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Fulvio Roiter.

Fulvio Roiter: Il sublime quotidiano

Bruges (Belgio), 1961 ©Courtesy Archivio Storico Circolo Fotografico La Gondola
Bruges (Belgio), 1961 ©Courtesy Archivio Storico Circolo Fotografico La Gondola

Fulvio Roiter e la fotografia

Cresciuto nel fertile humus fotoamatoriale del Dopoguerra, è diventato professionista con il reportage di viaggio in cui rivela il suo innato senso estetico e la capacità di cogliere il lato sorprendente della prosa quotidiana.
«Voglio andare in Sicilia per vedere se posso fare il fotografo o il chimico», disse una sera a suo padre che sognava per il primogenito un futuro meno duro e incerto del suo, nel nascente polo petrolchimico di Marghera. Era il 1953 e il giovane Fulvio viveva a Meolo, nell’entroterra veneziano. Proprio suo padre una decina di anni prima gli aveva regalato una modesta Welta 24×36 con cui, da autodidatta, aveva ripreso in lungo e in largo il suo territorio. Alcune di quelle immagini le aveva portate al Circolo Fotografico “La Gondola” di Venezia, dove era riuscito a catturare l’attenzione di Paolo Monti e Gino Bolognini. I due finiscono per “adottarlo” mettendogli a disposizione la loro cultura, i loro libri e le conoscenze tecniche nella ripresa e nella camera oscura. Tornando a quella sera d’inverno del 1953, Fulvio Roiter ottiene il benestare del padre per il suo viaggio in Sicilia. Ma si tratta di un ultimatum: al ritorno dovrà decidere cosa fare da grande. Sull’isola Fulvio trova un’Italia ancora arretrata che per la sua ripresa non punta all’industrializzazione come al Nord ma alla riforma agraria e a sterili politiche assistenziali. Percorre tutta la Sicilia in bicicletta e, scatto dopo scatto, costruisce un ricco e vario percorso visivo. Dopo quasi due mesi rientra a Meolo e si affretta a sviluppare e a stampare in casa le sue fotografie. Ne spedisce un pacchetto alla prestigiosa casa editrice svizzera Guilde du Livre e aspetta; da quella risposta dipende il suo futuro. Finalmente il direttore gli scrive entusiasta, proponendogli di includere alcuni ritratti di bambini siciliani in un libro di prossima uscita. Inizia così una fruttuosa collaborazione con l’editore di Losanna che l’anno seguente pubblica il volume Venise à fleur d’eau e, subito dopo, Ombrie. Terre de Saint François con cui riceve a Parigi il Premio Nadar nel 1956. A questi seguiranno molti altri volumi di fotografie riprese in Italia e all’estero, in Spagna, Messico, Brasile e Turchia, dove, più che alimentare immaginari esotici e lontani, rivela la sua indole di cacciatore di bellezza, pronto ad accogliere in modo istintivo lo stupore con cui la realtà si presenta ai suoi occhi. Il tempo e l’esperienza, il ritorno nei suoi luoghi come Venezia, sua città di adozione, o in Paesi già visitati come il Brasile, non hanno mai tolto freschezza alle sue fotografie. «Dicono che l’abitudine distrugga l’occhio, che finisci con il non vedere niente. Può darsi, ma non vale per me, forse perché non ho mai perso la curiosità e la capacità di emozionarmi», diceva qualche anno fa. Un’idea questa che filtra nei suoi scatti essenziali e poetici della realtà, grazie ai quali ha lasciato una traccia profonda nella storia della fotografia italiana.

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Bruges (Belgio), 1961 ©Courtesy Archivio Storico Circolo Fotografico La Gondola

