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Coscienza dell’Uomo

Francesco Malavolta: I Popoli in movimento in mostra a Coscienza dell’Uomo

Francesco Malavolta con I Popoli in movimento sarà in mostra a Coscienza dell’Uomo.
C’è chi viaggia per conoscere nuovi mondi e incontrare nuovi popoli. C’è chi gira il mondo per raccontare delle storie. C’è chi parte per poi tornare, chi per restare e ricominciare a vivere. È la storia di un fotoreporter, sono le storie dei migranti. Come quelle raccontate in “Popoli in movimento”, la mostra di Francesco Malavolta che sarà inaugurata sabato 3 agosto a Matera nell’ambito del progetto fotografico Coscienza dell’Uomo. Lo Spazio Galleria Arti Visive sarà luogo per accogliere, fino al 26 agosto, gli scatti del fotogiornalista che ha scelto come obiettivo principe dei suoi racconti per immagini le storie dei migranti. Sono uomini, donne, bambini, sempre diversi eppure accomunati da un’unica, urgente esigenza: quella di salvarsi. Da una guerra o dalla povertà, dalla violenza o da una terra che non è più adatta ad accoglierli. Ciò che cercano è sempre la vita. Una nuova vita. Un’altra casa per ricominciare a sorridere. Con compostezza, dignità e quel filo di speranza che li aiuti a credere che un’altra occasione è possibile, ed è lì, al di là del mare, oltre un confine. Sempre in giro per l’Europa, a bordo di elicotteri, battelli e gommoni, Francesco Malavolta è impegnato da circa 20 anni a seguire e raccontare i flussi migratori, pronto a catturare con uno scatto ciò che accade quando un popolo inizia il suo viaggio, mettendosi in movimento verso nuovi mondi.

Francesco Malavolta, i suoi scatti non sono mero reportage ma scene di vita vera

Dall’alto o dal basso, spesso dal di dentro, gli scatti di Malavolta non sono mero reportage, mai fredda testimonianza di persone che partono o di gente che arriva. Le sue sono, piuttosto, scene di vita vera, potremmo dire quotidiana, se pensiamo a quante volte, ieri e ancor più oggi, una famiglia è pronta a lasciare tutto per cercare un posto al sole. Rischiano la vita, perché in fondo non hanno niente da perdere. E ciò che verrà potrà essere soltanto il bene. E’ questo che sembrano dirci le foto raccolte nella mostra. Uomini e donne in piedi, con schiena dritta sorprese a guardare avanti, con un sorriso appena accennato, o sedute in pacata attesa. E ancora braccia aperte, all’alba di un nuovo giorno. Immagini che testimoniano l’incredibile capacità di Malavolta di cogliere il sentimento che anima chi, vedendo la nuova terra, si emoziona con compostezza ma tenta, quasi, di abbracciarla. Tinte forti, contrasti netti, colori vivi, pose che rendono le fotografie simili a dipinti. Perché per descrivere il dolore non è necessario rinunciare alla bellezza che è capace, al contrario, di rafforzare il messaggio del reporter. Non urge, infatti, indugiare sul cupo dolore, sulla fame, sulla miseria. Piuttosto, nelle intenzioni di Malavolta c’è il tentativo di riprendere i flussi migratori, seguirli fino alla fine, conoscerli. Chi c’è dentro quei barconi? Di chi sono quei corpi scuri, avvolti dalle tenebre, tutti in fila con i rossi salvagente? Perché partono? Non ci sono risposte, non ci sono certezze, ci sono solo persone che hanno scelto il viaggio, semplicemente. Un movimento, come naturale esigenza dell’uomo. Non c’è pietismo nelle fotografie proposte, la drammaticità del momento è colta con dignitosa compostezza, talvolta con la leggerezza di un sorriso appena accennato. Sono momenti rubati, grazie alla capacità del fotografo di essere presente, di stare in mezzo a quei popoli, di seguire il loro movimento per scriverne un racconto vero, sincero, che nella sua durezza riesce a restituire non solo la drammaticità di uno sbarco ma anche la felicità di un arrivo. Ogni scatto un racconto, ogni racconto una storia. Ed è lì che la coscienza si sveglia, perché davanti alle foto di “Popoli in movimento”, diventa difficile rimanere ancorati alle proprie inutili paure, ci si sente anche stupidi a credere che quel viaggio non sia simile al nostro. Sembra incredibile poter pensare che le nostre terre non vadano varcate con l’unica scusa della paura, dell’ignoranza, del timore che l’uomo prova per un altro uomo.

Mat2019. Coscienza dell’Uomo
Francesco Malavolta I Popoli in movimento
Inaugurazione 3 agosto ore 18:30
Spazio Galleria Arti Visive, via delle Becchierie 41- Matera
Dal 3 al 26 agosto

 

Pino Bertelli, Maurizio Rebuzzini: “A cosa serve la fotografia?”

