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Jacques Henri Lartigue in mostra a Milano

On the set of the movie 'Les avent ures du Roi Pausole', J.H.Lartigue©Ministère de la Culture-France AAJHL Courtesy of The CLAIR Gallery

Il Museo Bagatti Valsecchi torna ad ospitare la fotografia contemporanea: l’arte di Jacques Henri Lartigue sarà infatti protagonista, dal 29 settembre fino al 26 novembre 2017, di una piccola ma importante mostra internazionale – a cura di Angela Madesani – che racconta attraverso i suoi scatti il fotografo francese.


On the set of the movie ‘Les avent ures du Roi Pausole’, J.H.Lartigue © Ministère de la Culture-France AAJHL Courtesy of The CLAIR Gallery

Trentatre immagini, tra vintage e modern print, narrano la vita dell’alta borghesia francese a partire dalla
Belle Époque: la famiglia, i viaggi, la passione per le corse automobilistiche, gli intellettuali e i personaggi –
da Pablo Picasso a Jean Cocteau – che hanno segnato la storia dei primi decenni del Novecento. La mostra presenta materiali originali provenienti dalla Donation Jacques Henri Lartigue e costituisce una rara occasione di conoscenza e divulgazione della ricerca dell’artista, i cui scatti sono custoditi nelle collezioni permanenti di noti musei quali le Galeries Nationales del Grand Palais di Parigi.

L’importanza del lavoro di Lartigue non è solo di natura fotografica ma più ampiamente culturale: le sue immagini offrono un ritratto dell’alta società dall’allure inconfondibilmente francese ma anche
incredibilmente vicino ai riti e ai costumi dell’aristocrazia internazionale, fatti propri dagli stessi Bagatti Valsecchi, nei medesimi anni.
Le atmosfere sono quelle della Recherche di Proust: le spiagge, gli ippodromi, gli incontri mondani. Si tratta di foto in grado di suscitare emozioni, rimandi iconografici e non solo a un mondo definitivamente scomparso.

Pittore e fotografo, Jacques Henri Lartigue (Courbevoie 1894 – Nizza 1986), rivela con chiarezza nei suoi diari cosa lo abbia spinto a fotografare: il desiderio di fissare le immagini e i momenti felici che il tempo inevitabilmente porta via. Lo fa per tutta la vita, scrivendo e fotografando il proprio mondo. Viene finalmente riconosciuto come grande fotografo a 70 anni, con la prima mostra fotografica personale al MoMA di New York. Nel 1979 dona l’intera sua opera fotografica allo stato francese che istituisce l’Association des Amis de Jacques Henri Lartigue denominata poi Donation Jacques Henri Lartigue.


INFORMAZIONI
JACQUES HENRI LARTIGUE FOTOGRAFO. Il tempo ritrovato
Museo Bagatti Valsecchi, Via Gesù 5 – Milano
29 settembre – 26 novembre 2017
Da martedì a domenica, 13 – 17.45 (chiuso tutti i lunedì e il 1 novembre)
Ingresso: intero 9 euro, ridotto 6 euro
museobagattivalsecchi.org

Hospitalia di Elena Franco in mostra ad Arles

©Elena Franco la Chassagne in Camargue

HOSPITALIA

fotografie di ELENA FRANCO

a cura di GIGLIOLA FOSCHI

dal 20 aprile al 1° maggio 2017


Dedicato agli antichi ospedali europei, il progetto fotografico Hospitalia – dopo essere stato esposto in Italia nelle principali città toccate dall’indagine di Elena Franco – sarà presentato in Francia, ad Arles, con una proiezione al Museo della Camargue e una mostra presso l’Espace Van Gogh, ex Hôtel-Dieu-Saint-Esprit: quell’antico ospedale di Arles, costruito nel XVI secolo,  dove poi venne ricoverato Vincent van Gogh, che lo rappresentò più volte nei suoi quadri.


©Elena Franco Hospitalia, Salone Dugentesco
Ex Ospedale di S. Andrea in Vercelli, 2014

La ricerca di Elena Franco intende ridare voce alla memoria e alla storia urbanistica, architettonica e sociale degli antichi luoghi d’accoglienza e di cura, che vennero costruiti nei principali centri europei dal Medioevo all’Ottocento, per essere poi spesso dismessi e riconvertiti a nuove destinazioni d’uso dal Novecento a oggi. Progettati dai più importanti architetti dell’epoca e simbolo del prestigio di una città, tali ospedali testimoniano come nel passato esistesse un’unità inscindibile tra spirito di carità, senso civico, architettura e medicina.


