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Ferdinando Scianna: fotografie messe in pagina

Marpessa. Caltagirone, 1987 © Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna

Ci sono sempre delle storie dietro le fotografie di Ferdinando Scianna. Racconti e aneddoti che riguardano persone e amicizie, sentimenti e desideri. I retroscena sulla nascita del libro sulle feste religiose raccontano una storia di quelle che capitano solo una volta nella vita e sono capaci di segnare un destino. Fernando Scianna (all’epoca tutti lo chiamavano così) a soli 20 anni, nel 1963, propone la sua prima mostra al circolo culturale di Bagheria. In parete, affissa con puntine da disegno, la sequenza della sua ricerca sulle feste religiose in Sicilia. Un reportage in bianco e nero che doveva servire come documentazione visiva di una tesi di laurea di antropologia. Leonardo Sciascia, concentrato sulla stesura del suo nuovo libro Morte dell’inquisitore, visita per caso l’esposizione, ne rimane colpito e, da vero gentiluomo, lascia un biglietto cortese al giovane Fernando, complimentandosi per il lavoro. Scianna, inorgoglito e incuriosito da quel messaggio, si mette sulla tracce dello scrittore. Il 16 agosto, accompagnato dal nonno Benedetto, Scianna si reca a Butera, per fotografare la festa del Serpentazzo, poi passa da Palma di Montechiaro dove documenta scene di dura miseria. Chiede informazioni sullo scrittore e lo raggiunge in campagna.

Ferdinando Scianna e Leonardo Sciascia: un’amicizia infinita

Fra i due c’è subito sintonia e l’invito a pranzo. Sciascia chiede di poter avere le fotografie di Palma di Montechiaro e le invia al settimanale Vie Nuove. Ne uscirà una pubblicazione di otto pagine con didascalie secchissime dello stesso Sciascia, che in seguito si proporrà di scrivere il testo per il libro, Feste religiose in Sicilia, pubblicato nel 1965 per Leonardo da Vinci Editore nella collana Piccolo Orizzonte. Ferdinando Scianna ricorda: «Sciascia mi fece capire che la mia idea di usare le foto delle feste religiose come supporto per la tesi di laurea era contraddetta dalle immagini stesse, che rivelavano, secondo lui, ambizioni diverse, e forse più importanti, di narrazione del mondo, anche di quel mondo, piuttosto che della sua analisi e catalogazione. Per me è stata una salvezza. Nonostante io abbia incontrato Sciascia dopo che già da un paio d’anni facevo seriamente fotografie, la sua influenza è stata determinante. Io dico addirittura retroattiva. Finché non mi ha fatto l’offesa terribile di morire, è rimasto il mio angelo paterno».
Il libro sulle feste religiose ottiene un successo incredibile: 7.500 copie ufficiali – in realtà ne uscirono 15.000 –. Durante le presentazioni volano sedie e non sono risparmiati insulti, a causa del contenuto considerato dissacrante. L’Osservatore Romano esce con una stroncatura clamorosa e scrive di un giovane artista – nemmeno fotografo, artista! – plagiato dallo scrittore comunista, che si prende gioco della fede. Ma il libro continua a suscitare interesse. Fernando diventa Ferdinando e ottiene premi e riconoscimenti. Organizza mostre e continua a pubblicare quelle fotografie che riflettono sulla condizione materiale della religione, dando inizio a un percorso professionale e autoriale che non si è mai interrotto. Nel 1967 entra nello staff de L’Europeo e nel 1968 è già inviato in Cecoslovacchia. Nel 1974 altri due incontri sono destinati a segnare la sua vita, quelli con Henri Cartier-Bresson e Romeo Martinez. Il 1982 è l’anno del suo ingresso nella celebre agenzia Magnum. Nel 1987 comincia la sua esperienza nel mondo della pubblicità e della moda –celebre è la collaborazione con Dolce e Gabbana e la musa ispiratrice Marpessa –. Una parentesi di otto anni che lo porta in giro per il mondo sperimentando una nuova dimensione di fotografo.

Ferdinando Scianna e Leonardo Sciascia

Scianna riprende la parola: «L’ho già ripetuto fino alla nausea, i libri sono per me scopo e senso del fare. Ne ho pubblicati una cinquantina e ancora altri ne voglio realizzare. Molto di quanto ho tentato di combinare nel mio mestiere, nel bene e nel male, in qualche modo è finito nei miei libri. Libri riusciti e libri sbagliati. Del resto, una fotografia messa in pagina cambia di senso… ho sempre cercato di fare libri con le fotografie e non di fotografie. Ma ci sono vari tipi di libri che può fare un fotografo come me. Ci sono libri che affrontano un tema, un argomento e sono strutturati come saggi o racconti. Ci sono quelli che io chiamo repertorio, nei quali si mettono insieme immagini che rivelano percorsi o ossessioni tematiche e persino estetiche. Delle quali magari non avevi piena coscienza nell’imprevedibile azzardo del fotografare e che prendono senso diventando libro».

