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Gli scatti più celebri di Robert Doisneau raccolti in un video

© Robert Doisneu - Autoportrait au Rolleiflex 1947

Grande maestro della fotografia, Doisneau è il rappresentante più celebre della cosiddetta “fotografia umanista”, ossia quel tipo di sensibilità visiva che pone l’accento sulla condizione disagiata dell’uomo nella società. Nasce il 14 aprile del 1912 a Gentilly, un sobborgo di Parigi che segnerà profondamente la sua estetica e il suo modo di guardare le cose. Diplomatosi incisore litografo alla scuola di Estienne decide di abbandonare quella strada per gettarsi nella realtà viva e cruda delle periferie, dimensione che all’epoca nessuno considerava. Sceglie poi di utilizzare un mezzo d’espressione al tempo ancora guardato con un certo sospetto: la fotografia.

Soggetto privilegiato del fotografo: Parigi. Produce una serie di scatti innovativi, geniali e dominati da una forte carica umana: sono le immagini che lo hanno reso celebre. Quello che colpisce i fruitori e gli operatori del settore è che non si tratta di una Parigi convenzionale, quella che domina negli ambienti della pubblicità, della moda, dei giornali o del cinema ma è una Parigi di piccola gente, di arie di fisarmonica, di grandi e bambini, i cui sguardi trasudano umanità e tenerezza.

Doisneau amava immortalare la cultura dei bambini della strada e dei loro giochi, arrivando a conferire alle loro attività, seppur infantili, rispetto e serietà.

“Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere.”

Muore Ugo Mulas. È il 2 marzo del 1973

Ugo Mulas

L’incontro di Ugo Mulas con la fotografia avviene quasi per caso, senza alcun apprendistato. Tra i tavolini del bar Jamaica, il ritrovo dei giovani artisti a pochi passi dall’Accademia di Brera, si parla anche di fotografia. Con lui c’è l’amico Mario Dondero, compagno di molte avventure – insieme realizzeranno dei reportage –. Chi vuole fare il fotogiornalista, chi documentare il Nord industriale, chi la desolata edilizia popolare della periferia. Rigorosamente in bianco e nero, le sue prime fotografie sociali danno subito rilievo di una spiccata sensibilità estetica e curiosità intellettuale. Inizia nel 1954 a frequentare la Biennale di Venezia, divenendone ben presto il fotografo ufficiale – la collaborazione durerà fino al 1972 –. La sua è stata una vita dedicata a questo medium di ricerca e straordinario linguaggio visivo. È ricordato per le immagini dedicate agli artisti e all’interpretazione dell’arte – avrà modo di documentare, tra gli altri, il lavoro di Frank Stella, Fontana, Lichtenstein e Rauschenberg – e per un’intensa attività di sperimentazione.

Per approfondire la vita e le opere di Ugo Mulas clicca qui 

Immagine in evidenza Lucio Fontana, 1964 – Fotografia Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas

Underwater photographer of the year 2019: annunciati i vincitori

Turtle © Eduardo Cevedo

Annunciati i vincitori dell’Underwater photographer of the year 2019

Sono stati annunciati i vincitori dell’Underwater photographer of the year 2019: protagonisti degli scatti la biodiversità del mondo subacqueo e le minacce che lo stesso si trova ad affrontare come la plastica.  “La fotografia consiste nell’immortalare momenti. E questo è un istante indimenticabile”. Commenta il fotografo inglese Richard Barnden vincitore del titolo di Underwater photographer of the year 2019. A distinguersi tra oltre cinquemila foto scattare in 65 diversi paesi del mondo, lo scatto del branco di squali grigi che divorano un pesce pappagallo.
Il concorso dell’Underwater photographer of the year 2019 ci porta alla scoperta del mondo subacqueo e delle biodiversità presenti in esso, facendoci assaporare la magia di un mondo nascosto e inesplorato. Il fotografo spagnolo Eduardo Acevedo si è aggiudicato il titolo di Marine conservation photographer of the year con uno scatto che ritrae una tartaruga marina impigliata in una rete da pesca. Al terzo posto si posiziona lo scatto intitolato Silent killer del fotografo israeliano Noam Kortler che ritrae un cavalluccio marino intrappolato in un bicchiere di plastica.

 

Personaggi da ricordare: Tina Modotti. Fotografa rivoluzionaria

Tina Modotti, fotografa rivoluzionaria

Femminismo ante-litteram e impegno politico dietro l’obiettivo.

