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Secondo appuntamento con le Lectiones Magistrales organizzate da Afip

Secondo appuntamento con le Lectiones Magistrales organizzate da Afip: una serata in memoria di Romano Cagnoni

A dieci giorni dal primo appuntamento della stagione 2018/2019 delle lectiones magistrales organizzate da AFIP International in collaborazione con CNA Professioni, sabato 15 dicembre si terrà presso La Triennale di Milano alle ore 19 una serata speciale in ricordo di Romano Cagnoni, scomparso lo scorso gennaio. Durante “La ricca eredità di un testimone della Grande Storia”, questo il titolo dell’incontro, insieme alla compagna di vita e di lavoro Patricia Franceschetti Cagnoni, lo studioso Bruno Segre e il fotoreporter Franco Pagetti, verrà ripercorsa la carriera di Cagnoni, riconosciuto come uno dei più rappresentativi maestri del ventesimo secolo. Un omaggio che AFIP International vuole tributare a un artista, che ha saputo raccontare con la schiettezza e la curiosità della sua macchina fotografica la verità e la storia degli uomini nei maggiori conflitti internazionali, realizzando reportage e copertine per le più importanti riviste del mondo. <
Come di consueto, l’ingresso alla lectio è gratuito (fino ad esaurimento posti).
L’incontro sarà anche in diretta steaming su: http://www.afipinternational.com/news/diretta-streaming/

Lectio Magistralis Fotografia e dintorni

“La ricca eredità di un testimone della Grande Storia”

Serata in ricordo di Romano Cagnoni

Conversazione con Patricia Franceschetti Cagnoni, Bruno Segre e Franco Pagetti

Triennale di Milano (viale Alemagna 6)

Sabato 15 dicembre ore 19.00

Ingresso gratuito (fino esaurimento dei posti)

Adobe Stock annuncia i Visual Trends 2019

Visual Trends 2019

Come sanno bene designer e brand, viviamo in un’epoca frenetica e altamente “visiva”, il che significa che le immagini sono uno dei modi principali in cui i brand si connettono con i consumatori. Questo è il motivo per cui la fluidità visiva – la capacità di intercettare i trend visivi e il loro significato presso i consumatori – è così importante. È questo lo scopo degli Adobe Stock’s Visual Trends: con i trend visivi Adobe aiuta la community a individuare le tendenze e le loro evoluzioni, a capire cosa significano per i consumatori e lavorare su queste tendenze per avere il massimo impatto.
Nel 2019, saremo circondati da immagini che catturano conversazioni culturali appassionate, belle, controverse, disordinate sui valori, su come esprimiamo la nostra individualità e le nostre esperienze, e su come troviamo rifugio in tempi tumultuosi.
Il team di Adobe Stock ha guardato il mondo, dalle passerelle di moda e le gallerie d’arte al mondo degli affari, alla cultura pop e ai social media, il tutto con l’obiettivo di scoprire le principali tendenze visive che daranno forma all’anno che verrà.

Ecco un’anteprima delle tendenze che hanno previsto per il 2019

Istinti naturali
Con la tecnologia che diventa sempre più pervasiva nelle nostre vite, ci sentiamo sempre più distanti dal mondo fisico. Questo cambiamento costante sta portando più persone a cercare più o meno consapevolmente l’equilibrio attraverso la natura. Artisti come Archan Nair, contributor di Adobe Stock Premium, fanno parte di un movimento di creativi che si ispira ai misteri del mondo naturale. Le illustrazioni di Archan mettono insieme surrealismo, misticismo e forme organiche per esplorare l’interconnessione tra gli umani e il pianeta. Questo desiderio di connettersi con la natura sta influenzando anche il comportamento dei consumatori. Ad esempio, secondo il gruppo NPD, quasi la metà dei consumatori statunitensi ora cerca attivamente ingredienti naturali nei prodotti che sceglie. Oltre ai contenuti, i consumatori sono anche sul pezzo di come gli ingredienti vengono selezionati e su come le marche comunicano. Il Global Wellness Institute  riferisce che il segmento che cresce di più nel mercato beauty è quello della “bellezza pulita” – prodotti etici, sostenibili e trasparenti. I principali brand quindi, da Nordstrom e Barney’s a Sephora, stanno rispondendo, dando più spazio ai marchi naturali

