Tag archive

fotografia - page 95

Fotogrammi di Umanesimo futuro. Il Sacro Monte di Varallo A.D. 2050 | Opere di Roberto Rosso | Vercelli, dal 17 giugno

Venerdì 17 giugno 2016, a partire dalle ore 18:00, presso lo Spazio ARCA, in Via Galileo Ferraris n. 54, a Vercelli (VC), si tiene l’inaugurazione della mostra fotografica “Fotogrammi di Umanesimo futuro. Il Sacro Monte di Varallo A.D. 2050”, con opere di Roberto Rosso, organizzata dall’Associazione Studio Artematta, con il patrocinio del Comune di Vercelli e in partnership con Ethicando Association di Milano (www.ethicando.it) e la Fondazione CRT.Invito FOTOGRAMMI
Chairman dell’evento è Marco Eugenio Di Giandomenico, noto economista della cultura e dell’arte, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, tra i cultural manager internazionali milanesi più attivi in Italia e all’estero in questo momento. Roberto Rosso è illustre fotografo, docente di fotografia e Direttore della Scuola di Nuove Tecnologie per l’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, specializzato nella riproduzione di Beni Artistici; vanta collaborazioni con varie Soprintendenze ed Enti Pubblici, tra cui la Riserva del Sacro Monte di Varallo. Nella sua carriera artistica si occupa anche di fotografia nel campo dell’editoria, con attività di successo, tra gli altri, a favore dell’Istituto Geografico De Agostini, e nel campo della moda e del design.ROSSO DI SERA
Negli ultimi anni ha messo a punto nuove tecniche di riproduzione fotografica orientate verso originali e affascinanti immagini interpretative della relazione spazio-tempo.
L’esposizione “Fotogrammi di Umanesimo futuro. Il Sacro Monte di Varallo A.D. 2050”, che continua fino al prossimo 26 giugno, è l’occasione per “mostrare” il Sacro Monte di Varallo come mai visto prima, valorizzandone la sua storia secolare ed i rapporti con il territorio raccontandone la sua evoluzione, attraverso tecniche fotografiche inedite, nate dall’abilità e l’esperienza di Roberto Rosso.

All’inaugurazione è prevista la presenza di importanti rappresentanti istituzionali e personalità del mondo della cultura, dell’imprenditoria e dell’università, tra cui Maura Forte, Sindaco del Comune di Vercelli, Daniela Mortara, Assessore al Patrimonio Artistico-Culturale, Università del Comune di Vercelli, S.E. Mons. Marco Arnolfo, Arcivescovo della Diocesi di Vercelli, insieme ad alcuni importanti prelati della Curia locale, ed Elena De Filippi, Direttrice del Sacro Monte di Varallo.
Gli attori Giulio Dogliotti e Paolo Ferini Strambi, della compagnia teatrale “I Camalli”, recitano un testo, scritto da Roberto Rosso, che illustra le affascinanti simbologie ed i molteplici significati della mostra, con l’interpretazione musicale del noto clarinettista di origine russa Danila Musikhin.

L’evento fa parte del noto format Betting on Italy (BOI), che rappresenta una piattaforma comunicativa (eventi e non solo) diretta da Marco Eugenio Di Giandomenico, che vuole promuovere le iniziative internazionali relative alla promozione e valorizzazione della cultura, dell’arte e dello stile italiani nel mondo.

Sulla Nuova Fotografia Italiana | Milano | fino al 16 settembre

The Cool Couple, A Kind of Display, Multiple #1, 2015, stampa a sublimazione su mantellina da barbiere, cm 115x135 © The Cool Couple, courtes

Sulla Nuova Fotografia Italiana ha inaugurato ieri sera e proseguirà fino al 16 settembre.

Sono state presentate le opere di Alessandro Calabrese, Federico Clavarino, Martina Corà, Bea De Giacomo, Teresa Giannico, Delfino Legnani, Allegra Martin, Vittoria Mentasti, Domingo Milella, Francesco Nazardo, Alessandro Sambini, Lele Saveri, The Cool Couple. È una prima ricognizione voluta da VIASATERNA sulla scena della fotografia italiana contemporanea, di cui intercetta la grande vitalità attraverso tredici artisti selezionati sulla base dell’originalità e dell’eterogeneità delle rispettive ricerche, individuata come elemento chiave di un’intera produzione nazionale. Nati dopo il 1980, gli autori di 2016 sono anche stati scelti sulla base della prossimità con Fantom, il collettivo che cura la mostra e il programma espositivo di Viasaterna dalla sua inaugurazione, di cui hanno intercettato negli anni, attività e traiettorie di ricerca.

Accompagna la mostra una selezione di pubblicazioni di editori di recente fondazione e perlopiù indipendenti, italiani o stranieri, tra cui Dalpine, Discipula, Humboldt, NastyNasty©, Planar Books, Rorhof, Skinnerboox e altri ancora. Fondamentale nel contribuire alla diffusione del lavoro degli autori italiani all’estero, della loro aggregazione e del rilancio di un intero sistema, l’Editoria è il quattordicesimo protagonista di questa mostra, motore primo e irrinunciabile per l’affermazione della fotografia – di quella italiana in particolare – grazie alla sua capillarità e accessibilità.