©Elena Franco
la Chassagne in Camargue

La mostra, nella prima sezione,  propone nuove chiavi di lettura del patrimonio ospedaliero in Europa, protese a evidenziare lo spirito di accoglienza e i meccanismi di solidarietà di un tempo, ma anche a suggerire riflessioni utili alla costruzione delle comunità del futuro e a consapevoli percorsi di valorizzazione. Nella seconda sezione si concentra sulle città gemellate di Vercelli ed Arles e sui possedimenti agricoli che i loro enti ospedalieri avevano ricevuto grazie a lasciti e donazioni.  Tale ricerca, frutto di  attente consultazioni degli archivi ospedalieri, offre così la possibilità di scoprire e leggere il territorio della Camargue da un nuovo punto di vista. Le sue immagini, infatti, ci  accompagnano in un viaggio tra gli antichi mas (masserie), un tempo  di proprietà dell’Hôtel-Dieu, che punteggiano la brughiera, i pascoli e i campi di riso attorno ad Arles e nel Parco della Camargue.



Biografia
Elena Franco è architetto e fotografa.
La sua principale ricerca fotografica, che indaga gli antichi ospedali europei e i relativi patrimoni documentali e immobiliari, in corso dal 2012, dopo essere stata esposta e presentata in sedi istituzionali a Milano, Napoli, Vercelli, Losanna, Venezia, Firenze, accompagnata da convegni e workshop ispirati dal suo lavoro, è ora oggetto di pubblicazione. Il primo volume a riguardo, ”La rinascita dell’ex ospedale di Sant’Andrea a Vercelli”, è stato edito, nel febbraio 2016, da Silvana Editoriale. Parte della ricerca è entrata a far parte dell’Archivio del Fondo Malerba per la Fotografia e di collezioni private in Italia e all’Estero. Ha vinto il Premio Mediterraneo Fotografia a Venezia nel 2015 ed è risultata tra le opere finaliste al Combat Prize 2016 a Livorno. E’ stata tra le opere selezionate per il Premio Streamers 2016.
Spesso i suoi progetti fotografici hanno come soggetto edifici, come nel caso di “Cauti racconti immaginari”, progetto su Palazzo Toni a Gozzano (NO), e città, come nel caso di “Venezia fragile”. Collabora con “Il Giornale dell’Architettura” ed è autrice di articoli e saggi sul tema della rivitalizzazione urbana e territoriale. E’, inoltre, direttore artistico della Fondazione Arte Nova, per la valorizzazione della cultura del Primo Novecento.
Ha partecipato alle edizioni 2014 e 2016 della Fiera MIA e ad Arte Fiera 2017 a Bologna, con la galleria Made4Art.
Le sue opere sono, inoltre, rappresentate da ArtPhotò a Torino e da Studio Cenacchi Arte Contemporanea a Bologna.


Info:

ESPACE VAN GOGH Place Félix Rey, 13200 Arles, Francia
MUSEO DELLA CAMARGUE Mas du Pont de Rousty, 13200 Arles

info@elenafranco.it
www.elenafranco.it


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Robert Doisneau: la meraviglia del quotidiano

Le baiser de l'hôtel de ville, Paris 1950

di Alessandro Curti


Se scatti fotografie, non parlare, non scrivere, non analizzare te stesso e non rispondere a nessuna domanda.

Le baiser de l'hôtel de ville, Paris 1950
Le baiser de l’hôtel de ville, Paris 1950

Osservatore curioso, narratore fantastico, Doisneau ha raccontato il mondo che lo circondava con una naturale dolcezza rimasta, ancora oggi, ineguagliata.
Ha immortalato la vita quotidiana che scorreva leggera su una Parigi elegante e ordinaria, raccontando i gesti semplici e spontanei delle persone, con le loro anime generose e gli sguardi sfuggenti.
Con le sue immagini, ci accompagna all’interno di un mondo ideale, popolato da uomini e donne incontrati per strada, senza forzature e senza comunque rinunciare mai a riflessioni autentiche e profonde sull’umanità.
Uomo dallo spirito indipendente, nella sua carriera ha prodotto un numero incredibile di opere fotografiche che rivelano non solo i suoi retroscena professionali, ma parlano anche del Doisneau uomo, lasciando emergere i tratti più intimi della sua personalità libera e un po’ selvatica.
Nei suoi ritratti di negozi e botteghe, bambini che giocano, vie del centro, i luoghi d’amore feste e quotidianità emozionale, si riconosce la volontà di sviluppare dei “reportages sull’umanità”, per restituire vitalità a un mondo flagellato dal ricordo cupo della Seconda Guerra Mondiale.


Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che
questo mondo può esistere.

Robert Doisneau


L'information scolaire, Paris 1956
L’information scolaire, Paris 1956

Doisneau è stato capace di raccontare storie in luoghi dove apparentemente non c’era nulla da vedere, con un mix tra esperienza istantanea e spontanea ed esperienza vissuta, costruita ad hoc con modelli e attori; è un “falso testimone” della realtà per la sua abilità nel fotografare il mondo come voleva che fosse: una realtà ideale intima che non esiste nel reale.
Istintivo, poco razionale, si affidava al caso e amava l’improvvisazione lavorando con un canovaccio, senza mai affidarsi a un copione definito.
Il suo rifiuto per l’esotismo e per il reportage impegnato lo rese un fotografo spontaneo, anche quando costruiva una realtà artificiale; nonostante questa avversità per la cateogrizzazione, era un uomo dalla personalità elastica e benevola, gentile e indipendente.
Il suo unico nemico era l’autorità: Doisneau era un fautore convinto della libertà creativa e individuale, amante di una finzione sempre e direttamente improntata alla realtà.

La sua visione del mondo era priva di schemi preordinati, si presentava solo con una
forte e spontanea volontà di sviluppare una ricerca profonda dell’uomo e
dell’umanità, vagando “a casaccio” per Parigi e scattando là dove trovasse un qualcosa da raccontare.


La diagonale des marches, Paris 1953
La diagonale des marches, Paris 1953

Inizia a fotografare fin da giovane e acquista una Rolleiflex 6×6 che lo accompagnerà per tutta la vita. Nel 1931 diventa assistente del fotografo André Vigneau che lo introduce all’ambiente fotografico del tempo e qualche anno più tardi diventa fotografo per le officine Renault: per lui questo è l’inizio ufficiale della sua carriera.
Durante gli anni tragici della guerra documenta gli anni bui e tristi per tutto il Paese, collaborando con la resistenza; è lui a fotografare il corteo di liberazione con a capo De Gaulle e dopo il conflitto lavora per varie riviste pubblicando numerosi reportages.
Proprio in questi anni di rinascita sviluppa il suo reportage umanistico, in cui l’uomo è sempre
protagonista dell’immagine.
Nel 1946 crea il gruppo dei XV insieme a grandi fotografi del tempo come Jean Michaud, Marcel Bovis, Henri Lacheroy e Willy Ronis: un gruppo eterogeneo ma ricco di molti stili differenti, con l’obiettivo di dare dignità alla fotografia e creare una poetica tutta parigina.


Mi piacciono le persone per le loro debolezze e difetti. Mi trovo bene con la gente comune. Parliamo. Iniziamo a parlare del tempo e a poco a poco arriviamo alle cose importanti. Quando le fotografo non è come se fossi lì ad esaminarle con una lente di ingrandimento, come un osservatore freddo e scientifico. E’ una cosa molto fraterna, ed è bellissimo far luce su quelle persone che non sono mai sotto i riflettori.

Robert Doisneau


Negli anni che seguono il lavoro diminuisce, e Doisneau riesce a dedicare più tempo alle sue ricerche; dai lavori grafici ai fotomontaggi, da esperimenti come quello della Tour Eiffel deformata, fino alla grande documentazione sulla trasformazione del quartiere Les Halles.
L’ ultimo importante incarico che lo vede protagonista è dato dalla partecipazione al progetto della DATAR (Delegazione interministeriale alla gestione del territorio e all’attrattiva regionale) un progetto creativo che lo vede impegnato insieme ad altri 14 grandi fotografi europei, tra i quali Gabriele Basilico e Raymond Depardon, per la documentazione di paesaggi, luoghi di vita e lavoro della Francia del 1980. Una vera e propria consacrazione per Doiseanu che in questo caso si affida all’immagine a colori per descrivere il cambiamento triste e degradante delle periferie negli anni.