Democrazia Creativa

Non aspettiamo più che i creativi diano forma ai nostri mondi visivi, ma grazie alla tecnologia le persone condividono momenti della loro vita, così come sono, autentici, con colori vividi e pieni. Ogni giorno vengono caricate su Instagram 95 milioni di foto e la gente guarda 100 milioni di ore di contenuti video su Facebook. Gen Z e Millennials stanno guidando questa tendenza, ma tutte le età sono coinvolte, alimentate da piattaforme mobili che consentono di condividere contenuti on-the-go e streaming sui social media. I marchi stanno trovando modi intelligenti per sfruttare il nostro desiderio di creare le nostre immagini. Ad esempio, la società di abbigliamento American Eagle ha lanciato la sua campagna #aeriereal, chiedendo alle donne di pubblicare foto non ritoccate di se stesse e di celebrare la positività del corpo. E le aziende di mobili da West Elm e Wayfair invitano gli utenti a pubblicare foto dei loro nuovi prodotti, permettendo ai consumatori di vedere come si presentano in una vera casa

Espressione Disruptive
Le persone sono pronte a far ascoltare le proprie voci. Che si tratti di un gioco creativo o di una feroce resistenza politica, le immagini di espressione del propria personalità hanno sempre un impatto sull’altro. I nostri feed sociali sono pieni di manifestanti in marcia e discorsi politici estemporanei. I brand stanno sfruttando questa energia, prendendo in prestito il linguaggio visivo di protesta per le vetrine e le linee di abbigliamento. E il momento sembra così significativo che le gallerie, dal Museum of the City of New York  al Museo Nazionale Smithsonian di Storia Americana, stanno raccogliendo cartelli di protesta per mostre future.

Brand Stand
I consumatori, in particolare la Gen Z e i Millennials, vogliono molto di più dai brand di un solo prodotto: si stanno infatti affidando ad aziende che dichiarano determinati valori e un impegno verso la trasparenza. Uno studio recente ha rilevato che quasi la metà dei Millennials pensa che i CEO stessi dovrebbero prendere posizione sulle questioni sociali.  Alcuni brand sono in prima linea  nel mostrare i loro valori. Ad esempio la causa legale di Patagonia contro il Presidente per proteggere i monumenti nazionali, o le società che hanno aderito a una battaglia legale contro la bolletta del bagno nella Carolina del Nord.

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Orizzonti: la mostra curata da Denis Curti a Malpensa

Orizzonti: inaugurata la mostra di Stefano Bianchi Carini, visibile fino al 15 gennaio 2019 

Lo spazio Photo Square all’ingresso della stazione ferroviaria dello scalo aeroportuale di Malpensa, ospita la mostra di Stefano Bianchi Carini “Orizzonti”, tratta dall’omonimo libro della collana Nuovi Talenti de Il Fotografo.  Orizzonti”, inaugurata con grande successo lo scorso 29 Novembre, è la prima esposizione di un qualificato programma di mostre, curate da “Il Fotografo” che punta ad aumentare la fruizione dell’immagine facendo vivere, anche in aeroporto,  la fotografia come un’avventura culturale. «Mi sono sempre considerato un bianconerista, che è già astrazione – ha spiegato l’artista –, perché noi non vediamo in bianco e nero. Le foto sono sgranate e sui bordi sfocate perché scattate con il grandangolo sul treno che si muove. Ho ottenuto questo risultato con la regola dell’8: fuoco 8, 8millesimi di secondo e 8000 la sensibilità»
«La cosa più bella di questi progetti con cui portiamo l’arte qui allo scalo è vedere lo sguardo dei viaggiatori che non si aspettano di imbattersi in sculture o fotografie in un luogo che è di passaggio», sono le parole di Luciano Bolzoni, responsabile Arts and Cultural Project di Sea. “Il progetto di Photo Square ci è congeniale perché ne condividiamo l’idea di divulgazione della fotografia che deve avere sempre, come in questo caso, un progetto, un messaggio da comunicare» commenta Denis Curti, direttore de Il Fotografo e curatore della mostra.

