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William Klein a Milano | 17 giugno–11 settembre | Palazzo della Ragione

MILANO
PALAZZO DELLA RAGIONE FOTOGRAFIA
17 GIUGNO – 11 SETTEMBRE 2016

 WILLIAM KLEIN
“Il mondo a modo suo”

 A cura di Alessandra Mauro

Era come se fossi un etnografo: trattavo i newyorkesi come un esploratore avrebbe trattato uno zulu, cercando lo scatto più crudo, il grado zero della fotografia.

William Klein


unnamedDal 17 giugno all’11 settembre 2016, Palazzo della Ragione Fotografia di Milano ospita la mostra William Klein: il mondo a modo suo che ripercorre il suo articolato percorso artistico, iniziato oltre 60 anni fa proprio a Milano.

Genio innovatore e trasgressivo della fotografia internazionale, William Klein nella sua vita ha praticato di tutto, dalla grafica alla pittura, alla fotografia, al cinema, alla scrittura.

La rassegna, curata da Alessandra Mauro, promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo della Ragione, Civita, Contrasto e GAmm Giunti, con il patrocino del Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano, presenta oltre 150 opere originali, alcune delle quali di grande formato, tutte provenienti dall’archivio personale del fotografo, accompagnate da nuove installazioni espressamente concepite per questa esposizione, ma anche da estratti dei suoi filmati, da alcune gigantografie e da una selezione delle pellicole che ha diretto.

La mostra è divisa in nove sezioni che accompagnano il visitatore in un itinerario che tocca le città fotografate da William Klein in tutta la sua carriera, anche attraverso i diversi mezzi espressivi di cui si è servito.

Il percorso espositivo muove dalle Prime opere, lavori astratti realizzati dal fotografo americano quando, ancora appartenente alla corrente hard edge, stile pittorico caratterizzato da bruschi e netti contrasti geometrici tra diverse aree di colore, cominciò a operare come artista sperimentale e concettuale proprio a Milano; si passa quindi alla sezione dedicata a New York, un racconto visivo straordinario della sua città e uno dei lavori più importanti dell’intera storia della fotografia.

Si va poi a Roma le cui immagini restituiscono la sua ricognizione fatta in compagnia di Fellini, Pasolini e Moravia, tra il 1956 e il 1957.

Due ampie sezioni sono dedicate anche a Tokyo e Mosca, altre metropoli oggetto dei suoi libri, per poi arrivare al racconto di Parigi, città in cui Klein vive da diversi anni. Segue la parte dedicata alla Moda, ambito nel quale è riconosciuto come grande innovatore.

Nel corso della sua carriera Klein ha realizzato anche diversi Contatti dipinti, in cui la commistione di pittura e fotografia trova espressione nel gesto dell’autore che sceglie, tra i vari provini a contatto, l’immagine da ingrandire e la contorna di segni grafici forti e unici.

La mostra si chiude idealmente con la sala dedicata ai Film, dove sarà proiettato un estratto di 30 minuti delle principali pellicole che ha diretto.

Catalogo Contrasto – GAmm Giunti.

William Klein: il mondo a modo suo arricchisce il programma espositivo di Palazzo della Ragione Fotografia e segue le monografiche dedicate ai grandi interpreti della fotografia internazionale quali Sebastião Salgado, Walter Bonatti, Edward Burtynsky, Herb Ritts e il progetto di Italia Inside Out.

William Klein

Nato a New York nel 1928 da una famiglia ebrea di origine ungherese, William Klein all’età di 18 anni passa due anni nell’esercito d’occupazione e si stabilisce poi a Parigi per diventare pittore. Nel 1954 torna a New York e lavora a una sorta di diario fotografico che uscirà due anni dopo in un volume disegnato dallo stesso autore, Life is Good & Good for You in New York, che gli varrà il premio Nadar. Raggiunge Fellini a Roma per fargli da assistente. Alla fine degli anni ’50 si avvicina al cinema al quale si dedicherà in maniera esclusiva per alcuni anni realizzando diversi film. Negli anni ’80 torna alla fotografia e pubblica numerosi libri. Il suo lavoro viene esposto in tutto il mondo e riceve molti premi e riconoscimenti. Innumerevoli i lavori, i libri, i progetti realizzati da questo poliedrico e instancabile artista.


INFO

Palazzo della Ragione FotografiA, Milano, Piazza Mercanti, 1

Orari  

martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 20.30

Giovedì e sabato 9.30 – 22.30

Chiuso lunedì

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Tel: + 39 0243353535

Web: www.palazzodellaragionefotografia.it

 

“Sony Global Imaging Ambassadors”: nominati quattro fotografi per l’Italia

Cameroon, © Alfredo D'Amato

Sono quattro i primi fotografi italiani entrati a far parte del programma internazionale Sony Global Imaging Ambassadors, lanciato nel 2014, che vede Sony collaborare con alcuni dei più brillanti e talentuosi artisti contemporanei della fotografia in tutto il mondo, diversi sia per stile sia per provenienza geografica, sotto l’egida della qualità e della bellezza della fotografia.

Gli Ambassador per l’Italia sono Alfredo D’Amato, Luigi BaldelliAlessandro Grassani e Amedeo Novelli, fotografi professionisti con anni di lavoro in Italia e all’estero e collaborazioni con prestigiose riviste nazionali e internazionali, ognuno con una personale identità stilistica e visione della fotografia e del mezzo fotografico.

j5vhnrv32bcamq4pkghuAttraverso questo programma, Sony sostiene i fotografi a livello sia nazionale sia globale: da un lato mette a loro disposizione le proprie competenze tecnologiche e offre loro la possibilità di provare in anteprima i prodotti più innovativi; dall’altro, condivide le loro opere sul sito https://imagingambassadors.sony.net/, per creare uno “storytelling per immagini”, uno straordinario archivio di storie dal mondo che raccontano il presente.

“Il ruolo del fotografo ha una forte valenza culturale e sociale, poiché, nella sua poetica, deve essere portatore di valori etici, capaci di elevare la fotografia a forma d’arte e strumento di comunicazione e informazione. Elementi cui Sony tiene in modo particolare nella sua posizione non solo di produttore, ma anche di azienda impegnata nel sostegno al mondo della fotografia, come dimostrato dalla partnership con World Photography Organization per Sony World Photography Awards, il più grande concorso di fotografia a livello internazionale, giunto quest’anno alla sua nona edizione”, dichiara Stéphane Labrousse, Country Head di Sony in Italia. “Sono felice di poter annunciare oggi l’ingresso di quattro fotografi italiani nel programma Sony Global Imaging Ambassador perché credo sia importante che anche l’Italia sia rappresentata, soprattutto alla luce del grande valore riconosciuto ai fotografi italiani in ambito internazionale. Tra l’altro, Alessandro Grassani è stato anche tra i vincitori di Sony World Photography Awards.”

Alfredo D’Amato crede nel potere emotivo di ogni progetto a lungo termine che nasce da un interesse personale, da un profondo pensiero interiore o da un evento particolarmente toccante. Questo appare evidente nelle fotografie ambientate nella foresta camerunense: si trovava lì per illustrare la vita dei rifugiati dell’Africa centrale, ma è stato poi attratto dallo sfruttamento massivo della foresta per fini commerciali e ha perciò trascorso tre mesi a fianco delle popolazioni indigene che gli hanno aperto le porte della foresta, supportandolo nel suo lavoro di reportage. “Per me la fotografia è un linguaggio visivo e un modo personale per esprimere emozioni e rappresentare le persone, l’ambiente e gli avvenimenti – afferma D’Amato – Per questo, il fotografo ri-rappresenta la realtà secondo il proprio linguaggio”. Link: http://www.alfredodamato.com/

Cameroon, © Alfredo D'Amato
Cameroon, © Alfredo D’Amato

Luigi Baldelli è un fotoreporter noto per l’attenzione e la sensibilità a tematiche sociali. Dalla condizione dei rifugiati alla siccità in Africa, dalla guerra in Afghanistan al Movimento Sem Terra in Brasile, dal dramma dell’epidemia di ebola in Sierra Leone fino ai narcos in Messico al centro dei suoi reportage Baldelli mette sempre l’uomo. “Umanità, rispetto e verità”, così sintetizza il senso del proprio lavoro. “La fotografia non mi offre risposte ma suscita riflessioni e interrogativi”. Link: http://luigibaldelli.photos/

Alessandro Grassani interpreta attraverso i propri scatti la faticosa sopravvivenza di una umanità lontana dai riflettori: “Questa è la mia aspirazione personale: lasciare la mia testimonianza nella costante ricerca di quella perfetta combinazione tra bellezza e verità che chiamiamo arte”, racconta. Fra i suoi più recenti progetti “Unexpected loneliness” (2015), riflessione sulla solitudine in cui vivono gli abitanti della sua città, Milano, e “Postcards from the Alps”, tutt’ora in corso, in cui documenta il cambiamento del paesaggio alpino per effetto della crisi degli sport invernali e del riscaldamento globale. Link: www.alessandrograssani.com

Amedeo Novelli, fondatore e direttore di Witness Journal, in campo fotografico è impegnato in numerose attività, dalla partecipazione a progetti di formazione sociale a collaborazioni con importanti brand internazionali. “Tutto ciò che riguarda l’uomo mi interessa, dalle sue emozioni al rapporto con l’ambiente” – precisa – “Se fossi costretto a dare una definizione della mia fotografia, userei probabilmente il termine sociale, anche se in un senso molto ampio”. Uno dei suoi ultimi lavori si intitola, infatti, “Metropolitan Solitude“ ed è scandito da volti anonimi e architetture urbane. Link: http://www.amedeonovelli.com/

Il programma Sony Global Imaging Ambassadors è ideato in collaborazione con l’organizzazione internazionale World Photography Organisation (WPO), nota in particolare per organizzare, oltre a numerosi eventi e attività legati al mondo della fotografia, i Sony World Photography Awards, la più grande competizione fotografica la mondo.


