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fotografia - page 93

LA VITA MODERNA | GIANNI CROCE, FOTOGRAFIE 1920-1960

Allo Spazio Ex Enel di Piacenza, dal 9 aprile al 30 maggio 2016, l’esposizione, curata da Donatella Ferrari, Roberto Dassoni, Maurizio Cavalloni, promossa dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, col patrocinio del Comune di Piacenza, in collaborazione con il Museo per la Fotografia e la Comunicazione visiva di Piacenza, presenta 100 fotografie, lastre originali e un video documentario, realizzate da Gianni Croce in oltre quarant’anni di lavoro, dal 1921, anno in cui apre lo studio in corso Vittorio Emanuele a Piacenza, fino alla prima metà degli anni sessanta.

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Ombre Salentine | Civitavecchia, 14 – 29 maggio 2016

Sabato 14 maggio 2016 alle ore 17,30 presso la ex chiesa di S. Giovanni di Dio in Piazza Calamatta a Civitavecchia (Rm) verrà inaugurata la nuova mostra fotografica di Michele Galice intitolata Ombre Salentine.

Il progetto segue il successo dell’ultima personale Paesaggi di Luce nelle Canyonlands, dedicata ai deserti nord-americani ed esposta tra il 2013 e il 2014 a Civitavecchia (Rm), Canino (Vt) ed Oriolo Romano (Rm) presso il Museo di Palazzo Altieri sotto l’egida del MIBACT, con grande successo di pubblico e di critica attestato dagli oltre 1.000 visitatori e dai tanti articoli dedicati all’evento apparsi sulle testate nazionali. Michele Galice, architetto e fotografo di Civitavecchia, prosegue la sua indagine sulla luce presentando un nuovo lavoro ambientato a Gallipoli e che ha toccato altre città barocche del Salento come Lecce, Galatina e Nardò.


 

Ombre Salentine è un racconto per immagini del tutto personale che ha volutamente evitato scorci convenzionali concentrandosi invece sui dettagli architettonici; un compendio di particolari che, a prescindere dal loro pregio effettivo, sono il campo d’azione per un dialogo silenzioso tra luci e ombre. Un confronto che si qualifica come paesaggio “altro” e fascinoso, emblematico delle atmosfere tipiche nei centri storici salentini durante l’assolata stagione estiva.
Il filo conduttore della mostra è proprio la linea di demarcazione tra le luci del sud che penetrano con violenza negli stretti vicoli come all’interno di feritoie e le ombre di persone e di cose che con le loro sagome animano le facciate del costruito.

OMBRE SALENTINE locandina

Il vernissage presenterà al pubblico 30 stampe fotografiche di vario formato ed un catalogo a distribuzione gratuita. La mostra rimarrà aperta da sabato 14 a domenica 29 maggio 2016 con il seguente orario: dal lunedi al venerdi ore 15-19,30, il sabato e la domenica ore 10-13 / 15-19,30.
Il progetto Ombre Salentine è patrocinato e promosso dal Comune di Civitavecchia, grazie al contributo  della Fondazione Ca.Ri.Civ. di Civitavecchia, con il Patrocinio della Regione Lazio e della Regione Puglia – Assessorato Industria Turistica e Culturale Gestione e Valorizzazione Beni Culturali – in collaborazione con Associazione Aster Academy International e Associazione Volontari Francesco Forno di Civitavecchia, con il riconoscimento della F.I.A.F. (Associazione Italiana Associazioni Fotografiche).

Luca Gilli fotografa ICE YACHTS

L’artista emiliano racconta per immagini il lavoro di una delle aziende leader nel campo della cantieristica navale di nuova generazione. Il progetto è presentato per la prima volta al pubblico in occasione di MIA Photo Fair, prima fiera italiana dedicata alla fotografia d’arte.


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All’interno di MIA Photo Fair, fiera che Milano dedica alla fotografia d’arte dal 28 aprile al 2 maggio,  viene presentato il progetto espositivo realizzato da Luca Gilli per ICE Yachts, azienda di cantieristica navale che sviluppa speciali soluzioni legate all’uso di tecnologie innovative.
Sei fotografie di grande formato, selezionate all’interno di un portfolio che segue passo dopo passo la nascita di un’imbarcazione tipo, restituiscono una sintesi dell’affascinante equilibrio tra il sapere di una artigianalità antica e le potenzialità dell’hi-tech.

Siamo convinti che solo il linguaggio della fotografia” spiega Marco Malgara, amministratore unico di ICE Yachts “riesca a raccontare in tutta la sua essenza il tipo di lavoro che svolgiamo. Perché a un processo tecnico preciso e misurato aggiunge l’intuizione, l’estro, la variabile un po’ magica che rende ogni scatto unico e inimitabile. Si tratta di un approccio analogo al nostro: là dove alla solida pratica di cantiere uniamo la fantasia consentita dalle nuove tecnologie”.