Insomma, la passione di Ferdinando Scianna per i libri è la somma delle sue eredità culturali e sentimentali. Per lui contano le sue radici, le letture, le poesie, gli incontri, ma anche gli odori e i sapori, in una parola contano i sentimenti. I suoi insegnamenti più preziosi sono la sua costanza e il suo impegno verso una fotografia che continua a essere racconto e memoria.

 

Appuntamenti non perdere: mostre fotografiche in Italia

Mostre in Italia

  • #18esplorazioni Nuove Mappe Per La Fotografia. Artisti Vari
    Il percorso è articolato in due mostre che vedono protagoniste le produzioni di diciassette fotografi siciliani, che con le loro esperienze fotografiche, le loro riflessioni e i loro contributi propongono nuovi scenari per la fotografia contemporanea che nascono in questo specifico territorio.
    Dal 22/09/2018 Al 16/12/2018, Palermo, Sicilia, Italia – Église

 

  • Sebastião Salgado. Genesi.
    Uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia.
    Dal 29/09/2018 Al  06/01/2019, Ancona, Marche, Italia – Sala Vanvitelli

 

  • Willy Ronis. Fotografie 1934-1998
    La Casa dei Tre Oci di Venezia rende omaggio al grande fotografo francese Willy Ronis(1910-2009). La mostra è la più completa retrospettiva del grande fotografo francese in Italia, presenta 120 immagini vintage, tra cui una decina inedite, dedicate a Venezia e documenti, libri e lettere mai esposti prima d’ora.
    Dal 06/09/2018 Al 06/01/2019  Venezia, Veneto, Italia – Casa Dei Tre Oci
  • La Fondazione Sozzani presenta la serie Time at work , composta da circa novanta opere che raccontano e ripercorrono la carriera dell’artista dagli anni Novanta a oggi. Il progetto fotografico è accompagnato da uno storico film documentario dell’artista su Lillian Bassman intitolato There is something about Lilliane.
    Dal 19/09/2018 Al 06/01/2019 Milano, Lombardia, Italia – Fondazione Sozzani
  • Gli spazi espositivi del Complesso di San Domenico a Forlì, apriranno al pubblico per ospitare la grande mostra retrospettiva dedicata a Ferdinando Scianna; 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, per una rassegna, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, e organizzata da Civita Mostre,  che attraversa l’intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalità di allestimento.
    Dal 22/09/2018 Al 06/01/2019  Forlì, Emilia-Romagna, Italia – Musei Di San Domenico
  • CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia indaga il rapporto tra fotografia e Pop Art con una mostra che riunisce oltre centoventi opere tra quadri, fotografie e grafiche, che illustrano la trasformazione del documento fotografico in opera d’arte.
    Dal 21/09/2018 Al 13/01/2019  Torino, Piemonte, Italia – Camera
  • Elliott Erwitt. Personae
    Le Sale dei Paggi della Reggia di Venaria ospitano la grande mostra di Elliott Erwitt, uno dei fotografi più importanti e celebrati del Novecento. Elliott Erwitt Personae è il titolo della prima retrospettiva delle sue fotografie sia in bianco e nero che a colori.

    Dal 27/09/2018 Al 24/02/2019 Torino, Piemonte, Italia – Reggia Di Venaria
  • Rania Matar. From Woman To Woman: Becoming
    Lo sguardo di un’artista e di una donna, di una madre e di un’ex adolescente che immortala una psiche in formazione.
    Dal 11/10/2018 Al 28/02/2019 Milano, Lombardia, Italia – Associazione Culturale C|E Contemporary

Ferdinando Scianna: la grande mostra retrospettiva a Forlì

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La grande mostra retrospettiva di Ferdinando Scianna

Non sono più sicuro, una volta lo ero, che si possa migliorare il mondo con una fotografia. Rimango convinto, però, del fatto che le cattive fotografie lo peggiorano” Ferdinando Scianna.