Informazioni biografiche 

Luigi Baldelli ha documentato i più importanti eventi internazionali a partire dal 1989 (la fine dei regimi totalitari nell’Europa dell’Est, la rivoluzione in Romania, il Libano, la Guerra del Golfo, la guerra nell’ex Jugoslavia, la crisi dell’Albania, la guerra civile in Afghanistan, le situazioni sociali e politiche nei paesi del Medio Oriente, le guerre e le carestie in Africa). Nel 1995 inizia a collaborare con Ettore Mo, inviato speciale del Corriere della Sera, realizzando più di 150 fotoreportage in Afghanistan, India, Medio ed Estremo Oriente, Europa dell’Est, Africa, ex Unione Sovietica, America Latina. I suoi fotoreportage sono stati pubblicati dai maggiori quotidiani italiani e stranieri (Time, Newsweek, Sette del Corriere della Sera, The Guardian, Panorama, Blanco e Negro, D di Repubblica, Indipendent, Io donna, Der Spiegel, Epoca, Il Venerdì di Repubblica) e le fotografie esposte in mostre personali e collettive, in Italia e all’estero.

Alfredo D’Amato, classe 1977,ha studiato Arte, Media e Design al London College of Printing e in seguito si è laureato presso l’Università del Galles (Newport, UK). Lavora principalmente su progetti a lungo termine in Europa occidentale e orientale, Africa e Sud America, con un interesse particolare per i paesi di lingua portoghese, dove si interessa delle interrelazioni fra le origini africane e l’influenza occidentale. I suoi scatti sono stati pubblicati da molti giornali e riviste internazionali, ha lavorato con diverse organizzazioni non governative, tra cui l’UNHCR e UNICEF; ha vinto prestigiosi premi come l’Observer Hodge Award. Nel 2010 pubblica “Cocalari” (Edizioni Postcart), la sua prima monografia fotografica. Attualmente sta lavorando ad un nuovo progetto in paesi lusofoni dell’Africa e del Brasile. La sua opera è parte della collezione permanente del George Eastman House Museum a Rochester, New York.

Alessandro Grassani, nato nel 1977, ha lavorato in oltre trenta Paesi per raccontare importanti eventi della storia contemporanea. I suoi lavori sono premiati, esposti e riconosciuti a livello internazionale. Lavora, tra gli altri, con il The New York Times e L’Espresso e collabora con ONG e organizzazioni come Medici del mondo e OIM, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Ha vinto numerosi premi tra cui Sony World Photography Awards 2012, Days Japan International Fotogiornalismo Awards, Premio Fotografia Umanitaria Luis Valtueña e Premio Internazionale Luchetta. Le sue fotografie sono state esposte in tutto il mondo, alle Nazioni Unite, al Museo dell’Immigrazione del Palais de la Porte Dorée di Parigi, alla Royal Geographical Society di Londra e al Centro for Climate Governance di Venezia.

Amedeo Novelli, classe 1970, genovese di nascita, inizia la sua carriera come giornalista nel 1993, prima come freelance, poi ricoprendo diversi ruoli all’interno delle redazioni fino a diventare direttore responsabile. Nel 2007 torna del tutto al suo primo amore, la fotografia, che coniuga con la lunga esperienza giornalistica all’interno dei progetti online FotoUp e Witness Journal. La sua attività fotografica si divide da sempre tra servizi editoriali e progetti di comunicazione corporate. Lo scorso anno ha realizzato per la redazione di Expo il progetto Expo People, oltre 160 tra interviste e ritratti pubblicati sul magazine ufficiale dell’Esposizione universale. Insieme ad altri 7 fotografi ha recentemente partecipato al progetto Express Your Art curato dalla redazione della rivista EyesOpen, che sarà in mostra al MuMac dal 30 maggio prossimo.

Milano, Officine dell’Immagine: inaugurazione Jalal Sepehr | Giovedì 26 maggio ore 19

Milano, Officine dell’Immagine

Dal 26 maggio al 9 luglio 2016

 Jalal Sepehr
As far as the eye can see

a cura di Silvia Cirelli

Inaugurazione: giovedì 26 maggio, ore 19

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Dal 26 maggio al 9 luglio 2016, Officine dell’Immagine di Milano ospita la prima personale italiana di Jalal Sepehr (Teheran, 1968), uno degli autori più interessanti della scena contemporanea iraniana.

Curata da Silvia Cirelli, la mostra rappresenta un’importante occasione per esplorare il percorso artistico di questo talentuoso e poliedrico interprete, raccogliendo una selezione di opere mai esposte in Italia.

Già apprezzato nel panorama artistico internazionale, Jalal Sepehr negli ultimi anni ha saputo distinguersi con una personalissima impronta espressiva, capace di catturare le ambivalenze e le complessità del tessuto sociale iraniano, e soprattutto mostrandone le multiformi contraddizioni. Perennemente in bilico fra ricerca di modernità e bisogno di salvaguardia della tradizione, l’Iran rimane uno dei paesi mediorientali di maggior fascino, e la sua articolata e composita struttura socio-culturale, paradossalmente si contraddistingue per una vivacità creativa fra le più straordinarie del panorama contemporaneo.

Dopo varie mostre in più paesi d’Europa, Jalal Sepehr arriva finalmente in Italia con As far as the eye can see, un progetto espositivo che ripercorre la sintesi poetica degli ultimi dieci anni di questo eclettico artista, concentrandosi soprattutto su quelle serie fotografiche e su quelle modalità stilistiche che più significativamente hanno segnato la sua unicità lessicale, come ad esempio l’utilizzo del tappeto persiano come tratto distintivo.

L’esposizione si apre con la recente serie Red Zone (2015), un progetto d’intensità quasi lacerante, che svela la dimensione intima di un popolo – non specificatamente iraniano, ma mediorientale in generale – costretto a vivere in una quotidianità in allarme, in una red zone per l’appunto, dove la minaccia e il pericolo sono i soli e fedeli compagni di viaggio. Su di un lungo camminamento, fatto di splendidi tappeti persiani, ora un enorme masso caduto dal cielo, ora una violenta tempesta di sabbia, o un aereo che ha appena preso il volo, sembrano puntualmente ostacolare il passaggio, rendendo difficile una qualsiasi via di fuga.
Il tappeto torna come elemento centrale anche nell’ambientazione surreale di Water and Persian Rugs, del 2004, diventando invece un ponte immaginario fra passato e presente, una magnetica superficie scivolosa che si è obbligati ad attraversare, se si vuole davvero essere protagonisti del proprio tempo, senza aver troppa paura dell’inaspettato. Seguono poi la suggestiva serie Knot del 2011 e l’opera Girl and the Mirror del 2010, realizzate entrambe tra le mura e le caratteristiche cupole di argilla della splendida antica città di Yazd, nell’Iran centrale. Chiude infine la mostra, l’ultimo progetto fotografico di Sepehr, Color As Gray (2014-2016), che con elegante fragilità s’interroga sulla drammatica realtà della guerra, ormai elemento quotidiano in molti paesi mediorientali. Una triste testimonianza di quanto le ferite di questi conflitti non riescano mai a cicatrizzarsi.


NOTE BIOGRAFICHE
Jalal Sepehr è nato a Teheran (Iran) nel 1968, dove attualmente vive e lavora. Ha iniziato a fotografare nel 1995, imparando da autodidatta. Dopo un’esperienza di tre anni in Giappone, Sepehr torna in Iran, dove fonda il sito Fanoos Photo insieme al fotografo Dariush Kiani. Al suo attivo ha numerose partecipazioni in mostre e Festival internazionali, come Pulso Iraniano al Oi Futuro di Rio de Janeiro (2011); il PX3 Festival (Francia), il Peking Art Photography Festival (China), l’Australian Photography Festival di Sydney (2014) o l’International Photo Festival in Belgio (2009).