INFO

A cura di Fantom

Da mercoledì 8 giugno a venerdì 16 settembre 2016
Orari: dal lunedì al venerdì dalle 12.00 alle 19.00
La mattina e il sabato su appuntamento. Chiusa ad Agosto.
Dove: VIASATERNA, Via Giacomo Leopardi 32, Milano
Tel. 02.36725378; www.viasaterna.com

Nikon: la prima serie di batterie della Nikon D500 è gratuita

Gran parte delle fotocamere digitali disponde di una capacità di belle batterie di qualche centinaia di scatti. Nelle reflex di nuova generazione, come la Nikon D500, questa capacità può arrivare addirittura a 1240 scatti; è stato però riscontrato – dai test CIPA – un problema di prestazione per la prima serie prodotta, che fatica a raggiungere i numeri sopra indicati.

Per ovviare al problema, la Nikon ha deciso di distrubuire gratuitamente tutte le batterie EN-EL15 con la dicitura Li-ion01.

A questo link è possibile consultare una guida alla procedura di sostituzione e ricevere il supporto necessario.EN-EL15

FOAM Amsterdam, viaggio nei Paesi Bassi

di Alessandro Curti


Viaggio in Olanda, ad Amsterdam, in uno dei musei fotografici più famosi e attivi d’Europafoam

Benvenuti ad Amsterdam, capitale dei Paesi Bassi e centro artistico e culturale del paese. Passeggiando per il centro storico, tra i canali e gli oltre 1200 ponti, si arriva di fronte a un edificio settecentesco tipico dell’architettura olandese, che sembra essere stato costruito con la funzione di emporio o struttura residenziale. E in effetti è così, perché ci troviamo ai piedi del Foam, uno dei più importanti musei fotografici d’Europa, la grande casa della fotografia.
Chi fa un giro turistico per la città dei tulipani, deve sapere che la visita del Foam è una tappa obbligata: non si può perdere l’opportunità di vivere una giornata all’interno di questo spazio, un gioiello curato nel dettaglio ma allo stesso tempo essenziale e alla portata di tutti, dal più fanatico degli appassionati al visitatore occasionale.
Il museo come lo vediamo oggi apre per la prima volta nel 2001, quando l’edificio viene completamente ristrutturato e rimesso a nuovo. L’apertura definitiva è nel 2002 e l’inaugurazione ha un enorme successo, accogliendo più di 8000 visitatori, a dimostrazione che la fotografia è in grado di portare una ventata d’aria freschissima nell’universo artistico e culturale.
Il Foam si presenta come un luogo perfettamente adatto a ospitare mostre fotografiche, perché è dotato di ampie sale e spazi aperti, senza comunque risultare vuoto o dispersivo, grazie alla disposizione delle luci e al buon gusto degli allestimenti.
Come in quasi tutti i nuovi poli espositivi, offre ai visitatori la possibilità di entrare nella fotografia e viverla in prima persona: all’interno dello spazio si trova una biblioteca ricchissima di materiale da consultare, un moderno caffè dove poter fare aperitivi, pranzi e cene, un bookshop e alcune sale equipaggiate per piccoli eventi o convegni.foam 2
Pur essendo un museo relativamente giovane, il Foam ha già avuto come ospiti alcuni tra i fotografi più celebri della storia: da Henri Cartier-Bresson a Richard Avedon, passando per William Klein e Vivian Maier.
La politica espositiva del museo non si limita ai grandi nomi, ma si focalizza anche su un massiccio lavoro di ricerca tra fotografi emergenti, nel tentativo di proporre storie e tematiche sempre innovative e attuali.
Il Foam Talent Exhibition, un contest annuale tra artisti emergenti, quest’anno ha presentato 21 lavori di fotografi sotto i 35 anni, con l’intento di creare una piattaforma internazionale che possa valorizzare il talento dei giovani.
Il museo produce anche una rivista, il Foam Magazine, che contiene tutte le informazioni, le curiosità e i retroscena del mondo fotografico, restando sempre aggiornato sulle nuove tendenze e su tutto l’universo dei giovani fotografi emergenti.


INFO

Indirizzo: Keizersgracht 609, 1017 DS Amsterdam, Paesi Bassi (Rembrandtplein)
Orari: Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, il giovedì e il venerdì fino alle 21.
Contatti: info@foam.nl
Telefono: +31 20 551 6500
Sito Internet: www.foam.org

Nikon sostiene due importanti mostre per promuove la cultura fotografica

Nikon è sponsor di due mostre di rilievo nel panorama nazionale – “Domon Ken, il Maestro de realismo giapponese” all’Ara Pacis di Roma e “Nothing Is Real – Quando i Beatles incontrarono l’Oriente” al MAO-Museo d’Arte Orientale di Torino – con l’obiettivo di promuovere e diffondere la cultura fotografica.

