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Foto sempre nitidissime: i sette consigli

Miglioriamo la nostra abilità di fotografi in sette semplici passi

Le reflex moderne sono progettate per renderci la vita più facile e per permetterci di scattare foto nitidissime in qualunque condizione. Tuttavia, le numerose modalità di messa a fuoco automatica (AF) e di stabilizzazione dell’immagine che abbiamo a disposizione possono risultare fin troppo complicate da gestire, a tal punto che i principianti spesso si sentono disorientati e demoralizzati quando scoprono che i loro scatti non sono sempre a fuoco come si aspettavano. Purtroppo, non c’è nulla che si possa fare per recuperare una foto sfocata: nessun trattamento in Photoshop riuscirà a renderla di nuovo nitida! Le reflex di ultima generazione sono equipaggiate con sistemi autofocus molto sofisticati, quindi non c’è da sorprendersi se i meno esperti fanno fatica a controllare alcune funzioni della loro fotocamera e spesso non riescono a ottenere il risultato voluto.
Per questo motivo abbiamo riassunto in sette semplici passi tutto ciò che c’è da sapere per catturare immagini sempre a fuoco. I risultati sono garantiti!

Le modalità di messa a fuoco

  1. Modalità Autofocus:  per prima cosa è necessario impostare correttamente l’autofocus (AF). La maggior parte delle reflex offre tre modalità di autofocus, ma sono due quelle davvero utili: l’AF Singolo per i soggetti immobili e l’AF Continuo per quelli in movimento. Esiste anche una funzione che permette di passare dalla modalità AF Singolo ad AF Continuo nel momento in cui il soggetto inizia a muoversi, ma non è sempre efficace, quindi è meglio concentrarci sulle altre due. Quando premiamo a metà corsa il pulsante di scatto in modalità AF Singolo, la fotocamera mette a fuoco una volta sola, mentre in modalità Continua l’autofocus regola continuamente il fuoco per seguire i movimenti del soggetto.
  2. Selezioniamo i punti AF: non affidiamoci alla modalità automatica di selezione dell’area di messa a fuoco. Con questa impostazione la macchina metterà a fuoco quanto si trova più vicino a noi, e questo significa che potrebbe procedere anche su qualcosa che non ci interessa. Meglio scegliere manualmente i punti AF: in questo modo potremo decidere quale parte della scena o quale soggetto mettere a fuoco e usare un pizzico di creatività in più, ad esempio scegliendo un punto AF diverso da quello centrale.

  3. Giù le mani dalla fotocamera!  Sembra incredibile, ma la semplice pressione del dito sul pulsante di scatto può essere la causa di una foto sfocata, anche quando usiamo un treppiede. Questo problema è ancora più evidente quando impostiamo tempi lunghi, di notte oppure in condizioni di scarsa luminosità. Per eliminarlo, sfruttiamo un sistema di scatto remoto oppure l’autoscatto impostato su un tempo da 2 a 10 secondi — sufficiente affinché le vibrazioni trasmesse dalle nostre mani alla fotocamera si esauriscano.

  4. Usiamo il Live View per i paesaggi: possiamo controllare la messa a fuoco dal primo piano allo sfondo sfruttando il display LCD. Montiamo la fotocamera sul treppiede e spegniamo lo stabilizzatore d’immagine. Poi scegliamo la messa a fuoco manuale e la modalità Live View, impostando un’apertura stretta, vicina a f/16. Ruotando l’anello sulla lente mettiamo a fuoco circa a un terzo dell’inquadratura, quindi ingrandiamo l’immagine x5 o x10 sullo schermo e usiamo il cursore per muoverci al suo interno. Se necessario regoliamo un po’ la messa a fuoco per garantire la massima profondità di campo, dal primo piano allo sfondo.

