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Sette workshop per sette fine settimana | Fondazione Fotografia Modena

Anche quest’anno la Fondazione Fotografia Modena ha strutturato un folto programma di workshop e laboratori ‘tecnici’ condotti da docenti specializzati: dal reportage all’architettura, dal video alla tecnica fotografica, dalla fotografia di scena a quella creativa, i sette appuntamenti, in calendario da aprile a novembre, sono stati concepiti in modo da offrire nuovi stimoli a professionisti, amatori e principianti che vogliano approfondire aspetti specifici del lavoro basato sulle immagini. FoFoModena

Articolati su un arco di 2/3 giorni e concentrati nel fine settimana, i workshop sono riservati a piccoli gruppi – da un minimo di 7 ad un massimo di 15 partecipanti – così da consentire la frequenza anche a chi ha già un’attività lavorativa e favorire una stretta interazione con i docenti, selezionati tra artisti ed esperti di fotografia di alto livello.
Trovate qui il calendario completo.

WORKSHOP EFREM
Immagine da un workshop di Efrem Raimondi. Foto © Efrem Raimondi

 

Info:

tel. 059 224418,

mail formazione@fondazionefotografia.org

I vincitori del concorso “3 scatti x 100 anni: Milano allora, ieri oggi”

da CLP Relazioni Pubbliche


Milano, Piccolo Teatro Grassi – Chiostro Nina Vinchi

Adele Gualdoni, Maurizio Consentino e Carlo Maria Cafferini

sono i vincitori del contest fotografico

3 scatti x 100 anni: Milano, allora, ieri e oggi

Le loro immagini sono state selezionate tra le più di 800 che gli oltre 160 partecipanti hanno scattato per raccontare i cambiamenti del paesaggio urbano del capoluogo lombardo. Gli scatti vincenti sono in mostra al Piccolo Teatro Grassi, insieme alle foto d’epoca dell’Archivio Alinari e a quelle Anni Settanta di Pigi Rabolini, fino al 26 marzo.

Adele Gualdoni, Maurizio Consentino, Carlo Maria Cafferini sono i tre vincitori della prima edizione del contest fotografico “3 scatti x 100 anni – Milano, allora, ieri e oggi”, che ha chiesto agli amanti della fotografia di raccontare per immagini il volto in mutamento del capoluogo lombardo. Partendo da un illustre precedente: il reportage realizzato negli Anni Settanta da Pigi Rabolini, entusiasta fotoamatore cui il contest è dedicato, che immortalò i luoghi iconici di Milano ricreando le identiche inquadrature che compaiono in un celebre fondo di inizio secolo custodito nell’archivio Alinari.

 index

Adele Gualdoni (Milano, 1998; studia al Liceo Classico “Manzoni” di Milano) vince nella categoria Reportage (primo premio 5.000 euro) riservata agli studenti delle scuole medie superiori, delle università e delle scuole di fotografia. I partecipanti a questa sezione erano chiamati a ripercorre nella sua interezza l’itinerario seguito a suo tempo da Rabolini, osservando le mutazioni avvenute nei medesimi scorci della città a loro tempo ritratti dal reporter e prima ancora negli scatti custoditi nell’archivio Alinari.

Maurizio Consentino (Milano, 1965; odontotecnico, fotografo amatore dal 2012) vince nella categoria Sguardi (primo premio 2.000 euro). I partecipanti a questa sezione erano invitati a scegliere uno dei venti punti della città oggetto dell’indagine di Rabolini e a reinterpretarlo con un singolo scatto, concentrandosi in  modo specifico sulla qualità artistica dell’immagine e sul suo valore creativo. La fotografia inviata da Consentino presenta una veduta notturna della rinnovata Darsena, con le installazioni luminose di recente collocazione a specchiarsi nell’acqua del Naviglio.

Carlo Maria Cafferini (Piacenza, 1985; laureato a Milano in Scienze Internazionali) vince nella categoria Visioni (primo premio 2.000 euro). I partecipanti a questa sezione avevano la possibilità di presentare fino a un massimo di tre scatti dedicati ad uno qualsiasi dei punti che simboleggino la Milano che guarda al futuro. Il progetto di Cafferini si è concentrato sull’area tra la Stazione Centrale e il quartiere di Porta Nuova Varesine, leggendo nelle differenze dei dettagli architettonici di edifici iconici – dal nuovo Palazzo della Regione alla Torre Galfa – un’ideale linea del tempo capace di raccontare gli ultimi decenni della città.