In queste due mostre emerge infatti tutta la forza e il valore della fotografia, che è al contempo arte, testimonianza, reportage, documentazione storica e sociale e diventa addirittura un dovere umanitario per Domon Ken, il fotografo giapponese che documentò la tragedia di Hiroshima dedicandovisi come rispondendo ad una chiamata.

È infatti proprio dedicata a lui, uno dei fotografi più importanti della storia della fotografia moderna giapponese, l’’importante monografica “Domon Ken, il Maestro del realismo giapponese”, all’Ara Pacis fino al 18 settembre. In mostra circa 150 fotografie, in bianco e nero e a colori, realizzate tra gli anni Venti e gli anni Settanta del ‘900, che raccontano il percorso di ricerca verso il realismo sociale. Dai primi scatti, prima e durante la seconda guerra mondiale, la mostra ripercorre la produzione di Domon Ken, da sempre legato a Nikon, fino all’opera chiave che documenta la tragedia di Hiroshima.

Il noto brand giapponese è sponsor anche di “Nothing Is Real – Quando i Beatles incontrarono l’Oriente” che ha appena inaugurato al MAO di Torino. Una grande mostra dedicata ai Fab Four e al loro viaggio in India nel ’68, uno degli eventi chiave per lo slancio all’interesse da parte dell’occidente verso l’oriente. In mostra centinaia di oggetti in dialogo con opere d’arte contemporanea, in un ambiente ricco di stoffe, profumi e suoni.Nikon_Nothing is Real_MAO

Le giornate della luce | 11-19 GIUGNO 2016 | Spilimbergo

Il festival che rende omaggio agli autori e ai maestri della fotografia del cinema italiano va in scena a Spilimbergo, in Friuli Venezia-Giulia.

Una settimana di eventi, incontri e proiezioni dedicati all’immagine cinematografica.

La manifestazione, curata da Gloria De Antoni con Donato Guerra, festeggia idealmente le giornate più luminose dell’anno, quelle del solstizio d’estate, all’interno di una cornice d’eccellenza: Spilimbergo, città del mosaico e di viva tradizione fotografica.

Informazioni e programma su www.legiornatedellaluce.it

Invito Inaugurazione

DGAAP e SISF: una borsa di studio di 12 000 € per un progetto di ricerca sulla fotografia contemporanea

Un’opportunità per giovani studiosi di fotografia: è attivo il bando

Il progetto mira a incentivare la formazione di giovani studiosi di fotografia contemporanea, attraverso l’assegnazione di una Borsa di Studio di € 12.000 della durata di un anno.

Nato da una collaborazione tra la DGAAP (Direzione Gereale Arte e Architettura conteporanee e Periferie urbane) e la SISF (Società italiana per lo studio della fotografia), questa prima edizione del Bando intende contribuire alla specializzazione professionale nell’ambito della cultura fotografica, fornendo un’opportunità concreta di studio e approfondimento scientifico.

La fotografia è uno dei linguaggi più vitali della contemporaneità, diffuso sia in quanto pratica sociale che come linguaggio artistico. E tanto più essa si presenta mutevole quanto più appare urgente dotarsi degli strumenti critici necessari per una corretta interpretazione delle sue manifestazioni.
La Borsa di Studio DGAAP_SISF nasce con lo scopo di sostenere la formazione della futura generazione di critici e curatori.

Procedure e informazioni
  • Il Bando è attivo dal 31 maggio 2016.
  • La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 30 settembre 2016.
  • La proclamazione del vincitore è prevista per il 1 dicembre 2016.
  • La Borsa di Studio ha durata annuale e consiste in un finanziamento complessivo di € 12.000.
  • Le candidature verranno esaminate da un’apposita Commissione.

Per i requisiti di partecipazione e la presentazione della candidatura scarica il bando

Arti in cammino per la 4° edizione del tour sulle Orobie (6-10 luglio, Valfurva)

VALFURVA: TRA GHIACCI E MEMORIE

DAL 6 AL 10 LUGLIO, LA QUARTA EDIZIONE DI

«IN VIAGGIO SULLE OROBIE» 


VALFURVA: 1916 – 2016. Cento anni sono passati: le trincee come attonite caverne, le cime gelide dei monti come monito per un presente dimentico. La quarta edizione de «In viaggio sulle Orobie», cammina sulle orme di uomini valorosi. Scalatori e soldati. Escursionisti e combattenti. Perché la montagna è una, dai mille volti. 01 Viaggio2016_ph Mauro Lanfranchi

04 MappaViaggio2016
La mappa del viaggio

In diciotto, dal 6 al 10 luglio prossimo, attraverseranno San Matteo, Tresero, Vioz, Gran Zebrù, Ortles. Là, attorno al Confinale, dove la terra racconta la storia. Un viaggio di contaminazioni, tra generi, tempi e anime che vedrà in cammino: la campionessa di sci Deborah Compagnoni, l’alpinista Marco Confortola, la guida alpina Giulio Beggio, gli scalatori Hervè Barmasse, Annalisa Fioretti e il grande Mario Curnis decano degli arrampicatori orobici e ormai presenza abituale dell’iniziativa, l’attore Stefano Panzeri, la regista Alessandra Locatelli, il musicista Martin Mayes, il gruppo dei Verbal e lo chef Michele Sana, i fotografi Umberto Isman e Stefano Viganò, il ricercatore Giampietro Verza e il filosofo Dimitri D’Andrea, la blogger Simonetta Radice, il giornalista di Radio Popolare, Claudio Agostonie l’inviato del Corriere della Sera, Lorenzo Cremonesi.

