Tag archive

fotografia

Ugo Mulas – Arte e Fotografia “Non apriamo sotto queste condizioni!” in mostra a Palermo

Ugo Mulas in mostra a Palermo

L’Orto Botanico del Sistema Mueale di Ateneo (SiMuA) dell’Università degli Studi di Palermo espone una selezione di 60 stampe originali vintage del maestro della fotografia italiana Ugo Mulas. La mostra dal titolo «Ugo Mulas – Arte e Fotografia “Non apriamo sotto queste condizioni!”» si apre al pubblico venerdì 24 gennaio alle 18.00 nel Tineo dell’Orto Botanico (via Lincoln, 2), dove resta allestita fino a sabato 14 marzo 2020.  L’esposizione, curata da Maria Chiara Di Trapani, ripercorre nelle sale del Tineo il fermento culturale creato da artisti, critici e intellettuali dal secondo dopo guerra, con una attenzione al lavoro di Ugo Mulas come fotografo ufficiale dell’Esposizione Internazionale d’arte di Venezia dal 1954 al 1970, presentando al pubblico un momento cruciale nella storia dell’arte italiana.  Uno speciale approfondimento propone le sequenze fotografiche realizzate durante i giorni di apertura della XXXIV Biennale d’arte di Venezia del 1968, testimonianze della storica protesta degli artisti partecipanti e della chiusura integrale dei padiglioni espositivi (italiano, svedese, francese, inglese, etc.) in rivolta contro il vecchio sistema culturale sancito dallo statuto della Biennale.

 

Per maggiori informazioni www.unipa.it

“Il Cuore Nobel delle Donne”, mostra fotografica su Rita Levi Montalcini

Rita Levi Montalcini, una delle più grandi scienziate del XX secolo

Il 24 gennaio sarà inaugurata a Roma una mostra fotografica dedicata a Rita Levi Montalcini, una delle più grandi scienziate del XX secolo, l’unica italiana a essere stata insignita nel 1986 del Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia, la prima donna a essere stata ammessa all’Accademia Pontificia.
Oltre 40 immagini della Professoressa ritratta dal fotografo Maurizio Riccardi in varie occasioni, nella sua casa e tra i suoi ricordi, durante i numerosi eventi organizzati per festeggiare il traguardo dei suoi 100 anni, fino alle foto proiettate sul Colosseo il 31 dicembre del 2012, il giorno dopo la sua scomparsa.

Maurizio Riccardi

MAURIZIO RICCARDI (1960), fotografo, è direttore dell’Agenzia di documentazione fotografica Agr. Dirige l’Archivio Riccardi e opera su tutta la sfera della comunicazione multimediale. Fra le sue mostre “Vita da Strega”, “I papi santi” e “Donne & lavoro”. Ha pubblicato numerosi libri tra cui Africa perché (New Media, 2008), San Giovanni Paolo II. Il Papa venuto da lontano (Armando, 2014), e con Giovanni Currado I tanti Pasolini (Armando, 2015), Gli anni d’oro del Premio Strega (Ponte Sisto, 2016), Il popolo della Repubblica (AGR, 2017), Aldo Moro | Memoria Politica Democrazia (AGR, 2018) e Italia al voto | Quando il web era la strada (AGR, 2019).

Dal 24 Gennaio 2020 18:30 – 31 Gennaio 2020 20:00
SPAZIO5,Via Crescenzio 99, 00193 Roma RM

A Mantova presentata la biennale della fotografia femminile

Foto di Sandra Hoyn

A marzo 2020 Mantova ospiterà la prima edizione della BIENNALE DELLA FOTOGRAFIA FEMMINILE, ideata dall’Associazione la Papessa e con la direzione artistica di Alessia Locatelli; un evento unico al mondo, che porterà in città a partire dal 5 marzo mostre di grandi fotografe italiane e internazionali, talk, letture di portfolio, workshop e residenze artistiche. Il tema di questa prima edizione della Biennale è il lavoro. Alla manifestazione verrà presentata una selezione di progetti di fotografe professioniste nazionali e internazionali. Queste mostre verranno allestite nei luoghi storici della città e rimarranno attive nei fine settimana per tutto il mese di Marzo.
Nel corso delle quattro giornate, si svolgeranno inoltre workshop creativi, conferenze, presentazioni delle autrici e delle mostre, con la partecipazione di personaggi di rilievo non solo nel settore della fotografia. Ci saranno anche letture portfolio, interviste, e una Open Call aperta a tutte le nazionalità sulla tematica scelta per l’evento, un’opportunità unica per esporre i propri scatti nei luoghi pubblici di Mantova.

