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Festival Fotografico Europeo 2018: gli eventi della quarta settimana

Il Festival Fotografico Europeo entra nella sua quarta settimana di eventi e attività: andiamo a scoprire insieme i prossimi appuntamenti.

Mercoledì 11 aprile 2018 – Centro Giovanile STOA’
via Gaeta, 10, Busto Arsizio (VA)

Ore 21: WATERGRABBING – ingresso libero

Uno sguardo fotografico sul petrolio del XXI secolo.
Approfondimento tematico della mostra con la presenz adi un fotografo del team del progetto Water Grabbing







 

Festival Fotografico Europeo 2018: gli eventi della terza settimana

Il Festival Fotografico Europeo entra nella sua terza settimana di eventi e attività: andiamo a scoprire insieme i prossimi appuntamenti.

Mercoledì 4 aprile 2018 – Ass.ne Culturale BARICENTRO
(via Pola, 6 – Milano)
ore 18,30 Opening della mostra, ingresso libero

IL BOSCO DEL PENSIERO di Franco DONAGGIO 

a cura di Sandra Benvenuti



Giovedì 5 aprile 2018 – Albè & Associati Studio Legale
(via Cellini, 22 – Busto Arsizio (VA)

ore 19,00: SCATTA L’ASTA – ingresso libero

Asta di beneficienza a favore della Ass.ne

BIANCA GARAVAGLIA Onlus – Dalle ore 16 alle ore 19 sarà possibile visionare in anteprima le opere in asta, esposte nelle sale dello Studio Albè.




Venerdì 6 aprile 2018 – Galleria Libreria Boragno
(via Milano, 7 – Busto Arsizio (VA)

Ore 18: Opening della mostra – ingresso libero

EFFETTI COLLATERALI di Livio SENIGALLIESI

a cura di Valeria Valli



Venerdì 6 aprile 2018 – Sala Conferenze del Museo del Tessile
(via Galvani – Busto A. (VA))

Ore 21,15 SERATA DI MULTIVISIONI- ingresso libero

a cura de IL PARALLELO MULTIVISIONI
di Francesco Lopergolo

La storia di Caterina / Venissa / Galapagos / 20 Mignon di Mignon / Non sono un Poeta / Il colore arancio / Giorgio Casali memorie / Una virgola di tempo.



Sabato 7 aprile 2018 – Palazzo Leone da Perego
(via Gilardelli, 10 – Legnano (MI))

Ore 17 conferenza – ingresso libero

Patrizia Della Porta: MU-SEUM: SGUARDO, SERIE, VUOTO

a seguire visita guidata alla mostra con l’autrice.




Domenica 8 aprile 2018 – Teatrino di Villa Gonzaga
(via L. Greppi, 4 – Olgiate Olona (VA))

Ore 11 Opening della mostra – ingresso libero

La Natura in b/n di Vittorio Pigazzini  



Domenica 8 aprile 2018 – CHIESA OPAI  – Santi Innocenti di Villa Gonzaga
(via L. Greppi, 4 – Olgiate Olona (VA))

Ore 11 Opening della mostra – ingresso libero

Sei…nel Parco,  SEI FOTOGRAFI IN ASCOLTO DELLA NATURA

Franco Sala, Rosalino Torretta, Claudio Torresani,Damiano Villa, Maurizio Pol, Norino Canovi.




Domenica 8 aprile 2018 – Monastero di Cairate
(via Monastero, 4 – Cairate (VA))

Ore 17 Incontro con gli autori della mostra – ingresso libero

POETICHE DELL’OBLIO

Roberto Venegoni, Silvia Lagostina, Giovanni Cedronella, Claudio Argentiero.
Visita guidata alla mostra e al Monastero



 

Monica Silva: Il ritratto creativo nell’era del selfie

Incontro con Monica Silva: 16 Aprile 2018 Ore 18:15 IED Aula S10

Via Amatore Sciesa 4 Milano

Per iscriverti e partecipare clicca qui.


Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare.”

Nadar



L’autoritratto è il genere artistico che meglio di altri contraddistingue la nostra epoca. Ci sono libri che offrono un’ampia panoramica storico-culturale dell’autoritratto a partire dall’antico mito di Narciso e dai cosiddetti «autoritratti di Cristo» fino al proliferare di autoritratti di artisti contemporanei a dimostrazione come l’atto di ritrarsi faccia parte di una tradizione lunga secoli.

