cibo energetico e acqua, oltre a una bussola e un fischietto per attirare l’attenzione (e per spaventare eventuali predatori selvatici). Indossiamo abiti e calzature tecnici, adeguati alla situazione e impermeabili, perché il tempo può cambiare in brevissimo tempo sul mare o in montagna. Non dimentichiamo una buona mappa cartacea e non affidiamoci solo alle app per cellulare: non servono a molto quando la batteria si scarica o il segnale si perde perché ci siamo infilati nel mezzo del nulla…

Tutti i consigli sulla lettura della scena di Tom Mackie sono nel numero 94 di NPhotography ancora in edicola o in versione digitale (cliccando qui).

Open call per i “fotografi del colore”

Si intitola Chromantic: Light / Color / Memories il nuovo progetto lanciato dall’associazione culturale dotART in collaborazione con il festival Trieste Photo Days. Fino al 31 gennaio 2020, tramite la piattaforma Exhibit Around, è possibile rispondere alla open call inviando fotografie singole e/o progetti rigorosamente a colori, che utilizzino la luce in maniera artistica e originale, donando vita agli elementi cromatici e trasformando il colore in un linguaggio autoriale in grado di raccontare la realtà contemporanea. Ogni autore sarà libero di esprimere la propria cifra stilistica e di scegliere il genere di fotografia che gli è più congeniale (street photography, fine art e fotografia architettonica sono i generi privilegiati).

Chromantic: premi per i lavori migliori

Le fotografie e i portfolio migliori confluiranno in un nuovo progetto firmato Exhibit Around, composto da un prestigioso volume fotografico collettivo, che verrà presentato durante il weekend di apertura di Trieste Photo Days (fine ottobre 2020), e da una grande mostra collettiva internazionale con una selezione delle migliori fotografie, che si terrà sempre nell’ambito del festival.

Info: colors.exhibitaround.com

Le foto dei vincitori dell’Italy Photo Award 2019

Sono stati annunciati al Macro Museo d’Arte Contemporanea di Roma, i vincitori della quinta edizione del premio Italy Photo Award 2019.

Italy Photo Award: il concorso

Italy Photo Award, fondato da Cecilia Pratizzoli, nato per la valorizzazione e diffusione della cultura fotografica italiana, è oggi tra le più importanti realtà fotografiche nazionali. Le tappe di quest’anno sono state quattro: Imp Festival (Padova), Milano Photo Week / Milano Photo Festival (Milano), Gibellina Photo Road (Gibellina), Festival Fotografia Etica (Lodi). Per noi hanno partecipato in qualità di lettori Barbara Silbe (alla Milano Photo week) e Giovanni Pelloso (al Festival Fotografia Etica). All’edizione 2019 hanno concorso piu di 25 mila immagini, inviate da fotografi professionisti. I premi di quest’anno sono stati consegnati a due finalisti per le categorie Miglior Portfolio Giovane Talento under 35. Ecco chi sono i vincitori assoluti.

Giovane talento – Alessandro Scattolini

Alessandro Scattolini vince la categoria Giovane Talento con il suo progetto “Isolation“, che indaga il senso stretto della parola Isola attraverso lo sguardo fotografico. Isolation è ambientato nel cuore della Russia: all’interno del Lago Baikal, sorge un’isola chiamata Ol’chon. Sette sono i villaggi al suo interno. Il villaggio principale, Khuzir, conta circa 1.000 abitanti. Il progetto parla dell’isolamento, non come senso di solitudine ma bensì dell’arte di reinventarsi, di sopravvivere e di trovare il proprio equilibrio di fronte a una natura tirannica.

 

Isolation ®Alessandro Scattolini

Miglior Portfolio – Giorgio Negro

Con ‘Pathos’ Giorgio Negro vince la V Edizione dell’Iitaly Photo Award per la categoria miglior portfolio. Il progetto è composto da 59 immagini scattate per 15 anni in 5 paesi dell’America Latina (Messico, Cuba, Brasile, Perù ed Ecuador). Frammenti di un viaggio intimo e personale, rappresentano la visione dell’autore di fronte alle ambiguità e ai contrasti del continente latinoamericano. Questo sguardo è però fortemente influenzato dal background professionale dell’autore: attivo da oltre 20 anni come delegato del Comitato Internazionale della Croce Rossa, ha lavorato in molti Paesi in situazioni di guerra o conflitti armati, confrontandosi quotidianamente con la violenza e la crudeltà umana.