Milano, Officine dell’Immagine

Jalal Sepehr | As far as the eye can see
a cura di Silvia Cirelli

 

26 maggio – 9 luglio 2016

inaugurazione: giovedì 26 maggio, ore 19

 

Officine dell’immagine, via Atto Vannucci 13 Milano

info: tel. +39 02 91638758www.officinedellimmagine.it info@officinedellimmagine.it

Ingresso libero

Orari: martedì – venerdì: 15 – 19, sabato 11 – 19; lunedì e giorni festivi su appuntamento.

 

Catalogo in galleria

EYE IN THE SKY. ZENIT di Massimo Sestini. Da luglio, la mostra a LABOTTEGA/PIETRASANTA

Massimo Sestini Fenicotteri, Puglia, 2016

Motivi astratti e pattern unici nelle immagini realizzate in volo e al volo, a 2.000 piedi di altezza

Coste e fondali d’Italia; ulivi secolari e campi di pomodori; lagune rosse e visioni notturne di scorci urbani. Elementi eterogenei mostrati da una prospettiva assolutamente peculiare, si trasformano in pattern unici e motivi quasi astratti nelle immagini di Massimo Sestini.

Massimo Sestini Fenicotteri, Puglia, 2016
Massimo Sestini Fenicotteri, Puglia, 2016

Dal 9 luglio fino al 28 agosto, in mostra a LABottega, spazio dedicato alla fotografia di Marina di Pietrasanta, le immagini del famoso fotografo toscano realizzate da un elicottero a 2.000 piedi. Una lontananza che, per paradosso, aiuta a scoprire particolari del nostro quotidiano che altrimenti rimarrebbero ignorati. E’ proprio la prospettiva aerea a conferire loro una nuova visibilità e a mostrarne la varietà strutturale. La mostra è a cura di Livia Corbò, giornalista e curatrice di mostre, si occupa di fotografia da oltre 20 anni, come photo editor in diversi testate (GQ, Amica, Condé Nast Traveller). EYE IN THE SKY, il titolo della esposizione.

Massimo Sestini

In oltre 30 anni di carriera, Massimo Sestini ha raccontato la Cronaca e le storia italiana. Paparazzo, fotogiornalista, famoso per l’abilità in travestimenti, nascondigli, voli in elicottero e scatti rubati. Celebre come le sue foto.
Nato a Prato (Firenze) nel 1963. Autodidatta, comincia fotografando concerti rock e la cronaca per i quotidiani locali. I primi scoop a metà anni Ottanta. Con lo scatto dell’attentato al Rapido 904 ottiene la sua prima copertina su Stern.
Da quel momento, oltre a seguire la cronaca, fondando l’Agenzia omonima, si dedica sia ai grandi avvenimenti d’attualità, che alle foto “rubate” ai personaggi pubblici. È l’inizio della sua carriera di Paparazzo. L’approccio non cambia: essere sulla notizia, qualunque sia il mezzo per arrivarci. È il solo a riprendere il primo, clamoroso, bikini di Lady D; ma sarà anche testimone della tragedia della Moby Prince, e autore delle foto dall’alto degli attentati a Falcone e a Borsellino. Negli anni Novanta, collabora con le principali agenzie e newsmagazine.
Le foto aeree diventano una costante: arrivano le esclusive del Giubileo del 2000, del G8 a Genova, dei funerali di Papa Wojtyla.

Massimo Sestini, Barca Da Pesca, 2016
Massimo Sestini, Barca Da Pesca, 2016

Dal 2000 Massimo Sestini inizia a concentrare la sua ricerca visiva sulla prospettiva zenitale, scattando fotografe da un punto perfettamente perpendicolare al soggetto ritratto. Questa tipologia di immagini lo porta a cambiare il suo approccio alla fotografa e a intraprendere diversi progetti seriali a lungo termine. Il 2014 rappresenta un punto di svolta in questa direzione: Massimo Sestini, che già collabora con la Marina Militare Italiana, quell’anno ha l’opportunità di essere testimone dell’Operazione Mare Nostrum, organizzata dal governo italiano per soccorrere e trarre in salvo migranti e rifugiati che rischiano la vita attraversando il Mar Mediterraneo. Il 7 giugno, dopo molti giorni di tempesta, l’equipaggio della Fregata Bergamini avvista un barcone stipato di gente, Sestini lo sorvola con l’elicottero e riesce a scattare la Mare Nostrum, 2014, fotografia selezionata tra le Top 10 images of 2014 da TIME, con la quale vince un World Press Award 2015 nella categoria General News. Partecipa al MIA Photo Fair 2015 e 2016 e si aggiudica la prima edizione del Premio Gatti come migliore stand.

Massimo Sestini Riserva Naturale di Margherita dii Savoia, Puglia, 2016
Massimo Sestini Riserva Naturale di Margherita dii Savoia, Puglia, 2016

La prospettiva zenitale diventa protagonista delle ultime ricerche di Massimo Sestini. Le immagini del progetto Zenit, visibile in questa esposizione, sono realizzate da un elicottero a oltre 2000 metri di altezza. E’ proprio la prospettiva zenitale a conferire una nuova visibilità a particolari del nostro quotidiano che altrimenti rimarrebbero ignorati.

Nonostante le immagini diano un senso di realtà congelata in un rigido istante, sono state scattate muovendosi a 200 chilometri orari, per evitare l’effetto sfocatura sopra l’obiettivo causato dalla bolla di calore prodotta dal motore dell’elicottero se, a velocità nulla, stazionasse in volo. E’ solo grazie ai molti anni di esperienza se Massimo Sestini, in bilico fuori dal portellone di un elicottero in movimento, è in grado di catturare visioni così nitide del mondo in un’originale chiave di lettura attraverso un solo e preciso punto di vista, lo Zenit.


Dove: Marina di Pietrasanta (Lucca) – viale Apua, 188

Vernissage: sabato 9 luglio 2016 ore 18:00

Quando: dal 9 luglio al 28 agosto 2016

Orario di apertura: dalle 17:30 alle 24:00 / chiusura: martedì /// Ingresso libero

Info: www.labottegalab.com – info@labottegalab.com – tel.058422502 / mobile: 3496063597

Lectio magistralis di Lelli e Masotti | Martedì 31 maggio

AFIP INTERNATIONAL

MARTEDÍ 31 MAGGIO, ORE 19.00
SILVIA LELLI E ROBERTO MASOTTI

IN CONVERSAZIONE ALLA TRIENNALE DI MILANO

PER LE LECTIO MAGISTALIS DEI PIÙ IMPORTANTI FOTOGRAFI ITALIANI

Una serie di eventi organizzati dall’AFIP International – Associazione Fotografi Italiani Professionisti in collaborazione con CNA Professioni

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Raccontano ininterrottamente dal 1974 tutto ciò che anima la scena delle arti performative in Italia e all’estero: passando senza soluzione di continuità dal teatro al rock, attraverso la musica colta, opera, balletto. Silvia Lelli e Roberto Masotti, compagni di vita e sul lavoro, raccontano la loro straordinaria esperienza professionale nel corso di un nuovo appuntamento con le Lectio Magistralis organizzate da AFIP, in agenda alla Triennale di Milano martedì 31 maggio alle ore 19.00.

Lelli e Masotti condividono con il pubblico la Magia della scena: questo il titolo di un dialogo che vede la coppia riportare le emozioni e le suggestioni di oltre trent’anni vissuti da fotografi di spettacolo, per il Teatro alla Scala di Milano come per altre importanti istituzioni italiane e straniere. A loro il compito di rendere il rapporto intimo e delicato tra fotografia e musica, fotografo e artista, nell’equilibrio tra il rispetto per la performance e il gusto per una ritrattistica che sa mettere a nudo le emozioni e i sentimenti dei diversi soggetti come dei generi di spettacolo.

Centinaia i mostri sacri immortalati, nel corso degli anni, dalla coppia – memorabile il loro lavoro sugli Area e Demetrio Stratos – a tu per tu con i vari Dario Fo, Bob Wilson, Carla Fracci, Claudio Abbado, Riccardo Muti, Keith Jarrett, John Cage, ma anche Lucio Dalla, Claudio Lolli, Francesco Guccini, Franco Battiato. Per un atlante ideale che dalle leggendarie prime della Scala al teatro sperimentale degli Anni Settanta segue l’affascinante avventura delle arti performative nel nostro Paese.
Diretta streaming su: http://www.afipinternational.com/diretta-video-streaming.html

L’iniziativa Lectio magistralis di fotografia e dintorni è promossa da AFIP International e CNA Professioni, realizzata in collaborazione con La Triennale di Milano, il Maxxi – Museo Nazionale delle Arti del XII secolo di Roma, GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionale), Milano Photofestival e con il contributo di Epson, Canon, Nikon.

