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Fujifilm a caccia di fotografi professionisti


Fujifilm Italia ha annunciato l’apertura ufficiale delle selezioni per nuovi X-Photographer.
A questo special team verranno affidati progetti che hanno al centro le performance delle fotocamere mirrorless Fujifilm Serie X.
“Da quando nel 2011 ha presentato la Serie X, Fujifilm ha affidato a fotografi professionisti il delicato compito di essere ambassador e testimoniare con le proprie immagini e i propri lavori le caratteristiche uniche della gamma – spiega Guglielmo Allogisi, Electronic Imaging BD General Manager di ‎Fujifilm Italia. “La Serie X, che si è sempre contraddistinta per semplicità di utilizzo, grandi prestazioni e design accurato, ha segnato una trasformazione nell’approccio fotografico, una scommessa vinta nel settore digital. Annoverando CSC, compatte e un’ampia linea di obiettivi, Fujifilm Serie X dapprima ha stuzzicato la curiosità di fotoreporter e street photographer, oggi è a pieno titolo utilizzata per affrontare qualsiasi situazione di scatto, dalla fotografia di sport, in studio, di moda, a quella naturalistica e paesaggistica. In quest’ottica, Fujifilm invita i fotografi professionisti, non ambassador di altri brand di fotocamere, che utilizzino esclusivamente o in maniera preponderante corpi macchina e ottiche del sistema X e che siano molto attivi nel mondo social, ad inviare la propria candidatura”.

Guglielmo Allogisi, Electronic Imaging BD General Manager di ‎Fujifilm Italia

spiegazione, una breve biografia e dalla propria partita Iva, attiva in Italia da almeno 3 anni.
Una giuria selezionata, formata da responsabili di Fujifilm Italia e da photo editor di autorevoli riviste di settore, valuterà le diverse candidature per decretare il nuovo ambassador a cui saranno affidati progetti fotografici, giornate di formazione come docente, partecipazione attiva al blog ufficiale Fujifilm Italia e fare da beta-tester per nuovi prodotti.

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Bob Martin: “la fotografia di sport sta morendo…”

La fotografia di sport è un genere emozionante e Bob Martin è un vero “campione” di reportage sportivo. Difficilmente si riesce a trovare una disciplina che Bob non abbia fotografato. Ha ricevuto più di 60 riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui Il World Press Photo nel 2004. Nel 1988 ha seguito la sua prima Olimpiade a Seoul e da allora ha documentato tutte le edizioni dei giochi olimpici sia invernali sia estivi. Martin ha lavorato 20 anni per Sports Illustrated e ha pubblicato sulle testate di maggior prestigio al mondo tra le quali Time, Newsweek e Stern e poco tempo fa, l’agenzia fotografica SilverHub Media lo ha nominato Direttore della Divisione Fotografica.

Per essere qualcuno che ha ignorato lo sport durante tutta la sua gioventù la tua vita è profondamente legata al mondo sportivo. Quando eri bambino, qual era il tuo hobby?
Direi senza dubbio la fotografia. Avevo quattordici anni quando ho preso in mano per la prima volta una macchina fotografica. Ero affascinato dalla camera oscura – a quei tempi non esisteva il digitale – da come le immagini apparivano sulla carta immersa nelle bacinelle piene di acidi…

Nemmeno ora ti sei appassionato a qualche sport?
Poco e assolutamente in modo poco “sportivo”. Sono stato di “peso” nella squadra di rugby locale, mi piaceva giocare a squash quando avevo vent’anni, ma non sono mai stato un appassionato sportivo.

Hai studiato fotografia a scuola?
No, pensavo che sarei diventato veterinario… per guadagnare qualche soldo andai a fare l’assistente in una grossa agenzia che si occupava di servizi di matrimonio e fotografia industriale.

Qual è stato il primo lavoro importante?
In un certo senso quando il Surrey Comet ha pubblicato una mia immagine di un moto da trial. Non ho guadagnato un centesimo, solo la soddisfazione di vederla pubblicata. Ma è stato l’inizio di tutto, tra l’altro questa pubblicazione non ha portato direttamente a nessun lavoro come reporter però ha preparato il passo successivo: era il 1979 e fui contattato dall’agenzia Allsport come addetto alla camera oscura. Avevo un buon curriculum come stampatore e mi piaceva lavorare in camera oscura.