  5. Stabilizzatore: acceso o spento? Molti obiettivi oggi sono dotati di stabilizzatore d’immagine (IS). L’IS ci consente di ottenere immagini nitide con tempi di posa fino a 3 o 4 volte più lunghi ed è quindi un ottimo strumento per mettere a fuoco in condizioni di luce scarsa. Ad esempio, se normalmente senza stabilizzatore utilizzeremmo una velocità di scatto pari ad almeno 1/250 di sec per assicurarci una foto a fuoco, un IS da 4 stop ci permetterà di ottenere lo stesso risultato anche a 1/15 di sec (tenendo comunque la macchina ben ferma!). Quando usiamo il treppiede, invece, di solito è consigliabile spegnere lo stabilizzatore, poiché il movimento dei giroscopi su cui si basa il sistema IS paradossalmente potrebbe introdurre della sfocatura indesiderata. Non è così per le ottiche più recenti, capaci di “accorgersi” della presenza del treppiede.

  6. Usiamo il treppiede: se amiamo la fotografia naturalistica ci troveremo spesso a scattare in condizioni di scarsa luminosità, all’alba o al tramonto, per garantirci risultati migliori. Se vogliamo anche utilizzare un’apertura stretta per ottenere la massima profondità di campo, questi due fattori combinati insieme ci costringeranno a velocità di scatto troppo basse a mano libera, anche con lo stabilizzatore attivo. Avremo bisogno di utilizzare un treppiede per mantenere la macchina ferma e avere immagini nitide. Tempi di posa più lunghi ci consentiranno di sfocare gli specchi d’acqua e il cielo, regalando alle nostre foto un senso di movimento e vivida realtà. Usiamo un filtro ND per allungare ulteriormente i tempi e incrementare l’effetto.

  7. Il diaframma perfetto: ogni obiettivo ha un’apertura di diaframma ottimale che consente di ottenere la massima nitidezza per quella data ottica. Di solito corrisponde al valore a metà del range di apertura (da f/8 a f/16) mentre la nitidezza viene meno alle minime e massime aperture possibili, come f/22 e f/2.8. L’apertura che sceglieremo non influenzerà solo la profondità di campo, ma anche la definizione dei nostri scatti in tutta l’inquadratura. Quando fotografiamo paesaggi oppure quando realizziamo close-up di un certo tipo, se pretendiamo il massimo della nitidezza è bene impostare l’apertura ottimale dell’obiettivo.

L’articolo completo sullo speciale Fotografare Animali & Natura 

Fotografie e diritti d’autore: come si inseriscono

Come inserire i diritti d’autore sui propri scatti

Iniziamo con il dire che la pubblicazione su internet delle fotografie non è tacita autorizzazione alla riproduzione delle stesse che, in ogni caso restano coperte dal copyright.
Il problema che i fotografi professionisti e no si trovano a dover affrontare molto spesso riguarda la pubblicazione delle loro foto in internet, su Instagram, su Facebook o su un blog; l’esigenza è quella di proteggere le immagini da eventuali persone che potrebbero scaricarle e utilizzarle per propri scopi.

Come mettere i diritti d’autore sulle foto

Innanzitutto i diritti d’autore non vanno richiesti e tanto meno apposti alle foto: per mettere i diritti d’autore sulle foto è sufficiente realizzarla, in tutto o anche solo in parte, con un minimo di creatività. Tutto ciò che è originale è protetto dal copyright
I diritti d’autore nascono nel momento stesso in cui si crea l’opera e anche se l’opera non viene pubblicata, l’autore può rivendicare i diritti d’autore.
Di conseguenza tutte le fotografie che vengono pubblicate su internet sono già protette, senza che ci sia bisogno di specificarlo, a meno che l’autore non conceda i diritti di riproduzione o di sfruttamento.  Anche la dicitura “foto protetta dal diritto d’autore; vietata ogni riproduzione” è del tutto superflua: con o senza questo avviso, la legge tutela ugualmente il titolare e vieta la riproduzione.