Autoportrait au Rolleiflex, 1947
Autoportrait au Rolleiflex, 1947

Robert Doisneau nasce a Gentilly, nei pressi di Parigi, nel 1912. Dopo aver lavorato per alcuni anni come fotografo industriale per le officine Renault, viene travolto dalla furia della guerra: si impegna nella Resistenza utilizzando le sue abilità di fotografo per produrre documenti falsi e fotografa i giorni della liberazione. Terminato il conflitto, nel 1946 diventa fotografo indipendente per l’agenzia Rapho, con cui sviluppa una collaborazione lunga quasi cinquant’anni.
Negli anni ’50 diviene membro del Group XV, associazione di fotografi per la ricerca tecnica e artistica.
Trascorre la sua vita nella periferia parigina di Montrouge, dove sviluppa buona parte del suo lavoro.
Muore nel 1994.


Scopri la mostra all’Arengario di Monza, realizzata da Fratelli Alinari, cliccando qui.

PARIGI | Le fotografie di Giovanni Gastel in mostra | Dal 29 settembre

DAL 29 SETTEMBRE AL 28 OTTOBRE 2016

GIOVANNI GASTEL IN MOSTRA A PARIGIunnamed


Dal 29 settembre al 28 ottobre 2016 la Photo12 Galerie di Parigi (14, rue des Jardins-Saint-Paul) ospita la prima personale in Francia di Giovanni Gastel, con una selezione di circa 30 opere a coprire un arco cronologico che va dalla metà degli Anni Ottanta fino ai giorni nostri. Un viaggio completo e articolato, dunque, nell’immaginario visivo di uno tra i più grandi fotografi di moda su scala internazionale, dedicato in modo specifico al fascino femminile.

Seducenti, eteree, irraggiungibili come dee; ma al tempo stesso giocose, ironiche, irriverenti come ninfe: le modelle ritratte da Giovanni Gastel conquistano con la sinuosa delicatezza di pose elegantissime, senza mai risultare allusive o volgari, diventando così icone di una bellezza assoluta, capace di astrarsi dai condizionamenti della moda e del mercato, dando forma allo spirito eccentrico ed eclettico di un raffinatissimo sperimentatore.

Gastel, il più possibile fedele alla stampa Polaroid di grande formato e al banco ottico 20×25, ha introdotto nella fotografia di moda contemporanea le tecniche “old mix” e “a incrocio”, le rielaborazioni pittoriche e lo still life ironico, imprimendo un segno unico e originalissimo, che lo pone come figura di assoluto riferimento. Come dimostrano le immagini esposte a Parigi, che sanno restituire il senso profondo di una ricerca costante, sia sotto il profilo compositivo sia puramente tecnico.

Si passa quindi dai servizi di moda per grandi testate come Vanity Fair, scattati in bianco e nero con un gusto classico e tradizionale, agli effetti quasi pittorici ottenuti nelle serie di ritratti della metà degli Anni Novanta stampati su foglia d’oro; dai divertissement in bilico tra suggestioni dada e visioni surrealiste fino agli omaggi all’iconografia dell’Estremo Oriente o a quella della Belle Époque. Il tutto in un tourbillon di citazioni, rimandi e riferimenti che restituiscono la sconfinata cultura visuale di un vero e proprio inventore di immagini.


Note biografiche

Giovanni Gastel nasce a Milano il 27 dicembre 1955, da Giuseppe Gastel e da Ida Visconti di Modrone, l’ultimo di sette figli. Negli anni Settanta, avviene il suo primo contatto con la fotografia. La svolta avviene nel 1981 quando incontra Carla Ghiglieri, che diventa il suo agente e lo avvicina al mondo della moda.

Dopo la comparsa dei suoi primi still-life sulla rivista Annabella, nel 1982. Inizia a collaborare con Vogue Italia e poi, grazie all’incontro con Flavio Lucchini, direttore di Edimoda, e Gisella Borioli, alle riviste Mondo Uomo e Donna. La consacrazione artistica avviene nel 1997, quando la Triennale di Milano gli dedica una mostra personale, curata dallo storico d’arte contemporanea, Germano Celant.

Il successo professionale si consolida nel decennio successivo, tanto che il suo nome appare nelle riviste specializzate insieme a quello di fotografi italiani quali Oliviero Toscani, Giampaolo Barbieri, Ferdinando Scianna, o affiancato a quello di Helmut Newton, Richard Avedon, Annie Leibovitz, Mario Testino e Juergen Teller. Nel 2002, nell’ambito della manifestazione La Kore Oscar della Moda, ha ricevuto l’Oscar per la fotografia. Attualmente è Presidente dell’Associazione Fotografi Italiani Professionisti e membro permanente del Museo Polaroid di Chicago. Nell’autunno 2016 inaugurerà nella sua Milano una grande personale, curata da Germano Celant, nelle sale di Palazzo Reale.