Il progetto di Luca Gilli si pone in continuità con la grande attenzione che la fotografia italiana ha dedicato negli ultimi decenni al mondo dell’industria (partendo dai “ritratti di fabbriche” di Gabriele Basilico per arrivare a più recenti lavori di Olivo Barbieri e Carlo Valsecchi), ma al tempo stesso sa spingersi con grande originalità su sentieri meno battuti. Quelli che portano a osservare le dinamiche della piccola e media impresa, cuore pulsante del tessuto produttivo italiano e da sempre simbolo di creatività, fantasia, coraggio, innovazione.

BIO | Luca Gilli (1965) vive e lavora a Cavriago (RE). Sue fotografie fanno parte di collezioni private e di musei di fotografia e di arte contemporanea italiani ed europei: Bibliothèque Nationale de France di Parigi, Musée de la Photographie di Charleroi, Kunstbibliothek di Berlino, Musée d’Art Moderne et Contemporain di Strasburgo, Musée Réattu di Arles, École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi, Thessaloniki Museum of Photography

ICE Yachts è una nuova realtà imprenditoriale, giovane di marchio, ma non di esperienza. Nasce dall’incontro di professionisti con esperienze nel campo della nautica e dell’automobilismo, forti della passione per i materiali innovativi, che hanno voluto far confluire i propri interessi e il proprio know-how, all’interno della neo nata ICE Yachts. Obiettivo di ICE Yachts è l’applicazione di tecnologie speciali rivolte a prodotti custom made sia nel campo della nautica, dell’architettura, dell’industria high-tech e dell’automotive.

Google offre gratuitamente degli ottimi programmi di fotografia

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Prima di questa decisione erano sul mercato al prezzo di 150 euro.

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Esplorazioni dell’archivio. Le fotografie della Via Emilia | CSAC, Parma, 7 maggio – 2 ottobre 2016

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Università degli Studi di Parma
in collaborazione con Fotografia Europea

presenta

ESPLORAZIONI DELL’ARCHIVIO

Fotografie della Via Emilia

7 maggio – 2 ottobre 2016
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1 – Parma

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Dal 7 maggio al 2 ottobre 2016 nella suggestiva cornice dell’Abbazia di Valserena, a pochi chilometri da Parma, CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma propone la mostra Esplorazioni dell’archivio. Fotografie della Via Emilia. L’esposizione, curata da Paolo Barbaro e Claudia Cavatorta, è inserita all’interno dell’edizione 2016 di Fotografia Europea dal titolo La via Emilia. Strade, viaggi, confini, in programma a Reggio Emilia dal 6 maggio al 10 luglio.

Esplorazioni dell’archivio. Fotografie della Via Emilia parte da un’indagine nello straordinario archivio d9 milioni di immagini fotografiche custodito dallo CSAC, collegandosi idealmente al progetto Esplorazioni sulla via Emilia, che esattamente trent’anni fa, nel 1986, vide protagonisti Luigi Ghirri, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Giovanni Chiaramonte, Nino Criscenti, Vittore Fossati, Omar Galliani, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Klaus Kinold, Claude Nori, Cuchi White, Manfred Willmann: un’impresa di descrizione articolata e multidisciplinare che, attraverso contributi letterari e scientifici, rappresentò un riferimento importante per le successive riflessioni sul paesaggio.

Lo CSAC ha avuto un ruolo importante nell’elaborazione del modello di racconto di Esplorazioni della Via Emilia, e ancora prima – nel 1984 – alla realizzazione del Viaggio in Italia coordinato da Luigi Ghirri, il quale allora era membro del Comitato Esecutivo della Sezione Fotografia CSAC, contribuendo a partire dalla prima metà degli anni Settanta a raccogliere fotografie storiche per le sue raccolte. Ghirri inoltre teneva a Parma corsi di Storia della Fotografia, così come Giovanni Chiaramonte e Mario Cresci, su invito di Arturo Carlo Quintavalle. Un intenso rapporto con l’istituzione universitaria lo ebbero anche Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, Mimmo Jodice, Guido Guidi, Vincenzo Castella, Cuchi White, esposti a cura dello CSAC a più riprese, dall’esposizione nel contesto della Biennale d’Arte di Venezia del 1993, Muri di carta, alla più recente I Mille scatti per una storia d’Italia (2012).
Questi autori, tra coloro che hanno maggiormente caratterizzato e influenzato la fotografia dell’ultimo quarto del secolo scorso, saranno presenti in mostra attraverso una serie di monografie minime.