Orizzonti: il fotografo costruisce con i suoi scatti un tratto costiero che cambia a velocità alterne

Stefano Bianchi Carini conosce la fotografia che pratica da molti anni. In uno dei suoi lunghi viaggi in treno, un giorno ha un’illuminazione, prende in mano la macchina fotografica, si apposta al finestrino del treno e inizia a scattare una lunga sequenza di immagini. Stava attraversando il lungo tratto di costa che da Rimini giunge fino a Siponto, un tratto costiero che il fotografo, negli anni, ha percorso più e più volte, e che ha imparato col tempo a conoscere e a riconoscere. Comincia così il primo di numerosi tentativi nel cercare di vedere meglio quello che ha intuito. In un primo momento scatta ogni volta. Comincia così il primo di numerosi tentativi nel cercare di vedere meglio quello che ha intuito. In un primo momento scatta ogni volta che il treno si ferma, raccogliendo così una mappa visiva grazie alla quale visitiamo i luoghi attraverso i cartelli delle stazioni. Affascinato dallo spazio che sembra ricrearsi all’interno del vagone, fotografa quella che diventa ora la sala cinematografica in cui viene proiettato una sorta di film: il paesaggio che muta. Scatta seguendo un ritmo interiore che dà vita a una lunghissima serie di fotografie. Il paesaggio che scorre è la ricostruzione di un lungo orizzonte, lo spazio fotografato diventa materia viva, si ritrovano le tracce fedeli di sbavature dovute alla velocità, ai sussulti del treno. Si compone così, la sezione di un atlante che ci immaginiamo mappare l’Italia e di cui qui troviamo buona parte della costa adriatica. L’autore si è sottoposto a regole semplici ma efficaci: tenere la macchina sempre pronta di fronte al finestrino all’altezza dei propri occhi; non guardare nel mirino ma spostare lievemente lo sguardo verso destra, per vedere così in anteprima l’immagine che sta per essere fotografata; appena l’occhio nota qualcosa, scattare. Così facendo, l’autore mette in campo un automatismo dello sguardo che coinvolge l’occhio, la mente, la mano e, non da ultimo, la macchina fotografica.

La mostra di Bianchi Carini sarà visibile nello spazio Photo Square fino al 15 gennaio 2019

Per acquistare il libro Orizzonti di Stefano Bianchi Carini clicca qui

 

BookShop: Bob Dylan negli scatti di Jerry Schatzberg

Bob Dylan negli scatti di Jerry Schatzberg

“Come soggetto fotografico, Dylan era il migliore. Bastava puntargli addosso l’obiettivo e le cose semplicemente accadevano. Abbiamo avuto un buon rapporto e lui era disposto a provare qualsiasi cosa”. Nel 1965, Jerry Schatzberg incontra un giovane Bob Dylan, all’epoca impegnato nelle registrazioni dell’album Highway 61 Revisited, che includeva la leggendaria Like a Rolling Stone. Schatzberg cattura Dylan durante uno dei momenti più cruciali della storia della musica realizzando immagini essenziali destinate a sopravvivere allo scorrere del tempo. Il volume riunisce alcuni degli scatti più celebri tra quelli realizzati dal fotografo, i ritratti di studio, le immagini in sala di registrazione, le rarità e i concerti.

Dylan by Schatzberg
Autori: Jerry Schatzberg
Editore: Skira
Anno: 2018
Pagine: 250

Per acquistarlo clicca qui 

Fotografia: appuntamenti e festival da non perdere

Ugo Mulas (1928-1973) Andy Warhol, Factory, New York, 1964. Vintage print. Stampa ai sali d’argento su carta baritata montata su alluminio, cm 40 x 50. Courtesy Archivio Ugo Mulas, Milano – Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli © Eredi Ugo Mulas

Appuntamenti e festival fotografici

Oggi vi indichiamo alcuni appuntamenti con la fotografia assolutamente da non perdere.

SIENA INTERNATIONAL PHOTO AWARDS. È giunto alla quarta edizione il Siena International Photo Awards, prestigioso concorso organizzato da Art Photo Travel che torna a Siena dal 28 ottobre al 2 dicembre. La Ex-distilleria “Lo Stellino”, un uovo spazio dal carattere industriale inaugurato per l’occasione, ospiterà  la mostra principale, Beyond the Lens, che accoglie 143 immagini di 48 fotografi, professionisti e non, provenienti da 37 Paesi. Gli scatti sono stati selezionati, tra i 48mila giunti a Siena, da una giuria internazionale di fotografi, redattori, editori ed esperti. Il vincitore sarà annunciato nel corso della cerimonia di premiazione, sabato 27 ottobre alle 17.30, al Teatro dei Rozzi.
Fino al 2 dicembre , Ex-distilleria “Lo Stellino” Via Fiorentina 95