Per maggiori informazioni www.bffmantova.com

Immagine via giornaledimantova.it

Fulvio Roiter: Il sublime quotidiano

Bruges (Belgio), 1961 ©Courtesy Archivio Storico Circolo Fotografico La Gondola
Bruges (Belgio), 1961 ©Courtesy Archivio Storico Circolo Fotografico La Gondola

Fulvio Roiter e la fotografia

Cresciuto nel fertile humus fotoamatoriale del Dopoguerra, Fulvio Roiter è diventato professionista con il reportage di viaggio in cui rivela il suo innato senso estetico e la capacità di cogliere il lato sorprendente della prosa quotidiana.
«Voglio andare in Sicilia per vedere se posso fare il fotografo o il chimico», disse una sera a suo padre che sognava per il primogenito un futuro meno duro e incerto del suo, nel nascente polo petrolchimico di Marghera. Era il 1953 e il giovane Fulvio viveva a Meolo, nell’entroterra veneziano. Proprio suo padre una decina di anni prima gli aveva regalato una modesta Welta 24×36 con cui, da autodidatta, aveva ripreso in lungo e in largo il suo territorio. Alcune di quelle immagini le aveva portate al Circolo Fotografico “La Gondola” di Venezia, dove era riuscito a catturare l’attenzione di Paolo Monti e Gino Bolognini. I due finiscono per “adottarlo” mettendogli a disposizione la loro cultura, i loro libri e le conoscenze tecniche nella ripresa e nella camera oscura. Tornando a quella sera d’inverno del 1953, Fulvio Roiter ottiene il benestare del padre per il suo viaggio in Sicilia. Ma si tratta di un ultimatum: al ritorno dovrà decidere cosa fare da grande. Sull’isola Fulvio trova un’Italia ancora arretrata che per la sua ripresa non punta all’industrializzazione come al Nord ma alla riforma agraria e a sterili politiche assistenziali. Percorre tutta la Sicilia in bicicletta e, scatto dopo scatto, costruisce un ricco e vario percorso visivo. Dopo quasi due mesi rientra a Meolo e si affretta a sviluppare e a stampare in casa le sue fotografie. Ne spedisce un pacchetto alla prestigiosa casa editrice svizzera Guilde du Livre e aspetta; da quella risposta dipende il suo futuro. Finalmente il direttore gli scrive entusiasta, proponendogli di includere alcuni ritratti di bambini siciliani in un libro di prossima uscita. Inizia così una fruttuosa collaborazione con l’editore di Losanna che l’anno seguente pubblica il volume Venise à fleur d’eau e, subito dopo, Ombrie. Terre de Saint François con cui riceve a Parigi il Premio Nadar nel 1956. A questi seguiranno molti altri volumi di fotografie riprese in Italia e all’estero, in Spagna, Messico, Brasile e Turchia, dove, più che alimentare immaginari esotici e lontani, rivela la sua indole di cacciatore di bellezza, pronto ad accogliere in modo istintivo lo stupore con cui la realtà si presenta ai suoi occhi. Il tempo e l’esperienza, il ritorno nei suoi luoghi come Venezia, sua città di adozione, o in Paesi già visitati come il Brasile, non hanno mai tolto freschezza alle sue fotografie. «Dicono che l’abitudine distrugga l’occhio, che finisci con il non vedere niente. Può darsi, ma non vale per me, forse perché non ho mai perso la curiosità e la capacità di emozionarmi», diceva qualche anno fa. Un’idea questa che filtra nei suoi scatti essenziali e poetici della realtà, grazie ai quali ha lasciato una traccia profonda nella storia della fotografia italiana.

