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fotografia - page 95

Herb Ritts in mostra a Milano (Palazzo della Ragione)

Alcune delle sue fotografie sono diventate inconfondibili icone storiche, il suo nome è consacrato nell’Olimpo dei grandi maestri.
I ritratti di Herb Ritts hanno la straordinaria capacità  di far entrare lo spettatore in un rapporto diretto e visionario con il soggetto ritratto, da Madonna a Richard Gere, passando per Michael Jackson e gli abiti di Versace.

Waterfall IV, Hollywood 1988
Waterfall IV, Hollywood 1988

Gli scatti puliti, essenziali e armonici sono una vera e propria gioia per lo spettatore, che viene proiettato in una condizione di totale armonia con l’opera che si trova di fronte.
L’esposizione, curata da Alessandra Mauro, è composta da oltre 100 immagini originali, dalle più famose a quelle inedite, oltre a magnifici ingrandimenti di stampe e video che provengono dall’Herb Ritts Foundation di Los Angeles e resteranno a Milano fino alle porte dell’estate.
Si tratta di una retrospettiva dotata di un grandissimo valore artistico ed emozionale, munita di quel leggerissimo tocco di eleganza e raffinatezza proprio di Ritts, artista caleidoscopio capace di svariare senza alcuna difficoltà dal ritratto al dipinto delicato e plastico del corpo, dalla moda ai suggestivi paesaggi africani.

Stephanie, Cindy, Christy, Tatiana, Naomi
Stephanie, Cindy, Cristy, Tatjana, Naomi, Hollywood 1989

INFO:

Luogo: Palazzo della Ragione, Piazza dei Mercanti Milano
Tel: 02 43353535
Email: stampa@palazzodellaragionefotografia.it
Web: www.palazzodellaragionefotografia.it

fino al 5 giugno 2016

Elliott Erwitt arriva a Terni con “Icons”

1955 CALIFORNIA, United States -- 1955. Image envoyé à Ludovica Pallegatta (Transaction : 632780884291875000) © Elliott Erwitt / Magnum Photos

Esposte a Terni le immagini più rappresentative della produzione artistica di uno dei più grandi fotografi e poeti di tutti i tempi. 

CAOS – centro arti opificio siri, ospita, dal 5 febbraio al 30 aprile 2016, la mostra Elliot Erwitt ICONS, un progetto espositivo di Civita e SudEst57, a cura di Biba Giacchetti, promossa dal Comune di Terni in collaborazione con Indisciplinarte.

USA. North Carolina. 1950.
USA. North Carolina. 1950.

La mostra ripercorre la carriera e i temi principali della poetica del grande fotografo e artista americano Elliott Erwitt (1928), attraverso 42 scatti da lui stesso selezionati come i più rappresentativi della sua produzione artistica. Sarà esposta inoltre una serie di 9 autoritratti, esclusivi di questa mostra, che costituiscono un “evento nell’evento”.
Tra gli autoritratti esposti anche quelli a colori in cui l’artista veste i panni di André S. Solidor, alter ego inventato per ironizzare sul mondo dell’arte contemporanea e sui suoi stereotipi. Andrè S. Solidor (si noti l’acronimo irriverente) ed Elliott Erwitt saranno anche protagonisti del film “I Bark At Dogs” che sarà proiettato in mostra.

1955 CALIFORNIA, United States -- 1955. Image envoyé à Ludovica Pallegatta (Transaction : 632780884291875000) © Elliott Erwitt / Magnum Photos
1955 CALIFORNIA, United States – 1955.
© Elliott Erwitt / Magnum Photos