GIOVANNI GASTEL

Parigi, Photo12 Galerie

14, rue des Jardins-Saint-Paul, 75004 Paris 4

29 settembre – 28 ottobre 2016

Orari: martedì-sabato 14 – 18.30

Ingresso libero

Informazioni:     tel. 02.8322530 – e.oropallo@giovannigastel.it

tel. + 33 (0)1 42782421; galerie@galerie-photo12.com

Sito internet:     www.galerie-photo12.com

www.giovannigastel.it

Una gita ad Arles in TGV per andare dritti al cuore della fotografia

Una gita ad Arles in TGV per andare dritti al cuore della fotografiaLes Rencontres d’Arles 2016 fino al 25 settembre a portata di un click con
Allegato di posta elettronica“Voglio assolutamente dipingere un cielo stellato. Spesso mi sembra che la notte sia più ricca di colori del giorno, ricca di viola, di azzurri e dei verdi più intensi…”: così Van Gogh descriveva i cieli di Arles, sorridente città della Provenza, patria adottiva e musa ispiratrice dell’artista, situata nel sud est della Francia. Per chi non l’avesse ancora visitata, una buona ragione per andarci quest’estate è la rassegna internazionale Rencontres de la photographie d’Arles, inaugurata lo scorso 4 luglio e aperta ai visitatori fino al 25 settembre.


Il festival della fotografia tra i più rinomati al mondo ospita ogni anno i lavori di geni e talenti delle arti figurative provenienti da ogni continente. Raggiungerlo è semplice e conveniente grazie a Voyages-sncf.com che propone comodi collegamenti da Milano, Torino, Vercelli, Novara in TGV che da centro a centro collega l’Italia alla Francia in un viaggio ad alta velocità.

Per questi tre mesi estivi Arles sarà il punto di riferimento per professionisti, appassionati, curiosi o semplici viaggiatori che durante il loro tour in Provenza non potranno non visitare la città e i famosi Rencontres, che trovano ospitalità anche all’interno del sito industriale delle ex officine SNCF: un sito risalente ai primi anni dello sviluppo delle ferrovie in Francia, un luogo ricco di storia che ancora oggi offe una testimonianza appassionante della costituzione della compagnia ferroviaria.

La rassegna di quest’anno, diretta per la seconda volta da Sam Stourdzé, è dedicata a Michel Tournier, rinomato scrittore francese e tra i fondatori della École Nationale Supérieure de la Photographie d’Arles.

L’edizione del 2016 si preannuncia all’insegna della multidisciplinarità, abbracciando temi e pratiche artistiche differenti: non solo una mostra fotografica, ma anche un momento dedicato alle sperimentazioni, che con gli anni si è confermato un trampolino di lancio per moltissimi artisti nell’ambito della creatività internazionale. La città assume l’aspetto di una scena teatrale dove l’innovazione si mescola alla genialità dei tanti artisti ecclettici: un’occasione unica per entrare in contatto con i protagonisti del panorama della fotografia internazionale e per riflettere sullo stato dell’arte contemporanea.

Non resta che vedere quali sorprese o conferme riserverà il festival 2016: tutti ad Arles quest’anno a bordo del TGV!

 

Al via Les Rencontres d’Arles 2016

Inizia la quarantasettesima edizione dei Rencontres d’Arles, appuntamento imperdibile per tutti gli amanti dell’arte e della fotografia internazionale.

“Questa piccola città era destinata a diventare la capitale della fotografia. In primo luogo per la luce, e per l’aria provenzale. Poi per l’architettura e l’arena. E ovviamente, per le persone”. Queste le parole che, nel lontano 1977, utilizzò lo scrittore Michel Tournier, co-fondatore dei Rencontres de la Photographie, per descrivere Arles, insieme al fotografo Lucien Clergue e al curatore Jean-Maurice Rouquette.roman-amphitheater-861065_1920

Dal 4 al 10 luglio, eventi di ogni genere, oltre 40 mostre, concerti notturni e inaugurazioni illumineranno le vie della città francese. Le varie esposizioni e i workshop proseguiranno fino al 25 settembre.

Per avere una “linea guida” di tutti gli eventi più importanti, vi consigliamo di consultare il sito ufficiale a questo link.

 

 

 

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