“Tina Modotti, sorella non dormi, no, non dormi: forse il tuo cuore sente crescere la rosa di ieri, l’ultima rosa di ieri, la nuova rosa. Riposa dolcemente sorella”. Con queste parole, Pablo Neruda celebrava la memoria di Tina Modotti, fotografa friulana che ha fatto dell’impegno politico e dell’affermazione dell’indipendenza femminile le cifre fondanti della sua attività. Nata a Udine nel 1896, a diciassette anni Assunta Adelaide Luigia Modotti Mondini lascia l’Italia per raggiungere il padre, emigrato negli Stati Uniti per cercare fortuna. A San Francisco lavora come sarta, ma si avvicina al mondo della fotografia. Fondamentale è l’incontro con il fotografo Edward Weston con cui, nel 1923 si trasferisce in Messico, Paese che da subito la affascina. Dalla natura, l’attenzione del suo obiettivo si sposta sul popolo, sui contadini e sugli operai. La fotografia diventa così per l’autrice uno strumento di denuncia sociale. Non a caso, quelli sono gli anni dell’adesione al Partito Comunista, della relazione con il giovane rivoluzionario cubano Julio Antonio Mella, della partecipazione alla Guerra civile spagnola e dell’opposizione al fascismo. Militante appassionata, femminista ante-litteram, a lungo dimenticata o ignorata, Tina Modotti merita di essere riconosciuta tra i protagonisti della storia della fotografia italiana.

 

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All’Università delle Tre Età di Orvieto un laboratorio di fotografia

Università delle Tre Età di Orvieto: divertirsi con la fotografia

All’ Università delle Tre Età di Orvieto prende il via il progetto “DIVERTIRSI CON LA FOTOGRAFIA”; si tratta di un laboratorio fotografico che si pone l’obiettivo di migliorare la qualità delle fotografie scattate e approfondire la conoscenza delle macchine fotografiche possedute.
“Sarà un tipico corso dell’Unitre”. Privilegerà, cioè, la semplicità e l’immediatezza, il divertimento e la condivisione, nell’imparare tecniche e modalità di fotografia diverse. Da molto tempo gli associati ci richiedevano questa esperienza didattica che abbiamo inserito in calendario nel momento in cui era possibile armonizzarlo con gli altri corsi e laboratori”, commenta il Presidente Riccardo Cambri.
Il Laboratorio sarà curato da Roberta Cotigni, membro dell’associazione Fotoamaorvieto e del Fondo Internazionale per la Fotografia.
Il primo incontro si terrà Lunedì 4 Marzo 2019 alle ore 10:30 presso la Sede Unitre

Il programma completo delle mostre del Mese della Fotografia a Roma

Carlo Lucidi - ma non succede niente.jpg

Mese della Fotografia a Roma

Il Mese della Fotografia a Roma, il grande evento che per tutto il mese di marzo, animerà l’intero territorio della Capitale con oltre 250 iniziative gratuite. Oltre 450 fotografi coinvolti, 164 Mostre, tra personali e collettive, 63 incontri, tra talk, presentazioni di libri e proiezioni, 40 appuntamenti dedicati alla didattica, tra workshop, laboratori, photowalk e seminari, 140 location in tutta la città tra musei, gallerie, università, istituti statali, associazioni, biblioteche, scuole di fotografia, spazi pubblici e privati, esercizi commerciali, studi fotografici. Ideato da un gruppo di 14 fotografi professionisti riuniti nell’associazione Faro – Fotografia – Andrea Mazzini, Gilberto Maltinti, Roberto Huner, Sonia Zimmiti, Alex Mezzenga, Alessandra Zucconi, Maria Cristina Valeri, Giulio Speranza, Eugenio Corsetti, Elisa Posella, Francesca Romana Guarnaschelli, Cristiana De Bernardis, Pierangelo Francia, Paolo Franzò – MFR19 vuole diffondere e promuovere la fotografia in tutte le sue forme ed espressioni grazie a luoghi suggestivi e prestigiosi che la città di Roma offre, dal centro alle periferie.
Un unico palcoscenico per celebrare l’arte della fotografia e raccontarla, attraverso la voce di chi la vive tutti i giorni, in una grande narrazione che unisce le realtà fotografiche che operano nel tessuto urbano della Capitale e quelle che provengono da altre regioni italiane. L’obiettivo è creare una rete che lavori in sinergia per accrescere la cultura fotografica in Italia così come avviene in altri Paesi europei.