Grande autore Magnum, reclutato nel 1953 all’interno della celebre agenzia direttamente da Robert Capa, Elliott Erwitt ha firmato immagini diventate icone del Novecento. Tra queste, in mostra a Terni alcune delle più celebri: il bacio dei due innamorati nello specchietto retrovisore di un’automobile, una splendida Grace Kelly al ballo del suo fidanzamento, un’affranta Jacqueline Kennedy al funerale del marito, i ritratti di Che Guevara e Marilyn Monroe, alcune foto appartenenti alla serie di incontri tra i cani e i loro padroni, iniziata nel 1946.
E ancora, gli scatti che Erwitt, reporter sempre in viaggio, ha raccolto per il mondo, a contatto con i grandi del Novecento ma anche con la gente comune. E i paesaggi, le metropoli. Gli scatti di denuncia, in cui al suo sguardo di grande narratore, si mescola sempre ironia e leggerezza, e la sua capacità di trovare i lati surreali e buffi anche nelle situazioni più drammatiche.

La mostra sarà corredata da una esclusiva pubblicazione curata da Erwitt stesso in collaborazione con Sudest57 e disegnata da Anders Weinar. Una collezione di stampe rilegate ed amovibili, ciascuna con testi inediti di backstage, scritti da Biba Giacchetti che collabora con Erwitt da circa 20 anni.

FRANCE. Provence. 1955.
FRANCE. Provence. 1955.

Elliott Erwitt è nato in Francia da una famiglia di emigrati russi, nel 1928. Passa i suoi primi anni in Italia. A 10 anni si trasferisce con la famiglia in Francia e da qui negli Stati Uniti nel 1939, stabilendosi dapprima a New York, poi, dopo due anni, a Los Angeles. Nei primi anni ‘50, Erwitt dopo aver soggiornato a Pittsburg, in Germania e in Francia, si stabilisce a New York, città che elegge sua base operativa. Dotato di flessibilità e spirito di adattamento, Erwitt ha viaggiato in tutto il mondo. Durante i suoi studi alla Hollywood High School, Erwitt lavora in un laboratorio di fotografia sviluppando stampe “firmate” per i fan delle star di Hollywood. Nel 1949 torna in Europa, viaggiando e immortalando realtà e volti in Italia e Francia. Questi anni segnano l’inizio della sua carriera di fotografo professionista. Chiamato dall’esercito americano nel 1951 continua a lavorare per varie pubblicazioni e, contemporaneamente, anche per l’esercito americano stesso, mentre soggiorna in New Jersey, Germania e Francia.
La grande opportunità gli viene offerta dall’incontro, durante le sue incursioni newyorchesi a caccia di lavoro, con personalità come Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker che amano le sue fotografie al punto da diventare suoi mentori. Nel 1953 congedato dall’esercito, Elliott Erwitt viene invitato da Robert Capa, socio fondatore, ad unirsi a Magnum Photos in qualità di membro fino a diventarne presidente nel 1968.

USA. New York. 1956. American actress Marilyn MONROE.
USA. New York. 1956. American actress Marilyn MONROE.

Oggi Erwitt è riconosciuto come uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi. I libri di Erwitt, i saggi giornalistici, le illustrazioni e le sue campagne pubblicitarie sono apparse su pubblicazioni di tutto il mondo per oltre quarant’anni. Pur continuando il suo lavoro di fotografo Elliot Erwitt negli anni ‘70 comincia a girare dei film. Tra i suoi documentari si ricordano Beauty Knows No Pain (1971) Red White and Blue Glass (1973) premiato dall’American Film Institute e The Glass Makers of Herat (1997).

Negli anni ‘80 Elliott Erwitt produce 17 commedie satiriche per la televisione per la Home Box Office. Dagli anni ‘90 fino ad oggi continua a svolgere un’intensa vita professionale che tocca gli aspetti più disparati della fotografia.
Tra le sedi espositive più prestigiose dove Erwitt ha presentato i suoi lavori, si segnala The Museum of Modern Art a New York, The Chicago Art Institute, The Smithsonian Institution a Washington D.C., The Museum of Modern Art di Parigi (Palais de Tokyo), The Kunsthaus a Zurigo, il Museo Reina Sofia a Madrid, The Barbican a Londra, The Royal Photografic Society a Bath, The Museum of Art del New South Wales a Sydney.
Attualmente i libri pubblicati da Erwitt sono più di 45.

