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Ferdinando Scianna: il primo reporter italiano della Magnum Photos

©Ferdinando Scianna/ Magnum Photos
©Ferdinando Scianna/ Magnum Photos

Ferdinando Scianna

È stato il primo reporter italiano a entrare nell’agenzia Magnum Photos, utilizzando la fotografia come filtro per entrare in relazione con il mondo e per cercare il senso e la forma nel caos della vita.

La fotografia è, in senso filosofico, una sfida alla morte

La luce in Sicilia può essere una maledizione. Drammatica, distruttiva, rivelatrice e impenetrabile al tempo stesso, in rapporto dialettico con il suo opposto, l’ombra. Non è un caso che Scianna fotografi a partire da quest’ultima, riparando in essa per vedere meglio nell’abbaglio. Per questo le sue immagini sono spesso cupe, materiche. Fin dalle prime che scatta durante le feste religiose, all’inizio degli anni Sessanta, in cui il mistero della fede diventa metafora di una più laica e liberatoria esplosione dell’inconscio collettivo. Nell’estate del 1963 espone la serie sulle processioni di Bagheria. A vedere la mostra va anche lo scrittore Leonardo Sciascia che gli lascia un suo biglietto di apprezzamento. Subito dopo averlo letto, Scianna lo va a cercare “alla Nuci”, in campagna, dove lo scrittore – gli avevano detto – trascorre le sue estati. Nasce così una grande amicizia e una fruttuosa collaborazione professionale. In quelle scene Sciascia aveva visto molto più di una testimonianza della realtà contadina destinata a scomparire o un documento antropologico. Per lui era un racconto visivo autosufficiente che doveva diventare un libro. Cosa che accade nel 1965, quando il lavoro viene pubblicato con il titolo Feste Religiose in Sicilia e con i testi dello stesso Sciascia. L’accoglienza del volume suscita non poche polemiche, sia negli ambienti cattolici sia in quelli di sinistra. Ma Scianna non ne è scalfito e per diventare fotografo di reportage “fugge” a Milano. Dopo qualche mese viene assunto dall’Europeo, prima come reporter, poi come inviato e infine diventa corrispondente da Parigi, dove resta per dieci anni. Qui incontra Henri Cartier-Bresson con il quale stringe una solida amicizia tanto che nel 1982, quando si dimette dall’Europeo, lo invita a candidarsi per entrare nella Magnum Photos. Viene accettato, così torna a Milano senza un lavoro ma con il “distintivo” di primo reporter italiano ammesso nella mitica agenzia. Magnum, però, non è un paracadute, semmai una responsabilità, uno stimolo, una scommessa. Ricomincia a lavorare con diversi giornali producendo fotografie e testi per servizi che realizza in Italia, in Africa, in Europa e in Sud America. A metà degli anni Ottanta, un fortunato equivoco sull’attribuzione di alcuni scatti lo dirotta nella moda. Gli stilisti Dolce e Gabbana, allora esordienti, gli commissionano il catalogo del loro campionario dopo aver visto alcune sue fotografie. «Non ho mai capito di quali foto si trattasse e se fossero davvero mie, ma quando hanno saputo che ero siciliano e che non avevo mai fatto foto di moda si sono convinti ancora di più», racconta. Quel servizio lo realizza nella sua terra con l’approccio del reporter. Riprende la modella Marpessa nei luoghi delle processioni, in mezzo agli uomini con la coppola e alle donne in lutto perpetuo. Donne e madonne, sacro e profano, innocenza e turbamento si mescolano nelle immagini di quel bizzarro catalogo che riscuote un successo planetario. Così per alcuni anni riceve ingaggi nella moda e nella pubblicità anche per altri marchi. Non senza gli ammonimenti della Magnum, per la sua deriva poco consona a un fotogiornalista di razza. L’esperienza in questo ambito dura alcuni anni. Il reportage resta la sua vocazione e non smette di seguirlo. Si dedica più assiduamente alla scrittura pubblicando articoli e libri con le sue riflessioni sulla comunicazione visuale. Scianna ha scelto la fotografia per vivere un’avventura, fare esperienza del mondo. Non voleva fare arte. La forma delle cose, la loro geometria era funzionale al suo scopo. Per lui «La fotografia è, in senso filosofico, una sfida alla morte. Cerca di salvare l’attimo mentre lo uccide». È un modo per continuare questa insensata e necessaria avventura umana».

Immagine in evidenza

©Ferdinando Scianna/ Magnum Photos

Incontro con Ferdinando Scianna, tra i più grandi maestri della fotografia

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Incontro con il fotografo Ferdinando Scianna in occasione della pubblicazione della monografia Ferdinando Scianna Viaggio Racconto memoria

Ferdinando Scianna tra i più grandi maestri della fotografia, vincitore del premio speciale alla carriera Sila 49’, primo italiano a far parte, dal 1982, della prestigiosa agenzia internazionale Magnum Photos, si racconta in dialogo con Denis Curti e Stefano Salis.

