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Wedding Workshop Contrasto al Lago di Como

Nella splendida cornice del Lago di Como un workshop organizzato da Contrasto.  Il corso, collaudato e con diverse edizioni alla spalle, ma con un nuovo programma didattico, si pone l’obiettivo di raccontare un intero mondo sulla fotografia di matrimonio e condividere tantissime esperienze.

Programma del corso

SABATO 23 NOVEMBRE 2019

ore 09.00 Registrazione partecipanti – inizio del corso
ore 09.30 – 12.30 Il reportage di matrimonio e tecnica
ore 12.30 – 13.30 Pausa pranzo c/o Hotel
ore 13.30 – 18.00 Shooting con Modelli Sposi

DOMENICA 24 NOVEMBRE 2019

ore 09.00 Inizio del corso
ore 09.15 – 12.30 Analisi immagini – tecnica – e marketing
ore 12.30 – 14.30 Pausa pranzo c/o Hotel
ore 14.30 – 18.00 Post produzione con LR+PS – slides corso
Conclusione del corso – consegna attestato

COSTO DEL WORKSHOP: € 350,00 + IVA 22% a persona
Escluso pasti per le due giornate di corso € 45,00 a persona

Massimo 25 partecipanti.
Attestato e workbook inclusi

INFO E PRENOTAZIONI
Per informazioni su alloggio camere Hotel NH e Hotel e B&B convenzionati contattare info@fotorota.com.

WEDDING WORKSHOP CONTRASTO – Lago di Como a cura di Luigi Rota
Sabato 23 e Domenica 24 Novembre 2019

 

Piergiorgio Branzi: Parigi, 1954-2017

Parigi, 1997

Strascicare i piedi lungo i marciapiedi di quella invenzione letteraria che si chiama Parigi, per un fotografo è pur sempre sentirsi vampiro in una macelleria.

Piergiorgio Branzi


Dal 5 ottobre al 1 dicembre Contrasto Galleria ospiterà la mostra di Piergiorgio Branzi “Parigi, 1954-2017”. Saranno esposte 30 fotografie in bianco e nero, scattate negli anni tra il 1954 e il 2017 da questo grande interprete del nostro tempo.


Parigi, 1997

Per un fotografo Parigi è il luogo ideale: una vera e propria invenzione letteraria, dal fascino stimolante di una costante sorpresa. Lo sguardo raffinato di Piergiorgio Branzi si sofferma su dettagli, volti e scorci, offrendo una riflessione visiva profonda e sorprendente su una città che non smette mai di affascinare.

Il primo incontro con la fotografia di Piergiorgio Branzi è stato nella sua Toscana, nei primi anni ’50. Ben presto la macchina fotografica divenne un pretesto per girare prima l’Italia, poi il Mediterraneo, finché il suo lavoro di giornalista televisivo non lo portò in giro per il mondo, dal Nord Africa a Mosca, dove Branzi ha vissuto cinque anni in quanto inviato per la Rai. Approdò poi a Parigi, città per la quale nutre un antico amore visivo e che ha avuto modo di ammirare e rimirare più volte. In questi anni Branzi ha gironzolato per i suoi Boulevards come un flâner, cercando di cogliere quello spirito “femminile” di una città senza tempo; si è seduto ai suoi cafè per afferrare l’indole del suo popolo, ha viaggiato sui suoi metrò per osservarne le abitudini: nelle sue fotografie ha immortalato la vera essenza parigina, intrisa di arte, letteratura, sogno e mistero.

“Ma Parigi in realtà non esiste, è tutto e il contrario di tutto, un luogo comune sognato da lontano, una accattivante invenzione, un miraggio, un sortilegio, la “similitudine” di se stessa appunto. È da sempre come vuoi che sia, ci trovi quello che cercavi di trovare. Ma la puoi rovistare come la tua tasca e non scoprirai mai com’è, e qual è quella vera: come una “femmina”, appunto, della quale ti resterà sempre il desiderio di conoscerne compiutamente la natura profonda, anche se al tuo fianco da tutta una vita.
Colui che l’attraversasse a passo veloce perderebbe tutto questo: il fascino stimolante di una costante sorpresa.”
(da Il giro dell’occhio, ed. Contrasto 2015)


CONTRASTO GALLERIA

Via Ascanio Sforza, 29

20136 Milano

t. 02 89075420 – c. 339 7124519

lunedì – venerdì h. 10-13 e 15:30-18:30 e su appuntamento

Chiuso sabato e domenica

ingresso gratuito

La prima giornata degli Stati Generali della Fotografia

Si è conclusa ieri la prima giornata degli Stati Generali della Fotografia, organizzati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo. L’assemblea si è svolta all’Istituto centrale per la grafica alla presenza del ministro Dario Franceschini. Il primo tema affrontato è stato “Conservazione e valorizzazione del patrimonio: Memoria, Identità, Futuro” con moderatore Carlo Arturo Quintavalle. Il dibattito è proseguito con la tavola rotonda “Nuovi orizzonti per la Fotografia professionale” moderata da Roberto Koch e con il dibattito “Strategie di governance per la fotografia” moderato da Guido Guerzoni. 