Elliott ERWITT, New York City, 1999

In occasione della mostra, le proposte didattiche del CAOS – a cura di Coopsociale ACTL, Coopsociale ALIS e Indisciplinarte SRL – sono un’occasione di riflessione e approfondimento sulla teoria e sulla pratica fotografica di un artista che, attraverso la rappresentazione del quotidiano, ha attribuito valore e riconosciuto importanza all’ironia come chiave interpretativa delle cose della vita. Le attività saranno rivolte alle scuole di ogni ordine e grado e all’utenza libera dai 4 ai 18 anni con percorsi tematici e laboratori articolati per fasce di età. Sono previste, inoltre, visite guidate per adulti e gruppi solo su prenotazione scrivendo all’indirizzo didattica@indisciplinarte.it o contattando il numero 0744/285946.

USA. New York. 1999.
USA. New York. 1999.

Orari
Dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00. Lunedì chiuso
Dal 27 marzo: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00

E’ possibile acquistare il biglietto d’ingresso presso le biglietterie del CAOS
in viale Campofregoso 98, secondo i giorni e gli orari di apertura della mostra.

Biglietti:
Intero 5€
Ridotto 3,50€ (per under 25 anni, gruppi di almeno 20 paganti)
Gratuito: per bambini fino a 6 anni, portatore handicap e accompagnatore,
guide turistiche dell’Unione Europea.
La mostra non rientra nella gratuità della prima domenica del mese.

Informazioni
tel. 0744/285946 – www.caos.museum

SOMEWHERE – Luisa Menazzi Moretti

Una significativa mostra fotografica illustra le tappe del percorso artistico e creativo di Luisa Menazzi Moretti nella prestigiosa cornice di Villa Manin – Esedra di Levante dal 12 marzo al 15 maggio 2016.
Somewhere. Luisa Menazzi Moretti” è curata da Valerio Dehò e organizzata dall’ Azienda Speciale Villa Manin.


Il percorso si snoda attraverso nuclei tematici connessi tra loro, che l’artista presenta in 5 serie: Cose di natura, Words, P Greco, Solo e Ingredients for a Thought, ognuna delle quali è una narrazione, un racconto che indaga su temi diversi legati alla natura, al sociale, all’interiorità e intende creare, attraverso una forte carica partecipativa, una prospettiva multipla oltre a sollecitare una pluralità di interpretazioni.

Luisa Menazzi Moretti_Cose di natura 13_Petalo e Foglia_2012_stampa giclee carta cotone su dibond_cm 100 x 70
© Luisa Menazzi Moretti, Petalo e Foglia, 2012

Gli scatti di Luisa Menazzi Moretti, caratterizzati da una continuità di linguaggio, rispecchiano una realtà ricca di sfaccettature, la cui lettura si completa con la presenza e il contributo dello spettatore; una visione totalmente aperta al confronto e alla condivisione, che stimola chi guarda ad immaginare, a pensare, ad esprimersi.

Nei 20 lavori a colori della serie Cose di natura, scorci di realtà conducono in una dimensione metaforica, densa demozioni. Gli elementi naturali sono infatti simboli che alludono non solo alla bellezza, all’armonia e all’equilibrio,ma anche alla desolazione e alla devastazione, come testimoniano Petalo e Foglia (2012), Mare (2014) o Campo (2012). Della natura emergono il forte carattere rigenerativo e la possibilità di vita che non si esaurisce, ma continua.