Il lungo percorso artistico di Scianna – iniziato negli anni Sessanta, raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine, la Sicilia – si snoda attraverso varie tematiche (l’attualità, la guerra, il viaggio, la religiosità popolare), tutte legate da un unico filo conduttore: la costante ricerca di una forma nel caos della vita. E questo filo conduttore lo si trova nella grande retrospettiva in corso a Forlì (Musei San Domenico dal 22 settembre 2018 al 6 gennaio 2019), e nel catalogo che Marsilio ha pubblicato per l’occasione.

Ferdinando Scianna, tra i più grandi maestri della fotografia

Ferdinando Scianna nasce a Bagheria nel 1943. Compie all’Università di Palermo studi, interrotti, di Lettere e Filosofia. Nel 1963 incontra Leonardo Sciascia con il quale pubblica, il primo dei numerosi libri: Feste religiose in Sicilia, che ottiene il premio Nadar. Si trasferisce a Milano dove dal 1967 lavora per il settimanale L’Europeo come fotoreporter, inviato speciale, e poi corrispondente da Parigi. Introdotto da Henri Cartier-Bresson, entra, nel 1982, nell’agenzia Magnum Photos. A Parigi scrive per Le Monde Diplomatique e La Quinzaine littéraire. Collabora con vari scrittori di successo, tra i quali Manuel Vázquez Montalbán (che qualche anno più tardi scriverà l’introduzione di Le forme del caos, 1989). Negli anni ottanta lavora nell’alta moda e in pubblicità, fornendo un contributo essenziale al successo delle campagne di Dolce & Gabbana della seconda metà degli anni Ottanta. Nel 1995 pubblica Viaggio a Lourdes, e nel 1999 vengono pubblicati i ritratti di Jorge Luis Borges. Il 2003 vede l’uscita del libro Quelli di Bagheria ricostruzione dell’ambientazione e delle atmosfere della sua giovinezza. Con Giuseppe Tornatore, in occasione del suo nuovo film “Baarìa”, pubblica nel 2009 il libro fotografico Baaria Bagheria. Tra le sue opere ricordiamo anche il saggio Lo specchio vuoto. Fotografia, identità e memoria (2014); Obiettivo ambiguo (2015); Il ghetto di Venezia 500 anni dopo (2016); Istanti di luoghi (2017); di Bestie e di Animali, realizzato in collaborazione con Franco Marcoaldi (2017); Cose (2018), inventario antropologico per immagini degli oggetti del quotidiano.

 

Mercoledì 28 novembre ore 19
Libreria Feltrinelli
Viale Pasubio 11 – Milano

 

Ferdinando Scianna: a Forlì la più grande mostra retrospettiva 

Ferdinando Scianna a Forlì 

Il 22 settembre 2018, ha aperto al pubblico, negli spazi espositivi del Complesso di San Domenico a Forlì,  la grande mostra retrospettiva dedicata a Ferdinando Scianna, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, art director della mostra e organizzata da Civita Mostre.  200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, sviluppate lungo un articolato percorso narrativo, che attraversano l’intera carriera del fotografo siciliano, uno tra i più grandi maestri della fotografia non solo italiana. Ferdinando Scianna ha iniziato ad appassionarsi a questo linguaggio negli anni Sessanta, raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine, la Sicilia. Il suo lungo percorso artistico si snoda attraverso varie tematiche – l’attualità, la guerra, il viaggio, la religiosità popolare – tutte legate da un unico filo conduttore: la costante ricerca di una forma nel caos della vita. In oltre 50 anni di racconti non mancano di certo le suggestioni: da Bagheria alle Ande boliviane, dalle feste religiose – esordio della sua carriera – all’esperienza nel mondo della moda, iniziata con Dolce & Gabbana e Marpessa. Poi i reportage (fa parte dell’agenzia foto giornalistica Magnum), i paesaggi, le sue ossessioni tematiche come gli specchi, gli animali, le cose e infine i ritratti dei suoi grandi amici, maestri del mondo dell’arte e della cultura come Leonardo Sciascia, Henri Cartier-Bresson, Jorge Louis Borges, solo per citarne alcuni.

Ferdinando Scianna: uno tra i più grandi maestri della fotografia non solo italiana

Ferdinando Scianna del suo lavoro scrive: “come fotografo mi considero un reporter. Come reporter il mio riferimento fondamentale è quello del mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson, per il quale il fotografo deve ambire ad essere un testimone invisibile, che mai interviene per modificare il mondo e gli istanti che della realtà legge e interpreta. Ho sempre fatto una distinzione netta tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano, quelle che raccontano e ti raccontano, come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nell’azzardo degli incontri con il mondo”.

Le sezioni della mostra

LA MEMORIA, Bagheria – La Sicilia – Le feste religiose
IL RACCONTO, Lourdes – I bambini – Kami – Il dolore
OSSESSIONI, Il sonno – Le cose – L’ombra – Bestie – Gli specchi
IL VIAGGIO, America – Deambulazioni – I luoghi
RITRATTI
RITI E MITI, Le cerimonie – Donne – Marpessa
In una audioguida che sarà a disposizione di tutti i visitatori (in italiano e in inglese), Scianna racconta in prima persona il suo modo di intendere la fotografia e non solo. Un vero e proprio racconto parallelo, che consentirà di conoscere da vicino il suo percorso umano e di fotografo. 