Tutti, in cammino, dalla Val Cedec alla Val Zebrù al cospetto e accompagnati  Forni delle cime Tredici Cime e dell’inconfondibile sagoma piramidale del Gran Zebrù, con i ghiacciai in ritirata eppure sempre spettacolari. Anfiteatri di roccia e cielo, tra impervi ghiaioni e creste affilate. Un viaggio per veri appassionati, sostando nei rifugi Forni, Branca, Pizzini e V alpini, vere e proprie icone delle terre alte. Un cammino dell’anima per respirare l’aria tersa dei tremila metri e ammirare tutta la varietà degli scenari della Valfurva.

Luoghi tanto meravigliosi quanto amari: il Confinale a cento anni dalla Grande Guerra impone una riflessione profonda sull’ieri e sull’oggi, tra memorie che evocano un’epopea di sacrifici e il presente che espone momenti drammatici. Spazio alle analisi di guerre lontane e tutt’ora in corso, dunque, per camminare sui sentieri della Valfurva come se si stesse camminando su quelli dell’Afghanistan, della Libia o dell’Iraq, ma anche dell’Himalaya, del Karakorum o dei Balcani.

Il Trekking «In viaggio sulle Orobie» è organizzato dalla rivista Orobie grazie al contributo di Fondazione credito bergamasco e Italcementi Group con la collaborazione di numerose realtà locali tra cui il Comune di Valfurva, la Pro Loco di Santa Caterina, il Parco Nazionale dello Stelvio e lo Sport Hotel di Santa Caterina Valfurva.02 Viaggio2016_ph Mauro Lanfranchi

L’ARTE: «Quando le gambe sono stanche si può continuare a camminare con il cuore» – scriveva Paulo Coelho. E allora, spazio alle emozioni d’arte con i concertidi Martin Mayes, le colazioni a teatro di Stefano Panzeri con lettura di brani tratti dallo spettacolo «Camminando lungo una vita» straordinaria autobiografia scritta dal ragazzo del ’99 Vincenzo Rabito, le foto di Stefano Viganò, tra viaggi e solidarietà, e quelle di Umberto Isman con «La montagna più che la guerra», reportage da Sarejevo a Mostar vent’anni dopo. E ancora: l’incontro con la regista Alessandra Locatelli con la proiezione dei film «Il rumore dell’erba» e «Karakorum»,  lungometraggio, girato in occasione della Spedizione Geografica italiana al Karakorum, ideata nel 1926 e svoltasi nel maggio – agosto del 1929, sotto la guida di Aimone di Savoia, duca di Spoleto, con la sonorizzazione dal vivo che verrà eseguita dai Verbal. Fino a concludere con la riflessione «Alpinismo, un grande viaggio» a Santa Caterina, con Mario Curnis, Hervè Barmasse, Marco Confortola, Annalisa Fioretti, il professor Dimitri D’Andrea, Docente di Filosofia politica all’Università degli studi di Firenze, e il saluto musicale di Martin Mayes.

Il caffè dei Maledetti Fotografi: il programma degli incontri a Pietrasanta

IL CAFFE’ DEI MALEDETTI FOTOGRAFI
MAGGIO – SETTEMBRE A LABottega DI PIETRASANTA TORNANO GLI APPUNTAMENTI CON I GRANDI PROTAGONISTI DELLA FOTOGRAFIA
Ackerman, Curti, Benedusi, Cito, Galimberti e Raimondi: sei interviste pubbliche condotte dal giornalista Enrico Ratto, fondatore del magazine on line partner della galleria di Pietrasanta.maledetti2016_flyer


IMG_5472 copia 2Grandi nomi della fotografia italiana e internazionale per la nuova stagione de Il CAFFE’ DEI MALEDETTI FOTOGRAFI in programma a partire dal prossimo mese di maggio fino al mese di settembre.
Promossa e organizzata dal magazine on line Maledetti Fotografi e da LABottega, la rassegna propone un ciclo di interviste pubbliche a sei grandi personalità del panorama fotografico contemporaneo: Michael Ackerman, Denis Curti, Settimio Benedusi, Francesco Cito, Maurizio Galimberti e Efrem Raimondi.
La formula è quella che ha riscosso un notevole successo di pubblico già la scorsa stagione. Il giardino de LABottega –  spazio multifunzionale dedicato alla fotografia diventato negli anni un punto di riferimento in Versilia – si apre per diventare un luogo ideale dove i fotografi si raccontano nel corso di interviste pubbliche condotte dal giornalista Enrico Ratto, fondatore della rivista Maledetti fotografi, cui richiama il titolo della rassegna. Il magazine on line vanta una community di oltre ventimila persone e pubblica, in esclusiva per l’Italia, la serie di interviste ai fotografi classici realizzate da Frank Horvat, tra queste le conversazioni con Helmut Newton, Don McCullin, Sarah Moon, Mario Giacomelli._MG_2560 copia 2
I fotografi protagonisti degli appuntamenti:

