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Nature and Politcs di Thomas Struth in mostra fino al 21 gennaio al Saint Luis Art Museum

Il Saint Luis Art Museum (Stati Uniti) presenta al pubblico il nuovo lavoro di Thomas Struth. In mostra fino al 21 gennaio l’ inedito corpus di opere esplora il complesso mondo della tecnologia d’avanguardia. Il fotografo tedesco negli ultimi dieci anni ha girato il mondo alla ricerca di strutture ingegneristiche avveniristiche e siti di ricerca scientifica, per fotografare la complessità di luoghi in cui la conoscenza umana, l’ambizione e l’immaginazione hanno raggiunto livelli straordinari. Attraverso il formato in scala monumentale, uno dei tratti distintivi del gruppo di Düsseldorf, Struth ci porta in spazi altrimenti non accessibili come centri aeronautici, laboratori di robotica, sale chirurgiche e impianti di fusione nucleare.



La mostra interseca i temi tecnologici di Struth con altri lavori recenti, tra cui le straordinarie immagini del fantastico scenario del parco Disneyland e della Cisgiordania occupata da Israele.


Potete leggere l’articolo completo di Giada Storelli su Il Fotografo n. 299 in edicola fino al 20 gennaio

Thomas Struth: Nature and Politcs

Saint Luis Art Museum

1 Fine Arts Dr, St. Louis, MO 63110, Stati Uniti

Ingresso: 10 euro

Tel.: 314.721.0072

per maggiori informazioni clicca qui

 

Fino al 7 gennaio: Cronache dal set: il cinema di Paolo Sorrentino

11 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018

Cronache dal set: il cinema di Paolo Sorrentino. Fotografie di Gianni Fiorito


In concomitanza con la mostra “Arrivano i Paparazzi! Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi”, CAMERACentro Italiano per la Fotografia propone una selezione di scatti di Gianni Fiorito, fotografo di scena di Paolo Sorrentino.

A partire dall’11 ottobre nella Project Room del Centro di via delle Rosine 18 a Torino, “Cronache dal set: il cinema di Paolo Sorrentino. Fotografie di Gianni Fiorito”, curata da Maria Savarese, presenta circa quaranta fotografie che raccontano il cinema del premio Oscar partenopeo.



In una carrellata di immagini si alternano, tra scenografie e pause di set, il giovane Papa Jude Law della serie The Young Pope, il protagonista de La Grande Bellezza Jep Gambardella interpretato da Toni Servillo, presente in mostra anche nei panni de Il Divo Giulio Andreotti, e Sean Penn, la rock star Cheyenne di This Must Be the Place.


CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia

Via delle Rosine 18, 10123 Torino

+39.011.0881150


Orari di apertura
Lunedì 11.00–19.00
Martedì chiuso
Mercoledì 11.00–19.00
Giovedì 11.00–21.00
Venerdì 11.00–19.00
Sabato 11.00–19.00
Domenica 11.00–19.00

Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura

per ulteriori informazioni clicca qui

Alla Casa dei Tre Oci Werner Bischof: Fotografie 1934-1954

USA. Southern part of the country. 1954.

Fino al 25 febbraio alla Casa dei Tre Oci a Venezia sarà possibile visitare la personale di uno dei più importanti fotografi del Novecento: Werner Bischof.


SWITZERLAND. Zurich. 1941. Nude. “Breast with grid.”

Composta da circa 250 immagini – molte sono vintage – la mostra ripercorre la carriera di Werner Bischof grazie a un fantastico viaggio ai confini del mondo: dall’India al Giappone, passando per Cina, Corea, Indocina, Panama, Cile e Perù con un’unica carta d’imbarco. Celebre per i suoi reportage e per la vasta produzione fotogiornalistica nel cuore dell’Europa del dopoguerra, Bischof ha documentato con invidiabile fiuto e consapevolezza molti degli eventi più importanti del secolo scorso. Attraverso i suoi viaggi in Oriente ha raccontato i contrasti sociali dell’India in pieno sviluppo economico, le tensioni della guerra in Corea e successivamente il contesto urbano negli Stati Uniti degli anni Cinquanta. La mostra, a cura del figlio Marco Bischof, presenta per la prima volta una serie di venti fotografie che hanno come protagonista l’Italia e che consentono allo spettatore di cogliere lo sguardo originale e neorealista del fotografo di Magnum. Sono esposte anche alcune foto a colori e una serie realizzata in Svizzera dedicata al paesaggio e alla natura morta.