Ferdinando Scianna
il viaggio il racconto la memoria
Forlì, Musei San Domenico
22 settembre 2018 – 6 gennaio 2019
Da martedì a venerdì ore 9,30 –18,30.
Sabato, domenica e festivi ore 10,00 – 19,00.
24 e 31 dicembre ore 9,30 – 13,30
1 gennaio 2019 ore 14.30 – 19.00
Chiuso tutti i lunedì e il 25 dicembre e il 1° gennaio
mostraferdinandoscianna.it

 

Varanasi, 1997 © Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna: Viaggio, racconto, memoria

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Ferdinando Scianna: uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea

La città di Forlì apre le porte dei Musei di San Domenico per ospitare uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea. Ispirato dal genio di Henri Cartier-Bresson, Ferdinando Scianna inizia a dedicarsi alla fotografia nei primi anni Sessanta nella sua città di origine, Bagheria, raccontando attraverso le immagini la cultura e le tradizioni della sua terra. La mostra romagnola rende omaggio alla sua lunga e intensa attività che nel corso degli anni si è spostata lungo un percorso composto da varie tematiche tra cui l’attualità, la guerra, la religione popolare, fino alle campagne pubblicitarie – tutti noi ricordiamo le prime con Dolce&Gabbana –.

Ferdinando Scianna: la mostra

La mostra Il viaggio il racconto la memoria  ripercorre l’intera sua carriera e si sviluppa lungo un percorso costituito da circa 200 fotografie suddivise in capitoli cronologici e tematici: La memoria , Il racconto , Ossessioni , Il viaggio , Ritratti  e Riti e Miti . «Come fotografo – racconta lo stesso Scianna – mi considero un reporter. Come reporter il mio riferimento fondamentale è quello del mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson, per il quale il fotografo deve ambire a essere un testimone invisibile, che mai interviene per modificare il mondo e gli istanti che della realtà legge e interpreta. Ho sempre fatto una distinzione netta tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano, quelle che raccontano e ti raccontano, come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nell’azzardo degli incontri con il mondo». Questa importante retrospettiva permette al visitatore di conoscere a fondo il percorso personale e fotografico dell’autore siciliano. Ad accompagnare le fotografie, un documentario sulla sua vita e un’audioguida con la quale l’artista racconta in prima persona la sua esperienza e il suo modo di intendere l’arte e la fotografia.

Ferdinando Scianna: fotografie messe in pagina

Marpessa. Caltagirone, 1987 © Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna

Ci sono sempre delle storie dietro le fotografie di Ferdinando Scianna. Racconti e aneddoti che riguardano persone e amicizie, sentimenti e desideri. I retroscena sulla nascita del libro sulle feste religiose raccontano una storia di quelle che capitano solo una volta nella vita e sono capaci di segnare un destino. Fernando Scianna (all’epoca tutti lo chiamavano così) a soli 20 anni, nel 1963, propone la sua prima mostra al circolo culturale di Bagheria. In parete, affissa con puntine da disegno, la sequenza della sua ricerca sulle feste religiose in Sicilia. Un reportage in bianco e nero che doveva servire come documentazione visiva di una tesi di laurea di antropologia. Leonardo Sciascia, concentrato sulla stesura del suo nuovo libro Morte dell’inquisitore, visita per caso l’esposizione, ne rimane colpito e, da vero gentiluomo, lascia un biglietto cortese al giovane Fernando, complimentandosi per il lavoro. Scianna, inorgoglito e incuriosito da quel messaggio, si mette sulla tracce dello scrittore. Il 16 agosto, accompagnato dal nonno Benedetto, Scianna si reca a Butera, per fotografare la festa del Serpentazzo, poi passa da Palma di Montechiaro dove documenta scene di dura miseria. Chiede informazioni sullo scrittore e lo raggiunge in campagna.