Oggi lo chiamiamo volgarmente ‘selfie’, ma pochi sanno che l’autoritratto fa parte spesso inconsapevolmente di un percorso di autoanalisi ma anche il modo più facile per mettere fuori la creatività e creare progetti interessanti mai pensati prima. La fotografa Monica Silva condurrà un talk sulla creatività fotografica con un approfondimento sulla storia degli autoritratti nella storia dell’uomo e racconterà i suoi progetti più ambiziosi e aneddoti sul suo speciale rapporto con il ritratto e come trovare la giusta strada creativa.

Monica Silva è una fotografa brasiliana riconosciuta internazionalmente per i suoi ritratti di carattere psicologici. Ha scattato per le principali riviste e quotidiani come Vanity Fair, Panorama, Il Corriere della Sera, The Sunday Times Corea, Rolling Stone, Le Figarò. Ha creato progetti complessi di rilettura di grandi artisti per mostre in Italia e all’estero. Ha svolto conferenze sulla psicologia nel ritratto in Italia ed oltre oceani ottenendo sempre grandi riscontri di pubblico e di critica.

 

Alexander Rodchenko a Palazzo Te, Mantova

LA SCALINATA, 1930 - © A. Rodchenko – V. Stepanova Archive/ Multimedia Art Museum, Moscow

La mostra “Alexander Rodchenko. Revolution in photography”, ospitata a Palazzo Te a Mantova dal 29 marzo al 27 maggio 2018, presenta una raccolta di circa centocinquanta fotografie dai negativi originali degli anni Venti e Trenta del grande maestro russo, esponente di primo piano dell’avanguardia sovietica del XX secolo.

Il movimento dell’avanguardia in Russia costituisce un fenomeno unico nel Novecento. La stupefacente energia creativa espressa dai suoi esponenti continua ad alimentare la cultura artistica contemporanea. Alexander Rodchenko (1891 – 1956) è stato incontestabilmente uno dei principali generatori di idee di quella stagione straordinaria, incarnando lo spirito dell’epoca. Tutti i campi artistici pervasi dal suo talento – la pittura, il design, il teatro, il cinema, la tipografia e la fotografia – ne sono stati trasformati aprendo vie di cambiamento radicalmente innovative.


DIMOSTRAZIONE IN VIA MIASNITSKAYA (M-metro), 1932 – © A. Rodchenko – V. Stepanova Archive/ Multimedia Art Museum, Moscow

“Il nostro dovere è sperimentare”
Alexander Rodchenko


Gli obiettivi di vita da lui stesso formulati nei saggi teorici, il vettore per il progresso che ha attivato e la sua capacità di sognare il futuro risultano ancor oggi di grande importanza.

Le fotografie esposte nelle Fruttiere della villa di Giulio Romano, provenienti dalla collezione del Multimedia Art Museum, Moscow e selezionate dalla curatrice Olga Sviblova, documentano il ruolo rivoluzionario di Alexander Rodchenko nell’ambito della fotografia.  Introducendo il pensiero concettuale e l’ideologia costruttivista, l’artista sovietico determina un cambiamento radicale del modo di concepire la natura della fotografia e il ruolo del fotografo: anziché mero riflesso della realtà, la fotografia diviene anche uno strumento per la rappresentazione visiva di costruzioni intellettuali dinamiche. Nella sua opera fotografica la composizione si coniuga con un approccio documentario autentico e con la capacità di cogliere istantaneamente le sensazioni dell’uomo moderno.


RAGAZZA CON UNA “LEICA”, 1934 – © A. Rodchenko – V. Stepanova Archive/ Multimedia Art Museum, Moscow

La “rivoluzione” operata dall’artista – che spinge la critica a definirlo “il padre della fotografia sovietica” – dà forma a uno stile e a un linguaggio visivo del tutto unici, combinando gli espedienti formali del “Metodo Rodchenko” – tra questi la composizione diagonale da lui scoperta, la prospettiva scorciata, punti di ripresa insoliti dal basso verso l’alto e viceversa, l’ingrandimento di dettagli – e una componente romantica che ispira il suo pensiero utopico.

