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gian paolo barbieri

Gian Paolo Barbieri: Rivoluzione di classe

Simonetta Gianfelici per Valentino, 1983
Simonetta Gianfelici per Valentino, 1983

Gian Paolo Barbieri

Composizioni raffinate e messe in scena su set reali o ricreati nei minimi dettagli. Così ha rivoluzionato la fotografia di moda, negli anni in cui sulle riviste apparivano i fabbricanti di tessuti.
Quando da ragazzo andava al cinema, restava affascinato dal modo in cui le luci o certe inquadrature esaltavano la bellezza e il fascino degli attori. Così si affrettava a rincasare per provare a ricreare quegli effetti con lampade e altri ammennicoli che trovava in cantina. Inoltre, alla fine degli anni Cinquanta, Barbieri studia recitazione e in teatro scatta le sue prime fotografie da autodidatta, improvvisando i costumi con drappi di tessuto che prendeva nel negozio di suo padre. Da Milano l’amore per il cinema lo porta nella Roma della dolce vita per bussare agli studios di Cinecittà. Qui, però, riesce solo a fare qualche servizio a giovani attrici in cerca di fama, sviluppando e stampando le fotografie nella stanza della pensione in cui alloggia. Perciò decide di partire per Parigi, dove diventa assistente di Tom Kublin, fotografo della rivista di moda «Harper’s Bazaar». La scomparsa improvvisa del suo maestro dopo poche settimane lo costringe a tornare a Milano dove apre il suo studio, convinto di avere un futuro nella fotografia di moda. È il 1964. In Italia non ci sono molte riviste patinate alle quali proporsi, così comincia a guadagnare realizzando campionari Di lì a poco avvia una collaborazione con la neonata rivista «Novità» che presto diventerà «Vogue Italia», inaugurando il primo numero con una sua fotografia in copertina. Fino a quel momento a fare pubblicità sulle riviste erano perlopiù i produttori di tessuti che utilizzavano le creazioni dei couturier unicamente per mostrare i loro materiali. Insieme allo stilista Valentino, Barbieri rivoluziona le campagne pubblicitarie, spostando l’attenzione sulla personalità e sulla creatività degli stilisti ed esaltando lo spirito delle collezioni. Stravolge l’immagine della donna, scegliendo modelle che sanno interpretare la scena e dare un’anima agli abiti. Intanto in Europa tira un’aria nuova sul fronte sociale e culturale che influenza anche la moda. L’eleganza sofisticata degli anni Cinquanta lascia il posto ai colori sgargianti, alle minigonne della swinging London e a modelle giovanissime e filiformi come Twiggy e Penelope Tree. Con la nascita del prêt-à-porter, nei primi anni Settanta, il made in Italy conquista il mondo. Barbieri lavora senza sosta con i maggiori stilisti: Valentino, Giorgio Armani, Yves Saint Laurent, Gianfranco Ferré, Gianni Versace, Dolce & Gabbana. Coraggiosamente rifiuta un contratto plurimilionario con «Vogue America» per non lasciare il suo Paese e ottiene di poter lavorare per la testata dall’Italia. Più tardi si dedica anche alla fotografia di viaggio, al nudo e allo still life, ma la sua capacità di interpretare con estrema raffinatezza e perfezione l’estro e la filosofia di stilisti tanto diversi, trasformandosi nel loro “occhio”, lo hanno reso un maestro indiscusso nella fotografia di moda che ha fatto scuola in tutto il mondo.

Immagine in evidenza Simonetta Gianfelici per Valentino, 1983

L’Estetica della Ribellione – Il Sessantotto di Gian Paolo Barbieri

L’Estetica della Ribellione – Il Sessantotto

La Fondazione Gian Paolo Barbieri, in occasione delle visite agli Archivi Aperti e in collaborazione con Rete Fotografia e GRIN, organizza, con la curatela di Mariateresa Cerretelli, una mostra sul Sessantotto di uno dei più noti protagonisti della fotografia di moda nel mondo, Gian Paolo Barbieri.

Per Gian Paolo Barbieri, già negli anni Sessanta, l’estetica fotografica rappresenta lo specchio di una profonda ribellione di creatività rispetto ai canoni imperanti. La sua passione sconfinata per il cinema e per l’arte si fondono su un set rivoluzionario, un teatro esclusivo dove realizzare immagini fuori dagli schemi che conquistano grandi marchi come Valentino, Bulgari e Saint Laurent, e le copertine delle riviste più prestigiose, da Vogue a Linea Italiana.