Le fotografie vincitrici sono esposte insieme alle foto storiche di inizio ‘900 e a quelle degli anni ’70 nella cornice del Piccolo Teatro Grassi (Chiostro Nina Vinchi, via Rovello 2), dal 15 al 26 marzo 2016.

La giuria chiamata a definire i progetti vincenti nelle tre diverse sezioni era composta dal fotografo Aurelio Amendola, dalla presidente della Fondazione Pasquinelli Giuseppina Antognini, dalla presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano Valeria Bottelli, dal direttore del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa Sergio Escobar, dal presidente dell’Associazione Chiamale Storie Alberto Maggi, dall’avvocato milanese Antonio Lodovico Magnocavallo, dalla Presidente della Fondazione del Salone Internazionale del libro di Torino Giovanna Milella e dalla responsabile Archivi digitali e progetti speciali dell’Archivio fotografico Fratelli Alinari Rita Scartoni.

Il contest fotografico 3 scatti x 100 anni – Milano, allora, ieri e oggi è ideato dall’Associazione Chiamale Storie, promotrice del progetto memoMI, il sito web che racconta la memoria di Milano; il contest è stato realizzato con la collaborazione del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e l’Archivio fotografico Fratelli Alinari e il patrocinio di Città metropolitana di Milano e Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano.

Milano, dal 15 al 26 marzo 2016
3 scatti x 100 anni – Milano, allora, ieri e oggi
Piccolo Teatro Grassi, Chiostro Nina Vinchi – via Rovello, 2
Orari: 9:00 – 22:00
Ingresso libero

www.milano3x100.it

Maurizio Orrico in mostra alla Torre Velasca di Milano

© Maurizio Orrico

Maurizio Orrico
URBAN LIGHT

Dal 15 al 24 marzo 2016 lo Spazio Museo Torre Velasca ospita Urban Lights, mostra che presenta cinque tele con neon applicati, una scultura, una serie di fotografie proiettate di Maurizio Orrico (Cosenza, 1962), artista che partendo dalla fotografia si muove sui sentieri dell’installazione e della video arte. L’appuntamento rientra nel programma di eventi culturali La Velasca in Velasca, ideato per omaggiare attraverso i più diversi linguaggi dell’arte ad uno dei simboli del paesaggio urbano milanese, icona percepita come reale segno distintivo e identitario della città.

© Maurizio Orrico
© Maurizio Orrico

Orrico conduce con le opere – in parte inedite e realizzate per l’occasione – una duplice riflessione. Da un lato osserva con uno sguardo laterale, scegliendo coni ottici e prospettive lontane da quelle consuete, scorci di architetture del passato che pure continuano a segnare in modo deciso il volto della città, benché spesso dimenticate o forse semplicemente date per scontate; dall’altro riflette sull’irrisolta tensione tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda, sull’azione spesso aggressiva che la società compie sul paesaggio.

Una doppia visuale, quella proposta da Orrico, esplicitata a titolo esemplificativo in “Subway Stop”, tra i lavori esposti in mostra. Il profilo della Torre Velasca, fotografato con toni notturni da una prospettiva fortemente scorciata, viene riportato su tela e arricchito da interventi pittorici, infine sottolineato da inserti luminescenti che accentuano elementi particolarmente simbolici. Il profilo stesso della torre che nel rimando a quella del Filarete, che costituisce l’ingresso al Castello Sforzesco, getta un ponte tra il passato e il presente di Milano; e infine la M che contrassegna l’adiacente fermata della metropolitana. La lettera allude certo al nome della città, ma in modo molto più sottile a quello del campo di concentramento di Mauthausen, dove Lodovico Barbiano di Belgiojoso e Gian Luigi Banfi – con Peressut e Nathan Rogers fondatori del gruppo BBPR che avrebbe negli Anni Cinquanta disegnato la Velasca – furono internati. L’opera assume allora un ulteriore significato, con particolare riferimento alla figura di Banfi, che morì durante la prigionia.