Dopo una lunga malattia si spegne Fulvio Roiter: è il 18 Aprile 2016

Fulvio Roiter Fondamenta delle Zattere, 1965 © Fondazione Fulvio Roiter

Nato a Meolo in provincia di Venezia, nel 1926, Fulvio Roiter si diplomò come perito chimico per poi dedicarsi, fin dal 1947, alla fotografia, entrando a far parte nel 1949 del circolo fotografico La Gondola di Venezia, fondato da Paolo Monti. Nel gennaio del 1954, la pubblicazione di alcuni scatti dedicati alla Sicilia sulla rivista Camera segna il suo debutto sulla scena internazionale. Nel 1956, Roiter vince la seconda edizione del premio internazionale per l’editoria fotografica Nadar con il libro Umbria. Terra di San Francesco (Ombrie. Terre de Saint-François), che testimonia fin da subito una grande attenzione verso i prodotti editoriali. Ma è nel 1977, con la pubblicazione del volume Essere Venezia, stampato in quattro lingue, che Roiter ottiene la piena consacrazione internazionale. Dedicato alla sua Venezia, il libro gli valse il Grand Prix a Les Rencontres de la Photographie d’Arles nel 1978. Maestro del bianco e nero, con scatti che uniscono alla finezza compositiva una profonda sensibilità, Roiter non ha disdegnato l’uso del colore nei reportage di viaggio, sviluppando una personale tecnica capace di esaltare particolari inediti della scena. Il 18 aprile 2016, dopo una lunga malattia il fotografo si è spento presso l’ospedale di Venezia

Fulvio Roiter: il poeta di Venezia

Fulvio Roiter Gondola dall’alto del Ponte di Rialto, 1953 © Fondazione Fulvio Roiter

Raffinato interprete della fotografia italiana, Fulvio Roiter, il famoso autore veneziano, attraverso i suoi scatti, ci ha insegnato il valore della bellezza.
“Fotografare significa creare delle immagini che, staccate dalla realtà da cui trassero origine, mostrino nel breve spazio della loro superficie una realtà nuova conclusa nei limiti dell’inquadratura”. Con queste parole Fulvio Roiter, narratore errante di storie dell’Italia e del mondo, nel libro Visibilia , chiariva il suo pensiero riguardo l’autonomia estetica della fotografia. Negli anni Cinquanta, infatti, le diverse posizioni sul tema presero la forma di un vivo dibattito, iniziato un decennio prima, quando nel 1943 il gruppo editoriale Domus pubblicò l’annuario Fotografia. Prima rassegna dell’attività fotografica in Italia  a cura di Ermanno Federico Scopinich, Alfredo Ornano e Albe Steiner. In quegli stessi turbolenti anni, Roiter mosse i suoi primi passi nel mondo della fotografia abbracciando quella che in quel momento era l’estetica dominante volta a documentare la condizione sociale ed economica del Paese attraverso indagini di carattere antropologico e certamente influenzate dall’esperienza neorealista. Era il 1949 e, appena trasferitosi a Venezia da Meolo, piccolo paese della provincia veneta, Roiter ebbe i primi contatti con l’ambiente fotografico aderendo al Circolo Fotografico La Gondola su invito di Paolo Monti, uno dei più illustri fondatori, nonché suo amico e collega. Il decennio degli anni Cinquanta in Italia fu un periodo fondamentale per lo sviluppo della fotografia come espressione finalmente autonoma da altre forme artistiche, ma soprattutto per il consolidamento delle basi formali del linguaggio fotografico italiano – fu un momento di forte dibattito all’interno dei circoli fotografici –. Tuttavia passarono alcuni anni dall’incontro di Roiter con la macchina fotografica alla sua personale presa di coscienza nel voler fare della produzione di immagini una vera e propria professione. «Arrivò così il 1953 – ricordava l’autore in Visibilia  –. Mio padre diventava sempre meno tollerante e mi pose un aut aut a breve scadenza: o me ne tornavo alla chimica oppure la mia passione per la fotografia doveva diventare redditizia. Ero a un bivio. Chiesi un’ultima chance: di offrirmi il minimo dei mezzi e di lasciarmi andare in Sicilia. Percorrendo l’isola in bicicletta con la macchina fotografica al collo, lontano dalla realtà del mio villaggio, Meolo, vicino a Venezia, avrei scoperto in modo definitivo se la mia vocazione di fotografo fosse autentica e valida». E così fu, tanto che nella sua personale biografia la Sicilia fu il punto di partenza della sua carriera. In quel suo primo viaggio, a cui ne seguirono moltissimi altri in Italia e in tutto il mondo, Roiter documentò il volto più fragile e selvaggio della candida bellezza della Magna Grecia. Il viaggio siciliano rappresentò l’occasione della sua vita, il punto di non ritorno per dimostrare di poter vivere di fotografia. Al rientro, Roiter sviluppò una ricerca fotografica d’inedita freschezza. All’interno della Gondola, l’autore si distinse per un particolare accento formalista che, a quel tempo, caratterizzava lo stile espressivo di un altro importante, e più anziano, circolo fotografico milanese chiamato La Bussola guidato da Giuseppe Cavalli e che trovava nel pensiero estetico di Benedetto Croce il proprio punto di riferimento. Lo stesso Paolo Monti non nascose, in un suo intervento nell’allora rivista Ferrania, una certa influenza del circolo milanese nello stile dei membri della Gondola che «ascoltata la lezione estetica della Bussola, si diedero a modi espressivi quanto mai diversi, anche in conseguenza del continuo studio dei massimi fotografi stranieri, specialmente europei».