 

Pathos ® Giorgio Negro

Italy Photo Award: i finalisti

Scopri nella gallery tutti i progetti candidati

Giovane Fotografia Italiana: ancora aperte le candidature

Sono ancora aperte le candidature per il premio Giovane Fotografia Italiana: fino al 10 gennaio 2020, ore 12.00, fotografi e fotografe under 35, italiani o stranieri attualmente residenti in Italia, possono presentare progetti e ricerche che indaghino il tema scelto dai curatori Ilaria Campioli e Daniele De Luigi per questa ottava edizione, RECONSTRUCTION. Concetto, quello della ricostruzione, che vuole sottolineare la capacità della fotografia non solo di riprodurre fedelmente la realtà osservabile, ma anche di ricostruire il reale nelle sue multiple dimensioni attraverso l’immaginazione: ricostruire ciò che è nascosto, o irraggiungibile, e non può essere dato allo sguardo; ricostruire la complessità dai frammenti; ricostruire il passato. Ma anche contribuire alla ricostruzione di un’idea di futuro per il mondo.

I sette progetti selezionati in mostra al Festival Fotografia Europea

I lavori proposti dai giovani fotografi saranno esaminati da una giuria internazionale composta, oltre che dai curatori, da Carine Dolek di FetArt – Circulation(s), Festival de la jeune photographie européenne di Parigi, Chiara Fabro Roca Umbert Fàbrica de les Arts – Festival Panoràmic di Granollers di Barcellona e Shoair Mavlian di Photoworks – Brighton Photo Festival. I sette progetti selezionati saranno presentati in una mostra collettiva ospitata nell’evocativa cornice dei Chiostri di San Domenico, a Reggio Emilia, durante il Festival Fotografia Europea in programma dal 17 aprile al 24 maggio 2020. Durante le giornate inaugurali del festival (17-19 aprile 2020) gli artisti avranno l’opportunità di condurre visite guidate e raccontare il loro lavoro. Ai sette finalisti spetterà un riconoscimento di 1.500 euro a sostegno delle spese di realizzazione del progetto.

Il premio Giovane Fotografia Italiana

Durante le giornate inaugurali del Festival Fotografia Europea, torna il premio Giovane Fotografia Italiana, che quest’anno è più consistente e sarà di 4.000 euro. La scorsa edizione aveva visto il trionfo di Iacopo Pasqui per il progetto N, dedicato alla condizione esistenziale nella provincia italiana, premiato dalla giuria composta da Walter Guadagnini, direttore artistico del Festival Fotografia Europea, Chiara Fabro per il Festival Panoràmic e Carlo Sala della Fondazione Fabbri.

Premiato il vincitore del contest Capture your Country

Annunciato il vincitore del contest fotografico Capture your Country rivolto agli studenti bulgari iscritti al Politecnico di Milano. I partecipanti che hanno aderito al concorso hanno presentato due fotografie che secondo la loro sensibilità evocano in maniera significativa l’essenza della Bulgaria, loro terra natale.

Il concorso “Capture your Country” promosso dal PoliMi

Il contest è stato promosso dal Politecnico di Milano in collaborazione con l’Ambasciata italiana della Bulgaria e con il Consolato Generale di Bulgaria di Milano. Il tema del concorso era “Capture your country“: i partecipanti dovevano presentare due immagini rappresentative del legame che hanno con il loro paese d’origine. Le foto sono state giudicate da una giuria presieduta da Marco Campanari, Console Onorario lombardo della Repubblica di Bulgaria.