In contemporanea con l’esposizione delle opere di Orrico e in un ideale dialogo con esse, nella hall della Torre viene esposta la fotografia Velasca and Clouds, con cui William Batsford si è classificato terzo nella categoria Cityscape all’edizione 2015 dell’International Photography Award.

La mostra Urban Lights nello Spazio Museo e l’esposizione di Velasca and Clouds nella hall, costituiscono un ulteriore tassello del processo di valorizzazione della Torre Velasca fortemente voluto dal Gruppo Unipol, dal 2012 proprietario dell’immobile. Un processo iniziato con Opening Velasca durante il periodo di Expo che intende rimettere di nuovo al centro del dibattito culturale la Torre Velasca riportandola ad essere una delle protagoniste della realtà non solo milanese ma nazionale.

Torre Velasca torna così ad essere di nuovo un luogo di cultura, confronto e sperimentazione proprio grazie al nuovo impulso dato dal Gruppo Unipol.

Torre Velasca è parte di Urban Up, il progetto di riqualificazione immobiliare del Gruppo Unipol volto a valorizzare alcuni tra i più importanti edifici del Gruppo.


MAURIZIO ORRICO – Nasce a Cosenza nel 1962. Nei primi anni novanta i frequenti viaggi negli Stati Uniti lo portano a realizzare importanti mostre collettive, tra cui la sua prima personale a New York nel 1994. Dopo l’esordio pittorico, si concentra sulla fotografia analogica e digitale e sull’utilizzo di altri mezzi espressivi quali la scultura, installazione e video art. È tra i membri fondatori del PSL (Pluri Sensorial Laboratory), un laboratorio che si occupa di tecniche relative alla riduzione di anomalie percettive. Questo laboratorio inizia attraverso una ricognizione sistematica del “concetto sensoriale”: un concetto limitativo per i portatori di sensi. Il laboratorio PSL indaga e apre la ricerca verso un lavoro continuo sulle “tecniche di presentazione”, definite come ampliamento del quadro o spettro sensoriale. La rappresentazione e la costruzione della galleria tattile, vuole semplicemente ricordare, anche, il contributo di artisti come Degas, Munch, Monet, Farrel, Meyron e Silvestro Lega, a loro modo tutti diversamente abili.

Info

URBAN LIGHTS
Milano, Spazio Museo Torre Velasca, p.zza Velasca, 5
15 – 24 marzo 2016
Orari: da lunedì a venerdì, 17.30 – 21.00
Ingresso libero

Canon EOS 1300D – Gallery in anteprima

Canon presenta la nuova fotocamera relfex EOS 1300D dotata di sensore da diciotto megapixel. Sarà disponibile da aprile al prezzo accessibile di 390 (solo corpo).

Duttile, funzionale, economica e semplice da utilizzare, è l’ideale per chi ama fotografare in scioltezza senza rinunciare alla qualità.

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Robert Doisneau: Le merveilleux quotidien

© Robert Doisneu -Le baiser de l'hotel de ville, Paris 1950

di Alessandro Curti


 

Monza si traveste da Parigi: arriva un grande evento espositivo, realizzato da Fratelli Alinari, che racconta i primi quarantaquattro anni di carriera di Robert Doisneau (dal 1929 al 1973) in ottanta fotografie originali. Curioso per natura, osservatore attento, fu uno straordinario narratore di storie quotidiane e, prim’ancora, un implacabile analizzatore della vita della capitale francese. Le sue immagini, pregne di riflessioni e di emotività e, al contempo, leggere, semplici e autentiche, appaiono riferirsi – delle volte – a un mondo ideale, gentile e ricco d’amore; a un universo di baci rubati, di sguardi e di sorrisi, di momenti di relax e di giochi infantili.

Delle ottanta fotografie esposte, oltre cinquanta sono proposte al pubblico per la prima volta in Italia. All’interno delle belle sale dell’Arengario di Monza numerosi testi originali e testimonianze video accompagneranno lo spettatore nella conoscenza del fotografo francese. Piccola rarità: sarà esposta la mitica Rolleiflex Standard Alt utilizzata da Doisneau in moltissimi lavori.