Fulvio Roiter: la Serenissima ha rappresentato il campo di ricerca privilegiato dove trovò la sua identità artistica, facendo rinascere la città lagunare in un immaginario inconsueto e coinvolgente

Nella sua lunga carriera Fulvio Roiter non riuscì sin da subito a raccogliere quell’unanime riconoscimento che in seguito sia la critica che il pubblico gli accreditarono. In questo lasso di tempo, l’autore spinse il suo sguardo oltre i confini nazionali, scoprendo nel viaggio un’esperienza per gli occhi e per l’anima, ma anche un’occasione di incontro con esotiche culture. La sua macchina fotografica e la sua curiosità lo spinsero a New Orleans, in Belgio, in Portogallo e in Andalusia dove riscoprì e reinterpretò il colore a fianco del bianco e nero. Fu subito dopo la permanenza spagnola che Roiter decise di compiere in Brasile il viaggio che lui stesso definì «uno spartiacque fra tutto quello che è avvenuto prima e dopo nella mia vita». A questo seguirono moltissime altre esplorazioni nelle più varie regioni del mondo come la Persia, la Turchia, il Messico, il Libano fino all’Africa e alla Costa D’Avorio, ma, nonostante tutto, il fulcro, il cuore e l’anima del suo lavoro fu sempre per la sua amata Venezia, la città che per prima lo invitò a guardare il mondo attraverso un mirino. La Serenissima ha rappresentato il campo di ricerca privilegiato dove trovò la sua identità artistica, facendo rinascere la città lagunare in un immaginario inconsueto e coinvolgente. Il suo capolavoro, nonché uno dei libri fotografici più importanti della storia della fotografia italiana di quegli anni, è, senza dubbio, Venise à fleur d’eau  del 1954 a cui seguì Essere Venezia  del 1977 grazie al quale, oltre che consacrarlo a un pubblico internazionale, gli permise di vincere il Grand Prinx ai Rencontres de la Photographie di Arles.

Fulvio Roiter a Palazzo Ducale di Genova

Ponte dei Tre Archi 1979 © Fondazione Fulvio Roiter
Ponte dei Tre Archi 1979 © Fondazione Fulvio Roiter

Fulvio Roiter: Fotografie 1948 – 2007

A Palazzo Ducale di Genova, nella Loggia degli Abati, è possibile ammirare l’attesissima mostra retrospettiva Fulvio Roiter. Fotografie 1948 – 2007.
150 scatti, per la maggior parte vintage, selezionati dal curatore Denis Curti con il prezioso contributo della moglie Lou Embo, per raccontare l’intera vicenda artistica del grande fotografo scomparso nel 2016, e attraverso i quali far emergere tutta l’ampiezza e l’internazionalità del lavoro di Roiter, collocandolo tra i fotografi più significativi dei nostri giorni.