Il talento multiforme e innovativo di Rodchenko trova espressione in uno specifico insieme di temi a lui cari, quali la vitalità della città, la bellezza della tecnologia e dell’architettura moderna, l’industria, il teatro, il circo e lo sport.

PERCORSO MOSTRA

Il percorso espositivo a Palazzo Te si apre con  l’Autoritratto caricaturale del 1922, esposto accanto a un corpus di ritratti, in cui appaiono anche amici e familiari, e alle famose fotografie La scalinata (1930) e Ragazza con una Leica (1934), che incarnano integralmente i principi innovativi del suo “metodo”.

L’itinerario di mostra prosegue con una selezione di immagini sulla realtà industriale raccolte nelle short series: Fabbrica di automobili AMO del 1929, dedicata al settore dell’industria automobilistica; MoGES (Centrale Elettrica di Mosca), che documenta la nuova centrale elettrica eretta nel 1927 e il lavoro degli operai. La verticalità delle moderne costruzioni viene ripresa nelle fotografie di architetture e particolari costruttivi, come la celebre Scala antincendio (con un uomo) del 1925.

Le spettacolari parate di ginnasti e atleti sono protagoniste degli scatti che raccontano lo spirito dinamico e la nascente coesione sociale degli anni Trenta in Russia.

La nuova attenzione rivolta da Rodchenko al dettaglio permette di mettere in luce l’armonia delle architetture e delle nuove forme create dalla tecnologia, illustrata in mostra con l’immagine della Torre Shukhov del 1929 e con la short series Fabbrica di lampadine elettriche di Mosca realizzata a cavallo degli anni Venti e Trenta.


LA SCALINATA, 1930 – © A. Rodchenko – V. Stepanova Archive/ Multimedia Art Museum, Moscow

La nuova Mosca è documentata con le fotografie della costruzione del Parco della Cultura e della asfaltatura delle strade di Leningrado, e con le immagini di edifici simbolo, quali quello progettato da Ginzburg sul viale Novinski e quello del Mosselprom.

La fotografia di stampo giornalistico è testimoniata dagli scatti dei fotoreportage all’interno dell’ufficio editoriale e dell’archivio del giornale “Gudok” (1928) e quello sui lavori di costruzione di grandi imprese ingegneristiche, in particolare la costruzione del canale che collega il Mar Bianco con il Mar Baltico.

Con le acrobazie degli artisti del circo si conclude una narrazione fotografica di grande suggestione, fortemente rappresentativa dello spirito dei nuovi tempi.

L’intera opera fotografica di Rodchenko mette in luce l’obiettivo principale della sua poetica: la trasformazione del presente in nome del futuro e la possibilità di una positiva trasfigurazione del mondo e dell’umanità.

“Io ho creato oggi per poi, domani, cercare il nuovo, – scrive Rodchenko – anche se esso sembrerà nulla in confronto a ciò che è stato fatto ieri. In compenso dopodomani supererò ciò che è stato fatto oggi”.

In tutta la storia della fotografia russa della prima metà del XX secolo, Alexander Rodchenko è l’unico ad aver lasciato, attraverso gli articoli e i diari, testimonianze incomparabili: riflessioni sull’arte di un fotografo-pensatore, partecipe di un cataclisma storico che aveva generato in lui un conflitto drammatico tra presupposti consci e un’inconscia pulsione a creare.

La mostra “Alexander Rodchenko. Revolution in photography” è prodotta e organizzata dal Ministero della Cultura della Federazione Russa, dal Comune di Mantova, dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te, dal Museo Civico di Palazzo Te e dal Multimedia Art Museum, Moscow, con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Mosca, in sinergia con Russian Seasons.

Festival Fotografico Europeo 2018: gli eventi della seconda settimana

Il Festival Fotografico Europeo entra nella sua seconda settimana di eventi e attività: andiamo a scoprire insieme i prossimi appuntamenti.