L’Estetica della Ribellione, Il Sessantotto:  la luminosa genialità di Gian Paolo Barbieri

In un clima di trasformazione culturale della società, la totale libertà espressiva dell’ Artista svela la bellezza statuaria del corpo femminile, ne accentua la sensualità modulata in una gestualità densa di eleganza e di armonia, esalta la valenza di abiti, trucchi e acconciature e, con la complicità delle sue muse, da Isa Stoppi a Mirella Petteni, da Benedetta Barzini a Pat Cleveland, Ivana Bastianello e Marina Schiano, segna un nuovo capitolo nella storia del fashion. L’Estetica della Ribellione – Il Sessantotto, titolo dell’esposizione, richiama la luminosa genialità di Gian Paolo Barbieri in un percorso dove il fascino delle sue fotografie s’intreccia alla ricca documentazione e alle riviste glamour di quel periodo e alla ricostruzione del set anni Sessanta, con fondali e attrezzature originali. 

L’ESTETICA DELLA RIBELLIONE – Il Sessantotto
Apertura al pubblico dal 23 al 31 ottobre, 2018
Orari: 10:00 – 17:00 Ingresso libero
tel. 02 55 19 41 54
info@fondazionegpb.it
www.fondazionegianpaolobarbieri.it

Stefano Babic: alla Milano Photo Week con "L’IO DI _VISO"

Stefano Babic “L’IO DI _VISO”

La Metamorfosi Del Contemporaneo 30 ritratti suggestivi di Stefano Babic, in una mostra ispirata all’opera omonima di Ronald Laing, psichiatra che al tema della schizofrenia e del doppio dedicò un’estesa e affascinante riflessione.

Stefano Babic “L’IO DI _VISO” e il progetto Vidas

L’evento sostiene il progetto pediatrico Vidas. Una serie di ritratti dal titolo dell’opera omonima del filosofo e psichiatra scozzese Ronald Laing (L’Io diviso, Einaudi, 1959), importante lavoro dedicato alla schizofrenia. È il tema della mostra che Stefano Babic, fotografo di moda e ritrattista sensibilissimo, ha realizzato raccogliendo ritratti nel corso di un paio d’anni. Quando il Comune ha concesso, durante la Milano Photo Week, uno dei Caselli Daziari in piazza Sempione (Arco della Pace), da poco riaperto e restituito alla città, è stato possibile dare corpo al sogno.
Dal 6 al 9 giugno – inaugurazione il 6 dalle ore 18 alle 21– le opere di Babic saranno in mostra per sensibilizzare sul progetto pediatrico Vidas, assistenza completa e gratuita a bambini e ragazzi malati inguaribili, che, dalla prossima primavera, sarà completato nei tre setting, domicilio, degenza, day hospice, con l’apertura di Casa Sollievo Bimbi, la prima struttura che potrà accogliere i piccoli pazienti sin dall’esordio delle loro patologie.

Oltre ai ritratti di personaggi della cultura, del design, della pubblicità della musica e della moda, ci sarà una sezione dedicata ai fotografi amici: Maria Vittoria Backhaus, Gian Paolo Barbieri, Giovanni Gastel, Piero Gemelli, Toni Meneguzzo, Toni Thorimbert, Oliviero Toscani e Fabrizio Ferri.

La genesi del progetto è strettamente legato, per Babic, alla conoscenza di Laing:

La mia riflessione artistica trae spunto da Laing e, con lo strumento che più mi appartiene, la fotografia, prende forma in un percorso teso a mostrare come la schizofrenia non rappresenti semplicemente e solo un disturbo psichico, ma sia la malattia del nostro tempo”. Sul senso complessivo, così prosegue: “Secondo Laing, il concetto di normalità non esiste, perché molti uomini cosiddetti normali costruiscono falsi io per difendersi dalla realtà. I confini tra normalità e psicosi si mostrano in tutta la loro labilità, facendo intravedere la potenzialità psicotiche insite in ogni esistenza umana, facendoci scoprire quanto sia sottile il confine tra sanità e psicosi, e come l’insicurezza e la precarietà siano insite nell’esistenza umana. Dare forma a questo dualismo e contrasto è alla base del lavoro del fotografo che si confronta con il linguaggio del ritratto. In camera oscura, prima dell’avvento del digitale, sono rimasto spesso intrappolato dalla magia della carta fotografica nella bacinella di stampa, quando i contorni del ritratto cominciavano a prendere vita, raccontando, nel loro graduale sviluppo, storie complesse del soggetto ritratto. È capitato che fossi rimasto molto colpito in particolare da un ritratto che feci a Klaus Kinski, il bene e il male chiaro e definito nel volto di quell’attore grande ed inquieto. Pensai il bene ed il male esistono davvero. O forse sono solo un punto di vista. Un po’ come quando un fotografo cerca il profilo migliore del soggetto che ha davanti. Pretende di riconoscerlo, e il soggetto gli si affida. Ma il profilo migliore, la metà migliore del viso, esiste solo in relazione all’altro profilo, il peggiore. Come se il bene esistesse solo in relazione con il male. Ecco, mettiamo insieme le due metà migliori e otterremo qualcosa di decisamente peggiore del nostro intero, fatto di bene e di male. Questa è una ricerca che mi ha sempre affascinato come fotografo”.