Fulvio Roiter: Fotografie 1948 – 2007: immaginari inediti e stupefacenti

Il percorso espositivo racconta gli immaginari inediti e stupefacenti che rappresentano la Sicilia ed i suoi paesaggi, Venezia e la laguna, ma anche i viaggi a New Orleans, in Belgio, in Portogallo, in Andalusia ed in Brasile che hanno determinato i primi approcci alla fotografia di Roiter. Ne derivano 9 sezioni di mostra, ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile del grande fotografo: L’armonia del racconto; Tra stupore e meraviglia: l’Italia a colori; Venezia in bianco e nero: un autoritratto; L’altra Venezia; L’infinita bellezza; Oltre la realtà; Oltre i confini; Omaggio alla natura; L’uomo senza desideri. In tal modo, il percorso espositivo, fluido e coerente, scandisce le tappe di una vita interamente dedicata alla fotografia e alla ricerca di quei luoghi dell’anima che ne hanno ispirato la poetica, assumendo come unico punto di riferimento la pura e sincera passione, vissuta dall’autore tra scenari di viaggi, scoperte e amori incondizionati.
Roiter non tralasciava alcun passaggio della produzione fotografica, per queste ragioni, le stampe (come anche i libri) doveva realizzarle lui personalmente, nella camera oscura allestita in casa sua, per poi timbrarle e firmarle, al fine di esaltarne e tramandarne il valore.
Un valore che per l’autore poteva essere misurato solo attraverso amore e passione, e la cui grandezza risuona nelle parole della nipote Jasmine come una promessa e una speranza: “Può una parola così piccola, foto, diventare così grande? Possono due sillabe riuscire a portarti in mondi lontani, in posti segreti, possono raccontarti una favola intima e silenziosa? Sì, possono. Le fotografie del Nonno, però, sembrano voler graffiare le pagine dei libri per poter uscire e diventare, se possibile, ancora più reali” (Jasmine Moro Roiter, Essere Roiter, 22.04.2016)
Promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, la mostra è prodotta da Civita Mostre in collaborazione con i Tre Oci.
Fulvio Roiter: Fotografie 1948 – 2007: scheda informativa
FULVIO ROITER. Fotografie 1948 – 2007
Fino al 24 febbraio 2019
Palazzo Ducale – Loggia degli Abati
Genova, Piazza Matteotti, 9
Per informazioni
mostre@civita.it
www.palazzoducale.genova.it
www.mostrafulvioroiter.it
Immagine in evidenza Fulvio Roiter
Ponte dei Tre Archi 1979
© Fondazione Fulvio Roiter

Fulvio Roiter: a Palazzo Ducale di Genova l'attesissima mostra retrospettiva

Fulvio Roiter: Fotografie 1948 – 2007

Sarà possibile ammirare a Palazzo Ducale di Genova, nella Loggia degli Abati, l’attesissima mostra retrospettiva Fulvio Roiter. Fotografie 1948 – 2007.
Circa 150 scatti, per la maggior parte vintage, selezionati dal curatore Denis Curti con il prezioso contributo della moglie Lou Embo, raccontano l’intera vicenda artistica del grande fotografo scomparso nel 2016, e fanno emergere tutta l’ampiezza e l’internazionalità del lavoro di Roiter, collocandolo tra i fotografi più significativi dei nostri giorni.

Fulvio Roiter: Fotografie 1948 – 2007: immaginari inediti e stupefacenti

Il percorso espositivo racconta gli immaginari inediti e stupefacenti che rappresentano la Sicilia ed i suoi paesaggi, Venezia e la laguna, ma anche i viaggi a New Orleans, in Belgio, in Portogallo, in Andalusia ed in Brasile che hanno determinato i primi approcci alla fotografia di Roiter, nel pieno della stagione neorealista, di cui il fotografo veneziano ha ereditato la finezza compositiva.
Un bianco e nero aspro, contrastato, ruvido. Un desiderio di raccontare il mondo attraverso un attrito costante, senza mediazioni e senza menzogne. È questa la fotografia di Fulvio Roiter. Un modo particolare di guardare il mondo che ha ispirato l’opera del grande autore veneziano, fino alla fine dei suoi giorni, in una linea di racconto dinamica, ricca di sfumature, sorprese e colpi di scena, vicina a un approccio intimo alla fotografia” afferma Denis Curti.

Fulvio Roiter: Fotografie 1948 – 2007: nove sezioni di mostra, ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile del grande fotografo

Ne derivano 9 sezioni di mostra, ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile del grande fotografo: L’armonia del racconto; Tra stupore e meraviglia: l’Italia a colori; Venezia in bianco e nero: un autoritratto; L’altra Venezia; L’infinita bellezza; Oltre la realtà; Oltre i confini; Omaggio alla natura; L’uomo senza desideri. In tal modo, il percorso espositivo, fluido e coerente, scandisce le tappe di una vita interamente dedicata alla fotografia e alla ricerca di quei luoghi dell’anima che ne hanno ispirato la poetica, assumendo come unico punto di riferimento la pura e sincera passione, vissuta dall’autore tra scenari di viaggi, scoperte e amori incondizionati.
Roiter non tralasciava alcun passaggio della produzione fotografica, per queste ragioni, le stampe (come anche i libri) doveva realizzarle lui personalmente, nella camera oscura allestita in casa sua, per poi timbrarle e firmarle, al fine di esaltarne e tramandarne il valore.
Un valore che per l’autore poteva essere misurato solo attraverso amore e passione, e la cui grandezza risuona nelle parole della nipote Jasmine come una promessa e una speranza: “Può una parola così piccola, foto, diventare così grande? Possono due sillabe riuscire a portarti in mondi lontani, in posti segreti, possono raccontarti una favola intima e silenziosa? Sì, possono. Le fotografie del Nonno, però, sembrano voler graffiare le pagine dei libri per poter uscire e diventare, se possibile, ancora più reali” (Jasmine Moro Roiter, Essere Roiter, 22.04.2016)

Promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, la mostra è prodotta da Civita Mostre in collaborazione con i Tre Oci.