Per acquistare il libro clicca qui

Bruges (Belgio), 1961 ©Courtesy Archivio Storico Circolo Fotografico La Gondola

Noah Kalina, il fotografo che ha scattato un selfie ogni giorno per 20 anni

Noah Kalina

Il fotografo Noah Kalina ha presentato il suo ultimo lavoro: un video di 8 minuti dove presenta 20 anni della sua vita. Il fotografo, infatti, ha deciso di scattarsi un selfie tutti i giorni e mostrare al mondo il risultato in soli 8 minuti.  Il video include 7.263 foto e il progetto continua a essere in corso d’opera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Camera Torino rende omaggio al maestro della fotografia MAN RAY

Man Ray. The Fifty Faces of Juliet, 1941/1943. Collezione Privata. Courtesy Fondazione Marconi, Milano © Man Ray Trust by SIAE 2019

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia rende omaggio al grande maestro con la mostra wo/MAN RAY. Le seduzioni della fotografia che racchiuderà circa duecento fotografie, realizzate a partire dagli anni Venti fino alla morte (avvenuta nel 1976), tutte dedicate a un preciso soggetto, la donna, fonte di ispirazione primaria dell’intera sua poetica, proprio nella sua declinazione fotografica. In mostra alcune delle immagini che hanno fatto la storia della fotografia del XX secolo e che sono entrate nell’immaginario collettivo grazie alla capacità di Man Ray di reinventare non solo il linguaggio fotografico, ma anche la rappresentazione del corpo e del volto, i generi stessi del nudo e del ritratto. Attraverso i suoi rayographs, le solarizzazioni, le doppie esposizioni, il corpo femminile è sottoposto a una continua metamorfosi di forme e significati, divenendo di volta in volta forma astratta, oggetto di seduzione, memoria classica, ritratto realista, in una straordinaria – giocosa e raffinatissima – riflessione sul tempo e sui modi della rappresentazione, fotografica e non solo.

Omaggio alle donne di MAN RAY

Assistenti, muse ispiratrici, complici in diversi passi di questa avventura di vita e intellettuale sono state figure come quelle di Lee Miller, Berenice Abbott, Dora Maar, con la costante, ineludibile presenza di Juliet, la compagna di una vita a cui è dedicato lo strepitoso portfolio “The Fifty Faces of Juliet” (1943-1944) dove si assiste alla sua straordinaria trasformazione in tante figure diverse, in un gioco di affetti e seduzioni, citazioni e provocazioni. Ma queste donne sono state, a loro volta, grandi artiste, e la mostra si concentrerà anche su questo aspetto, presentando un corpus di opere, riferite in particolare agli anni Trenta e Quaranta, vale a dire quelli della loro più diretta frequentazione con Man Ray e con l’ambiente dell’avanguardia dada e surrealista parigina. Una mostra unica, dunque, sia per la qualità delle fotografie esposte, sia per il taglio innovativo nell’accostamento insieme biografico e artistico dei protagonisti di queste vicende. Un grande repertorio di immagini a disposizione del pubblico reso possibile grazie alla collaborazione con numerose istituzioni e gallerie nazionali e internazionali dallo CSAC di Parma all’ASAC di Venezia, dal Lee Miller Archive del Sussex al Mast di Bologna alla Fondazione Marconi di Milano. Realtà che hanno contribuito, tanto con i prestiti quanto con le proprie competenze scientifiche, a rendere il più esaustiva possibile tale ricognizione su uno dei periodi più innovativi del Novecento, con autentici capolavori dell’arte fotografica come i portfoli “Electricitè” (1931) e il rarissimo “Les mannequins. Résurrection des mannequins” (1938), testimonianza unica di uno degli eventi cruciali della storia del surrealismo e delle pratiche espositive del XX secolo, l’Exposition Internationale du Surréalisme di Parigi del 1938. Curata da Walter Guadagnini e Giangavino Pazzola, la mostra sarà accompagnata da un catalogo contenente la riproduzione delle opere esposte, i saggi dei curatori e di altri studiosi, nonché essenziali note bio-bibliografiche.

Dal 17 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020

Prorogata fino al 2 Febbraio 2020

I fotografi che hanno fatto la storia dell’ottava arte

I Fotografi che hanno fatto la storia della fotografia

Una piccola classifica dei migliori fotografici internazionali, che sono distinti per la loro unicità, la loro creatività e il loro coraggio, che alle volte li ha spinti oltre il limite del consentito.Cliccando sul nome dei singoli fotografi potrete scoprire la loro storia.