Ferdinando Scianna e Leonardo Sciascia: un’amicizia infinita

Fra i due c’è subito sintonia e l’invito a pranzo. Sciascia chiede di poter avere le fotografie di Palma di Montechiaro e le invia al settimanale Vie Nuove. Ne uscirà una pubblicazione di otto pagine con didascalie secchissime dello stesso Sciascia, che in seguito si proporrà di scrivere il testo per il libro, Feste religiose in Sicilia, pubblicato nel 1965 per Leonardo da Vinci Editore nella collana Piccolo Orizzonte. Ferdinando Scianna ricorda: «Sciascia mi fece capire che la mia idea di usare le foto delle feste religiose come supporto per la tesi di laurea era contraddetta dalle immagini stesse, che rivelavano, secondo lui, ambizioni diverse, e forse più importanti, di narrazione del mondo, anche di quel mondo, piuttosto che della sua analisi e catalogazione. Per me è stata una salvezza. Nonostante io abbia incontrato Sciascia dopo che già da un paio d’anni facevo seriamente fotografie, la sua influenza è stata determinante. Io dico addirittura retroattiva. Finché non mi ha fatto l’offesa terribile di morire, è rimasto il mio angelo paterno».
Il libro sulle feste religiose ottiene un successo incredibile: 7.500 copie ufficiali – in realtà ne uscirono 15.000 –. Durante le presentazioni volano sedie e non sono risparmiati insulti, a causa del contenuto considerato dissacrante. L’Osservatore Romano esce con una stroncatura clamorosa e scrive di un giovane artista – nemmeno fotografo, artista! – plagiato dallo scrittore comunista, che si prende gioco della fede. Ma il libro continua a suscitare interesse. Fernando diventa Ferdinando e ottiene premi e riconoscimenti. Organizza mostre e continua a pubblicare quelle fotografie che riflettono sulla condizione materiale della religione, dando inizio a un percorso professionale e autoriale che non si è mai interrotto. Nel 1967 entra nello staff de L’Europeo e nel 1968 è già inviato in Cecoslovacchia. Nel 1974 altri due incontri sono destinati a segnare la sua vita, quelli con Henri Cartier-Bresson e Romeo Martinez. Il 1982 è l’anno del suo ingresso nella celebre agenzia Magnum. Nel 1987 comincia la sua esperienza nel mondo della pubblicità e della moda –celebre è la collaborazione con Dolce e Gabbana e la musa ispiratrice Marpessa –. Una parentesi di otto anni che lo porta in giro per il mondo sperimentando una nuova dimensione di fotografo.

Ferdinando Scianna e Leonardo Sciascia

Scianna riprende la parola: «L’ho già ripetuto fino alla nausea, i libri sono per me scopo e senso del fare. Ne ho pubblicati una cinquantina e ancora altri ne voglio realizzare. Molto di quanto ho tentato di combinare nel mio mestiere, nel bene e nel male, in qualche modo è finito nei miei libri. Libri riusciti e libri sbagliati. Del resto, una fotografia messa in pagina cambia di senso… ho sempre cercato di fare libri con le fotografie e non di fotografie. Ma ci sono vari tipi di libri che può fare un fotografo come me. Ci sono libri che affrontano un tema, un argomento e sono strutturati come saggi o racconti. Ci sono quelli che io chiamo repertorio, nei quali si mettono insieme immagini che rivelano percorsi o ossessioni tematiche e persino estetiche. Delle quali magari non avevi piena coscienza nell’imprevedibile azzardo del fotografare e che prendono senso diventando libro».

Insomma, la passione di Ferdinando Scianna per i libri è la somma delle sue eredità culturali e sentimentali. Per lui contano le sue radici, le letture, le poesie, gli incontri, ma anche gli odori e i sapori, in una parola contano i sentimenti. I suoi insegnamenti più preziosi sono la sua costanza e il suo impegno verso una fotografia che continua a essere racconto e memoria.

 

Appuntamenti non perdere: mostre fotografiche in Italia

Mostre in Italia

  • #18esplorazioni Nuove Mappe Per La Fotografia. Artisti Vari
    Il percorso è articolato in due mostre che vedono protagoniste le produzioni di diciassette fotografi siciliani, che con le loro esperienze fotografiche, le loro riflessioni e i loro contributi propongono nuovi scenari per la fotografia contemporanea che nascono in questo specifico territorio.
    Dal 22/09/2018 Al 16/12/2018, Palermo, Sicilia, Italia – Église

 

  • Sebastião Salgado. Genesi.
    Uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia.
    Dal 29/09/2018 Al  06/01/2019, Ancona, Marche, Italia – Sala Vanvitelli

 

  • Willy Ronis. Fotografie 1934-1998
    La Casa dei Tre Oci di Venezia rende omaggio al grande fotografo francese Willy Ronis(1910-2009). La mostra è la più completa retrospettiva del grande fotografo francese in Italia, presenta 120 immagini vintage, tra cui una decina inedite, dedicate a Venezia e documenti, libri e lettere mai esposti prima d’ora.
    Dal 06/09/2018 Al 06/01/2019  Venezia, Veneto, Italia – Casa Dei Tre Oci
  • La Fondazione Sozzani presenta la serie Time at work , composta da circa novanta opere che raccontano e ripercorrono la carriera dell’artista dagli anni Novanta a oggi. Il progetto fotografico è accompagnato da uno storico film documentario dell’artista su Lillian Bassman intitolato There is something about Lilliane.
    Dal 19/09/2018 Al 06/01/2019 Milano, Lombardia, Italia – Fondazione Sozzani
  • Gli spazi espositivi del Complesso di San Domenico a Forlì, apriranno al pubblico per ospitare la grande mostra retrospettiva dedicata a Ferdinando Scianna; 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, per una rassegna, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, e organizzata da Civita Mostre,  che attraversa l’intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalità di allestimento.
    Dal 22/09/2018 Al 06/01/2019  Forlì, Emilia-Romagna, Italia – Musei Di San Domenico
  • CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia indaga il rapporto tra fotografia e Pop Art con una mostra che riunisce oltre centoventi opere tra quadri, fotografie e grafiche, che illustrano la trasformazione del documento fotografico in opera d’arte.
    Dal 21/09/2018 Al 13/01/2019  Torino, Piemonte, Italia – Camera
  • Elliott Erwitt. Personae
    Le Sale dei Paggi della Reggia di Venaria ospitano la grande mostra di Elliott Erwitt, uno dei fotografi più importanti e celebrati del Novecento. Elliott Erwitt Personae è il titolo della prima retrospettiva delle sue fotografie sia in bianco e nero che a colori.