Gli spazi espositivi del Complesso di San Domenico a Forlì, apriranno al pubblico per ospitare la grande mostra retrospettiva dedicata a Ferdinando Scianna; 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, per una rassegna, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, e organizzata da Civita Mostre,  che attraversa l’intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalità di allestimento.
Avendo deciso di raccogliere in questa mostra la più ampia antologia dei suoi lavori fotografici, con la solita e spiccata autoironia, Ferdinando Scianna, in apertura del percorso espositivo, sceglie un testo di Giorgio Manganelli:
“Una antologia è una legittima strage, una carneficina vista con favore dalle autorità civili e religiose. Una pulita operazione di sbranare i libri che vanno per il mondo sotto il nome dell’autore per ricavarne uno stufato, un timballo, uno spezzatino…”

Ferdinando Scianna: uno tra i più grandi maestri della fotografia non solo italiana

Ferdinando Scianna del suo lavoro scrive: “come fotografo mi considero un reporter. Come reporter il mio riferimento fondamentale è quello del mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson, per il quale il fotografo deve ambire ad essere un testimone invisibile, che mai interviene per modificare il mondo e gli istanti che della realtà legge e interpreta. Ho sempre fatto una distinzione netta tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano, quelle che raccontano e ti raccontano, come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nell’azzardo degli incontri con il mondo”.

Le sezioni della mostra:

LA MEMORIA, Bagheria – La Sicilia – Le feste religiose
IL RACCONTO, Lourdes – I bambini – Kami – Il dolore
OSSESSIONI, Il sonno – Le cose – L’ombra – Bestie – Gli specchi
IL VIAGGIO, America – Deambulazioni – I luoghi
RITRATTI
RITI E MITI, Le cerimonie – Donne – Marpessa
Ferdinando Scianna
il viaggio il racconto la memoria
Forlì, Musei San Domenico
22 settembre 2018 – 6 gennaio 2019
Da martedì a venerdì ore 9,30 –18,30.
Sabato, domenica e festivi ore 10,00 – 19,00.
24 e 31 dicembre ore 9,30 – 13,30
1 gennaio 2019 ore 14.30 – 19.00
Chiuso tutti i lunedì e il 25 dicembre e il 1° gennaio
mostraferdinandoscianna.it

 
Immagine in evidenza

New York, 1985
© Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna: a Forlì una grande mostra retrospettiva

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Ferdinando Scianna: il viaggio il racconto la memoria

Negli spazi espositivi del Complesso di San Domenico a Forlì aprirà al pubblico la grande mostra retrospettiva dedicata a Ferdinando Scianna, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, art director della mostra e organizzata da Civita Mostre.

Ferdinando Scianna il Maestro della Fotografia

Ferdinando Scianna è uno tra i più grandi maestri della fotografia non solo italiana. Ha iniziato ad appassionarsi a questo linguaggio negli anni Sessanta, raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine, la Sicilia. Il suo lungo percorso artistico si snoda attraverso varie tematiche – l’attualità, la guerra, il viaggio, la religiosità popolare – tutte legate da un unico filo conduttore: la costante ricerca di una forma nel caos della vita.
Con circa 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, la rassegna attraversa l’intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalità di allestimento.
Avendo deciso di raccogliere in questa mostra la più ampia antologia dei suoi lavori fotografici, con la solita e spiccata autoironia, Ferdinando Scianna, in apertura del percorso espositivo, sceglie un testo di Giorgio Manganelli:
“Una antologia è una legittima strage, una carneficina vista con favore dalle autorità civili e religiose. Una pulita operazione di sbranare i libri che vanno per il mondo sotto il nome dell’autore per ricavarne uno stufato, un timballo, uno spezzatino…”

Come fotografo mi considero un reporter. Come reporter il mio riferimento fondamentale è quello del mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson

Ferdinando Scianna del suo lavoro scrive: “come fotografo mi considero un reporter. Come reporter il mio riferimento fondamentale è quello del mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson, per il quale il fotografo deve ambire ad essere un testimone invisibile, che mai interviene per modificare il mondo e gli istanti che della realtà legge e interpreta. Ho sempre fatto una distinzione netta tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano, quelle che raccontano e ti raccontano, come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nell’azzardo degli incontri con il mondo”.

Le sezioni della mostra:

LA MEMORIA, Bagheria – La Sicilia – Le feste religiose
IL RACCONTO, Lourdes – I bambini – Kami – Il dolore
OSSESSIONI, Il sonno – Le cose – L’ombra – Bestie – Gli specchi
IL VIAGGIO, America – Deambulazioni – I luoghi
RITRATTI
RITI E MITI, Le cerimonie – Donne – Marpessa

Programma e orari

Ferdinando Scianna
il viaggio il racconto la memoria
Forlì, Musei San Domenico
22 settembre 2018 – 6 gennaio 2019
Da martedì a venerdì ore 9,30 –18,30.
Sabato, domenica e festivi ore 10,00 – 19,00.
24 e 31 dicembre ore 9,30 – 13,30
1 gennaio 2019 ore 14.30 – 19.00
Chiuso tutti i lunedì e il 25 dicembre e il 1° gennaio
mostraferdinandoscianna.it