Fulvio Roiter: Fotografie 1948 – 2007: scheda informativa

FULVIO ROITER. Fotografie 1948 – 2007
8 settembre 2018 – 24 febbraio 2019
Palazzo Ducale – Loggia degli Abati
Genova, Piazza Matteotti, 9
Orari
Da martedì a domenica 10.00 – 19.00
Lunedì chiuso
Per informazioni
mostre@civita.it
www.palazzoducale.genova.it
www.mostrafulvioroiter.it

Immagine in evidenza

Fulvio Roiter
La casa di Bepi a Burano 1997
© Fondazione Fulvio Roiter

A Palazzo Ducale di Genova l’attesissima mostra retrospettiva Fulvio Roiter. Fotografie 1948 – 2007

Fulvio Roiter. Fotografie 1948-2007

Dal 8 settembre al 24 febbraio 2019 sarà possibile ammirare a Palazzo Ducale di Genova, nella Loggia degli Abati, l’attesissima mostra retrospettiva Fulvio Roiter. Fotografie 1948 – 2007.

Centocinquanta scatti selezionati dal curatore Denis Curti

Centocinquanta scatti selezionati dal curatore Denis Curti con il prezioso contributo della moglie Lou Embo, raccontano l’intera vicenda artistica del grande fotografo scomparso nel 2016, e fanno emergere tutta l’ampiezza e l’internazionalità del lavoro di Roiter, collocandolo tra i fotografi più significativi dei nostri giorni.

Immaginari inediti e stupefacenti

Il percorso espositivo racconta gli immaginari inediti e stupefacenti che rappresentano la Sicilia ed i suoi paesaggi, Venezia e la laguna, ma anche i viaggi a New Orleans, in Belgio, in Portogallo, in Andalusia ed in Brasile che hanno determinato i primi approcci alla fotografia di Roiter, nel pieno della stagione neorealista, di cui il fotografo veneziano ha ereditato la finezza compositiva.
“Foto in bianconero, delicatissime, elegantissime nella loro apparente semplicità, composizioni da pelle d’oca, raffinatezza, gusto, equilibrio e originalità. Gioielli buoni anche per gli occhi più esigenti” (Leonello Bertolucci, I Grandi Fotografi – Fulvio Roiter, Milano 1982).
“Un bianco e nero aspro, contrastato, ruvido. Un desiderio di raccontare il mondo attraverso un attrito costante, senza mediazioni e senza menzogne. È questa la fotografia di Fulvio Roiter. Un modo particolare di guardare il mondo che ha ispirato l’opera del grande autore veneziano, fino alla fine dei suoi giorni, in una linea di racconto dinamica, ricca di sfumature, sorprese e colpi di scena, vicina a un approccio intimo alla fotografia” afferma Denis Curti.

Un percorso espositivo che scandisce le tappe di una vita interamente dedicata alla fotografia

Ne derivano 9 sezioni di mostra, ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile del grande fotografo: L’armonia del racconto; Tra stupore e meraviglia: l’Italia a colori; Venezia in bianco e nero: un autoritratto; L’altra Venezia; L’infinita bellezza; Oltre la realtà; Oltre i confini; Omaggio alla natura; L’uomo senza desideri. In tal modo, il percorso espositivo, fluido e coerente, scandisce le tappe di una vita interamente dedicata alla fotografia e alla ricerca di quei luoghi dell’anima che ne hanno ispirato la poetica, assumendo come unico punto di riferimento la pura e sincera passione, vissuta dall’autore tra scenari di viaggi, scoperte e amori incondizionati.
Roiter non tralasciava alcun passaggio della produzione fotografica, per queste ragioni, le stampe (come anche i libri) doveva realizzarle lui personalmente, nella camera oscura allestita in casa sua, per poi timbrarle e firmarle, al fine di esaltarne e tramandarne il valore. Un valore che per l’autore poteva essere misurato solo attraverso amore e passione, e la cui grandezza risuona nelle parole della nipote Jasmine come una promessa e una speranza: “Può una parola così piccola, foto, diventare così grande? Possono due sillabe riuscire a portarti in mondi lontani, in posti segreti, possono raccontarti una favola intima e silenziosa? Sì, possono. Le fotografie del Nonno, però, sembrano voler graffiare le pagine dei libri per poter uscire e diventare, se possibile, ancora più reali” (Jasmine Moro Roiter, Essere Roiter, 22.04.2016)
Promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, la mostra è prodotta da Civita Mostre in collaborazione con i Tre Oci.
Accompagna la rassegna un catalogo bilingue Marsilio Editori.
 