Presso Palazzo Viceconte si terrà un finissage dal titolo “A cosa serve la fotografia?”, a cura di Pino Bertelli e Maurizio Rebuzzini, in occasione della chiusura della mostra “Oliviero Toscani, don Milani, la scuola di Barbiana e il Sessantotto”, allestita a Matera nell’ambito del progetto fotografico Coscienza dell’Uomo.
A 20 giorni dall’inaugurazione, la mostra di Toscani rappresenta ancora una volta occasione per riflettere sul senso della fotografia, sulla professione del reporter e su cosa significhi oggi fermare una immagine. Partendo dagli scatti che compongono l’esposizione, da quelli in bianco e nero di don Milani e la scuola di Barbiana al ritratto della modella francese Isabelle Caro nella sua tragica magrezza, Rebuzzini e Bertelli avranno l’opportunità di approfondire i contenuti della mostra e ancor più di fermarsi a dialogare e riflettere con il pubblico su cosa sia la fotografia. Cosa abbia rappresentato ieri, e in che direzione stia procedendo oggi. Chi è il fotografo? È colui che cattura una immagine, certo, che ritrae una persona, che ferma un momento. Ma perché lo fa? Cosa spinge un uomo a scattare una foto? Quale sentimento lo anima?

A cosa serve la fotografia? Cosa spinge un uomo a scattare una foto? Quale sentimento lo anima?

Da sempre promotrice di un modo diverso di intendere e fare fotografia, Coscienza dell’Uomo torna ancora una volta sul tema dell’etica dell’immagine proponendo un incontro che è nuova occasione per riflettere sulla fotografia intesa come strumento per risvegliare le coscienze e combattere la deriva culturale e morale di cui l’uomo oggi è, al tempo stesso, vittima e artefice per quella pericolosa quanto diffusa etica dell’apparire. Le fotografie di Toscani, irriverenti e provocatorie come la sua mostra, rappresentano solo uno spunto, un pretesto per chiedersi “a cosa serve la fotografia oggi?”. È puro ritratto? O esigenza estetica? È mostra di sé? Oppure forse può essere strumento di denuncia, occasione di impegno civile, opportunità di raccontare la realtà per sbattere in faccia all’uomo quanto si sia pian piano allontanato da se stesso? “Spiegare l’uomo all’uomo e ogni uomo a se stesso”, scriveva Edward Steichen a proposito del ruolo della fotografia. Un punto di vista pienamente condiviso da Francesco Mazza, promotore di Coscienza dell’Uomo, e dai relatori che, in occasione dell’incontro di lunedì, porteranno ancora una volta la discussione nella direzione di una fotografia della coscienza. “Testimone del suo tempo”, così si definì Oliviero Toscani per spiegare il senso dei suoi scatti sempre rivolti a raccontare storie piuttosto che a immortalare bei sorrisi, sempre attente a denunciare le falle di una società patinata e artefatta dove apparire sembrava essere l’unico modus vivendi. E testimone del tempo vuole essere anche la fotografia proposta da Coscienza dell’Uomo, che ha voluto porsi non come giudice supremo intento a criticare un modo diverso di fare fotografia, ma piuttosto come voce indipendente intenta a suggerire una strada alternativa da percorrere con l’obiettivo fotografico. Da Toscani ad autori come Diane Arbus, Henrie Cartier Bresson, Lewis Wickles Hine, Jacob Riis, passando per Dorothea Lange, nel percorso tracciato da Rebuzzini e Bertelli diversi saranno gli esempi di chi ha scelto di usare la fotografia non solo per raccontare la storia, ma per provare talvolta a cambiarla. Una fotografia della coscienza, dunque, in antitesi con la fotografia dell’apparenza dalla quale la società odierna è sempre più attratta. Niente assolutismi, nessun indottrinamento. Solo l’esigenza di proporre un punto di vista, di suggerire una strada alternativa. Ancora una volta “un invito a osservare piuttosto di giudicare, a pensare invece di credere”.
In occasione del finissage, la mostra verrà visitata dal gruppo di partecipanti al X corso di certificazione in Metodologia Caviardage, che si terrà a Matera dal 29 al 31 luglio, che ha scelto la mostra di Toscani come oggetto da cui partire per svolgere delle attività didattiche utilizzando i contenuti grafici e testuali esposti, ritenuti affini alla filosofia della disciplina. Creato e diffuso in Italia da Tina Festa, il Caviardage è un metodo di scrittura poetica che aiuta, attraverso un processo ben definito, a scrivere poesie e pensieri non partendo da una pagina bianca, ma da testi già scritti. Sempre più diffuso in Italia, il metodo viene utilizzato come pratica di benessere personale, nella didattica scolastica, nei percorsi socio-educativi o in ambiti terapeutici.

Pino Bertelli, Maurizio Rebuzzini I “A cosa serve la fotografia?”
Palazzo Viceconte, via San Polito 7, Matera
Lunedì 29 luglio ore 18:30 l Ingresso libero