In dialogo e in antitesi a queste monografie, la Sala delle Colonne ospiterà un nucleo di fotografie dell’Ottocento degli studi Alinari, Brogi e Poppi, che documentano il paesaggio emiliano postunitario e in cui l’identità nazionale è costruita attraverso iconografie di architetture e monumenti isolati dal contesto. La presenza di questo nucleo di fotografie è fondamentale per intendere la ricerca concettuale che autori come Luigi Ghirri, Mimmo Jodice, Mario Cresci, Guido Guidi, Olivo Barbieri portarono avanti a metà degli anni Ottanta del secolo scorso, in un momento in cui appariva urgente rendere visibile l’ordinario e l’anti-monumentale anche in contrapposizione alla tradizione classica della veduta canonica ottocentesca. Non è un caso che l’acquisizione da parte dello CSAC di molte di queste fotografie siano state suggerite tra gli anni Settanta e gli Ottanta proprio da alcuni di questi autori.Un secondo nucleo di fotografie del Novecento, anch’esse tratte dall’archivio CSAC, comprende le fotografie dell’Atelier Vasari di Roma, eseguite per l’ANAS tra il 1946 e il 1948 per documentare la ricostruzione delle strade emiliane, e le narrazioni di viaggio scattate dal milanese Bruno Stefani per illustrare i volumi del Touring Club Italiano tra il 1935 e il 1960, che restituiscono le sequenze e gli scorci del paesaggio attraverso una composizione di textures e volumi. A queste si aggiungono gli scatti del parmigiano Bruno Vaghi che gioca tra ripresa aerea e immagine commerciale di committenza, mentre l’Atelier Villani sceglie il grande formato per ritrarre l’industria nazionale, dalla Mostra dell’Agricoltura del 1935 alla ricostruzione da parte degli enti di istruzione e assistenza. La fotografia sportiva di Publifoto mostra infine un differente uso degli spazi e dei paesaggi della Via Emilia.
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Durante il periodo della mostra si articolerà negli spazi dell’Abbazia una serie di incontri che approfondiranno il tema dell’esposizione mettendo a confronto esperienze di segno diverso di scrittori, fotografi, archivisti, scienziati, geografi e linguisti.
Le conferenze si apriranno apriranno sabato 21 maggio con la lezione magistrale di Giovanni Chiaramonte, uno dei protagonisti dell’impresa storica Esplorazioni sulla via Emilia e figura da sempre legata alle vicende dello CSAC. A seguire, nelle settimane successive, è stata già confermata la presenza dell’artista Franco Guerzoni, del fotografo e storico della fotografia Mario Cresci, di Roberta Valtorta, responsabile del Museo della Fotografia di Cinisello Balsamo, di Silvia Paoli, responsabile dell’Archivio Fotografico del Castello Sforzesco di Milano, di Giulio Iacoli, docente di Letterature comparate, del neuroscienziato Vittorio Gallese, dello scrittore Ermanno Cavazzoni, di Davide Papotti, esperto di geografia letteraria, di Tania Rossetto, esperta di cartografia e Cristina Casero, docente di storia della fotografia.

Nella Sala Polivalente verrà inoltre proposta l’esposizione Habitare la via Emilia. Presenze e luoghi di rifondazione insediativa, coordinata da Carlo Quintelli e dedicata al pubblico paesaggio, esito di una ricerca che riflette, attraverso un rilievo topo-fotografico puntuale, su struttura e componenti del divenire della strada consolare quale strumento di continua rigenerazione dell’insediamento antropico emiliano.
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Lo CSAC –  Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato nel 1968 da Carlo Arturo Quintavalle e situato nell’Abbazia cistercense di Valserena, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici,  11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1
Orari: da martedì a venerdì 10 – 15; sabato e domenica 10 – 20.
Biglietto ridotto a fronte della presentazione del biglietto di ingresso a Fotografia Europea

WORKSHOP DI FOTOGRAFIA DI REPORTAGE con VITTORE BUZZI

Corsi e Workshop di fotografia Salerno / WORKSHOP DI REPORTAGE CON VITTORE BUZZI

Reportage Socioculturale, di Viaggio e Matrimoniale con Vittore Buzzi, vincitore del World Press Photo 2012

SalernoFotografia.it è felice di presentare il suo WORKSHOP DI FOTOGRAFIA DI REPORTAGE tenuto dal fotografo pluripremiato milanese VITTORE BUZZI, vincitore del World Press Photo del 2012 nella categoria Sport Stories.