All’interno del casello daziario i visitatori potranno trovare materiale informativo Vidas sul progetto pediatrico e avranno la possibilità di contribuire concretamente con una donazione, grazie a teche disposte allo scopo e alla presenza di volontari Vidas.

Stefano Babic “L’IO DI _VISO”: programma 

CASELLO DAZIARIO, ARCO DELLA PACE – PIAZZA SEMPIONE – MILANO

METAMORFOSI DEL CONTEMPORANEO

STEFANO BABIC 

Inaugurazione: 6 giugno dalle 18 alle 21

Apertura al pubblico dal 7 al 9 giugno dalle 10 alle 20

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Lectio Magistralis di Fotografia. Gian Paolo Barbieri al MAXXI

Gian Paolo Barbieri, Audrey Hepburn, Vogue Italia, Roma 1969

Dalla moda all’attualità. E ritorno.
Gian Paolo Barbieri, tra i più importanti maestri italiani dell’immagine, si racconta ripercorrendo la sua straordinaria carriera in dialogo con Maurizio Rebuzzini e Settimio Benedusi nel corso di un nuovo appuntamento con le Lectio Magistralis Di Fotografia.


Gian Paolo Barbieri, Audrey Hepburn, Vogue Italia, Roma 1969

INFO
Piazza del MAXXI, Roma – ingresso libero fino a esaurimento posti con possibilità di prenotazione del posto per i primi 10 possessori della card myMAXXI, scrivendo a mymaxxi@fondazionemaxxi.it entro il giorno prima dell’evento
Per maggiori informazioni clicca qui.

Iniziativa promossa in collaborazione con AFIP International Associazione Fotografi Professionisti e in occasione di Altaroma – edizione luglio 2017


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Gian Paolo Barbieri in mostra a Milano | 23 novembre – 20 dicembre 2016

GIAN PAOLO BARBIERI

Occhio, cuore e mente: cinquant’anni di bellezza nella fotografia di moda

L’esposizione ripercorre, attraverso quaranta immagini, alcune inedite, mezzo secolo di carriera di uno dei fotografi di moda più importanti e riconosciuti a livello internazionale.


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Gian Paolo ottiene risultati incredibili, senza lasciarsi prendere la mano dagli effetti. Il suo lieve passo indietro dalla realtà gli permette di trasformarla, innalzandola di registro: l’abito elegante diventa imperiale, l’occhio bello, stupendo, soltanto grazie alle luci e alla scelta del momento giusto.

Giorgio Armani


Dal 23 novembre al 20 dicembre 2016, 29 ARTS IN PROGRESS gallery di Milano (via San Vittore 13) ospita una mostra che ripercorre mezzo secolo di carriera di Gian Paolo Barbieri, uno dei fotografi di moda più importanti e riconosciuti a livello internazionale.

La rassegna, dal titolo Occhio, cuore e mente: cinquant’anni di bellezza nella fotografia di moda, curata da Nikolaos Velissiotis, propone 40 tra i suoi soggetti più conosciuti, stampe vintage ai sali d’argento e polaroid, oltre ad alcuni scatti inediti.

Celebre per la teatralità dei suoi set, Gian Paolo Barbieri ha saputo rappresentare lo spirito della fotografia di moda, in tutte le sue sfumature, dalla seduzione alla provocazione, dal mito all’eleganza.

Interprete più accreditato del Made in Italy, Barbieri ha creato campagne fotografiche per maison quali Valentino, Armani, Missoni, Versace, Ferré, Dolce & Gabbana.

Il suo lavoro per le edizioni francesi, americane e tedesche di Vogue lo ha portato inoltre a collaborare con stilisti internazionali come Yves Saint Laurent e Vivienne Westwood.

