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Il nuovo esercizio a tema de Il Fotografo: il ritratto

Il ritratto è un genere praticato sin dagli esordi della fotografia, quando artisti e fotografi credevano nell’idea di mostrare le qualità fisiche e morali delle persone che ritraevano. Tale approccio è tuttora praticato nell’ambito di una ritrattistica tradizionale che cerca di entrare in contatto con il soggetto, per comprenderne e interpretarne le emozioni e i sentimenti attraverso le immagini. Ciò è facilmente riscontrabile nelle opere di autori come Nadar, Disdéri, Julia Margaret Cameron, Lewis Carroll, Gustave Le Gray e in tanti altri fotografi vissuti a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Successivamente, il ritratto fu praticato sempre più spesso nella fotografia di viaggio, documentaria, commerciale, fino al ritratto psicologico, poi utilizzato nella fotografia terapeutica. Autori che hanno lavorato in questa direzione sono, ricordandone alcuni, Richard Avedon, Brassaï, Walker Evans e August Sander. Per tutti il ritratto risulta uno strumento linguistico. In linea con queste esperienze artistiche e documentarie si muove la proposta di questo mese. L’invito è di sperimentare le variabili formali, interpretative e comunicative del ritratto. Quest’ultimo potrà essere realizzato senza restrizioni tecniche ed espressive, purché rappresenti lo stile comunicativo del suo autore

Scadenza 15/10/2019 e uscita sul numero 319 de Il Fotografo di novembre 2019

Esercizi a tema de Il Fotografo: il collage. Le tue foto saranno pubblicate sul nuovo numero della rivista

Esercizio a tema: il collage

Tecnica molto utilizzata in fotografia perché considerata un valido strumento di espressione artistica, un linguaggio unico e di grande incisività comunicativa

Il procedimento artistico del collage consiste nell’accostamento e nella sovrapposizione di immagini e di supporti differenti per trasmettere disorientamento e riflessione. È stata utilizzata sin dagli inizi del Novecento per la creazione di opere d’avanguardia, principalmente da esponenti del Cubismo, come Braque e Picasso. Quest’ultimo, in particolare, utilizza il collage con i cosiddetti papiers collés , in cui assemblava, oltre alla carta, pacchetti di sigarette, scatole di fiammiferi, carte da gioco e altri oggetti e immagini d’uso quotidiano. Successivamente questa tecnica è stata adottata da numerosi movimenti artistici, dal Futurismo all’Astrattismo, dal Dada alla Pop Art. In fotografia i primi collage sono a opera di John Heartfield, che ne valorizza la funzione satirica antinazista. Ma ancora oggi sono numerosi gli artisti fotografi che utilizzano questa tecnica, sia attraverso gli strumenti analogici che quelli digitali. Il fotomontaggio, per esempio, permette loro di accostare o sovrapporre parzialmente fotografie diverse, o parti di esse, per comporre un’unica immagine. Quest’ultimo, in particolare, è stato un procedimento largamente utilizzato da uno dei padri della fotografia come László Moholy-Nagy nell’ambito della scuola del Bauhaus. Altri metodi per la creazione di immagini combinate sono la stampa sovrapposta – con due o più negativi su un unico foglio di carta fotografica –, la proiezione frontale e le tecniche di montaggio digitale. Ma al di là del metodo scelto, ciò che è importante per la proposta tematica di questo mese è che i nostri lettori si confrontino con il collage in quanto linguaggio. Pertanto saranno ben accette tutte le variabili possibili di questa tecnica, purché utilizzate in maniera consapevole

Puoi caricare le tue foto cliccando qui fino al 15/5/2019 e saranno poi pubblicate sul n 315 di luglio 2019

 

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