Denis Curti – domenica 26 giugno critico e curatore, direttore del mensile Il Fotografo (Gruppo Sprea Editore) è direttore artistico de La Casa dei Tre Oci di Venezia. È fondatore di Still, spazio milanese dedicato alla fotografia. _MG_2569 copia 2

Settimio Benedusi – domenica 10 luglio tra i più noti ed eclettici fotografi italiani. Molto giovane si è trasferito da Imperia a Milano per inseguire il suo sogno. Dopo 30 anni di carriera, la missione è compiuta: collaborazioni con grandi maison di moda, servizi per importanti testate nazionali e internazionali, ritratti di personaggi famosi di ogni genere, da Giorgio Armani alla cantante Giorgia, dal velista Giovanni Soldini all’imprenditore Richard Branson._MG_2615 copia 2
Francesco Cito –  domenica 7 agosto  definito da  Ferdinando Scianna “forse uno dei migliori fotogiornalisti italiani” per istinto, passione e forza di sintesi e rigore visivo delle immagini. Nato a Napoli vive e lavora a Milano. La sua carriera ha inizio nel 1972 a Londra, dove inizia a dedicarsi alla fotografia e collabora per il Sunday Time Magazine, Dall’invasione sovietica del 1980 in Afghanistan in poi non è mancato nei luoghi caldi (Libano, Plaestina, di nuovo Afghnistan, Guerra del Golfo) e Napoli con servizi sulla camorra. Le sue immagini sono apparse su Il Venerdì di Repubblica, Sette, Corriere della Sera, Epoca, Specchio supplemento della Stampa, Sunday Time Magazine, Observer Magazine, Stern, Bunte, Zeit Magazine, F**aro Magazine, Paris Match, Life, etc_MG_2621 copia 2
Maurizio Galimberti – domenica 21 agosto vive e lavora a Milano. Ha avviato la collaborazione con Polaroid Italia nel 1991 diventandone ben presto il testimonial ufficiale e che ha come risultato il volume POLAROID PRO ART pubblicato nel 1995, vero oggetto di culto per gli appassionati di pellicola polaroid di tipo integrale. Continua la sua ricerca con Polaroid e reinventa la tecnica del “Mosaico Fotografico” che inizialmente adatta ai ritratti. E’ del 2013 il progetto PAESAGGIO ITALIA/ITALYSCAPES, la prima mostra antologica dedicata alla ricerca sul paesaggio. E’ stato inoltre visiting professor alla Domus Academy, alla facoltà di Industrial Design alla Universita’ Bicocca di Milano e, all’Istituto Italiano di fotografia di Milano. Le sue opere fanno parte delle più importanti collezioni di fotografia. Presenterà il libro “Portraitis / Ritratti”, a cura di Benedetta Donato, edito da Silvana Editoriale._MG_2621 copia 2
Efrem Raimondi – domenica 4 settembre comincia a fotografare nel 1980 con un reportage sull’Irpinia terremotata, ma è nel 1983 che inizia le prime collaborazioni con importanti riviste. È principalmente un ritrattista, ma con frequenti incursioni nel design. Ha lavorato con riviste italiane e internazionali, realizzato monografie e campagne pubblicitarie. Diverse le mostre personali e le collettive.Alcune delle sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private.13147466_1046167905418442_5244258189560872624_o

Maggiori informazioni su: www.labottegalab.com e su www.maledettifotografi.it
Dove: LABottega, Viale Apua 188, Marina di Pietrasanta (Lucca)
Orari: maggio, giugno e settembre alle ore 18 – luglio e agosto alle ore 18,30
Info: www.labottegalab.com  – info@labottegalab.com –  tel.058422502 / mobile: 3496063597

Worktable, La società dello spettacolo e la forza delle immagini – Album di famiglia/Workshop a cura di Action30

WORKTABLE
La società dello spettacolo e la forza delle immagini
ALBUM DI FAMIGLIA/WORKSHOP
Filosofia e fotografia contemporanea
Guest curator ACTION30
in collaborazione con Diòtima


banner_action30_02(1)
Giunto alla sesta edizione, il workshop Album di Famiglia si terrà a Matera, presso gli spazi di Casa Cava, nel cuore del rione dei sassi, il 25 e il 26 giugno. Docente e guida di un percorso di montaggio iconografico e filosofico sarà il collettivo Action30, che curerà l’evento espositivo a chiusura del laboratorio, il 26 giugno, alle 19:30