Foto in evidenza
Fulvio Roiter S – Norcia 1955
©Fondazione Fulvio Roiter

Fulvio Roiter alla Casa Dei Tre Oci, ultimi giorni per ammirare le fotografie del maestro 

Fulvio Roiter alla Casa dei Tre Oci, ultimi giorni

Prosegue ancora per pochi giorni e precisamente fino al 26 agosto la mostra FULVIO ROITER. FOTOGRAFIE 1948-2007, curata dal direttore artistico Denis Curti, che si presenta come la prima e più completa retrospettiva dedicata al fotografo veneziano con i suoi 200 scatti, videoproiezioni, ingrandimenti spettacolari e circa 20 libri originali raccontano la sua intera carriera fotografica. Partendo dalle origini e dal caso che hanno determinato i primi approcci di Roiter alla fotografia, nel pieno della stagione neorealista, di cui il fotografo ha ereditato la finezza compositiva, il percorso racconta gli immaginari inediti e stupefacenti che rappresentano Venezia e la laguna, ma anche i viaggi a New Orleans, Belgio, Portogallo, Andalusia e Brasile. Ne derivano 9 sezioni, ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile di Roiter. In tal modo, il percorso espositivo, fluido e coerente, scandisce le tappe di una vita interamente dedicata alla fotografia e alla ricerca di quei luoghi dell’anima che ne hanno ispirato la poetica, assumendo come unico punto di riferimento la pura e sincera passione, vissuta dall’autore tra scenari di viaggi, scoperte e amori incondizionati.

Fulvio Roiter nelle parole di Italo Zannier 

Fulvio Roiter ha superato il magnifico traguardo nel 1954: come se avesse attraversato la barriera del suono e fatto il suo ‘bang’, ha proseguito indisturbato, nonostante le mode, in una carriera che è caratterizzata da una straordinaria professionalità, dovuta a un’efficienza e a un entusiasmo che non gli sono mai venuti meno, in un mestiere difficile, passeggiando con la Rollei tra i pioppeti di Meolo, iniziando un itinerario che l’ha portato lontano, da un continente all’altro, a fissare una spettacolare sequenza di immagini, prima in grigio, ora come l’arcobaleno. È rimasto quell’ ‘enfant prodige’ della fotografia italiana, che, scriveva Turroni nel 1959, è ‘di un eccezionale acume fantastico’, dove la fantasia è immaginazione affidata alla tecnologia, che pone Roiter in grado di fissare fotograficamente anche le nostalgie e le illusioni” (Italo Zannier, “Fotografo delle illusioni”)

Alla Casa Dei Tre Oci una Sala Selfie 

Alla casa dei Tre Oci, in occasione della mostra “Fulvio Roiter. Fotografie 1948-2007” fino al 26 agosto, è stata allestita una “sala selfie”, in cui i visitatori possono divertirsi scattando foto con l’hashtag #SalutidaiTreOci. 

Un’occasione unica per un selfie unico!

Continuano gli aperitivi fotografici alla Casa Dei Tre Oci

Fulvio Roiter. Fotografie 1948 – 2007

Prosegue fino al 26 agosto la mostra FULVIO ROITER. FOTOGRAFIE 1948-2007, curata dal direttore artistico Denis Curti; la prima e più completa retrospettiva dedicata al fotografo veneziano a due anni dalla sua scomparsa, il 18 aprile 2016, resa possibile grazie al prezioso contributo della moglie Lou Embo. Il percorso farà emergere attraverso 9 sezioni tematiche tutta l’ampiezza e l’internazionalità del lavoro del fotografo veneziano,collocandolo tra i fotografi più significativi dei nostri giorni.

Aperitivi fotografici alla Casa Dei Tre Oci

Continuano presso la Casa dei Tre Oci gli appuntamenti con gli aperitivi fotografici: Giovedì 19 luglio 2018 alle ore 18.00 si terrà il sesto appuntamento con gli Aperitivi fotografici in compagnia di Distilleria Nardini 1779.
Con un biglietto ridotto al costo di 8 euro, comprensivo di ingresso e consumazione, sarà possibile trascorrere una serata speciale con gli amici, tra oltre 200 opere vintage di Fulvio Roiter. Per l’occasione è prevista un’apertura straordinaria della Casa fino alle ore 20.
La prenotazione è obbligatoria e si effettua mandando un’email info@treoci.org.
Fino ad esaurimento posti disponibili.