In definitiva, la legge sul diritto d’autore protegge tutte le opere dal loro nascere; non serve nessuna registrazione o tutela presso una pubblica amministrazione.

Blow Up – Sotto la superficie del mondo

Sotto la superficie del mondo

Un produttore americano dopo il successo internazionale di Blow-up offrì ad Antonioni di girare Peter Pan con Mia Farrow. Il regista rinunciò al film nonché a una montagna di dollari. Ma ve lo vedete Michelangelo Antonioni girare Peter Pan?

Tutte le volte che mi è capitato di parlare con i fotografi, quelli veri, a un certo punto, il discorso cadeva su Blow-up, il film di Michelangelo Antonioni. Molti di loro avevano pensato di diventare fotografi dopo aver visto il film e la loro scelta non era un’assurdità perché Blow-up fu un film epocale e fece scuola.


I critici hanno versato fiumi di inchiostro per questo film ed è innegabile che Blow-up, espressione che significa ingrandimento, anticipi molte delle riflessioni sulla mancanza di senso del reale e sul senso dell’immagine. Questo film, che appartiene alla storia del cinema, ha influenzato generazioni di fotografi e registi e consente ancora oggi di fare i conti con la nostra dimensione esistenziale, imprigionata in una realtà che ci sfugge e che si trasforma di continuo. La fotografia in quegli anni era ancora schiacciata tra i reportage dei giornali illustrati e i circoli dei fotoamatori e il dibattito teorico sulla fotografia e la società delle immagini era agli albori: l’osservatore, ancora ingenuo, si ostinava (e si ostina) a vedere nelle fotografie, il mondo stesso, ignorando che la riproduzione fotografica è un’illusione.

 

Occasioni Uniche per scatti mozzafiato: un viaggio in treno a vapore per il lago D'Iseo e la Valtellina

Treno a vapore per fotografie mozzafiato

Un’occasione unica per fare un tuffo nel passato e scattare fotografie d’altri tempi, tornando indietro di un secolo.
La Fondazione Fs Italiane offre infatti l’opportunità di fare dei viaggi su mezzi storici delle Ferrovie italiane, incluse le locomotive a vapore: questa esperienza si potrà provare il 23 settembre per il lago d’Iseo e il 28 ottobre per Sondrio. In entrambi i casi la partenza è prevista da Milano.
La Fondazione Fs Italiane sta progettando itinerari turistici sui mezzi storici delle ferrovie nazionali già dall’estate. Il 26 agosto è stato svolto un viaggio da Milano a Sarnico.

Sebino Express

Il prossimo appuntamento è, per l’appunto, domenica 23 settembre, sul Sebino Express: partenza prevista dalla stazione Milano Greco Pirelli alle 8.38, quindi le fermate a Monza (antica città dei longobardi, nota per il Duomo, la Villa Reale e il Parco-Autodromo che ha da poco accolto il Gp d’Italia di Formula 1), Carnate Usmate, Bergamo (d’obbligo una visita alla momumentale Città Alta), Palazzolo sull’Oglio, e infine l’arrivo a Paratico Sarnico (dove il fiume Oglio rinasce dal lago di Iseo) previsto alle 11.20. Il viaggio di ritorno, per chi arriverà alla fine del percorso (scelta consigliata per poter catturare scatti mozzafiato), è previsto alle 17.20.
Il biglietto è gratuito per i ragazzi da 0 a 14 anni. I biglietti sono acquistabili attraverso tutti i canali Trenitalia: trenitalia.com, l’app Trenitalia, biglietterie e self service di stazione, agenzie di viaggio abilitate, oppure a bordo treno senza maggiorazione.
Il 28 ottobre, invece, il trenino partità per raggiungere Sondrio in occasione della mostra mercato dei formaggi valtellinesi, un’occasione imperdibile non solo per gli appassionati di fotografia, ma anche per i buongustai!