Info:

Luogo: Arengario di Monza, Piazza Roma – 20090 Monza
Ingresso: 9 euro
Tel: 02.36.63.86.00.
Email: press@alinari.it
Web: www.arengariomonzafoto.com

NEPAL TODAY – Workshop di fotografia con Shobha dal 20 al 29 maggio

Maternità in Nepal

NEPAL TODAY è il prossimo workshop di fotografia con Shobha in Nepal: “fotografie come  doni da consegnare al mondo”.
Racconteremo, la ricostruzione del Nepal attraverso storie di donne, uomini e bambini di diverse etnie, fotograferemo la ricorrenza più popolare del Buddismo: “Il compleanno di Buddha”.

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@ Shobha

Monache e monaci tibetani giungeranno da tutta l’Asia, per riunirsi in preghiera intorno allo Stupa di Boudhanath, tra incensi, mantra e bandierine al vento, come mille benedizioni sul Nepal.

L’obiettivo del workshop sarà di raccontare la forza d’animo di un popolo che vuole ricominciare a vivere e ricostruire il proprio paese.

Gli ultimi giorni ci dedicheremo all’editing e alla post-produzione, raggiungeremo con un bus locale, con strade magnifiche da togliere il fiato, il meraviglioso lago di Pokhara, dove potremo ammirare una delle più belle vedute sull’Himalya e lavorare in uno spazio di totale silenzio.

Una parte della quota d’iscrizione al workshop sarà devoluta a una ONG locale di Kathmandu a sostegno della  popolazione.

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IL WORKSHOP:

Durata: 9 giorni

Max. 7 partecipanti

Per informazioni sul programma e prenotazioni:

www.motherindiaschool.it

Soraya Gullifa: +91 9168201067 (India)

sorayamotherindia@gmail.com

SHOBHA

www.shobha.it

PAOLA MATTIOLI: mémoires d’Afrique | 12 marzo – 7 aprile 2016

Opening sabato 12 marzo alle ore 19

“Viaggiare significa spostamento e nomadismo. Sotto le ali protettive di un angelo custode o le furiose spinte del demone. Nel caso dell’arte entrambe le figure accompagnano le peripezie dell’artista, geografica e mentale. Questo avviene anche nel caso di Paola Mattioli e Sarenco,entrambi protagonisti di un felice safari, che significa infatti viaggio, nel cuore dell’Africa, dal Kenya allo Zimbabwe, dal Senegal al Sudafrica.
Entrambi hanno praticato forme di nomadismo complementare, utilizzando diversi specifici, dalla fotografia alla letteratura, dalla parola alla poesia. Il risultato è un reportage intenso e sorprendente di un territorio profondo ed irriducibile come l’Africa, in cui prevale l’immagine come tramite tra la natura e lo spirito, l’apparizione di figure che sono sempre tramite del vivere quotidiano e della morte universale.
(…) Paola Mattioli, che pratica da molti anni una tangenza con il mondo dell’arte, introduce nell’ambito dell’immagine fotografica la torsione che appartiene alla storia della pittura, adoperando rigorosamente gli strumenti del linguaggio fotografico. Si mette nella posizione del duello, nella frontalità istituzionale del fotografo di fronte al dato, ma non lascia scattare il dito sulla macchina precipitosamente, bensì promuove una serie di relazioni e di rispecchiamenti, per cui arriva all’immagine mediante un rallentamento mentale e l’assunzione di una posizione di lateralità rispetto al proprio mezzo (…)”.
Achille Bonito Oliva
in Paola Mattioli e Sarenco, Mémoires d’Afrique, Fondazione Sarenco-Adriano Parise Editore, 2013

Info:

Wave Photogallery

Via Trieste 32/a

25121 Brescia – Italy

Tel. +39 030 29 43 711

Apertura: martedi’-sabato 15-19:30

ELISABETH BIONDI: Workshop #2 photo editor a Lecce | LO.FT

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Elisabeth Biondi è stata Visuals Editor del The New Yorker per 15 anni fino a quando ha lasciato la redazione nel 2011 per lavorare come curatrice indipendente, scrittrice e insegnante.
E’ stata una consulente di fotografia per la rivista Stern, uno dei più grandi newsweeklies della Germania.