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Raccontare una storia con delle fotografie in un Reportage insegna ad utilizzare le immagini per comunicare al mondo il proprio punto di vista sui fatti di tutti i giorni, che siano essi di denuncia sociale, di eventi culturali, di viaggio o di un matrimonio: l’approccio rimane comunque lo stesso; per questo motivo approfondire il tema del Reportage diviene un bisogno fondamentale in una formazione fotografica.
Questo Workshop infatti nasce dall’esigenza di SalernoFotografia.it di completare la propria offerta formativa e sarà il primo di un’ampia serie di workshop specialistici, dedicati all’approfondimento di tutte le aree tematiche della fotografia.

La prima ad essere approfondita sarà appunto quella del Reportage Fotografico, in tutti i suoi ambiti, da quello socioculturale a quello di viaggio, per arrivare a quello matrimoniale.
Sarà affrontata la fase iniziale di progettazione, il tipo di approccio necessario con i soggetti da raccontare, il tipo di attrezzature da utilizzare e le modalità pratiche della sua realizzazione. Il tutto attraverso la lezione dei grandi fotografi e della loro influenza sulla fotografia di Buzzi, fotografo capace di utilizzare linguaggi diversi ma sempre molto personali e peculiari.

I due giorni di lavoro si chiuderanno infine con una LETTURA PORTFOLIO (in 15 fotografie in formato stampa e/o digitale) dei progetti fotografici dei partecipanti (facoltativa), che Vittore Buzzi commenterà e valuterà con grande attenzione sia sulla tecnica che sulla composizione ed efficacia.

Il Workshop si svolgerà sabato 21 maggio e domenica 22 maggio 2016 presso la sede di SalernoFotografia.it, il Centro Maieutica sito in Via Granati 5 a Salerno (zona torrione), munito di ampio parcheggio gratuito,nei seguenti orari:
-sabato 21 maggio – ore 9.30-13.30  e 15.30-19.30
-domenica 22 maggio – ore 9.30-13.30 e 15.30-19.30

Il Workshop sarà necessariamente a numero di chiuso per una migliore qualità della didattica e per esigenze di Lettura Portfolio, con un massimo di 25 ed un minimo di 10 partecipanti.

Per iscriversi al Workshop si potrà contattare SalernoFotografia.it
via mail: info@salernofotografia.it o telefonicamente al 348 9042024.

Il Workshop avrà un costo di € 250,00+IVA.

Il pagamento del Workshop avverrà con queste modalità:
– € 150,00+IVA all’atto dell’iscrizione (con bonifico bancario o rimessa diretta);
€ 100,00+IVA a saldo in data 21 maggio, prima dell’inizio del workshop (con rimessa diretta).

Ad ogni pagamento sarà rilasciata una ricevuta non fiscale, mentre l’intero importo pagato sarà regolarmente fatturato al termine del Workshop.

Sarà inoltre rilasciato al termine del Workshop un attestato di frequenza e partecipazione.

Vittore Buzzi

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Classe 1968, una laurea in Economia e Commercio all’università Bocconi e un Master in Psicologia Cognitiva presso la Fondazione Accademia di Comunicazione di Milano, ho studiato fotografia al CFP Riccardo Bauer, sempre a Milano, con Roberta Valtorta.

Arrivo dalla fotografia di reportage e di ricerca ed ho vinto numerosi premi nazionali ed internazionali di fotografia, fra i quali lo Yann Geffroy Award e il terzo posto al World Press Photo del 2012 nella categoria Sport Stories.
Ho lavorato come giornalista e con molti importanti fotografi di moda e d’arte.
Collaboro e ho collaborato con numerose testate giornalistiche.

Insegno fotografia con corsi e workshop e ho una piccola Agenzia Fotografica.
Mie opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.

Ho fotografato dappertutto e in ogni condizione ed ho pubblicato e pubblico in tutto il mondo.
Sono associato:

  • WPJA (Associazione Americana dei migliori fotografi di matrimonio)
  • WPPI (associazione internazionale dei fotografi di ritratto e matrimonio)
  • Photographic (the elite photographers network)
  • ANFM associazione dei fotografi di matrimonio italiana
  • TAU Visual associazione dei fotografi professionisti italiani
  • NPS sono un professionista certificato Nikon e ho accesso all’assitenza preferenziale riservata ai fotografi professionisti per le mie macchine fotografiche e i mie obiettivi
  • NAPP National Association of Photoshop Professional

Amo quello che faccio e sono sempre alla ricerca di nuovi modi di vedere e conoscere.

Sito Web: http://www.fotografomatrimoni.biz/

Link Instagram: https://www.instagram.com/vittorebuzzi/

Programma e Argomenti Trattati

-Come si progetta un reportage?