A Coscienza dell’uomo la mostra “Valentina in Camera” di Guido Crepax

Guido Crepax Ritratto

Proseguono a Matera gli appuntamenti con la fotografia d’autore nell’ambito della rassegna Coscienza dell’Uomo, promossa dalla Cine Sud di Catanzaro. Martedì 23 luglio, presso lo Spazio Galleria Cine Sud, ci sarà l’inaugurazione della mostra “Valentina in Camera” di Guido Crepax, a cura di Maurizio Rebuzzini. Il fumetto icona degli anni ’70, Valentina, sarà il protagonista dell’esposizione che intende rendere omaggio ad uno dei più grandi autori del fumetto italiano ed internazionale, Guido Crepax, e proporre una curiosa riflessione sul rapporto tra fotografia e arte, considerata nelle sue diverse declinazioni. Cinema, teatro, televisione, editoria, fotografia, Guido Crepax, scomparso nel 2003, è stato un artista capace di approcciarsi ad ogni forma d’arte e di cultura, arricchendo con le sue illustrazioni giornali, copertine, spot pubblicitari, fino ad arrivare a vestiti e piastrelle e, ovviamente, ai fumetti. È stata infatti la lunga serie di storie di Valentina, il fumetto comparso per la prima volta sulla rivista Linus nel 1965, il suo più grande successo ma anche la sua più grande passione. Intelligente, sexy, libera e indipendente, Valentina è stata un personaggio capace di catturare l’attenzione di un pubblico sempre più numeroso che, storia dopo storia, si è appassionato alle avventure dell’intrigante fotografa, sapientemente sospese tra realtà e fantasia. Piaceva agli uomini, per la sua procace bellezza, ma anche alle donne per quella capacità di essere libera, forte pur nelle sue tante debolezze e contraddizioni. Un personaggio mitico, ma anche umano, capace di dimostrarsi vicino alle vite reali dei tanti lettori che per anni hanno seguito con affetto la creatura di Crepax che ha curato con dovizia di particolari ogni aspetto di un fumetto divenuto un vero e proprio cult degli anni ’70.

“Valentina in Camera” di Guido Crepax

Tradotto in circa 20 lingue diverse, e pubblicato in oltre 170 volumi e più di 200 edizioni, Valentina è stato un successo planetario, per quel suo essere fumetto colto e raffinato, ricco di citazioni, che strizzava l’occhio al cinema, al quale il suo ideatore era molto vicino, e alla fotografia. I dettagli nelle immagini, i particolari, le inquadrature, tutto in Valentina è cinema. È immagine. Ed è per questo che Francesco Mazza e Maurizio Rebuzzini hanno voluto inserire nel cartellone del terzo trimestre di Coscienza dell’Uomo una mostra dedicata alla creatura di Guido Crepax che amava inserire all’interno delle tavole dettagli o intere rappresentazioni della macchina fotografica. A volte per completare il disegno, altre per renderlo protagonista della storia, l’apparecchio fotografico ha fatto spesso bella mostra di sé nel fumetto che rappresenta un intrigante e curioso caso di dialogo tra fotografia e arte e di fotografia nella fotografia.  È ciò che vedremo a Matera, dove l’allestimento della mostra, visitabile fino al 4 agosto, ha l’obiettivo di avviare un dibattito sulla capacità della fotografia di stare in mezzo all’arte, di accompagnarsi al fumetto, ma anche al cinema, all’editoria, all’industria. A metà tra essere occasione di verità e denuncia, o strumento di manipolazione e artificio, la macchina fotografica si rivela nella sua doppia anima e nella sua capacità di trasformarsi da occasione di riflessione, indagine e approfondimento per l’uomo a pericolosa fabbrica di artificio, finzione e superficialità che, anno dopo anno nella nostra epoca moderna, hanno sempre più avviluppato l’uomo e il mondo che lo circonda.

I Believe: la mostra realizzata con gli scatti di Matteo Fantolini, il compianto fotoreporter morto improvvisamente

Secondo appuntamento a Matera con il ciclo di mostre nell’ambito di Coscienza dell’Uomo. Il 5 luglio alle 18.30 sarà inaugurata, presso lo Spazio Galleria Cine Sud in via Passarelli, “I Believe”, la mostra realizzata con gli scatti di Matteo Fantolini, il compianto fotoreporter morto improvvisamente nella sua casa di Pinerolo.
Non sarà presente per poter raccontare in prima persona alla stampa e al pubblico il suo lavoro, ma le immagini saranno sufficienti per comunicare la passione e il sentimento che Fantolini ha messo in un progetto originale, ambizioso, fuori dall’ordinario. E Coscienza dell’Uomo non poteva non dare spazio ad un’idea che, ancora una volta, punta il faro sull’uomo e ciò che lo circonda. Il tema religioso è tutt’altro che scontato. Da sempre oggetto di studio di filosofi, scienziati, letterati e storici, il rapporto Uomo-Dio non è il vero soggetto del racconto di Fantolini. È un pretesto, un punto di partenza per compiere una approfondita e struggente indagine sull’animo umano. Cosa è capace di fare l’uomo per ciò a cui tiene? Fin dove riesce a spingersi? Cosa può indurre qualcuno a infliggersi sofferenza, ad autoflagellarsi? La risposta è tanto semplice quanto scioccante: crede. E la fede, il credo, diventano più forti di qualsiasi sofferenza. Malesia, India, Thailandia, Italia, i riti cambiano, le tradizioni anche, ma il pathos umano, il dolore e la passione accomunano tutti i fedeli del mondo, di qualsiasi colore, razza o religione. Un viaggio lungo 4 anni, per raccontare da dentro, dal mezzo della folla, ciò che accade nell’essere umano quando crede fortemente in qualcosa. Coscienza dell’Uomo e tutti gli eventi in programma sono finanziati dalla Cine Sud di Catanzaro in collaborazione con Hasselblad, Canon, Nikon, Olympus, Panasonic, Sigma, Sony, Tokina-Howa, Toscana Foto Service che hanno reso possibile la realizzazione e la fruizione gratuita degli eventi.