Mese della Fotografia a Roma: le mostre

Si parte con la mostra “Classico Contemporaneo” al Museo dell’Arte Classica La Sapienza di Roma dal 1 al 31 marzo, un inedito del lavoro di Andrea Attardi, critico e fotografo tra i più prolifici del nostro Paese.
Si prosegue il 2 marzo a Palazzo Merulana con Franco Fontana e quelli di Franco Fontana, una selezione di opere del grande artista italiano e di alcuni suoi allievi provenienti da tutta Italia a cura di Riccardo Pieroni, disponibile fino al 17 marzo. Il giorno dopo, sempre a Palazzo Merulana, il maestro modenese terrà una talk aperta a tutti per dare la possibilità di conoscere il suo lavoro e quello dei suoi allievi.
Da segnalare anche: l’omaggio a Carlo Desideri con la mostra “Approdi stenopeici” alla Galleria Medina dal 15 al 22 marzo, la mostra di Carlo Lucidi e l’impiego di materiali come argento, petali di rosa e seta utilizzati per cogliere volti e tratti delicati, dall’8 marzo al 3 aprile a Sacripante Art Gallery, la mostra di Damiano Rosa al Museo Pigorini dal 23 febbraio al 31 marzo, “Istantanee – trasformazioni” di Armando Casali, dal 1 all’8 marzo al MUEF ArtGallery, la mostra di Luciano Zuccaccia dedicata all’antica Persepolis al Leica store dal 5 marzo al 3 aprile e la mostra “Le mystère n’est pas rien” di Andrè Fromont, l’artista fotografo che si avvale di tecniche dell’ipnosi, a Spazio Concrete dal 15 al 21 marzo.
In risalto anche le tematiche sociali con la mostra di Martino Cusano insieme all’artista Berina Lingo sulla disabilità, dal 23 al 29 marzo allo spazio Tetenal, il reportage di Rosario Cassala sui manicomi calabresi dal 30 marzo al 4 aprile all’ospedale Santo Spirito; in rilievo anche la mostra di Riccardo De Massimi sul bisogno di appartenere, in programma dal 9 al 30 marzo allo spazio Sala Da Feltre e quella di Maria Cristina Madera, un progetto fotografico dedicato a persone affette da malformazioni al volto, dal 2 al 7 marzo presso la sede di Energia per i diritti umani onlus; ancora, la collettiva “Ritratto psicologico”, dal 9 al 14 marzo al Nuovo Regina Margherita, il reportage sociale “Segni particolari – il Bangla sotto casa, la piazza al taglio, le pubblicità anni ’’80, i calzini nei sandali dei turisti. Questa è Roma” degli allievi del II e III anno della Rufa – Roma University of fine Arts, dal 16 al 31 marzo presso l’hub culturale Roma Smistamento. Dedicata al disagio mentale, inoltre, la mostra “Of fading memories” di Erhan Can Akbulut, dal 14 marzo al 12 aprile a Galleria Interzone.
Tra gli eventi di chiusura la mostra “Ostia siamo noi”, reportage della grande iniziativa contro la mafia che si è svolta il 30 settembre 2018 in due strutture confiscate, in programma alla sala conferenze del Porto turistico dal 22 al 24 marzo.
Prevista anche la presenza dei giovani con la mostra dei vincitori del Festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia alla Città dell’Altra Economia a Testaccio, la mostra omaggio a Bertel Thorvaldsen di Salvatore De Vincenti, da 23 al 29 marzo, presso la sede Heco, la mostra collettiva “Lo Stato d’animo della città” degli studenti dei corsi di Visual storytelling, prevista dal 23 al 31 marzo alla Città dell’altra Economia di Testaccio, la mostra “Pittura e Fotografia” degli studenti di fotografia dell’Istituto di Istruzione superiore statale “Roberto Rossellini”, dal 19 al 31 marzo a Villa Torlonia – Casino dei Principi.
Interessante il contributo di Antonino Clemenza dal 9 al 31 marzo al Muro di street art di via della Meloria, che rientra in “Muri loquentes”, il progetto che vede l’autore in giro per le città europee alla ricerca del legame tra street art e processi di inclusione. La street art torna nella mostra della collettiva del Centro romano di fotografia e cinema, dal 26 al 31 marzo all’Atelier Montez.
In evidenza, inoltre, la mostra “E’ successo di notte” dedicata a Pier Paolo Pasolini a Red laFeltrinelli dal 14 al 31 marzo: circa 30 fotografie e un cortometraggio di dieci minuti, realizzata da alcuni degli esponenti di Faro – Fotografia in collaborazione con due videomakers, frutto della performance che si è svolta a Roma durante la notte tra 1 e 2 novembre 2018 per raccontare gli ultimi drammatici momenti di vita di uno dei maggiori artisti e intellettuali italiani del XX secolo. Sempre a Pasolini i fotografi di Faro dedicano un’altra iniziativa, “Civitavecchia – Sperlonga la strada di Pier Paolo Pasolini”, che rievoca parte dei luoghi del lungo viaggio compiuto dall’intellettuale nel 1959 da Ventimiglia a Trieste. La mostra, prevista allo Stadio di Domiziano dal 22 al 31 marzo è occasione, inoltre, per ospitare i vincitori del Contest fotografico “Ti voglio un mare di Lazio” patrocinato dalla Regione Lazio per valorizzare e promuovere il litorale laziale.
A Red la Feltrinelli dal 1 al 13 marzo è prevista la mostra Self(ie) Confident, contest fotografico e talk a cura di Maria Cristina Valeri con la partecipazione di Alex Mezzenga, Roberto Huner, Sonia Zimmitti, per confrontarsi sulla definizione di sé nel mondo iper socializzato. Sono tanti i temi al centro di MFR19: l’architettura con le mostre M.O.S.C.A. di Alessia Sisti e Giuliano Zuniga, dal 16 al 24 marzo alla Casa della Pace, “Architetture” di Antonio Biagiotti, dal 16 al 21 marzo a D.O.I. e “City playground” di Domenico Franco, dal 16 al 24 marzo alla Casa della Pace; i progetti fotografici di Carlo D’Orta, “Biocities” e “Vibrazioni”, ricerca che si concentra sulle vetrate di cristallo dei grattacieli che animano le grandi metropoli, dall’1 al 31 marzo all’Open art studio Carlo D’Orta, e la collettiva fotografica di tre artisti – Maria Mulas, Emiliano Pinnizzotto e Paolo Sollazzo dal 4 al 20 marzo a Gallerja a Fontanella Borghese; il cinema con le mostre di Vittoriano Rastelli, “Fellini,uno sguardo personale di Vittoriano Rastelli” e Sergio Strizzi, “Sul set con Antonioni”, in programma alla Casa del Cinema dal 4 al 14 marzo e dal 15 marzo in poi, e la mostra “50 anni di baci nel cinema” alla Cineteca Nazionale di Roma, dall’1 al 31 marzo; la ricerca storica con la mostra “Sguardi dal Medioevo” di Roberto Campanaro, dall’1 al 10 marzo a Spaziograro; il documentario con la mostra “Un, due, tre…stella!” del gruppo PopEye, in programma dal 23 al 30 marzo a Spazio Concrete. Dedicato al rapporto che si instaura tra opera d’arte e pubblico è il progetto “Il mio nome è Giulia”, di Giulia Efisi dal 7 al 17 marzo alla Città dell’Altra Economia.