La Casa dei Tre Oci e le Visite del Curatore, appuntamento imperdibile

Le Visite del Curatore alla Casa Dei Tre Oci

Prosegue fino al 26 agosto la mostra FULVIO ROITER. FOTOGRAFIE 1948-2007, curata dal direttore artistico Denis Curti,la prima e più completa retrospettiva dedicata al fotografo veneziano a due anni dalla sua scomparsa, il 18 aprile 2016.

In occasione della mostra la Casa dei Tre Oci di Venezia propone nei weekend un ciclo di visite guidate dal Direttore artistico e curatore della rassegna, Denis Curti.
Il primo appuntamento è per sabato 30 giugno alle ore 18.00: un’imperdibile occasione per scoprire la più completa retrospettiva dedicata all’autore e la prima dopo la sua recente scomparsa; un’opportunità da non perdere per ripercorrere la carriera del grande fotografo veneziano attraverso una selezione di 200 fotografie per la maggior parte vintage.
Partendo dalle origini e dal caso che ne hanno determinato i primi approcci al mondo della fotografia, nel pieno della stagione neorealista, il percorso racconta gli immaginari inediti e stupefacenti di Venezia e della laguna, ma anche i viaggi di Roiter a New Orleans, in Belgio, in Portogallo, in Andalusia e in Brasile. 

Denis Curti: “La fotografia di Fulvio Roiter. Un modo particolare di guardare il mondo”

Un bianco e nero aspro, contrastato, ruvido” – osserva Denis Curti – “Un desiderio di raccontare il mondo attraverso un attrito costante, senza mediazioni e senza menzogne. È questa la fotografia di Fulvio Roiter. Un modo particolare di guardare il mondo che ha ispirato l’opera del grande autore veneziano, fino alla fine dei suoi giorni, in una linea di racconto dinamica, ricca di sfumature, sorprese e colpi di scena, vicina a un approccio intimo alla fotografia

Per partecipare è obbligatoria la prenotazione, che si effettua inviando un’email a  info@treoci.org con il proprio nominativo e un recapito telefonico, fino a esaurimento posti disponibili. 

ATTENZIONE: A causa di un imprevisto il Curatore non potrà essere presente. Al fine di garantire ugualmente lo svolgimento dell’attività, la visita verrà svolta da una delle nostre guide.

Fulvio Roiter a La Casa dei Tre Oci: appuntamento con gli aperitivi fotografici

Continua la mostra Fulvio Roiter. Fotografie 1948 – 2007 

Continua presso la Casa dei Tre Oci la prima retrospettiva dedicata al grande Fulvio Roiter dopo la sua scomparsa, il 18 aprile 2016.
La mostra, che si presentata come la più completa monografica mai realizzata sull’autore e la prima dopo la sua recente scomparsa, è promossa dalla Fondazione di Venezia in partenariato con Città di Venezia; la retrospettiva ripercorre l’intera carriera fotografica di Fulvio Roiter, e rappresenta un omaggio e un ricordo che la Casa dei Tre Oci ha voluto dedicare al fotografo che più di ogni altro ha legato l’immagine di Venezia al proprio nome.
Curato da Denis Curti e reso possibile grazie al prezioso contributo della moglie Lou Embo, il percorso farà emergere attraverso 9 sezioni tematiche tutta l’ampiezza l’internazionalità del lavoro del fotografo veneziano, collocandolo tra i fotografi più significativi dei nostri giorni.

Aperitivi fotografici in occasione della mostra Fulvio Roiter. Fotografie 1948 – 2007 

Giovedì 21 giugno 2018 alle ore 18.00 quinto appuntamento con gli Aperitivi fotografici in compagnia di Distilleria Nardini 1779. Con un biglietto ridotto al costo di 8 euro, comprensivo di ingresso e consumazione, sarà possibile trascorrere una serata speciale con gli amici, tra oltre 200 opere vintage di Fulvio Roiter. Per l’occasione è prevista un’apertura straordinaria della Casa fino alle ore 20.

Prossimo appuntamento giovedì 5 luglio alle ore 18.00.