Il progetto è a cura di Francesco Mazza, Maurizio Rebuzzini e Antonello Di Gennaro

Coscienza dell’Uomo: inaugurazione della mostra”Questo è il Sud”

©Francesco Mazza

Il progetto fotografico Coscienza dell’Uomo, organizzato nell’ambito di Matera 2019 dalla Cine Sud di Catanzaro, giunge al suo terzo trimestre ed è pronto a partire con un nuovo ciclo di mostre, convegni e incontri con gli autori. Realizzato in collaborazione con alcune aziende leader nel mercato della fotografia internazionale, Coscienza dell’Uomo promuove un nuovo modo di intendere la fotografia, più umano e riflessivo, meno tecnico ed estetico, nel tentativo di suscitare domande e cercare risposte. Nelle mostre passate, così come in quelle che si apprestano ad aprire, è sempre l’uomo, la sua coscienza e ciò che lo circonda il soggetto e l’oggetto dell’indagine fotografica. Un modo di sentire la fotografia condiviso non solo dai curatori della rassegna, Francesco Mazza, Antonello Di Gennaro e Maurizio Rebuzzini, ma anche dagli autori scelti per esporre i propri lavori.

Questo è il Sud, la mostra di Francesco Mazza e Pino Bertelli

Ad aprire il nuovo ciclo di eventi sarà il 4 luglio alle 18.30 Questo è il Sud, la mostra di Francesco Mazza e Pino Bertelli, che fino al 30 settembre sarà ospitata all’interno de La 19° buca in piazza Veneto.
La mostra si compone di circa 40 scatti, tratti da “Genti di Calabria. Atlante fotografico di geografia umana”, un reportage realizzato da Bertelli e Mazza nel 2015, e pubblicato nel 2017, con l’obiettivo di raccontare la Calabria, e il Sud, in modo nuovo. Un tentativo riuscito, perché con l’Atlante ieri e con la mostra oggi, la Calabria assume una veste nuova, spogliandosi, finalmente, dei tanti preconcetti che ne hanno oscurato fino ad oggi la luce. Non ci sono paesaggi, né bellezze culturali e artistiche. Ci sono le persone, le loro storie, le loro vite. E sono raccontate senza esaltazioni o artifici, ma con la semplicità di uno sguardo, la spontaneità di un sorriso appena accennato, la sincerità di una parola. Non solo immagini, infatti. A completare l’allestimento della mostra ci sarà anche la proiezione del docufilm I colori del cielo, girato durante la realizzazione di Genti di Calabria da Bertelli e Mazza, in collaborazione con Paola Grillo e Anna Maria Corea, che raccoglie cento interviste alle persone incontrate dagli autori durante il loro viaggio alla scoperta delle terre tra i due mari. Una testimonianza suggestiva che contribuisce a restituire al pubblico un ritratto leggero e autentico della gente del sud.
All’inaugurazione sarà presente uno degli autori, Francesco Mazza, che discuterà con la stampa e il pubblico presenti dell’idea del progetto Questo è il Sud, e di come sia riuscito a trasformare un sogno, quello di far cambiare idea all’Italia e al mondo sulla Calabria, in una realtà.

Per ulteriori informazioni consultare il sito : www.mat2019coscienzadelluomo.it

Pino Bertelli – Francesco Mazza | Questo è il Sud
La 19° Buca, Piazza V. Veneto -75100- Matera
dal 4 luglio al 30 settembre| 10:30-12:30 16:30-19:30
Inaugurazione: 4 luglio ore 18:30

 

 

Al via il terzo trimestre di “Coscienza dell’Uomo”, il progetto fotografico realizzato nell’ambito di Matera 2019.

Francesco Malavolta. Ritratto

Luglio-settembre 2019, a Matera sarà ancora Coscienza dell’Uomo. Il progetto fotografico, ideato e curato da Francesco Mazza, Antonello Di Gennaro e Maurizio Rebuzzini nell’ambito di Matera 2019, sta per aprire il suo terzo trimestre che, come i precedenti, si preannuncia ricco di mostre, dibattiti, incontri, proiezioni. Tre mesi caldi, all’insegna della fotografia, della riflessione e, perché no, del dibattito che si intende stuzzicare intorno ai temi cari agli autori selezionati.

Nato da un sogno e dall’esigenza di proporre un modo nuovo di intendere e fare fotografia, Coscienza dell’Uomo ha un ambizioso e rivoluzionario obiettivo: parlare all’uomo dell’uomo. È un invito agli uomini a parlarsi, a capirsi, ad avvicinarsi, ad osservarsi. Non con occhio superficiale e disattento, o peggio critico, figlio di quell’impoverimento spirituale e culturale che si prova a sovvertire, ma con sguardo morbido e carezzevole, curioso, compassionevole, ammirato. Perché è questa la fotografia che si vuole celebrare, non quella fatta di stile e tecnica, ma quella mossa dal cuore e dal sentimento di chi sta dietro l’obiettivo. Nelle centinaia di scatti raccolti per le numerose mostre già allestite nei due trimestri precedenti, e in quelli che si apprestano a svelarsi nei tre mesi prossimi, non c’è esercizio di stile, c’è autenticità. Verità. Racconto di vite e di storie.