-Trovare i contatti e provare a finanziarsi.

-Muoversi sul campo e come approcciare le persone ed i soggetti da fotografare.

-Il tipo di attrezzatura necessaria e gli accorgimenti tecnici da utilizzare.

-La lezione storica ed i grandi fotografi che hanno influenzato il mio modo di fare fotografia.

-Il reportage socio-culturale e di viaggio e la fotografia di matrimonio contemporanea.

-Lettura Portfolio.

Massimo Vitali: l’irresistibile richiamo del paesaggio

Piscinao de Ramos 2012 © Massimo Vitali
da IL FOTOGRAFO 278,
di Denis Curti

 

Nella produzione fotografica di Massimo Vitali si riconosce un percorso in cui la biografia e l’esperienza professionale s’intrecciano con la poesia dell’irrazionale e la fascinazione del caso. Negli anni Sessanta, la carriera foto-giornalistica è già brillantemente avviata nelle file dell’agenzia inglese Report e di quella italiana Grazia Neri, senza però registrare quel grado di soddisfazione che fa amare un mestiere.

Quindi, senza mai abbandonare definitivamente la fotografia, inizia l’esperienza del cinema, prima come operatore alla macchina da presa realizzando documentari, pubblicità e qualche fiction e poi, brevemente, come direttore della fotografia. Nei primi anni Novanta, un evento inatteso procura un cambiamento radicale nella prospettiva dell’uomo e del fotografo: il furto della sua preziosa attrezzatura. Dopo lo spiacevole incidente, Massimo Vitali rimane con una sola fotocamera, un banco ottico 20×25, la cui ingombrante struttura avrebbe contribuito a complicare irrimediabilmente il suo rapporto con il reportage. Ed ecco che, spinto da una doppia necessità, tecnica e di ricerca, inizia a vedere nell’utilizzo del grande formato le enormi potenzialità espressive e interpretative dell’osservazione lenta e meditata.

In primo luogo, capisce subito che avrebbe dovuto alzare il punto di vista per ottenere l’immagine con la nitidezza e il fuoco desiderati. Realizza, con l’aiuto di un artigiano, un cavalletto speciale molto alto e finalmente riesce a vedere il mondo come aveva sempre desiderato osservarlo. In quel momento anche la percezione del colore inizia a cambiare e assume progressivamente le note tenui e delicate del paesaggio e della sua vitale componente umana.

Una nuova coscienza visiva

Lontano dalle breaking news e dalla cronaca, Massimo Vitali  trova la dimensione ideale del suo pensiero. La posizione elevata del suo punto di vista diventa presto un rifugio, un riparto da cui osservare attentamente il mondo, cercare di comprenderlo e rappresentarlo con la fotografia. «Trovato il luogo, si deve cercare il punto in cui posizionarsi per essere esattamente silenziosi e invisibili. Poi bisogna aspettare. Ma quando dico aspettare, non mi riferisco all’attesa dei fotografi del momento decisivo. Nella vita di tutti i giorni tutti i momenti sono decisivi e al momento stesso privi di spettacolarità. Aspettare significa riempire gli spazi, mettere in contatto gli occhi, creare dei cortocircuiti, ordinare i colori».

 <<LE PANORAMICHE PRODOTTE IN SERIE SULLE SPIAGGE E ALTRI CARATTERISTICI LUOGHI D’INCONTRO, COME LE PISCINE E LE DISCOTECHE, RAPPRESENTANO L’EMBLEMA DEI NOSTRI TEMPI: FIUMI DI PERSONE SENZA META, ALLA CONTINUA RICERCA DI NUOVI PUNTI DI RIFERIMENTO>>

Con queste parole è l’autore stesso a svelare la sua rinnovata ispirazione. L’urgenza emotiva dell’attesa, che ordina e chiarisce i pensieri, lo porta progressivamente alle ampie vedute di spiagge, coste e bagnanti per cui è divenuto famoso in tutto il mondo. Per entrare più a fondo nell’opera di Massimo Vitali è necessario esplorare le origini della sua visione e cogliere quei cortocircuiti che ne definiscono la poetica e l’identità. Nelle sue fotografie, lo sguardo si perde nell’immenso chiarore del mare e del cielo.

Qui una folla umana si ferma al sole e, estasiata dalla vista che si estende davanti agli occhi, sembra occupare e contendersi lo spazio circostante. L’immaginario così descritto richiama subito alcuni modelli di rappresentazione su cui l’autore sviluppa l’efficace discorso visivo che lo impegna per tutto l’arco della sua produzione artistica. Tornano alla memoria le cartoline, specie quelle degli anni Ottanta e Novanta, che identificano il paesaggio italiano nello stereotipo di un territorio a tratti pittoresco, ma sempre uguale a se stesso.