    Dal 27/09/2018 Al 24/02/2019 Torino, Piemonte, Italia – Reggia Di Venaria
  • Rania Matar. From Woman To Woman: Becoming
    Lo sguardo di un’artista e di una donna, di una madre e di un’ex adolescente che immortala una psiche in formazione.
    Dal 11/10/2018 Al 28/02/2019 Milano, Lombardia, Italia – Associazione Culturale C|E Contemporary

Ferdinando Scianna: la grande mostra retrospettiva a Forlì

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La grande mostra retrospettiva di Ferdinando Scianna

Non sono più sicuro, una volta lo ero, che si possa migliorare il mondo con una fotografia. Rimango convinto, però, del fatto che le cattive fotografie lo peggiorano” Ferdinando Scianna.

Gli spazi espositivi del Complesso di San Domenico a Forlì, apriranno al pubblico per ospitare la grande mostra retrospettiva dedicata a Ferdinando Scianna; 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, per una rassegna, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, e organizzata da Civita Mostre,  che attraversa l’intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalità di allestimento.
Avendo deciso di raccogliere in questa mostra la più ampia antologia dei suoi lavori fotografici, con la solita e spiccata autoironia, Ferdinando Scianna, in apertura del percorso espositivo, sceglie un testo di Giorgio Manganelli:
“Una antologia è una legittima strage, una carneficina vista con favore dalle autorità civili e religiose. Una pulita operazione di sbranare i libri che vanno per il mondo sotto il nome dell’autore per ricavarne uno stufato, un timballo, uno spezzatino…”

Ferdinando Scianna: uno tra i più grandi maestri della fotografia non solo italiana

Ferdinando Scianna del suo lavoro scrive: “come fotografo mi considero un reporter. Come reporter il mio riferimento fondamentale è quello del mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson, per il quale il fotografo deve ambire ad essere un testimone invisibile, che mai interviene per modificare il mondo e gli istanti che della realtà legge e interpreta. Ho sempre fatto una distinzione netta tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano, quelle che raccontano e ti raccontano, come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nell’azzardo degli incontri con il mondo”.

Le sezioni della mostra:

LA MEMORIA, Bagheria – La Sicilia – Le feste religiose
IL RACCONTO, Lourdes – I bambini – Kami – Il dolore
OSSESSIONI, Il sonno – Le cose – L’ombra – Bestie – Gli specchi
IL VIAGGIO, America – Deambulazioni – I luoghi
RITRATTI
RITI E MITI, Le cerimonie – Donne – Marpessa
Ferdinando Scianna
il viaggio il racconto la memoria
Forlì, Musei San Domenico
22 settembre 2018 – 6 gennaio 2019
Da martedì a venerdì ore 9,30 –18,30.
Sabato, domenica e festivi ore 10,00 – 19,00.
24 e 31 dicembre ore 9,30 – 13,30
1 gennaio 2019 ore 14.30 – 19.00
Chiuso tutti i lunedì e il 25 dicembre e il 1° gennaio
mostraferdinandoscianna.it

 
Immagine in evidenza

New York, 1985
© Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna: a Forlì una grande mostra retrospettiva

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Ferdinando Scianna: il viaggio il racconto la memoria

Negli spazi espositivi del Complesso di San Domenico a Forlì aprirà al pubblico la grande mostra retrospettiva dedicata a Ferdinando Scianna, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, art director della mostra e organizzata da Civita Mostre.

Ferdinando Scianna il Maestro della Fotografia

Ferdinando Scianna è uno tra i più grandi maestri della fotografia non solo italiana. Ha iniziato ad appassionarsi a questo linguaggio negli anni Sessanta, raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine, la Sicilia. Il suo lungo percorso artistico si snoda attraverso varie tematiche – l’attualità, la guerra, il viaggio, la religiosità popolare – tutte legate da un unico filo conduttore: la costante ricerca di una forma nel caos della vita.
Con circa 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, la rassegna attraversa l’intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalità di allestimento.
Avendo deciso di raccogliere in questa mostra la più ampia antologia dei suoi lavori fotografici, con la solita e spiccata autoironia, Ferdinando Scianna, in apertura del percorso espositivo, sceglie un testo di Giorgio Manganelli:
“Una antologia è una legittima strage, una carneficina vista con favore dalle autorità civili e religiose. Una pulita operazione di sbranare i libri che vanno per il mondo sotto il nome dell’autore per ricavarne uno stufato, un timballo, uno spezzatino…”

Come fotografo mi considero un reporter. Come reporter il mio riferimento fondamentale è quello del mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson

Ferdinando Scianna del suo lavoro scrive: “come fotografo mi considero un reporter. Come reporter il mio riferimento fondamentale è quello del mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson, per il quale il fotografo deve ambire ad essere un testimone invisibile, che mai interviene per modificare il mondo e gli istanti che della realtà legge e interpreta. Ho sempre fatto una distinzione netta tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano, quelle che raccontano e ti raccontano, come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nell’azzardo degli incontri con il mondo”.