L’obiettivo di questa iniziativa è quello di “definire un piano di sviluppo volto ad adattare l’intervento pubblico alle mutazioni tecniche ed economiche del settore e a determinare nuove opportunità per la fotografia italiana a livello nazionale e internazionale”. Il fine è anche quello di “tutelare, valorizzare e diffondere la fotografia in Italia come patrimonio storico e linguaggio contemporaneo, strumento di memoria, di espressione e comprensione del reale, utile all’inclusione e all’accrescimento di una sensibilità critica autonoma da parte dei cittadini”. Il ministro Franceschini sottolinea che “il ministero ha tante strutture e istituti che si occupano attivamente di fotografia ma è mancato finora un disegno complessivo sullo sviluppo del settore, che dalla conservazione approdi alla digitalizzazione e all’arte contemporanea. Questa prima giornata di lavoro degli Stati Generali della Fotografia vuole mettere in campo idee molto ambiziose capaci di colmare il ritardo italiano nel settore. Se da un lato il nostro Paese non ha mai avuto una struttura pubblica di riferimento sulla fotografia, è anche vero che i nostri istituti hanno compiuto negli anni uno straordinario lavoro di documentazione.

Dario Franceschini, Ministro per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo

Basti pensare al patrimonio di oltre nove milioni di foto custodito tra Istituto Luce e Centro Sperimentale di Cinematografia o agli archivi fotografici delle Soprintendenze e degli Archivi di Stato. L’Italia deve investire sul futuro e mettere a sistema questa ricchezza culturale, documentale ed economica e legarla a un altro progetto ambizioso, la Digital Library italiana, in modo da far valere la nostra forza nel confronto globale con le grandi realtà della rete, soprattutto statunitensi, con cui finora ci siamo trovati in posizione di debolezza”.
In questa giornata, addetti ai lavori, fotografi, curatori, editori e direttori di musei e fondazioni nazionali e internazionali si sono confrontati per elaborare un piano strategico. Tra gli altri, presenti la fondazione Magnum, Contrasto, i fratelli Alinari, Fabrica, la Triennale di Milano, la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma, il Maxxi, il Museo della fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo, il festival di Fotografia di Roma, il MIA Photo Fair di Milano, il Noor di Amsterdam, Mack Books di Londra, Micamera di Milano, Mois de la Photo du Grand Paris, Fondation Luma di Arles, la Fondazione fotografia Modena, la Fondazione Prada, il Festival della Fotografia di Reggio Emilia.

I risultati di questa giornata verranno presentati il 5 maggio al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia in occasione della rassegna Fotografia Europea.

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Gianni Berengo Gardin in mostra a Roma | Palazzo delle Esposizioni | 19 maggio-19 agosto

Vera fotografia, a cura di Alessandra Mammì e Alessandra Mauro, organizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Contrasto e Fondazione Forma per la Fotografia, ripercorre la lunga carriera di Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 1930), il fotografo che forse più di ogni altro ha raccontato il nostro tempo e il nostro Paese in questi ultimi cinquant’anni. La sua vita e il suo lavoro costituiscono una scelta di campo, chiara e definita: fotografo di documentazione sempre, a tutto tondo e completamente.

In mostra sono esposti i suoi principali reportage. Accanto alle celebri immagini, altre poco viste o inedite propongono nuove chiavi di lettura per comprendere il suo lavoro e il ruolo di visione consapevole della realtà che una “vera fotografia” può offrire.
Essere fotografi per Berengo Gardin significa assumere il ruolo di osservatore e scegliere un atteggiamento di ascolto partecipe di fronte alla realtà, come hanno fatto i grandi autori di documentazione del Novecento. In questi anni, del resto, l’autore è stato sempre in prima linea nel raccontare quel che doveva essere cambiato, quel che doveva essere celebrato. Con la sua macchina fotografica si è concentrato a lungo soprattutto sull’Italia, sul mondo del lavoro, la sua fisionomia, i suoi cambiamenti, registrati come farebbe un sismografo. Oppure sulla condizione della donna, osservata da nord a sud, cogliendo le sue rinunce, le aspettative e la sua emancipazione. O sul mondo a parte degli zingari, cui l’autore ha dedicato molto tempo, molto amore e molti libri.

“Quando fotografo ­– ha detto Berengo Gardin – amo spostarmi, muovermi. Non dico danzare come faceva Cartier-Bresson, ma insomma cerco anch’io di non essere molto visibile. Quando devo raccontare una storia, cerco sempre di partire dall’esterno: mostrare dov’è e com’è fatto un paese, entrare nelle strade, poi nei negozi, nelle case e fotografare gli oggetti. Il filo è quello; si tratta di un percorso logico, normale, buono per scoprire un villaggio ma anche, una città, una nazione. Buono per conoscere l’uomo”.

Circa 250 fotografie, stampe vintage in formato 30×40, suddivise per sezioni: Venezia, Milano, Il mondo del lavoro, Manicomi, Zingari, La protesta, Il racconto dell’Italia, Ritratti, Figure in primo piano, La casa e il mondo, Dai paesaggi alle Grandi Navi. Nelle sale ci sono anche 24 stampe di grandi dimensioni: foto scelte e commentate da amici, intellettuali e colleghi. Veri e propri commenti d’autore.


INFO

  • Gianni Berengo Gardin. “Vera fotografia”. Reportage, immagini, incontri – 19 maggio – 28 agosto 2016
  • Via Nazionale, 194
    00184 Roma
  • Tel: 06 39967500
  • Web: palazzoesposizioni.it
  • Biglietti
    Intero € 12,50 – riduzioni disponibili

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