Oltre a ciò, l’attività dell’AFIP International si concretizza in una serie di eventi quali conferenze, mostre e attraverso la pubblicazione di un blog dove vengono segnalati gli eventi più interessanti e sono discussi i temi e gli argomenti legati alla professione della fotografia.


Note biografiche

Lelli e Masotti, sigla creata in occasione della collaborazione con il Teatro alla Scala a partire dal 1979, riunisce due fotografi d’arte e spettacolo internazionalmente riconosciuti: Silvia Lelli e Roberto Masotti. Nati a Ravenna hanno entrambi terminato gli studi a Firenze. Si sono trasferiti a Milano nel 1974. Da allora operano esplorando le performing arts e le musiche soprattutto, producendo fotografie e organizzandole in esposizioni, installazioni  e pubblicazioni. Hanno sviluppato un’attitudine per la scena e lì si sono espressi in più occasioni anche tramite il video verso l’interdisciplinarietà. In mostre recenti si sono dedicati ai direttori d’orchestra, alle musiche, al pianoforte, alla natura, al paesaggio e ai teatri in Italia. Il loro vasto archivio è fonte inesauribile per l’editoria e la produzione discografica. Loro opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Attive sono collaborazioni con le maggiori istituzioni musicali europee come Salzburger Festspiele, Filarmonica della Scala, Ravenna Festival. La mostra Musiche, vedere come sentire inaugurerà il 30 giugno prossimo alla Galleria Nazionale dell’Umbria  a Perugia.

 Lectio Magistralis di Fotografia e dintorni

Triennale di Milano (viale Alemagna 6), Salone d’Onore

Martedì 31 maggio, ore 19.00

Ingresso gratuito (fino esaurimento dei posti)

Foto di Note | 18-19 giugno 2016 | Ascoltare la fotografia, vedere la musica

Nox - foto Jacopo Baboni Schilingi

Testo a cura di Alessandro Curti


Cernusco sul Naviglio, graziosa cittadina alle porte di Milano, si veste d’arte e accoglie la nuova estate con un grande evento culturale: due giorni di esposizioni, concerti, performance live, incontri con fotografi, workshop e molto altro. Il festival Foto di Note, curato da Leonello Bertolucci e organizzato dall’associazione Talenti in Circolo, ha come obiettivo principale quello di scandagliare a fondo gli intrecci che esistoFOTO_DI_NOTE_presentazioneno tra fotografia e musica per valorizzare i punti in comune e scoprire nuove forme di partecipazione. Ascoltare la fotografia e vedere la musica: queste le parole chiave di un evento itinerante che si svilupperà all’interno di affascinanti location, come le antiche ville Alari Visconti e Biancani Greppi, il teatro, la vecchia filanda, la biblioteca e le piazze della città. Varie sono le mostre in programma, accompagnate da interventi e conferenze di esperti di fotografia, tra i quali il nostro direttore Denis Curti.
Durante il festival, l’Istituto Italiano di Fotografia organizzerà un set fotografico all’interno del quale saranno ritratti tutti coloro che si presenteranno con uno strumento musicale.


Schede mostre
Dear Mister Fantasy di Carlo Massarini. Lo storico conduttore televisivo e giornalista, noto al grande pubblico per aver creato dagli anni Sttanta in poi format indimenticabili (Per voi giovani, Mister Fantasy, MediaMente e Cool Tour), ha sviluppato un percorso fotografico ricco di volti e di protagonisti della musica italiana e internazionale: sono immagini che documentano eventi e che ritraggono le star della storia della musica, dal concerto dei Rolling Stones a Hyde Park (1969) all’epopea di Mister Fantasy.

Lucio Dalla - Carlo Massarini
Lucio Dalla – Carlo Massarini

Nox, di Jacopo Baboni Schilingi. Il noto compositore italiano – residente a Parigi – ha sviluppato un progetto fotografando gli spartiti musicali delle sue grandi composizioni che poi dirige in teatro con un azzeccato mix di musica lirica ed elettronica. Una particolarità: il pentagramma, le note e la musica sono scritti direttamente sui corpi e sulla pelle dei soggetti ritratti.

Nox - foto Jacopo Baboni Schilingi
Nox – foto Jacopo Baboni Schilingi

Vanishing Cover di Pierpaolo Pitacco. È un progetto concettuale giocato con toni onirici in cui l’autore, attuale art director di Rolling Stone e in passato di Elle Italia e IODonna, utilizza la fotografia in Digital Polaroid per rubare immagini nel tempo e nei ricordi, affetti intimi legati al suo personale percorso di ascolti musicali. Pitacco immortala le copertine di vecchi e memorabili vinili per ricordare l’importanza fisica e tattile della nostra arte.

Negramaro, il calendario di Daniele Coricciati. I Negramaro decidono di isolarsi per un mese all’interno di una masseria salentina, escludendosi dal mondo in un ritiro creativo dedicato al nuovo materiale musicale. In questa esperienza sono osservati dal loro amico e fotografo di fiducia Daniele Coricciati. A emergere sono una serie di ritratti in bianco e nero colti durante momenti di gioco, di attività in cucina e di ideazione dei nuovi pezzi.
Esposti, una serie di scatti che conducono lo spettatore a vivere questo singolare esperimento fatto di ermetismo e creatività.

Negramaro, il calendario - foto Daniele Coricciati
Negramaro, il calendario – foto Daniele Coricciati

Max Casacci e i Subsonica, di Rossano Ronci. L’autore ha seguito a lungo Max Casacci e la sua band in tournée all’interno dello studio di registrazione e per le strade di una Torino affascinante e densa di stimoli artistici. Il lavoro di Rossano Ronci, sviluppato in bianco e nero, è un ritratto a 360 gradi di un grande personaggio non solo dello scenario musicale italiano, ma anche della poesia e dell’arte in tutte le sue espressioni.

Scratches, di Mattia Zoppellaro. Al pubblico è proposta una selezione dei suoi ritratti più celebri, realizzati per note testate musicali in giro per il mondo. Dalle immagini traspare una particolarissima intesa tra fotografo e soggetto che nasce dall’invidiabile capacità di entrare in sintonia con il soggetto che si pone dinnanzi all’obiettivo. I suoi scatti appaiono il risultato di una ricerca intima tra i protagonisti del racconto.

Damon Albarn
Damon Albarn

Info:
Foto di Note | 18-19 giugno 2016
Cernusco sul Naviglio
Web: www.fotodinote.it
Email: info@talentiincircolo.it

Proposta FIAF: Nasce il progetto fotografico “Tanti per Tutti” per indagare il mondo del volontariato in Italia

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TANTI PER TUTTI. VIAGGIO NEL VOLONTARIATO – Il primo lavoro di documentazione fotografica del volontariato.
Oltre 10 mila scatti, un libro fotografico, una mostra nazionale che inaugurerà l’11 Giugno presso il Centro Italiano della Fotografia d’Autore (CIFA) di Bibbiena (AR) e Bibbiena, 23 Maggio 2016 – La FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche – e CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato – presentano il progetto “Tanti per Tutti. Viaggio nel Volontariato italiano”, la prima iniziativa di documentazione fotografica del volontariato in Italia volta a raccontare la vita delle associazioni, illustrare le loro iniziative, mostrare i luoghi di incontro e presentare, in maniera puntuale e capillare, le tantissime attività promosse dai milioni di volontari del nostro Paese oltre che a mostrare i loro volti, le personalità e le emozioni di tutti coloro che nel nostro Paese, supportati e sorretti dai più diversi interessi e motivazioni, sono uniti da una spinta e da un sentimento condiviso.

TantiPerTutti - Renzo Miglio, Collegno (TO), 2014-2015 - Immagini e parole scritte, Solo con gli occhi
TantiPerTutti – Renzo Miglio, Collegno (TO), 2014-2015 – Immagini e parole scritte, Solo con gli occhi

Il progetto ha come preciso scopo quello di focalizzare l’attenzione su una componente strutturale del nostro panorama sociale, radicata nel territorio, vicina alle persone e connotata da una ferma volontà di partecipazione, aiuto e solidarietà. Queste sono le caratteristiche che accomunano le tante esperienze rappresentate in “Tanti per Tutti. Viaggio nel Volontariato italiano” grazie alla capacità di racconto e testimonianza della Fotografia, linguaggio che diventa comune rappresentazione di uno spaccato privo di differenze regionali o tipologiche.

Si tratta di un profondo lavoro di ricerca sul territorio che ha visto la partecipazione di oltre 700 autori che da Febbraio a Dicembre 2015 hanno realizzato circa 10 mila scatti. Tra loro sono stati selezionati 300 autori per un totale di più di 1400 scatti, tra i quali quelli degli “Opinion Leader FIAF” Enrico Genovesi, Fabrizio Tempesti, Ivano Bolondi, Sergio Carlesso, Raoul Iacometti, Stefania Adami, Daniele Cinciripini, Daniela Bazzani, Andrea Angelini e Nicola Ritrovato.