FERDINANDO SCIANNA. IL VIAGGIO, IL RACCONTO, LA MEMORIAIl 22 settembre 2018, ha aperto al pubblico, negli spazi espositivi del Complesso di San Domenico a Forlì,  la grande mostra retrospettiva dedicata a Ferdinando Scianna, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, art director della mostra e organizzata da Civita Mostre.
Fino al 6 Gennaio, Piazza Guido da Montefeltro, Forlì

SEBASTIÃO SALGADO. GENESISebastião Salgado. Genesi, l’ ultimo grande lavoro del più importante fotografo documentario del nostro tempo. La mostra è sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia. Un viaggio alle origini del mondo per preservare il suo futuro.
Fino al 6 gennaio 2019
Mole Vanvitelliana, Sala Vanvitelli
Banchina Giovanni da Chio, 28 Ancona

CAMERA POP. LA FOTOGRAFIA, NELLA POP ART DI WARHOL, SCHIFANO & COCAMERA – Centro Italiano per la Fotografia indaga il rapporto tra fotografia e Pop Art con una mostra che riunisce oltre centoventi opere tra quadri, fotografie e grafiche, che illustrano la trasformazione del documento fotografico in opera d’arte.
Fino al 13 gennaio
Camera – Via
delle Rosine 18

ELLIOTT ERWITT, ICONS. In occasione del novantesimo compleanno di Elliott Erwitt (Parigi, 1928), le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia celebrano il grande maestro della fotografia contemporanea con Icons, retrospettiva curata da Biba Giacchetti.
Fino al 27 gennaio, Scuderie Castello Visconteo
Viale XI Febbraio 35, Pavia

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Ugo Mulas (1928-1973)
Andy Warhol, Factory, New York, 1964. Vintage print.
Stampa ai sali d’argento su carta baritata montata su alluminio, cm 40 x 50. Courtesy Archivio Ugo Mulas, Milano – Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli © Eredi Ugo Mulas

Terrae Motus: la fotografia per raccontare il dopo sisma in Italia

Raccontare il dopo sisma in Italia

Da L’Aquila, il Centro Italia e l’Irpinia all’Emilia, al Molise e alla Sicilia l’obiettivo dello Stato delle cose è continuare la più grande campagna fotografica mai realizzata nel Paese. Per documentare il cuore dell’Italia fragile. Oltre 100 i fotografi che ne sono stati finora parte il progetto non profit “Lo stato delle cose. Geografie e storie del doposisma” – il primo osservatorio di fotografia sociale e documentaria sull’Italia colpita dal terremoto online su www.lostatodellecose.com – promuove una chiamata pubblica ai fotografi e filmaker italiani per documentare per la prima volta in maniera sistematica la situazione nei territori colpiti nell’ultimo mezzo secolo dai terremoti in Italia.  Ideato e curato dal giornalista Antonio Di Giacomo, lo Stato delle cose è promosso e realizzato dall’associazione culturale senza fini di lucro La camera del Tempo con il patrocinio del Comune dell’Aquila e con la collaborazione dell’associazione culturale Territori, del Dipartimento di Scienze Umane e del Laboratorio di cartografia dell’Università degli studi dell’Aquila, dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, del Segretariato regionale per l’Abruzzo del Ministero per i Beni culturali. A sostenere il progetto, rendendo possibile la realizzazione del suo sito web, l’impresa di comunicazione Carucci e Chiurazzi (per il concept e design) e Shiftzero (development e digital marketing). A supportare la call Terrae Motus anche la rete Terre in Moto Marche.

Terrae Motus: modalità di partecipazione

Per poter proporre la propria candidatura è necessario indirizzare una mail all’indirizzo terraemotus.opencall@gmail.com avendo cura di indicare le proprie generalità e informazioni di contatto (telefono, sito web, eccetera). Ciascuna candidatura sarà sottoposta al vaglio della direzione del progetto, che comunicherà l’eventuale accettazione entro 15 giorni dalla presentazione della richiesta di partecipazione al progetto. Coerentemente con lo spirito non profit del progetto Lo stato delle cose, la propria adesione è da considerarsi come volontaria, così come le spese di trasferimento e di soggiorno saranno a proprio carico. Ciò non toglie, com’è già accaduto, che attraverso l’accoglienza di privati cittadini, associazioni e amministrazioni comunali, possano individuarsi soluzioni di ospitalità a costo zero per i fotografi.

http://www.lostatodellecose.com/news/terrae-motus-la-grande-open-call-raccontare-litalia-fragile/

 

 

Arezzo & Fotografia: ai nastri di partenza l’ottava edizione

Tunisia. Tunis. 2011. Riots between police and demonstrators.