Mercoledì 28 marzo 2018 – Galleria Arti Visive Università del Melo (Via Magenta, 3 – Gallarate)
Ingresso libero, opening ore 18

NINO LETO: Storie di un fotoreporter

Breve conferenza: stili e linguaggi tra passato e presente nel FOTOGIORNALISMO con proiezioni, a cura di Claudio Argentiero.



Mercoledì 28 marzo 2018 – Palazzo Leone da Perego (via Gilardelli, 10 – Legnano)
ingresso libero, dalle ore 21

VITA DA SCIANNA.

Ferdinando SCIANNA dialoga con Carlo OTTAVIANO, giornalista



Giovedì 29 marzo 2018 – Bottega Artigiana (via Zappellini, 4 – Busto Arsizio)
ingresso libero, opening ore 18

MONTAGNE VERDI

del fotografo cinese Ye Wenlong



Giovedì 29 marzo 2018 – Palazzo Marliani Cicogna (Piazza Vittorio Emanuele II Busto Arsizio)

ingresso libero, conferenza-incontro con il fotoreporter alle ore 21

GIANMARCO MARAVIGLIA dialoga con la giornalista TAMARA FERRARI

Proiezione, approfondimenti, visita guidata alla mostra.



 

Entra nel vivo il Festival Fotografico Europeo!

Fino al 22 aprile 2018



Il festival, giunto alla sua 7a edizione , ideato e curato dall’Afi-Archivio Fotografico Italiano, evento posto “sotto l’alto patrocinio del PARLAMENTO EUROPEO”, con il patrocinio della Provincia di Varese e delle Amministrazioni comunali di Legnano, Busto Arsizio, Castellanza, Olgiate Olona, Cairate, Varese, Milano-Municipio 6, con il partenariato di FUJIFILM Italia, European Image Art Association, DIGIMAG-Grenoble, Festival Européen de la Photo de Nu di Arles, con la collaborazione del Museo MA*GA della città di Gallarate, delle Officina Open Galleria Università del Melo di Gallarate, dell’Istituto Italiano di Fotografia di Milano, di Phographers.it, della Fondazione 3M, Fondazione AEM Gruppo a2a, con l’apporto tecnologico di EPSON Italia, STAMPA-SU- TELA.it, PUNTO MARTE EDITORE, e con la partecipazione di numerose associazioni, gallerie, scuole e realtà private tra cui: mc2Gallery-Milano, 29 Arts in Progress Gallery-Milano, Spazio Tadini-Milano, Liceo Artistico Paolo Candiani e Liceo Classico Crespi di Busto A., IIS Falcone di Gallarate, ISISS Don Lorenzo Milani di Tradate, Galleria Libreria Boragno di Busto A., Fondazione Bandera per l’Arte di Busto A., Centro Giovanile Stoa’ di Busto A., Spazio d’Arte Carlo Farioli di Busto A., Bottega Artigiana di Busto A., Studio Albè & Associati-Busto A. e Milano, Spazio Lavit-Varese, Associazione Culturale BARICENTRO – Milano, si pone tra le iniziative più rilevanti nel panorama fotografico nazionale ed europeo, proponendo percorsi visivi articolati, aperti alle più svariate esperienze espressive.


Una sorta di laboratorio culturale, che si apre all’Europa, che dialoga con la gente attraverso l’arte dello sguardo e mette a fuoco le aspirazioni, i linguaggi e l’inventiva di artisti provenienti da diversi Paesi.
Un progetto che vuole affermare la centralità della cultura quale potente dispositivo in grado aprire confronti tra i popoli e tra le generazioni in una prospettiva di crescita, riflessione e dialogo guidati dall’impegno sociale, dallo studio, dalla voglia tracciare un percorso comune di crescita e sviluppo.


Grandi autori divengono il faro per i giovani emergenti, in un confronto dialettico teso a stimolare dibattiti e ragionamenti, attorno a temi d’attualità, di storia, d’arte e di ricerca.
Oltre quaranta mostre, seminari, workshop, proiezioni, multivisioni, letture dei portfolio, presentazione di libri, concorsi.
Un programma espositivo articolato che muove dalla fotografia d’archivio al reportage d’autore, dalla fotografia d’arte all’architettura, dalle ricerche creative alla documentazione del territorio.


Maggiori informazioni e programma completo sul sito ufficiale del festival: eurofotofestival.archiviofotografico.org.