 Immagine in evidenza
Marpessa. Caltagirone, 1987.
© Ferdinando Scianna

Al Brescia PhotoFestival una guida d’eccezione: Ferdinando Scianna

Il grande fotografo Magnum Ferdinando Scianna al Brescia Photo Festival 

Brescia Photo Festival anima l’estate in città con una serie di appuntamenti imperdibili per tutti gli appassionati di fotografia: giovedì 28 giugno doppio appuntamento con il grande fotografo Magnum Ferdinando Scianna, a cui è dedicata la personale del festival di quest’anno, l’evento espositivo “Cose” (a cura di Luigi di Corato), visitabile fino al 2 settembre al Museo Santa Giulia. 

Brescia Photo Festival: il programma

Alle 18, presso l’Auditorium del Museo Santa GiuliaFerdinando Scianna converserà con l’editore Roberto Koch in occasione della presentazione del catalogo dedicato alla mostra, un prezioso volume fotografico edito da Contrasto Books. Il titolo della mostra – e della pubblicazione – è “Cose”. Un doppio percorso dove le immagini di una “collezione ideale”, composta da ottanta scatti di “oggetti trovati” dall’autore, dialogano con dieci oggetti reali, acquistati da Scianna nel corso dei suoi innumerevoli viaggi. Un giro del mondo in ottanta immagini e dieci “cose”, dalle cere votive di Polsi agli Ekeki boliviani, dalle terrecotte di Ocumichu alle anime del Purgatorio della tradizione napoletana, dai toreri madrileni, rigorosamente “in bronce”, ai cavallini siciliani. L’affascinante itinerario tra le “Cose” di Scianna è raccontato passo dopo passo, con grande cura editoriale nel volume pubblicato da Contrasto Books. 

A seguire, alle ore 19,30 sarà proprio Ferdinando Scianna a condurre il pubblico tra le immagini della propria mostra, con una visita guidata speciale e irripetibile. Ripercorrendo situazioni, luoghi, emozioni che hanno portato alle immagini e alla raccolta degli oggetti esposti in mostra, Scianna sarà una guida d’eccezione e condividerà con i visitatori le esperienze legate all’evento espositivo “Cose”. La prenotazione è obbligatoria presso il CUP 030/2977833-834. Biglietto: ridotto 4.00 €. Gratuito per possessori Abbonamento Musei).

BRESCIA PHOTO FESTIVAL

FERDINANDO SCIANNA. COSE

PERCORSI PARALLELI. COLLEZIONE MARIO TREVISAN

Museo Santa Giulia

ORARI DI APERTURA

da martedì a domenica dalle 10:30 – 19:00

giovedì dalle 10:30 alle 22:00

http://bresciaphotofestival.it/

Photo Addicted: frizzanti appuntamenti al Brescia Photo Festival

Photo Addicted: fatti prendere dalla fotografia

Giugno apre ad una serie di frizzanti appuntamenti al Brescia Photo Festival dedicati a tutti i photo addicted!  Chiacchierate, guide d’eccezione, presentazioni di volumi, confronti contemporanei tra artisti e collezionisti, animeranno nei mesi estivi Brescia Photo Festival con particolare attenzione alle mostre allestite, fino a 2 settembre, nel Museo di Santa Giulia.

Brescia Photo Festival: il fotografo Ferdinando Scianna

La personale dell’edizione di quest’anno di BPF è dedicata a Ferdinando Scianna. Fotografo umanista, è il primo grande reporter italiano entrato a far parte dell’agenzia Magnum. Scianna è legato a Brescia anche dal servizio che ha storicizzato Ouverture; la mostra di Mimmo Paladino, artista e amico con cui collabora da anni. Il titolo della mostra – e della pubblicazione edita in questa occasione – è Cose. Un doppio percorso dove le immagini di una “collezione ideale”, composta da ottanta scatti di “oggetti trovati” dall’autore, dialogano con dieci oggetti reali, acquistati da Scianna nel corso dei suoi innumerevoli viaggi. Ogni sua “conquista” è qui esposta accanto a tre foto che vogliono chiarire il contesto del viaggio in cui sono stati raccolti, documentato anche dalle parole dell’autore che raccontano il “colpo di fulmine. Un giro del mondo in ottanta immagini e dieci “cose”, dalle cere votive di Polsi e agli Ekeki boliviani, dalle terrecotte di Ocumichu alle anime del Purgatorio della tradizione napoletana, dai toreri madrileni, rigorosamente “in bronce”, ai cavallini siciliani.