Mese della Fotografia a Roma: il connubio tra fotografia e viaggio

Gettonato tra gli espositori è il connubio tra fotografia e viaggio, considerato sempre più spesso binomio indissolubile: ne sono un esempio la mostra “World i 5 continenti” di Simone Tetti dal 9 al 14 marzo alla scuola Graffiti, ICHI Go ICHI E dedicata al Giappone, dal 22 febbraio al 4 aprile al Museo delle civiltà, “Obiettivo Palestina” di Federico Palmieri in programma il 13 marzo all’ambasciata palestinese, “La Pelosa” di Ivan De Francesco, dal 22 al 28 marzo a D.O.I., “Fotografando naturalmente” a cura dei fotografi naturalisti Università di Roma, dal 19 al 31 marzo alla Libreria Assaggi, “Ruanda 20 anni dopo: ritratti del cambiamento”, un progetto di Giordano Cossu con le foto di Arno Lafontaine, dal 21 al 31 marzo a spazio Banca Fideuram. Presenti, inoltre, l’ambiente e la natura con la mostra “Aethusa” di Claudio Palmisano, “image toner” numero uno in Italia e curatore di alcune copertine del Time, con sue opere che mostrano per la prima volta in orizzontale la ricca morfologia dei fondali marini intorno a Linosa, un’isola vulcanica, in programma dal 7 al 16 marzo allo Stadio Domiziano; la mostra ANTARCTICA di Paolo Beltrame, in programma a Explora il museo dei bambini dall’1 al 31 marzo, ICE_LAND di Matteo Mezzanotte dall’8 al 16 marzo al Laboratorio Fotografico Corsetti, “Return to nature” di Alessandro Zaffonato, dal 9 al 22 marzo allo spazio espositivo Heco.
Da sottolineare la centralità della città di Roma, protagonista di tante iniziative, come la mostra “Luci della notte” di autori vari, dal 23 al 29 marzo alla galleria Pocket art studio, “Roma tra luci e ombre” di autori vari prevista dall’8 al 22 marzo all’Università di Tor Vergata di Roma (Macroarea Lettere e Filosofia), “Abitanti”, collettiva fotografica che indaga il rapporto che c’è tra gli abitanti di Roma e quartieri profondamente diversi fra loro, dal 7 al 17 marzo alla Città dell’Altra Economia; la mostra “Tevere” con talk di Giuseppe Di Piazza, giornalista e fotografo, in programma il 15 marzo presso la sede galleggiante di Marevivo, ormeggiata sul Tevere allo Scalo de Pinedo. Da segnalare anche la mostra “Progetto periferie viaggianti”, al Polo ex Fienile dal 22 al 24 marzo.