TantiPerTutti - Nazzareno Berton, Asolo (TV), 2015  - Progetto Sollievo, Compleanno di MARIA
TantiPerTutti – Nazzareno Berton, Asolo (TV), 2015 – Progetto Sollievo, Compleanno di MARIA

Un viaggio da Nord a Sud per toccare molte Regioni – dalla Lombardia alla Sicilia – e per visitare tantissimi luoghi, dalle metropoli – come Milano e Roma – fino ai più piccoli paesi di provincia.
Nessuna distinzione, ma una visione unica, comune e carica di senso delle tante iniziative messe in atto.

Dall’aiuto per i disabili e i portatori di handicap all’assistenza ai profughi e agli stranieri in situazioni difficili; dalle iniziative per i poveri, gli emarginati e le famiglie colpite dalla crisi economica alla cura e soccorso per gli animali; dalle attività per la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi al sostegno agli anziani con forme di assistenza e vicinanza; dalle tante iniziative fatte per lo più dalle donne per le donne in difficoltà (ragazze madri, straniere, vittime di violenza…) alle grandi realtà sociali che connotano il nostro paese, come la Croce Rossa, la Protezione Civile o il mondo di AVIS e dei donatori di sangue. Obiettivi puntati anche sulle tante associazioni e iniziative che si occupano di sport e di volontariato, realtà che mantengono vivo l’amore verso lo sport – come ad esempio il CAI -, che aprono le porte del mondo del basket, dell’atletica, della vela, dell’hockey, del nuoto, dell’equitazione, dell’automobilismo a coloro che sono affetti da disabilità, o che si occupano di offrire il loro supporto per l’organizzazione di eventi sportivi di grande importanza, come le Paraolimpiadi o la Firenze Marathon. E ancora la tutela del patrimonio storico-artistico, la presenza dei volontari nella realtà delle carceri e nel sostegno alla lotta contro le dipendenze, l’aiuto ai giovani e le attività di supporto verso i più piccoli. Senza dimenticare i tanti progetti per la cultura in tutte le sue forme e per la trasmissione di un patrimonio immateriale di storia e di tradizione italiana da non dimenticare.

TantiPerTutti - Domenico Scoca, Milano, 2015 - Missione donatore - AVIS Milano
TantiPerTutti – Domenico Scoca, Milano, 2015 – Missione donatore – AVIS Milano

Per gli Autori che hanno realizzato queste immagini, raccontare la vita delle Associazioni ha significato frequentare i luoghi di incontro, conoscere la programmazione delle attività e la loro realizzazione. Per loro è stato lavoro sul territorio, scoperta delle sue potenzialità e delle necessità, indagine sullo spazio pubblico e sul concetto reale di comunità, oltre che vissuto che è diventato personale e soggettivo.

“Riteniamo che il mondo del volontariato necessiti di attenzione…”, ha commentato Roberto Rossi, Presidente FIAF. “La stessa FIAF e tutte le sue strutture di contorno vivono dell’attività di numerosissimi volontari che donano il loro tempo, lavoro e competenza alla comunità degli appassionati di fotografia… Chi meglio di noi, volontari appassionati di fotografia e perciò esploratori di tutto quello che compone la complessa realtà del nostro tempo, può inserirsi consapevolmente, amorevolmente, proficuamente dentro il mondo del volontariato e cercare di portare alla luce il valore del suo esistere? Da questa domanda è appunto nata l’idea del progetto nazionale”.

CSVnet, Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato e partner del progetto “Tanti per Tutti. Viaggio nel Volontariato italiano”, grazie alla presenza su tutto il territorio nazionale, ha aiutato e supportato i fotografi coinvolti nel progetto, facilitandoli nell’individuare le associazioni disponibili a far entrare la macchina fotografica nelle loro attività.

TantiPerTutti - Lucia Laura Esposito,  Milano, 2015 - Volontari Expo Milano 2015
TantiPerTutti – Lucia Laura Esposito, Milano, 2015 – Volontari Expo Milano 2015

Il progetto “Tanti per Tutti. Viaggio nel Volontariato italiano” vedrà il suo momento culminante nell’inaugurazione della Mostra Nazionale in data 11 Giugno 2016 presso il Centro Italiano della Fotografia d’Autore (CIFA) a Bibbiena (AR). In contemporanea verranno inaugurate oltre 150 Mostre Locali su tutto il territorio nazionale. Il progetto è diventato anche un libro fotografico che contiene tutti i progetti realizzati e che mostra le immagini degli autori selezionati; scatti dove, come scrive Roberto Rossi proprio nell’introduzione al volume “…Siamo noi stessi nella nostra veste più bella: capaci di dare concretezza a un mondo e a un’umanità migliore…”.

TantiPerTutti - Raoul Iacometti, Follonica (GR), 2015 -  UILDM , Campo estivo
TantiPerTutti – Raoul Iacometti, Follonica (GR), 2015 – UILDM , Campo estivo

Il progetto “Tanti per Tutti. Viaggio nel Volontariato italiano” è sostenuto da Cattolica Assicurazioni, Fata Assicurazioni (Gruppo Cattolica), Pixartprinting, vede la presenza di Samsung Electronics Italia e Apromastore in qualità di sponsor tecnici e di QN – Quotidiano Nazionale (Il Giorno, Il Resto del Carlino e La Nazione) come media partner dell’iniziativa.

Per ulteriori dettagli: http://fiaf.net/tantipertutti

6Glab – il laboratorio di idee di SEIGRADI / Barbara Gemma La Malfa

www.seigradi.com

23 giugno: l’aperitivo fotografico sotto le stelle a Milano

Grande festa di inizio estate a Milano, nello scenario suggestivo della Darsena!

Appuntamento al 23 giugno dalle ore 18 in piazza XXIV maggio!

In collaborazione con LE TROTTOIR una serata interamente dedicata alla passione che accomuna tutti noi, quella per la fotografia. Le iniziative sono tante, la registrazione è gratuita così come la lettura del portfolio insieme agli esperti del settore.

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Ecco un breve programma della serata:

ore 18: conferenza di presentazione con Denis Curti, direttore de IL FOTOGRAFO, che introdurrà la serata con uno speech su “Il risveglio della fotografia”.
ore 18.30: dure ore totalmente dedicate alla visione dei vostri portfolio fotografici (gratuitamente con prenotazione).
18.30-20.30: all’interno delle sale sarà possibile assistere agli interventi di grandi autori e amici della fotografia dedicati alla cultura dell’immagine.
20.30: la serata prosegue con una piacevole festa in compagnia, dove a farla da padrone sarà la comune passione per l’arte, la comunicazione e l’immagine.

DOVE

Le Trottoir – Piazza 24 Maggio, 1 – Milano, 20123

Registrati gratuitamente qui.

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Friuli Venezia Giulia Fotografia 2016: gli appuntamenti

Dopo L’immediatezza del presente ( Luca Patella, Rosa Foschi e Marcello di Donato) a San Vito al Tagliamento, Ilo Battigelli a San Daniele del Friuli; la consegna dell’International Award of Photography 2016 a Steve McCurry e la partecipazione con la Presidenza del Consiglio Regionale alle mostre dedicate al Quarantennale del terremoto in Friuli a Udine, Tarcento, Gemona, Venzone, Lestans e presso la sede del Consiglio regionale a Trieste, il CRAF ufficializza il programma della rassegna Friuli Venezia Giulia Fotografia 2016 comprensiva di mostre, incontri, workshop e convegni a Lignano Sabbiadoro, Maniago, Spilimbergo, Tramonti di Sotto, Cavasso Nuovo e San Vito al Tagliamento, ma le mostre del centro spilimberghese verranno anche presentate a Milano, La Chatre, Strasburgo e Praga.

Oggi è già visibile lungo il viale pedonale di Lignano Sabbiadoro, fino al 31 agosto, la Passeggiata tra i campioni nelle fotografie di Aldo Martinuzzi. 120 ritratti di campioni e di eventi sportivi.

Aldo Martinuzzi, nato a Udine è stato fotografo della nazionale di sci, dell’Inter e nel corso della lunga carriera ha documentato praticamente tutti i principali sport e i più importanti campioni delle varie discipline.

A Palazzo Tadea a Spilimbergo dal 16 luglio all’ 11 settembre l’antologica Toni Nicolini. Poesia del reale. Nicolini è stato uno degli autori italiani più importanti della seconda metà del Novecento, amico e collaboratore di Ernesto Treccani e fotografo del Touring Ckub Italiano.

La mostra è curata dalla firma prestigiosa di Giovanna Calvenzi che sarà presente all’inaugurazione e incontrerà il pubblico. A lei verrà assegnato il Premio FVG Fotografia per il suo intenso impegno come direttore artistico di eventi dai Rencontres di Arles nel 1998, al Mois de la Photo di Parigi nel 2014. E’ stata photo editor di periodici italiani e da ultimo del Gruppo Editoriale San Paolo.