Brescia Photo Festival: percorsi paralleli. La collezione di Mario Trevisan

Mario Trevisan è il più grande collezionista di fotografia in Italia. Del suo amore per il collezionismo dice: “Parafrasando le parole del grande collezionista Roger Thérond, scomparso una decina di anni fa, possiamo dire che nel collezionismo esistono tre fasi distinte: la prima è animata dall’entusiasmo, dall’ardore: si ha paura di non ritrovare nel mercato certe immagini e si tende a comprare tutto, commettendo molti errori. La seconda fase è quella della ragione, dove ogni scelta è molto più ponderata e legata ad un progetto preciso. Il passaggio tra la prima e la seconda fase è lungo e faticoso, è necessario studiare, guardare e cercare. Infine arriva la terza ed ultima fase, quella del godimento, quando la nostra collezione ha ormai un’impronta precisa. Ecco, in questo momento io mi trovo nella zona di passaggio tra la seconda e la terza fase e sto cercando solo quelle immagini che, a parer mio, mi mancano”.

Brescia Photo Festival: calendario degli incontri:

07 giugno ore 20.00 Giovedì al museo. Di sera

Si inaugurano le speciali visite alle mostre: un coinvolgente itinerario accompagna i visitatori immergendoli nell’atmosfera e nelle emozioni evocate dalle immagini catturate dall’obbiettivo.

14 giugno

TRE PER UNO. DALLA COLLEZIONE PAOLO CLERICI

Primo dei tre incontri con la Guida d’eccezione. Appuntamento al Ma.Co.f. Centro della fotografia italiana, con l’appassionato collezionista Paolo Clerici che accompagnerà i visitatori alla scoperta delle fotografie di grandi autori, come Lucien Clergue, Mario Giacomelli, Robert Mapplethorpe, Duane Michals, Helmut Newton, Leslie Krims, Sandy Skoglund, Joyce Tenneson, William Klein,  che ha scelto di presentare nell’esposizione in corso Tre per uno. La sua collezione è fatta di autori e non di fotografie, di storie e non di scatti. Almeno tre. Almeno, perché generalmente sono molti di più. Tante piccole “personali” all’interno di una “collettiva permanente” che riflette lo spirito e la personalità di colui che l’ha ideata, progettata e costruita.

Ore 18.30 ritrovo presso Ma.Co.f. via Moretto 78 Ingresso e partecipazione sono gratuiti. Prenotazione obbligatoria al CUP 030/2977833-834.

A seguire alle ore 20.00 possibilità di visita alle mostre allestite nel Museo di Santa Giulia a cura dei Servizi educativi di Fondazione Brescia Musei Prenotazione obbligatoria al CUP 030/2977833-834. 

28 giugno

Ore 18.00, Auditorium del Museo di Santa Giulia Ferdinando Scianna conversa con Roberto Koch di Contrasto Books che ha curato la pubblicazione del volume Cose.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

Ore 19.30 Occasione straordinaria e imperdibile: Ferdinando Scianna guida personalmente il pubblico ripercorrendo situazioni, luoghi, emozioni che hanno portato alle immagini e alla raccolta di oggetti esposti nella mostra Cose.

Prenotazione obbligatoria presso il CUP 030/2977833-834. 

5 luglio

Ore 18.30 un nuovo appuntamento con la guida d’eccezione. L’importante collezionista Mario Trevisan accompagna i visitatori alla scoperta delle incredibili opere che ha selezionato per la mostra Percorsi paralleli.

12 luglio

Ore 18.30 White room Il maestro della fotografia Gianni Berengo Gardin a colloquio con Renato Corsini fotografo e direttore artistico del Ma.co.f, racconta la sua vita e il suo mondo.

A seguire alle ore 20.00 visita alle mostre a cura dei Servizi educativi di FBM Prenotazione obbligatoria al CUP 030/2977833-834.

Ore 18.30 White room MG Instant Planet, Maurizio Galimberti racconta di sé e delle sue particolarissime sperimentazioni con la mitica Polaroid

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili A seguire alle ore 20.00 visita alle mostre a cura dei Servizi educativi di FBM Prenotazione obbligatoria al CUP 030/2977833-834.

26 luglio

Ore 18.30 White room

Dialogo contemporaneo a due tra la sensibile artista Silvia Camporesi e l’appassionato collezionista Mario Trevisan

A seguire alle ore 20.00 visita alle mostre a cura dei Servizi educativi di FBM Prenotazione obbligatoria al CUP 030/2977833-834.