PREMESSA
In un’epoca caratterizzata dalla diffusa sovrapproduzione di immagini, Glooscap (Associazione culturale promotrice del progetto) ha preferito prendersi cura delle fotografie già esistenti negli album privati e familiari, per provare a dare loro una nuova lettura. A questo scopo, da circa due anni, ha intrapreso l’ardua impresa di raccogliere e catalogare l’informe quantità di fotografie proveniente dagli Album di numerosissime famiglie e di fondare un archivio immateriale, costituito dalle riproduzioni digitali di queste fotografie. Oggi, l’archivio Album di famiglia conta più di 1500 fotografie digitalizzate e catalogate, durante workshop itineranti finalizzati, da un lato, ad ampliare il repertorio di memorie fotografiche vernacolari e, dall’altro, a promuovere la discussione e la riflessione sulle nuove pratiche artistiche e culturali legate all’immagine d’archivio.13313764_10156858033550577_543714123_o

DESCRIZIONE
Il workshop Album di famiglia prevede un percorso formativo che offrirà:
– competenze nel settore della conservazione e catalogazione fotografica
– strumenti di ricerca artistica sul materiale d’archivio. 13318564_10156858027365577_1523220095_n

L’ospite di questa edizione è Action30, collettivo di ricercatori e artisti, nato nel 2005, che indaga sulle nuove forme di razzismo e di fascismo attraverso l’analogia con gli anni 30, e sperimenta nuove forme ibride di trasmissione e condivisione della cultura (seminari e workshop multimediali, graphic essays, mostre, performance, spettacoli).
Tra le sue produzioni: il volume L’uniforme e l’anima. Indagine sul vecchio e nuovo fascismo (Letture di: Bataille, Littell e Theweleit, Jackson, Pasolini, Foucault, Deleuze e Guattari, Agamben, Eco, Ballard) (2009); il cortometraggio Grande Brasserie Cyrano (2009); gli spettacoli Constellation 61. Entre histoire e magie, coprodotto con l’Autre « lieu », Bruxelles Laïque e il Théâtre National de Belgique (2011), e Nage, nage petit poisson, Dés/obéir à l’époque de la téléréalité (Festival des Libertés, Bruxelles 2014).
Nell’ambito del workshop, l’intervento di Action30 sarà formativo e curatoriale, volto alla definizione di uno specifico concept artistico a partire delle immagini raccolte e condivise dai partecipanti durante il workshop. Il concept artistico così formulato sarà il tema centrale dell’evento espositivo che chiuderà l’esperienza del workshop, il 26 giugno alle 19:00 presso gli spazi di Casa Cava. L’apertura della mostra coinciderà con il talk di presentazione del collettivo “Action30”, in presenza di Pierangelo Di Vittorio, Alessandro Manna ed Enrico Mastropierro. 13321298_10156858033475577_1777183207_o

TEMA DEL WORKSHOP
Da quando accendiamo il cellulare per controllare il meteo o per consultare un quotidiano online, a quando spegniamo il computer dopo aver risposto a una richiesta di amicizia su Facebook o dato l’ultima occhiata alla posta, passando attraverso lo zapping televisivo quotidiano, la nostra esistenza è attraversata e moltiplicata da un flusso ininterrotto di parole, immagini e suoni provenienti dall’universo mediatico. Il reality show definisce il nostro essere al mondo, seguendo due direttrici generali: la fusione della realtà con il suo spettacolo e l’efficacia morale dei flussi mediatici. Quando la realtà non si distingue più dal suo spettacolo, si dissolvono le opposizioni che permettevano di orientarsi nel mondo: vero e falso, bene e male, brutto e bello, giusto e ingiusto, arte e non arte ecc. Le frontiere diventano permeabili, sfumate. Siamo immersi in un minestrone mediatico-esistenziale nel quale l’orrore si confonde con il banale, il tragico con il triviale, e che si autoalimenta all’infinito. I sentimenti morali sono diventati l’ingrediente di base di questo minestrone; le emozioni filtrano il nostro potere di attraversare i flussi mediatici e d’interagire con gli altri, la nostra capacità di riconoscere e rendere visibile la realtà, di conferirle un senso e una dignità o di negargliela, di “sentire” con gli altri o di restare insensibili, di prendere posizione e indignarci o di restare indifferenti. La realtà è un archivio profano di “verità” che dev’essere problematizzato e decostruito, un immenso montaggio di somiglianze di famiglia e di evidenze sensibili da smontare, analizzare e rimontare. Come trovare il punto di “rottura” in tale montaggio, che si presenta come un flusso oggettivo, naturale? Come suscitare scosse “differenziali”? Come ridare alle immagini la loro “forza” sensibile?
Durante l’esilio, Brecht si pose un problema analogo: come ritrovare la verità della guerra stando immersi nel flusso torrenziale delle immagini attraverso cui i media la presentano (quotidiani, cinegiornali ecc.)? Come farsi largo in questa poltiglia mediatica, per sgranare gli occhi dinanzi alla sua tragica realtà? Come riuscire a pensare e a raccontare la guerra, invece di farci l’abitudine e di subirla? Nel punto di convergenza tra due interessi – le immagini e la poesia epigrammatica – Brecht allestisce un nuovo tavolo da lavoro, inventa una nuova macchina di ricerca: il genere ibrido dei fotoepigrammi. Seleziona e colleziona immagini ritagliandole dai giornali (città rase al suolo, soldati dinanzi al cadavere del nemico ecc.), per poi accoppiarle con i suoi testi poetici, fino a formare una sorta di album, un montaggio poetico-politico che prenderà il titolo di Abicì della guerra. Negli stessi anni, Benjamin mette l’accento sulla scossa sensibile provocata dalla pratica del montaggio: il suo tavolo da lavoro è come una centrale elettrica in cui il critico gioca a creare sbalzi di tensione, a produrre shock, attraverso connessioni inedite tra cavi che nessuno avrebbe pensato di collegare. Possiamo allora chiederci: l’abicì della realtà e delle emozioni non è forse il compito cui oggi siamo chiamati? Nell’epoca del reality, non dovremmo impegnarci in un nuovo e continuo processo di “alfabetizzazione”? Apprendere e coltivare l’arte di smontare e rimontare senza sosta il minestrone mediatico-esistenziale nel quale siamo immersi? 13335405_10156858028725577_919150949_n