PERU. May 1954. On the road to Cuzco, near Pisac, in the Valle Sagrado of the Urubamba river.

Casa dei Tre Oci, Fondamenta delle Zitelle, 43 – 30133 Venezia

Orari: tutti i giorni ore 10-18; chiuso il martedì

Tel: 041.24.12.332. E-mail: info@treoci.org Web: www.treoci.org

Fino al 25 febbraio 2018

Il fotografo Fabio Sgroi presenta il suo libro “Past Euphoria Post Europa”

Presentazione del libro “Past Euphoria Post Europa”
di Fabio Sgroi
Mercoledì 20 dicembre dalle ore 17:30 alle ore 19:30



In collaborazione con il Centro Internazionale di Fotografia di Palermo e il Goethe-Institut (Palermo), CROWDBOOKS è lieta di invitarvi alla presentazione del volume “Past Euphoria Post Europa” del fotografo Fabio Sgroi: un progetto a lungo termine, che raccoglie 74 scatti, all’interno dello scenario politico ed economico europeo. Un viaggio che coinvolge 14 paesi; un percorso visivo che racchiude la quotidianità, in una società che è stata attraversata da un forte cambiamento, dovuto ai violenti effetti delle dinamiche geopolitiche, dalla caduta del Muro di Berlino all’allargamento dell’Unione Europea.
Come scenario, luoghi simbolo: piazze, statue, campi di concentramento, strade, muri e caserme, che fanno da cornice ai volti, agli sguardi e ai gesti di chi vive il presente in quei posti, segnati allo stesso tempo dal ricordo del passato e della modernità, capaci di mostrare euforia e di cadere nella malinconia. Il libro intende rappresentare il clima e la tensione generale che si vive a est, sia nei paesi che fanno già parte della Comunità Europea, sia in quelli confinanti, che vivono uno stato d’attesa.
Il volume, con la prefazione di Giovanna Calvenzi, è stato pubblicato attraverso la campagna di crowdfunding (Novembre 2017) della piattaforma Crowdbooks.



Intervengono:

Letizia Battaglia, Fotoreporter e Direttrice Artistica del Centro Internazionale di Fotografia
Aurelio Angelini, Docente di Sociologia dell’Ambiente al Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo
Stefano Bianchi, Editore e Fondatore della piattaforma Crowdbooks
Davide Camarrone, Scrittore e Giornalista Rai
Delfina Santoro, Curatrice del libro
Heidi Sciacchitano, Direttrice del Goethe-Institut Palermo
Fabio Sgroi, Fotografo e Autore di “Past Euphoria Post Europa”


Per info su Fabio Sgroi clicca qui

Per info sull’evento:
Ufficio Stampa Crowdbooks 
mob: +39 3339023456
sasha@crowdbooks.com

 

Pirelli HangarBicocca: Ambienti/Enviroments di Lucio Fontana fotografati da Lorenzo Palmieri

 Pirelli HangarBicocca: Ambienti/Enviroments di Lucio Fontana fotografati da Lorenzo Palmieri

Amedeo Novelli intervista il fotografo


Abbiamo incontrato Lorenzo Palmieri a Milano dove vive e lavora come fotografo collaborando con diverse realtà editoriali e, soprattutto, con gallerie d’arte e istituzioni museali. Una specializzazione, questa, nata inizialmente più per curiosità che per scelta, ma che nel corso del tempo ha permesso a Lorenzo di farsi apprezzare sempre di più fino a diventare uno dei fotografi di riferimento di questo settore, forse poco noto, ma molto importante e delicato se riferito a un Paese che detiene uno straordinario patrimonio artistico.



Come ti sei accostato a una mostra così importante come Lucio Fontana – Ambienti/Environments all’Hangar Bicocca?

«Premetto che lavoro in Hangar da circa tre anni insieme ad altri colleghi che si occupano della documentazione ufficiale delle mostre per i cataloghi. Io mi occupo prevalentemente di un altro tipo di immagini, concentrandomi soprattutto sul rapporto tra le opere e i visitatori che le fruiscono. In questo caso, trovandomi al cospetto del lavoro di uno dei più importanti esponenti del Novecento italiano, ho osservato gli spazi di Lucio Fontana, guardandoli con “occhi puliti”. Voglio dire che ho cercato per quanto possibile di immedesimarmi in quello spazio immaginario che Fontana ha reso possibile e reale, esattamente come un archeologo alle prese con un reperto antico, con lo stesso identico rispetto e dedizione, cercando di non variare nulla dell’opera originale, dai colori alle proporzioni, alle prospettive».