Arezzo & Fotografia: tre weekend immersi nel mono della fotografia. Tra i protagonisti Alex Majoli e Fulvio Bugani

Trenta artisti provenienti da tutto il mondo e dall’Italia. Dieci sedi sparse per la città. Venti personali inedite e tre weekend interi dedicati al mondo dell’arte fotografica. Così si presenta l’edizione 2018 di Arezzo & Fotografia targata Imago. L’ottavo appuntamento porta ad Arezzo nomi di primissimo rilievo nel panorama della fotografia d’autore.

Arezzo & Fotografia: Alex Majoli e Fulvio Bugani

Dal 30 novembre l’evento prenderà il via dando spazio a workshop, mostre ed iniziative. Tra gli autori presenti spaccano i nomi di Alex Majoli e Fulvio Bugani rispettivamente presidente della Magnum Photos e ambasciatore Leica.
Alex Majoli porterà ad Arezzo “Andante” un lavoro che racconta la “La condizione umana e gli elementi più oscuri della società sono sempre stati al centro della ricerca di Alex Majoli che riscrive una nuova sceneggiatura dando vita ai personaggi ritratti durante la sua carriera”.
Fulvio Bugani invece porta ad Arezzo “Soul Y Sombra” un lavoro con il quale “ha voluto descrivere il mondo luminoso, colorato, pieno di vita, misterioso, libero ma allo stesso tempo ingabbiato, fatto di ritmo, passione e forti contrasti, rappresentando suggestive scene di vita quotidiana in cui la luce diventa un tratto fondamentale dello scatto, essendone sia il protagonista che il mezzo espressivo per catturare la complessa anima di Cuba. Le ombre profonde sono, a loro volta, utilizzate come attori immaginari, metafore di quel lato sfuggente dell’isola che è difficile da afferrare. Una sorta di altro mondo, che non è così visibile ma comunque presente”.

Arezzo & Fotografia: la biennale

Arezzo&Fotografia è una biennale internazionale di arte fotografica. Il festival, curato dall’Associazione Fotografica Imago, si articola in una rete di spazi espositivi distribuiti nel centro storico cittadino, attraverso un suggestivo itinerario visivo inserito nello scenario urbano. Insieme alle mostre nelle molteplici sedi espositive, l’agenda è arricchita da una serie di pregevoli iniziative collaterali, tra cui workshop ed iniziative collaterali.
Gli autori
Venti sono i soci Imago che hanno prestato le loro capacità e il loro estro per arricchire l’edizione 2018 di Arezzo & Fotografia. I loro scatti saranno visibili al pubblico all’interno delle nove sedi che rimarranno aperture durante i weekend della biennale.Con loro immancabili di grandi nomi di autori nazionali ed internazionali. Sono in tutto trenta gli artisti che esporranno i loro lavori ad Arezzo e sono: Alex Majoli, Fulvio Bugani, Frank Lassak, Gillian Hyland, Michela Goretti, Dorothy Bahwl, Anais Boileau, Laura Bonnefous, Adeolu Osibodu, Anna Tihanyi, Liza Zhakova, Dima Zharov, Hengki Koentjoro, Douglas Ljungkvist, Russ Rowland, Stavros Stamatiou, Juliet Ponce, Ekaterina Bourindine, Russ Rowland, Aldo Lutini, Pier Nicola Bruno, Vincenzo Marzocchini, Sara Seene, Salvo Veneziano, Osher Patrovi, Anup Shah, Aldo Luttini, Marko Stamatovic, Michael Kenna.

Le sedi espositive
Oltre alla Galleria Spazio Imago (via Vittorio Veneto) Arezzo e Fotografia si svilupperà all’interno di spazi cittadini unici e suggestivi.
Le mostre di A&F saranno visitabili all’interno di Palazzo Sacchi, Palazzo Guillichini, San Lorentino e Pergentino, Logge Vasari, mercato coperto delle Logge del Grano, Bar Stefano – Gli svizzeri, Coffee o’ Clock, sede del Fotoclub La Chimera e parcheggio Mecenate.
(Vedi la mappa su http://www.arezzoefotografia.com/sedi-espositive).