E’ stata membro di giuria per il World Press Photography Awards e il Sony World Photography Awards, oltre ad aver preso parte a numerose giurie nazionali e internazionali di fotografia e di letture portfolio. È consulente senior per le Tesi di livello avanzato presso SVA Graduate School di New York.

Nata e cresciuta in Germania, Elisabeth ha iniziato a lavorare con i fotografi per la rivista Geo, versione più contemporanea del National Geographic, lanciata negli Stati Uniti. La rivista ha vinto molti premi per la fotografia e il design.
Successivamente ha iniziato a lavorare per Vanity Fair, e come direttore della sezione di fotografia, si è concentrata sulla ritrattistica vivace e divertente, aspetto diventato poi importante per il successo della rivista.
Dopo sette anni di Vanity Fair, Elisabeth ritorna in Germania a lavorare per Stern.


 

GIORNO I – 1/04/2016
Elisabeth Biondi presenterà il suo lavoro nelle redazioni dei magazine con cui ha collaborato.
Saranno poi gli studenti a presentarsi e a descrivere il proprio progetto fotografico. Ciascuno sarà invitato a parlare, inoltre, delle proprie esperienze e del coinvolgimento nel campo della fotografia, cosa li ha spinti a partecipare al workshop e quali sono le aspettative rispetto al laboratorio.


GIORNO II – 2/04/2016
Verranno analizzati i singoli progetti dei partecipanti ed Elisabeth editerà ogni lavoro, motivando, naturalmente, le scelte prese. Gli studenti saranno invitati a partecipare attivamente alla fase di editing.



GIORNO III – 3/04/2016
Verrà analizzato il mercato fotografico e si cercherà di capire quali sono le dinamiche di fruizione e diffusione commerciale di un progetto fotografico: riviste, gallerie, blog, siti web, e premi.
Ogni partecipante sarà in grado di identificare quali siano i passi da compiere per raggiungere l’obiettivo prefissato.


MATERIALE RICHIESTO
-Il portfolio dei lavori che si vorranno sottoporre alla photoeditor (saranno accettati file digitali, fotografie stampate e book dummy ). È consigliabile portare una selezione ampia deile fotografie che compongono il progetto (consigliamo di organizzare le immagini in due cartelle: A prima scelta, B seconda scelta).
-Una breve descrizione del progetto
-Un pc e un hard disk esterno.
-Un adattatore internazionale se si dispone di più dispositivi da caricare

INFORMAZIONI
– durata: 3 giorni
– date: da venerdì 1 aprile a domenica 3 aprile 2016
– orari: dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17
– dove: presso gli spazi di LO.FT – Locali Fotografici in Via Simini, 6/8, Lecce

N.B.: Il workshop è aperto a un massimo di 10 studenti di tutte le età e di ogni provenienza, ai fotografi professionisti e amatori, studenti e entusiasti. Alla fine del workshop, ogni studente riceverà un attestato di partecipazione firmato da Elisabeth Biondi.
Il workshop sarà in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano grazie alla presenza di un traduttore durante le lezioni.

Contatti: localifotografici@gmail.com e photo.nystories@gmail.com

MIA PHOTO FAIR, torna a Milano la fiera della fotografia dal 29 aprile al 2 maggio

Milano, The Mall – Porta Nuova Varesine | Dal 28 aprile al 2 maggio 2016

MIA PHOTO FAIR

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Torna con la sua sesta edizione la fiera della fotografia d’arte diretta
da Fabio Castelli e Lorenza Castelli

Press preview giovedì 28 aprile ore 11.30

80 gallerie con 230 artisti provenienti da dodici diverse nazioni del mondo, 20 artisti indipendenti e 15 editori specializzati: questi i numeri della sesta edizione di MIA Photo Fair, la fiera dedicata alla fotografia d’arte ideata e diretta da Fabio Castelli, in programma a The Mall, centro polifunzionale nel quartiere di Porta Nuova Varesine a Milano, da giovedì 28 aprile, giornata di inaugurazione a inviti, a lunedì 2 maggio 2016.