Potete leggere l’ntervista completa di Amedeo Novelli su Il Fotografo n. 299 in edicola fino al 20 gennaio

Per maggiori informazioni sulla mostra Lucio Fontana – Ambienti/Environments clicca qui

Alla GAM di Palermo la mostra di Henri Cartier-Bresson

FRANCE. Paris. Place de l'Europe. Gare Saint Lazare. 1932.
Henri Cartier-Bresson. Fotografo
21 ottobre 2017 - 25 febbraio 2018
Galleria d’Arte Moderna di Palermo.

Concluse le tappe di Monza, Genova e San Gimignano, i 133 scatti dell’Occhio del secolo sono ospiti alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo. La mostra è stata progettata dallo stesso autore con il supporto di Robert Delpire, il suo editore di fiducia recentemente scomparso.


MEXICO. Mexico City. Prostituées. Calle Cuauhtemoctzin. 1934.

Una lunga e piacevole passeggiata tra molti Paesi europei, Asia, USA, Messico e Francia alla costante ricerca del celebre istante decisivo che ha fatto del fotografo francese una celebrità in tutto il mondo. Si tratta di una grande retrospettiva che pone in primo piano il Cartier-Bresson fotografo, come suggerisce il titolo. In mostra sono proposti alcuni ritratti di grandi artisti e intellettuali dell’epoca come Truman Capote, Ezra Pound e i coniugi Curie, il celebre scatto alla Gare St. Lazare, la serie sulle prostitute messicane e sui funerali di Gandhi.

Fotografie per tutti i gusti che offrono allo spettatore una visione completa della produzione di Cartier-Bresson, sottolineandone la capacità innata di essere sempre al posto giusto nel momento giusto.


Galleria d’Arte Moderna, Via Sant’Anna, 21 – 90133 Palermo

Orari: martedì-domenica ore 9.30-18.30

Tel: 091.84.31.605. E-mail: info@gampalermo.it Web: www.gampalermo.it

Fino al 25 febbraio 2018

Sabato 16 dicembre inaugura Lumen: omaggio di Nino Migliori al capolavoro rinascimentale de Il Compianto di Niccolò dell’Arca.

NINO MIGLIORI
LUMEN
La Cappella dei Pianeti e dello Zodiaco nel Tempio Malatestiano
a cura di Roberto Maggiori

Nino Migliori fotografa dal 2006 sculture e bassorilievi del Medioevo e del Rinascimento, testimonianze di storie lontane, eppure fruite quotidianamente nelle numerose città che ospitano i tanti capolavori presenti nel Bel Paese. Opere dal linguaggio sempre più sfuggente ai nostri giorni, pervasi da una connettività caleidoscopica e chiassosa, dalla produzione, così come dal consumo, immediati. I lavori su cui posa lo sguardo Migliori esprimono significati apparentemente lontani e spesso indigesti alla “cultura” fast, si tratta infatti di opere senza cromie, dalla lenta e meditata realizzazione (e fruizione), immobili, che appaiono spesso agli occhi delle giovani generazioni noiosamente austere, nonostante la complessità e l’anticonformismo che ogni capolavoro naturalmente incarna. L’esperienza possibile oggi di fronte a questi monumenti è inoltre radicalmente diversa da quella esperita originariamente dopo il crepuscolo, date le pervasive condizioni di illuminazione con cui sono offerte al pubblico queste sculture.



Nino Migliori riscopre allora un linguaggio muto attraverso una modalità operativa minimale: l’essenzialità di un’inquadratura frontale e la semplice luce di un paio di candele, un modo per riproporre le opere così come erano percepite nelle meditabonde ore notturne dagli autori, e dalla cultura coeva che le ha generate, in primis quella Prisca Theologia o Philosophia Perennis a cui Sigismondo Malatesta si era ispirato nel progettare il Tempio.