Coscienza dell’Uomo: l’impegno di proporre la fotografia come strumento di denuncia, di riflessione, di testimonianza

Non sarà sfuggito, a chi è passato da Matera, l’impegno di proporre la fotografia come strumento di denuncia, di riflessione, di testimonianza, o di semplice narrazione. Di un evento storico o religioso, di un mestiere, di un amore, di una tradizione o di un rito. Non c’è artificio, non c’è inganno, non c’è voglia di stupire. C’è, piuttosto, l’urgenza di comunicare e di compiere una rivoluzione culturale in un momento storico in cui l’immagine è tutto ma la verità è niente. Perché di fronte a quel “genocidio culturale” di cui parlava Pier Paolo Pasolini già nel 1974, e che si perpetra ancora oggi, non si può assistere inermi o peggio compiacenti. Si deve agire. O ancor più reagire, ognuno con i propri mezzi, per portare nuovamente al centro del dibattito sociale l’uomo e la sua coscienza. Da qui l’idea di realizzare a Matera, città simbolo essa stessa di una straordinaria rivoluzione culturale, un progetto ambizioso, simile a quel The family of man (La famiglia dell’uomo) con cui Edward Steichen, in piena Guerra Fredda, riuscì a riunire ben 503 scatti provenienti da tutto il mondo per celebrare il valore della pace e della diversità. Un’occasione importante, quella di Matera, per parlare alle migliaia di persone che incontreranno Coscienza dell’Uomo e appoggeranno lo sguardo sugli scatti proposti. Di mese in mese, immagini sempre nuove, sempre diverse, accomunate però da un unico leitmotiv: riportare l’uomo al centro dell’uomo. Risvegliare le coscienze, convincere lo spettatore a tornare umano, ad accogliere e amare il diverso, qualunque sia per ciascuno di noi il suo significato, imparare a pensare, fermarsi. In questa società frenetica e superficiale, Coscienza dell’Uomo entra a gamba tesa e sponsorizza con decisione il valore dell’umanità. Un pensiero diverso da quello dilagante, dunque, un “pensiero meridiano”, riprendendo il concetto di Franco Cassano, a cui i curatori si ispirano, che trae nel Sud forza e linfa vitale perché è proprio lì che risiede, per tradizione, cultura, storia, quell’insieme di valori necessari a compiere la rivoluzione. Il Sud, inteso come Italia, che non deve imparare dal Nord, che deve riuscire piuttosto a far ascoltare la propria voce, rivendicare la sua storia, proteggere la sua diversità, resistendo alla tentazione di imitare un Nord troppo attento al profitto e sempre più vicino a de-umanizzare la sua storia. Una battaglia che Coscienza dell’Uomo ha intrapreso, si diceva, fin da gennaio, con l’apertura del primo trimestre che ha visto, tra le altre, le mostre di Gianluigi ColinCaos Apparente” sulla valanga incessante di immagini e informazioni che piombano nel nostro tempo, e di Pino Bertelli che, in “Contro la guerra. Ritratti dall’infanzia negata”, appende al muro l’orrore del conflitto visto dai bambini. Per proseguire da aprile a giugno, e quindi nel secondo trimestre, con una raccolta di autori tra cui Marco Saielli, Maurizio Galimberti, Tommaso Le Pera, Antonio Bordoni, solo per citarne alcuni, che, in modi e linguaggi differenti, ci hanno raccontato la povertà e la fame, la quotidianità della vita in fabbrica e l’eccezionalità di una vita sul palco, il dramma dei migranti e la realtà della mafia, e ancora le curiosità di una tradizione o la nostalgia di una réclame. Era sempre l’uomo al centro dell’immagine o del racconto fotografico, e sarà ancora l’uomo il protagonista del nuovo ciclo di mostre che sta per aprire il terzo trimestre.

A Coscienza dell’Uomo Oliviero Toscani e molti altri fotografi italiani

Dagli sbarchi alla rappresentazione del rito religioso, dal ritratto tenero di una famiglia agli sguardi seri e turbati, ma sempre composti, dei migranti; dalla vita in comunità al personaggio simbolo del fumetto, senza dimenticare il racconto delle genti del sud e la coraggiosa e illuminante testimonianza di un grande autore della fotografia italiana e internazionale, Oliviero Toscani. Il celebre e discusso fotografo milanese sarà infatti uno dei dieci autori presenti nei prossimi giorni a Coscienza dell’Uomo, voluto fortemente dai curatori per quella sua innata capacità di comunicare con forza e determinazione un’idea, di andare contro corrente, di sovvertire le regole di una società patinata e superficiale sbattendo in faccia delle realtà sconfortanti e talvolta scomode. Non solo Toscani, protagonisti da luglio a settembre saranno anche alcuni tra i più interessanti fotografi italiani, tra cui Giovanni Cabassi, Guido Crepax, Francesco Malavolta, Beppe Bolchi, Francesco Mazza e Pino Bertelli, Matteo Fantolini, Angelo Galantini, Nino Bartuccio (ancora in esposizione con Nega, mostra permanente per tutto il 2019), o del vicino mediterraneo come la coppia greco-turca AltinManaf e Andreas Ikonomu.
Nel corso del terzo trimestre, che partirà il 4 luglio con l’inaugurazione della mostra “Questo è il sud “di Francesco Mazza e Pino Bertelli e si chiuderà il 14 settembre con “Così il tempo presente” di Altin Manaf e Andreas Ikonomu, sono in programma non solo mostre fotografiche, ma anche convegni e incontri con gli autori (per il calendario completo consultare il sito). Sarà un’occasione, dunque, per conoscere più a fondo le idee alla base dell’esposizione fotografica e dare vita ad un dibattito intorno al mondo della fotografia, intesa come arte e strumento di riproduzione della realtà, e a tematiche di attualità che coinvolgono certamente gran parte della nostra comunità. Anche in occasione dell’apertura del terzo trimestre è stato pubblicato un catalogo fotografico che raccoglie alcuni degli scatti proposti nelle mostre in programma, insieme alle informazioni sugli autori e il tema trattato.