 

Luisa Menazzi Moretti_Imprevisto_2014_serie P Greco_cm 72x90
© Luisa Menazzi Moretti, Imprevisto, 2014

Una connessione inscindibile con le parole viene creata invece con Words, fotografie dove frammenti di testi raccontano brandelli di storie, di vite, di attimi, immortalati poco prima che andassero persi, buttati, modificati. Ogni immagine è affiancata da un testo critico inedito di personaggi noti del panorama culturale nazionale: intellettuali, scrittori, giornalisti, artisti, critici fra cui Alberto Abruzzese, Francesco Bonami, Elio De Capitani, Leandra D’Antone, Gabriele Frasca, Paolo Rossi, Tiziano Scarpa che non intendono fornire un’interpretazione, ma creare un ulteriore spunto di riflessione.

Molto rappresentativa è Anima (2013), il cui soggetto è una lettera di un internato nel campo di concentramento di Dachau, nella quale sono contenute parole piene di speranza, non consapevoli di un destino tragicamente segnato. In questa sezione emerge inoltre l’importanza della parola e della scrittura nel vissuto dell’artista tramite un piccolo nucleo di immagini autobiografiche che si ispirano all’infanzia e agli avvenimenti significativi della sua vita.

Luisa Menazzi Moretti_Solo 10_2013_stampa giclee_carta puro cotone_cm 25x25
© Luisa Menazzi Moretti

Di forte impatto sono le due sale successive il cui allestimento prevede ambienti oscurati e sottofondi musicali, che contribuiscono a sottolineare il gioco di luce e ombra caratterizzante tutta la mostra. P Greco, accompagnata da “Paradise Circus” dei Massive Attack, raccoglie scatti dedicati alla simbologia della forma circolare, esaltandone alcuni aspetti ad essa connessi; ne sono esempi le fotografie Whenua, parola della lingua Mahori dal duplice significato di “terra” e “placenta”; Imprevisto che rimanda alla sorpresa in una vita troppo retta e monotona; Testimone un bulbo oculare inteso come registro di cose vissute; Fuga un foro circolare nelle crepe di un muro attraverso il quale evadere.

In linea con una ricerca che sconfina oltre la dimensione reale è la serie più recente e inedita Solo, che ben si unisce alle note di “21 Grammi” di Ludovico Einaudi e che il curatore Valerio Dehò così descrive: “la serie ‘Solo’ rappresenta forse al meglio la sensibilità della Menazzi Moretti per quel qualcosa che non possiamo nominare esplicitamente, che è appunto ineffabile, ma che possiamo soltanto collocare in un altrove che vuol dire semplicemente che non è qui, vicino a noi”. Attraverso questi scatti l’artista immagina infatti una dimensione atemporale e trasmette gli stati d’animo di un viaggio verso l’ignoto tramite volti di uomini, donne e bambini.
L’utilizzo di filtri e sovrapposizioni contribuisce a creare una sospensione, una sorta di distacco, una proiezione di una realtà ultraterrena. Ne sono esempio Solo #10, Solo #1, Solo #8, che alternano sentimenti di incertezza, inquietudine, riflessione e pace.
Il percorso espositivo si conclude con le opere Ingredients for a Thought che approfondiscono il tema dell’alimentazione, in esso l’autrice riconosce il linguaggio assoluto delle società contemporanee e attraverso una ricca sequenza di simboli legati al colore, all’infanzia, alle parole, come si osserva in Christmast Balls, The Choice, Drop, ricrea una dimensione ludica che fa del cibo un intermediario fra sensi e memoria.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Gente di Fotografia con testi in italiano e in inglese di Luisa Menazzi Moretti, Valerio Dehò e Antonio Giusa.

Info:
Sede Villa Manin – Esedra di Levante, Passariano di Codroipo (Udine)
Date 12 marzo – 15 maggio 2016
Preview stampa venerdì 11 marzo, ore 11.30
Inaugurazione venerdì 11 marzo, ore 18
Orari martedì – venerdì ore 15 – 19; sabato – domenica ore 10 – 19
lunedì chiuso ad eccezione 28 marzo, 25 aprile, 1 e 6 maggio (aperto 10-19)
Ingresso libero
Info pubblico tel. 0432 821211 – info@villamanin.it – www.villamanin.it

Canon PowerShot G7 X Mark II

Con un obiettivo luminoso Canon f/1,8-2,8 e DIGIC 7, un processore di immagini superiore, questa fotocamera tascabile, compatta, con un ampio sensore da 1″, garantisce una creatività simile a quella di una reflex digitale, sia per le immagini che per i filmati in Full HD.