Proprio parlando di lui, Yves Saint Laurent ha affermato che “Gian Paolo Barbieri attraversa l’eleganza sontuosa dei suoi ritratti femminili e delle scene dei quartieri poveri con la stessa anima, lo stesso amore. Un segreto che non appartiene che a lui. Nutro per Gian Paolo una profonda ammirazione, perché lo ritengo un fotografo sensibile, umano e capace di dignitosa partecipazione emotiva”.


Le immagini di Gian Paolo sono – nell’ordine – occhio, cuore e mente.

Gianfranco Ferré


Le fotografie per riviste di moda, ritratti in studio, scatti eseguiti durante pause sul set restituiscono un affresco variopinto del mondo della moda e la sua dimensione sospesa tra realtà e immaginario.

Tra le dive e le modelle messe in posa davanti al suo obiettivo si possono ricordare Audrey Hepburn, Jerry Hall, Vivienne Westwood, Eva Malstrom, Aly Dunne, Mary Jonasson, Veruschka, Anjelica Huston, le italiane Isa Stoppi, Simonetta Gianfelici, Ivana Bastianello, Monica Bellucci.

L’esposizione, nell’ambito degli eventi in calendario durante il Photo Vogue Festival, è un’occasione imperdibile per ripercorrere quanto di meglio la fotografia ha potuto esprimere nel mondo della moda ed entrare in contatto con un universo di enorme fascino ed eleganza formale.


GIAN PAOLO BARBIERI. Occhio, cuore e mente: cinquant’anni di bellezza nella fotografia di moda

Milano, 29 ARTS IN PROGRESS Gallery – Via San Vittore 13

23 novembre – 20 dicembre 2016

Inaugurazione solo su invito: martedì 22 novembre, ore 18.00

Orari: martedì-sabato, 11.00-19.00.

Altri giorni e orari su appuntamento

Ingresso libero


Informazioni: tel. 02 94387188; 392 1002348

info@29artsinprogress.com

 Sito internet: www.29artsinprogress.com

Gian Paolo Barbieri | Occhio, cuore e mente: cinquant’anni di bellezza nella fotografia di moda

GIAN PAOLO BARBIERI

Occhio, cuore e mente: cinquant’anni di bellezza nella fotografia di moda

dal 23 novembre al 20 dicembre | Milano, 29 Arts in Progress gallery


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L’esposizione ripercorre, attraverso quaranta immagini, alcune inedite, mezzo secolo di carriera di uno dei fotografi di moda più importanti e riconosciuti a livello internazionale.


Gian Paolo ottiene risultati incredibili, senza lasciarsi prendere la mano dagli effetti.Il suo lieve passo indietro dalla realtà gli permette di trasformarla, innalzandola di registro: l’abito elegante diventa imperiale, l’occhio bello, stupendo, soltanto grazie alle luci e alla scelta del momento giusto.

Giorgio Armani


Dal 23 novembre al 20 dicembre 2016, 29 ARTS IN PROGRESS gallery di Milano (via San Vittore 13) ospita una mostra che ripercorre mezzo secolo di carriera di Gian Paolo Barbieri, uno dei fotografi di moda più importanti e riconosciuti a livello internazionale.

La rassegna, dal titolo Occhio, cuore e mente: cinquant’anni di bellezza nella fotografia di moda, curata da Nikolaos Velissiotis, propone 40 tra i suoi soggetti più conosciuti, stampe vintage ai sali d’argento e polaroid, oltre ad alcuni scatti inediti.

Celebre per la teatralità dei suoi set, Gian Paolo Barbieri ha saputo rappresentare lo spirito della fotografia di moda, in tutte le sue sfumature, dalla seduzione alla provocazione, dal mito all’eleganza.

Interprete più accreditato del Made in Italy, Barbieri ha creato campagne fotografiche per maison quali Valentino, Armani, Missoni, Versace, Ferré, Dolce & Gabbana.

Il suo lavoro per le edizioni francesi, americane e tedesche di Vogue lo ha portato inoltre a collaborare con stilisti internazionali come Yves Saint Laurent e Vivienne Westwood.

Proprio parlando di lui, Yves Saint Laurent ha affermato che “Gian Paolo Barbieri attraversa l’eleganza sontuosa dei suoi ritratti femminili e delle scene dei quartieri poveri con la stessa anima, lo stesso amore. Un segreto che non appartiene che a lui. Nutro per Gian Paolo una profonda ammirazione, perché lo ritengo un fotografo sensibile, umano e capace di dignitosa partecipazione emotiva”.