  1. Henri Cartier-Bresson (22 agosto 1908 – 3 agosto 2004): pioniere del foto-giornalismo.  Ha fondato la famosa agenzia fotografica Magnum Photos insieme a Robert Capa, David Seymour e George Rodger.
  2. Sebastião Salgado (8 febbraio 1944): non nasce come fotografo ma come economista e approda nel mondo della fotografia in tarda età dopo un viaggio in Africa, che lo ispirerà per tutti i suoi successivi lavori di denunce sociali.  La fotografia si Salgado è usata come denuncia sociale, sopratutto con riferimento ai diritti dei lavoratori e la povertà nei paesi in via di sviluppo. Il fotografo ha sempre utilizzato macchine Leica, per foto sempre in bianco e nero.
  3. Ansel Adams (20 febbraio 1902 – 22 aprile 1984): fotografo famoso per gli scatti in bianco e nero dei parchi nazionali americani.  E’ stato l’inventore del sistema zonale: tecnica che permette di trasporre la luce in specifiche densità sul negativo e sulla carta, in modo da avere un maggiore controllo sulla foto.
  4. Irving Penn (16 giugno 1917 – 7 ottobre 2009): precursore di una stile fotografico unico soggetti posti in forte contrasto con lo sfondo, al fine di far risaltare l’abbigliamento.
  5. Robert Capa (22 ottobre 1913 –  25 maggio 1954):  è stato un fotografo di guerra, il più famoso del mondo e nel 1936 è autore di una delle foto di guerra più famose della storia, il soldato con la camicia bianca colpito a morte, considerata come la più famosa tra le fotografie di guerra mai esistite.
  6. Robert Doisneau (14 aprile 1912 – 1º aprile 1994): la sua fotografia più famosa  Bacio davanti all’Hotel de Ville, scattata nel 1950, nella quale una coppia di ragazzi si bacia serenamente per le vie caotiche di Parigi; lo stile unico del fotografo prevedeva la caratterizzazione della società e dell’ambiente parigino.
  7. David LaChapelle (11 marzo 1963): famoso nel campo della moda e della pubblicità per il suo stile surreale; le sue fotografie sono caratterizzate da una estremizzazione dei dettagli. Fu notato da Andy Warhol, che gli offri un lavoro per la rivista Interview magazine.
  8. Steve McCurry (24 febbraio 1950): fotoreporter famoso per la sua fotografia La Ragazza Afghana diventata una delle copertine più famose della rivista National Geographic.
  9. Diane Arbus (14 marzo 1923 –  26 luglio 1971): fotografa Newyorkese conosciuta soprattutto per i suoi fotoritratti. La sua fotografia più famosa è Il ragazzo con la granada giocattolo scattata a Central Park nel 1962.

Natalia Elena Massi, la fotografa che ha catturato immagini devastanti dell’alluvione di Venezia

Natalia Elena Massi

Lo scorso novembre Venezia ha vissuto la peggiore alluvione degli ultimi 50 anni, spingendo il governo a dichiarare lo stato di emergenza.
Ma mentre la notizia dell’inondazione ha causato migliaia di annullamenti viaggi, la fotografa Natalia Elena Massi ha fatto esattamente l’opposto: ha fatto le valigie e ha guidato fino a Venezia. “Vivo a Brescia, una città a 100 chilometri da Venezia – ha raccontato a Bored Panda – Sappiamo che ci sono inondazioni a Venezia. I veneziani ci sono abituati, ma questa volta è stata una marea eccezionale. Adoro Venezia e la visito ogni volta che posso. Questa volta, ho deciso di andare a fotografare la città con la speranza di trovarla comunque bella”. Ho pensato “Sono così vicina a Venezia, e c’è un evento così straordinario devo vederlo con i miei occhi”. Ero curiosa di capire come è possibile vivere con la costante preoccupazione di essere sommersi. Così, il 16 novembre, ho deciso di andare».
La  voglia di catturare “un evento così straordinario” era troppa per lasciarsi sfuggire questa occasione, ma la fotografa non aveva idea di quanto sarebbe stato difficile rendere giustizia alle inondazioni verificatesi, sia fotograficamente che fisicamente. L’illuminazione cambiava costantemente, dai vicoli bui alla piena di Piazza San Marco, e lo sforzo fisico di arrancare nell’acqua la lasciava inzuppata ed esausta. “Non avevo pensato a quanto potesse essere difficile. Immaginate di camminare per ore con l’acqua ben sopra le ginocchia. I miei stivali da pioggia raggiungevano solo il ginocchio: non erano abbastanza alti per coprirmi. Le galosce avrebbero dovuto proteggermi fino alla metà della coscia, ma in realtà l’acqua è iniziata a entrare e mezz’ora dopo ero così bagnata che ho deciso di toglierle. Ho lavorato in modalità manuale, non volevo lasciare nulla al caso. Ho dovuto cambiare le impostazioni spesso in base alla scena, in situazioni con meno luce o più luce”. Un lavoro meticoloso ripagato dal risultato: “Ho incontrato persone incredibili, uomini orgogliosi e coraggiosi che non sono stati sconfitti dalla marea”.