A Massa gli scatti “surrealisti” di Bart Herreman fino al 4 marzo

A Massa gli scatti “surrealisti” di Bart Herreman

Il fotografo belga apre il ciclo espositivo 2018 di Palazzo Ducale con la mostra “L’Irreale realtà”. 

 fino al 4 marzo


Sabato 20 gennaio è stata inaugurata la mostra  L’Irreale realtà del fotografo belga Bart Herreman. 

La mostra, visibile fino al 4 marzo nelle sale del Palazzo Ducale di Massa (Ms), rappresenta il  primo evento del nuovo ciclo espositivo 2018 sulla “comunicazione dell’arte contemporanea” promossa dal Comune di Massa con la direzione artistica di Mauro Daniele Lucchesi dell’associazione Quattro Coronati.

Bart Herreman, fotografo belga trapiantato a Milano, ha ben presente quello che è ed è stato il significato e il senso del manifesto surrealista: “Automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere…il reale funzionamento del pensiero. Comando del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione…”.  Nelle foto di Herreman traspare con forza la lezione dei “maestri” del surrealismo; nelle immagini sconnesse e connesse insieme, che dicono tutto e niente, insignificanti o piene di simboli troviamo il geometrismo impazzito o ordinato di Mirò lasciando all’osservatore la facoltà di decidere cosa vedere (vedi l’opera “Ivo”); da Ernst l’intreccio delle immagini e delle situazioni che spiazzano il pubblico che non riesce a “uscire” da quell’apparente illogicità (vedi l’opera “Mystic River”); da Magritte il piacere di giocare con le immagini combinando il reale con il fantastico (come ad esempio nell’opera “Smoke” dove una giraffa solitaria con la testa tra le nuvole “visita” il salone dei ricevimenti della Venaria di Torino); da Dalì la straordinaria capacità eclettica della “trasformazione” delle immagini.



“Bart Herreman, con le sue fotografie – spiega Mauro Daniele Lucchesi – colme di straordinaria capacità realizzativa, ci svela il suo mondo immaginario fatto di convivenze impossibili, uomini sbigottiti e animali disinvolti, stimolando o meglio facendo riemergere dall’ “io” di chi guarda l’irreale realtà, di stimolare l’immaginazione sopita, di imporre allo sguardo la rappresentazione di qualcosa che oltrepassa il reale, una sorta di viaggio infinito senza limiti di tempo e luoghi.


Per maggiori informazioni su visite e orari clicca qui

Alla QR Photogallery inaugura la seconda edizione di CLOSER | Dentro il reportage. Fotografie di Sulejman Bijedić, Monica Bonacina, Vincenzo Montefinese, Maurizio Di Pietro, Mattia Barbata

CLOSER | Dentro il reportage

Fotografie di Sulejman Bijedić, Monica Bonacina, Vincenzo Montefinese, Maurizio Di Pietro, Mattia Barbata

02 – 25 febbraio 2018 | ore 9.00 – 19.00



Domani, venerdì 2 febbraio 2018 inaugurerà a Bologna la seconda edizione di Closer | Dentro il Reportage: un evento dedicato alla fotografia ospitato nello spazio espositivo di QR Photogallery. L’iniziativa è promossa dalle associazioni Witness Journal e Associazione TerzoTropico in collaborazione con Arci Bologna. Il programma prevede tre giorni di mostre, incontri, workshop e letture portfolio. L’obiettivo del progetto è quello di creare un appuntamento a cadenza annuale che promuova il talento di nuovi e promettenti autori che producono lavori di fotografia documentaria e di fotogiornalismo.