Le sezioni della mostra:

LA MEMORIA, Bagheria – La Sicilia – Le feste religiose
IL RACCONTO, Lourdes – I bambini – Kami – Il dolore
OSSESSIONI, Il sonno – Le cose – L’ombra – Bestie – Gli specchi
IL VIAGGIO, America – Deambulazioni – I luoghi
RITRATTI
RITI E MITI, Le cerimonie – Donne – Marpessa

Programma e orari

Ferdinando Scianna
il viaggio il racconto la memoria
Forlì, Musei San Domenico
22 settembre 2018 – 6 gennaio 2019
Da martedì a venerdì ore 9,30 –18,30.
Sabato, domenica e festivi ore 10,00 – 19,00.
24 e 31 dicembre ore 9,30 – 13,30
1 gennaio 2019 ore 14.30 – 19.00
Chiuso tutti i lunedì e il 25 dicembre e il 1° gennaio
mostraferdinandoscianna.it

 Immagine in evidenza
Marpessa. Caltagirone, 1987.
© Ferdinando Scianna

Al Brescia PhotoFestival una guida d’eccezione: Ferdinando Scianna

Il grande fotografo Magnum Ferdinando Scianna al Brescia Photo Festival 

Brescia Photo Festival anima l’estate in città con una serie di appuntamenti imperdibili per tutti gli appassionati di fotografia: giovedì 28 giugno doppio appuntamento con il grande fotografo Magnum Ferdinando Scianna, a cui è dedicata la personale del festival di quest’anno, l’evento espositivo “Cose” (a cura di Luigi di Corato), visitabile fino al 2 settembre al Museo Santa Giulia. 

Brescia Photo Festival: il programma

Alle 18, presso l’Auditorium del Museo Santa GiuliaFerdinando Scianna converserà con l’editore Roberto Koch in occasione della presentazione del catalogo dedicato alla mostra, un prezioso volume fotografico edito da Contrasto Books. Il titolo della mostra – e della pubblicazione – è “Cose”. Un doppio percorso dove le immagini di una “collezione ideale”, composta da ottanta scatti di “oggetti trovati” dall’autore, dialogano con dieci oggetti reali, acquistati da Scianna nel corso dei suoi innumerevoli viaggi. Un giro del mondo in ottanta immagini e dieci “cose”, dalle cere votive di Polsi agli Ekeki boliviani, dalle terrecotte di Ocumichu alle anime del Purgatorio della tradizione napoletana, dai toreri madrileni, rigorosamente “in bronce”, ai cavallini siciliani. L’affascinante itinerario tra le “Cose” di Scianna è raccontato passo dopo passo, con grande cura editoriale nel volume pubblicato da Contrasto Books. 

A seguire, alle ore 19,30 sarà proprio Ferdinando Scianna a condurre il pubblico tra le immagini della propria mostra, con una visita guidata speciale e irripetibile. Ripercorrendo situazioni, luoghi, emozioni che hanno portato alle immagini e alla raccolta degli oggetti esposti in mostra, Scianna sarà una guida d’eccezione e condividerà con i visitatori le esperienze legate all’evento espositivo “Cose”. La prenotazione è obbligatoria presso il CUP 030/2977833-834. Biglietto: ridotto 4.00 €. Gratuito per possessori Abbonamento Musei).

BRESCIA PHOTO FESTIVAL

FERDINANDO SCIANNA. COSE

PERCORSI PARALLELI. COLLEZIONE MARIO TREVISAN

Museo Santa Giulia

ORARI DI APERTURA

da martedì a domenica dalle 10:30 – 19:00

giovedì dalle 10:30 alle 22:00

http://bresciaphotofestival.it/

Photo Addicted: frizzanti appuntamenti al Brescia Photo Festival

Photo Addicted: fatti prendere dalla fotografia

Giugno apre ad una serie di frizzanti appuntamenti al Brescia Photo Festival dedicati a tutti i photo addicted!  Chiacchierate, guide d’eccezione, presentazioni di volumi, confronti contemporanei tra artisti e collezionisti, animeranno nei mesi estivi Brescia Photo Festival con particolare attenzione alle mostre allestite, fino a 2 settembre, nel Museo di Santa Giulia.