Le date della mostra

Taglio del nastro il 30 novembre alle 18,30 all’interno della galleria Spazio Imago di via Vittorio Veneto. Le sedi saranno accessibili il 1° e il 2 dicembre dalle 10,30 fino alle 19,30 (orario continuato). Il weekend successivo, 7 e 8 dicembre, nuova apertura delle mostre sempre dalle 10,30 alle 19,30. L’ottava edizione si concluderà il 15 e 16 dicembre con le ultime due date di apertura al pubblico. L’accesso alle mostre è gratuito.

Collaborazioni e patrocini
L’edizione 2018 di Arezzo & Fotografia si avvale del supporto, collaborazione e patrocinio della Provincia di Arezzo, della Camera di Commercio, Atam parcheggi, Fraternita dei Laici, cooperativa Agorà e centro Elios.

Gli eventi collaterali
Tra le date da mettere in calendario, il 30 novembre quando alle 18 si apriranno le porte della ottava edizione di Arezzo & Fotografia, l’evento inaugurale si svolgerà in via Vittorio Veneto nella sede dell’associazione presso la Galleria Spazio Imago. L’8 dicembre prossimo invece presentazione del nuovo libro di Roberto Rossi, presidente di Fiat dal nome Face. L’appuntamento è per le 17 all’interno degli spazi espositivi di Palazzo Guillichini. (vedi il programma completo su: http://www.arezzoefotografia.com/programma)

CINA 1978 Appunti di viaggio: gli scatti in bianco e nero del fotografo Paolo Gotti

CINA 1978, Appunti di viaggio gli scatti in bianco e nero del fotografo Paolo Gotti che documentano diversi aspetti della Cina di quarant’anni fa

Inaugura sabato 15 dicembre alle ore 19.00, la mostra Cina 1978. Appunti di viaggio, una serie di scatti in bianco e nero del fotografo Paolo Gotti che documentano diversi aspetti della Cina di quarant’anni fa. Nel luglio del 1978, Paolo Gotti prende parte a un viaggio d’inchiesta organizzato dall’Istituto politico culturale Edizioni Oriente di Milano per osservare da vicino la società cinese, dal punto di vista di una pluralità di interessi che vanno dall’educazione alla sanità, dalla giustizia all’industria. Il reportage sarà poi pubblicato nella rivista quadrimestrale Vento dell’Est, attiva dal 1965 al 1979.

CINA 1978, Appunti di viaggio

La delegazione, di cui fanno parte una ventina di persone tra cui personalità del calibro di Silvia Calamandrei, Lisa Foa, Franco Marrone, Paola Mancorda e Claudio Meldolesi, viaggia nella parte settentrionale del paese partendo dalla capitale Pechino per poi visitare le città di Dalian, Shenyang, Changchun, Harbin e i pozzi di petrolio di Daqing, fino ai confini con la Manciuria. L’indagine si inserisce all’interno di una situazione politica segnata dai clamorosi avvenimenti seguiti all’arresto della “banda dei quattro” che rappresentò la fine più evidente di quel movimento politico noto come Rivoluzione Culturale, lanciata da Mao nel 1966 contro le strutture del Partito Comunista Cinese. L’obiettivo del viaggio era quello di comprendere quanto stava avvenendo e le ragioni che avevano scatenato un’inversione di rotta che avrebbe portato nel tempo a un nuovo schieramento del paese nello scacchiere internazionale, ma questo avveniva registrando non tanto i luoghi della politica quanto piuttosto quelli frequentati dalla gente comune: fabbriche, scuole e asili, quartieri urbani e zone rurali.

CINA 1978, Appunti di viaggio: Paolo Gotti immortala alcuni tra gli aspetti più singolari della società cinese

 

Sono queste immagini, scattate da Paolo Gotti, a immortalare alcuni tra gli aspetti più singolari della società cinese di quaranta anni fa – così diversa dalla Cina contemporanea – visti attraverso l’emozione di uno sguardo occidentale: dai mezzi di trasporto spesso bizzarri e improvvisati alle insegne disegnate con i gessetti e ai grandi pannelli illustrati con “fumetti” propagandistici, dalle ricamatrici tradizionali alle esercitazioni delle soldatesse armate di fucile, dalle scuole speciali per bambini ipovedenti fino alle fabbriche, come quelle dei locomotori, che avrebbero portato in futuro il paese a diventare la potenza economica che è oggi.
La mostra nasce dalla riscoperta dell’archivio relativo a quel viaggio, che recentemente ha riconosciuto a Paolo Gotti l’assegnazione del Premio UVA promosso dall’Università di Verona. Per l’occasione sarà presentato il calendario 2019 Cina 1978. C’era una volta con fotografie a colori di quel viaggio.