2, 9, 16, 23 agosto

ore 20.00 GIOVEDI’ AL MUSEO. DI SERA

Si inaugurano le speciali visite alle mostre: un coinvolgente itinerario accompagna i visitatori immergendoli nell’atmosfera e nelle emozioni evocate dalle immagini catturate dall’obbiettivo.

30 agosto

Ore 18.30 Torna l’appuntamento con la Guida d’eccezione, Mario Trevisan l’appassionato collezionista che guida i visitatori alla scoperta dei ‘corto circuiti’ che ha creato specificatamente per la mostra Percorsi paralleli.

Raffles Milano: il Master di fotografia con Denis Curti

Raffles Milano: il Master di fotografia

Dieci mesi straordinari. Dieci professionisti della fotografia internazionale in aula, una al mese, con le loro figure chiave. Dieci occasioni uniche per imparare direttamente dai protagonisti. Master di Raffles Milano. Finalmente qualcuno ci ha pensato.
Fotografare vuol dire proporre un modello del mondo utile e interessante, che raccontando la realtà ci aiuti ad amarla. Il fotografo non è più un mestiere da artigiani. La tecnologia digitale lo spinge a “scrollarsi di dosso” l’ossessione della tecnica a favore di una logica sempre più legata al saper vedere, al saper interpretare e al saper raccontare.

Il fotografo deve essere un interprete attivo, efficace e consapevole della contemporaneità. E per questo le lezioni sono costruite sulla logica dell’aggiornamento permanente. La bravura, l’esperienza e la capacità di rompere gli schemi dei docenti coinvolti assicurano un percorso formativo di alto profilo. Al termine del quale, gli studenti hanno la possibilità di trovare posizioni professionali nel mondo della produzione visiva sia in ambito nazionale che internazionale, in varie aree della comunicazione e dell’immagine, dallo still & motion allo storytelling, dall’advertising agli ambiti corporate.

Il Master si rivolge a tutte le persone che desiderano conoscere e approfondire i temi della fotografia contemporanea, trasformando la passione in un mestiere. In particolare, è disegnato per chi vuole intraprendere un percorso di (ri)definizione e (ri)posizionamento professionale al passo con i contesti di oggi. Chi sono i fotografi di domani (e di oggi)? Persone che dispongono di competenze, abilità e strumenti critici per affrontare senza complessi la vastissima scena della produzione contemporanea, e per dare inizio a una propria attività autonoma, continuativa e di successo.

Raffles Milano, il Master di fotografia:  Course leader Denis Curti

Nato nel 1960, è una delle figure critiche di riferimento per il mondo della fotografia italiana e internazionale. Ha curato mostre dedicate a maestri dell’obiettivo come Helmut Newton, Henri Cartier-Bresson, David Lachapelle, Elliott Erwitt e gli italiani Gianni Berengo Gardin, Franco Fontana e Ferdinando Scianna. Esperto di mercato e collezionismo, ha curato aste per Sotheby’s e Minerva Auction. È autore del primo manuale sul collezionismo fotografico e fondatore della galleria Still di Milano. Per 15 anni è stato direttore della sede milanese di Contrasto, con cui ha dato vita molti progetti per aziende e istituzioni. Co-fondatore della Fondazione Forma di Milano, fino al 2014 ne è stato vicepresidente. Negli anni ha coordinato attività editoriali e di advertising con i più grandi fotografi internazionali, in particolare con quelli dell’agenzia Magnum. Dirige il mensile Il Fotografo e coordina le testate appartenenti al gruppo Sprea Fotografia. È membro del Comitato artistico della Villa Reale di Monza e direttore dei festival di fotografia di Capri e di Bergamo.

Raffles Milano, il Master di fotografia: argomenti del corso

  • Contesto della fotografia italiana e internazionale
  • Mercato del collezionismo e fine art.
  • Creatività e progettualità in fotografia.
  • Advertising e corporate.
  • Beauty e ritratto.
  • Centralità dello storytelling.
  • Organizzazione e curatela di mostre ed eventi.
  • Costruzione del portfolio.
  • Tecnologia digitale al servizio della creatività.

Raffles Milano, il Master di fotografia: docenti di progetto

Imparare direttamente dai protagonisti vuol dire acquisire alla fonte le visioni e i metodi più avanzati. A differenza dei Master tradizionali, i Master Raffles Milano portano in aula saperi in azione grazie a 10 professionisti ai vertici del mercato che si alternano in aula nell’arco dei dieci mesi.

Raffles Milano, il Master di fotografia: Docenti di metodo

Ci sono conoscenze e abilità anche teoriche che non si imparano in corsa e richiedono un approfondimento ad hoc. Non si sa quando potranno servire, ma una cosa è certa: serviranno.