L’immagine commerciale e standardizzata del territorio, quella che, per intenderci, mostrava al grande pubblico (dentro e fuori i confini nazionali) il nuovo volto del Paese, offre a Massimo Vitali l’occasione per riflettere sul cambiamento in atto sul nostro paesaggio e sulle nostre abitudini sociali. I riferimenti dell’autore sono quelli conosciuti ai più: la scuola di Düsseldorf e la scuola italiana del paesaggio, già punti di riferimento per l’indagine fotografica dell’era post-industriale.

La ricerca e lo stile fotografico

I legami con autori come Bernhard e Hilla Becher, Andreas Gursky e Luigi Ghirri conducono Massimo Vitali verso un’interpretazione del tutto personale. Nella sua reinvenzione tematica e visiva sono centrali il contesto e la presenza umana. Prendiamo, per esempio, la serie sul paesaggio costiero. Come non pensare al momento di ritualità popolare che caratterizza i costumi della nostra società? Quest’ultima, sembra far notare Massimo Vitali, persiste nonostante il sopraggiungere della modernità, dell’omologazione e della società dei consumi. Attraverso questa sottile visione si allontana dalle suggestioni dei maestri e le sue opere acquisiscono un valore autonomo.

 

DCM 164 | Portfolio Alessandro Bergamini

Su Digital Camera Magazine 164 presentiamo il portfolio di Alessandro Bergamini, che con i suoi ritratti ricchi di contrasti tra luci e ombre e colori ci permette di guardare dritto negli occhi di uomini, donne e bambini che vivono nei luoghi più isolati e remoti del mondo.

Scopri di più in edicola dal 25 marzo!

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Ceramica, latte, macchine e logistica | Fotografie dell’Emilia Romagna al lavoro

LA FONDAZIONE MAST PRESENTA

CERAMICA, LATTE, MACCHINE E LOGISTICA | FOTOGRAFIE DELL’EMILIA ROMAGNA AL LAVORO

MAST.PHOTOGALLERY, BOLOGNA, 4 MAGGIO – 11 SETTEMBRE 2016

La Fondazione MAST inaugura il 4 maggio prossimo la nuova mostra fotografica dedicata al lavoro e al paesaggio dell’Emilia Romagna.
“Ceramica, latte, macchine e logistica – Fotografie dell’Emilia Romagna al lavoro”, curata da Urs Stahel, propone attraverso le immagini di 16 importanti fotografi,  una riflessione sullo sviluppo economico e paesaggistico dell’Emilia Romagna negli ultimi decenni, in occasione della XI edizione di Fotografia Europea a Reggio Emilia che ruoterà attorno al tema La Via Emilia. Strade, viaggi, confini.
Le opere di Lewis Baltz, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Tim Davis, Simone Donati, John Gossage, William Guerrieri, Guido Guidi, Walter Niedermayr, Enrico Pasquali, Paola De Pietri, Bas Princen, Franco Vaccari, Carlo Valsecchi e Marco Zanta, insieme agli scatti anonimi delle Officine Minganti di Bologna, concorrono  a creare un racconto che rappresenta fedelmente l’evoluzione economica dell’Emilia Romagna e la trasformazione in atto nel sistema produttivo.

5. Bas Princen, serie Galleria Naturale, 2007
Bas Princen, Senza titolo, dalla serie “Galleria Naturale”, 2007

Avvalendosi delle immagini provenienti dall’archivio fotografico e multimediale della collezione MAST, della collaborazione di fotografi che hanno prestato le loro opere e del contributo di Linea di Confine, la mostra intende creare una trama narrativa organizzata per gruppi di fotografie contrapposte.  “Immagini a cui è affidato il compito di raccontare – spiega Urs Stahel – come le vecchie industrie scompaiano, sostituite da nuovi impianti e sistemi produttivi ad altissimo contenuto tecnologico, come al paesaggio tradizionale e ad un territorio dal sapore antico si contrappongano le nuove aree del terziario avanzato, dei commerci, della tecnica, dell’accelerazione e come simili fenomeni siano riscontrabili, non solo nei settori dell’industria meccanica e della ceramica, ma anche in quelli della produzione alimentare e della piccola impresa.”

4. William Guerrieri, serie Il Villaggio, 2009
William Guerrieri, Senza titolo, dalla serie “Il Villaggio”, 2009

Fanno parte del percorso espositivo i video di Lewis Baltz, Franco Vaccari, Tim Davis e William Guerrieri.
In collaborazione con: Linea di Confine, associazione con sede a Rubiera che coordina da venticinque anni indagini fotografiche e dibattiti sullo sviluppo dell’Emilia Romagna.