Ecco una selezione delle fotografie che ha catturato quel giorno. Per conoscere meglio la fotografa visitate il suo sito Web e le sue pagine Facebook e Instagram.

 

Fonte www.dagospia.com

Steve McCurry torna a Monza con la mostra “Leggere”

Steve McCurry, Mandalay, Birmania, 2013 © Steve McCurry

Grande ritorno a Monza per Steve McCurry con la mostra “Leggere”

Il grande fotografo Steve McCurry torna a Monza, e precisamente all’Arengario, dal 17 Gennaio con la mostra “Leggere”. Gli scatti saranno in mostra all’Arengario dal 17 gennaio al 13 aprile grazie al progetto promosso da ViDi e dal Comune di Monza, con l’organizzazione di Civita Mostre e Musei e in collaborazione con Sudest57.  La curatela sarà affidata, come sempre, a Biba Giacchetti, con i contributi letterari dello scrittore Roberto Cotroneo. Gli scatti ritraggono persone di tutto il mondo, assorte nell’atto intimo di leggere, còlte dall’obiettivo di McCurry che testimoniano la sua capacità di trasportarle in mondi immaginati, nei ricordi, nel presente, nel passato e nel futuro e nella mente dell’uomo. I contesti sono i più vari, dai luoghi di preghiera in Turchia, alle strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti. Sono immagini che documentano momenti di quiete durante i quali le persone si immergono nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici; per chiunque e dovunque c’è un momento per la lettura. In una sorta di percorso parallelo, le fotografie sono accompagnate da una serie di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo. Un contrappunto di parole dedicate alla lettura che affiancano gli scatti di McCurry, coinvolgendo il visitatore in un rapporto intimo e diretto con la lettura e con le immagini.

«Questa mostra è un’occasione per guardare diversamente l’opera di Steve McCurry – spiegano il sindaco Dario Allevi e l’assessore alla Cultura Massimiliano Longo – che pone al centro della propria ricerca artistica la forza della lettura come valore universale e individuale. L’esposizione ha la capacità di coniugare qualità artistica e coinvolgimento: un’opportunità importante per guardare e comprendere il piacere necessario della lettura».

 

Steve McCurry “Leggere”

Dal Martedì al Venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19,
Sabato e Domenica dalle 10 alle 20.
Biglietto intero 10 euro, ridotto 8 euro (Over 65, ragazzi 13-18), ridotto bambini 5 euro (4-12 anni).

Vogue rinuncia alla fotografia e rivoluziona il mondo del giornalismo di moda

Yoshitaka Amano

Articolo da www.affaritaliani.it

Vogue rinuncia alla fotografia in favore delle illustrazioni e dei disegni per unire sostenibilità e creatività alla lotta contro l’inquinamento

Vogue Gennaio 2020: No photoshoot production was required for the making of this issue. Per la prima volta nella sua storia Vogue Italia rinuncia all’utilizzo delle immagini fotografiche per dare spazio a disegni e illustrazioni, mettendo così il valore della creatività al servizio della sostenibilità. Creatività e sostenibilità sono due dei Vogue Values che tutti i direttori di Vogue hanno sottoscritto il 5 dicembre e che verranno promossi e tutelati a partire dal 2020. Con l’edizione di gennaio, la testata di Condé Nast Italia vuole dare un segnale forte su come l’industria della moda possa trovare soluzioni alternative, concrete e attuali nel rispetto dell’ambiente, della natura e del pianeta.

Vogue Italia ha deciso di reagire attivamente all’emergenza climatica abbattendo le emissioni di CO2, riducendo gli spostamenti e i viaggi per le produzioni dei servizi fotografici

“Nel grande dibattito globale sulla sostenibilità, e sui valori che Vogue si impegna a promuovere nel prossimo decennio” – dice Emanuele Farneti, direttore di Vogue Italia – “ne scelgo uno che mi sta specialmente a cuore: l’onestà intellettuale. Nel nostro caso, significa ammettere che fare un giornale di moda ha un impatto ambientale significativo. La sfida era dimostrare che si può, eccezionalmente, raccontare gli abiti senza fotografarli. È una prima volta: Vogue Italia non aveva mai avuto una copertina illustrata e nessun Vogue, da quando esiste la fotografia, ha mai realizzato un numero prescindendone. Così, questo mese abbiamo voluto lanciare un messaggio: che la creatività – pilastro di Vogue da quasi 130 anni – può, e deve, farci esplorare diverse strade. Cambiare è difficile, ma come possiamo chiedere agli altri di farlo, se non mettiamo in discussione noi stessi?”.