Scopri di più su Photo Professional Canon Edition e sul sito www.canon.it

 

A Orvieto arriva il Festival della Fotografia / 26-28 febbraio


Parte ufficialmente venerdì 26 febbraio “Orvieto 2016“, la famosa convention annuale di fotografia, video e comunicazione rivolta a professionisti, appassionati e studenti. Ecco il programma: “MUTAMENTI” Convention FIOF 2016.

mutamenti

Venerdì 26 febbraio 2016
14.30 – 18.30: Antonio Manta (Sala dei 400 Palazzo del Popolo);
18.30 – 19.30: “L’in-finito viaggio di un foto-amatore – storytelling di Antonella Dargenio (Sala dei 400 Palazzo del Popolo);
15.00 – 18.00: Hermes Mangialardo- Hyperlapse (Sala Etrusca Palazzo del Popolo);
18.00 – 19.00: Fabrizio Oggiano e Chuck Ford – Rap renderizzato (Sala Etrusca Palazzo del Popolo);

Sabato 27 febbraio 2016
9.00 – 10.00: Lecture con Francesco Cito – Mutamenti… il reportage (Sala dei 400 Palazzo del Popolo);
10.00 – 11.00: Lecture con Maurizio Galimberti – Mutamenti… dalla polaroid ad Instagram (Sala dei 400 Palazzo del Popolo);
11.00 – 12.00: Lecture con Eolo Perfido – Mutamenti… fotografia artistica e creativa (Sala dei 400 Palazzo del Popolo);
12.00 – 13.00: Lecture con Cinzia Bruschini -Mutamenti… wedding photography (Sala dei 400 Palazzo del Popolo);
15.00 – 16.00: Lecture con Cristiano Ostinelli – Mutamenti… wedding photography (Sala dei 400 Palazzo del Popolo);
16.00 – 18.00: Masterclass con Valerio Bispuri: “Dentro una storia”, il lavoro del fotoreporter oggi e il rapporto che ha con le storie che racconta (Sala dei 400 Palazzo del Popolo);
18.00 – 19.00: FIOF per il sociale – “Il viaggio di un pellegrino” con Antonio Gibotta, proiezione e dibattito; “Dai colore alla vita”: Presentazione progetto realizzato a Lourdes, in collaborazione con Unitalsi Nazionale (Sala dei 400 Palazzo del Popolo);

15.00 – 17.00: Workshop con Filippo Chiesa – Ottiche varie e vintage (Sala Etrusca Palazzo del Popolo);
17.00 – 19.00: Workshop con Thelma&Friends (Sala Etrusca Palazzo del Popolo);
21.00: Serata di Gala – Premiazioni FIIPA, Wedding contest, Video Award, Qualificazioni, Miglior Azienda, Premiazione autori IMAGO.it.

Domenica 28 febbraio 2016
9.00 – 10.00: Conference con Nicholas Javed – fashion photography (Sala dei 400 Palazzo del Popolo);
10.15 – 11.15: Conference con Denis Curti – Il fascino Ambiguo della Fotografia (Sala dei 400 Palazzo del Popolo);
11.30 – 12.30: Seminario a cura di ISP – Italian Street Photography Angelo Ferrillo e Gianluca Polazzo Angelo Ferrillo e Gianluca Polazzo: La Street e il reportage, una mutazione di genere? (Sala dei 400 Palazzo del Popolo);
15.00 – 17.00: Giovanna Griffo – Tecniche avanzate di fotoritocco nella fotografia fashion, glamour, commercial (Livello: Intermedio/Avanzato – Software: Photoshop, Bridge) (Sala dei 400 Palazzo del Popolo);

Workshop con Santi Veiga: wedding film – Santi Veiga è il videomaker matrimonialista spagnolo più premiato degli ultimi anni.