Al progetto dedicato a Toni Nicolini, l’editore del catalogo sarà Contrasto che si farò anche carico di trasferire, la mostra nello spazio espositivo Forma d’intesa con il Comune di Milano.

Il Premio FVG Fotografia 2016 per un autore della Regione viene assegnato al tarvisiano Carlo Spaliviero che nell’occasione presenterà a Palazzo Conti Polcenigo-Fanna, di Cavasso Nuovo la sua mostra Next. Lo sguardo della libertà curata dal giornalista Maurizio Bait (dal 24 luglio al 2 ottobre). L’inaugurazione sarà preceduta, sempre a Palazzo Polcenigo-Fanna di Cavasso, dalle 15.30 alle 18.00 dalla tavola rotonda Diritto e Fotografia nel web, in collaborazione con la FIAF

Moderatore sarà l’Avv. Paolo Bortolussi, con partecipanti l’Avv. Massimo Stefanutti (Presidente del Circolo La Gondola di Venezia) e Dario Righetto, Global Marketing Manager alla Graphistudio SpA.

Alla Casa della Conoscenza di Tramonti di Sotto (17 luglio – 28 agosto), esporrà la serie fotografica Brick Kilns Workers (Il lavoro nelle fornaci di mattoni) il fotografo indiano Rajesh Singh collaboratore della prestigiosa Shiv Nadar University di New Delhi con la quale il CRAF ha già collaborato.

La rassegna 2016, accanto alle proposte di nuovi linguaggi visivi (Rajesh Singh e Carlo Spaliviero, ma anche Patella, Foschi e Di Donato) vede a completamento del panorama di mostre, presentate le opere di grandi fotografi come Toni Nicolini e Ilo Battigelli e anche di maestri come Franco Fontana, Mario De Biasi e Gianni Berengo Gardin dei quali il CRAF conserva molte opere-

Franco Fontana, nell’occasione dell’inaugurazione alla Biblioteca Civica Sandro Pertini a Lignano Sabbiadoro della mostra Grand Tour Italia (30 luglio – 16 settembre ) incontrerà anche il pubblico in un incontro che si prevede entusiasmante. Anche questa è una mostra prodotta dal CRAF che nel 2015 è stata in tournée a Spalato, Fiume, Cittanova, Zagabria e Vukovar e prima ancora a Strasburgo, città dove nel settembre di quest’anno il CRAF presenterà il più importante reportage che realizzò Mario De Biasi nel corso della sua carriera di fotogiornalista: Budapest 1956.

Per la rivista Epoca, fu l’unico fotografo occidentale che riuscì ad essere presente a documentare la rivolta degli ungheresi.

Dopo Strasburgo, la mostra verrà trasferita direttamente a Maniago al Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie (dal 15 ottobre al 20 novembre) per l’occasione del 60° anniversario della rivolta degli ungheresi.

La grande dell’annata verrà poi dedicata a un’altro dei grandi autori italiani, Gianni Berengo Gardin (dal 15 ottobre al 20 novembre, Chiesa di San Lorenzo, San Vito al Tagliamento ) con la mostra in collaborazione con il Circolo La Gondola di Venezia.

Berengo Gardin frequentava attivamente il Gruppo Friulano di Spilimbergo negli anni ’50 e poi nel corso del tempo ha sempre dedicato uno spazio al Friuli, sia negli anni ’50 e ’60 ché negli anni ’90 quando realizzò diversi progetti per il CRAF.

In sedi espositive estere anche Robert Doinsneau. La Fotografia Umanista (4 giugno – 30 ottobre, Hotel de Villaines, La Chatre in Francia) e Guido Guidi. Guardando a Est presso la prestigiosa Cappella Barocca all’ Istituto Italiano di Cultura di Praga dall’ 11 novembre al 4 dicembre.

Oltre alla Tavola rotonda e agli incontri ricordati con Giovanna Calvenzi e Franco Fontana, il 14 ottobre alle 20.30 a Palazzo Tadea a Spilimbergo, Michele Smargiassi discuterà con il pubblico su Il vero e il falso in fotografia. Si tratta indubbiamente di un tema avvincente e di estrema attualità con uno dei nomi più ridondanti del giornalismo italiano. Smargiassi cura per Repubblica, il blog Fotocrazia.

Il giovane veneziano Nicola Bustreo, competente in storia della fotografia, attiverà una serie di incontri con i Circoli Fotografici del Friuli Venezia Giulia e del Veneto.

Roberto Salbitani proporrà una serie di workshop tra il 2 e il 24 luglio a Villa Ciani di Lestans mentre a Maniago presso la Biblioteca del Comune, 23-24 settembre, 30-01 ottobre e 4-15 ottobre, Gianantonio Battistella, Marco Zanta fotografi e collaboratori dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia e con la collaborazione di Samantha Banetta, affronteranno le tematiche di progetto e fotografia: contributo all’uso consapevole dell’immagine fotografica nella prassi professionale. Corso che avrà il riconoscimento di crediti formativi da parte dell’Ordine degli Architetti.

www.craf-fvg.it

 

Museo MADRE Napoli – annuncio del programma espositivo primavera-estate 2016

Mimmo Jodice, Attesa. Opera n. 2 (dettaglio), 2012. Stampa Fine Art su carta Photo Rag. Courtesy l’artista; Galerie Karsten Greve, St. Moritz-Paris-Köln; Galerie Greta Meert, Bruxelles; Galleria Massimo Minini, Brescia; Vistamare di Benedetta Spalletti.

ANNUNCIO PROGRAMMA ESPOSITIVO PRIMAVERA/ESTATE 2016 AL MADRE, NAPOLI

 

Mostre

Mimmo Jodice

Attesa. 1960-2016

Re_PUBBLICA MADRE (piano terra) e terzo piano

24 giugno – 24 ottobre 2016

Preview per la stampa: 22 giugno, ore 12 – Inaugurazione: 23 giugno, ore 19

A cura di Andrea Viliani

Il museo MADRE di Napoli è lieto di annunciare Attesa. 1960-2016, la più ampia mostra retrospettiva mai dedicata alla ricerca artistica di Mimmo Jodice (Napoli, 1934), uno degli indiscussi maestri della fotografia contemporanea.

La mostra presenterà, in un percorso appositamente concepito per gli spazi del museo MADRE, più di cento opere, dalle seminali sperimentazioni sul linguaggio fotografico degli anni Sessanta e Settanta fino ad una nuova serie (Attese, 2015) realizzata in occasione di questo progetto retrospettivo.

Saranno proposti, in un allestimento unitario, tutti i più importanti cicli fotografici di Jodice – dedicati al mondo antico, alla natura morta, alla dimensione urbana, al rapporto con la storia dell’arte – in cui si articolano i principali aspetti e temi della sua ricerca: le radici culturali del Mediterraneo, le epifanie del quotidiano, che declinano un’archetipica antropologia degli oggetti comuni, l’astrazione delle metropoli contemporanee, posta a confronto con l’incanto del paesaggio naturale, la relazione fra tensione metafisica e dimensione della cronaca, così come fra il perdurare del passato nell’identità del presente.

Una sezione della mostra sarà inoltre dedicata ai lavori di matrice sociale e di impegno civile degli anni Sessanta e Settanta, mentre nelle altre sezioni saranno presentate anche opere di alcuni artisti, selezionati per delineare le primarie fonti di ispirazione di questa ricerca magistrale.

Nelle sue opere, che hanno contribuito a definire gli sviluppi della ricerca fotografica contemporanea a livello internazionale, Jodice delinea una dimensione spazio-temporale posta al di là delle coordinate spaziali o dello scorrere del tempo, sospesa nella dimensione contemporaneamente fisica e metafisica, empirica e contemplativa dell’attesaUn’attesa che è anche matrice e magistero di una pratica rigorosamente analogica della fotografia: l’attesa nella ricerca paziente dell’illuminazione, spesso mattutina, in grado di rilevare l’essenza del soggetto rappresentato, o l’attesa nell’altrettanto paziente bilanciamento dei bianchi e dei neri in camera oscura.

Ciò che si staglia di fronte a noi è l’ineffabile eternità e il nitore assoluto di immagini in bianco e nero restituite dallo sguardo rivelatore di una macchina da presa che si fa “macchina del tempo” o, meglio, del superamento del tempo, suprema celebrazione dell’umano colto osservando il mondo intorno a noi in tutte le sue espressioni sensibili e, infine, scoperta e costante reinvenzione della fotografia stessa nelle sue potenzialità rappresentative e conoscitive, al di là di una interpretazione meramente documentaria della pratica fotografica.