Info:

MAST.

via Speranza 40-42, Bologna

4 maggio – 11 settembre 2016

Anteprima ad inviti e conferenza stampa mercoledì  4 maggio 2016 ore 12.00

Apertura al pubblico mercoledì 4 maggio 2016 ore 16.00 – 19.00

Ufficio Stampa:

press@fondazionemast.org

T. O51 6474406

Orari di apertura

Martedì–Domenica  10.00  – 19.00

Ingresso gratuito

Mario Giacomelli in mostra a Roma


La figura nera aspetta il bianco

Grande primavera di fotografia a Roma, dove inaugura oggi (martedì 22 marzo) a palazzo Braschi la mostra antologica su Mario Giacomelli, per la prima volta nella capitale.

Saranno esposte circa duecento fotografie originali all’interno di un percorso espositivo immerso nell’arte poetica di un grande maestro della fotografia italiana, sicuramente uno dei più amati; un continuo contrasto stilistico caratterizzato dall’alternarsi di bianco e nero mantiene lo spettatore con gli occhi fissi sulle opere, lasciandolo quasi incantato.

Ci sarà tempo fino al 29 maggio per andare a contemplare gli scatti in serie più famosi di Giacomelli: dai celebri preti fino alle spiagge di Senigallia e ai paesaggi marchigiani, passando per la famos storia Un uomo, una donna, un amore.

 

Orario

martedì-domenica ore 10.00-19.00
La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietto d’ingresso

Intero € 11,00
Ridotto € 9,00

Informazioni

060608 tutti i giorni 9.00-21.00

CONFINI 14

Confini (www.confini.eu) è una rassegna sulla fotografia contemporanea, giunta alla 14a edizione, che si presenta come una realtà italiana unica nel suo genere, ed è rivolta alla fotografia di ricerca.

Confini oggi rappresenta un network nazionale di associazioni e gallerie di conclamata attendibilità nel settore della fotografia, e per ogni autore è un’occasione unica per promuovere il proprio lavoro su tutto il territorio nazionale. Grazie alla collaborazione con Photographers.it abbiamo a disposizione strumenti on line semplici ed avanzati di invio dei progetti, oltre alla possibilità di dare visibilità sul web ad eventuali progetti interessanti che rimangano esclusi dalla selezione definitiva.

confini14 logo

Se i tuoi lavori si esprimono attraverso opere fotografiche, anche contaminate da altre tecniche visive, puoi candidarti alla selezione di almeno 2 degli autori che entreranno nella rassegna di questa edizione. Per partecipare presenta un portfolio fotografico di 10 – 12 immagini (il progetto può averne di più, ma il form prevede l’inserimento di max 12 immagini) entro il 15 giugno 2016 tramite www.photographers.it.

Fra i progetti con forti contaminazioni linguistiche presentati a Photographers.it saranno scelti almeno due degli autori di Confini14. Le mostre avranno luogo a Roma, Milano, Trieste, Genova, Firenze, Venezia-Mestre, Cosenza, Catania, ( * ) in un periodo compreso fra settembre 2016 e settembre 2017.

La commissione sarà formata da Clelia Belgrado (VisionQuesT), Leo Brogioni (Polifemo Fotografica), Maurizio Chelucci (MassenzioArte), Fulvio Merlak (Sala Fenice), Francesco Tei (PhotoGallery), Fausto Raschiatore (CivicoCinque), Pippo Pappalardo, Antonio Armentano (A.C. l’Impronta), Angelo Cucchetto (Photographers), Denis Curti (Il Fotografo); Massimo Ciampa (Visiva)


 