Casa dei Tre Oci di Venezia: continua la mostra di Roiter

ph. Marco Cappelletti DSL Studio

Venezia: continua la mostra di Roiter alla Casa dei Tre Oci

Prosegue fino al 26 agosto la mostra FULVIO ROITER. FOTOGRAFIE 1948-2007, curata dal direttore artistico Denis Curti, la prima e più completa retrospettiva dedicata al fotografo veneziano a due anni dalla sua scomparsa, il 18 aprile 2016.
200 scatti (moltissimi vintage), videoproiezioni, ingrandimenti spettacolari e circa 20 libri originali raccontano la sua intera carriera fotografica.
Partendo dalle origini e dal caso che hanno determinato i primi approcci di Roiter alla fotografia, nel pieno della stagione neorealista, di cui il fotografo ha ereditato la finezza compositiva, il percorso racconta gli immaginari inediti e stupefacenti che rappresentano Venezia e la laguna, ma anche i viaggi a New Orleans, Belgio, Portogallo, Andalusia e Brasile. Ne derivano 9 sezioni, L’armonia del racconto; Tra stupore e meraviglia: l’Italia a colori; Venezia in bianco e nero: un autoritratto; L’altra Venezia; L’infinita bellezza; Oltre la realtà; Oltre i confini; Omaggio alla natura; L’uomo senza desideri, ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile di Roiter. In tal modo, il percorso espositivo, fluido e coerente, scandisce le tappe di una vita interamente dedicata alla fotografia e alla ricerca di quei luoghi dell’anima che ne hanno ispirato la poetica, assumendo come unico punto di riferimento la pura e sincera passione, vissuta dall’autore tra scenari di viaggi, scoperte e amori incondizionati.
L’ allestimento si arricchisce di videoproiezioni, ingrandimenti spettacolari e una ventina di libri originali, che, oltre a visualizzare in pagina l’opera di Roiter, restituiscono anche la vastità di contributi critici dei tanti autori che hanno scritto sul suo lavoro, tra cui Andrea Zanzotto, Italo Zannier, Alberto Moravia, Ignazio Roiter, Gian Antonio Stella, Roberto Mutti, Stenio Solinas, Fulco Pratesi. Non manca il breve ma intenso ricordo della moglie Lou, riferito a quel primo incontro in Belgio, che fu la nascita di un rapporto umano e professionale lungo quarant’anni.

Durante l’apertura della mostra un ricco programma di attività collaterali e iniziative contribuirà a evidenziare il nesso tra la vita e l’arte di Roiter e la città di Venezia attraverso incontri e approfondimenti. Accompagna la rassegna un catalogo bilingue Marsilio Editori.

Fulvio Roiter alla Casa dei Tre Oci di Venezia: laboratori gratuiti

Hai un’età compresa tra i 5 e 13 anni? Vieni alla Casa dei Tre Oci con la tua famiglia e partecipa ai laboratori gratuiti organizzati, da sabato 5 maggio a domenica 10 giugno, in occasione della mostra Fulvio Roiter

  • Viaggi reali e viaggi immaginari. Emozioni in bianco e nero tra immagini e parole. Laboratorio a cura di BarchettaBlu con S. Italiano. Viaggio, natura e immaginazione sono i temi di questo percorso fotografico. Ai partecipanti verrà distribuita un’originale “macchina fotografica” attraverso cui sperimentare le prospettive da cui inquadrare le cose e le persone che ci circondano. Le letture arricchiranno questa esperienza,fornendo ulteriori stimoli visivi e fantastici.
    Domenica 3 giugno
    ore 11 > 5-7 anni
    ore 15 > 8-10 anni
  • Radici e chiome. Tra realtà e immaginazione
    Laboratorio a cura di BarchettaBlu con S. Pichi
    Il tema dell’albero è al centro di questo laboratorio di espressività corporea e creativa. Si parte dal grande albero che cresce davanti alla Casa dei Tre Oci per arrivare alla sezione del percorso espositivo dedicata agli alberi.
    domenica 10 giugno
    ore 11 > 5-8 anni
    ore 15 > 9-13 anni

I laboratori, della durata di 1h30, sono completamente gratuiti (incluso l’ingresso in mostra) e si svolgono solo su prenotazione a partire da un minimo di 8 fino a un massimo di 20 partecipanti. Per informazioni e prenotazioni telefonare al numero 0412413551 o alla mail info@barchettablu.it dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 12. Il sabato e la domenica scrivere a bookshoptreoci@libero.it

 

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