MIA Photo Fair, col patrocinio della Regione Lombardia, della Città Metropolitana di Milano e del Comune di Milano, può contare sul contributo dei main sponsor BNL Gruppo BNP Paribas e Lavazza  e dello Sponsor Eberhard & Co.

Forte del successo ottenuto nel 2015 (con oltre 22.000 visitatori), MIA Photo Fair sceglie di prolungare il proprio periodo di apertura, accogliendo il pubblico dal giovedì e proseguendo fino al lunedì. Confermato il format canonico della fiera, che alla partecipazione delle gallerie – libere di esporre collettive o progetti monografici – associa Proposta MIA, con una selezione di fotografi che presentano il proprio lavoro individualmente.

PREMI

PREMIO BNL Gruppo BNP Paribas – Si rinnova per il quinto anno consecutivo il rapporto tra MIA Photo Fair e BNL Gruppo BNP Paribas, main Sponsor della manifestazione. Viene quindi istituito, anche per il 2016, il Premio BNL Gruppo BNP Paribas, assegnato da una giuria qualificata ai fotografi che prendono parte alla fiera esponendo con le proprie gallerie di riferimento. Le opere finaliste verranno pubblicate su bnl_cultura, l’account Instagram di BNL dedicato all’arte e alla fotografia. L’opera vincitrice entrerà a far parte del patrimonio artistico della Banca,  che ad oggi conta oltre 5.000 opere.

PREMIO ARCHIVI “Tempo ritrovato – fotografie da non perdere” sostenuto da Eberhard & Co. – Dopo l’edizione speciale dell’anno passato, che affrontando l’esperienza di Giuseppe Pellizza da Volpedo aveva interrotto il filo cronologico avviato con l’indagine sugli Anni Cinquanta prima e Sessanta poi, riprende il proprio corso naturale il Premio Archivi “Tempo ritrovato – fotografie da non perdere” , ideato con la collaborazione di  Io Donna  e  supportato dalla Maison svizzera di orologeria che da quattro anni sostiene il progetto. L’iniziativa, vero e proprio unicum nel panorama italiano,  promuove la riscoperta e la tutela dei fondi che documentano l’attività dei grandi fotografi italiani, contribuendo a preservarne e diffonderne la memoria. L’edizione 2016 si rivolge agli Anni Settanta, momento fondamentale per l’imporsi di correnti di pensiero che avrebbero segnato in modo decisivo il modo di fare informazione attraverso l’immagine.

PREMIO Massimo Gatti – MIA Photo Fair istituisce insieme alla galleria Glauco Cavaciuti Arte di Milano la prima edizione di un premio intitolato alla memoria di Massimo Gatti, fotografo scomparso nello scorso mese di novembre. All’artista che verrà ritenuto più meritevole tra quelli partecipanti alla sezione Proposta MIA verranno offerti un premio in denaro e l’allestimento di una personale negli spazi della stessa galleria Cavaciuti.

PROGRAMMA CULTURALE
Arricchisce l’appuntamento con MIA Photo Fair un fitto programma di talk e dibattiti che affrontano i temi di maggiore attualità tra i tanti che coinvolgono il mondo della fotografia.  Tra questi l’incontro, realizzato in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, dedicato alla forza dell’immagine come linguaggio per raccontare il fenomeno dei processi migratori che stanno cambiando l’Europa. Un processo affrontato attraverso il lavoro di artisti e reporter come Liu Bolin, Massimo Sestini, Fabio Bucciarelli, Silvia Camporesi e Corrado Levi.

La quinta edizione di MIA Photo Fair nel consueto focus dedicato al collezionismo, presenta tre appuntamenti speciali a cura di Sabrina Donadel, che nelle giornate di venerdì, sabato e domenica incontrerà  tre coppie di collezionisti, compagni nella vita e uniti dalla passione per la fotografia: Pier Luigi e Natalina Remotti, Giovanni e Anna Rosa Cotroneo, Gaetano e Barbara Maccaferri.