Quanto tempo è passato prima di poterti definire veramente un fotografo professionista?
Ho iniziato a fotografare quasi subito, erano molto contenti se il weekend andavi in giro per scattare qualche immagine interessante. Dopo poco tempo però ho trovato lavoro in un’altra agenzia, la Sporting Pictures, per poi tornare da Allsport, dove mi hanno finalmente accolto come reporter… Era il 1988, l’anno delle Olimpiadi di Seoul, le mie prime Olimpiadi in assoluto.

Se devi scegliere, cosa preferisci: Wimbledon, Olimpiadi o Coppa del Mondo di calcio?
Penso che le Olimpiadi siano l’evento che mi è più congeniale. Mi piace il calcio, anche se non sono un vero tifoso come la maggior parte della gente che va allo stadio.

Qual è stata l’edizione Olimpica più importante tra quelle a cui hai potuto partecipare?
Barcellona 1992. è stato come essere a teatro: ho scattato l’immagine di un tuffatore con lo skyline di Barcellona sullo sfondo. Sono stato il primo a scattarla, molti mi hanno copiato successivamente.

Se dovessi usare un solo obiettivo, quale sceglieresti?
Non ho dubbi, il 400mm f/2.8 è un “must” per i fotografi di sport.  Se sei specializzato in fotografia sportiva e devi preparare la borsa con la tua attrezzatura, al novanta per cento metti prima il 400mm e poi aggiungi il resto.

Quanti scatti cancelli dopo ogni shooting?
Tantissimi! Scattare immagini di sport significa fotografare e scartare. Non puoi pensare “Ho scattato l’immagine vincente, ho finito il mio lavoro”.

Qual è la cosa più importante che hai imparato?
La cosa più importante me l’ha insegnata la collaborazione con Sports Illustrated, ovvero che bisogna cercare sempre la foto con la massima qualità tecnica e stilistica. Mi ha insegnato a “dare la caccia” all’immagine migliore senza tregua e senza preoccuparmi della quantità di scatti che realizzo.

Tra tutti i tuoi lavori, qual è stata per te la sfida più impegnativa?
Non è facile dirlo. Forse le Paraolimpiadi del 2004, quando ho scattato la foto del nuotatore,
che ha lasciato le sue gambe artificiali fuori dall’acqua dietro il trampolino di lancio prima di tuffarsi.

Qual è stata la tua esperienza più imbarazzante?
Ero a Göteborg per i mondiali di atletica nel 1995. Kim Batten aveva appena finito i 400 metri a ostacoli battendo il record del mondo. Mi sono avvicinato di fronte a lei con un grandangolare e il flash per scattare alcune immagini mentre celebrava il suo trionfo e mi sono dimenticato che non avevano ancora rimosso gli ostacoli. Ci sono finito addosso, sono cascato. Speravo di essere passato inosservato ma invece la folla ha iniziato a esultare, i miei colleghi erano tutti intenti a fotografarmi mentre raccoglievo i pezzi della mia fotocamera. Posso dire con “orgoglio” che Eurosport ha montato la sequenza a rallentatore avanti e indietro mentre cadevo e mi rialzavo con i pezzi della mia fotocamera…

Quali sono i più grossi cambiamenti che hai visto nella tua professione?
Il più grande cambiamento è molto recente e si tratta della caduta a picco dei budget disponibili per realizzare un servizio fotogiornalistico. Sports Illustrated, ad esempio, investiva tantissimo in fotografia ma ora i budget sono veramente esigui… la professione del fotografo sportivo sta lentamente morendo.

Qual è il miglior consiglio che puoi dare a chi sta iniziando oggi?
Di cercare un lavoro presso le agenzie di stampa più famose. Odio dirlo, ma per costruire una carriera oggi si deve contare su ingaggi importanti. Inoltre ai giovani fotoreporter suggerisco di avere elasticità e pazienza. Se io iniziassi la professione oggi non potrei più lavorare come vorrei e non potrei certo gestire la mia attività come ho fatto trent’anni fa…

Bob Martin

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L’uccisione dell’ambasciatore russo vince il World Press Photo 2017

Il reporter Burhan Ozbilici, ha vinto il World Press Photo of the Year 2017 con la sua fotografia ritrae l’assassinio dell’ambasciatore  russo in Turchia, Andrey Karlov avvenuto in una galleria d’arte della capitale Ankara.