 

 

Mese della Fotografia Roma: incontro con due fotografi di fama internazionale

Ernesto Bazan

Mese della Fotografia Roma: grande attesa per Ernesto Bazan e Fabrizio Ferri due fotografi di fama internazionale

Grande attesa per Ernesto Bazan e Fabrizio Ferri, due tra i più importanti fotografi in tutto il mondo, chiamati a chiudere MFR19 – il Mese della fotografia a Roma.
Il 29 marzo al teatro dei Dioscuri al Quirinale Ernesto Bazan incontra il pubblico di appassionati e curiosi di fotografia per parlare del lavoro più importante della sua carriera: il progetto “Trilogia Cubana”. Esposta in mostra lo scorso settembre al Palazzo delle Arti di Napoli, l’opera consiste nella raccolta di 100 immagini fra le sue migliori fotografie scattate a Cuba dal 1992 al 2006 tratte dai suoi tre libri: Bazan Cuba, Al Campo e Isla.
I tre corpi di lavoro si mescolano tra loro creando una commistione unica e personale, “un viaggio intimo tra i personaggi di un’isola piena di poesia, sofferenza, gioia ed empatia che ricorda in molti aspetti la sua Sicilia natia: le due isole diventano una“.
Siciliano, classe 1959, Ernesto Bazan compie gli studi a New York, dove vive tuttora, ed entra a far parte dell’agenzia Magnum. Vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, come Il World Press Photo, il premio Eugene Smith, Guggenheim e Mother Jones Foundation, ha esposto in Europa, America Latina e Stati Uniti.

Mese della Fotografia Roma: la talk con Fabrizio Ferri

MFR19 ospita, inoltre, una talk con Fabrizio Ferri, che ha scelto la kermesse romana per parlare del suo lavoro in un incontro pubblico che non ha precedenti in Italia. Lui, l’uomo delle rivoluzioni pacifiche, il fotografo e artista che ha rifiutato i capelli cotonati delle modelle quando tutti li utilizzavano, iniziando a dare spazio all’essenziale e all’eleganza. Romano, classe 1952, inizia negli anni 70 e si trasferisce a Milano dove fonda Industria, una sorta di factory della creatività. La sua visione della moda trasforma negli anni ’80 tutti i canoni dell’epoca: modelle semplici delle quali mettere in luce tutta la loro bellezza. Da Milano approda a Londra fino a New York, dove vive e porta Industria rendendola il primo complesso al mondo di studi fotografici polifunzionali, con sale di posa e strutture di servizio digitali e discografiche.
Il suo nome diviene in pochi anni tra i più ricercati e firme prestigiose per le riviste fashion più importanti al mondo: Vogue, Vanity Fair, Elle, GQ, Marie Claire. Sue le foto più famose ad artiste come Isabella Rossellini, Monica Bellucci, Naomi Campbell, sua la creazione del marchio Eataly, sua l’idea dell’Università dell’Immagine che fonda a Milano nel 1997.