Brescia Photo Festival: il fotografo Ferdinando Scianna

La personale dell’edizione di quest’anno di BPF è dedicata a Ferdinando Scianna. Fotografo umanista, è il primo grande reporter italiano entrato a far parte dell’agenzia Magnum. Scianna è legato a Brescia anche dal servizio che ha storicizzato Ouverture; la mostra di Mimmo Paladino, artista e amico con cui collabora da anni. Il titolo della mostra – e della pubblicazione edita in questa occasione – è Cose. Un doppio percorso dove le immagini di una “collezione ideale”, composta da ottanta scatti di “oggetti trovati” dall’autore, dialogano con dieci oggetti reali, acquistati da Scianna nel corso dei suoi innumerevoli viaggi. Ogni sua “conquista” è qui esposta accanto a tre foto che vogliono chiarire il contesto del viaggio in cui sono stati raccolti, documentato anche dalle parole dell’autore che raccontano il “colpo di fulmine. Un giro del mondo in ottanta immagini e dieci “cose”, dalle cere votive di Polsi e agli Ekeki boliviani, dalle terrecotte di Ocumichu alle anime del Purgatorio della tradizione napoletana, dai toreri madrileni, rigorosamente “in bronce”, ai cavallini siciliani.

Brescia Photo Festival: percorsi paralleli. La collezione di Mario Trevisan

Mario Trevisan è il più grande collezionista di fotografia in Italia. Del suo amore per il collezionismo dice: “Parafrasando le parole del grande collezionista Roger Thérond, scomparso una decina di anni fa, possiamo dire che nel collezionismo esistono tre fasi distinte: la prima è animata dall’entusiasmo, dall’ardore: si ha paura di non ritrovare nel mercato certe immagini e si tende a comprare tutto, commettendo molti errori. La seconda fase è quella della ragione, dove ogni scelta è molto più ponderata e legata ad un progetto preciso. Il passaggio tra la prima e la seconda fase è lungo e faticoso, è necessario studiare, guardare e cercare. Infine arriva la terza ed ultima fase, quella del godimento, quando la nostra collezione ha ormai un’impronta precisa. Ecco, in questo momento io mi trovo nella zona di passaggio tra la seconda e la terza fase e sto cercando solo quelle immagini che, a parer mio, mi mancano”.

Brescia Photo Festival: calendario degli incontri:

07 giugno ore 20.00 Giovedì al museo. Di sera

Si inaugurano le speciali visite alle mostre: un coinvolgente itinerario accompagna i visitatori immergendoli nell’atmosfera e nelle emozioni evocate dalle immagini catturate dall’obbiettivo.

14 giugno

TRE PER UNO. DALLA COLLEZIONE PAOLO CLERICI

Primo dei tre incontri con la Guida d’eccezione. Appuntamento al Ma.Co.f. Centro della fotografia italiana, con l’appassionato collezionista Paolo Clerici che accompagnerà i visitatori alla scoperta delle fotografie di grandi autori, come Lucien Clergue, Mario Giacomelli, Robert Mapplethorpe, Duane Michals, Helmut Newton, Leslie Krims, Sandy Skoglund, Joyce Tenneson, William Klein,  che ha scelto di presentare nell’esposizione in corso Tre per uno. La sua collezione è fatta di autori e non di fotografie, di storie e non di scatti. Almeno tre. Almeno, perché generalmente sono molti di più. Tante piccole “personali” all’interno di una “collettiva permanente” che riflette lo spirito e la personalità di colui che l’ha ideata, progettata e costruita.

Ore 18.30 ritrovo presso Ma.Co.f. via Moretto 78 Ingresso e partecipazione sono gratuiti. Prenotazione obbligatoria al CUP 030/2977833-834.

A seguire alle ore 20.00 possibilità di visita alle mostre allestite nel Museo di Santa Giulia a cura dei Servizi educativi di Fondazione Brescia Musei Prenotazione obbligatoria al CUP 030/2977833-834. 

28 giugno

Ore 18.00, Auditorium del Museo di Santa Giulia Ferdinando Scianna conversa con Roberto Koch di Contrasto Books che ha curato la pubblicazione del volume Cose.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

Ore 19.30 Occasione straordinaria e imperdibile: Ferdinando Scianna guida personalmente il pubblico ripercorrendo situazioni, luoghi, emozioni che hanno portato alle immagini e alla raccolta di oggetti esposti nella mostra Cose.

Prenotazione obbligatoria presso il CUP 030/2977833-834. 

5 luglio

Ore 18.30 un nuovo appuntamento con la guida d’eccezione. L’importante collezionista Mario Trevisan accompagna i visitatori alla scoperta delle incredibili opere che ha selezionato per la mostra Percorsi paralleli.

12 luglio

Ore 18.30 White room Il maestro della fotografia Gianni Berengo Gardin a colloquio con Renato Corsini fotografo e direttore artistico del Ma.co.f, racconta la sua vita e il suo mondo.

A seguire alle ore 20.00 visita alle mostre a cura dei Servizi educativi di FBM Prenotazione obbligatoria al CUP 030/2977833-834.

Ore 18.30 White room MG Instant Planet, Maurizio Galimberti racconta di sé e delle sue particolarissime sperimentazioni con la mitica Polaroid

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili A seguire alle ore 20.00 visita alle mostre a cura dei Servizi educativi di FBM Prenotazione obbligatoria al CUP 030/2977833-834.