Presto renderemo note le location e i nomi dei fotografi in mostra.

Instagram – cerca fioforvieto
Twitter – cerca fiof
Online su www.fiof.it

Nikon DL: la gamma premium di compatte digitali – Recensione

Nikon introduce una nuova serie di fotocamere compatte digitali di livello “premium”, perfette per i fotografi che desiderano elevata qualità dell’immagine e massima facilità di trasporto e di gestione. Grazie alla rinomata qualità ottica NIKKOR e alla potente tecnologia Nikon, le nuove Nikon DL si collocano nel segmento top del mercato delle fotocamere compatte digitali.

La nuova serie DL si compone di tre modelli: la Nikon DL24-85 f/1.8-2.8, la Nikon DL18-50 f/1.8-2.8 e la Nikon DL24-500 f/2.8-5.6. Ciascuna fotocamera si caratterizza per un obiettivo zoom NIKKOR a elevate prestazioni, equivalente a quello delle reflex Nikon e per un efficiente sensore in formato CX da 24,5mm. Con tutti e tre i modelli di Nikon DL, i fotografi potranno scattare foto da 20,8 MP in formato JPEG o NEF (RAW) e riprendere filmati 4K/UHD a 30p/25p.

Maggiori info su www.nital.it

Robert Capa in Italia – San Gimignano

Arriva a San Gimignano presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada” la mostra dedicata al grande fotoreporter di guerra  Robert Capa, che racconta con 78 immagini in bianco e nero gli anni della seconda guerra mondiale in Italia.

Considerato da alcuni il padre del fotogiornalismo, da altri colui che al fotogiornalismo ha dato una nuova veste e una nuova direzione, Robert Capa (Budapest, 1913 – Thái Binh, Vietnam, 1954) pur non essendo un soldato, visse la maggior parte della sua vita sui campi di battaglia, vicino alla scena, spesso al dolore, a documentare i fatti: “se le tue fotografie non sono all’altezza, non eri abbastanza vicino”, ha confessato più volte.

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In oltre vent’anni di attività ha seguito i cinque maggiori conflitti mondiali: la guerra civile spagnola, la guerra sino-giapponese, la seconda guerra mondiale, la guerra arabo-israeliana del 1948 e la prima guerra d’Indocina. Il Comune di San Gimignano, il Museo Nazionale Ungherese di Budapest, la Fratelli Alinari, Fondazione per la Storia della Fotografia in collaborazione con Opera-Gruppo Civita gli dedicano una mostra che raccoglie le fotografie scattate in Italia nel biennio 1943 – 44. L’esposizione è curata da Beatrix Lengyel ed è stata ideata e promossa in collaborazione con il Museo Nazionale Ungherese di Budapest e il Ministero delle Risorse Umane d’Ungheria.

A settanta anni di distanza, la mostra racconta lo sbarco degli Alleati in Italia con una selezione di fotografie provenienti dalla serie Robert Capa Master Selection III conservata a Budapest e acquisita dal Museo Nazionale Ungherese tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009. La serie, composta da 937 fotografie scattate da Capa in 23 paesi di 4 continenti, è una delle tre Master Selection realizzate da Cornell, fratello di Robert Capa, anch’egli fotografo, e da Richard Whelan, biografo di Capa, all’inizio degli anni Novanta e oggi conservate a New York, Tokyo e Budapest. Le serie, identiche tra loro e denominate Master Selection I, II e III, provengono dalla collezione dell’International Center of Photography di New York, dove è conservata l’eredità di Capa.