Capture your Country, ecco il vincitore

La vincitrice è Mirela Mihaylova Teofanova, studentessa al primo anno magistrale di Architettura presso il Politecnico di Milano, autrice di due suggestivi scatti intitolati “The Sunrise” e “The Sunset“. “The Sunrise” raffigura una meravigliosa alba presso la stazione ferroviaria di Varna, città natale di Mirela oltre che terza città della Bulgaria. Il secondo scatto, “The Sunset”, racchiude i colori e la magia del crepuscolo sui Navigli di Milano. Mirela con queste fotografie ha voluto raccontare la Bulgaria, sua terra natale, da un lato, e Milano, la città che la ospita da quando ha scelto di iscriversi al Politecnico. La vincitrice ha deciso di rendere omaggio ai due Paesi dedicando a ognuno un momento speciale della giornata. La studentessa si è aggiudicata un soggiorno per due persone in una splendida località di Chiesa in Valmalenco. Il premio è stato messo a disposizione da Schooner Viaggi in collaborazione con Funivia al Bernina/Impianti di Chiesa in Valmalenco.

Nella Gallery le foto con il commento di Mirela Mihaylova Teofanova.

Canon EOS Ra: la mirrorless full-frame per l’astrofotografia

CanonEOSRa

Canon ha lanciato una speciale versione della sua mirrorless EOS R, la EOS Ra (2.900 €), con un nuovo filtro passa-basso capace di trasmettere al sensore quattro volte più luce H-alfa (o Idrogeno-alfa, Ha, quella emessa da oggetti molto deboli nel cielo, come la nebulosa Rosetta o quella di Orione, con il loro tipico colore rosso) rispetto al modello “normale”. La capacità della fotocamera di “filtrare” l’inquinamento luminoso rende gli scatti notturni più nitidi e contribuisce ad aumentare il contrasto tra gli oggetti che “brillano” sulla particolare lunghezza d’onda dei 656 nm.

Canon EOS Ra, pensata per gli amanti delle stelle

La fotocamera condivide le funzioni della EOS R, dalla quale eredita la messa a fuoco velocissima, la capacità di mettere a fuoco in condizioni di luce scarsa fino a -6 EV, il sensore CMOS full-frame da circa 30,3 milioni di pixel e il processore di ultima generazione DIGIC 8.
La possibilità di utilizzare file RAW da 14 bit e la flessibilità offerta dal range di sensibilità nativo da ISO 100 a 40.000 garantiscono performance nettamente superiori ai risultati già eccezionali prodotti dai precedenti modelli “astro” EOS 20Da e EOS 60Da.
Il design leggero e compatto della EOS Ra consente di collegare facilmente la fotocamera al telescopio. Possiamo fissarla direttamente al supporto dell’oculare tramite un adattatore a ghiera T2-RF oppure utilizzando un adattatore EF-EOS R e una ghiera T2-EF. In alternativa, è possibile montare sulla mirrorless un obiettivo classico e poi attaccare il tutto sul telescopio tramite dispositivo statico o inclinabile che consenta di allineare telescopio e fotocamera in modo da seguire in parallelo la rotazione del cielo notturno.
La connessione con EOS Utility e l’app Canon Camera Connect permette di controllare la fotocamera da remoto via USB o in modalità wireless (anche tramite smartphone o Tablet) evitando di introdurre anche la ben che minima vibrazione indesiderata. Grazie al touchscreen snodato si può scattare da qualsiasi angolazione verificando al volo che la messa a fuoco sia impeccabile sfruttando l’ingrandimento fino a un fattore di 30x dell’immagine. Il mirino elettronico, inoltre, mostra esattamente ciò che si inquadra, vedendo chiaramente il soggetto anche quando è buio.
Qualora l’ottica del telescopio collegato non coprisse l’intera dimensione del sensore, la EOS Ra può ridurre la porzione del CMOS utilizzato al formato APS-C, pari a circa 11,6 MP o di selezionare altri rapporti di crop.
Attenzione, però: per via del filtro IR utilizzato e la capacità della macchina di cogliere frequenze infrarosse che il nostro occhio non è in grado di percepire, l’impiego della macchina fotografica per altri scopi diversi dall’astrofotografia è sconsigliato: potrebbero esserci potenziali problemi con il bilanciamento e la resa di alcuni colori.