Nelle sue diverse sezioni, fra loro connesse, la mostra evoca così un tempo circolare, ciclicamente ritornante su se stesso, sulle sue ragioni fondanti e sui suoi motivi ispiratori, da cui affiora una vera e propria “realtà fotografica”.

Mimmo Jodice, Attesa. Opera n. 2 (dettaglio), 2012. Stampa Fine Art su carta Photo Rag. Courtesy l’artista; Galerie Karsten Greve, St. Moritz-Paris-Köln; Galerie Greta Meert, Bruxelles; Galleria Massimo Minini, Brescia; Vistamare di Benedetta Spalletti.
Mimmo Jodice, Attesa. Opera n. 2 (dettaglio), 2012.
Stampa Fine Art su carta Photo Rag.
Courtesy l’artista; Galerie Karsten Greve, St. Moritz-Paris-Köln; Galerie Greta Meert, Bruxelles; Galleria Massimo Minini, Brescia; Vistamare di Benedetta Spalletti.

Mostre

Camille Henrot

Luna di latte

Sala delle Colonne, primo piano

2 luglio – 3 ottobre 2016

Preview per la stampa: 30 giugno, ore 12 – Inaugurazione: 1 luglio, ore 19

A cura di Cloé Perrone

In collaborazione con Fondazione Memmo, Roma

Con il patrocinio di Institut Français, Napoli

La Luna, con il suo perenne moto, da sempre influenza il nostro pianeta, noi, i nostri umori, il nostro immaginario e la nostra storia: sin dall’antichità la luna è simbolo di fertilità e buon auspicio, ma anche di mistero e melancolia. La “luna di latte”, la luna piena del mese di maggio e del risveglio primaverile, produrrebbe creatività e abbondanza. La mostra di Camille Henrot (Parigi, 1978; Leone d’argentoalla 55 Biennale di Venezia) al museo MADRE, intitolata  Luna di latte, esplora il significato culturale e simbolico connesso al “giorno della luna”, il lunedì, reinterpretando il lato oscuro della notte a cui esso è tradizionalmente connesso in un momento di prolifica inventiva, in un sogno produttivo che l’artista decide, in questo caso, di condividere con il pubblico.

Articolandosi nella presentazione di un centinaio di disegni e collage, 7 sculture-bozzetto in diversi materiali e un ciclo di pitture murali, la mostra trasforma, in effetti, tre sale del museo in uno spazio-tempo domestico di lavoro creativo, di creazione continua, come lo fu la stanza d’hotel in cui Henri Matisse dipingeva dal suo letto o come è stato, per un anno, lo studio romano dell’artista, appartamento decadente e abbandonato divenuto soglia di passaggio tra sonno e veglia, luce ed ombra, progetto e opera. I materiali presentati a Napoli sono infatti una selezione del materiale preparatorio di Monday, la mostra dell’artista presso la Fondazione Memmo di Roma, progetto che si svilupperà, comprendendo tutti i giorni della settimana, in una grande mostra personale al Palais de Tokyo di  Parigi nell’autunno del 2017. Decidendo di condividere con il pubblico le fasi preliminari di altre mostre e di rendere visibile un progetto ancora in corso, Henrot ci introduce nel suo stesso processo ideativo e creativo, svelando materiali preziosi, inediti, in genere destinati a rimanere segreti: sculture-bozzetto, disegni preparatori, interventi a muro che, fluttuando tra il figurativo e l’astratto, fra l’affiorare di un’idea e la sua progressiva messa in forma, ricreano l’atmosfera del lavoro in studio, miniature che rappresentano allegorie provvisorie, in cambiamento continuo, degli stati emotivi e intellettuali connessi al tema di indagine del progetto, il giorno lunare del “lunedì”: una figura quasi umana che non riesce a lasciare il letto, un personaggio che fissa uno schermo sperando in un miracoloso messaggio, un podio che ospita l’impossibilità di sapere il suo posto nella gara. La scansione stessa del tempo nei giorni della settimana, i significati storicamente loro attribuiti, vengono così reinterpretati da Henrot – come accaduto, in progetti precedenti, con le narrazioni mitologiche o le carte astrologiche – quali pure convenzioni e finzioni umane, strumenti per imporre ordine sul caos dell’esistenza, dare senso all’ossessivo bisogno di scandire, misurare, possedere il tempo. Bisogno, tensione, funzione analoghi forse a quelli che potremmo esperire introducendoci nello studio di un artista al lavoro, proprio come Henrot ci permette di fare, in occasione di questa mostra.

Camille Henrot, Untitled (Study for Monday), 2015.  Pastello su carta.  Courtesy l’artista
Camille Henrot, Untitled (Study for Monday), 2015. Pastello su carta. Courtesy l’artista

Per_formare una collezione:

per un archivio dell’arte in Campania

Brigataes

Cittàlimbo Archives

Biblioteca e spazi vari (primo, secondo e terzo piano)

11 giugno 2016 – in progress

Presentazione dell’opera: 10 giugno, ore 18 – Visita con l’artista: 10 giugno, ore 19

A cura di Andrea Viliani

Prodotta dalla Fondazione Banco di Napoli

Sigla di produzione estetica creata da Aldo Elefante nel 1992, Brigataes ha realizzato installazioni multimediali, opere video, azioni performative, interventi urbani in cui, con approccio ironico ed esiti paradossali, si mette in questione la posizione dell’artista e il significato stesso dell’arte nella cultura contemporanea.

Cittàlimbo Archives (2015) è l’opera di Brigataes, prodotta dalla Fondazione Banco di Napoli, che sarà presentata al pubblico venerdì 10 giugno 2016, ore 18:00 (Sala delle Colonne, primo piano), nell’ambito del nuovo progetto 2016 dedicato alla formazione progressiva della collezione del museo MADRE (Per_formare una collezione: per un archivio dell’arte in Campania#2).

Su una decina di monitor televisivi sparsi fra i diversi piani del museo campeggiano i volti di uomini e donne, tracce video mute trasmesse in loop. Nella sala di lettura della Biblioteca al primo pianol’opera assume l’aspetto di un possibile archivio unitario: al centro di un gruppo di monitor televisivi (alcuni accesi con effetto flickering, altri spenti), un monitor trasmette le stesse tracce video ma, in questo caso, con l’audio attivato: utilizzando un Trackpad, sarà possibile per il visitatore interagire con la “schermata” che compare sul monitor centrale e selezionare il “programma” da seguire.

In realtà non si tratta né di “programmi televisivi” né di “schermate di computer”, ma di documenti di un archivio audio-video in formazione, oscillante fra passato e presente, Storia e storie, critica estorytelling, che ci restituisce le testimonianze dal vivo dei protagonisti (artisti, critici, curatori, galleristi, collezionisti) che hanno concepito e prodotto, scritto ed esposto, diffuso e collezionato la storia dell’arte a Napoli e in Campania dal 1950 al 1980. In questo modo Cittàlimbo Archives si dispone come un ipertesto della collezione stessa del museo, fornendole non solo il supporto di una documentazione contestuale, ma dando polifonicamente la parola ai protagonisti stessi della storia dell’arte a Napoli e in Campania.

Brigataes, Cittàlimbo Archives, 2015.  Video-installazione .  Prodotto da Fondazione Banco di Napoli.  In comodato a MADRE, museo d’arte contemporanea  Donnaregina, Napoli
Brigataes, Cittàlimbo Archives, 2015. Video-installazione . Prodotto da Fondazione Banco di Napoli. In comodato a MADRE, museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli

F/10 Contemporary Gallery: giovane fotografia al femminile

F/10 è un raccoglitore di idee innovative e visioni contemporanee, strettamente legate all’ambito fotografico, che annualmente darà la possibilità a 10 talenti creativi femminili di esporre i propri progetti, raccogliendo candidature a cui seguiranno selezioni.

La prima edizione si svolgerà nel mese di Giugno, presso le casematte del castello di Casale Monferrato e coinvolgerà 10 artiste, chiamate a rappresentare un genere ciascuna, che faranno da apripista delle prossime manifestazioni. In data 2 Giugno 2016, inaugura quindi l’Anno 0 della Fotografia Under 35 al femminile.

Effedieci
Negli ultimi anni, la fotografia sta conquistando sempre più il suo stato di Arte, trovando spazio non solo nelle più importanti fiere italiane, ma anche nelle maggiori case d’asta internazionali come Christie’s e Sotheby’s, le quali dedicano intere vendite unicamente a opere fotografiche.

Nonostante questo, viene ancora dato spazio soltanto ai grandi maestri del ‘900, a chi è sul mercato da anni, a chi ha un nome già consolidato o fa parte da tempo del panorama internazionale.