Tutte le copertine, e i servizi del numero di gennaio sono infatti prodotti da artisti, noti, emergenti, nomi dell’arte e leggende del fumetto, che hanno raccontato la moda rinunciando a viaggiare, spedire, inquinare. Sono vere e proprie storie di moda: gli autori sono stati affiancati da stylist, e hanno preso in prestito il volto di donne reali:

Vanessa Beecroft, famosa artista multimediale che con il suo lavoro ha indagato i valori dell’identità e della condizione femminile contemporanea, ha voluto raccontare attraverso le illustrazioni le nuove collezioni partendo dal concetto che: “La persona che indossa gli abiti li modella e dà loro identità e vita” e non viceversa.

David Salle, eclettico artista americano, famoso per combinare tecniche differenti e fondere stili e texture inaspettate, ha firmato il servizio moda con protagonista Lili Sumner e con lo styling della leggendaria Tonne Goodman.

Yoshitaka Amano, uno dei maestri del fantasy giapponese, illustratore, fumettista e costume designer per il cinema e il teatro, inventore del logo per la popolare serie di videogiochi Final Fantasy, ha disegnato una fashion story dall’anima fantasy ispirata al Rinascimento italiano in cui la top model Lindsey Wixson si trasforma in un cartoon.

Cassi Namoda, giovane artista del Mozambico, ha illustrato sulla cover la modella Ambar Cristal Zarzuela che piange e una zanzara che l’ha appena punta, a simboleggiare il riscaldamento climatico.

Delphine Desane, artista parigina di origini africane da sempre portavoce della comunità black ha ritratto la modella di colore Assa Baradji.

Milo Manara, padre dei fumetti erotici che tra le sue numerose collaborazioni vanta quelle con Hugo Pratt, Federico Fellini e Jodorowsky, si è ispirato al David di Michelangelo, alla sua attitudine e forza nel fronteggiare il gigante Golia perché la donna oggi, interpretata da Olivia Vinten, deve combattere con lo sciovinismo, il sessismo e la violenza del mondo maschile.

Paolo Ventura, artista e fotografo ha ritratto la modella Felice Nova Noordhoff alla ricerca della perfezione attraverso artifici come il colore dei capelli e i tratti fisionomici.

Gigi Cavenago e Andrea De Dominicis, duo di illustratori italiani autori del fumetto cult Dylan Dog, hanno invece divinizzato la figura femminile.

La cifra che il magazine risparmierà nel non impatto ambientale dovuto a viaggi e spostamenti,  verrà donata a un’Istituzione culturale che ha sede a Venezia: la Fondazione Querini Stampalia onlus che è stata fortemente danneggiata dalla marea dello scorso novembre.

“L’attenzione che Vogue Italia rivolge alla Fondazione dopo un’emergenza quale è stata l’acqua alta eccezionale del 12 novembre scorso ci gratifica” – dice Marigusta Lazzari, direttore della Fondazione Querini Stampalia onlus – “confermando affinità e visioni comuni alle due realtà che, seppur in ambiti diversi, si esprimono nell’attenzione alla ricerca, alla bellezza, alla cura del dettaglio, stando nella contemporaneità con uno sguardo sempre rivolto al futuro”.

Un altro gesto di cambiamento è la scelta di iniziare a utilizzare unicamente plastica compostabile e biodegradabile per avvolgere Vogue Italia. Un impegno di responsabilità che Condé Nast Italia adotterà nel 2020 per tutti i magazine della multimedia company.

Articolo completo 

Il diavolo emerge dal mare: le strabilianti foto durante un’eclissi

Credits: facebook.com/elias.chasiotis

Stanno facendo il giro del mondo le impressionanti fotografie scattate dall’astrofotografo amatoriale Elias Chasiotis. Le foto riprendono una strabiliante alba durante un’eclissi in Qatar. Queste immagini sono meravigliose e particolari perché grazie alla forma assunta dal sole, dal mare sembrano spuntare due corna dando l’impressione che il diavolo stia emergendo dagli inferi.

 

1 2 3 113
0 0,00
Go to Top