La primavera della fotografia: editoriale di Denis Curti

© Rune Guneriussen, At No Time Defeat Sunrise, 2014

La primavera della fotografia

Con l’arrivo di marzo riparte l’anno dei grandi eventi della fotografia europea. Il primo appuntamento è a Milano (22-25 marzo) con l’imperdibile MIA Photo Fair, ormai giunta alla sua nona edizione. La kermesse italiana, punto di riferimento per il nostro collezionismo ma anche per appassionati e addetti ai lavori, apre la stagione fieristica che vedrà protagoniste: Londra a maggio con il Photo London, Amsterdam a settembre con Unseen Photo Festival e, a conclusione dell’anno, l’intramontabile Paris Photo. Il MIA Photo Fair è una realtà ormai consolidata e vicina al suo decimo anno di attività ma se tanto è stato fatto, molto altro c’è ancora da fare. Senza alcun dubbio, cercare di fare ordine tra passato, presente e futuro delle immagini è uno dei compiti da assolvere. Ormai da qualche anno la fotografia internazionale ha iniziato a delineare nuovi temi d’interesse
e approfondimento, trovando in altri ambiti inaspettati alleati. Scienza e tecnologia sono state le protagoniste indiscusse degli ultimi decenni aprendo a frontiere inimmaginabili, e la fotografia, in quanto espressione del nostro tempo, non è rimasta a guardare. Il nuovo binomio, scienzafotografia, raccoglie da tempo un sempre maggiore interesse e il MIA Photo Fair, in qualità di assodato riferimento, intende approfondire tale tema. Il comitato direttivo, composto da Fabio e Lorenza Castelli, ha deciso di dedicare un ampio spazio a questo nuovo dialogo, concentrando il dibattito in particolar modo sul tema delle neuroscienze, promosso in collaborazione con l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Gli incontri vedranno la partecipazione di figure accademiche dell’area umanistica e scientifica che discuteranno su arte, neuroscienze e filosofia. Di buon auspicio è anche il numero di adesioni da parte delle gallerie che raggiunge il numero di ottantacinque presenze, delle quali un terzo straniere. Da tali premesse si prospetta un evento del tutto eccezionale, con l’augurio che la sovrapposizione di data tra la primavera meteorologica e l’inaugurazione del MIA Photo Fair possa essere una fortunata coincidenza per una nuova primavera della fotografia italiana.

Mia Photo Fair 2019: la fiera internazionale dedicata alla fotografia d’arte scalda i motori

Alain Laboile

Mia Photo Fair 2019: la fiera internazionale dedicata alla fotografia d’arte

Torna la fiera internazionale dedicata alla fotografia d’arte in Italia.

Manca poco meno di un mese all’apertura della IX edizione di MIA Photo Fair la fiera internazionale dedicata alla fotografia d’arte in Italia, ideata e diretta da Fabio Castelli e Lorenza Castelli. Ospitata nuovamente da The Mall, nel quartiere di Porta Nuova a Milano, dal 22 al 25 marzo 2019, MIA Photo Fair garantirà ad appassionati e collezionisti un accesso privilegiato al mondo della fotografia, con la possibilità di approfondire la conoscenza del medium che meglio di ogni altro riesce a interpretare la realtà contemporanea.
“In otto anni di storia – afferma Fabio Castelli -, abbiamo assistito alla crescita di MIA Photo Fair, non solo come contenitore espositivo, ma come piattaforma culturale, sempre attenta ad accogliere le ultime istanze che provenivano dall’universo fotografico.Parallelamente abbiamo percepito una sempre più ampia considerazione sia dei visitatori, sia degli appassionati di questa forma d’arte, sia degli addetti ai lavori e degli investitori, soprattutto internazionali. Il fatto che anche all’estero MIA Photo Fair venga riconosciuta come una fiera di riferimento per la sua qualità e la sua serietà è un valore aggiunto di non poco conto. Il successo della manifestazione  passa anche attraverso il dato dei
numeri. In otto anni sono stati oltre 400 gli espositori di Mia Photo Fair; con i suoi 170.000 visitatori avremmo riempito due volte lo stadio di San Siro”.
MIA Photo Fair, col patrocinio del Comune di Milano,della Regione Lombardia, della Città Metropolitana di Milano e il contributo del Main Sponsor BNL Gruppo BNP Paribas e degli Sponsor Eberhard & Co. e Olympus, si presenta con una nuova immagine coordinata, firmata dal fotografo norvegese Rune Guneriussen (Kongsberg, 1977), il cui lavoro è stato esposto in numerose mostre personali e collettive negli USA, in Cina, in Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera, Olanda e Norvegia, oltre che in fiere internazionali (Paris Photo, Art Basel).  La scelta di Guneriussen è stata guidata, oltre che dalla qualità artistica, anche dall’interesse verso uno dei problemi fondamentali del nostro tempo e cioè l’importanza di mantenere in equilibrio il rapporto tra l’uomo e la natura.