Per la scheda tecnica della Canon EOS Ra, clicca qui.
Se siete degli amanti della fotografia notturna, scoprite il nostro contest di astrofotografia!

Astrofotografia facile
: la fotografia notturna

A  cura di Anna Smith e Riccardo Crescimbeni

Sempre più spesso ci capita di vedere fotografie astronomiche mozzafiato, talmente belle da riuscire a stuzzicare la curiosità di un numero crescente di persone, desiderose di avvicinarsi a quest’arte. Oggi parleremo di fotografia notturna e vi sveleremo tutti i trucchi per catturare le stelle.

Fotografia notturna: gli strumenti indispensabili

Nonostante gli smartphone di ultima generazione abbiano una qualità fotografica notevole, sono ancora inadatti per essere adoperati per questa tipologia di ripresa. Dunque, avrete bisogno di una fotocamera digitale di tipo reflex o mirrorless dotata della funzione di posa B (Bulb), indispensabile per gestire il tempo di esposizione. La camera deve essere stabilizzata, motivo per cui dovrete procurarvi un buon treppiede. Durante lo scatto, dovete evitare in tutti i modi di camminare troppo vicino alla zona in cui è posizionata la macchina fotografica e di toccarla con le mani. Potete aiutarvi con un telecomando, chiamato intervallometro, per controllare a distanza la fotocamera e scattare, evitando così vibrazioni pericolose che potrebbero rendere le stelle mosse e quindi non puntiformi. Poiché la volta celeste si muove, è necessario sincronizzarsi con il moto degli astri. L’occhio umano, infatti, non percepisce il movimento della Terra, ma il sensore della fotocamera sì. Per questo motivo, è importante evitare di muovere la macchina fotografia e regolare i tempi di posa in base alla focale che state utilizzando. Un trucchetto che può esservi d’aiuto è la regola del 600. Dovete dividere la lunghezza focale che state utilizzando in quel momento per 600.

Esempio: 
fotocamera Canon 550 – obiettivo 50 mm 600/50 = 12
Questo significa che potrete impostare un tempo massimo di posa di 12 secondi.

Con questi strumenti potete decidere di riprendere una parte di paesaggio e una parte di cielo (per esempio un paesaggio con le montagne e la Via Lattea) oppure solo una zona di cielo. Per fotografie unicamente stellari (deep-sky) potete utilizzare uno strumento incredibilmente utile che si chiama astroinseguitore. Noi consigliamo lo StarAdventurer mini, che consente di effettuare riprese a grande campo inseguendo il movimento della volta celeste oppure di eseguire dei time lapse mediante la macchina fotografica. Ricordate che con questo astroinseguitore dovrete centrare la Stella Polare per avere le stelle puntiformi, dopo aver montato il treppiede e collegato lo strumento alla macchina fotografica.

Fotografia notturna: le condizioni fondamentali

È indispensabile avere molto buio intorno ed evitare la città, preferendo invece un luogo di campagna o di montagna, lontano dalle luci delle metropoli e dall’inquinamento luminoso, ovvero l’introduzione di luce artificiale nell’ambiente (per esempio la luce emessa dai lampioni, dalle abitazioni e dalle automobili). Potete controllare le condizioni dell’inquinamento luminoso su Light Pollution Map, che potete consultare qui. Controllate che le condizioni meteorologiche siano buone, perché avrete bisogno di un cielo limpido e senza nuvole. Se non conoscete ancora bene il cielo, vi suggeriamo di consultare software gratuiti come Cartes du Ciel o Stellarium, planetari gratuiti per verificare e pianificare le sessioni di scatto in modo tale da sapere con precisione dove puntare l’obiettivo.

