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Piergiorgio Branzi: la poesia della realtà

Gru nei nuovi quartieri (dalla serie: Mosca, 1962-1966)
Gru nei nuovi quartieri (dalla serie: Mosca, 1962-1966)

Piergiorgio Branzi

Giornalista per mestiere, fotografo per passione, ha puntato il suo sguardo colto e rigoroso sul rapporto tra l’uomo e il suo ambiente. Nel “realismo metafisico” delle sue visioni trapela anche la parte più nascosta di sé.
«Anche se quel “fondo di bicchiere” è rivolto verso l’esterno, l’immagine proviene dalla nostra intimità, ci racconta, ci smaschera». Fotografare, dunque, secondo Branzi è un’azione compromettente per l’autore perché rivela molto di lui. Anche quando nel lontano 1952 vede per la prima volta gli scatti di Cartier-Bresson in una mostra a Palazzo Strozzi e ne resta ammaliato, non immagina che, a distanza di tempo, il fascino di quelle eleganti istantanee gli permetterà di scoprire qualcosa di più prezioso e insospettabile: l’uomo Bresson. Dopo quella mostra compra una Ferrania Condor e, con lo sguardo pieno del rigore rinascimentale di Firenze, la sua città, e della folgorazione per l’istante decisivo bressoniano, comincia a scattare.

Piergiorgio Branzi e la fotografia

Sono anni di fermento per la fotografia italiana, grazie alla nascita di diversi circoli amatoriali. Con Alfredo Camisa e Mario Giacomelli, nel 1954, entra nel “Misa” di Senigallia e, tre anni dopo, nel sodalizio milanese “La Bussola”. Presto, però, polemizza con il fondatore di quest’ultimo, Giuseppe Cavalli, e con la sua concezione assolutistica della “fotografia come arte”. Nella sua avversione al formalismo, Branzi incontra l’alleanza di Mario Giacomelli, con il quale sostiene la necessità di rinnovare il linguaggio fotografico, oltre a condividere l’idea di un bianco e nero espressionista, materi- co e contrastato, che con il tempo declinerà in chiave metafisica. Intanto il boom economico del dopoguerra spinge molti fotografi a rivolgere il loro sguardo all’Italia in trasformazione. Branzi convince suo cognato, possessore di una Guzzi 500, a fare insieme un viaggio nel Centro-Sud Italia e poi in Spagna; è durante questa “missione” che decide di intraprendere la strada del giornalismo. Al ritorno inizia a collaborare con il settimanale «Il Mondo» di Pannunzio e nel 1960 è assunto dalla Rai come videoreporter. Due anni dopo, il direttore del telegiornale Enzo Biagi lo invia a Mosca come corrispondente. Nella valigia Branzi mette anche la sua Leica che utilizzerà solo dopo che le autorità sovietiche avranno accertato che egli non sia una spia. Mentre per lavoro segue le fumose vicende dell’impero di Breznev, con il suo “fondo di bicchiere” ritrae la quotidianità e l’umanità di una città altrettanto sconosciuta all’Occidente. Nasce così il Diario moscovita che rende pubblico solo dopo un quarto di secolo, perché in piena Guerra Fredda non voleva che le sue fotografie fossero usate per la propaganda antisovietica. Nel 1966, dopo un periodo di permanenza a Parigi, rientra in Italia e lascia la fotografia per la pittura. Tornerà a scattare solo negli anni Novanta e, in seguito, sperimenterà con la tecnologia digitale e con il suo linguaggio.

Gru nei nuovi quartieri (dalla serie: Mosca, 1962-1966)

Il dvd con il racconto di Branzi stesso della sua vita, è disponibile cliccando qui

Evaristo Fusar a Maniago (Pordenone)

Evaristo Fusar, All'uscita dalla Miniera, Charleroi 1958

di Alessandro Curti


Cinquant’anni di storia del secolo appena passato raccontati da un grande fotografo italiano: dai reportages sulle grandi star dello spettacolo a quelli sui minatori di Charleroi, c’è proprio tutto.


Evaristo Fusar, All’uscita dalla Miniera, Charleroi 1958

La mostra friulana di Maniago (Pordenone) contiene tutte le tematiche principali affrontate da Evaristo Fusar durante la sua lunga carriera di fotoreporter: la Francia degli anni Sessanta, l’Europa in trasformazione, il Sud Italia in tutte le sue spettacolari contraddizioni, i ritratti di Groucho Marx, Federico Fellini, Sophia Loren e altre stelle del cinema.
Una panoramica completa su una mitica epoca storica che ci siamo lasciati alle spalle, raccontata da uno straordinario testimone del tempo.

Info:
Indirizzo: Museo dell’arte fabbrile e delle coltellerie, Via Maestri del Lavoro d’Italia, 1, 33085 Maniago PN
Orari: tutti i giorni 9.30-12.30 e 15.30-18.30
martedì e mercoledì 9.30-12.30
Tel: 04.27.70.90.63
E-mail: coricama@maniago.it
Web: www.turismo.maniago.it/museo

fino al 28 maggio


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900 fotografi hanno ritratto 6.000 monumenti italiani

Domenica 2 aprile inaugura la mostra fotografica Wiki Loves Monuments – edizione italiana, uno tra i concorsi fotografici con più partecipanti al mondo. La mostra sarà visitabile fino a domenica 16 aprile e prevede un percorso espositivo diffuso e accessibile a tutti, proprio come dovrebbe essere il patrimonio culturale italiano nel web, che coinvolge l’intera cittadina di Osnago a pochi chilometri da Lecco.