26 luglio

Ore 18.30 White room

Dialogo contemporaneo a due tra la sensibile artista Silvia Camporesi e l’appassionato collezionista Mario Trevisan

A seguire alle ore 20.00 visita alle mostre a cura dei Servizi educativi di FBM Prenotazione obbligatoria al CUP 030/2977833-834.

2, 9, 16, 23 agosto

ore 20.00 GIOVEDI’ AL MUSEO. DI SERA

Si inaugurano le speciali visite alle mostre: un coinvolgente itinerario accompagna i visitatori immergendoli nell’atmosfera e nelle emozioni evocate dalle immagini catturate dall’obbiettivo.

30 agosto

Ore 18.30 Torna l’appuntamento con la Guida d’eccezione, Mario Trevisan l’appassionato collezionista che guida i visitatori alla scoperta dei ‘corto circuiti’ che ha creato specificatamente per la mostra Percorsi paralleli.

Raffles Milano: il Master di fotografia con Denis Curti

Raffles Milano: il Master di fotografia

Dieci mesi straordinari. Dieci professionisti della fotografia internazionale in aula, una al mese, con le loro figure chiave. Dieci occasioni uniche per imparare direttamente dai protagonisti. Master di Raffles Milano. Finalmente qualcuno ci ha pensato.
Fotografare vuol dire proporre un modello del mondo utile e interessante, che raccontando la realtà ci aiuti ad amarla. Il fotografo non è più un mestiere da artigiani. La tecnologia digitale lo spinge a “scrollarsi di dosso” l’ossessione della tecnica a favore di una logica sempre più legata al saper vedere, al saper interpretare e al saper raccontare.

Il fotografo deve essere un interprete attivo, efficace e consapevole della contemporaneità. E per questo le lezioni sono costruite sulla logica dell’aggiornamento permanente. La bravura, l’esperienza e la capacità di rompere gli schemi dei docenti coinvolti assicurano un percorso formativo di alto profilo. Al termine del quale, gli studenti hanno la possibilità di trovare posizioni professionali nel mondo della produzione visiva sia in ambito nazionale che internazionale, in varie aree della comunicazione e dell’immagine, dallo still & motion allo storytelling, dall’advertising agli ambiti corporate.

Il Master si rivolge a tutte le persone che desiderano conoscere e approfondire i temi della fotografia contemporanea, trasformando la passione in un mestiere. In particolare, è disegnato per chi vuole intraprendere un percorso di (ri)definizione e (ri)posizionamento professionale al passo con i contesti di oggi. Chi sono i fotografi di domani (e di oggi)? Persone che dispongono di competenze, abilità e strumenti critici per affrontare senza complessi la vastissima scena della produzione contemporanea, e per dare inizio a una propria attività autonoma, continuativa e di successo.

Raffles Milano, il Master di fotografia:  Course leader Denis Curti

Nato nel 1960, è una delle figure critiche di riferimento per il mondo della fotografia italiana e internazionale. Ha curato mostre dedicate a maestri dell’obiettivo come Helmut Newton, Henri Cartier-Bresson, David Lachapelle, Elliott Erwitt e gli italiani Gianni Berengo Gardin, Franco Fontana e Ferdinando Scianna. Esperto di mercato e collezionismo, ha curato aste per Sotheby’s e Minerva Auction. È autore del primo manuale sul collezionismo fotografico e fondatore della galleria Still di Milano. Per 15 anni è stato direttore della sede milanese di Contrasto, con cui ha dato vita molti progetti per aziende e istituzioni. Co-fondatore della Fondazione Forma di Milano, fino al 2014 ne è stato vicepresidente. Negli anni ha coordinato attività editoriali e di advertising con i più grandi fotografi internazionali, in particolare con quelli dell’agenzia Magnum. Dirige il mensile Il Fotografo e coordina le testate appartenenti al gruppo Sprea Fotografia. È membro del Comitato artistico della Villa Reale di Monza e direttore dei festival di fotografia di Capri e di Bergamo.

Raffles Milano, il Master di fotografia: argomenti del corso

  • Contesto della fotografia italiana e internazionale
  • Mercato del collezionismo e fine art.
  • Creatività e progettualità in fotografia.
  • Advertising e corporate.
  • Beauty e ritratto.
  • Centralità dello storytelling.
  • Organizzazione e curatela di mostre ed eventi.
  • Costruzione del portfolio.
  • Tecnologia digitale al servizio della creatività.

Raffles Milano, il Master di fotografia: docenti di progetto

Imparare direttamente dai protagonisti vuol dire acquisire alla fonte le visioni e i metodi più avanzati. A differenza dei Master tradizionali, i Master Raffles Milano portano in aula saperi in azione grazie a 10 professionisti ai vertici del mercato che si alternano in aula nell’arco dei dieci mesi.

Raffles Milano, il Master di fotografia: Docenti di metodo

Ci sono conoscenze e abilità anche teoriche che non si imparano in corsa e richiedono un approfondimento ad hoc. Non si sa quando potranno servire, ma una cosa è certa: serviranno.

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