Fotografia notturna: come si scatta

Il punto fondamentale non è quanto lontano guarda il vostro obiettivo, ma quanta luce riesce a raccogliere. È preferibile utilizzare un’ottica fissa, come un obiettivo 50 mm o un 40 mm (comunemente chiamato pancake). Dopo aver messo a punto la strumentazione e deciso il soggetto da riprendere, si può passare all’azione. Noi abbiamo scelto di fare un test sulla costellazione delle Pleiadi, il gruppo di stelle che domina i cieli invernali. A differenza della Via Lattea, le Pleiadi possono essere riprese con una macchina fotografica non modificata, dal momento che non emettono gas ionizzati (Idrogeno H, Ossigeno O3, Zolfo S2) e possono essere riprese nella totalità dello spettro visibile in tutta la loro bellezza, ovviamente a patto di avere delle condizioni di cielo ottimali.

1) Impostate la vostra macchina in modalità manuale M;
2) selezionate la posa B;
3) utilizzando il Live View, zoomate una stella con lo zoom digitale, disabilitando la messa a fuoco automatica;
4) mettete a fuoco puntando l’obiettivo sulla stella;
5) ricordate di scattare in formato RAW (non in JPG) per poter lavorare serenamente in post-produzione;
6) impostate gli ISO ad almeno 1.600: la macchina deve poter sfruttare la massima apertura possibile di rapporto focale;
7) se state utilizzando un obiettivo fisso 50 mm, impostate il tempo di posa a 10 secondi e scattate attraverso l’intervallometro;
8) ora potete guardare il risultato e stabilire se le stelle sono puntiformi, oppure mosse. Sicuramente dovrete fare qualche prova, tentare e ritentare fino a ottenere uno scatto che vi convince;
9) una volta soddisfatti, potete passare alla post-produzione con programmi di elaborazione fotografica come Photoshop o Lightroom.

Il contest di astrofotografia

Invitiamo tutti i fotografi e astrofili a partecipare al nostro Contest dedicato all’astrofotografia. Invia 3 fotografie astronomiche realizzate con qualsiasi setup tu abbia a disposizione e le caricheremo sul nostro portale. Inoltre, le immagini più belle verranno selezionate da una giuria specializzata e pubblicate sulle riviste di Sprea Editori. Partecipa al Contest cliccando qui. Puoi usare qualsiasi setup astronomico senza vincoli. 

Contest: Un viaggio nel colore GIALLO

Un-viaggio-nel-colore-GIALLO

IL FOTOGRAFO e AVIS promuovono un nuovo contest fotografico dedicato al tema del giallo, colore della felicità, della solarità, della vitalità.

Prende il via il nuovo contest fotografico promosso da IL FOTOGRAFO e AVIS e dedicato al tema del giallo. Professionisti e appassionati sono invitati a lasciarsi trasportare dalle emozioni che il colore giallo può trasmettere, ma anche a catturare ogni tonalità espressa dal giallo nel presente quotidiano. Il colore diviene, dunque, un pretesto creativo, un elemento espressivo del racconto per immagini che potrà svilupparsi attraverso i più svariati generi del linguaggio fotografico, dal reportage alla moda, dalla street photography allo still life.

Il giallo è anche il colore del plasma, la parte liquida del sangue, molto preziosa per la cura di patologie come l’emofilia o di alcune malattie del fegato e dei reni. Da questo elemento, costituito prevalentemente da acqua – nella quale sono trasportate sostanze quali proteine, zuccheri, grassi, sali minerali, ormoni, vitamine, anticorpi –, si ottengono farmaci insostituibili. Poiché il fabbisogno nazionale rende necessario importare dall’estero alcune scorte di tali farmaci, è fondamentale incrementare il numero di donatori e di donazioni di plasma. Per sensibilizzare sull’importanza della donazione di plasma, nasce una collaborazione che chiama tutti a partecipare al contest “Un viaggio nel colore”.

COME PARTECIPARE

  • Vai alla pagina del contest cliccando qui;
  • compila il form con i tuoi dati e carica la tua fotografia (ammessa una sola immagine per partecipante);
  • lascia la foto alla risoluzione originale dello scatto e 300 dpi, con profilo Adobe RGB;
  • non mettere firme e loghi sull’immagine.