INCONTRI & INAUGURAZIONI
Giovedì 01 febbraio | ore 18.30
Inaugurazione della mostra Bologna Collettiva
Circolo Arci Caserme Rosse| via di Corticella 147, Bologna

Venerdì 02 febbraio 2018 | ore 18.00
Presentazione Closer e inaugurazione
La mstra prosegue fino al 25 febbraio
QR Photogallery | via Sant’Isaia 90, Bologna

Sabato 03 febbraio 2018 | Ore 18.30-19.30
Incontro con Fausto Podavini
Modera: Alessio Chiodi (Redattore WJ)
QR Photogallery | via Sant’Isaia 90, Bologna

Domenica 04 febbraio 2018 | Ore 19.00
Incontro “Libertà di espressione e diritto all’informazione: un anno di lotte tra Bologna e Amburgo” e inaugurazione mostra “#Liberi tutti”
Interverranno: Cristiano Capuano (fotografo e redattore WJ), attivisti/e di Labas.
Labas | vicolo Bolognetti 2, Bologna



MOSTRE
CLOSER
Una mostra fotografica collettiva dove saranno esposti i lavori dei cinque fotografi selezionati attraverso una open call internazionale. Di seguito i progetti selezionati in mostra:
Sulejman Bijedić – Odavle Samo u harem
Monica Bonacina – Anitya
Vincenzo Montefinese – Stuck in Serbia
Maurizio Di Pietro– Turkanas Resilience
Mattia Barbata The Trap
QR Photogallery | via Sant’Isaia 90, Bologna

#Liberi Tutti
Una foto per la libertà di espressione, una mostra che unisce l’arte, la libertà e l’amicizia. Un’iniziativa nata per solidarizzare con i giovani attivisti reclusi in Germania dopo il G20.
Labas | vicolo Bolognetti 2, Bologna

Bologna Collettiva
Una mostra collettiva sulla città frutto dei Workshop tenuti nel 2016 da Giulio Di Meo
Circolo Arci Caserme Rosse | via di Corticella 147, Bologna



WORKSHOP – QR Photogallery | via Sant’Isaia 90, Bologna
Workshop “Dalla singola foto al Progetto fotografico” con Fausto Podavini
Quando: 3/4 febbraio 2018
Docente: Fausto Podavini
Aula Burzi

Workshop “Fotogiornalismo e nuovi media”
Quando: 3/4 febbraio 2018
Docenti: Federico Bernini Giulio Di Meo Amedeo Francesco Novelli
Aula Ferrari

Workshop “Dentro la redazione WJ”
Quando: 3 febbraio 2018
Docenti: Redazione di Witness Journal

Workshop “Come realizzare un video professionale”
Quando: 4 febbraio 2018
Docenti: Flavio Toffoli, Matilde Castagna

I workshop sono a pagamento. Per informazioni e prenotazioni:formazione@witnessjournal.com


LETTURE PORTFOLIO CON WJ E QR
Domenica 04 febbraio 2018 | 15,00-17,00
QR Photogallery | via Sant’Isaia 90, Bologna


OPENING: venerdì 2 febbraio, ore 18.00
Ingresso libero
QR Photogallery | via Sant’Isaia, 90 | Bologna

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Il museo Egizio e CAMERA presentano la mostra #EnjoyEternity

#EnjoyEternity

31 gennaio – 26 febbraio 2018


Il 31 gennaio il Museo Egizio e CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia presentano la mostra #EnjoyEternity: progetto fotografico dell’artista Sharon Ritossa, vincitrice del bando Hangar Creatività insieme a Virginia Cimino, curatrice e coordinatrice delle riprese fotografiche.



L’antico Egitto incontra gli smartphone e si riscopre attraverso la lente degli schermi moderni. Scatti rubati, cromie televisive e mummie dell’era tecnologica ripropongono la collezione del Museo Egizio in un’ottica inedita e contemporanea.

La mostra dell’artista Sharon Ritossa è realizzata grazie all’affiancamento di Hangar Creatività, il progetto per sostenere i giovani talenti artistici promosso dall’Assessorato alla Cultura e Turismo della Regione Piemonte e coordinato dalla Fondazione Piemonte dal Vivo.


#EnjoyEternity

Museo Egizio e CAMERA

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Addio Romano Cagnoni. Ci lascia il fotoreporter italiano più conosciuto all’estero.

di Enrico Ratto


Nato nel 1935 a Pietrasanta, Romano Cagnoni è stato e sarà ricordato come uno dei fotografi più importanti del Ventesimo secolo. Già nel 1978 era stato citato insieme a Henri Cartier-Bresson, Bill Brandt, Don McCullin ed Eugene Smith come uno dei più grandi fotografi del mondo nel libro “Pictures on a Page” di Harold Evans, ex direttore del Sunday Times.