Casa Museo Boschi Di Stefano: Fotofanie 109 Fotografie di Italo Zannier prorograta al 31Luglio

Fotofanie 109 Fotografie di Italo Zannier prorograta al 31Luglio

Casa Museo Boschi Di Stefano grazie al successo della mostra “Fotofanie. 109 Fotografie di Italo Zannier” proroga di un mese la durata dell’evento, fino al 31 luglio.

Giovedì 28 giugno viene presentato il catalogo della mostra, con testi di Maria Fratelli, Italo Zannier, Andrea Tomasetig, Stefano Salis, Silvia Paoli e con design grafico di Leo Guerra. In tale occasione si inaugura la fotostoria milanese inedita realizzata da Zannier il 7 e 8 giugno mentre attraversava nei due sensi la Galleria Vittorio Emanuele II, fermandosi e scattando ogni dieci passi. Le 52 fotofanie in memoria sono diventate la selezione di 12 fotografie a colori in due serie. Sono l’esito di un lavoro nato con un’impostazione concettuale, reso leggero e coinvolgente dalla freschezza dello sguardo dell’autore e al contempo rigoroso per l’architettura del luogo inquadrata dal suo occhio sicuro.
Esposte al secondo piano nella splendida sala dei Fontana saranno affidate a Maria Fratelli, direttrice delle Case Museo, per essere donate al Comune di Milano.

Fotofanie 109 Fotografie di Italo Zannier: migliaia di scatti realizzati da uno dei maestri della fotografia italiana

L’esposizione “Fotofanie. 109 Fotografie di Italo Zannier”, a cura di Andrea Tomasetig, nasce da migliaia di scatti realizzati da uno dei maestri della fotografia italiana nel triennio 2014-2017, conservati nella memoria della sua Sony tascabile – chiamati da Zannier “fotofanie”, apparizioni – e di cui solo una piccola parte sono diventate fotografie, stampate e firmate in copia unica in grande formato. Di queste, per la prima volta sono presentate 109 opere inedite, provenienti dalla collezione Pietro Valsecchi, nate da un’approfondita selezione in cui si ammirano alcuni tra i soggetti più interessanti della poetica di Zannier.

L’allestimento di Cristiana Vannini ambienta le fotografie sui tre piani di Casa Boschi, dal pianoterra nella ex scuola di ceramica di Marieda Di Stefano fino al terzo piano, eccezionalmente aperto per l’occasione grazie all’assessore alla Cultura del Municipio 3, Luca Costamagna, che da tempo conduce un’azione di collaborazione e di coinvolgimento del quartiere nella vita del Museo. Infatti, come sottolinea Maria Fratelli, “l’esposizione si presenta come un esperimento museologico che aspira a trasformare l’intero palazzo, progettato da Piero Portaluppi, in un unico Museo”.

Fotofanie 109 Fotografie di Italo: giovedì 28 giugno incontro con l’autore

Dal 28 Giugno la Casa Museo Boschi Di Stefano dà inizio a una serie di iniziative culturali che si svolgeranno nell’intero mese di luglio: “30 giorni al 3° piano”.
Italo Zannier interviene durante la presentazione del catalogo della mostra collegandosi al tema dell’illustrazione fotografica nell’editoria e a un recente volume di immagini – da lui definito DinamicBook – opera del designer visivo americano Marco Mirè: Manuale dell’Essere.

La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e realizzata dalla Casa Museo Boschi Di Stefano, in collaborazione con il Municipio 3, la Fondazione Boschi Di Stefano, ed è aperta grazie alla presenza dei volontari del Touring Club Italiano.

Sony World Photography Awards: i finalisti

Annunciati i finalisti dei Sony World Photography Awards 2018

La collaborazione tra i celebri Awards prodotti dalla World Photography Organisation e il loro principale sponsor, Sony, giunge quest’anno all’11a edizione. Annunciati i finalisti dell’edizione 2018 dei Sony World Photography Awards, caratterizzata per qualità, varietà e una partecipazione da record. Tra i finalisti ben 17 sono fotografi italiani, mentre 35 risultano tra i migliori 50 al mondo!