Coscienza dell’Uomo: eventi in programma

Nino Bartuccio | Nega. Alla ricerca della Bellezza

Mostra Permanente: dal 1 aprile al 19 dicembre
Spazio Galleria Cine Sud, via Passarelli 29-31- Matera, 9:30-12:30 16:30-19:30
Un incontro che cambia la vita perché cambia il modo di vedere la vita. Questo è Nega, un amore spassionato, la storia di un uomo e di un bambino che si incontrano e, nonostante tutto, non si lasceranno mai. E la fotografia diventa il mezzo per risvegliare le coscienze e dare vita ad un importante progetto umanitario, Nega Project.

Pino Bertelli e Francesco Mazza | Questo è il Sud

Inaugurazione: 4 luglio ore 18:30
La 19° Buca, Piazza V. Veneto -75100- Matera, dal 4 luglio al 30 settembre | 10:30-12:30 16:30-19:30
Il desiderio di scoprire il Sud e raccontarlo con occhi nuovi. Il tentativo, riuscito, di sdogare i pregiudizi sulle genti del sud, attraverso foto e immagini che raccontano la realtà per quella che è. Senza esaltazioni né artifici, semplicemente usando la verità di una parola, di uno sguardo, di un progetto che con leggerezza e autenticità racconta il Sud in chiave nuova.

Matteo Fantolini | I Believe

Inaugurazione: 5 luglio ore 18:30
Spazio Galleria Cine Sud, via Passarelli 29-31- Matera, dal 5 al 21 luglio | 9:30-12:30 16:30-19:30
Il rito religioso dal punto di vista dell’uomo. Non una indagine sulle modalità di un rito o di una processione, ma un percorso, per immagini, attraverso l’animo umano che “crede” e quindi partecipa, soffre, si strazia, in nome di una fede e quindi di un profondo senso di appartenenza ad una realtà più grande dell’uomo stesso.

Oliviero Toscani | Oliviero Toscani, Don Milani, la scuola di Barbiana e il Sessantotto

Inaugurazione: 8 luglio ore 18:30
Palazzo Viceconte, via San Potito 7 – Matera, dal 8 al 29 luglio | 10:30-12:30 16:30-19:30
1963- 2007. Sempre efficace, a volte provocatore, Toscani. In un intervallo temporale di ben 44 anni cambiano i temi e i soggetti, ma non le intenzioni del fotografo presente a Matera con una esposizione che intende sottolineare il suo credo fotografico: risvegliare la coscienza assopita di una società patinata che non guarda oltre le apparenze. E così la scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani, colui che diede attenzione e istruzione agli ultimi, si affianca al corpo etereo, quasi evanescente, di Isabelle Caro, la modella francese simbolo di una campagna molto discussa contro l’anoressia, che non ha vinto la sua battaglia per la vita.

Guido Crepax | Valentina in camera

Inaugurazione: 22 luglio ore 18:30
Spazio Galleria Cine Sud, via Passarelli 29-31- Matera, dal 22 luglio al 4 agosto | 9:30-12:30 16:30-19:30
Il personaggio simbolo dei fumetti anni ’70, la seducente fotografa Valentina, rivive nella mostra allestita a Matera, che intende tornare indietro nel tempo recuperando l’iconico fumetto per mettere in evidenza la straordinaria capacità della fotografia di essere parte di tutte le arti o in perfetta relazione con esse.

Francesco Malavolta | Popoli in movimento

Inaugurazione: 3 agosto ore 18:30
Spazio Galleria Arti Visive, via delle Beccherie 41 – Matera, dal 3 al 26 agosto | 10:30-12:30 16:30-19:30
Andare, magari per non tornare. Alla ricerca di un futuro migliore. Con dignità, un accennato sorriso, e un velo naturale di preoccupazione sul volto. Sono i popoli in movimento di Malavolta, gente pronta a salpare, a salire su una barca con la speranza di toccare terra, aprire finalmente le braccia e accogliere una vita, magari, migliore.

Giovanni Cabassi | L’Albero. Genealogia recente di una Famiglia milanese

Inaugurazione: 5 agosto ore 18:30
Palazzo Viceconte, via San Potito 7 – Matera, dal 5 al 26 agosto | 10:30-12:30 16:30-19:30
Senza varcare i confini di casa, Cabassi realizza un lavoro fotografico particolare nella sua semplice immediatezza. La famiglia diventa il soggetto di un lavoro che mette a nudo il sentimento di amore di chi sta dietro l’obiettivo e scatta con delicata tenerezza. Non foto da calendario, frutto di fredda indifferenza, ma un album di famiglia che trasuda complicità, affetto, simpatia, umanità.