Ancora una volta torna nel lavoro di Migliori l’attenzione alla memoria storica e all’immaginario collettivo, attraverso un’osservazione tesa a rilevare e risignificare la realtà tramite la gestualità, in questo caso l’orientamento di una candela in piena oscurità. Alla contemplazione dello spettatore si affianca così l’azione dell’artista, capace di amplificare i segni espressivi che evocano il fascino del Misterioso e del Meraviglioso, temi cari alla cultura rinascimentale che ha generato il Tempio Malatestiano. Migliori, “disegnando” con il chiaroscuro suggestioni fantastiche, ci trasporta in una dimensione altra, simile a quella sperimentata dai cittadini riminesi che nel 1400 avvicinavano di notte i bassorilievi di Agostino di Duccio al lume di una torcia. Un viaggio a ritroso nel tempo, quando il buio e il silenzio lasciavano spazio all’interiorità, all’immaginazione, all’incanto di una luce viva capace di isolare e animare nel profondo la materia.


NINO MIGLIORI – LUMEN
Inaugurazione sabato 16 dicembre alle ore 18, alla presenza dell’autore
Santa Maria della Vita, via Clavature 8-10, Bologna
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RUGGINE. Una mostra fotografica di Paolo Gotti

RUGGINE.

Una mostra fotografica di Paolo Gotti

Venerdì 15 dicembre alle ore 18.00 inaugura in via Santo Stefano 91/a a Bologna, la mostra fotografica RUGGINE di Paolo Gotti.



Il nuovo progetto espositivo dell’artista bolognese si sofferma su un tema difficile come quello dello scorrere del tempo, intessuto di memorie, separazioni, assenze, rinunce e sogni infranti, attraverso le fotografie dall’alto grado poetico ed emozionale da lui scattate in quarant’anni di viaggi attorno al mondo. Oltre settanta i paesi nei cinque continenti che Paolo Gotti ha visitato e immortalato con la sua fedelissima macchina fotografica analogica.

Attraverso uno sguardo malinconico ma nello stesso tempo intenso e sensibile, scorrono le immagini di una vecchia miniera di sale ai confini della Colombia e di una carriola arrugginita abbandonata in un Brasile non lontano dall’Oceano Atlantico. O ancora la carcassa di un’automobile nel deserto del Sahara, le propaggini di una miniera d’oro che sprofonda duemila metri sotto la terra del Ghana, una finestra rotta di una vecchia fabbrica da qualche parte in Lettonia, un’abitazione corrosa dalla salsedine sul lungomare di Baracoa a Cuba, un relitto di ferro divorato dalla ruggine sugli scogli del Mediterraneo. E si torna in Africa davanti a un pulmino che si è fermato prima di attraversare il confine con il Niger, così come il vecchio autobus silenzioso testimone di migliaia di storie su e giù per le vie di Bangalore in India. Alle due estremità di questo spettro cromatico dell’abbandono, le due facce della stessa medaglia: un carrarmato rimasto solo nel deserto rovente dello Yemen è l’immagine simbolo di ciò che resta della guerra, mentre i resti della nave da crociera “Tropical Dreams” naufragata su una spiaggia delle Filippine diventa la rappresentazione di ciò che resta dei sogni.



Le immagini sono accompagnate da racconti “minimi” di Natascia Ronchetti, giornalista, scrittrice e collaboratrice del Sole 24 Ore e del Venerdì di Repubblica.

In occasione della mostra sarà presentato anche il calendario tematico RUGGINE che racchiude 13 tra le immagini più significative dell’esposizione.


RUGGINE. Una mostra fotografica di Paolo Gotti

16 dicembre 2017 – 6 febbraio 2018
opening 15 dicembre 2017 ore 18.00

via Santo Stefano 91/a, Bologna
da martedì a domenica ore 10-12; 16-19

Ufficio stampa: + 39 349 1250956 | paologotti.press@gmail.com

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Adams, Shore, Goldblatt, Ghirri, Basilico, Jodice e altri 21 grandi fotografi raccontano il paesaggio 

Terre di Uomini

Adams, Shore, Goldblatt, Ghirri, Basilico, Jodice e altri 21 grandi fotografi raccontano il paesaggio 

Palazzo Gromo Losa, Biella

27 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018


La relazione tra l’uomo ed il paesaggio, l’influenza che l’uno esercita sull’altro e le implicazioni di tale relazione nello scatto fotografico sono al centro della mostra Terre di Uomini’, che si terrà a Biella, presso lo splendido Palazzo Gromo Losa, dal 27 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018. Il percorso comprende oltre 70 opere di 27 artisti, tutte provenienti dalla collezione di fotografia contemporanea della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

La mostra, a cura di Chiara Dall’Olio, è l’esito di una collaborazione tra Fondazione Fotografia Modena e Palazzo Gromo Losa srl, rispettive società strumentali di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e di Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.