L’area talk dove ha luogo il programma culturale è oggetto di uno speciale progetto allestitivo, ideato e realizzato grazie all’intervento di un gruppo di giovani talenti creativi coordinati dall’Institute for Production of Wonder insieme a Cassina, sotto la guida della direzione creativa di Patricia Urquiola

PROGETTI SPECIALI

LAVAZZA dedicherà lo spazio del proprio Caffè Artistico a una mostra di preziose opere fotografiche provenienti dall’Archivio Mario De Biasi, un tributo a uno dei più grandi interpreti del fotoreportage giornalistico a livello internazionale. La selezione delle immagini, curata da Enrica Viganò, membro del Comitato Scientifico di MIA Photo Fair, e da Silvia De Biasi, responsabile dell’Archivio Mario De Biasi, raccoglie scatti che illustrano situazioni diverse e lontane tra loro, all’interno dei quali il rito del caffè è sempre protagonista.

36 immagini che raffigurano figure di spicco, celebrità, scrittori, musicisti, attori, persone comuni in luoghi differenti, dai locali alla moda di New York all’Australia da Milano all’Iran.

Un omaggio all’energia che questa bevanda infonde a tutte le latitudini.

MIA Photo Fair ospita il progetto espositivo realizzato da Luca Gilli, vincitore del Premio BNL Gruppo BNP Paribas nel 2014, per ICE Yachts, azienda di cantieristica navale leader nel campo della vela che sviluppa programmi speciali legati all’uso delle nuove tecnologie. Attraverso il suo obiettivo, Gilli racconta le diverse fasi della nascita di un’imbarcazione di ultima generazione, trovando il punto di incontro tra il sapere di una artigianalità antica e le più avveniristiche soluzioni rese possibili dalla contemporaneità.

CODICE MIA

MIA Photo Fair conferma la sua visione orientata al futuro proseguendo l’esperienza di CODICE MIA, ideato da Enrica Viganò come originale forma di portfolio review. Una selezione di artisti scelti dalla fiera stessa avranno l’opportunità di discutere il proprio lavoro con un panel di collezionisti, curatori, art advisor italiani e stranieri:
Pedro Barbosa, collezionista – Saõ Paulo, Brasile

Peter Coeln, collezionista – Vienna, Austria

Elaine Goldman, collezionista – New York, USA

Jim Grover, collezionista – Londra, Gran Bretagna

Charles Jing, collezionista – Atlanta, USA

Annamaria e Antonio Maccaferri, collezionisti – Bologna, Italia

Massimo Perazzo, collezionista – Milano, Italia

Nissan Perez, art advisor e curatore – Tel Aviv, Israel

Jeff Rosenheim, curatore responsabile della collezione di Fotografia del Metropolitan Museum of Art – New York, USA

Maria Sukkar, collezionista – Londra, Gran Bretagna

 

Tra tutti gli artisti che parteciperanno alle sessioni di confronto e discussione ne verrà scelto uno, premiato con la possibilità di esporre il proprio lavoro nella sezione Proposta MIA dell’edizione 2017.

Milano, febbraio 2016

MIA Photo Fair 2016

The Mall – Milano Porta Nuova

P.zza Lina Bo Bardi

29 aprile – 2 maggio

 

Informazioni

Segreteria Organizzativa MIA Photo Fair

Via San Vincenzo 22 – 20123 Milano

Tel. / Fax +39.0283241412

 

Ufficio Stampa

CLP Relazioni Pubbliche – Francesco Sala, tel. 02.36755700; francesco.sala@clponline.it

Oliviero Toscani si racconta in un documentario

Chi è Oliviero Toscani? Sicuramente il fotografo italiano più discusso, il più amato e il più odiato.

Denis Curti in un’intervista apparsa su IL FOTOGRAFO lo ha definito “…un fiume in piena e come l’acqua non è mai spigoloso. Piuttosto è fluido e generoso, accogliente. Polemico per ruolo, ma in modo divertente.
Insomma è uno che cerca e accetta le sfide. Non teme il confronto e i nemici non esistono: solo avversari.
Resta il fatto che qualsiasi cosa (foto) faccia o dica è destinata a finire in polemica”.
Andiamo a scoprire il suo lavoro, i retroscena e i suoi pensieri in questo video documentario prodotto da Sky Arte.