All’evento di inaugurazione saranno presenti: Marta Pigazzini, coordinatrice regionale Wikimedia Italia e Dario Crespi, Project manager per la didattica di Wikimedia Italia, che illustreranno la situazione italiana per quanto riguarda diritto d’autore, licenze e libertà di panorama.
Le fotografie in mostra sono state selezionate tra moltissimi scatti. Nel 2016, infatti, Wiki Loves Monuments ha visto la partecipazione di più di 900 fotografi, che hanno immortalato oltre 6.000 monumenti italiani. Tutte le fotografie sono state rilasciate con licenza libera e disponibili su Wikimedia Commons, il grande database multimediale di Wikipedia: dalla prima edizione italiana nel 2012 gli scatti raccolti per il concorso Wiki Loves Monuments sono più di 70.000.
Dopo lo straordinario successo di Wikimania 2016, che ha accolto oltre 1.000 volontari Wikipedia provenienti da tutto il mondo, la provincia di Lecco riconferma con questo appuntamento l’impegno ad arricchire e migliorare i contenuti riguardanti il territorio su Wikipedia e i progetti Wikimedia, nell’ambito del programma “Protagonismo culturale On-line e Off-line”.
L’esposizione sarà infatti un’occasione per sensibilizzare le amministrazioni locali a rispondere all’appello per l’autorizzazione al libero inserimento di fotografie dei beni di proprietà comunale in vista dell’edizione 2017 di Wiki Loves Monuments, con l’obiettivo di rendere più visibile, migliorare l’offerta e la valorizzazione dell’intero patrimonio storico artistico del territorio sul web.

Per maggiori informazioni: Francesca Ussani mail: francesca.ussani@wikimedia.it 
Tel: +39 339 8021236

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“Parlando con voi” alla Triennale di Milano. Fotografie italiane 1965-2015

ALLA TRIENNALE DI MILANO

FINO ALL’8 GENNAIO 2017

 PARLANDO CON VOI – L’INSTALLAZIONE MULTIMEDIALE, PRODOTTA DA AFIP INTERNATIONAL OSPITATA ALL’INTERNO DEL PERCORSO ESPOSITIVO DELLA MOSTRA L’ALTRO SGUARDO. Fotografe italiane 1965-2015


AFIP International (Associazione Fotografi Professionisti) è presente all’interno della mostra L’ALTRO SGUARDO. Fotografe italiane 1965-2015, in programma alla Triennale di Milano dal 5 ottobre 2016 all’8 gennaio 2017.

Lungo il percorso espositivo, infatti, s’incontra l’installazione PARLANDO CON VOI, ideata da Giovanni Gastel e prodotta da AFIP International e Metamorphosi Editrice, che documenta, attraverso un suggestivo approccio multimediale, la vita e la carriera di oltre trenta fotografe italiane, dall’inizio del secolo a oggi.

Parlando con voi, che trae ispirazione dall’omonimo libro di Giovanna Chiti e Luca Covi (Danilo Montanari Editore) è costituita da trenta schermi ognuno dei quali con un’intervista esclusiva a una fotografa e una sequenza di sue opere e pubblicazioni, e consente al visitatore di conoscere e approfondire le vite di professioniste e artiste, le loro esperienze di donne originali e coraggiose.

Come sottolinea Giovanni Gastel, “Parlando con voi si prefigge di ampliare la conoscenza della fotografia italiana, passata e attuale, grazie ad un nuovo approccio moderno ed informale, slegato dai canoni tradizionali dell’esposizione, che mira a coinvolgere maggiormente lo spettatore a livello emozionale, oltre che a quello visivo”.

Le fotografe coinvolte sono: Paola Agosti, Silvia Amodio, Martina Bacigalupo, Maria Vittoria Backhaus, Isabella Balena, Marirosa Ballo, Giovanna Borgese, Francesca Brambilla e Serena Serrani, Monika Bulaj, Silvia Camporesi, Marianna Cappelli, Lisetta Carmi, Carla Cerati, Isabella Colonnello, Patrizia Della Porta, Paola Di Bello, Cristina Ghergo, Bruna Ginammi, Silvia Lelli, Antonella Monzoni, Francesca Moscheni, Giulia Niccolai, Cristina Omenetto, Donata Pizzi, Susanna Pozzoli, Leonilda Prato, Giada Ripa, Paola Salvioni, Lori Sammartino, Daniela Tartaglia.

La mostra L’ALTRO SGUARDO. Fotografe italiane 1965-2015, a cura di Raffaella Perna, propone una selezione di più di centocinquanta fotografie e libri fotografici provenienti dalla Collezione Donata Pizzi, concepita e costituita con lo scopo di favorire la conoscenza e la valorizzazione delle più significative interpreti nel panorama fotografico italiano dalla metà degli anni Sessanta a oggi.


AFIP INTERNATIONAL – ASSOCIAZIONE FOTOGRAFI ITALIANI PROFESSIONISTI

Per informazioni: info@afipinternational.com

Sito internet: www.afipinternational.com

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