Il paesaggio è al centro dell’opera dei grandi maestri della fotografia americana: da Ansel Adams, capostipite di questo genere, che nelle sue fotografie evoca la leggendaria ‘ultima frontiera’, a Edward Weston, interprete, negli anni ’30 e ’40, di particolari della natura in chiave estetica e allegorica, per arrivare, negli anni ’60, alle sperimentazioni di Callahan e Siskind che restano tuttavia sempre nel solco tracciato da Adams, della fotografi pura ed elegante. Fondamentale poi la figura di Stephen Shore che immortala la provincia americana finalmente con la pellicola a colori, utilizzata anche da Misrach per agli ampi spazi desertici che richiamano l’attenzione allo sfruttamento della natura effettuato dall’uomo. Lo stesso tema si ritrova nelle periferie industriali di Gossage, così come nei lavori che negli stessi anni ‘80 vanno conducendo anche i fotografi europei. Nel mezzo si collocano autori come White, Caponigro, Bullock e Chappell, interpreti di una fotografia visionaria e contemplativa, che riflette innanzitutto sul posizionamento dell’essere umano nel mondo. L’uomo è anche al centro delle ricerche di Friedlander e di Van Deren Coke, prodotto di una società che è andata sviluppandosi negli anni ’60 e ’70, tenendo ai margini il “diverso”, in nome di un benessere collettivo e di uno sfrenato consumismo, inevitabili conseguenze del capitalismo americano.

Nonostante un territorio naturale affascinante ed estremo che condiziona fortemente la vita quotidiana, gli autori africani non si lasciano ammaliare dalla perturbante bellezza della natura. La fotografia è narrazione di un contesto quotidiano difficile, spesso conflittuale, in cui non c’è spazio per la contemplazione e il paesaggio resta sulla sfondo. La foresta nigeriana sfruttata e inquinata dagli oleodotti di Osodi, le tracce dell’apartheid che hanno segnato anche lembi di terra remota registrate nelle immagini di Goldblatt, o che si riflettono nella vita di tutti i giorni nelle fotografie di Nunn. Anche i cani ritornati randagi dopo essere stati abbandonati dai bianchi in fuga dalle fattorie dopo la fine dell’apartheid, ritratti da Naudé sono un emblema del recente passato sudafricano. Nella periferia di Tangeri ripresa da Barrada c’è tutta la precarietà di una nazione come il Marocco, così come nelle immagini della prima campagna elettorale democratica del Congo fotografata da Tillim nel 2006 la tensione delle piazze è palpabile. Tuttavia, la speranza di un futuro “normale” resiste, come vediamo nelle immagini di Apagya, dove gli adulti si collocano dentro un fondale che è il sogno a occhi aperti di un mondo nuovo.



E in Italia? Il paesaggio italiano è stato da sempre uno dei soggetti più amati dai fotografi nostrani, fin dalle sue origini, un’eredità quasi scontata dal lontano Rinascimento. Difficile, per un autore contemporaneo, liberarsi da un approccio – che poi è una visione – così fortemente radicato, difficile anche solo “immaginare” un paesaggio diverso dal Bel Paese. Sono fotografi come Franco Fontana – che interpreta il mondo in campiture di colore – o come Luigi Ghirri – che volge l’attenzione alla provincia della pianura padana – a dimostrare fin dagli anni ’70 che non esiste solo la bellezza delle coste o delle Alpi italiane. Sulla loro scia, Fossati indaga le rive del Po, che diventano quasi un paesaggio lunare, e Guidi ferma lo sguardo sulle contaminazioni che l’industria ha portato al nostro territorio, segnandolo e in molti casi deturpandolo. Occorre allora allontanarsi, prendere il largo come Mimmo Jodice che, da moderno Ulisse, ricerca nei luoghi del Mediterraneo le radici di una cultura ancora vibrante di forza. Oppure allargare il campo visivo e fare entrare nella fotografia il brulicare dell’attività umana moderna, invisibile ma palpabile presenza nelle fotografie di architetture di Basilico, colorata e invasiva massa nei paesaggi alpini di Niedermayr, che ormai hanno perduto per sempre il fascino selvaggio, la wilderness tanto amata da Ansel Adams, tanto che la fotografia stessa non può più essere unica, ma è frammentata in più cornici, spezzata come lo sguardo contemporaneo.