Termini di partecipazione

  • La partecipazione è soggetta ad un contributo di 30,00 € da versare online al momento del caricamento delle immagini sul sito www.photographers.it
  • La partecipazione è aperta a tutti gli autori italiani e stranieri, purché attivi anche in Italia.
  •  Entro il 15 giugno 2016 viene richiesto a chi fosse interessato, di proporre progetti fotografici pronti o in fase di conclusione, al fine di un eventuale inserimento nella rassegna Confini14.
  • Il materiale riguardante il progetto fotografico dovrà essere caricato on line sul sito www.photographers.it.
  • Viene richiesto di caricare minimo 6 e al massimo 12 immagini (anche se il lavoro completo, ed eventualmente messo in mostra, potrà essere composto da un numero superiore od inferiore) di fotografie.
  • Le foto dovranno essere accompagnate da un breve testo di presentazione del progetto (possono bastare anche un paio di righe) e da una breve biografia dell’autore. Entrambi i testi andranno inseriti nell’apposito campo all’interno del form di partecipazione.
  • L’autore dovrà comunicare (pena esclusione) le caratteristiche delle opere da esporre: dimensioni, tecnica di stampa e tipo di carta fotografica, supporto su cui verrà montata ogni opera (cornice con passepartout, cornice al vivo, montaggio su pannello, etc. etc.), anno di stampa.
  • Eventuali link o url di riferimento verranno ignorati, così come tutte le proposte che non soddisferanno le indicazioni di cui sopra.
  • Entro il 15 luglio 2016 gli autori dei progetti valutati positivamente verranno contattati dagli organizzatori. I lavori dovranno essere pronti per la spedizione entro il 1 settembre 2016.
  • Partecipare a Confini non implica alcun compenso economico.
  • La partecipazione alla rassegna è subordinata alla selezione dei curatori.
  •  Gli autori che hanno già esposto nelle precedenti edizioni non possono partecipare al bando.
  •  Gli autori selezionati dovranno garantire a Confini14 la piena disponibilità alla vendita delle prime 2 edizioni, o della singola edizione qualora si tratti di opera unica, di ogni fotografia facente parte del loro progetto, per tutta la durata della rassegna Confini14.
  • Gli autori selezionati dovranno comunicare preventivamente a Confini se esistono accordi pre-esistenti e/o contrastanti con quanto sopra.

 

Copyright e privacy

Tutti i diritti relativi alle immagini presentate rimangono di proprietà dei partecipanti.

L’organizzazione si riserva il diritto di riprodurre le immagini per la promozione della rassegna ed allegarle ai comunicati stampa. I progetti partecipanti non verranno mostrati pubblicamente su Photograhers.it, a meno che non vengano messi in evidenza dai promotori.
La partecipazione presuppone che gli autori siano in possesso delle liberatorie dei soggetti ritratti.
I dati personali dei partecipanti, nel rispetto delle leggi nazionali ed internazionali sulla privacy, saranno utilizzati solo per scopi interni all’organizzazione.

Esposizioni

Gli autori selezionati dovranno garantire la disponibilità del proprio lavoro nel periodo che va da settembre 2016 a settembre 2017.
Le opere selezionate saranno pubblicate sul sito www.photogallery.it in contemporanea alla prima inaugurazione fisica.
In alcune sedi potrebbe essere richiesto di produrre il materiale in formati specifici per adeguarsi alle caratteristiche della location.

Stampa, montaggio, imballo e trasporto delle opere

Gli autori che lo desiderano potranno stampare i propri lavori presso il laboratorio di Domenico Di Bona (www.domenicodibona.com) che, d’accordo con l’organizzazione, praticherà dei prezzi di favore.
Ogni autore dovrà farsi carico della produzione della mostra (stampe, montaggio su supporto o cornice, eventuali allestimenti personalizzati).
Le foto dovranno essere montate e pronte per essere appese.
Non saranno ammesse opere con vetro e materiali fragili.
Le opere dovranno essere recapitate alla sede della prima mostra preferibilmente tramite Pacco Celere 3 (peso massimo di 30 Kg con lunghezza massima consentita di cm 100 e la somma dei tre lati non deve essere superiore a cm 150), utilizzando imballi adeguati e riciclabili. Non è previsto il pacco celere maxi.
Il trasferimento delle opere con imballi compatibili con la spedizione postale Pacco Celere 3, fra le varie sedi e la restituzione finale agli autori, è a carico dell’organizzazione tramite la società TDE.
Il trasferimento delle opere che avranno imballi non compatibili con il Pacco Celere 3 è a carico dell’autore. In questo caso l’autore si impegna ad anticipare l’importo totale necessario alla spedizione per le sedi espositive alla direzione del bando.
L’organizzazione non assume nessuna responsabilità per i danni subiti dal materiale durante il trasporto, l’installazione e l’esposizione delle opere. Altresì l’organizzazione, pur assicurando la massima cura delle opere, declina ogni responsabilità per eventuali smarrimenti o furti.
Gli artisti selezionati potranno usufruire della consulenza di Clelia Belgrado di VisionQuest per la presentazione finale delle opere, le eventuali edizioni in vendita e i loro prezzi.
È vivamente consigliato l’uso di imballi in legno.

Partner culturali

Sono partner culturali di Confini la rivista Il Fotografo, Photographers (www.photographers.it) e l’Associazione Culturale Deaphoto (www.deaphoto.it).

www.confini.eu

confinifotografiacontemporanea@gmail.com

1 91 92 93 94 95 98
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