Angelo Galantini | Contraffazioni confortanti

Inaugurazione: 6 agosto ore 18:30
Spazio Galleria Cine Sud, via Passarelli 29-31- Matera, dal 6 al 26 agosto | 9:30-12:30 16:30-19:30
Cogliere la verità o modificare la realtà? È nel gioco dei contrasti che poggia la mostra di Galantini che, attraverso la presentazione di 66 vecchie cartoline trovate in un mercatino, offre gli spunti di riflessione di questo terzo trimestre sul rapporto tra verità e fotografia. Dalla ripresa del vero alla contraffazione, basta poco per trasformare, tramite la fotocamera, la riproduzione della realtà in un evidente artificio. Un pretesto, le foto, per riflettere anche sull’artificiosità dei nostri tempi.

Beppe Bolchi | Città senza Tempo

Inaugurazione: 27 agosto ore 18:30
Spazio Galleria Cine Sud, via Passarelli 29-31- Matera, dal 27 agosto al 13 settembre | 9:30-12:30 16:30-19:30
Scegliendo la fotografia a foro stenopeico Bolchi ci presenta una raccolta di immagini di paesaggio urbano che ci portano indietro nel tempo. Case, edifici, palazzi che assumono una valenza diversa, diventando non solo qualcosa al servizio dell’uomo, ma delle realtà vere e proprie che si presentano nella loro imponenza o semplicità, bellezza o mediocrità. Una tecnica antica per immortalare luoghi cari, conferendo loro quel sapiente tocco di nostalgia e un’atmosfera quasi onirica.

AltinManaf e Andreas Ikonomu | Così il tempo presente

Inaugurazione: 14 settembre ore 18:30
Spazio Galleria ex La Scaletta, via Lucana 9 – Matera, dal 14 al 29 settembre | 10:30-12:30 16:30-19:30
Circa 40 scatti per raccontare la vita di una comunità. Protagonista l’Abbazia di Chiaravalle, nei pressi di Milano, vista come simbolo di unità e di collaborazione. Un luogo in cui il singolo è parte di un tutto e ciascuno indispensabile per la collettività. La pluralità che vince sull’individualismo, in un racconto fotografico che testimonia anche lo scorrere del tempo, che tutto trasforma ma nulla distrugge.

Coscienza dell’Uomo: il più imponente progetto fotografico mai realizzato in Italia

Nino Bartuccio Nega. Alla ricerca della Bellezza

Coscienza dell’Uomo:365 giorni di incessante attività con lo scopo di sensibilizzare le coscienze!10 anni di buona Fotografia e di buon Cinema forse potrebbero far cambiare il corso delle cose! Il programma fotografico Coscienza dell’Uomo propone appuntamenti distribuiti nella città di Matera affiancandosi all’ampio progetto Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, questa cadenza fotografica scandisce i termini di un impegno di autori che invita a osservare, piuttosto di giudicare ed esorta a pensare, invece di credere.
La Cine Sud in collaborazione con Canon, Hasselblad, Nikon, Olympus, Panasonic,Sigma, Sony, Tokina-Howa, Toscana Foto Service hanno finanziato il progetto e ne consentono la fruibilità gratuita.
Il primo trimestre, inaugurale (gennaio, febbraio, marzo), è stato scandito da autori, che hanno gettato le basi ideologiche del programma: Gian Luigi Colin, Pino Bertelli, Fabrizio Jelmini, Alberto Dubini, Nino Bartuccio, Gian Butturini, Franco Canziani e Marco Moggio, Franco Zampetti.

Coscienza dell’Uomo: ogni momento della Storia è un crocevia

Un percorso stradale unico porta dal passato al presente, ma una miriade di vie possibili si dirama verso il futuro. Alcune di queste strade sono ampie, lisce, ben segnate, e -perciò- sono quelle che più probabilmente verranno prese; ma, qualche volta, la Storia -o chi fa la Storia- compie svolte inaspettate. In propria missione, indipendentemente dall’eventuale evidenza e esuberanza del soggetto, e in maiuscola volontaria e consapevole, la Fotografia è una forma di comunicazione visiva che, in modo proprio, rivela e sottolinea questo che abbiamo appena definito “percorso stradale”, offrendo fantastici s-punti di riflessione. In alcuni casi, riesce a farlo meglio di altre forme di comunicazione; in altri, agisce insieme con altre forme di comunicazione.

Il secondo trimestre conferma il passo annunciato, stabilito e scandito in avvio, a gennaio. Nove mostre, di altrettanti nove autori ufficiali, in cadenza serrata di esposizione.