Il World Press Photo Contest, giunto alla 60esima edizione, costituisce la più prestigiosa competizione al mondo dedicata al fotogiornalismo. I giudici del concorso, che si avvale della partnership di Canon dal 1992, hanno selezionato l’immagine vincente su un totale di 80.408 foto presentate da 5.034 fotografi professionisti di 125 Paesi. Quest’anno i concorrenti potevano iscriversi e gareggiare in diverse 8 categorie.

“Siamo orgogliosi di sostenere il concorso World Press Photo che da 60 anni celebra le eccezionali capacità di narrazione visiva dei fotoreporter di tutto il mondo”, commenta Kieran Magee, direttore della divisione Professional Imaging di Canon Europe. “Immagini come quella di Ozbilici sono esempi forti delle difficili condizioni nelle quali spesso i fotoreporter si trovano a operare, ma celebrano anche il loro coraggio nel catturare storie importanti che hanno bisogno di essere raccontate. Per tutte queste ragioni abbiamo scelto di sostenere questo concorso negli ultimi 25 anni”.

Burhan Ozbilici ha scattao l’immagine vincente con una Canon EOS 5D Mark III dotata di obiettivo EF 24-105 mm f/4L IS USM. La sua fotografia ha anche guadagnato il primo posto nella categoria Spot News.

Burhan Ozbilici, in qualità di vincitore del World Press Photo of the Year, riceve un premio di 10mila euro da World Press Photo durante la cerimonia di premiazione che si terrà ad Amsterdam il 22 aprile 2017. Inoltre, Canon lo premierà con una speciale selezione di prodotti per i suoi futuri lavori. Le foto premiate saranno esposte in una mostra itinerante che toccherà 95 città in oltre 45 Paesi nel corso dell’anno e saranno ammirate oltre 3,5 milioni di persone in tutto il mondo. Quest’anno la prima mostra World Press Photo 2017 avrà luogo ad Amsterdam il 14 aprile. Le immagini esposte saranno stampate con dispositivi Canon large format e stampanti Canon Océ Arizona.

Il reporter Burhan Ozbilici con alle sue spalle l’immagine vincitrice del World Press Photo 2017

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Steve McCurry: la nostra video intervista esclusiva

In occasione degli ultimi giorni di esposizione della mostra di Steve McCurry al Palazzo delle Arti di Napoli, che si conclude il giorno 12 febbraio,  riproponiamo l’intervista esclusiva che la nostra redazione ha realizzato all’iconico maestro della fotografia contemporanea durante l’allestimento della sua mostra alla Villa Reale di Monza. Steve McCurry è un punto di riferimento per tantissimi fotografi ed è seguito da un larghissimo pubblico, soprattutto di giovani, che nelle sue fotografie riconoscono un modo di guardare particolare ed emozionante capace di raccontare al meglio le contraddizioni del nostro tempo.

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New Old Camera e MOOZ presentano “FOTOreporter: TANO D’AMICO – La Storia nelle immagini di un Fotografo di Strada” – Milano

Si terrà il prossimo 17 Giugno a Milano un nuovo, imperdibile incontro della serie “FOTOreporter” a cura di MOOZ e New Old Camera, lo storico negozio situato nel cuore di Milano che, da oltre trent’anni, è punto di riferimento nel panorama fotografico italiano per collezionisti, fotoamatori e fotografi professionisti.  Conferenza FOTOReporter NOC - Tano D'Amico - 17 Giugno
 
Protagonista sarà il grande fotografo TANO D’AMICO con un appuntamento dal titolo “La Storia nelle immagini di un Fotografo di Strada”: durante l’incontro, introdotto da Maurizio Garofalo, Tano D’Amico racconterà la sua esperienza e la sua vita di “fotografo di strada”, ripercorrendo la storia del nostro paese attraverso i grandi movimenti di opposizione e protesta, da lui fotografati dagli anni Sessanta a oggi. (Ingresso gratuito previa registrazione tramite mail all’indirizzo eventi@newoldcamera.it).
Il giorno successivo, Sabato 18 Giugno, presso New Old Camera, Tano D’Amico e Maurizio Garofalo saranno di nuovo a disposizione di professionisti e amanti della fotografia per un’interessante sessione di Letture Portfolio. Un’occasione particolare per la presenza di due punti di vista differenti, ma complementari: quello del Fotoreporter e quello del Photo Editor (Ingresso a pagamento previa prenotazione tramite mail all’indirizzoeventi@newoldcamera.it).Letture Portfolio NOC - D'Amico e Garofalo - 18 Giugno
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