Mia Photo Fair 2019: le novità di questa edizione

MIA Photo Fair ha sempre cercato di essere una piattaforma su cui discutere di fotografia nei suoi molteplici aspetti. Ecco perché l’edizione 2019 si arricchirà di una nuova sezione dal titolo Beyond Photography, con l’intento di sottolineare cosa vuol dire oggi ‘fotografia’ soprattutto in rapporto al mondo dell’arte contemporanea. All’interno di Beyond Photography si troverà un gruppo di gallerie che sono solite esporre in fiere italiane e internazionali non specificatamente dedicate alla fotografia o che rappresentano artisti la cui ricerca contempla altri mezzi oltre alla fotografia; tra queste, A100 gallery conLuca Coclite, Federica De Carlo e Matteo Nasini, CE Contemporary con Rania Matar, la Galleria Clivio con Julien Blaine, Sylvano Bussotti, Giuseppe Chiari, Lamberto Pignotti e Sarenco, Maria Livia Brunelli MLB Gallery con Anna Di Prospero e Jacopo Valentini, la Galleria Massimo Minini con Roger Ballen, Vanessa Beecroft, Elisabetta Catalano, Bertrand Lavier, Matthieu Mercier e Ariel Schlesignere Progetto Arte elm con Ivan Falardi e Giò Pomodoro. Tra le novità più suggestive di MIA Photo Fair 2019 vi è la collaborazione con Photo Independent, la fiera di fotografia di Los Angeles – che quest’anno ha avuto un appuntamento europeo al Carrousel du Louvre a Parigi – che sonda le nuove generazioni di fotografi indipendenti. Lo spazio di Photo Independent proporrà una selezione dei più interessanti autori, scelti tra i molti che hanno esposto nella rassegna californiana.
La Corea del Sud è il paese ospite di MIA Photo Fair 2019.
Per l’occasione, il Consolato Generale della Repubblica di Corea promuove il Focus Korea, ideato in collaborazione con la Korea Foundation, organizzazione associata al Ministero degli Affari Esteri sudcoreano, curato da Christine Enrile, fondatrice e direttrice artistica della C|E Contemporary, che presenterà una serie di lavori di alcuni dei più importanti artisti coreani della nuova generazione. L’intento è quello di promuovere il talento dei giovani fotografi e condividere con il pubblico l’attuale realtà dell’arte contemporanea coreana. L’architettura e il design saranno due argomenti che MIA Photo Fair indagherà con attenzione, attraverso una serie di appuntamenti di varia natura. Particolarmente interessante sarà il percorso che Fabio Novembre, uno degli architetti e designer italiani più conosciuti e apprezzati a livello internazionale, nonché grande appassionato e collezionista di fotografia, comporrà selezionando alcune delle opere esposte a MIA Photo Fair.
Il pubblico potrà essere protagonista del nuovo progetto performativo di Settimio Benedusi per HP. All’interno di MIA Photo Fair si terrà, infatti,una edizione speciale di RICORDI?, il format creato da Benedusi per riportare in auge il privilegio del ritratto fotografico stampato. Tale progetto nasce dalla presa di coscienza che, con l’avvento delle nuove tecnologie, le immagini hanno iniziato a rivelare la loro precarietà, dimenticate sulle memorie degli smartphone o dei tablet o conservate su sopporti digitali, col rischio non troppo remoto di perdere una buona parte dei ricordi di una vita. Con questa iniziativa Benedusi desidera recuperare la fotografia stampata su carta, nel suo essere oggetto fisico e tattile, che può essere esposto e interagire con le persone che la guardano e con l’ambiente che le accoglie. L’obiettivo dell’esperienza è quindi sottolineare l’importanza della fotografia stampata e farsi pionieri del ritorno del ritratto fotografico d’autore.  La fiera ospiterà inoltre, per il terzo anno anche il Premio RaM Sarteano, nato dalla collaborazione tra MIA Photo Fair e il Comune di Sarteano (SI), che inviterà alcuni artisti a esporre in una mostra collettiva nei mesi di luglio – settembre 2019, all’interno della Rocca Manenti a Sarteano. Il comitato di selezione del Premio sarà formato da Fabio Castelli, Francesco Landi, sindaco del Comune di Sarteano.
Uno degli appuntamenti più attesi di MIA Photo Fair, fin dalla sua prima edizione, è Proposta MIA, la sezione dedicata a fotografi indipendenti selezionati dal comitato scientifico, che si presentano al mondo delle gallerie e al pubblico e che, nel tempo, si è rilevata essere una vera risorsa per gli autori, consentendo a molti di loro di entrare a fare parte della scuderia di prestigiose gallerie.