Le foto migliori saranno selezionate da una giuria specializzata e pubblicate sulle riviste di Sprea Editori.

Voyager: giornata di introduzione e formazione alla Torre del Sole

L’astrofotografia non è un semplice hobby, ma una passione che si spinge oltre i confini del cielo, cattura le stelle e le porta qui sulla Terra, in modo tale che tutti possano beneficiare di immagini mozzafiato e rendersi davvero conto che sopra le nostre teste c’è un mondo sconfinato che vale la pena di conoscere. Essere un astrofotografo significa avere competenze scientifiche, tecniche e fotografiche, sfruttare una quantità di attrezzature e software considerevole, dalle più basiche a quelle più evolute. Tutti possono approcciarsi a questo mondo e fortunatamente esistono istituzioni, associazioni ed eventi volti a far avvicinare sempre più persone:  questo è possibile perché, grazie agli strumenti elettronici e digitali di cui si dispone oggi, è molto più semplice ottenere fotografie del profondo cielo che non avreste mai e poi mai pensato di scattare.

Che cos’è Voyager

Voyager è un programma di automazione per riprese astronomiche che, previamente impostato dall’utente, permette di eseguire una o più sessioni di ripresa senza che l’astrofilo sia fisicamente sul campo. In altre parole, questo software, agendo come un regista, permette di integrare diversi sistemi per farli lavorare insieme, utilizzando un unico strumento di gestione che controlla camera di ripresa, focheggiatore, cupola, autoguida, montatura, puntamento e molto altro. È stato scritto e ideato da un astrofotografo per altri astrofotografi e il suo scopo principale è quello di riuscire a ottenere i miglior risultato possibile dagli strumenti che si hanno a disposizione per scattare: utilizza un’Intelligenza Artificiale per la messa a fuoco, per eseguire il riconoscimento delle stelle. Inoltre i calcoli statistici e le decisioni su come gestire eventuali problemi sono monitorate dai watchdog. I watchdog sono timer che controllano tutte le richieste hardware / software esterne. Tutti gli astrofotografi più esperti sanno che è molto facile imbattersi in qualche difficoltà: la stella guida si perde, passa una nuvola, il cielo diventa velato e così via. Anche qui, Voyager interviene al meglio perché è progettato per il massimo recupero dei dati anche in situazioni difficili. Il programma è in grado di fornire un approccio operativo completo che include la connessione e l’arresto dell’apparecchiatura al termine di una sessione (funzione goodnight) proprio come se fosse l’utente stesso a manovrare le varie operazioni.

L’evento alla Torre del Sole

La Torre del Sole è un Osservatorio Astronomico e Solare che si trova a Brembate Sopra, in provincia di Bergamo, la cui mission è quella di diffondere il più possibile le scienze astronomiche e sensibilizzare un pubblico sempre più ampio e appassionato circa questa disciplina. Per questo motivo, sabato 7 dicembre si terrà un evento dedicato all’automazione in fotografica con Voyager. Verranno mostrate le principali peculiarità di questo potente software, oltre alle novità introdotte con gli ultimi aggiornamenti. Interverranno Leonardo Orazi (creatore di Voyager) e Francesco di Biase (sviluppatore della WebDashboard), entrambi astrofotografi.

La partecipazione è gratuita, ma è obbligatoria la prenotazione presso la Torre del Sole ai seguenti recapiti:
Tel. 035 621515
e-mail: info@latorredelsole.it
www.latorredelsole.it


Scarica la locandina dell’evento qui

 

Il contest di astrofotografia

Invitiamo tutti i fotografi e astrofili a partecipare al nostro Contest dedicato all’astrofotografia. Invia 3 fotografie astronomiche realizzate con qualsiasi setup tu abbia a disposizione e le caricheremo sul nostro portale. Inoltre, le immagini più belle verranno selezionate da una giuria specializzata e pubblicate sulle riviste di Sprea Editori. Partecipa al Contest cliccando qui. Puoi usare qualsiasi setup astronomico senza vincoli. 

 

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