Raffles Milano: aperte le iscrizioni per il nuovo Master in Fotografia

Raffles Milano: aperte le iscrizioni per il nuovo Master in Fotografia della scuola internazionale

È arrivata a Milano una scuola con uno spirito didattico e un metodo del tutto innovativi, pensata per chi vuole guardare il futuro diritto negli occhi. Raffles Milano, nel suo primo anno di attività, ha raccolto intorno a sé un’eccezionale squadra di docenti, in molti casi nomi di spicco della scena internazionale della fotografia, della moda e del design.

Raffles Education Corporation è stato fondato più di ventisette anni fa a Singapore e oggi conta ben 26 college in 14 Paesi: Italia, Stati Uniti, Australia, Singapore, Arabia Saudita, Cina, India, Indonesia, Svizzera, Malesia, Mongolia, Cambogia, Sri Lanka e Thailandia. Fin dalla sua fondazione, ha puntato su un modello educativo interdisciplinare con l’obiettivo di sviluppare i processi mentali, le abilità di comunicazione e l’acquisizione di metodi di lavoro fondamentali in ambito professionale e non solo.

La scuola ha aperto la sua sede milanese nel 2017, sotto la guida del college director Pasquale Volpe.

Raffles Milano: corsi triennali e master

L’offerta formativa di Raffles Milano si declina in tre corsi triennali (Fashion design, Product design e Visual design) e sette Master (Advertising, Architettura, Fotografia, Fashion menswear, Fashion womenswear, Product design, Visual design). I corsi partiranno tra novembre 2018 e febbraio 2019 e possono accogliere fino a 20 studenti.

Si tratta di un’offerta formativa dinamica e innovativa che vede coinvolti nomi di spicco della scena internazionale dello stile e del design, da Gianpietro Vigorelli a Marc Sadler, fino a Massimiliano Giornetti e Denis Curti. Negli anni, il Gruppo Raffles ha lavorato con grandi marchi del calibro di Adidas, Chanel, Giorgio Armani, Ikea, Ralph Lauren, Tiffany e molti altri.

I corsi durano tre anni, sono in lingua italiana e inglese e prevedono una selezione che avviene attraverso un colloquio individuale con il course leader di riferimento. Al termine del terzo anno, per gli allievi è previsto uno stage in realtà professionali selezionate. I Master, della durata di dieci mesi, sono tenuti in italiano e inglese e sono strutturati in dieci moduli mensili svolti in collaborazione con dieci realtà internazionali (agenzie, studi di progettazione, designer e fotografi) al fine di offrire agli studenti un’occasione di confronto con casi reali e con esperti professionisti. All’attività progettuale è affiancata un’approfondita formazione dedicata alle competenze teoriche e trasversali a cura di un team di docenti di metodo. La selezione per l’ammissione tiene conto di tutti gli aspetti che determinano il profilo individuale: portfolio, studi precedenti, esperienze lavorative, attività extra-curricolari e lettere di presentazione.

Raffles Milano: nuovo Master in Fotografia

Il Master in fotografia, della durata di dieci mesi, vede in Denis Curti la figura del course leader. Pensato per gli studenti che desiderano approfondire il linguaggio fotografico contemporaneo, l’obiettivo del master è di fornire tutti i partecipanti degli strumenti critici, delle competenze e delle abilità fondamentali per la formazione di professionisti capaci di dare vita a una propria attività di successo e di acquisire un’adeguata conoscenza per promuovere progetti di brand identity, di reportage, di advertising e di comunicazione corporate. Il programma offerto, inoltre, prevede l’approfondimento delle conoscenze in materia di mercato collezionistico, di publishing e di fine art attraverso la progettazione di un portfolio personale, di un valido strumento per sviluppare rapporti professionali con gallerie internazionali e curatori. Il corso vede la partecipazione di docenti di progetto e di metodo e l’alternarsi di numerosi professionisti di fama internazionale: quest’anno accademico ha ospitato alcuni nomi di rilievo come Ferdinando Scianna, Matthias Harder, Erik Kessels e Aida Muluneh, solo per citarne alcuni. Gli studenti di quest’anno hanno avuto la possibilità di partecipare a importanti progetti esterni in collaborazione con la scuola e i docenti, e di lavorare attivamente all’interno dello studio di alcuni maestri della fotografia come, per esempio, quello di Giovanni Gastel.

Argomenti del Master in Fotografia

  • Contesto della fotografia italiana e internazionale.
  • Mercato del collezionismo e fine art.
  • Creatività e progettualità in fotografia.
  • Advertising e corporate.
  • Beauty e ritratto.
  • Importanza dello story-telling.
  • Organizzazione e curatela di mostre ed eventi.
  • Costruzione del portfolio.
  • Tecnologia digitale al servizio della creatività.