 

CINA 1978. Appunti di viaggio
Sede: Temporary Gallery | via Santo Stefano 91/a, Bologna
Opening: 15 dicembre ore 19.00
Periodo mostra: 16 dicembre 2018 – 31 gennaio 2019
Orari: martedì-domenica, 10.30-12.30 | 17.00-19.30

 

L’Italia dei fotografi: testimonianze di un secolo di storia

L’Italia dei fotografi: un editoriale di Denis Curti

Con grande gioia desidero condividere con voi un risultato per la fotografia nel difficile cammino di crescita (in termini di attenzione, conoscenza e valore). Il mio lavoro, anche in qualità di direttore di questa storica testata, s’inserisce in quella costante e preziosa opera di sostegno dedicata a questo linguaggio universale e al lavoro di professionisti e non che giorno per giorno contribuiscono alla scoperta delle realtà del mondo grazie a un impegno e a una passione mai domi. Sono stati mesi di intenso lavoro (di ricerca iconografica e di relazioni) per riuscire nell’intento: testimoniare il volto del nostro Paese, l’Italia, attraverso 24 storie d’autore.

L’Italia dei fotografi: il racconto di un secolo di esperienze e di visioni che caratterizzano il volto e la storia di una nazione

Con il titolo L’Italia dei fotografi si apre il racconto di un secolo di esperienze e di visioni che caratterizzano il volto e la storia di una nazione. Non è stato facile scegliere la direzione del progetto e stabilire in che modo quest’ultimo dovesse essere articolato, tenendo conto dell’imprescindibile rapporto osmotico che si instaura tra micro e macro storia, tra gli autori e i relativi contesti sociali e culturali. Non desidero qui soffermarmi sui nomi dei fotografi scelti – dal prossimo numero avremo modo di scoprirli –, ma vorrei rubarvi qualche minuto per raccontarvi alcune considerazioni maturate in questo cammino preparatorio e di produzione, invitandovi alla vernice del primo appuntamento espositivo il 21 dicembre (Museo del ’900 – Mestre). Un iniziale pensiero è nel dover riconoscere a una squadra di fotografi italiani il coraggio dell’approfondimento, unito al desiderio continuo di porre domande e rinunciare alla ricerca di risposte assolute. Solo letture critiche e consapevoli di un presente che vuole smettere di restare seduto su vecchi paradigmi. Viste tutte insieme, queste fotografie disegnano una trasversalità che contribuisce a comprendere il futuro. Nessuna predizione. All’interno di questa trasversalità non ci sono solo informazioni, c’è soprattutto l’invito a guardare il mondo da prospettive diverse. È spesso presente una ribalta che, fra ombre e luci, ci suggerisce che cosa ha generato il cambiamento, perché la fotografia è sicuramente un linguaggio ambiguo, ma è anche un concentratore di relazioni e un distributore di dubbi. In questo senso, gli autori presenti in questa rassegna, forse, non sono mai stati moderni. Casomai sempre avanti, anticipatori di un tempo a venire, narratori pertinenti, costruttori di perimetri emotivi, in grado di intendere la memoria come un pregiudizio. Alla fine, il filo rosso di tutte queste storie è racchiuso nella precisa volontà di rinunciare a dire di più di ciò che la realtà stessa conserva.

È la consapevolezza di chi sa bene che se una cosa non è fotografata, questa non esiste. Perché il mondo, visto da vicino, appare sempre nuovo e diverso.

La fotografia che fa bene: Il fidanzato muore, lei posa con il suo ologramma per combattere il dolore

© Nicholas Houghton

Il fidanzato muore: futura sposa si fa fotografare con il suo ologramma

Debbie Gerlach ha perso il suo fidanzato all’inizio dell’anno e nel giorno fissato per le nozze ha deciso di indossare il suo bell’abito bianco e di farsi fotografare insieme all’ologramma del suo amore.
La giovane ha cercato di superare il dolore per la perdita del fidanzato Randy Zimmerman come meglio poteva e con qualcosa che potesse rimanere per sempre: una fotografia. Uno scatto di come avrebbe potuto essere quel giorno: quel giorno che per un tragico disegno del destino, altrimenti non avrebbe mai ricordato.  La coppia viveva a Tucson, in Arizona.