Maurizio Galimberti | San Nicola reMade

Convincente progetto fotografico nel quale il talentuoso autore (Instant Artist) conferma l’unicità e autorevolezza della sua personalissima tecnica, che ci accompagna in un racconto spirituale di grande splendore e coinvolgimento. Un mosaico di istantanee per rappresentare la bellezza, i dettagli e i colori degli affreschi trecenteschi, recentemente attribuiti a Pietro da Rimini e presenti nella Basilica di San Nicola da Tolentino, in provincia di Macerata.
Palazzo Viceconte, via san Potito 7, Matera
Dal 2 al 24 maggio (10,30-12,30 – 16,30-19,30)

Rinaldo e Davide Capra | Who are You? Lavoro e dopolavoro in posa

Un mondo non soltanto produttivo e industriale, ma umano e sociale, tipico di un’area geografica che da sempre mescola l’industria -moderna e fiorente- con la tradizione popolare custodita gelosamente. Un isolamento sociale relativo ha mantenuto intatto lo spirito culturale di questa valle, a nord di Brescia: la sua lingua madre, i riti religiosi mescolati con quelli carnevaleschi e pagani. Fortissimo è il rapporto con la natura circostante e le regole del bosco, della caccia e della pesca; e poi con il lavoro, la metallurgia e la fabbrica.
Ex Ospedale San Rocco, piazza san Giovanni, Matera
Dal 9 al 21 maggio (10,30-12,30 – 16,30-19,30)

Tommaso Le Pera | Omaggio a Mariangela Melato

Con grande ironia la grande attrice racconta i suoi esordi fino ai successi internazionali. Mostra fotografica con venticinque fotografie selezionate all’interno di diciassette spettacoli, per far rivivere la vita e la carriera, il suo talento multiforme, la passione per il suo lavoro e la sua grande umanità.
Spazio Galleria CNA, piazza Duomo, Matera
Dal 5 al 26 maggio (10,00-12,30 – 16,30-19,30)

Massimo Mastrolillo e Pamela Piscicelli | Il Mare siamo Noi

L’aggressione al patrimonio rappresenta lo strumento più efficace di contrasto alle organizzazioni di stampo mafioso. Il progetto Il Mare siamo Noi muove da qui, dai beni sequestrati o confiscati a quelle organizzazioni, per indagarne le radici, la visione del mondo e il tessuto connettivo che le salda alla vita del cittadino qualunque.
Complesso del Casale, via Casale, Matera
Dal 10 maggio al 3 giugno (10,30-12,30 – 16,30-19,30)

Gino Begotti | The Beatles. 14 dicembre 1963

Nella storia dei Beatles, che hanno influito sulla società tutta, un momento discriminante è identificabile con la tournée statunitense del febbraio 1964, che amplificò oltre Oceano quella che sarebbe stata definita beatlemania, fino allora limitata alla natia Inghilterra e a timide proiezioni europee (organizzato dal lungimirante Leo Wächter, il tour italiano è della primavera successiva 1965). In questo clima, il 14 dicembre 1963, Gino Begotti fu testimone fotografico di un avvenimento che oggi sappiamo essere stato storico, e così lo definiamo e conteggiamo: l’ultimo concerto “minore” dei Beatles, al Wimbledon Palais, di Londra.
Galleria Cine Sud, via Passarelli 29/31, Matera
Dal 12 al 25 maggio (9,00-13,00 – 16,30-20,00)

Filippo Romano | City Shuttle – Matatu Nairobi

«Schiacciato tra i sedili di un minibus, bloccato nel traffico perennemente immobile di Nairobi, dal 2011 ad oggi, ho fotografato Nairobi in molti modi tra i quali, per appassionato sfinimento, dal finestrino dei matatu, i mezzi di trasporto più popolari nell’East Africa».
Galleria Cine Sud, via Passarelli 19/21, Matera
Dal 13 al 27 aprile (9,00-13,00 – 16,30-20,00)

Marco Saielli | Il Dragone al Primo maggio

Comportamento della comunità cinese di Prato, in Toscana, in relazione alla propria cultura e la ricorrenza di una celebrazione politica, quale è il Primo Maggio / Festa dei Lavoratori, con proprie ritualità diverse, per quanto altrettanto particolari.
Ex Ospedale san Rocco, piazza san Giovanni, Matera
Dal 9 al 21 maggio (10,30-12,30 – 16,30-19,30)

Antonio Bordoni | La parte per il tutto

A cura di Maurizio Rebuzzini. Immagini “tecniche” a corredo realizzate con concentrazione mirata: a un tempo, sull’oggetto in quanto tale, rappresentato, più che soltanto raffigurato, nella propria lucentezza, e nell’applicazione di stilemi fotografici profondi. Certo, sono soltanto macchine fotografiche. Ma le cose (in questo caso fotografiche) come i luoghi, hanno un proprio significato, come le parole, e ognuno di noi può leggerle come se fossero (in) un libro. Pensiamo anche a un apparecchio fotografico, a un obiettivo, a un accessorio: sono come frasi, che hanno un proprio significato.
Galleria Cine Sud, via Passarelli 29/31, Matera
Dal 28 aprile all’11 maggio (9,00-13,00 – 16,30-20,00)

Angelo Galantini | Quando si diceva réclame

A cura di Maurizio Rebuzzini. Pubblicità della fotografia degli anni Trenta del Novecento, con qualche slittamento in avanti, fino ai Cinquanta.

Per quanto alcuni annunci e qualche messa in pagina, oggigiorno sollecitino un sorriso condiscendente, non bisogna lasciarsi ingannare. L’operazione non è nostalgicamente fine a se stessa, quanto puntualizza, con la forza di una selezione coerentemente e volontariamente raffinata, il valore implicito nella lezione storica. Nessun mondo può fare a meno delle proprie radici, del proprio passato, della propria
cultura. Neppure quello fotografico. Soprattutto quello fotografico.
Galleria Cine Sud, via Passarelli 29/31, Matera
Dal 26 maggio all’8 giugno (9,00-13,00 – 16,30-20,00)

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