L’Italia di Magnum in mostra a CAMERA Torino

Venice. Italy. 1989 © Martin Parr/Magnum Photos

Ha inaugurato il 3 marzo la mostra L’Italia di Magnum. Da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrin, un omaggio a Magnum Photos, la più storica e autorevole agenzia fotografica del mondo – e partner istituzionale di Camera – in occasione del 70° anniversario dalla sua fondazione.


Venice. Italy. 1989 © Martin Parr/Magnum Photos

La mostra si compone di oltre duecento immagini che raccontano, con un linguaggio tra fotogiornalismo e arte, gli eventi, i personaggi e i luoghi dell’Italia dal dopoguerra a oggi, in un affascinante intreccio di fotografie iconiche e di altre meno note. Attraverso lo sguardo di venti fra i più grandi maestri della fotografia internazionale, la mostra si articola in un percorso cronologico, organizzato per decenni.

A cura di Walter Guadagnini con Arianna Visani

fino al 21 maggio 2017


CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine 18, – 10123 Torino
+39.011.0881150, camera@camera.to

Orari di apertura:
Lunedì 11.00 – 19.00
Martedì chiuso
Mercoledì 11.00 – 19.00
Giovedì 11.00 – 21.00
Venerdì 11.00 – 19.00
Sabato 11.00 – 19.00
Domenica 11.00 – 19.00


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I giovedì in CAMERA: Ferdinando Scianna e Walter Guadagnini | 13 aprile 2017

Il secondo giovedì di aprile degli incontri a Camera vede come protagonista Ferdinando Scianna, fotografo della scuderia Magnum di fama mondiale che viene così descritto dal conterraneo Leonardo Sciascia: “È il suo fotografare, quasi una rapida, fulminea organizzazione della realtà, una catalizzazione della realtà oggettiva in realtà fotografica: quasi che tutto quello su cui il suo occhio si posa e il suo obiettivo si leva obbedisce proprio in quel momento, né prima né dopo, per istantaneo magnetismo, al suo sentimento, alla sua volontà e – in definitiva – al suo stile”.

13 aprile 2017, ore 19.00

© Ferdinando Scianna/Magnum Photos ITALY, Milano -Arcore: Italian politician Silvio Berlusconi

Intervengono
Ferdinando Scianna, fotografo Magnum Photos
Walter Guadagnini, Direttore di CAMERA

Ingresso: 3 €.
Omaggio per i visitatori delle mostre nella data dell’incontro.

È richiesta la prenotazione: camera@camera.to
(fino ad esaurimento posti)

Clicca qui per maggiori informazioni


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Ferdinando Scianna: il Ghetto di Venezia 500 anni dopo

di Alessandro Curti


La Casa dei Tre Oci ospita 50 scatti inediti di Ferdinando Scianna, che ripercorrono lo storico quartiere veneziano con gli occhi del presente.


Ferdinando_Scianna__Il_sapore_visivo_della_tradizione

Il 29 marzo 1516 veniva fondato il Ghetto ebraico della Serenissima: per l’occasione del cinquecentesimo anniversario, la Fondazione Venezia commissiona a Ferdinando Scianna il compito di ripercorrere i luoghi simbolo del quartiere attraverso una visione contemporanea.
Un racconto delicato, preciso e dai tratti onirici accompagna lo spettatore fra gondole, chiese, angoli domestici e architettonici, ristoranti e campi.
Il tutto con la cornice degli abitanti del Ghetto di oggi, che vivono la quotidianità del XXI secolo nelle stesse identiche strade e canali percorsi dai loro predecessori.
Il percorso fotografico di Scianna è un tuffo nella storia, un lungo viaggio osservato con le lenti del presente: contemporaneità e tradizione si incrociano con naturalezza e la fotografia si presenta come mezzo ideale per interpretare luoghi, società, contesti urbani e culturali della città.
Ad accompagnare l’esposizione del primo fotografo italiano di Magnum, anche 100 scatti di un altro maestro, lo svizzero René Burri, che con il suo lavoro Utopia sviluppa un racconto dedicato all’architettura e alla sua evoluzione storica, con immagini di edifici famosi e ritratti di grandi architetti.

Info:
Luogo: Casa dei Tre Oci – Fondamenta delle Zitelle, 43
30133 Giudecca – Venezia
Ingresso: 12,00 €
tel: 041.24.12.332
Mail: info@treoci.org
Web: www.treoci.org

fino all’8 gennaio 2017

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