Esiliato dall’Ungheria nel 1931, Robert Capa inizia la sua attività di fotoreporter a Berlino e diventa famoso per le sue fotografie scattate durante la guerra civile spagnola tra il 1936 il 1939. Quando arriva in Italia come corrispondente di guerra, ritrae la vita dei soldati e dei civili, dallo sbarco in Sicilia fino ad Anzio: un viaggio fotografico, con scatti che vanno dal luglio 1943 al febbraio 1944 per rivelare, con un’umanità priva di retorica, le tante facce della guerra spingendosi fin dentro il cuore del conflitto.

Le immagini colpiscono ancora oggi per la loro immediatezza e per l’empatia che scatenano in chi le guarda. Lo spiega perfettamente John Steinbeck in occasione della pubblicazione commemorativa di alcune fotografie di Robert Capa “Capa sapeva cosa cercare e cosa farne dopo averlo trovato. Sapeva, ad esempio, che non si può ritrarre la guerra, perché è soprattutto un’emozione. Ma lui è riuscito a fotografare quell’emozione conoscendola da vicino”.

Ed è così che Capa racconta la resa di Palermo, la posta centrale di Napoli distrutta da una bomba ad orologeria o il funerale delle giovanissime vittime delle famose Quattro Giornate di Napoli. E ancora, vicino a Montecassino, la gente che fugge dalle montagne dove impazzano i combattimenti e i soldati alleati accolti a Monreale dalla gente o in perlustrazione in campi opachi di fumo, fermo immagine di una guerra dove cercano – nelle brevi pause – anche il recupero di brandelli di umanità.

Settantotto fotografie per mostrare una guerra fatta di gente comune, di piccoli paesi uguali in tutto il mondo ridotti in macerie, di soldati e civili, vittime di una stessa strage. L’obiettivo di Robert Capa tratta tutti con la stessa solidarietà, fermando la paura, l’attesa, l’attimo prima dello sparo, il riposo, la speranza.
Così Ernest Hemingway, nel ricordare la scomparsa, descrive il fotografo: “Ѐ stato un buon amico e un grande e coraggiosissimo fotografo. Era talmente vivo che uno deve mettercela tutta per pensarlo morto”.
Accompagna la mostra un catalogo con testi di Beatrix Lengyel, Ilona Stemlerné Balog, Éva Fisli e Luigi Tomassini, bilingue italiano/inglese, di 192 pagine e 80 fotografie. È una coedizione Museo Nazionale Ungherese di Budapest e Fratelli Alinari, Fondazione per la Storia della Fotografia, prezzo di copertina 35 euro, prezzo speciale in mostra 30

Informazioni

Sede espositiva
San Gimignano,  Via Folgore da San Gimignano 11
Galleria di Arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada”

www.sangimignanomusei.it
prenotazioni@sangimignanomusei.it
call center info e booking  0577/286300

Cortona On The Move 2016

© Daniele Pasci

Cortona On The Move 2016: si aprono le selezioni per il Circuito OFF, il concorso dedicato ai fotografi emergenti 

I cinque fotografi vincitori parteciperanno al festival internazionale di fotografia dal 14 luglio al 2 ottobre 2016

 Si aprono oggi le selezioni del Circuito OFF e inizia il percorso che porterà, dal 14 luglio al 2 ottobre 2016, alla sesta edizione del festival internazionale di fotografia Cortona On The Move. Il Circuito OFF permetterà a cinque fotografi emergenti di partecipare da protagonisti al festival che come ogni anno valorizzerà l’eccellenza della fotografia contemporanea.

Per partecipare al concorso i fotografi dovranno presentare un lavoro inedito entro il 31 marzo 2016. Il tema è lo stesso del festival: il viaggio inteso come movimento, scoperta, cambiamento interiore. I cinque lavori selezionati saranno prodotti da Cortona On The Move ed esposti nei mesi del festival.