Date queste premesse, l’iniziativa vuole fornire alle giovani fotografe un’importante vetrina per i propri lavori, che spesso in Italia non hanno modo di emergere. L’intento del progetto è, infatti, quello di creare nuove possibilità, dare visibilità e soprattutto valore al lavoro dei giovani. Schermata 2016-05-17 alle 11.49.06

F/10 nasce dalla necessità di avere uno spazio a loro dedicato e rappresenta una preziosa occasione di collaborazione tra creatività ed istituzione volta a raggiungere tale scopo.

Per fornire una visione il più possibile diversificata del panorama fotografico oggi, sono state definite (9 + 1) categorie: ricerca artistica, still life, moda, ritratto, reportage, architettura, installazione, 3D, paesaggio + un genere di tendenza, in questo caso GIF.


FOCUS SULLE ARTISTE

Eleonora Roaro | 26 anni | Milano

Eleonora Roaro vive e lavora a Milano.
La sua pratica artistica riguarda le immagini in movimento, con un particolare interesse per il video e l’archeologia del cinema.
L’artista rivisita spesso dispositivi e iconografie del passato per riflettere sul modo in cui la tecnologia influenza la nostra percezione del reale.
I suoi progetti sono spesso loop, in quanto considera la ripetizione un elemento costitutivo della vita, in termini biologici, storici ed esistenziali.
Attraverso l’autoritratto e lo still-life inventa storie che riguardano paradossi, illusioni e limiti umani.
Lavora con diversi media come installazioni, video, fotografia e suono.

Clara Giaminardi | 24 anni | Milano

Il suo lavoro esplora nuove declinazioni di corpo nel contesto della fotografia di moda. Con influenze che spaziano dalla performance art anni ’70 e ’80 (Marina Abramovic, VALIE EXPORT, Ana Mendieta, Joan Jonas) alla danza moderna e contemporanea (Pina Bausch, Anne Teresa de Keersmaeker), mira a veicolare nuove idee di corpo e femminilità che si basano principalmente sulla scrittura femminista di Elizabeth Grosz, Judith Butler, Rae Langdon e Naomi Wolf, inserendosi nella discussione su corpo e identità della new wave femminista emersa negli ultimi anni da nuove piattaforme online, soprattutto nei paesi anglosassoni.

Leana Cagnotto | 25 anni | Torino

Leana Cagnotto nasce a Rosarno (RC) nel 1991. Nel 2010 si trasferisce a Torino e frequenta l’Istituto Europeo di Design. Terminati gli studi entra a far parte del collettivo creativo Superbudda.
Fotografa specializzata in architettura e interior design, incentra la sua ricerca artistica sull’elemento grafico e materico. Le sue immagini catturano elementi parte di un insieme architettonico creando veri e proprio focus. Il carattere statico viene veicolato attraverso una pura ricerca minimalista che regala all’elemento isolato una costruzione nuova. Le architetture vengono percepite nel loro insieme focalizzandosi sulla loro collocazione e sul rapporto con l’ambiente circostante.
Le sue visioni regalano così al particolare un significato altro, innalzandolo da elemento decorativo a struttura a sé, divenendo talvolta veri e propri pattern attraverso le variazioni di materia, forma e colore.

Isabella Vacchi | 25 anni | Bologna

Francese di nascita ma bolognese di appartenenza, Isabella Vacchi è cresciuta con la cultura, l’orgoglio e la passione per la cucina emiliano-romagnola.
Più che nel creare piatti e cucinare, il suo legame con il cibo si esprime meglio nel gusto e nel grande ascendente che esso ha su di lei. Mangiare qualcosa che le piace può cambiarle l’umore in positivo e viceversa.
L’interesse per questo tipo di fotografia è una ramificazione della totale predilezione che ha sviluppato verso il genere dello still-life, che si adatta perfettamente a quelle che sono la sua natura ed il suo carattere. È quindi predisposta al lavoro individuale e meditativo, che va a scontrarsi irrimediabilmente con l’avere davanti un soggetto umano.
Cura nella preparazione del set, calma ed attenzione al dettaglio sono le sue linee guida nel lavoro.

Cecilia Gioria | 25 anni | Casale Monferrato

Nasce a Casale Monferrato, città in cui da due anni è tornata a vivere e lavorare.
La costruzione delle sue immagini è frutto di disordinate geometrie interiori, con cui spesso convive. L’uso dell’autoritratto non va inteso come una concessione al narcisismo o un assecondare la vanità, bensì indagine su di sé, approssimazione alla conoscenza del proprio io destinata a non trovare mai risposte.
Attraverso la fotografia, Cecilia diventa protagonista delle storie che scrive. Con l’aiuto delle parole, costruisce performance congelate e senza tempo. I toni sono quelli del silenzio. A governare l’immagine è l’anatomia che si pone su quel labile confine che vi è tra bozzolo e prigione. Nascono così tratti su carta, a matita o penna e talvolta l’assenza ed il vuoto che determinano la forma. Nell’attimo in cui l’opera si compie, invisibile e visibile per un istante si rivelano l’uno nell’altro.

Eleonora Agostini | 24 anni | Venezia

Eleonora nasce in provincia di Venezia nel 1991. Il suo lavoro è frutto di una riflessione sull’idea di temporaneità e transizione, temi esplorati principalmente in un contesto di vita quotidiana, nel quale tutto è incerto, momentaneo ed instabile. Inizia a lavorare su questi concetti all’interno di luoghi anonimi ed ordinari, fotografando stanze d’hotel e motel per la maggior parte appena lasciate dal cliente, sospese in un momento tra passato e futuro che sta per essere cancellato, come coloro che vi hanno passato la notte. Si tratta di una catalogazione di luoghi che restano in attesa, nei quali oggetti dimenticati raccontano esperienze vissute e lo scorrere del tempo e nei quali i soggetti stentano a riconoscersi perché privi di qualsiasi punto di riferimento familiare.
Partendo dalla serie “Welcome Guests” ed introducendo fotografie che fanno parte di un “work in progress”.

Giulia Torra | 27 anni | Milano

Quando si è bambini ogni cosa è scoperta.
Si guarda in alto, si guarda in basso, si cerca la bellezza ovunque.
O meglio, la si trova ovunque.
E così le tasche dopo un viaggio, si riempiono di sassi, di sabbia, di foglie.
Ma quei sassi, quella sabbia, quelle foglie sono, per noi che le abbiamo raccolte, montagna, mare e foresta.
Sono la piccola parte di un tutto in cui siamo stati, ma in cui non siamo più.
Un tutto che ritorna immediatamente, appena li stringiamo fra le dita.

Giulia Bersani | 23 anni | Milano

Giulia Bersani ha cominciato a fotografare per caso.
All’ultimo anno di liceo si è iscritta ad un corso di fotografia, senza avere pretese. Fotografare è diventata per lei una necessità, fino a rendersi conto che avrebbe potuto essere un mezzo attraverso cui lavorare su sé stessa. Ha iniziato ad usare una macchina fotografica analogica trovata in cantina e si è abituata al linguaggio della pellicola, tanto da non riuscire e non volere più tornare indietro. La fotografia è per lei speciale perché invece che creare qualcosa che non esiste cattura ciò che già c’è, che fa parte delle nostre vite e che andrà perso. Ha il potere del documento, del ricordo oltre a quello della suggestione.
Lavora oggi su una ricerca personale sull’insicurezza femminile e sulla sensazione comune di sentirsi sbagliate. In due anni ha fotografato più di trenta ragazze e tra uno scatto e l’altro, hanno parlato dei loro sentimenti e del loro vissuto.

Giulia Pittioni | 24 anni | Udine

In una contemporaneità dove la computer grafica e la tecnologia hanno reso possibile la creazione di una realtà virtuale quasi identica all’originale, si è aermata un’estetica diametralmente opposta.
Nel suo lavoro Giulia Pittioni non nasconde l’utilizzo del computer nelle elaborazioni e manipolazioni delle immagini, quanto invece lo esalta. All’alta definizione sostituisce la bassa risoluzione. All’immagine corretta e nitida predilige l’errore. Sostituisce il rendering realistico con quello grezzo. Tutti questi elementi le fanno percepire le immagini di cui parla come digitali, nel senso di prodotte da un computer o derivate da un medium elettronico. L’estetica lo-fi è l’utilizzo di tecnologie passate, quelle che dieci o vent’anni fa avevano una credibilità che ora hanno completamente perso. È proprio questo il meccanismo su cui giocano le sue immagini: spiazzare i nostri occhi ormai abituati ad un’altra estetica e ri-contestualizzarne una passata.

iosonof | 30 anni | Roma

IoSonoF focalizza il proprio lavoro sul disfacimento sociale dell’immagine di sè.
In contrapposizione con l’attuale tendenza ad essere in primo piano, le opere dell’artista sono frutto di una cancellazione e/o di una rielaborazione dei visi dei suoi soggetti che diventano finestre su mondi animati.
Completamente vittima del fascino dei vecchi film, spesso fa suoi i frames di quei classic movies che sono stati la colonna portante dei valori delle generazioni passate.

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