Sfuggito alla strage di Sant’Anna di Stazzema, alla fine degli anni’50 si trasferisce a Londra dove, nello studio di Simon Guttmann, pone le basi per la professione e da dove, dopo un decennio partirà per essere in prima linea e documentare i maggiori conflitti internazionali della nostra storia, dal Biafra, al Vietnam, ai mutamenti politici del Sudamerica – dove realizza un lungo reportage insieme a Graham Greene – fino alle più recenti guerre nella ex Jugoslavia e in Cecenia.



I reportage e le copertine di Romano Cagnoni sono apparse sulle più importanti riviste del secolo, dal Sunday Times a Life Magazine, da Paris Match a Stern, alle italiane Epoca e l’Espresso. Nel 1965 è stato il primo fotografo occidentale ammesso nel Vietnam del Nord, dove ha potuto fotografare Ho Chi Minh, il quale acconsentì a farsi ritrarre perché riconobbe in Romano Cagnoni “un ottimista, e gli ottimisti sono buoni rivoluzionari”.



Ha fatto proprio il concetto di Fotografia Totale, la più alta espressione che la fotografia possa raggiungere. “La Fotografia Totale racconta la storia dell’uomo, il rapporto con se stesso, con il prossimo e la società in cui vive.” ha scritto.

Nell’arco di più di sessant’anni trascorsi attraverso il mondo per documentare la condizione umana, le guerre, le rivoluzioni, Romano Cagnoni ha sempre sentito la necessità di realizzare una fotografia interessante, valida, soddisfacente da un punto di vista intellettuale.



“Ho sempre avuto questo tipo di mente perché anche da ragazzino leggevo libri seri. Il lavoro del fotografo è  raccontare quello che trova. Deve andare sul posto e  raccontare la verità attraverso le storie degli uomini” ha detto durante una delle sue ultime interviste. “In guerra tutti gli impulsi degli esseri umani sono costretti a rivelarsi. Non ci sono le tonalità e le sfumature del tempo di pace. Anche chi non combatte è soggetto alla guerra. E la macchina fotografica è lo strumento ideale per fermare questi  stati d’animo.”



La notizia della scomparsa del grande autore risale a poche ore fa e ci lascia tutti sgomenti. Soprattutto quanti hanno avuto l’onore di conoscere questo fotografo, ricorderanno la schiettezza nel condividere le proprie opinioni, la lucidità nell’analisi dei fatti del mondo contemporaneo e la curiosità perenne nei confronti del lavoro di altri fotografi, anche di quelli meno esperti, cui ha sempre dedicato attenzione, senza mai mancare all’appuntamento fisso con la riflessione, lo studio e l’approfondimento delle ricerche in ambito visivo. Voleva capire sempre di più Romano, voleva andare sempre più a fondo, voleva entrare nei fatti, nelle storie, cercando di restituirle nella sua interezza senza edulcorarle, senza ometterne alcun aspetto, con animo battagliero, che ostinatamente combatteva, senza misure e compromessi, la menzogna di una fotografia che non narrasse la verità del reale.

Museo del Paesaggio di Torre di Mosto | Il tesoro è sempre più grande di quello che hai stretto tra le mani

Pedro Vaz, Segunda Natureza, 2017, still da video. Doppia proiezione video, (2x) 1080x1440px, 4/3, loop. Doppia struttura di proiezione, (2x) 120x160x70cm. Legno, tela per proiezione.
Il tesoro è sempre più grande di quello che hai stretto tra le mani
Federica Landi, Victor Leguy, Pedro Vaz, Marco Maria Zanin
a cura di Carlo Sala
Museo del Paesaggio di Torre di Mosto
Torre di Mosto, Località Boccafossa
28 gennaio – 25 febbraio 2018
opening 27 gennaio 2018, ore 18.00

Il Museo del Paesaggio di Torre di Mosto, in provincia di Venezia, ospita la mostra collettiva Il tesoro è sempre più grande di quello che hai stretto tra le mani che riunisce le opere di Federica Landi (Rimini, 1986), Victor Leguy (San Paolo, 1979), Pedro Vaz (Maputo, 1977), Marco Maria Zanin (Padova, 1983).