Helmut Newton a Venezia – Casa dei Tre Oci

Bergstrom over Paris, 1976 © Helmut Newton Estate

HELMUT NEWTON

WHITE WOMEN – SLEEPLESS NIGHTS – BIG NUDES

TRE OCI – VENEZIA dal 07.04 al 07.08.2016

La Casa dei Tre Oci, un progetto di Fondazione di Venezia, condotto in partnership con Civita Tre Venezie, con questa mostra conferma il proprio ruolo nel panorama della cultura artistica e della fotografia in particolare, con i propri spazi esclusivamente dedicati alla fotografia.

Dal 7 aprile al 7 agosto 2016, la mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes presenta, per la prima volta a Venezia, oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei fotografi più importanti e celebrati del Novecento.

L’esposizione, curata da Matthias Harder e Denis Curti, organizzata da Civita Tre Venezie in collaborazione con la Helmut Newton Foundation, è frutto di un progetto, nato nel 2011 per volontà di June Newton, vedova del grande fotografo.

La rassegna raccoglie le immagini di White Women, Sleepless Nights e Big Nudes, i primi tre libri di Newton pubblicati alla fine degli anni ‘70, volumi oggi considerati leggendari e gli unici curati dallo stesso Newton.

Nel selezionare le fotografie, Newton mette in sequenza, l’uno accanto all’altro, gli scatti compiuti per committenza con quelli realizzati liberamente per se stesso, costruendo una narrazione in cui la ricerca dello stile, la scoperta del gesto elegante sottendono l’esistenza di una realtà ulteriore, di una vicenda che sta allo spettatore interpretare.

White Women

In White Women, pubblicato nel 1976, Newton sceglie 81 immagini (42 a colori e 39 in bianco e nero), introducendo per la prima volta il nudo e l’erotismo nella fotografia di moda. In bilico tra arte e moda, gli scatti sono per lo più nudi femminili, attraverso i quali presentava la moda contemporanea. Queste visioni trovano origine nella storia dell’arte, in particolare nella Maya desnuda e nella Maya vestida di Goya, conservati al Prado di Madrid.

La provocazione lanciata da Newton con l’introduzione di una nudità radicale nella fotografia di moda è stata poi seguita da molti altri fotografi e registi e rimarrà simbolo della sua personale produzione artistica.

Sleepless Nights

Sono ancora le donne, i loro corpi e gli abiti, i protagonisti di Sleepless Nights, pubblicato nel 1978. In questo caso, però, Newton si avvia a una visione che trasforma le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage quasi da scena del crimine. È un volume a carattere più retrospettivo che raccoglie 69 fotografie (31 a colori e 38 in bianco e nero) realizzate per diversi magazine (Vogue, tra tutti) ed è quello che definisce il suo stile rendendolo un’icona della fashion photography.

I soggetti, generalmente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici, donne bardate con selle in cuoio, nonché manichini per lo più amorosamente allacciati a veri esseri umani, vengono colti sistematicamente fuori dallo studio, spesso in atteggiamenti provocanti, a suggerire un uso della fotografia di moda come puro pretesto per realizzare qualcosa di totalmente differente e molto personale.

Big Nudes

Con questo volume del 1981, Newton raggiunge il ruolo di protagonista nella storia dell’immagine del secondo Novecento.

I 39 scatti in bianco e nero di Big Nudes inaugurano una nuova dimensione della fotografia umana: quella delle gigantografie che, da questo momento, entrano nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo.

Nell’autobiografia dell’artista pubblicata nel 2004, Newton spiega come i nudi a figura intera ripresi in studio con la macchina fotografica di medio formato, da cui ha prodotto le stampe a grandezza naturale di Big Nudes, gli fossero stati ispirati dai manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF (Rote Armee Fraktion).


INFO

Sede

Casa dei Tre Oci

Fondamenta delle Zitelle, 43
30133 Giudecca – Venezia

Vaporetto

Fermata Zitelle

Da piazzale Roma e dalla Ferrovia linea 4.1 – 2

Da San Zaccaria linea 2 – 4.2

Orari

Tutti i giorni 10– 19; chiuso martedì
tel. +39 041 24 12 332
info@treoci.org
www.treoci.org

1 93 94 95 96 97 99
0 0,00
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