Per quest’edizione dei Sony Photography Awards sono pervenute quasi 320.000 candidature per le diverse categorie del concorso inviate da fotografi provenienti da oltre 200 paesi e territori. E’ la cifra più alta mai raggiunta fino a oggi, corrispondente a un incremento del 40% rispetto allo scorso anno. La giuria è rimasta particolarmente colpita dalla qualità superiore delle immagini e dalla capacità dei finalisti di offrire una panoramica delle tendenze principali e degli interessi attuali dei fotografi contemporanei. Sono 4 le diverse classi del concorso: Professionisti, Open, Giovani e Student Focus.

I fotografi finalisti dei concorsi Professionisti e Open hanno la possibilità di aggiudicarsi la vittoria nella propria categoria e di ottenere il titolo di Fotografo dell’anno oppure Fotografo dell’anno Open, cui sarà assegnato un premio pari a, rispettivamente, 25.000 dollari e 5.000 dollari. Per quanto riguarda i Giovani si sono registrate quasi 8.000 candidature in più rispetto allo scorso anno. Per la categoria Student Focus, dieci studenti finalisti provenienti da Regno Unito, Francia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Argentina, Canada e Cina continueranno ora a sviluppare il proprio progetto fotografico così da potersi aggiudicare attrezzature di Digital Imaging di Sony del valore di 30.000 euro per la propria università.

I vincitori degli Award saranno proclamati durante la cerimonia di premiazione, che si terrà a Londra il 19 aprile. I migliori di ogni categoria si aggiudicheranno un’attrezzatura di Digital Imaging di Sony di ultima generazione e saranno inseriti nel catalogo dedicato all’edizione 2018 del concorso. Tutte le immagini finaliste e vincitrici saranno esposte all’interno di una mostra dedicata ai Sony World Photography Awards 2018 presso la Somerset House di Londra, dal 20 aprile al 6 maggio. I biglietti sono disponibili sul sito.

Maggiori dettagli sul concorso e i nomi dei finalisti sono disponibili sul sito.

I Giorni della Fotografia 2018: IO SOGNO

I Giorni della fotografia 2018:  IO SOGNO la mostra inaugurale

I Giorni della Fotografia 2018 è la rassegna Fotografia, Arte e Cultura che avrà inizio il 20 febbraio alle 18.00 con l’inaugurazione della mostra IO SOGNO. A cura di Loredana Ficarelli e Pio Meledandri, con le fotografie di Maria Luisa Dilillo “Dream”, Antonio Giunta “Perdersi” e Massimo Brunialti “Viaggio” nonché la proiezione della videoclip “Dream” di Maria Luisa Dilillo. Gli autori rappresentano nelle loro Fotografie, coi loro sguardi visionari, il rapporto fra il mondo interiore e la realtà. La comprensione dell’interazione tra conscio e inconscio nasce proprio da questa relazione. La giovane artista tranese, confessa di aver scoperto che “l’idea che attraversa l’intero mio progetto è affine alla lezione sulla leggerezza di Italo Calvino e con grande sorpresa riprende il suo pensiero, dato dalla leggerezza, che non è sintomo di superficialità.” Il desiderio di sconfiggere l’impotenza di cambiare il proprio destino viene affidato a quella visione fantastica “leggera”, formata di nuvole, di oggetti e animali colorati che volano insieme a foglie verdi, nel vento.

Inoltre interverranno la psicologa Carla Vulcano, Loredana Ficarelli Responsabile Scientifico del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari, Pio Meledandri Curatore d’arte.

La mostra, il cui ingresso è libero, si terrà sino al 2 marzo presso l’Ex Palazzo delle Poste Piazza Cesare Battisti, 1 Bari.

 

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