Il programma completo di Mia Photo Fair 2019 

Milano, febbraio 2019
MIA Photo Fair 2019, The Mall – Milano Porta Nuova, P.zza Lina Bo Bardi
22 – 25 marzo 2019
Inaugurazione: giovedì 21 marzo 2019ore 18 -22

Fotografa mostra la battaglia del nonno contro il cancro con fotografie sorprendenti

La fotografa mostra la battaglia contro il cancro con immagini sorprendenti e giocose

Assistere una persona che si sta spegnendo pian piano a causa di un male brutto, è una delle esperienze più devastanti che una persona possa affrontare.
La fotografa armena Karen Khachaturov ha deciso che il male che stava portando via il suo amato nonno non poteva rovinare il loro rapporto di amore e fiducia; la malattia andava affrontata con serenità e sopratutto il suo nonno non doveva e non poteva lasciarsi andare allo sconforto. Era necessario che vivesse gli ultimi tempi in serenità e, perché no, coinvolgerlo in un progetto divertente ma anche molto toccante.
La fotografa doveva aiutare il suo amato nonno ad affrontare i cambiamenti imposti dalla malattia e come farlo se non documentando ogni istante della vita di Gary?
Insieme  hanno completato una serie di immagini chiamate Pastel Struggle. Le immagini mostrano tutto, dal nonno che prende i farmaci, al nonno che cerca di lavarsi, scene di vita quotidiana per affrontare il problema in modo giocoso. Karen mostra tutti i momenti difficili della malattia e il nonno sembra divertirsi molto in questo progetto. Karen ha spiegato: “Non appena ho saputo della sua malattia, ho iniziato a fotografarlo. Volevo mostrare una lotta attraverso il sarcasmo.Lavorare con lui è stato semplicemente fantastico. Fotografavo il nonno com’era e cosa sentiva. Penso di amare tutte le immagini perché ho fatto un sacco di sforzi in tutte loro”

Gary è riuscito a vedere la serie completa di immagini prima di morire, ma non è riuscito a vederle esposte alla Biblioteca Mirzoiana a Yerevan in Armenia.
Un bellissimo tributo a nonno Gary!

Karen Khachaturov
Karen Khachaturov

 

Karen Khachaturov

Immagini Instagram 

Famosa fotografa lascia la carriera per dedicarsi ai cani bisognosi

Una famosa fotografa abbandona la carriera per vivere in una foresta con centinaia di cani malati

A tutti sarà capitato, arrivati a un certo punto della vita, di avere un sogno nel cassetto, di dire ” adesso mollo tutto e faccio ciò che mi fa star bene”. Il sogno di molti, quello di abbandonare una vita di stress e di malvagità per dedicarsi a un’attività che davvero porti felicità, Daria Pushkareva lo ha realizzato. A un certo punto questa famosa fotografa russa ha deciso di mettere in discussione la sua carriera di fotografo di matrimoni per dedicarsi ai tanto amati amici a quattrozampe.  La fotografa ha iniziato molto presto ad occuparsi di cani facendo la volontaria nelle associazioni locali, fino a quando ha deciso di abbandonare il suo lavoro e aprire una “casa nel bosco” per accogliere centinaia di cani malati e senza nessuna speranza di adozione.
Daria rilasciando un’intervista a Bored Panda, dice di aver voluto fortemente diventare una fotografa, investendo tutti i risparmi nell’acquisto di attrezzatura e corsi professionali. Ma pian piano la situazione ha iniziato a sfuggirle di mano; niente ferie, niente vacanze, solo la consapevolezza di essere ormai una schiava del lavoro e del guadagno.
E’ stato pensando alla sua famiglia e alla sua infanzia che Daria ha preso la decisione di lasciare tutto e aprire la casa nel bosco, un luogo magico dove centinaia di cani, circondati dall’amore e dalle cure di Daria e suo marito, trascorrono gli ultimi anni di felicità.

“Noi abbiamo i nostri cani, li amiamo e dedichiamo la nostra vita a loro. Per noi sono membri della famiglia. Rimarranno con noi per sempre… “

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