Terre di Uomini. Adams, Shore, Goldblatt, Ghirri, Basilico, Jodice e altri 21 grandi fotografi raccontano il paesaggio 

Palazzo Gromo Losa, Biella

27 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018

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Arrivano i Paparazzi! Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi in mostra fino al 7 gennaio

Alison Jackson, Marilyn undressing for JFK.jpg © Alison Jackson

Dal 13 settembre, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia propone la mostra “Arrivano i Paparazzi! Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi, a cura di Walter Guadagnini e Francesco Zanot, che sarà visitabile fino al 7 gennaio 2018.


Walter Chiari e Tazio Secchiaroli1958.jpg
©Lazio Secchiaroli/David Secchiaroli

La mostra si compone di centocinquanta immagini che raccontano l’epopea della “fotografia rubata”, da la Dolce Vita a oggi, in Italia e nel mondo, dove il mondo è soprattutto, anche se non solo, quello dello scandalo e del gossip. “Sono fotografie che hanno segnato per sempre la percezione popolare dei personaggi pubblici, attori, cantanti, politici – commentano i curatori – Donne soprattutto. ‘Rubate’ dei momenti privati, quando, smessa la maschera del ruolo, ridiventano persone (quasi) qualsiasi.

In mostra, fra i Vip e le Star di ieri e di oggi, troviamo Anita Ekberg, Marilyn Monroe, Jackie Kennedy, Lady D, Sofia Loren, Brigitte Bardot con scatti di famosi fotografi come Tazio Secchiaroli, Marcello Geppetti, Ron Galella, Lino Nanni e progetti fotografici di artisti contemporanei come Alison Jackson, Ellen von Unwerth e Armin Linke.


Agenzia Dufoto, Sofia Loren all’aeroporto di Ciampino,1961.jpg

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia

Arrivano i Paparazzi! Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi

a cura di Walter Guadagnini e Francesco Zanot

dal 13 settembre 2017 al 7 gennaio 2018

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Il Vecchio Forno Bassini riapre ospitando “Surrealisme Perugino” di Maurizio Galimberti

SURREALISME PERUGINO BY MAURIZIO GALIMBERTI

IL VECCHIO FORNO BASSINI

CITTÀ DELLA PIEVE (PG) 

dal 4 al 15 dicembre 2017

 

Il vecchio forno Bassini di Città della Pieve (PG) – diventato un laboratorio di ricerca sulla fotografia classica e contemporanea – ha riaperto ospitando la mostra fotografica “Surrealisme Perugino” by Maurizio Galimberti.



Grazie a un intervento di restauro sostenibile fortemente voluto da Attilio Maria Navarra e realizzato da Italiana Costruzioni, il vecchio forno Bassini è stato trasformato in un laboratorio di cultura fotografica, un centro di ricerca e approfondimento sulla fotografia classica e contemporanea, con particolare attenzione alla luce, al territorio, all’identità antropologica e geografica dei luoghi.

La mostra di Maurizio Galimberti non è una scelta casuale per l’inaugurazione del  laboratorio fotografico – ha dichiarato Attilio Maria Navarra, Presidente di Italiana Costruzioni – La rilettura delle opere d’arte del Perugino con la polaroid ha reso contemporanei gli affreschi del Grande Maestro, catturandone movimento e dinamismoI mosaici dell’artista milanese, infatti, valorizzano l’identità di questo luogo e sposano appieno il progetto nato con l’obiettivo di promuovere la cultura fotografica, facendo rivivere le atmosfere di un tempo” – ha concluso Navarra.



Con la sua tecnica unica, Maurizio Galimberti ha reinterpretato alcuni tra i più grandi capolavori del Perugino presenti in Umbria. La grandezza dell’artista milanese è quella di riuscire a catturare e a leggere in un’ottica del tutto nuova ed originale gli affreschi rinascimentali.  I magnifici mosaici realizzati con la Polaroid, infatti, introducono in un mondo surreale in cui le forme, i colori, le espressioni risultano esaltati. L’autore si è ispirato alla fotografia del Bauhaus, è stato molto attratto dal futurismo, dal “Nudo che scende le scale” di Duchamp.

Il lavoro di Galimberti rilegge la storia e la propria contemporaneità attraverso la Polaroid, definita dal fotografo uno strumento epocale, perché testimone di un momento preciso di storia. I “Mosaici” costituiscono una ricerca progettuale di rilettura di opere d’arte, con l’obiettivo di “suonare” la musica degli affreschi di Città della Pieve, spezzando le immagini – come dice l’autore – con lo scatto senza però ritagliarle.


 

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