Programma
– 25 giugno, h 10:00 / h 13:00
Introduzione agli archivi fotografici. Inventariazione e catalogazione. Inserimento delle immagini nel database catalografico.
– 25 giugno, h 15:00 / h 19:00
Percorso multimediale mirante a illustrare il tavolo da lavoro di Action30 e i suoi presupposti culturali.
– 26 giugno, h 10:00 / h19:00
Lavoro collettivo sugli album di famiglia dei partecipanti, che saranno smontati e rimontati a partire da un insieme di materiali eterogenei, sia dal punto di vista dei supporti e dei linguaggi (libri, giornali, riviste, cartoline, dépliant turistici, internet), sia da quello dei tempi storici (passato, presente, futuro).
– 26 giugno, h 19 :30
Inaugurazione della mostra Worktable, La società dello spettacolo e la forza delle immagini, a cura di Action30 e presentazione del progetto, da parte dei curatori e dei partecipanti
Djset e buffet, dalle 21 in poi.13340912_10156858028340577_528966524_o

Materiali che i partecipanti sono invitati a condividere:
Tenendo conto delle indicazioni fornite nel programma, i partecipanti sono invitati a portare con sé, oltre alle foto di famiglia, un repertorio di documenti e immagini che siano direttamente legati all’archivio fotografico (come i biglietti di un viaggio o di un concerto, la locandina di una mostra o le partecipazioni di un matrimonio) oppure attinenti, più in generale, al modo in cui essi si rappresentano le memorie familiari nell’evoluzione del loro contesto storico e sociale (per esempio i cambiamenti concernenti i territori naturali e i contesti urbani, le istituzioni, i modi e gli stili di vita, la cultura). Altri materiali utili allo svolgimento del workshop sono : PC portatile, righello, matita e forbici.

CHI SIAMO
Glooscap è un laboratorio di ricerca che promuove la riflessione sui linguaggi della fotografia e sul paesaggio come ecosistema ambientale e sociale. Dal 2014 è impegnato nella direzione artistica del progetto in progress “Album di famiglia”, che esplora alcune aree di confine tra concetti contrapposti: bene materiale e immateriale, privato e pubblico, memoria individuale e collettiva, copia e originale, visibilità e invisibilità. In questo progetto, la ricerca delle fotografie di famiglia è finalizzata alla costituzione di un archivio di beni immateriali, con la promozione di workshop, mostre e incontri sul rapporto tra archivi e fotografia contemporanea, in collaborazione con artisti e curatori di rilievo internazionale. www.glooscap.org

DOVE
Casa Cava
Via San Pietro Barisano, 47
75100, Matera

QUANDO
25-26 giugno 2016

COSTO D’ISCRIZIONE: 70 €
INFO E ISCRIZIONI:
mail@glooscap.org
www.glooscap.org
tel. 380 9092121

Proclamati i vincitori della tappa di Taranto di Portfolio Italia: Giuseppe Torcasio e Sara Masella

FIAF annuncia i vincitori del 13° FotoArte in Portfolio, seconda tappa del

Circuito FIAF “Portfolio Italia – Gran Premio Hasselblad”:

Giuseppe Torcasio con “Post.it” e

Sara Masella con “Articolo 27”


I lavori dei vincitori, assieme a quelli che saranno premiati in tutte le dieci tappe di Portfolio Italia, saranno esposti al CIFA in una grande mostra che sarà inaugurata il giorno 26 Novembre e concorreranno al premio finale di vincitore di PORTFOLIO ITALIA 2016

FIAF (www.fiaf.net), la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, annuncia i vincitori del 13° FotoArte in Portfolio, seconda delle dieci tappe di Portfolio Italia 2016 – Gran Premio Hasselblad, che si è tenuta a Taranto lo scorso 28 e 29 maggio, durante il weekend di apertura della più ampia manifestazione “FotoArte”, il “festival diffuso” della fotografia ideato dal circolo fotografico “Il Castello” e che si svolge ogni anno in Puglia tra le provincie di Taranto, Brindisi e Lecce (28 maggio – 25 giugno).

Ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento sono stati i fotografi Giuseppe Torcasio, 1° classificato con il progetto “Post.it” e Sara Masella, 2° classificata con il lavoro “Articolo 27”.


“Post.it” di Giuseppe Torcasio, fotografo lametino che ama raccontare nei suoi lavori la quotidianità che ci circonda ponendoci di fronte ad una regione dello spazio reale e concreta, si compone di una serie di fotografie di volti, gesti, azioni che si svolgono tutte in alcuni uffici postali del sud Italia. L’Autore ne è spettatore ma diviene al tempo stesso parte integrante della scena.
L’ufficio postale perde forma, da struttura si trasforma in fenomeno sociale che, nell’epoca dell’informatizzazione, preserva la presenza di un gruppo di persone maggiormente costituito da pensionati, extra comunitari, operai, casalinghe, gente semplice che continua ad animare questi luoghi svolgendo quelle operazioni che sempre più spesso si è abituati a compiere comodamente da un computer o da uno smartphone. L’ufficio postale ci appare quasi come una scatola che custodisce l’autenticità di alcuni gesti che sembrano appartenere a tempi passati.

Il lavoro di Giuseppe Torcasio è stato premiato per la completezza della sua indagine, la naturalezza dell’incontro e la semplicità dell’approccio, che rilevano che il luogo “ufficio postale” è anche un punto d’incontro di esperienze diverse eppur capaci di rivelare sia la quotidianità dei bisogni che il mantenimento di nuove e vecchie abitudini. Ritorna l’indagine fotografica al nostro modo di guardare al sociale carattere degli Italiani. Ritorna lo sguardo di Zavattini, Berengo Gardin e Crocenzi. Ancor quando l’Autore sviluppi la propria narrazione optando per un bianconero d’;antica maniera, utilizza però la novità tecnologica di uno smartphone che gli consente nuove modalità per incontrare in forma originale sia i protagonisti che il loro mondo.


“Articolo 27” di Sara Masella, tarantina, classe ’80 con una grande passione per la fotografia che vive come mezzo per esprimere il proprio vissuto, condividere un’emozione, fermare il tempo per una frazione di secondo per poi farlo vivere per sempre, è un progetto fotografico che illustra alcuni dei principali diritti dei bambini enunciati nella Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia (1989). Il titolo del lavoro richiama l’articolo relativo al Diritto al Sostentamento che, nel progetto fotografico, viene utilizzato come filo conduttore per descrivere, con immagini, tutti gli altri diritti enunciati nel testo della Convenzione. L’Autrice, mamma di due bambini, ha voluto così esorcizzare l’ansia perenne dei genitori di far mangiare i propri figli, raffigurando, attraverso l’utilizzo simbolico del cibo, alcuni diritti fondamentali dei bambini, tanto importanti quanto il diritto alla nutrizione.
In tal senso, utilizzando i suggerimenti e le intuizioni dei bambini medesimi ha scritto, nell’innocenza del bianco, le attese che giungono dai nostri bambini. La sequenza rende visibili, attraverso selezionati e correttissimi segnali, l’urgenza di un approccio ai diritti e ai doveri che vengono riconosciuti come tali attraverso una visione apparentemente infantile ma metaforicamente adulta. La giuria apprezza in particolar modo la scelta linguistica perseguita con tenacia dall’Autrice, motivata dal fatto che il lavoro è stato progettato pensando ai bambini, protagonisti ma anche destinatari come fruitori delle immagini realizzate, rese stimolanti per la loro fervida fantasia attraverso il colore, l’essenzialità e la semplicità, come deve essere per ogni norma.

Una menzione speciale è stata assegnata a Ulderico Tramacere per il lavoro “Cellophane” con la seguente motivazione: “Compagni di ogni profugo nel Mediterraneo e nel tempo degli uomini, si svelano strumenti ed elementi paradossali come l’industriale cellophane, il quale manifesta la disponibilità a diventare un tempio, una casa, una custodia, un riparo, un rifugio. La felice individuazione di un centro di interesse giornalistico consente al nostro autore di svolgere un racconto visivo lontano dalle rituali rappresentazioni, eppur disponibile alle scoperte e alle novità.
Buona la resa drammatica degli avvenimenti di cui conserva il dinamismo di un percorso fatto di speranza. La giuria accorda all’apprezzato lavoro la presente menzione ritenendo che il lavoro abbisogni di una sua completezza della quale è sicura e, in tal senso, confida”.

1 93 94 95 96 97 111
0 0,00
Go to Top