I quattro artisti presentano in mostra lavori inediti realizzati nel corso di Humus Interdisciplinary Residence, piattaforma interdisciplinare che ha come scopo lacontaminazione tra il mondo dell’arte contemporanea e quello di territori “al margine”, ancora estremamente legati al rapporto con l’agricoltura, le tradizioni del mondo contadino, il paesaggio, la terra intesa nel senso primario del termine.
Grazie a un periodo immersivo passato nella zona rurale del Veneto orientalecompresa tra i comuni di Torre di Mosto, Eraclea e Caorle, in provincia di Venezia, a stretto contatto con la popolazione locale, gli artisti hanno potuto operare una rilettura delle identità locali attraverso l’arte in dialogo con diverse discipline. Un processo di narrazione che è anche strumento di creazione di consapevolezza e lo sviluppo della comunità stessa in futuro.

Pedro Vaz, Segunda Natureza, 2017, still da video. Doppia proiezione video, (2x) 1080x1440px, 4/3, loop. Doppia struttura di proiezione, (2x) 120x160x70cm. Legno, tela per proiezione.

Se il lavoro di Pedro Vaz, paesaggista, si è centrato sulla rappresentazione di un tratto del fiume Livenza, Federica Landi, Victor Leguy e Marco Maria Zanin hanno deciso di focalizzarsi sulla rilettura e la narrazione in senso contemporaneo del patrimonio di oggetti appartenenti al Museo della Civiltà Contadina della piccola località di Sant’Anna di Boccafossa, che gli artisti hanno visto come una potenziale attrattiva per attività di educazione, turismo e ricerca.In mostra saranno esposte una serie di fotografie di Federica Landi, una installazione di Victor Leguy, una video installazione e due grandi pitture di Pedro Vaz, fotografie e sculture di Marco Maria Zanin. Ci sarà inoltre una installazione collettiva realizzata dagli artisti Federica Landi, Victor Leguy e Marco Maria Zanin secondo il modello deldeMuseo, dispositivo che mira a ripensare l’idea tradizionale di museo inteso come ente conservativo statico, divenendo al contrario un “organismo” dinamico dove le esperienze collettive sono il fondamento per raccogliere ed elaborare la storia e la memoria locale, che possa fungere da volano per fortificare l’identità e la coesione sociale di un territorio.
L’attività di rilettura dell’identità locale condotta da Humus Interdisciplinary Residencenel Veneto Orientale è stata individuata da VeGAL (Agenzia di sviluppo del Veneto Orientale) nell’ambito del Piano di comunicazione del Programma di Sviluppo Locale (PSL) Leader 2014/2020 “Punti, Superfici e Linee” che VeGAL gestisce nel territorio, con l’obiettivo di aumentare la qualità della vita e le opportunità di lavoro per la popolazione locale, in particolare i giovani, finanziando progetti che investono sul patrimonio ambientale, storico, culturale, agroalimentare del territorio.
Il progetto Humus Interdisciplinary Residence è nato nel 2015 su iniziativa dell’artistaMarco Maria Zanin e coinvolge Carlo Sala, curatore e critico d’arte, e Michele Romanelli, psicologo e mediatore di conflitto. 
In occasione del seminario di conclusione dei lavori che avrà luogo il 25 febbraio 2018alle ore 17.00 verrà presentata la pubblicazione contenente i testi critici, le immagini del processo artistico e delle opere.


Federica Landi, Shell, 2017, stampa fine art su carta cotone, 70×100 cm

Il tesoro è sempre più grande di quello che hai stretto tra le mani
artisti: Federica Landi, Victor Leguy, Pedro Vaz, Marco Maria Zanin
a cura di: Carlo Sala
sede: Museo del Paesaggio di Torre di Mosto
indirizzo: Torre di Mosto, Località Boccafossa (Venezia)
date: 28 gennaio – 25 febbraio 2018
opening: 27 gennaio 2018, ore 18.00
orari: sabato: 16-19 e domenica: 10.00-12.00 / 16-19. Dal lunedì al venerdì su appuntamento. 
visite guidate: domenica 28 gennaio, 4, 11 e 18 febbraio dalle 15.00 alle 18.00
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