Le fotografie per riviste di moda, ritratti in studio, scatti eseguiti durante pause sul set restituiscono un affresco variopinto del mondo della moda e la sua dimensione sospesa tra realtà e immaginario.

Tra le dive e le modelle messe in posa davanti al suo obiettivo si possono ricordare Audrey Hepburn, Jerry Hall, Vivienne Westwood, Eva Malstrom, Aly Dunne, Mary Jonasson, Veruschka, Anjelica Huston, le italiane Isa Stoppi, Simonetta Gianfelici, Ivana Bastianello, Monica Bellucci.

L’esposizione, nell’ambito degli eventi in calendario durante il Photo Vogue Festival, è un’occasione imperdibile per ripercorrere quanto di meglio la fotografia ha potuto esprimere nel mondo della moda ed entrare in contatto con un universo di enorme fascino ed eleganza formale.


Gian Paolo Barbieri nasce nel 1938 in via Mazzini, nel centro di Milano, in una famiglia di grossisti di tessuti. Proprio nel grande magazzino di tessuti di suo padre acquisisce delle competenze che gli saranno utili nel suo fare fotografia di moda. Come per altri grandi, Armani per esempio, è il teatro a esercitare un potente fascino sulla fantasia, tanto da farlo iscrivere alla scuola di recitazione del Teatro Filodrammatici, tra il 1956 e il 1957. In seguito gli viene affidata una piccola parte non parlata in ”Medea” di  Luchino Visconti con Sarah Ferrati e Memo Benassi.

Il cinema americano degli anni ’50 costituisce una base importante per lui: i drammi di Tennessee Williams o attori come James Dean, Marlon Brando o ancora Lana Turner e Ava Gardner, donne bellissime illuminate da una luce tutta particolare che le rendeva ancora più affascinanti.

Il cinema gli da il senso del movimento e l’occasione di portare la moda italiana in esterno, dandole un’anima diversa.

Ha l’occasione di andare a Roma, in puro clima “dolce vita”, dove per mantenersi fotografa le starlette emergenti, ma non per molto.

Si trasferisce a Parigi dove incontra il fotografo di “Harper’s Bazaar” Tom Kublin a cui fa da assistente per un periodo breve ma intenso.

Nel 1964 apre uno studio a Milano e comincia a lavorare nella moda, facendo campionari. Riesce a farsi pubblicare dei servizi fotografici, su “Novità”, la rivista che in seguito, nel 1966, diventerà “Vogue Italia”. Da questo momento comincia a collaborare con la Condé Nast, pubblicando anche su “Vogue Paris” dal 1973.

Nel 1968 vince il Premio Biancamano come migliore fotografo italiano e il settimanale “Stern” lo inserisce tra i quattordici migliori fotografi di moda nel panorama internazionale.

Realizza campagne pubblicitarie per marchi importanti come: Elizabeth Arden, Chanel, Dolce & Gabbana, Mikimoto e tanti altri, in cui riesce a trasformare ciò che ritrae in immagini ideali, con richiami continui al cinema anni Trenta e Quaranta.

Fondamentale tappa del suo iter è l’esperienza con Vogue Italia e con i più grandi stilisti  come Valentino, Versace, Ferré, Armani di cui ha interpretato le creazioni negli anni ’80, in cui il prêt-à-porter italiano e il Made in Italy conquistano il mondo.

Negli anni ’90 compie diversi viaggi in paradisi tropicali come Tahiti, Madagascar, Seychelles e Polinesia,  da cui nascono dei meravigliosi libri fotografici in cui racconta luoghi e realtà lontane con il suo impeccabile gusto. Nonostante le foto siano in esterno e siano spesso immediate o fugaci, sono così “perfette” da sembrare fatte in studio, riesce a unire la spontaneità di quella gente e di quei luoghi a un’eleganza e uno stile che lo contraddistinguono sempre. È riuscito a intrecciare la spontaneità della fotografia etnografica al glamour della fotografia di moda. Queste foto sono state scelte da David Bailey per essere esposte all’interno del Victoria and Albert Museum di Londra e nel Kunsforum di Vienna, considerate, a tutti gli effetti, opere d’arte.


INFO

Orari: martedì-sabato, 11.00-19.00. Altri giorni e orari su appuntamento

Ingresso libero

Informazioni: tel. 02 94387188; 392 1002348 | Info@29artsinprogress.com

Sito internet: www.29artsinprogress.com

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