Futura sposa ingaggia una fotografa e si fa fotografare con l’ologramma del fidanzato morto

Kristie Fonseca è la fotografa ingaggiata. Ha ceduto alle suppliche di Debbie e ha inserito l’ologramma del fidanzato morto nella foto del matrimonio. La giovane ha poi condiviso lo scatto sul proprio profilo facebook: “Oggi avrebbe dovuto essere il miglior giorno della mia vita. Oggi avrei dovuto sposare il mio migliore amico. Ma oggi non vedrò lo sguardo sul volto di Randy alla fine di quella navata, quando mi guarderà per la prima volta nel mio abito da sposa, il vestito che dovevo nascondergli perché non resisteva alla tentazione di vederlo“.

Una fotografia per avere un ricordo indelebile del fidanzato … 

Orizzonti: storia di un Viaggio. Inedita Collana di libri Nuovi Talenti 

L’inedita collana di libri Nuovi Talenti 

Orizzonti, un titolo evocativo che dà vita alla inedita collana di libri Nuovi Talenti e a esclusive mostre fotografiche all’interno dell’aeroporto di Milano Malpensa. Cos’è la collana Nuovi talenti? Libri fotografici il cui progetto collettivo ha la missione di valorizzare nuovi autori, il loro originale approccio all’immagine e sguardo sul mondo. Il direttore Denis Curti seleziona e guida i fotografi nella creazione di un’opera che veramente li rappresenti sia nelle capacità tecniche che artistiche, dando vita a una collana che esprima al meglio la forza delle immagini.

Orizzonti: il libro di Stefano Bianchi Carini

Stefano Bianchi Carini conosce la fotografia che pratica da molti anni. In uno dei suoi lunghi viaggi in treno, un giorno ha un’illuminazione, prende in mano la macchina fotografica, si apposta al finestrino del treno e inizia a scattare una lunga sequenza di immagini. Stava attraversando il lungo tratto di costa che da Rimini giunge fino a Siponto, un tratto costiero che il fotografo, negli anni, ha percorso più e più volte, e che ha imparato col tempo a conoscere e a riconoscere.  Comincia così il primo di numerosi tentativi nel cercare di vedere meglio quello che ha intuito. In un primo momento scatta ogni volta che il treno si ferma, raccogliendo così una mappa visiva grazie alla quale visitiamo i luoghi attraverso i cartelli delle stazioni. Affascinato dallo spazio che sembra ricrearsi all’interno del vagone, fotografa quella che diventa ora la sala cinematografica in cui viene proiettato una sorta di film: il paesaggio che muta. Scatta seguendo un ritmo interiore che dà vita a una lunghissima serie di fotografie. Il paesaggio che scorre è la ricostruzione di un lungo orizzonte, lo spazio fotografato diventa materia viva, si ritrovano le tracce fedeli di sbavature dovute alla velocità, ai sussulti del treno. Si compone così, la sezione di un atlante che ci immaginiamo mappare l’Italia e di cui qui troviamo buona parte della costa adriatica.  L’autore si è sottoposto a regole semplici ma efficaci: tenere la macchina sempre pronta di fronte al finestrino all’altezza dei propri occhi; non guardare nel mirino ma spostare lievemente lo sguardo verso destra, per vedere così in anteprima l’immagine che sta per essere fotografata; appena l’occhio nota qualcosa, scattare. Così facendo, l’autore mette in campo un automatismo dello sguardo che coinvolge l’occhio, la mente, la mano e, non da ultimo, la macchina fotografica. Quello che Bianchi Carini sceglie di fare è di mettere in dialogo queste due dimensioni, l’occhio umano e l’occhio meccanico e di utilizzare come collante la sua personale sensibilità, il suo gusto per la composizione estetica dell’immagine. Il fotografo costruisce con i suoi scatti un tratto costiero che cambia a velocità alterne: si entra in un centro abitato dopo chilometri di natura selvaggia; a volte, invece, del paesaggio si hanno solo impercettibili variazioni, come quando i binari costeggiano il mare a una distanza minima e quello che vediamo sono solo pochi elementi: il mare, le scogliere artificiali, uno stabilimento balneare, qualche bagnante. La forza di questo lavoro risiede nella sequenza, che trova senso nel suo insieme . Nel susseguirsi delle immagini si riconoscono alcuni elementi che ci sembrano familiari e Bianchi Carini ci fa riflettere ancora una volta sullo spazio che abitiamo. Il suo sguardo offre una prospettiva nuova e con un linguaggio contemporaneo riesce a rinnovare quella massima antica secondo cui tutto scorre, Panta Rei .

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