Queste le foto vincitrici dell’edzione 2015:

Dalla prima edizione 2011 il numero di partecipanti al concorso del Circuito OFF è stato in costante crescita. Nel 2015 sono stati presentati 1210 lavori provenienti da tutto il mondo. Partecipare al Circuito OFF per un fotografo emergente è un’occasione unica per ottenere prestigio e visibilità: ogni anno si danno infatti appuntamento a Cortona le più grandi professionalità legate al mondo della fotografia. Quest’anno i cinque lavori selezionati saranno inoltre esposti a Torino nel mese di novembre, nel corso della rassegna di arte contemporanea Paratissima, la manifestazione con cui Cortona On The Move ha attivato una collaborazione dal 2015.

La partecipazione alle selezioni del Circuito è gratuita; il regolamento e le modalità di invio dei lavori sono su www.cortonaonthemove.com

Photo Days 2016: programma 12/3

Si avvicina l’inizio del Photo Days 2016!

Noi ci saremo e insieme parteciperemo a tantissime iniziative per questi tre giorni di divertimento, apprendimento, conoscenze e soprattutto FOTOGRAFIA!

Qui sotto trovate il programma del secondo giorno, il 12 marzo. Per il programma dell’11/3 clicca qui.

A questo link trovate la pagina Facebook ufficiale di Photo Days, con tutte le info pratiche per la partecipazione. Ci vediamo presto!

4 Programma PhotoDays 2016 Sabato

Parigi ospita il grande Ugo Mulas

A Parigi sbarca uno dei più grandi fotografi italiani del XX secolo: Ugo Mulas.

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Andy Warhol, Philip Fagan and Gerard Malanga, New York, 1964, © Andy Warhol, Philip Fagan and Gerard Malanga, New York, 1964, © Estate Ugo Mulas, Milano – Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano / Napoli

La Fondazione Henri Cartier-Bresson – fino al 24 aprile – ospita circa 60 fotografie vintage in bianco e nero, tutte selezionate dall’autore italiano per il suo leggendario libro La fotografia, pubblicato da Einaudi nel 1973.

Sessanta scatti che svariano dal ritratto degli artisti italiani e newyorkesi al fotoreportage d’autore della Biennale di Venezia del 1954, per concludere con le immancabili Verifiche, vero e proprio testamento artistico che riflette sulla pratica stessa del fare fotografia, interrogandosi sulle sue intenzioni e finalità.

Proprio negli scatti in mostra, possiamo ancora percepire l’intima relazione che Mulas aveva sviluppato con ciascuno degli artisti ritratti. Al di là del valore documentario di queste fotografie, è evidente come si fondino su una narrazione, su spunti biografici e autobiografici assieme, che soltanto una conoscenza approfondita poteva cogliere in modo così diretto e informale.

contact@henricartierbresson.org
www.henricartierbresson.org

Bari: un anno di fotografie raccolto in una mostra

Kacper Kowalski "Side effects"

Il World Press Photo 2016 si è concluso con la vittoria di Warren Richardson e la sua foto “Hope for a New Life”, la speranza di una nuova vita affidata a un neonato bloccato al confine tra Serbia e Ungheria.

Bao Tailiang "The final game"
© Bao Tailiang “The final game”

L’associazione Cime, per il terzo anno, ospiterà le immagini premiate nel concorso di fotografia più importante al mondo dal 30 settembre al 30 ottobre 2016.

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© Goran-Tomasevic

In totale saranno esposti i 150 scatti selezionati (su circa 85 mila totali inviati al WPP) che riassumono al meglio tutti gli eventi salienti dell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle. Un grande viaggio tra i continenti del mondo per scoprire, ricordare e approfondire le tematiche che ci circondano. Dagli attacchi terroristici di Parigi al tema dell’immigrazione, passando per guerre sanguinose e scenari di paesaggi mozzafiato.

© Massimo Sestini "Rescue Operation"
© Massimo Sestini “Rescue Operation”

Info su www.worldpressphotobari.it

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